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| Proposta di modifica al Regolamento delle Manifestazioni: Presidenti unitevi a noi |
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| Scritto da Gruppo di lavoro "La Bozza" |
| Venerdì 22 Gennaio 2010 20:58 |
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Carissimi, come sapete, la Fidal ha pubblicato e diffuso il nuovo Regolamento delle Manifestazioni, cioè l’insieme delle norme che regolano l’effettuazione delle manifestazioni di Atletica Leggera in Italia, in pista, su strada, nel cross e nella corsa in montagna. Alcune di queste norme, in particolare quelle riferite alle corse su strada, che per numero e dislocazione territoriale, hanno fatto discutere fin da subito diversi “attori” del movimento, primi fra tutti i Comitati Regionali che dovevano applicare sul territorio le nuove regole, con complicazioni organizzative ed implicazioni economiche che mettevano a rischio i rapporti degli stessi Comitati con i propri associati. A seguito della pubblicazione del nuovo Regolamento delle Manifestazioni e soprattutto delle interpretazioni applicative non uniformi espresse da diversi Comitati Regionali, un gruppo di società, regolarmente affiliate alla FIDAL, con l’ausilio di esperti appartenenti a diverse categorie di tesserati, con il solo intento di dare un contributo al miglioramento della nuova situazione creatasi, ha provato ad elaborare un documento, che si sottoporrò alla valutazione del Consiglio Federale e dei Consiglieri Nazionali con Delega al “Settore Organizzazione”. L’intento e l’obiettivo di questo gruppo di lavoro, formatosi all’interno di abituali lettori/frequentatori di Podisti.Net, è quello di proporre alla Federazione, unico organismo su tutto il territorio competente in materia, un documento che renda semplici, chiare e più facilmente applicabili le norme federali e di uniformarle su tutto il territorio, in modo da consentire che qualsiasi tesserato abbia pari opportunità, trattamento, diritti e doveri, quando partecipa ad una manifestazione su strada. L’esperienza e la competenza del gruppo di lavoro sono state acquisite nel tempo, attraverso il lavoro di organizzazione di manifestazioni istituzionali e di campionato e di una frequentazione domenicale del mondo delle corse su strada. La volontà del gruppo di lavoro è quella di portare il documento all’attenzione dei massimi organismi federali in occasione della riunione degli “Stati Generali” dell’Atletica Italiana, in programma a Formia il prossimo 29 e 30 gennaio, per poi inoltrare la proposta anche al Consiglio Federale che si riunirà successivamente. Più società sostenitrici avrà il documento e più forti sono le probabilità che le proposte del gruppo di lavoro trovino attenzione, ascolto e approvazione; è importante che siano le società a sostenere le proposte, perché esse sono l’organismo che la Federazione riconosce come proprio interlocutore. Quello che si chiede è di leggere attentamente il contenuto del documento; se gli argomenti affrontati e le proposte fatte sono condivisibili, fate sottoscrivere il documento al Presidente della vostra società: è il modo più corretto per dare forza al movimento delle corse su strada e dei suoi protagonisti veri che sono i corridori. Trackback(0)
Commenti
(24)
Leggo il nuovo regolamento e mi vengono in mente un paio di dubbi e note che espongo brevemente e di seguito: 1) Per quanto riguarda le manifestazioni Provinciali “… atleti inseriti nell’elenco Top possono partecipare ma non possono percepire premi ..”. Ritengo poco “elegante” in quanto una prova di carattere provinciale, se tale dovrebbe essere dovrebbe tutelare proprio questo elemento. Inoltre si può facilmente ”baipassare” questo problema magari “donando” premi al di fuori classifica con i problemi che tale decisione comporta. Quindi per evitare che una manifestazione provinciale diventi “nazionale” o addirittura “internazionale” (ovviamente solo agli occhi dei non addetti ai lavori) io non permetterei che gli atleti inseriti nella lista Top possano prenderne parte. 2) Per quanto riguarda le manifestazioni Regionali. cfr. sopra. 3) Interessante il fatto che atleti stranieri residenti possano prendere parte alle manifestazioni regionali seppure non appartenenti a società della regione. 4) Atleti nei primi 5 della graduatoria? praticamente si peggiora una situazione precedente (escludeva i primi 10). Inoltre inserirei una clausola per cui: gli atleti stranieri nella lista Top dovranno avere una performance comunque non migliore dei nostri atleti italiani (infatti non ho mai capito perchè uno straniero da 1h1 sulla mezza poteva prendere parte alle manifestaizoni reginali ed un'atleta es. toscano nei primi 10 no) e non potranno prendere parte alle manifestazioni regionali a prescindere dalla casacca di appartenenza. 5) Inoltre terrei presente questa considerazione per gli atleti d’elite così da capirsi : … se vediamo la maratona 2009 e cerchiamo i primi 100 atleti stranieri vedremo che non abbiamo neppure un italiano nei 100 …. anzi sì solo 1 (Ruggiero Pertile 100° se non ho contato male http://www.iaaf.org/statistics...etail.html). Mentre non ho trovato il 5° italiano nei 700 …. . Questo comporterà che se prendiamo ad es. i primi 50 di questa lista e i primi 5 della lista dei Top italiani avremo una discrepanza ovvia e cioè che una manifestazione internazionale con atleti top nei primi 50 … diventa veramente molto restrittiva. inoltre seppure sono concorde con 3 atleti stranieri in generale vorrei capire se si può definire manifestazione internazionale solo con questo criterio. Cioè secondo me deve avere almeno 3 atleti di questo livello (tipo nei primi 100 al mondo … o comunque uno dei minimi predisposti) ma dovrà comprendere certo anche atleti di livello nazionale es. almeno n. 10 atleti con minimo di partecipazione o con requisiti richiesti al fine di “fare una manifestazione” che sia una competizione.
