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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Martedì, 20 Agosto 2019 23:16

Bernalda (MT) - 43^ StraBernalda

18 Agosto - Quarantatreesima edizione della Strabernalda, la più vecchia gara podistica di Basilicata e una delle più antiche dell’intero Meridione: la tradizione si conferma positivamente con netta ripresa di numeri e di qualità tecnica dei partecipanti. Dopo anni di gestione dell’oramai 80enne Rocco Petrocelli, da tre anni è Federico Lospinoso, con la preziosa collaborazione della moglie Patrizia, ad organizzare l’evento: in due, sostanzialmente da soli, fanno davvero miracoli. E quest’anno hanno voluto anche cambiare location, abbandonando il tradizionale Corso Umberto I, per trasferirsi nell’incantevole Piazza San Bernardino, godendo dell’immagine del Castello, della Chiesa Madre e della statua del Santo.

Unica difficoltà è la distanza dai parcheggi predisposti, quelli del Comune e di San Rocco: ma gli ospiti non si lamentano e percorrono Corso Italia, in pieno centro storico, che porta alla suddetta piazza.  Nei locali del Castello Aragonese avviene la distribuzione di pettorali, chip e pacchi gara: 8 euro il costo dell’iscrizione per chi l’ha effettuata nei termini, aumento di 4 euro per chi si iscrive all’ultimo istante. Ricco il pacco gara, in una larga sporta ecologica riutilizzabile sono contenuti tanti prodotti alimentari e qualche gadget per la bici. 

Oltre 250 gli iscritti Fidal, ai quali si sommano una cinquantina alla non competitiva, più una decina per la particolare “Curr A’ mmers”, la gara di retrorunning (manifestazione benefica con contributo di 2 euro, interamente versato alla Fondazione Veronesi).

Sempre nei locali del Castello, disponibili i bagni per gli atleti, per ogni necessità; presso il ristoro è già consegnata acqua, come poco distante si può gustare un buon caffè offerto da uno sponsor della manifestazione.
Gli atleti provvedono intanto a cambiarsi e ad indossare i completini di gara, pronti per correre in una serata calda ma non caldissima, ma che costringe a sudare tanto nei tratti esposti al sole.
Ha cominciato, intanto, instancabile, miss energia Angela Azzone la sua lezione fitness per portare i podisti con i muscoli caldi al via; altri, viceversa, preferiscono i soliti allunghi o la corsetta a ritmo blando, secondo capacità ed aspettative.

Le iscrizioni effettuate all’ultimo istante portano, purtroppo, ad un leggero slittamento di orario; l’intero programma della serata subisce un lieve ritardo, a cominciare dalla partenza degli atleti del retrorunning. Per fortuna, pur correndo all’indietro, questi atleti sono veloci e concludono rapidamente la loro distanza, 500 metri, complimenti ai “gamberi” e andiamo avanti.

Presenta la manifestazione lo speaker emergente di Basilicata, Angelo Raffaele Potenza, che invita gli atleti a prender posto dietro la linea di via. Al primo sparo partirà sulla sua handbike Emilio Frisenda, nuotatore di livello internazionale, che non è voluto mancare all’evento; a seguire, al secondo colpo, tutti gli altri, con i non competitivi in fondo al corteo.

Spicca la presenza di Giovanni Auciello, il forte atleta di Palo del Colle tesserato per il Casone Noceto Parma: il direttore sportivo del Casone, Mirko Saccò, nativo di Bernalda, ha voluto la presenza di un esponente del suo squadrone da queste parti. E il buon Auciello si è fatto accompagnare dal concittadino Francesco Minerva, che pur avendo ripreso da poco dopo un infortunio, e risultando poco riposato per i pianti  dall’ultima giunta in casa (auguri!), si difende ancora bene!
Tra le donne spicca Lucia Mitidieri, lagonegrese tesserata per l’Acqua Acetosa Roma, che vanta un ottimo palmares soprattuttonel mezzofondo.

Tutto pronto, già avviatasi l’handbike di Frisenda, ecco lo sparo dell’assessore allo sport, l’ingegner Nicola Grieco, che libera gli atleti.

Cambiata la zona di partenza è cambiato anche il tracciato, divenuto di km 3,200 da ripetere tre volte per i competitivi e due per i non: tracciato che attraversa il centro storico per avviarsi sull’ampio Corso Umberto I e poi tornare nel centro storico, da “assaporare” su antica pavimentazione, scale, cambi di pendenza e di direzione che appesantiscono ritmo e tempi. Tracciato gradito ai più, solo la prima curva  nel primo giro, quando gli atleti  non erano ancora sgranati, è risultata un po’ pericolosa; per il resto si dimostra blindato al traffico, interessante, con due ristori, doccette nebulizzatrici e due pompe di acqua a cura di due brillanti volontari. Anche la cittadinanza (tranne poche “brillanti” eccezioni) gradisce la manifestazione e applaude convinta.

