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Dic 29, 2017 1518volte

Gli Azzeccagarbugli della Fidal in azione a Giovinazzo

Cannito e moglie al traguardo Cannito e moglie al traguardo Foto di Roberto Annoscia - Podisti net

Domenica 17 dicembre si è svolta la Maratona delle Cattedrali, con arrivo a Giovinazzo (BA). Bella manifestazione, 511 arrivati nella 42 km e 318 nella maratonina: cifre non indifferenti, in questa zona e stagione. Ha vinto Massimo Leonardi in 2.29, precedendo di ben 9 minuti il secondo classificato, Francisco Pedrero Salcedo, che malgrado il nome è indicato come italiano, e risulta tesserato solo con la Runcard; dunque, ahilui, in base ai regolamenti federali non gode di pari diritti rispetto ai tesserati Fidal. Una Runcard è anche la vincitrice femminile (col tempo decisamente dopolavoristico di 3.14),  Ashleigh Barron, e pure la seconda, Laura Parker, date entrambe per italiane. Sarà. Ma il veleno viene dopo, come apprendiamo dal commento affidato ai social da Francesco Cannito, macchinista di treno e maratoneta 56enne tesserato Happy Runner Altamura.

Domenica 17 dicembre ho corso la Maratona delle Cattedrali. Visto il periodo natalizio, ho corso vestito da Babbo Natale, come di usanza ho fatto in tutte e quattro le edizioni e già la settimana prima alla Maratona di Reggio Emilia. Ero già nelle vicinanze della partenza, facevo foto insieme ad amici Runners, vidi un signore che passandomi vicino guardava. Non lo conoscevo, era fisicamente malandato e in età avanzata. Qualche minuto prima della partenza si è avvicinato e senza presentarsi mi disse che se avessi corso così mi avrebbe squalificato. Non feci caso alle sue parole, pensavo fosse una persona uscita da qualche casa di cura, mai avrei pensato fosse un giudice, non credevo potesse aspettare fino all’ora della partenza per darmi questa notizia senza concedermi il tempo per potermi cambiare.

Ho corso la mia gara in modo corretto e con il pettorale ben in vista come faccio sempre. [Ndr: in realtà dalla foto dell’arrivo di Roberto Annoscia il pettorale risulta quasi totalmente coperto dal marsupio… E’ vero però che il tempo è dato dal chip Icron].

Durante il percorso ho dato un po’ di colore alla mia maratona , strappando sorrisi al pubblico presente, regalando caramelle ai bambini che mi chiedevano anche il cinque . Sono arrivato in 4 ore e 06 minuti a fianco alla mia dolce metà, anche a lei avevo regalato il sorriso per averla aiutata a fare il suo personale. [Ndr.: infatti Lucia Niniviaggi, visibile nella foto Annoscia, risulta classificata, addirittura come vincitrice della categoria SF 55].

Sembrava una giornata perfetta. La sera vedendo la classifica noto con molto rammarico di essere stato squalificato. [In realtà, la classifica pone Cannito all’ultimo posto, col tempo lordo di 6.00.00, real time  di 5.59:07, media di 8:31 / km , con una prima mezza in 2.01:35 cioè 5:46 / km].

 Il regolamento Fidal prevede che bisogna correre con la maglietta sociale pena la squalifica. Non dice che chi corre da Babbo Natale viene squalificato e chi corre con maglie strane e non di società può essere graziato. Alla maratona c’erano tantissimi atleti che non avevano la maglia sociale, ma se la squalifica era solo per colpire me e la mia società non l’accetterò MAI.

Se la regola deve essere applicata lo deve essere fino in fondo, non solo a metà. Ho subito un’ingiustizia pesante, qualcuno ha abusato del suo potere per farlo. La mattina seguente apri FB e vedi tantissimi amici vestiti da Babbo Natale che corrono festosi nella maratona di Pisa, gare di Brescia e altre senza che nessun giudice dica niente… poi pensi e ti ricordi che sei al sud. La rabbia aumenta notevolmente. Con che coraggio puoi dire ai tuoi amici di venire a correre da noi? La mia decisione è di non rinnovare la tessera Fidal con la mia società, società che ho fondato orgogliosamente con altri amici; non correrò più gare Fidal nel territorio pugliese. Vi chiedo umilmente scusa, amici Runners e organizzatori di gare, se ho fatto questa scelta. I miei soldi li guadagno lavorando onestamente e non li butto per foraggiare quelle brave persone che hanno scritto una pagina nera dello sport nei miei confronti.

Dunque, Cannito chiede: anche  a Reggio ho corso (come tanti altri) con lo stesso costume e tutto andava bene; aggiungiamo noi che un mese fa, alla maratona di Ravenna, Cannito aveva destato la curiosità di sportivi e media per aver corso “elegante”, in un completo pantaloni - giacca – camicia – farfallino – bombetta in testa. Applausi e risate, non squalificato, ma classificato 818° con 4.12:24.