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6) Sarebbe utile sottolineare che gli atleti Top italiani e stranieri esclusi dalle corse regionali non potranno partecipare a tali manifestazioni regionali nell’ambito della propria competenza. Es. un 1500 nella lista top non sarà certo un’atleta “top” per quanto riguarda la maratona. 7) Lo stesso dovrà valere per le manifestazioni internazionali dove 3 atleti elite dovranno appartenere al settore della manifestazione in questione. Es. Un lanciatore del martello seppure elite non potrà essere considerato un atleta elite per una corsa su strada, come anche un 400mt …. Poi è naturale che dovrà esserci una commissione che valuterà se un atleta dei mt. 10000 50° al mondo potrà essere considerato tale per una maratona.(Personalmente no … ovvero se ha con se’ all’attivo anche altri parametri …).8) Pertanto quello che io ritengo debba essere fatto con questo regolamento non è tanto tutelare la manifestazione come evento (cioè vedere se mi viene il campione di turno alla manifestazione sotto casa o se ho il keniano che sbarella tutti così che avrò lustro nella manifestazione … affiancato a mille e più concorrenti). Ma tutelare l’attività in quanto corpo dell’evento (ho una manifestazione regionale ed allora so che chi vincerà sarà di questa categoria, la battaglia sarà appropriata – non ci sarà lo straniero di turno appartenente ad una società della regione - o il nazionale di turno per par condicio, incentiverò gli atleti di un certo livello a partecipare al proprio settore di appartenenza. così come una manifestazione internazionale sarà tale grazie ai criteri di qualità e quindi avremo una competitività con lo spettacolo annesso dovuto a criteri qualitativi e non a criteri diversi, che seppure possono essere di riempimento non devono avere la prerogativa. Infatti per me una manifestaizone internazionale non dovrebbe avere come valutazione criteri di appartenenza territoriale ma qualitativi: es. almeno 5 atleti con prestazione uguale o migliore del 100° posto al mondo sui mt. 10000, se una manifestazione è tra 10 e 15km, + almeno 10 atleti con un valore migliore o uguale al minimo di partecipazione ai campionati italiani assoluti sui mt. 10000 perchè ovviamente 3 atleti mi sembrano un pò pochini per dire che tale è una manifestazione ovvero una COMPETIZIONE) SALUTI a presto. Max report abuse
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Vedi Emiliano,
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le domande che ti poni e quelle dei tuoi atleti sono più che pertinenti e comprensibili, in realtà nella prima parte ti rispondi da solo. Se le gare che intendete voi, ovvero per Amatori, lo sono veramente senza premi di valore o denaro vi potete tranquillamente affiliare ad un EPS (il CSI nel tuo caso). Attento però che nella parte centrale ti contraddici un po’, non devi parlare di gare convenzionali o gare organizzate Fidal, perché allora devi affiliarti ad essa e rispettarne le regole, belle o brutte che siano. Insomma ragazzi… o si è carne o si è pesce, sappiamo benissimo che la libertà di optare a ciò che più ci piace è la soluzione migliore ma purtroppo a volte ci sono delle regole... anche nelle convenzioni degli Enti di Promozione con le Federazioni. Noi con la nostra Bozza cerchiamo di cambiarle queste regole, in particolare nelle manifestazioni dove la partecipazione è di poche centinaia di atleti, eliminando proprio la tassa gara. Grazie del tuo intervento, scegli per la tua società quello che rispecchia maggiormente la vostra realtà, magari tenendo presente quanto sopra descritto. Gruppo La Bozza report abuse
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Commento di Emiliano
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Salve, personalmente ribadisco che per un settore "amatoriale" di corsa podistica, vi sono anche troppe regole e imposizioni da parte della FIDAL stessa; ma, come spesso mi viene chiesto da tanti podisti della ns. Società, perchè non ci fanno correre liberamente senza restrizioni e obblighi particolari? Capisco le gare di campionato e/o istituzionali, ma gli organizzatori saranno liberi di premiare e far correre chi gli pare nelle gare da loro organizzate, visto che comunque pagano la relativa tassa gara (senza nulla in cambio), e, senza nessuna assistenza FIDAL rischiano di loro nell'organizzazione delle gare su strada?? E poi perchè imporre la relativa quota di iscrizione? I partecipanti saranno ben in grado di valutare se partecipare oppure no!! Molti dei nostri atleti stanno confluendo nel C.S.I.; ed il prossimo anno stiamo valutando se uscire dalla FIDAL. da Emiliano report abuse
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Anche da parte mia un grazie per il Suo contributo alla discussione nel quadro di una Federazione troppo assente su questo punto.
Votes: +3
Lei ha ragione sul fatto che le regole debbano essere sostenibili, putroppo io ho il sospetto che manchi per prima la volontà di farle applicare. La lista di esempi è troppo lunga. Sul fatto delle tasse, trovo il criterio della proporzionalità il migliore che ci sia. Chi ha grossi numeri è giusto che paghi in proporzione. E poi siamo nel XXI secolo, con computer, ordini di arrivo spesso reperibili su tanti siti. Se si vuole fare ci si organizza: 200 gare in un anno sono 4 alla settimana. Non riuscite a fare i conti di 4 gare alla settimana? Sono anche sopreso del fatto che Lei sia soddisfatto dei regolamenti 2009. Recentemente su questo sito ho seguito la telenovela su una gara, con colpi di scena ogni giorno: accordi con EPS diversi dal resto delle altre regioni e che conoscevano in pochi (compreso esperti addetti ai lavori), l'esistenza di un programma tecnico per atleti top che consentiva la partecipazione a gare locali, bypassando i regolamenti (che poi non si è mai visto, neanche sbianchettato sulla parte economica, ma ci crediamo sulla fiducia anche se dovrebbe essere al federazione ad informare tutti e non l'agente dell'atleta....) ecc ecc. Meglio di Beautiful. Mi scusi se sono stato rude e grazie ancora per essere uno dei pochi FIDAL che ci mette la faccia report abuse
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Grazie Presidente Montanari per questo suo intervento, molti di noi non avevano dubbi che Lei sarebbe intervenuto (tra i pochi Federali purtroppo)e questo le fa onore.
Votes: +6
Detto questo sulla variegatura avevamo già risposto al sig. Anichini, vero che l’Italia è lunga, però anche la Francia e la Germania sono larghe, pare però che le cose in questi paesi funzionino decisamente meglio. Inoltre non è una buona ragione perché ognuno faccia ciò che meglio crede e che gli torna utile Per noi la tassa è antidemocratica, le sembra giusto che una gara che vede 200 partenti debba sostenere le stesse spese di una che ne ha 1500? …e ci scusi Presidente, nel 2010 ci vogliono mesi per incassare? le ricordiamo che gli organizzatori sono come i benzinai, PRIMA paghi, POI consumi. Inoltre non è certo un problema quello di far pagare in base agli arrivati, basta fare come lo stato, si paga in anticipo un acconto sulla base del reddito, ops... numero degli arrivati dell'anno prima e poi si fa il conguaglio dopo la gara, un sacrifico giustiicato dal principio dell'equita' fiscale. Nessuno pensa che la Federazione sia ladrona, magari non efficiente, poco risparmiosa, a volte un pochino festaiola, ma ladrona no. E a proposito di risparmi, non sarebbe ora che le decine di commissioni si riunissero da casa tramite Skype o Stanze Virtuali anziché i viaggi "All Inclusive?” Alla fine Presidente lei ci sorprende, è soddisfattissimo del regolamento Federale, …ma non questo, quello di prima dell’aggiornamento, …allora la pensa come noi, ...ci potrebbe anche sostenere l’iniziativa! Abbiamo recepito poi il suo annuncio finale, gli emiliano/romagnoli possono dormire sonni tranquilli, grazie anche alla perfetta intesa con gli EPS, perché non dice “grazie anche a qualche convenzione che mette le cose a posto rispetto a quanto partorito dal Nazionale”. La Bozza però deve pensare in grande, andare a sopperire a quello che altre regioni (magari meno virtuose) non si avvarranno di convenzioni, anche perché non hanno come Lei un unico EPS. Ancora grazie del suo intervento. La Bozza report abuse
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Caro Giovanni, sul punto 6 siamo quasi d’accordo con te.