La gara vede inizialmente un trio al comando composto da Auciello, Minerva e Bianco; tra le donne è prima Mitidieri, segue Carella, poi Verri.
Al secondo passaggio Auciello è un piede avanti a Minerva, mentre si è staccato Bianco; situazione, invece, immutata al femminile.

E’ oramai già tempo di arrivi, Giovanni Auciello (Atl. Casone Noceto) chiude trionfante in 31:58; secondo posto per Francesco Minerva (Montedoro Noci) in 32:28; terzo per Gianpiero Bianco (Running Team D’Angela Sport), sempre generoso, in 32:40.
Il rosso volante di Matera, Antonio Francolino (Fiamma Olimpia Palo) è quarto in 34:22, superando allo sprint l’oramai “piemontese” Marco Calò (Montedoro Noci), quinto in 34:27; altri 13 secondi ed ecco il validissimo Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle), sesto.  Settimo posto per Claudio Flore (Cral Trasporti Torinesi) in 36:12, che precede Salvatore Mele (Runners Ginosa), ottavo in 36:17, Alessandro Belotti (Apuliathletica San Pancrazio Salentino), nono in 36:21, e Gaetano Santalucia (Gli Orchi Trailers Rivoli), decimo in 46:06. 

Tra le donne domina e s’impone la 23enne Lucia Mitidieri (Roma Atletica Acqua Acetosa) in 38:27; ottimo secondo posto per Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), in 40:28, a precedere l’instancabile Viviana Verri, la salentina del GS Lamone, terza in 42:50.
La brava Angela Veccari (Lucani Free Runners) è quarta in 43:25, seguita dalla pimpante (“Domenica tutti a Laterza”, recita il suo cartello…) Mariangela Di Lena (Nuova Atletica Laterza), quinta in 43:31, e dalla tenace Regina Marta Oksara (Bernalda Runners), sesta in 44:23. Positivo settimo posto per Patrizia Pricci (Running Team D’Angela Sport Turi) in 44:38 che precede Luciana Corvino (Bernalda Runners), ottava in 44:57, Mariantonietta De Tommaso (Dof Amatori Turi), nona in 45:17, e Roberta D’Alconzo (Runners Ginosa), decima in 46:06.

206 risulteranno alla fine i Fidal in classifica, 48 i non competitivi, in una manifestazione senz’altro viva e piacevole, compreso l’estivo ristoro finale con tanta frutta di ogni tipo e, naturalmente, acqua.
Peccato che i fari puntati proprio sulla linea di arrivo per rompere il buio e favorire le foto siano stati accesi con troppo ritardo, purtroppo Federico e Patrizia erano altrove impegnati.

Sancita dal giungere della bici di fine corsa la chiusura degli arrivi, è già tempo di pensare alle premiazioni.
E qui accade un fatto strano, una sorpresa per il sottoscritto, a cui gli organizzatori dedicano una torta con dedica per celebrare il 53° compleanno festeggiato il lunedì 12. Grazie Patrizia e Federico, sempre gentilissimi e capaci di farmi commuovere.

Ma è davvero il momento di iniziare la cerimonia di premiazione, con i vincitori del retrorunning e della non competitiva, per passare ai migliori della gara regina.
Ecco salire sul podio Auciello, Minerva e Bianco, tra gli uomini; Mitidieri, Carella e Verri, tra le donne: per loro il trofeo e premi di gran valore, da monili a trolley a orologi, più un paio di scarpe running offerte ai due vincitori dallo sponsor tecnico della manifestazione, Top Running di Giambattista Colangelo a Castellaneta.  

A seguire la chiamata per i primi cinque di ciascuna categoria per fascia di età: i primi tre ricevono una medaglia in legno, premi in natura per gli ultimi due (per gli anni a venire, si dovrà senz’altro abbinare un premio “in natura” al trofeo consegnato ai prime tre).  

Ultimo atto, la consegna del riconoscimento alle società lucane campioni regionali sulla distanza: tra gli uomini vince la Athlos Matera, tra le donne s’impone la Lucani Free Runners. La classifica, invece, per più atleti giunti al traguardo complessivamente, vede vincere l’Athlos Matera con 22 finisher su Lucani Free Runners (15) e Atletica Palazzo (12).

Si conclude così una sana serata di sport, una manifestazione rinnovata e ben gestita, che con piccoli accorgimenti continuerà nel suo processo di ulteriore crescita: un plauso sentito a Federico e Patrizia, capaci di far tutto da soli con tanto cuore e volontà.  

