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Ott 02, 2018 923volte

Viaggio nel pianeta Africa alla scoperta degli atleti: Addisalem Belay Tegegn

Addisalem, pettorale numero 3, in gara alla mezza maratona del Naviglio 2018 Addisalem, pettorale numero 3, in gara alla mezza maratona del Naviglio 2018 Arturo Barbieri

Una storia come tante, perché tanti sono gli atleti africani che corrono.

Alcuni di essi raggiungono livelli altissimi, la maggior parte arriva ad ottenere buoni risultati, probabilmente non vinceranno mai un’olimpiade ma di certo hanno concrete possibilità di fare della corsa una professione. E provare a vivere di questo.

Addisalem, etiope, per adesso è una di queste atlete. Nata ad Addis Abeba nel 1995, vive ancora in famiglia, con i genitori e le tre sorelle Ethiopia, Amsalegenet e Kalkidan. Vive in Italia per periodi relativamente brevi, in relazione al calendario delle gare cui intende partecipare.

Ha un titolo universitario in economia, qualcosa tipo la nostra laurea breve e parla correntemente inglese (cosa non frequente tra gli atleti etiopi), è sempre solare e sorridente. Anche quando le cose le vanno storte: alla recente maratonina di Udine era terza quando a 400 metri dall’arrivo ha incredibilmente imboccata la strada sbagliata. Un pianto a dirotto, ma poi le è tornato il sorriso. 

Scoperta come atleta da Antonio Nannoni, un manager del settore, corre la sua prima mezza maratona a Beirut in 1:18, a seguire Tripoli, dove si migliora, chiudendo in 1:16:19. Dopo un’esperienza poco fortunata in Cina, dove è rimasta per 3 settimane, nel 2018 inizia la sua avventura italiana, tesserandosi con l’Atletica Brugnera Friulintagli.

Qui trova una persona gentile e disponibile come poche: Cesare Ballaben. “he is like a father”, ama ripetere Addisalem, non solo per l’ospitalità che le riserva, ma per l’affettuoso comportamento nei suoi confronti (n.d.r. sono diversi gli atleti ospitati a casa Ballaben).

Nel periodo di permanenza in Italia corre tre volte la mezza maratona, la migliore ad Orzinuovi, 1:13:52; recente (agosto 2018) il suo personal best di 1:12:20, a Buenos Aires.

Sono tempi con i quali è difficile vincere le gare più quotate, ma certamente valgono un podio nella maggior parte delle gare italiane. E poi, chissà, è molto giovane e le piace correre, strada facendo potrebbe trovare gli stimoli per migliorarsi.   

In Italia partecipa con buoni risultati, e qualche vittoria, ad altre gare: 5000 metri, 5 e 10 chilometri; il successo più importante lo ottiene al Giro a tappe Val di Fassa, davanti alla sua connazionale ed amica Gedamnesh Mekuanent Yayeh, che vive con lei in Italia. Un’esperienza nuova ed interessante per Addisalem, che non aveva mai corso in un giro a tappe. 

Tornata in Italia ad inizio settembre il suo programma prevede la permanenza sino a novembre, ovviamente con partecipazione a diverse gare, soprattutto mezze maratone. 

Si allena “solo” 7 volte alla settimana, un numero di sedute relativamente alto per un’atleta di livello, nonostante questo è arrivata a buone performance.  In Etiopia si allena con un coach ed un gruppo di atleti, il suo piano di allenamento prevede uscite di qualità a giorni alterni. Invece in Italia, essendo qui essenzialmente per gareggiare, alleggerisce il programma degli allenamenti, proprio perché la sua permanenza è finalizzata alle gare.

 

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