Votes: +3
Quello del 25% dei premi per gli italiani è pressoché impossibile da controllare perché è impossibile da realizzare. I premi vanno dichiarati prima della gara, allora che fai… 2 classifiche separate? Inoltre le somme maggiori vengono elargite tramite ingaggi, puoi forse andare a controllare il c.c. o le tasche dell’organizzatore? Però è altrettanto vero, che negli USA per un bel periodo di tempo hanno limitato la partecipazione degli atleti kenioti che frequentavano le varie University, ora gli americani qualche atleta lo hanno tirato fuori, …noi no. Anche perché caro Giovanni domandiamoci una triste realtà, la strada fino ad ora che campioni ci ha dato? …provengono o provenivano tutti dalla pista. La tassa di approvazione gara di fatto ora esiste, come in Lombardia esiste l’euro per atleta, con la nostra proposta pensiamo di proteggere almeno l’80% e più di corse che vedono una partecipazione che non va oltre le 400 unità. Inoltre non devi anticipare un euro, se butta male per qualsiasi inconveniente, questi soldi restano nelle casse della Società. Noi di fatto non abbiamo voluto mettere mano ai grandi eventi, pensiamo che si sappiano difendere da soli. Il Cartellino Giornaliero non è per nulla una vessazione Fidal, è uno scopo assicurativo, tanto è vero che se tu vuoi, puoi aprire per questi non tesserati una tua assicurazione e i proventi te li puoi tenere come organizzatore. Inoltre tu trovi giusto che uno non tesserato abbia gli stessi diritti di uno che tesserato lo è? (pagandosi la tessera) Non c’è bisogno di un commento sull’ultima tua considerazione, il giovanile come il settore Amatori/Master deve poter correre ovunque, (senza se e senza ma) e qui chiudiamo con una citazione: …e i responsabili di settore (lombardi) stanno a guardare!!! report abuse
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Caro Franco, hai centrato il problema.
Votes: +4
Con la nostra Bozza abbiamo solo voluto cercare di modificare al meglio uno stato in essere della Federazione per il 2010, consapevoli che abbiamo poche probabilità che la Fidal ci dia ascolto, …non è nel suo stile. Quello che tu proponi tra corse di Elite e Popolari è di fatto una vera rivoluzione, vai a rompere degli equilibri che coinvolgono non solo la Federazione, ma tutto l’apparato dello sport Italiano, come il CONI e gli EPS, in parole povere “LA POLITICA”. Ti risulta che in Spagna o Giappone ci sia un Ente come il CONI? In quei paesi vi è un Ministero per lo sport e il CIO è tutt’altra cosa. Risultano esserci anche una decina di Enti di promozione legati sempre al carro della Politica? Qui siamo in Italia caro Franco, ci sono le parrocchie con all’interno le loro belle parrocchiette e qualche santuario. Infatti la Federazione dice una cosa, le Regioni e le Provincie ne fanno un'altra, a Roma gli EPS firmano una convenzione ed ecco che in Emilia ne esce una regionale ad hoc, il Friuli .V G. poi batte tutti, ci sono 3 o 4 EPS, dove ognuno va per i fatti suoi alla faccia delle convenzioni Nazionali. Dividere le due tipologie di corsa sarebbe cosa semplicissima, basta che il CONI lo voglia, Elite alle Federazioni, corse di massa ludiche e sociali agli EPS… questo vale anche per tante altre discipline sportive. Purtroppo questo sistema sta bene a troppi personaggi, e purtroppo anche a tanti atleti che la domenica ci corrono a fianco. Colpa il pacco gara e il cestino con i pelati e la pasta vicino alla scadenza. La Bozza report abuse
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ragazzi
Votes: -1
non sono in grado di entrare nel merito delle questioni regolamentari coinvolte nella questione, ma un piccolo contributo posso darlo a livello di informazione. Mi sembra che tutta una serie di problemi traggano origine dall'impostazione "territoriale" della questione, ovvero dalla distinzione fra gare provinciali, regionali e nazionali. Si tratta di una impostazione "vecchia", tipicamente Fidal, che viene regolarmente messa in crisi dalla realtà che è molto cambiata a causa della accresciuta mobilità delle persone e della circolazione delle informazioni. Forse, dico forse, potrebbe giovare cambiare impostazione. Mi riferisco a quanto gà avviene in Spagna e Giappone, due Paesi dove il podismo di massa è grandemente diffuso. Laggiù la distinzione non è più territoriale ma qualitativa, dal momento che si conoscono due tipi di gare: corse Elite e corse Popolari. Ognuna ha propri regolamenti che le distinguono nettamente, così come sono distinti i problemi che sorgono. Accade così che una maratona "popolare" con 10.000 arrivati venga vinta in 2:30 mentre la gara elite trova 10 podisti sotto le 2:10 ma all'arrivo conta 200-300 persone. Chissà, forse avviare un ragionamento su questa linea potrebbe aiutare... ciao Franco Anichini report abuse
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Riguardo al nuovo regolamento Fidal per quanto mi riguarda vedo più ingiusto aver messo la tassa sugli arrivati. Il podismo nasceva come sport popolare anche dal fatto che veniva considerato sport povero. Oggi purtroppo non è più cosi oltre al vestiario che sui costi si è molto evoluto, vedendo il rimarchevole aumento dei costi delle scarpe da corsa, si notano anche il continuo lievitare del costo delle iscrizioni gara. Ormai il cosi detto amatore quello che non rientra a premio è quello che paga i costi della gara, i premi per gli atleti evoluti, i giudici gara, gli ingaggi dei fenomeni, il costo delle visite mediche per poter partecipare ad una corsa, ecc.