Domenica, 18 Agosto 2019 14:22

Addio a Ugo Sansonetti

Il 14 agosto ci ha lasciato Ugo Sansonetti, uno dei simboli dell’atletica master italiana, famoso il suo motto “Non fermarsi mai!” che è anche il titolo di uno dei suoi libri.  

Aveva compiuto 100 anni lo scorso 10 gennaio: a partire dagli anni novanta, dopo una vita da imprenditore, da genitore – aveva dieci figli - e da politico (era stato persino sindaco di Mottola, nel tarantino, città della quale era originario), aveva cominciato a fare gare in pista di velocità, collezionando medaglie e primati di categoria. Per 53 volte è salito sul gradino più alto del podio internazionale, tra Mondiali ed Europei master: detiene, tuttora, il record del mondo M90 dei 200 indoor con 40.34, insieme ad quattro limiti continentali.

Il suo ricordo rimarrà per sempre con noi!

Anche in chi, come il sottoscritto, fu varie volte (indegnamente) suo compagno in canottiera azzurra agli europei e mondiali master (Cesenatico, Aahrus, San Sebastian), e lo ricorda incedere carico di medaglie nelle cerimonie conclusive. [F.M.]

16 Agosto - A Goteborg, in Svezia, la 19enne Nadia Battocletti ha stabilito il primato italiano under 20 dei 3000 metri con 9:04.46. La trentina delle Fiamme Azzurre ha così migliorato il precedente limite che resisteva da quarant’anni, dal 6 giugno 1979 quando l’altoatesina Sabine Ladurner realizzò il record nazionale juniores con 9:07.0 a Firenze.

In questa stagione la Battocletti ha ottenuto anche il record italiano indoor di categoria su questa distanza, correndo in 9:18.33 ad Ancona il 17 febbraio.

La nostra rappresentante, in un pomeriggio fresco, con temperatura intorno ai 18 gradi, è giunta settima nella gara vinta dall’etiope Aberash Minsewo in 8:53.10 davanti alla connazionale Girmawit Gebrzihair (8:53.85) e all’australiana Camille Buscomb (8:55.42); quarta la 19enne portoghese Mariana Machado in 8:58.61, argento sui 3000 agli Europei under 20.

“È stata una gara pazzesca e sono davvero molto felice. Un risultato importante, che mi dà tanta fiducia per continuare su questa strada e ricompensa gli sforzi di tutte le persone che mi sono sempre vicine, a cominciare dai miei genitori. Qui ho corso anche con la testa, che mi era un po’ mancata agli Europei dove comunque sono salita sul podio nonostante l’infortunio al piede destro che mi aveva tenuto ferma in maggio. Quella di oggi è stata una gara molto movimentata, con frequenti rallentamenti e ripartenze, oltre al vento che si sentiva. Mi è capitato più di una volta di essere superata da atlete che poi abbassavano il ritmo, quindi sono stata costretta a sorpassarle di nuovo, e nell’ultimo chilometro ho pagato qualcosa. Devo ammettere però che mi sono divertita un sacco!”, le parole della neo-primatista italiana under20.  

Nuovo lutto nel podismo: il 72enne Giovanni Zerbinati, di Fiesso Umbertiano, è  deceduto in una gara non competitiva nel pomeriggio ferragostano.

La tragedia è avvenuta in località Zampine di Stienta, in provincia di Rovigo, la sera di Ferragosto, alle ore 18.00: l’uomo, pur iscritto regolarmente, era partito autonomamente circa un’ora prima della partenza prevista per le 18.30. Ma, giunto circa al 5° chilometro, nel tratto di sterrato in piena campagna, si è sentito male e si è accasciato.  

Solo quando un passante ha dato l’allarme, chiamando il 118, sono intervenuti gli addetti del Suem che, nonostante i vari tentativi di rianimarlo, hanno dovuto constatare il decesso, probabilmente per un malore improvviso.

NDR. Nello sgomento per l'accaduto, non possiamo non chiederci: può dirsi che Zerbinati stesse partecipando a una corsa, che doveva ancora scattare? Ricordiamo sempre che un incidente accaduto in  queste circostanze non è coperto da assicurazione. E che se il malore si fosse verificato durante la gara 'vera,  certamente i compagni di gara l'avrebbero soccorso tempestivamente e (forse) salvato [F.M.]

Pubblichiamo integralmente (eliminando solo i refusi) il contenuto della dichiarazione (con allegati) che Paolo Fabbiani, il compagno nella vita e nella tragica gara di Ligonchio della sfortunata Marisa Moretti, ha inviato al sito Redacon.it indi agli altri organi di stampa, in risposta a quanto dichiarato dal Sindaco e dall’Assessore del comune di Ventasso. Aldilà delle colpe e delle ragioni, delle affermazioni e delle smentite, delle inevitabili perizie e controperizie, il racconto dell'evento è drammatico, a tratti agghiacciante; e anche se questo non ridarà la vita a Marisa, resta la notizia finale della donazione degli organi: una vita si spegne, altre potranno salvarsi.

