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La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare Cristina Pitonzo (tesserata FIDAL) riscontrata positiva alla sostanza Betametasone a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia al termine della gara  “Campionato Italiano Individuale Km 100 assoluto e Master - La Centochilometri di Seregno” svoltasi a Seregno il 15 aprile 2018.
Qui, Cristina Pitonzo, tesserata per il G.S. Maiano, società di Fiesole (FI), aveva vinto il titolo italiano di specialità con il crono di 8:32:16, staccando in modo netto Julia Fatton (8:48:06) e Daniela De Stefano (8:48:43).

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Domenica si è svolta a Barletta la seconda edizione della “Pietro Mennea Half Marathon”. Il collega Annoscia registrava nel suo pezzo: “2532 gli arrivati con due squalificati” uno era “Nicola Tanzi (Barletta Sportiva): attendiamo le motivazioni…” Per Nicola Tanzi le motivazioni erano quelle di avere tagliato il traguardo con un cane al guinzaglio. Fiocco, questo il suo nome, non era presente in partenza e nemmeno lungo il percorso. Aspettava il suo padroncino, il figlio di Nicola, al traguardo e quando lo ha visto arrivare è scappato dalle cure della moglie di Nicola (o forse è stato lasciato andare, ma non è questo il punto). Il cane si è così unito al gruppetto formato da Tanzi che insieme ad altri due amici runner avevano spinto la carrozzella su cui era sistemato il figlio di Nicola che è disabile. Ne è seguita una squalifica, francamente difficile da capire. Noi non siamo favorevoli ai cani in corsa, per tanti motivi. Compreso quello di averli visti in prima fila alla partenza, con grave rischio per la loro incolumità e quella dei concorrenti che possono inciampare negli animali stessi o nel guinzaglio. Tuttavia in questo caso, anche leggendo le regole federali appare evidente che l’animale non ha costituito intralcio né pericolo per gli altri partecipanti. E di certo nemmeno un aiuto per Tanzi. Sottolineiamo inoltre che si è trattato di una breve apparizione, venti metri su oltre venti chilometri di gara. Nicola Tanzi ci ha fatto una risata (amara) sopra. Io invece, avendo svolto il mestiere di giudice di gara, seppure in un altro sport, suggerisco caldamente al giudice in questione, che non merita neppure di essere citato, di leggersi l’articolo zero del regolamento, quello del buonsenso. Se proprio ci tiene a squalificare qualcuno, si dedichi ai tagliatori, ai bombati o ai portatori di chip altrui. Quelli però bisogna essere un po’ più bravi per prenderli.

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Venerdì, 16 Febbraio 2018 13:11

Quattro anni di squalifica a Lahcen Mokraji

Lahcen Mokraji, atleta marocchino nato nel marzo del 1979 e molto noto in Italia, è stato squalificato per 4 anni in quanto, dopo un prelievo effettuato il 19 novembre scorso al termine della maratona di Verona dove si classificò al terzo posto, gli sono state riscontrate tracce di clenbuterolo.

Tesserato per l’Atletica Desio, nel suo palmares Mokraji vanta molte vittorie, come ad esempio la maratona di Reggio Emilia del 2011 e 2014, le mezze di Crema, Gualtieri, Trecate e tante altre ancora.

La squalifica di Mokraji decorre dal 12 febbraio 2018 e scadrà il 12 dicembre 2021 (è stato sospeso il 12 dicembre 2017).

 

I personali di Mokraji:

10.000 metri: 30’15”90 (Binasco 2012)

10 km: 29’59” (Cuneo 2014)

Mezza maratona: 1h01’37” (Ostia 2012)

Maratona: 2h12’29” (Reggio Emilia 2011)

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Mercoledì, 24 Gennaio 2018 14:10

Quattro anni di squalifica per Michele Stingone

Michele Stingone, classe 1994 e tesserato per il Caivano Runners, è stato squalificato 4 anni con decorrenza 23 gennaio 2018 e con scadenza 22 gennaio 2022 per aver eluso un controllo antidoping (art. 2.3 e 4.3.1 delle Norme Sportive Antidoping). Stingone dovrà inoltre pagare 378 € per le spese del procedimento.

 

I primati di Michele Stingone:

5.000: 14:24.00 (Napoli 2017)

10.000: 29:51.05 (Castelporziano 2016)

10 km su strada: 30:40 (Telese 2016)

Mezza maratona: 1:06:48 (Verona 2017)

Maratona: 2:26:25 (Verbania 2016)

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Il marocchino Lhoussaine Oukhrid, tesserato per il Caivano Runner, è stato squalificato quattro anni per l’assunzione di Epo. Era stato trovato positivo ad Agropoli lo scorso 15 ottobre durante il campionato italiano di mezza maratona nel quale Oukhrid era arrivato terzo.