Votes: +0
Oggi partecipare a diverse corse è diventato quasi proibitivo, uscite fuori regione vengono molto ridotte perché se uno nel conto deve mettere, benzina, autostrada, pranzo, se sta fuori anche la notte cena e prenotazione alberghiera, quanto gli viene a costare il proprio passatempo? Quando il podismo ebbe gli albori molti che lo praticavano o/e erano presenti alla partenza delle varie manifestazioni podistiche si portavano dietro tutta la famiglia ed infatti agli inizi veniva considerato uno sport adatto a tutti anche per questo motivo. Con il tempo le gare si sono evolute da gare quasi tutte locali siamo passati a gare provinciali, regionali e nazionali. Personalmente io sarei per gare aperte a tutti purché i costi non vengono fatti ricadere sul solito amatore. In questi ultimi anni poi c'è stato un evoluzione del podismo il business ha fatto crescere molte gare però ciò ha portato anche la lievitazione dei costi per i partecipanti, ormai maratone dove l'iscrizione è inferiore a Euro 35 credo ve ne siano poche, molte volte anche pagando Euro50/60 quando ritiri il pacco iscrizione trovi poca roba e di scarso valore. Può anche essere giusto partecipare alle spese dell'evento ma ciò ricade esclusivamente sugli amatori. Purtroppo non credo sia giusto fare una separazione tra atleti però come succedeva in alcune corse si potrebbero fare due tipi di premiazione una riguardo ai Fidal assoluti e una che riguarda gli amatori, il difficile credo sia nel capire come si fa la distinzione tra assoluti e amatori. Certo l'introduzione della tassa pro Fidal per ogni arrivato alle gare per quanto mi riguarda non la vedo giusta e servirà a far lievitare ulteriormente i costi delle gare i quali ricadranno sui soliti amatori. Credo che questa nuova tassa Fidal possa portare molti organizzatori a non organizzare più il proprio evento o a farlo retrocedere (se prima uno organizzava una gara nazionale visto i costi ecc, la organizza a livello regionale o locale). Questo sport non dovrebbe diventare uno sport per persone che se lo possono permettere, altrimenti c'è il rischio che calino gli organizzatori, i partecipanti e gli atleti. Visto che l'atletica in questi ultimi anni non è riuscita o in piccolissima parte a far emergere nuovi atleti, se ci sarebbe un ridimensionamento di gare, di partecipanti sarà sempre più difficoltosa per l'atletica trovare nuovi atleti. Credo che questa nuova tassa sui podisti che prendono parte alle corse vada tolta, a rimetterci sarebbe non solo i partecipanti alle gare, ma a rimetterci di più sarebbe proprio la Fidal, Spero che qualcuno ragioni e si renda conto che è stato fatto un bischerata con questa iniziativa. Cordiali saluti Marco Fantozzi Atl Valdinievole Pistoia report abuse
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Titolo: Quasi bene
Votes: +0
Non sono d'accordo sul punto 6. La classifica con relativo montepremi deve essere unica, perchè altrimenti ne potrebbero beneficiare solo gli atleti italiani. Mi ricordo alcuni anni fà negli Stati Uniti quando qualcuno proponeva di non far correre gli atleti kenioti perchè.................. Per quel che riguarda la tassa di approvazione gara, sarei per mantenerla ed eliminare la quota aggiuntiva di un Euro per ogni atleta classificato, anche se mi rendo conto che sarebbe penalizzante per gli organizzatori di gare con meno di 300 - 400 partecipanti. Sono contrario al cartellino di partecipazione gara. I liberi in possesso del certificato medico agonistico dovrebbero poter gareggiare senza pagare nessuna quota aggiuntiva. Sono d'accordo sulla partecipazione degli atleti alle gare. Sopratutto gli Amatori - Master devono poter gareggiare dove vogliono, senza nessun limite. Giovanni Bornaghi report abuse
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Sostenibilita' dei regolamenti
scritto da Alberto Montanari (Presidente Fidal E-R) , 25 Gennaio, 2010
Cari Amici, grazie per l'attenzione che state dedicando a questo problema.
Votes: -4
Un aspetto fondamentale che occorre tenere presente è la sostenibilità dei regolamenti dal punto di vista gestionale, in una realta' molto variegata come quella italiana. Spesso questo aspetto non è adeguatamente considerato da coloro che non conoscono bene la situazione federale, che è sotto pressione oggi come non mai. Spesso si cercano le ragioni delle scelte della Federazione solo in ambito tecnico e si assiste a critiche infondate, perche' talune scelte della Federazione sono invece (e giustamente) dettate dalla ricerca della sostenibilita'. A mio parere questo aspetto, che (ripeto) è spesso ignorato, è invece la chiave per il successo di quanto si propone. Inutile proporre regolamenti chiarissimi e del tutto soddisfacenti dal punto di vista sportivo se poi la Federazione non ha la forza (economica, giudicante, etc.) per farli rispettare. Occorre trovare soluzioni sostenibili. Quanto leggo nella vs. proposta da questo punto di vista mi sembra debole. La vostra proposta mi sembra ben congegnata se stessimo parlando di poche manifestazioni ben organizzate (anche a livello locale, ma con organizzatori capaci, giudici in numero sufficiente ed in possesso degli strumenti e competenze per agire in piena efficienza etc). Ma la nostra realta' è spesso fatta di tante manifestazioni organizzate fra mille sacrifici. La gestione deve essere il piu' semplice possibile. Un esempio: la tassa a partecipazione richiede uno sforzo molto maggiore da parte dei giudici e da parte del personale contabile per fare i conti. Se la tassa e' fissa il personale della Federazione prende in mano il calendario, conta le gare e richiede il pagamento della tassa, PRIMA della gara. Se la tassa e' variabile il personale deve prendere in mano il calendario, a gara finita deve contattare i giudici, reperire il rapporto arbitrale, conteggiare la tassa e richiederne il pagamento, che arriverà con mesi di ritardo perche' la federazione ha perso il potere negoziale essendo la gara gia' stata effettuata. Questa procedura, moltiplicata per le 200 gare regionali che ci sono in E-R non è sostenibile con le forze a disposizione ed io personalmente la boccerei. Infine permettetemi una piccola nota critica che vorrei fosse costruttiva. Quando io bocciassi la proposta di cui sopra mi troverei con mille falchi sul web ad ipotizzare ragioni di comodo per averla bocciata. Perche' purtroppo troppe persone sono convinte che la federazione sia ladrona per principio. Mi guardo bene dal difendere la federazione a spada tratta. Abbiamo tutti tantissimi limiti (io per primo che sto scrivendo durante l'orario di lavoro e se fossi un buon dipendente statale prima che un buon dirigente federale non avrei neppure dovuto rispondere). Tuttavia l'esperienza ci insegna che in molti casi ed in molte realta' la federazione lavora piu' che bene e mi piacerebbe che il beneficio del dubbio fosse sempre concesso. Io personalmente sono soddisfattissimo del regolamento federale vigente (quello a valle dell'aggiornamento pre-natalizio), che è stato approntato con orecchio attento a tutte le voci in causa. Mi pare lasci spazio alla flessibilita' che e' necessaria in un paese "lungo" come l'Italia. Fra poche settimane l'E-R emanerà il proprio regolamento integrativo che sara' sostenibile ed a mio parere sarà apprezzato anche dai podisti. In questo momento in Emilia-Romagna la federazione sta supportando l'attività su strada con gli introiti delle gare su pista. Non sara' una situazione sostenibile a lungo (anche perche' non è opportuna) ma per ora ce la stiamo facendo, grazie alla perfetta intesa con gli enti di promozione e le società, e grazie al regolamento federale flessibile. Grazie, a presto. Alberto Montanari (Presidente Fidal E-R) report abuse
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E' ora disponibile il confronto tra il regolamento attuale e la ns. proposta
scritto da labozza , 25 Gennaio, 2010
Resici conto che molti non conoscono bene il Regolamento federale in vigore dal 1/1/2010, al fine di semplificare la comprensione della proposta di modifica, abbiamo aggiunto tra i documenti scarciabili anche il "Confronto tra il regolamento in vigore e quello proposto (PDF)".
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Commento di Valerio Caso.