Volevo chiudermi nel mio dolore, non prendo giornali né frequento social, ma viste le dichiarazioni rese dal sindaco Manari a mezzo stampa, nelle quali sostiene che abbiamo abbandonato il percorso del trail, e dall’assessore Nuccini sui giornali di oggi, il quale dichiara che nel regolamento c’è indicato che l’organizzazione si riserva di modificare il percorso in qualsiasi momento, rispondo con solo due parole: “Sì, certamente lo potete fare, ma al briefing me lo dite e mi fate vedere una cartografia aggiornata”.
Se per voi la mappa è solo indicativa vuole dire che siete degli incompetenti: io 35 anni giro le montagne, sono socio Cai e la prima cosa che ti insegnano ai corsi è quella di avere sempre con sé la cartografia della zona in cui ci si trova e una bussola; oggi abbiamo anche i gps, bastava che fosse possibile scaricare la traccia gps da sito, e nessuno dei percorsi corto medio e lungo si sarebbe perso, come è successo negli altri percorsi.
Per tutto ciò ritengo doveroso esporre la realtà dei fatti pubblicamente. Le dichiarazioni rilasciate sono strumentali per scaricare le responsabilità dell'organizzazione e delle istituzioni, e questo si capisce anche dal fatto che nessuno degli organizzatori mi ha fatto una telefonata di conforto (neanche ai fratelli di Mari) per capire almeno cosa era accaduto; vi dico: continuate a non farlo e non presentatevi davanti a me, perché il vento del perdono per le vostre incompetenze non è in me, forse non mi conoscete: con quello che ho passato nella vita, i miei genitori mi hanno insegnato di non avere paura di niente e di nessuno se si è nel giusto.
Di seguito espongo quanto ciò è accaduto realmente.

Gli allegati di Fabbiani

Venerdì, insieme a Mari e agli amici Sonia, Evelyn e Jimmy, ci siamo iscritti al trail della Centrale di Ligonchio nel percorso breve non competitivo. Precedentemente a casa, dal sito Facebook dell'evento avevo scaricato la cartografia dei percorsi corto, medio e lungo (vedi la prima foto). 

Al briefing gli organizzatori hanno dichiarato che lungo tutto il percorso ogni 100 - 150 mt erano presenti nastri bianchi e rossi con i catarifrangenti e bandierine Hoka con scritta in blu, e se le perdevamo dovevamo tornare indietro.
Siamo partiti insieme agli altri partecipanti di corsa, ma poco dopo, visti i notevoli dislivelli, siamo andati di passo: eravamo gli ultimi, l'obbiettivo era andare a vedere il tramonto sui monti, cosa che io e Mari facevamo spesso sul Ventasso, intorno e sopra la Pietra di Bismantova. Poco dopo aver imboccato il sentiero CAI 641, quando attraversa la strada carrabile che va a Presa Alta, io Mari e Sonia eravamo avanti di qualche centinaio di metri rispetto ad Evelyn e Jimmy. Già all'inizio la segnaletica lasciava alquanto a desiderare, c’erano anche delle indicazioni in giallo con scritto CAMMINATA che indicavano di scendere anziché salire…
Io la zona la conosco molto bene perché tutti gli anni la percorro a cavallo o in bici per andare in Bargetana. La vallata di rio Re invece non la conosco bene perché non è meta dei nostri soliti itinerari.
Conoscendo bene il sentiero 641 abbiamo proseguito fino al rifugio il Piano dove abbiamo fatto le foto, e aspettato Evelyn e Jimmy che ci avevano chiamato perché, essendoci molti incroci e non molte bandierine (una ogni 500/600 mt), si trovavano in difficoltà. Gli ho dato le indicazioni di seguire il sentiero CAI sempre in salita, ci hanno raggiunti e siamo ripartiti di passo dal rifugio il Piano, sempre come prima: io Mari e Sonia davanti, e leggermente indietro Evelyn e Jimmy. Lungo il tragitto ci siamo fermati a mangiare mirtilli e lamponi e poi, al punto di ristoro arrivati alla deviazione dei percorsi corto medio lungo, era presente il personale del soccorso Alpino. 
Eravamo in cima e non eravamo stanchi e così abbiamo chiesto se potevamo proseguire per il percorso medio, ma ci hanno risposto che avrebbero dovuto chiedere l'autorizzazione all'organizzazione perché se succedeva qualcosa ci sarebbero venuti a cercare sul percorso corto, così abbiamo preso il sentiero CAI 641A come indicato sulla cartina del trail corto. 
Le bandierine bianche e rosse le avevamo viste solo all'inizio. Mentre stavamo scendendo verso rio Re all'incrocio con il sentiero 637 era presente solo una bandierina bianca e rossa: quando il 637 arriva sulla strada trattorabile, non era presente nessuna indicazione e dalla cartina l'indicazione era di scendere a valle. Siamo infatti scesi verso valle e poco dopo siamo arrivati al rifugio dove ci siamo ristorati e fatto delle chiacchiere con il gestore.
Abbiamo provato a chiamare Evelyn e Jimmy ma non c'era ricezione sui nostri telefoni, così siamo scesi a valle lungo la strada forestale su cui è anche presente il sentiero 637. A qualche km a valle del rifugio il sentiero 637 lascia la strada forestale e prosegue in un sentiero stretto a destra, a bordo strada era presente il segnale CAI con indicazione Ponte Rimale.
La cartina del trail indicava di seguire il sentiero 637 fino al ponte Rimale, non vi erano le bandierine, ma non c'erano neanche prima, ho controllato il tracciato del mio gps e mi indicava che avevamo percorso 11 km, infatti si vedevano le luci delle prime case di Ligonchio. Così mi sono detto: siamo arrivati! Mari ha ritelefonato ad Evelyn che ha risposto che erano sotto il rifugio Rio Re e così le ha dato le indicazioni che quando trovavano il segnale Cai dovevano abbandonare la strada forestale e prendere il sentiero 637 che andava a valle. Poco dopo aver preso il sentiero abbiamo visto un picchetto a terra bianco e rosso che ci conferma che eravamo sul sentiero 637. Il sentiero era stretto e in discesa ma a valle erano presenti degli alberi. Mentre scendo vedo che su un albero a bordo sentiero una persona aveva fatto la pipi; a Sonia e Mari dico: sono passati anche gli altri.