La squalifica decorre dal 16 gennaio 2018 con scadenza 30 ottobre 2021.

 

Questi i personali di Lhoussaine Oukhrid:

5.000 – 13:41.79 (Rovereto 2012)

10.000 – 28:56.8 (Carate Brianza 2012)

10 km su strada – 28:56 (Cuneo 2013)

Mezza maratona – 1:02:41 (Piacenza 2015)

Maratona – 2:12:04 (Firenze 2015)

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Venerdì, 29 Dicembre 2017 23:48

Giovinazzo e Babbo Natale: Azzeccagarbugli chi?

La squalifica dell’amico Francesco Cannito non mi ha per nulla sorpreso.
Alla Maratona del Mugello 2015, per motivi pratici, avevo il pettorale ben visibile sulla parte inferiore dell’addome, mantenuto da una cinghia che qualche volta si trova nel pacco gara. Alla partenza, una giudice mi ha fatto notare che il pettorale si chiama tale perché va portato sul petto, e mi avrebbe squalificato se non lo avessi applicato come prescritto dal regolamento. Non ho obbedito alla sua richiesta, logica ma assurda, perché era troppo tardi, non certo per spirito d’insubordinazione. La sfortuna ha voluto che lo stesso arbitro fosse sul traguardo a registrare manualmente i numeri dei pettorali. Ha puntato meccanicamente i suoi occhi sul mio petto, e non trovandolo, ha portato il suo sguardo più in basso, perdendo qualche frazione di secondo che avrebbe potuto dedicare agli altri concorrenti, nel frattempo, sopraggiunti numerosi. “Te l’avevo detto!”, ha esclamato con animo irato, e mi stava squalificando. Non so neanche io perché, poi, mi abbia graziato. Non mi ero vestito né da Babbo Natale né da carnevale. Ero in regola per tutto il resto. Eppure una giudice di una (grande) Regione, che non ha un giudice come Governatore, voleva squalificarmi.
Al pari della giudice toscana, anche l’ultraottantenne Luigi De Lillo, come afferma Roberto Annoscia, conosce i regolamenti “a memoria”, è persona irreprensibile che ha dedicato un’intera vita al volontariato, e soprattutto lucida.
Azzeccagarbugli lui? I suoi detrattori, piuttosto.
Si dimentica che le gare Fidal sono competitive, e la prima regola è che i concorrenti devono riconoscersi. Alle Olimpiadi di Atene, Stefano Baldini non poteva mimetizzarsi sotto le sembianze di un dio greco. E lo stesso vale anche per chi aspira al podio nelle categorie maschili e femminili.
Vi volete divertire travestendovi da carnevale o da Brigitte Bardotte? Bene! Tutte le non competitive sono vostre. Che poi le norme Fidal vadano aggiornate alle esigenze delle maratone di massa, questo è un altro discorso.
Perché a Ravenna sì e a Giovinazzo no; perché a tizio sì e a caio no. Anche coloro che commettono reati gravi adducono queste giustificazioni. Viene punito chi viene scoperto.
Mi auguro che non passi l’interpretazione dell’ammenda di 100 Euro. Le trasgressioni sono tali e tante da rendere la Fidal ancor più ricca e i maratoneti sempre più poveri.

 

NdR: In Spagna il pettorale si chiama dorsal, in Francia dossard. Se ne desume che quando corriamo là, secondo la giudice mugellana, dovremmo spillarci i “dorsali” sulla schiena? E aspetto di vedere quale trattamento sarà riservato in Italia alle atlete che graziosamente esibiscono il proprio “torso” nudo fatta salva l’area off-limits celata dal reggiseno: sarebbe davvero un reato contro l’estetica se fossero costrette a coprirsi con una maglietta su cui spillare il numero (o si potrebbe brevettare un pettorale stile cerotto, non bisognoso di spille?).
Quanto al Cannito, non è che a Ravenna o Reggio non sia stato “scoperto”: semplicemente i giudici Fidal locali hanno usato il buon senso, che evidentemente difetta all’irreprensibile giudice De Lillo, governato dal giudice Emiliano. La Puglia è una “regione etica”, e semmai il giudice De Lillo andrebbe perseguito per omissione di atti d’ufficio e dissipazione di pubblico denaro (l’ammenda da 100 euro è legge, non credo soggetta alle interpretazioni), non avendo proposto per la squalifica o almeno la multa tutti gli altri partecipanti alla maratona che non indossavano la maglietta societaria. E soprattutto quelli vestiti da bersagliere o in altre fogge disdicevoli all’austerità etica regionale, ma ben documentati dalle nostre foto.
La corsa è una cosa seria,  guai a chi ci va per divertirsi! [F. M.]

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