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ho letto con attenzione massima il documento : quando si accenna al'area agonisti, si intende escludere gli amatori/masters, quindi l'euro andrebbe pagato in base al conteggio degli agonisti di cui sopra anzichè su tutti. La Fidal accetterà questa decurtazione? e se si, automaticamente aumenterà l'importo del tesseramento pro-capite per compensare i mancati introiti, quindi attenzione. Piuttosto, magari in altra sede, equiparare i diritti/doveri dei tesserati area agonistica con area cosiddetta promozionale (amatori + master). Per il resto il documento mi pare veramente a posto. Buon lavoro , Valerio Caso-Dirigente CUS Milano Risposta gruppo La Bozza Caro Valerio, la tua è una valida considerazione, infatti abbiamo tenuto conto che una sovvenzione andava data alla Federazione però abbiamo voluto darla in modo più equo e pensiamo democratico, in base agli atleti arrivati. L‘euro lo pagheranno anche i Master in quanto inseriti dalla stessa Federazione nella categoria agonistica, come pure gli Amatori (AM e AF) in quanto nel regolamento 2010 la Federazione alla chetichella ha fatto entrare di fatto la categoria addirittura nel settore Assoluto. Infatti i risultati si vedono di già, al Cross del Campaccio abbiamo visto tutti (anche in Tv) una giovane atleta della categoria AF terminare arrancando la sua prova sui 6 km. (33 minuti) Si sono visti anche atleti AM doppiati già al 3° giro e obbligati per poter partecipare, a sobbarcarsi ben 10 km. Ma la nostra Federazione sa chi sono gli Amatori? Sanno di quanti km erano in precedenza le loro distanze? Non trovi che ci sia anche un pizzico di sadismo in questo? Una decurtazione degli introiti non ci sarà, anzi… se facciamo qualche calcolo ci sarà un bel aumento delle entrate rispetto al 2009, certamente non una “salassata” come è stata da loro orchestrata per il 2010. Salassata che, come un film già visto, riguarderà in particolare il settore Amatori/Master. Ma quello che è ancor peggio per un Amatore non è tanto la spesa, ma l’impossibilità di poter partecipare, pensa a tutti quegli atleti che per ragioni di studio o lavoro vivono a Milano, provenienti dalle regioni più lontane, non potranno partecipare per esempio al vostro Corrimilano, oppure Monga o Brianzolo. E mi raccomando Valerio, se vuoi correre in vacanza non allontanarti troppo da Milano se superi il fiume Pò ti resta solo la Romagna, se invece opti per la montagna, stai alla larga dalla Valle d’Aosta. La Bozza report abuse
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23/01/2010 - Ieri dopo aver letto in fretta la proposta di un gruppo di VOI, tutte persone da me conosciute e ben note al mondo dell’atletica, avevo inviato a Srefano Morselli alcune mie personali riflessioni ma si trattava solo di qualche spunto buttato li. Ora trovando pubblicate queste mie poche righe vorrei provare da “organizzatore” a formulare qualche piccolo suggerimento senza alcuna pretesa che questi debbano essere da Voi tenuti in considerazione.
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Io parto dal presupposto che attualmente i regolamenti sono di difficile interpretazione da parte di chi organizza e quindi la Vostra proposta dovrebbe partire dalla semplificazione delle norme mentre nel leggere il Vostro elaborato non mi sembra di poter dire questo. Il mio piccolo suggerimento ? TIPOLOGIA ma perche’ non “abolire” del tutto la definizione di gara provinciale, regionale, nazionale ? e creare una sola distinzione , rendendo cosi anche molto meno gravoso il compito dei Giudici di GARA, fra gara nazionale alla quale sia ammessa la partecipazione di atleti italiani tesserati FIDAL e tesserati per EPS o liberi munigti cioe’ del cartellino giornaliero. Relativamente alla presenza di stranieri teniamo presente che in Europa c'è la libera circolazione degli stranieri, quindi chiunque potrebbe correre da qualsiasi parte all ‘interno della Comunita Europea . Io se voglio posso correre e prender parte in qualsiasi gara che venga organizzata in Austria/Germania/Olanda etc etc senza chiedere nulla osta e/o presentare documentazione etc etc .Relativamente alla tassa gara non sonop in grado di indicare se sia meglio una tassa fissa oppure una tassa legata alla partecipazione come da Voi suggerito 1 euro ad atleta etc. gara internazionale alla quale sia ammessa la partecipazioni di stranieri , tutti, e non solo come si legge nella Vs. proposta “ di cartellino e/o nulla osta della loro Federazione riconosciuta IAAF . Studiamo poi se anche agli stranieri dovremo o vorremmo imporre il cartellino giornaliero con la relativa tassa. Non penso che alle nostre grandi maratone internazionali le migliaia di stranieri presenti siano tutte in possesso di nulla osta della loro Federazione riconosciuta IAAF . La presenza di atleti stranieri tesserati per Società italiane a mio avviso va vincolata al possesso o meno del certificato di residenza o dal permesso di soggiorno rilasciato dalle competenti autorità e non alla residenza da almeno sei mesi . Sull’organizzazione non dovrebbe gravare alcun compito ispettivo . Se lo straniero ha la tessera FIDAL puo’ correre PREMI ATLETI ITALIANI Sinceramente non riesco a capire le motivazioni che portino al rilascio di una fidejussione. Emessa da chi ed a favore di chi ? A garanzia dei premi gara immagino. Chi detiene i diritti sportivi per organizzare la gara deve rispondere anche del MONTEPREMI della gara . A suo carico poi il tutelarsi o meno se “ cede” a terzi l’organizzazioen della manifestazione senza dover quindi andare ad inserire l’ obbligo del rilascio di fidejussioni bancarie . Se esiste il problema di premi gara non corrisposti e/o pagati ad atleti entro i termini previsti dai regolamenti fara e/o federali invito e propongo alla federazione ed a tutti i siti internet di settore di creare sul front page dei rispettivi siti una apposita pagina al cui interno inserire l’elenco di tutte le gare che non hanno ottemperato all’obbligo di pagare il montepremi agli Atleti. Gli atleti potranno liberamente consultare questo elenco e decidere se prender parte o meno a gare di questo tipo. La Federazione dovrebbe altresi pubblicare elenco gare non in regola con il versamento della tassa gara e con il versamento di quanto previsto relativamente alla tassa del cartellino giornaliero. Anche il MONTEPREMI riservato ai soli ATLETI ITALIANI mi lascia “perplesso” in quanto a mio avviso in contrasto con la normativa Schengen sulla libera circolazione degli atleti in Europa .- Negli altri paesi europei , ho provato a sbirciare su qualche sito internet senza mai trovare un montepremi riservato ai soli atleti tedeschi. Si parla inoltre di “gli organizzatori dovranno stilare una classifica riservata ai soli atleti italiani pari al 25% del montepremi“. Si continua affermando che tale premio “potrà” essere cumulato quindi non esiste obbligo . Vorrei capire ad es. se un italiano vince la GARDA TRENTINO HALF MARATHON con un premio previsto per il primo al traguardo di 1000 euro, ma in presenza di classifica per “soli atleti italiani” ed il premio riservato al primo atleta italiano sia di EURO 250, non cumulabile , si porta a casa i soli 250 EURO ?? GRUPPI DI LAVORO Mi trovo d’accordo sulla creazione di quest gruppi anche se i criteri di valutazione dovrebbero forse avere dei paletti che diano precise indicazioni a chi e’ poi chiamato a valutare . Come posso valutare un montepremi ? A partire da 1000 EURO il montepremi sarà ritenuto Sufficiente/buono/ottimo ?? e lo stesso discorso vale per tutti i servizi messi a disposizione degli atleti cioè chi stabilisce quanti bagni/docce devo avere per godere di una alta valutazione che non porti alla retrocessione della mia manifestazione ?? . Una DOMANDA per VOI relativamente al certificato medico da richiedere o meno agli stranieri per il quale nulla emerge da regolamenti FIDAL l'organizzatore di una gara internazionale può accettare qualsiasi straniero ? , il quale deve essere tesserato per la sua Federazione e se non lo è deve fare il cartellino giornaliero (non ancora previsto ) ? teniamo presente che in Europa c'è la libera circolazione degli stranieri, quindi chiunque potrebbe correre da qualsiasi parte. Relativamente al certificato medico, per gli stranieri, che non hanno l'obbligo di avere un certificato medico agonistico, ci si attiene alle disposizioni internazionali che dicono che "per i partecipanti stranieri, vige la normativa sanitaria in vigore nel loro paese"?. Questo significa che se uno non è obbligato a farsi il certificato medico, corre e muore, l'organizzatore è sgravato di responsabilità, perchè la legge del paese di quel corridore non gli imponeva di avere il certificato medico, ma lasciava alla "responsabilità personale" la facoltà di correre o meno? Le "liberatorie" che alleghiamo ai nostri regolamenti, da noi non hanno alcun valore legale, mentre negli altri Paesi, sì ? Vi auguro Buon Lavoro Poli Sandro Trentino Eventi GARDA TRENTINO HALF MARATHON report abuse
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Sfidato a singolar tenzone, per prima cosa metto le mani avanti: il Lollini è nettamente più forte di me, quindi correrò volentieri anche con lui (Baldini per una domenica mi perdonerà). Dato però che ho degli infiltrati all'interno della redazione (in occasione della Biella - Oropa ho strappato un passaggio a Maurizio Lorenzini), so perfettamente che il punto debole del podista Parvenu è la salita ... quindi la mia unica possibilità di fare bella figura è sfidarlo alla Cursa del Castlan, 17 km. di saliscendi che si disputerà sulle colline dell'Acquese credo il 2 maggio (attendiamo uno straccio di calendario).