Ad un certo un certo punto siamo arrivati in un tratto dove a valle non era presente nessuna vegetazione fino in fondo al fiume. Io ero davanti, poi c'era Sonia, e Mari ultima. Stavamo andando piano. Ad un certo punto sento un rumore dietro, come sassi che rotolano, mi giro e vedo la mia compagna che rotola a valle ed in un attimo sparisce, e poco dopo il rumore del tonfo sul letto del fiume. Mi sono precipitato giù lungo la scarpata e a Sonia ho urlato di chiamare i soccorsi. Il terreno aveva una fortissima pendenza e per scendere mi sono aggrappato ai ciuffi d’erba. Sono arrivato su precipizio e ho visto Mari sul greto del fiume. Era notte, ma con la frontale ho cercato un passaggio per scendere anche se era esposto e pericoloso, ma non avevo la percezione del pericolo…
Aggrappandomi a tutto quello che c'era sono arrivato sul greto del fiume e ho raggiunto Mari che era priva di sensi e perdeva sangue dietro la testa. Il battito c’era, ma respirava male perché aveva la testa riversa a penzoloni tra due sassi. Così mi sono tolto lo zaino e con delicatezza gliel'ho messo sotto la testa, facendole da ponte e per evitare il soffocamento in caso di vomito.

Prendo il telefono, c'è segnale: chiamo il 118 alle 21.29, chiedo intervento urgente in codice rosso con elisoccorso per ragazza priva di conoscenza dentro un fosso in montano sotto Rio Re, fornisco le coordinate geografiche WGS 84 che ricavo dal mio GPS; non avevo più contatto con Sonia perché ero troppo in basso, chiamo il 118 varie volte ma mi dicono che non è così semplice trovare un elicottero abilitato per il volo notturno e il recupero in montagna.
Il primo soccorritore arriva dopo 1 h 45 e ci mettono 20 minuti per scendere in sicurezza con le corde,; non possono intervenire su Mari, preparano la lettiga per il trasbordo in elicottero, preparano l'area e tengono i contatti per l'elisoccorso. Da quando avevo raggiunto Mari riempivo la borraccia morbida nel fiume e gliela mettevo nella testa dove c'era l'ematoma e la chiamavo per vedere se reagiva, avevo perso la percezione del tempo, mi sembrava un'eternità; arriva un primo medico ma era troppo anziano anche solo per scendere dal sentiero, sentivo le radio dei soccorritori tutti impegnati per l'emergenza in atto. Arriva l'elicottero, ma si ferma al campo sportivo: non è abilitato a operazioni in quella zona, ne chiamano un'altro dell'Aeronautica Militare ma ci vorrà del tempo, nel frattempo con le corde fisse calano la dott.ssa Paola Magnani (una persona SPLENDIDA), arrivano anche le sue infermiere, e anche a loro devo un particolare ringraziamento, iniziano subito le operazioni per stabilizzarla; per quello che ho potuto ho dato una mano, poi iniziano delle manovre più invasive e incomincio a stare male.
Comincio a 'sfarfallare', la dottoressa lo capisce e mi fa allontanare con la scusa che di lì a poco sarebbe arrivato l'elisoccorso; chiedo di poter salire a bordo ma non è possibile e una persona del soccorso alpino mi accompagna al sentiero risalendo dalle corde fisse. Arrivati all'auto forestale ci sono i miei compagni che mi stavano aspettando, appena salito una persona del soccorso mi dice che avevo sbagliato strada; ed io gli ho risposto "sono proprio un imbecille". Non stavo bene, avevo bisogno di imminenti cure, sono diabetico ed ero in iperglicemia oltre i 500, il mio sensore non riusciva più a rilevare il valore del glucosio. Mi accompagnano alla macchina e mi inietto l’insulina: quando faccio sport non ho mai avuto bisogno dell’insulina, ma degli zuccheri, però in questa situazione tutto è cambiato, arrivano da Castelnovo i miei amici Stefano Galeazzi e Roberto Giovanelli, che unitamente a Sonia Evelyn e Gimmy non mi hanno mai lasciato solo, andiamo al campo sportivo dove è presente l'elicottero del 118. Chiedo dove l'avrebbero portata e, di nuovo, se potevo salire; mi rispondono che la decisione della destinazione era di competenza del medico e comunque io non potevo salire. 