Abbiamo appurato chi è il giudice che ha mantenuto la promessa di squalificare Cannito: si tratta nientemeno che del responsabile dei Giudici pugliesi, Luigi De Lillo, 80 anni compiuti “e tutti i regolamenti a memoria” (come attesta Roberto Annoscia): ma le motivazioni della sanzione restano misteriose.

Non può bastare la mancanza della maglietta sociale, cosa obbligatoria solo nel caso che la gara valga per un campionato: e ammesso che Giovinazzo fosse valevole per qualcosa, allora andava squalificato il 95% dei partecipanti. Ma nella congerie di regolamenti più o meno vigenti, pare che l’uso di magliette ‘diverse’ non porti alla squalifica dell’atleta ma solo a un’ammenda alla società.

È anche vero che la Puglia (non a caso governata da un giudice…) sembra particolarmente severa in proposito: meno di un mese fa, fu squalificato a Palagianello un atleta che indossava il costume da maialino per promuovere una gara...

Mi chiedo se allora la normale inclusione nel pacco gara di magliette griffate col logo della manifestazione non sia una pericolosa istigazione a delinquere: mettete le nostre magliette, non quelle della vostra società… Giudice: ci sono tanti avvisi di garanzia da spedire!

Sia come sia, il giudice De Lillo, e i suoi colleghi che hanno avallato la sanzione, per ora hanno ottenuto uno scopo: quello di perdere un altro ‘cliente’, e forse di più se il suo appello sarà raccolto.

Visto che la Fidal nuota nell’oro e che le partecipazioni sono ovunque in calo, ci mancano solo gli Azzeccagarbugli. Che, come è noto, finiscono per fare gli interessi  non di Renzo e Lucia ma di don Rodrigo.

2 commenti

  • Link al commento Fabio Marri Venerdì, 29 Dicembre 2017 15:28 inviato da Fabio Marri

    Caro amico e sportivissimo rivale, intendevo fare un complimento a Giovinazzo, tenendo conto anche della stagione (come ho scritto) e delle concomitanze. Che poi 511 classificati appaiano pochi per una città che non è nemmeno capoluogo... andatelo a dire alla maratona di Lecce, che dopo il successo (direi 'di curiosità') dell'anno scorso, quest'anno, seppure in una data più favorevole, ha più che dimezzato gli arrivati, sommandone 440 cioè molti meno che la sorella minore Giovinazzo. Nulla da dire invece sulle 'mezze' pugliesi più frequentate; sai bene che la 'mezza' all'interno di una maratona (prassi più usuale al sud che al nord) è un 'mezzo' degli organizzatori per aumentare le iscrizioni; ma i numeri delle mezze 'di contorno' non sono mai paragonabili a quelli delle 'mezze e niente più'. Con tutto ciò, se Giovinazzo sta rapidamente perdendo quanto ad arrivati (sempre meglio che morire, come in anni recenti è capitato alle maratone di Bari e alla "Federico II"), non saranno certo giudici occhiuti alla De Lillo che le faranno aumentare i proseliti. Ma certo, ai De Lillo non importa niente che ci siano 10 o mille arrivati: anzi, meno sono e prima va a casa.

    Rapporto
  • Link al commento Domenica, 24 Dicembre 2017 23:27 inviato da Michele Rizzitelli

    Carissimo Fabio,
    sei proprio sicuro che i 511 classificati nella 42 km e i 318 nella 21 km siano "cifre non indifferenti in questa zona?". A me, proprio per la cultura podistica di questa zona, appaiono pochini. Nella prima edizione del 2014, la Maratona delle Cattedrali ha registrato 805 classificati, nella seconda 640, nella terza 535. Lo scorso anno la Maratona di Lecce ha avuto tante richieste che ha dovuto chiudere le iscrizioni con 3 settimane di anticipo, e gli arrivati sono stati 962. Ogni domenica, una moltitudine di podisti pugliesi risale lo stivale affollando le maratone della Penisola, incurante della fatica del lungo viaggio, che per altri, farla al contrario, sembra essere maggiore di quella di Sisifo. Nel 2015, solo dalla zona Barletta-Trani-Bisceglie-Andria sono volati a New York in 165. In una edizione della Maratona di Roma, la Puglia è stata la regione maggiormente rappresentata. I primi 3 posti della classifica maschile per maggior numero di maratone sono occupati da pugliesi, e la prima donna è anche pugliese. Pertanto, una maratona che in Puglia non raggiunge i 1.000 arrivati è un fiasco.
    Per quanto riguarda la 21 km, i 318 della Maratona delle Cattedrali di questa 4^ edizione sono da considerare un'inezia. La Pietro Mennea Half Marathon di quest'anno ha registrato oltre 2.000 arrivati, collocandosi nella top ten. Per l'edizione del 25 febbraio 2018, i pettorali stanno andando a ruba, e si prevedono oltre 3.000 iscritti. Tutte le altre mezze maratone della Regione superano ampiamente il miigliaio di classificati.
    Per quanto riguarda le altre distanze, proprio Podisti.net ne documenta la validità e la vitalità a firma di Roberto Annoscia.
    Nonostante l'evidenza contraria, certi pregiudizi sono duri a morire.

    Rapporto

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