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Ok, il podista Parvenu avrà già certamente pianificato la sua stagione domenica per domenica, come ogni podista "autistico" che si rispetti ... quindi non me la prendo troppo. Vorrei solo fargli comprendere cosa si perderà: paesaggi stupendi, corse in boschi dove puoi trovare caprioli che ti attraversano la strada, il calore umano che solo alcune strapaesane (questa è una di quelle) possono darti. Certamente, non troverà una gara affiliata FIDAL, perché - la notizia è di venerdì sera - quest'anno in provincia di Alessandria solo due corse su strada saranno affiliate FIDAL: complici la normativa che prevede l'esclusione degli atleti extra-provinciali dalle gare provinciali e livelli di tassazione delle gare regionali troppo elevati rispetto agli EPS, il calendario FIDAL provinciale è stato letteralmente azzerato (l'anno scorso avevamo un centinaio di gare). Di qui la necessità che iniziative come quelle de La Bozza acquistino maggior visibilità. I redattori della bozza, che ringrazio per l'attenzione, hanno risposto alla mia prima domanda nel modo che ritengo più adeguato per affrontare problemi come quello della nostra provincia: non c'è differenza di trattamento economico tra gare provinciali e regionali, non si pagano tasse ma solo un contributo per ogni arrivato. Si potrebbe eventualmente discutere se ha senso mantenere una distinzione tra gare provinciali e regionali, dato che qualsiasi organizzatore di buon senso opterebbe per la seconda soluzione. Si potrebbe anche sottolineare che qualsiasi organizzatore di buon senso preferirebbe una gara regionale ad una nazionale (zero tasse e, praticamente, lo stesso campo di partecipazione) e che quindi si potrebbe ridurre la tipologia di gare a due: internazionali e altre gare. Però, in tutta franchezza, si tratta di piccolezze: il succo della questione è che solo in questo modo si potrebbe rendere appetibile agli organizzatori locali una gara FIDAL rispetto ad una gara EPS. E noi, ad Alessandria, abbiamo esperienze non troppo simpatiche con gli EPS: il tristemente noto Gianni Lonardo è un affiliato EPS e vorremmo evitare il ripetersi del Far West (per essere chiaro vorrei anche sottolineare che non esiste una relazione tra EPS e mancato rispetto delle regole, anzi; il problema è che nelle maglie degli EPS possono più facilmente infiltrarsi organizzatori che tali regole non le rispettano). Dalla risposta de La Bozza mi sembra poi di capire che - essendo assoggettati alla normativa FIDAL - anche passando agli EPS gli organizzatori non avranno la certezza di pagare tasse inferiori: però potrei aver frainteso e chiedo un ulteriore chiarimento. Pertanto, mi sembra che ancora una cosa il gruppo possa fare per il podismo nazionale: sottolineare con ancora maggior forza i problemi derivanti dalla nuova normativa alle terre di confine, alle persone residenti in un'area e tesserate in un'altra (per cui non possono correre nell'area di residenza), alle presone che vogliono fare una tapasciata mentre sono in vacanza perché solo in questo modo potremo evitare il disastro di un azzeramento completo del calendario di una provincia come quella di Alessandria. Infine, se mi è permesso non essere d'accordo con una risposta del gruppo di lavoro, questa è la risposta 3): io non sono un tecnico, ma vorrei capire se esiste un nesso causale tra la protezione di atleti tecnicamente meno evoluti e la dotazione di premi loro destinata. Per come la vedo io, un atleta "ha il dovere" misurarsi con atleti più forti, a prescindere dalla loro nazionalità: altrimenti rimarrà probabilmente sempre una atleta tecnicamente meno evoluto. Se invece si vuole creare una specie di riserva indiana per gli atleti italiani, io non sono d'accordo: questa logica non ci porterà un giorno a chiedere l'esclusione dalle gare di chi è più forte di noi, di chi non ci piace, ecc. … insomma a ricadere in quella trappola da cui vogliamo uscire. Sono invece assolutamente favorevole a impedire la partecipazione di atleti stranieri non in regola con le leggi italiane, sportive e non (ad esempio, la mancanza di tesseramento per una società nazionale o affiliata, la mancanza del permesso di soggiorno, ecc.). Cesare report abuse
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Prima delle mia banalità, informo tutti che ieri ho fatto firmare al nostro grande presidente, Franco Ambrosioni, la bozza.