Credo fossero le 2.30, ero distrutto al campo sportivo, era presente Rosanna Bacci che mi ha invitato ad andare a casa sua e di Paola a recuperare un po' le forze; i miei amici mi convincono e così andiamo, l'elicottero dell'Aeronautica non si vedeva arrivare. Decido di andare a Castelnovo e Roberto mi accompagna, gli altri amici rimangono al capo sportivo per tenermi aggiornato quando l'elicottero fosse partito e dove avrebbero portata Mari; intano gli amici Gianni Zannoni e Nicolo Provettini, che avevano corso il percorso medio dei 19 km (anche su questo percorso medio si sono persi, perché il percorso non era segnalato bene) si sono adoperati fino allo stremo delle loro forze per portare le bombole dell'ossigeno e mantenere in vita Mari.

Mentre scendevamo verso Castelnovo abbiamo incrociato l'elicottero militare, con mille difficoltà Mari è stata recuperata e trasportata al Maggiore di Parma: Io, arrivato a Castelnovo, sono andato a casa di Renzo dove era presente anche Giuseppe (i fratelli di Mari), gli ho riferito che avevo sbagliato il sentiero e raccontato la dinamica dell’incidente; sono stati di grande conforto perché mi hanno subito detto di non sentirmi in colpa, ma io me la sentivo tutta, io e i fratelli di Marisa, Renzo e Giuseppe, ci siamo diretti a Parma, arrivati in rianimazione ci hanno detto già da subito che il trauma che aveva non dava speranze di recupero: era solo una questione di tempo. Alla mattina rientriamo a Castelnovo, verso le 13 ci richiamano a Parma e ci dicono che Mari ha smesso di respirare autonomamente e l'elettroencefalogramma è piatto, per cui alle 13.23 è stata dichiarato il decesso. Ci chiedono se siamo disponibili a donare gli organi, accettiamo, almeno che per tutti noi che stiamo soffrendo e per tutti coloro che si sono adoperati per salvarla, rischiando anche a loro volta la vita, tutta questa tragedia abbia almeno un lato positivo che salverà altre persone.

Domenica mattina i miei amici mi dicono che il sindaco Manari emette già la sua condanna informando gli organi di stampa che era colpa nostra perché avevamo imboccato un sentiero sbagliato. Ristampo la cartografia ufficiale del trail, ricontrollo ma sono convinto di aver seguito il tracciato indicato in cartografia, alle 9.30 circa ricevo la telefonata del maresciallo dei Carabinieri di Ligonchio che insieme a Sonia ci convoca in caserma.
Nell'interrogatorio mi chiede perché abbiamo imboccato un sentiero chiuso non più utilizzato: gli rispondo che il sentiero è aperto e segnalato, e la cartografia del trail indicava di seguire il sentiero 637 fino al ponte Rio Rimale; il maresciallo mi dice che dovevamo continuare la strada forestale e prendere una variante, gli faccio notare che nella mappa non è presente tale indicazione e che all'incrocio non c’era nessuna indicazione di proseguire per la strada forestale, né c’era nessuna inibizione a prendere il sentiero 637. L’interrogatorio dura parecchie ore. 
Alla luce di tutto ciò, nel pomeriggio sono tornato del luogo dell’incidente e sono andato rilevare il tracciato che il maresciallo mi aveva indicato, l’ho rilevato con il gps, allego la cartografia, ma posso asserire con certezza che io ho seguito fedelmente il percorso indicato nella mappa del trail.
La Magistratura farà il suo corso e accerterà la verità.

Castelnovo ne’ Monti, 13/08/2019

Paolo Fabbiani

Martedì, 13 Agosto 2019 16:20

Triggianello (BA) - 4^ Birratona

10 Agosto - Metti un pomeriggio inoltrato d’estate in Puglia, a Triggianello; metti oltre trecento podisti vestiti a maschera con tanta voglia di divertirsi; metti un organizzatore a coordinare il tutto, con la collaborazione della presentatrice/co-organizzatrice (e dell’Associazione culturale Tribirra); metti tanta musica e un bravo dj; metti tanta birra da bere ad ogni giro; metti la voglia di stare insieme, di socializzare, di ridere, scherzare, vivere…. ecco la Birratona!

Triggianello è una piccola frazione tra i comuni di Conversano e Polignano a Mare, vicinissima anche a Monopoli e Castellana Grotte, tradizionalmente celebre per le caratteristiche bracerie, per lo stabilimento di birra artigianale (Birranova) e per la Festa della Birra, che si svolge a fine luglio-inizio agosto.

Due esperti podisti, marito e moglie, Francesco Fanelli e Margherita Sisto, hanno qualche anno fa l’intuizione geniale: perché non organizzare una manifestazione non competitiva dove gli atleti per un’ora percorrono un giro di circa un chilometro e al ristoro trovano della buona birra, con l’obbligo di berne un bicchiere ad ogni giro?
La Birratona è creata, si aggiunge l’idea di far vestire i partecipanti, suddivisi in gruppi, in costumi carnevaleschi secondo un tema: quest’anno era il Cinema, e gli iscritti hanno dato sfogo alla fantasia.
Chiaramente non si partecipa per vincere, non esistono primati, ma solo tanta voglia di divertirsi, di muoversi, scherzare, ridere, nel finale ballare e la festa, e che festa, è fatta!

Dieci euro il costo dell’iscrizione, con ritiro della simpatica t-shirt celebrativa e del bracciale che permette l’accesso libero in ogni luogo della manifestazione, oltre chiaramente al poter bere la birra ad ogni passaggio.

Trecento era il numero massimo di partecipanti, ma l’iscrizione possibile fino alle 18.00 (con soprattassa di 5 euro) porta a superare la quota, con gli organizzatori impossibilitati a dir di no.
A disposizione dei corridori anche alcuni bagni chimici; a presentare la brava (e già citata) Margherita Sitato, vestita come la Tiffany della famosa colazione.
Il momento più bello è quando i partecipanti, oramai vestiti a maschera, si presentano in piazza: alcuni travestimenti sono davvero perfetti, anche il pubblico – inizialmente freddino – comincia a ridere e ad essere pian piano coinvolto, la festa è cominciata.

I partecipanti sono divisi fra: I Gladiatori, La DOF e i pirati della Birra, Quelli dei gradini, Gay Watch, AC Avanti Chri, Laura & friends, Chigago, Minions, Finetron, Gli Adams, Il medico della Mutua, IT, Arancini Meccanici, Fenice, Vagabondi Polignano, Ciac si gira e si beve, Il polpo è bello, Amici della Corsa, Grease, Pirati dei Caraibi, Arancia Meccanica, Gli agguandati, Beer Watch, Coppa Cobram, Ghost Runners, Stato Confusionale, Gli Autentici.

Per la prima volta assisto a una partenza rallentata, Margherita comanda il via, ma nessuno si muove, pian piano ecco avanzare per primi i Minions, a seguire tutti gli altri gruppi. Il giro prevede anche un tratto di sterrato, un punto foto, ma soprattutto il punto doccia dove un simpatico addetto provvede con tubo di gomma a bagnare il malcapitato di turno, mentre dall’alto scendono bolle di sapone e tanta musica si diffonde, tra le risate generali. Il giro si conclude in piazza al ristoro dove tanta birra (c’è anche acqua , ma è quasi nascosta) disseta e allevia i pensieri…
Man mano che si va avanti, il tasso alcolico cresce, cresce anche la voglia di svagarsi, aumentano le risate, gli scherzi, i selfie, le foto, gli sfotto… Sono scene impossibili da descrivere, sono momenti di vita intensa, è un’esplosione di gioia, di voglia di vivere, di stare insieme. E gira che ti rigira, l’ora di percorrenza è quasi trascorsa e Margherita annuncia trattarsi dell’ultimo giro: qualcuno desiste, qualcuno va a prendersi un panino, un panzerotto, qualche altro continua imperterrito per guadagnarsi un altro bicchiere di birra.