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Quindi il GS Montestella (oltre 200 tra soci e tesserati) è d'accordo. Riteniamo che si tratti di una scossa utile al sistema anche se (aggiungo io), come in tutte le cose, esiste sempre un margine di miglioramento. Personalmente vorrei aggiungere che i soldi sono importanti e quindi mi sembrerebbe utile comprendere nella proposta anche dei suggerimenti sugli importi delle tasse. Tasse che mi sembra giusto siano soggette fortemente ad una quota proporzionale, quindi legate al numero dei partecipanti. Sulla tapascion tax, insisto per il fatto che sia pagata in tutta italia e non dai soliti .... Concludo con un commento relativo alle mie preferenze. Lo confesso, è vero, preferisco correre con Bekele, Gebre o altri che vanno al nostro ritmo, ma accettiamo volentieri di misurarci con i Benzi di turno ;-) report abuse
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Ciao Sandro,
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premesso che non è nostra intenzione o obiettivo fare rivoluzioni, con questa iniziativa vogliamo chiedere alla Federazione di apportare modifiche al regolamento per il 2010 riguardo le gare su strada. Quest’anno ancora più restrittivo nella partecipazione, (in particolare del settore Amatori/Master) e decisamente più oneroso per tutti. 1) Certamente chiediamo che un atleta competitivo Internazionale sia quantomeno tesserato per un paese aderente alla IAAF (praticamente tutti), mentre per gli atleti chiamiamoli “tapascioni” chiediamo il rispetto delle leggi italiane, quindi documenti in regola con il conseguente rilascio del Cartellino Giornaliero di partecipazione da parte dell’organizzazione. 2) Noi chiediamo che per le gare Provinciali e Regionali non vi sia una Tassa Partecipazione Gare, riteniamo che l’Euro regionale (non tassativo) possa essere un modo più democratico di tassazione, per 200 atleti paghi 200 euro, per 600 paghi 600. Vorrei però che nelle tue considerazioni, (come per tutti i nostri lettori) venissero fatte sul regolamento 2010 art. 5, oggi per una Mezza di tipo Regionale “A” paghi 350 di Tassa, l’euro è a discrezione della Regione (in Lombardia si paga) e partecipano solo le Regioni confinanti. (a Vigevano la Merlo non vedrà la partecipazione degli atleti a 30km, in compenso potranno partecipare gli atleti della Valle Aurina) 3) Qui Sandro forse non ci siamo capiti, la Fidejussione la devono pagare quelle Società di Servizi che sorgono come funghi, non di certo organizzatori e Società affiliate alla Fidal, troppa gente oggi “prende i soldi e scappa"! 4) Questa regola, caro Sandro, esiste di già, è la novità Fidal del 2010 per le Internazionali. Noi abbiamo voluto entrare parzialmente nel merito, anche perché è una regola che tende ad allinearsi con quelle IAAF. Prima per fregiarsi di gara Internazionale bastava pagare alla Fidal 1800/2200 euro e per gli organizzatori avere alla partenza qualche decina di “tapascioni” provenienti da paesi d’oltralpe. Oggi pensiamo che per fregiarsi di Gara Internazionale le credenziali non debbano essere le “gabelle” Fidal o quegli organizzatori che ne facevano uno scopo di lucro. Deve essere chiara la differenza tra gare di massa, competitive o entrambe le cose, in un contesto basato sull’aspetto tecnico dei partecipanti, non acquistandone i diritti o iscrivendo atleti che non hanno i requisiti per dare una definizione di Gara Internazionale. Sempre a tua disposizione per consigli o chiarimenti La Bozza. report abuse
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Carissimi amici,
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ho letto con attenzione quanto da Voi pubblicato sul vostro sito ma alcune cose non mi sono chiare, ad esempio: 1) Gare internazionali: proponete la partecipazione di atleti stranieri solo se in possesso di tessera? 2) Proponete che resti in vigore la tapascion tax? Non leggo nulla a tal proposito. 3) Ai già alti costi un organizzatore dovrebbe pure fare una fidejussione a garanzia del montepremi ma a favore di chi? Magari dei manager? 4) Infine, una gara per essere classificata internazionale deve schierare al via atleti top? E noi che alla mezza di Riva del Garda abbiamo 350/400 tedeschi/austriaci tutti tapascioni, che facciamo? dobbiamo chiedere ai manager di mandarci i top? Sinceramente non trovo quasi nessuna differenza fra quanto avete scritto voi e quanto esce dai soliti ed incasinati regolamenti federali. No ragazzi, mi sembra che cosi' non vada bene! Sandro Poli report abuse
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Grazie sig. Benzi delle osservazioni, vedremo di chiarire alcuni aspetti delle nostre intenzioni
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1)Non ci interessa particolarmente l’aspetto economico (anche se non secondario) a questo ci pensa già la Federazione, in effetti l’organizzatore con una buona potenzialità opterà per la tipologia Regionale, l’organizzazione locale che vorrà allestire una garetta sceglierà la tipologia Provinciale, salvaguardando così la partecipazione degli atleti locali. Il discorso della tassa per le Provinciali o Regionali per noi non esiste, la differenza economica la farà il numero dei partecipanti (ci sembra anche un modo democratico). 2)Infatti siamo d’accordo con lei, tutti i Master e Amatori potranno gareggiare in tutta Italia, come pure gli Assoluti Italiani. Prima gli organizzatori propendevano la tipologia Provinciale perché con 150/200 euro si pagavano la Tassa Approvazione Gare, questo problema non esiste più con la nostra proposta. 3)Tutti noi preferiamo correre con Baldini, anche il signor Lollini, però una Federazione deve anche proteggere le fasce di atleti tecnicamente meno evoluti, e in particolare certe “razzie” di premi senza nessuna distinzione di nazionalità. Lei potrà correre con tutti gli atleti di livello Nazionale o Mondiale a tutte le più grandi manifestazioni, ormai non c’è week end che ne sia sprovvisto. 4)Vero, se arrivano 300 atleti si andrà a spendere più o meno come prima, però con una regionale parteciperanno tutti senza confini, noi auguriamo a quell’organizzatore di pagare 700/800 euro. La convenienza è anche dare il contributo economico Federativo a fine manifestazione, non prima. Quindi se la gara per tante ragioni butta male si limitano i costi. Le sembra giusto che per una 10 km interregionale si paghi una tassa Approvazione Gara di 300 euro con 200 partecipanti e la stessa somma valga per 1500/2000 atleti arrivati? 5)Ogni Federazione ha le sue regole, il nostro intento è quello di migliorarle senza stravolgere nulla, come pure non abbiamo nessuna preclusione verso gli EPS, però le ricordiamo che anche loro hanno delle regole, basta fare una verifica alla convenzione stipulata, e vedrà che le gare agonistiche prevedono il medesimo regolamento Fidal. La ringraziamo del suo intervento, ricordando a Lei e a tutti i lettori che il nostro non vuole essere un Vangelo ma una proposta con possibilità di varianti. Di solito ci piove tutto addosso, noi cerchiamo insieme a voi di metterci a riparo. Gruppo di lavoro "La Bozza" report abuse
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.. per il fatto che il Sig. Benzi non mi consideri forte abbastanza, quindi lo sfido a duello all'Arena.
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Da sfidato ha diritto alla scelta dell'arma: pistola (a salve da starter), mezza maratona o 1000 metri in pista. In merito alle sue osservazioni, sarà utile che "La bozza" risponda appena possibile, per rendere più animato il dibattito. Da parte mia mi riservo di leggere la bozza con tranquillità nel weekend. report abuse
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Ho letto la proposta di modifica di regolamento avanzata da "La Bozza" e vorrei fare qualche considerazione/porvi qualche domanda.
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1) La prima domanda, discriminante, è: nella vostra bozza, esistono differenze economiche relative all'approvazione di gare provinciali (solo atleti della regione) e di gare regionali (atleti italiani)? Mi sembra di no, dato che in entrambi i casi mi pare non si paghino tasse: un organizzatore avrebbe quindi convenienza a chiedere l'approvazione regionale, perché così allargherebbe il proprio bacino potenziale di utenza. Se la risposta è che non ha senso - dal punto di vista economico - distinguere tra gare provinciali e gare regionali, sono d'accordo con la bozza. Se, invece, ci fosse una convenienza economica ad organizzare gare provinciali rispetto alle gare regionali sorgono una serie di altre questioni, che comunque mi sembra bene sottoporre all'attenzione vostra e forse ancor più dei vertici FIDAL. 1) Al podista tapascione interessa correre, se va in vacanza vuole fare qualche garetta per non "perdere la gamba", se accompagna la moglie al mare cerca una gara nelle vicinanze, ecc. Non gli interessa con chi corre, se arriva a premio o no (il 90% non ci arriva mai). Ora, se il 90% delle gare sono provinciali, siamo veramente sicuri che la domanda di podismo del nostro amico sia soddisfatta? O non è che soddisfiamo invece solo la domanda di premi dei podisti "top runner locali" a cui togliamo un po' di concorrenza? 2) Siamo nel 2010 e non nel 1970: la gente è più "mobile" di una volta, nel senso che si sposta con maggior frequenza e più facilità; anche le idee sono più "mobili", nel senso che si diffondono rapidamente ... con un clic vedi cosa succede negli USA ma anche ad Haiti ed in Sudan. Siamo così sicuri che solo i podisti debbano rimanere immobili, dentro i confini regionali (non lo ripeto più, ma la maggior parte delle gare è attualmente provinciale)? Riteniamo veramente che le norme proposte siano in linea con i tempi, con le richieste delle persone? 3) Io - che sono tapascione - amo correre con gente più forte di me, lo trovo stimolante: meglio correre con Baldini che con il podista Parvenu (con tutto il rispetto). Del resto, sono confortato dalle teorie economiche: la concorrenza aumenta la qualità dei prodotti, il monopolio diminuisce la qualità. Se trasliamo il ragionamento alla corsa su strada, siamo certi che "chiudere le frontiere" aiuti il movimento nel senso che promuova una sua crescita qualitativa: si era detto - alcuni mesi fa, in occasione della Marengo Marathon - che le regole (limitazione della concorrenza nelle gare provinciali) erano sbagliate ma bisognava rispettarle ed io sono d'accordo ... tuttavia, non vi sembra che stiamo proponendo un cambiamento che va nel senso di un peggioramento ulteriore? 4) Poi c'è il problema della frontiera per gli organizzatori. Nelle province di frontiera - mettiamo il caso, Alessandria - gli organizzatori campano organizzando provinciali a cui partecipano i podisti liguri (Genova, Savona) e lombardi (Pavia), mica quelli dell'hinterland di Torino, che sono più distanti (il contributo del Piemonte non va oltre Asti). Anche venisse tolta la tassa di approvazione gara (ma rimane la tassa sugli arrivi: una gara da 300 classificati costa più o meno come l'anno scorso), siamo così sicuri che le norme attuali e quelle da voi proposte non li ammazzino definitivamente? 5) Ed, infine, noi tapascioni siamo anche disposti a finanziare l'atletica con la A maiuscola (come noto, rivestiamo un certo ruolo di prestigio in quanto finanziatori dell'attività federale) ma ci piacerebbe poter correre come, quando e dove vogliamo: in generale, non riteniamo che questa possa ledere i diritti di nessuno. Tuttavia, qualcuno può ritenere invece che questo comportamento sia lesivo di tali diritti e può porre delle limitazioni: bene le accettiamo. Ma, allora, perché non possiamo rivolgerci altrove, ad enti (EPS) che invece ci accetterebbero ben volentieri come portatori sani di corsa lenta? Attendo fiducioso delle risposte ... sperando che non sia confermato il detto per cui gli esperti sono persone che - evitando tutti i piccoli errori - puntano dritti alla catastrofe. L&G report abuse
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Mi sembra proprio un'ottima iniziativa, anche e soprattutto in virtù dell'atteggiamento costruttivo che la pervade. In realtà molto spesso le norme FIDAL soffrono spesso di eccessivo "burocratismo" risultando così di difficile interpretazione e applicazione. Lavorare sulla semplificazione è quindi un peimo passo avanti fondamentale.
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Poi bisognerebbe rimanere comunque "in campana" per seguire l'applicazione delle norme, che spesso è tranquillamente ignorata. Ne fanno fede due norme importanti, così spesso ignorate da sembrare facoltative. Mi riferisco all'obbligo di prevedere premi uguali per uomini e donne, e, alle norme relative alla omologazione delle corse su strada (che dettano criteri categorici) e che invece vengono ignorate al punto che gare irregolari vengono tranquillamente rese valide come Campionato Italiano! report abuse
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Gennaio 2010 08:26 |







Non è l’intento della Bozza complicare le già poco comprensibili regole, anche se molto di ciò che scrivi è condivisibile. Tanti sono gli argomenti da te trattati, cercheremo di essere sintetici.
1 e 2) La selezione della loro partecipazione sarà naturale, se non vi sarà un particolare percorso tecnico non parteciperanno a gare dove non ci sono premi. Inoltre perché togliere la gioia di correre con un Big alla gente, se questi non porta via premi agli atleti di seconda fascia.
3) Questo vale per il Promozionale o i Master, per la categoria Assoluti stranieri questo non vale, per la Bozza vale sempre la regola 2009.
4) Giusto mettere anche gli stranieri nella Top, invece la Bozza pensa che i primi 5 possano bastare nella graduatoria, per non penalizzare atleti che lavorano e hanno magari oltre 35 anni, noi pensiamo siano più da Top List gli atleti convocati in Nazionale (come vengono convocati) e tutti gli atleti militari, in quanto stipendiati per fare sport, quindi da considerare professionisti a tutti gli effetti.
5) Qui non entriamo nel merito, anche la Federazione ha capito che deve allinearsi alla IAAF, non facciamoci venire il mal di testa per nulla.
6) Vediamo di fare delle regole dirette, comprensibili per tutti, non mettiamo dei balzelli che poi sono impossibili da gestire, a questo ci pensa già la Fidal col risultato che poi ognuno fa ciò che gli pare.
7) Lascia stare le commissioni, noi in atletica abbiamo i numeri che parlano, non abbiamo i rigori o i pali,abbiamo il metro e il cronometro, le commissioni in Italia il più delle volte seguono le politiche, oppure gli amici, e a volte anche “gli amici degli amici”.
8) Noi pensiamo che la nostra proposta serva infatti a tutelare la partecipazione di tutte le componenti, cercando di salvaguardare gli atleti meno dotati tecnicamente, in particolare il settore Amatori/Master, i quali devono poter correre ovunque, sia italiani che stranieri (chiaramente in regola).
Vedi Max, hai focalizzato molto i grandi eventi, quella che viene chiamata Elite, noi abbiamo volutamente evitato di entrare nel merito, vuoi perché non era il caso di mettere troppa carne al fuoco, vuoi perché questi si sanno gestire e difendere molto bene da soli.
Grazie Max, ci vediamo sul campo.
Gruppo di lavoro "La Bozza"