Stop, manifestazione terminata, si passa alla fase due quando la piazza diventa un’enorme discoteca a cielo aperto, i corridori si lanciano in balli frenetici: spaventose le due famiglie Adams, attenti alle spade dei Gladiatori, ai fucili dei Ghost Runners, è una danza frenetica, è una tribù che balla.
Oltre mezzora di balli e di trenini, ma bisogna passare al momento della consegna dei riconoscimenti ai gruppi meglio vestiti e truccati, che più si sono messi in mostra: si comincia con I Gladiatori, i DOF e pirati della birra, i Gay Watch, i Chigago, i Minions, i Finestron, Gli Adams, Il medico della mutua, i Ghost Runners e, infine, i più belli e perfetti, Gli Autentici di Laura Tassielli, uno spettacolo nella spettacolo, spaventosamente Adams.
Una targa alzata come la Champions League, ciascun gruppo festeggia soddisfattissimo, piccola delusione per gli altri, ma la pronta decisione di rifarsi tra un anno.
Ma in realtà c’è tanta soddisfazione, tanto piacere, il giusto modo per una sera di muoversi senza l’isteria di cronometri, tempi e classifiche, con la possibilità di conoscere tanta nuova gente.

Francesco e Margherita hanno fatto centro anche quest’anno, la Birratona è stata un successo, tra 12 mesi (tranne nuove edizioni natalizie) gli iscritti saranno ancor di più, vogliosi di partecipare a questa straordinaria festa.

 

 

 

10 Agosto - Doppio successo azzurro nella 10^ Maratonina di Scorzè (Venezia), con le vittorie di Eyob Faniel e Giovanna Epis, entrambi in preparazione per la maratona dei Mondiali di Doha.

Con partenza alle ore 20.30, gli atleti hanno sofferto le temperature comunque elevate, oltre 30 gradi al via: per i nostri azzurri un ottimo test in condizioni ambientali e di orario simili alla maratona mondiale (alla mezzanotte locale del 27 settembre per le donne e del 5 ottobre per gli uomini).

Il 26enne Eyob Faniel (Fiamme Oro) si è imposto in 1h09:04, al termine del previsto “lungo”, senza forzare, distanziando nel finale i keniani Dennis Bosire Kiyaka (Atl. Dolomiti Belluno), secondo in 1h09:53, e Julius Kariba Njeri, terzo in 1h11:13. Per Faniel è il secondo successo della carriera in questa manifestazione, dopo quello del 2016; il vicentino torna ora in raduno in quota, fino al 6 settembre, a Saint Moritz, in Svizzera.

“Lungo” anche per la 30enne Giovanna Epis (Carabinieri) che si è imposta in 1h16:55, cambiando ritmo solo negli ultimi 4 chilometri, e staccando la ruandese Clementine Mukandanga (Runner Team 99), seconda in 1h17:45, e la keniana Purity Gitonga, terza in 1h19:34, ma all’inizio solitaria in testa. Quarta la barese Teresa Montrone (Alteratletica Locorotondo) in 1h22:03. La Epis torna ora in raduno a Livigno, dove rimarrà per due settimane.  

317 gli arrivati al traguardo.  

10 Agosto - Nella seconda giornata dei Campionati Europei a squadre, in corso di svolgimento a Bydgoszcz (Polonia), grande vittoria di Yeman Crippa sui 5000 metri in 13:43.30 , protagonista di una grande rimonta dopo un inizio lento.  Infatti, il trentino, favoritissimo della vigilia, ha cambiato letteralmente passo a 600 metri dal’arrivo, andando a recuperare prima il tedesco Amanal Petros (terzo in 13:50.45, ma poi squalificato), e poi, a 300 metri dall’arrivo, lo svizzero Julien Wanders (secondo in 13:45.31), riuscendo anche a richiedere negli ultimi metri gli applausi del pubblico, concludendo quasi al passo. Terzo è diventato poi il francese Hogo Hay in 13:58.20.

“Non è finita qua – dichiara Crippa al sito della Fidal - questo era soltanto il primo obiettivo, domani ci riprovo anche nei 3000. Me la sono giocata bene, ho gestito la gara, con la sola eccezione del terzo giro, quando sono scappati via il tedesco e lo svizzero. Sono arrivato fresco ai 600 metri, e come avevamo deciso con il mio allenatore, sono partito proprio in quel momento. I 10.000 a Doha? Mi auguro di esserci, purtroppo il tempo della Coppa Europa di Londra non basta e quindi devo aspettare il ranking, altrimenti c’è l’ipotesi di una gara il 31 agosto ma ho paura di sballare un po’ il percorso di avvicinamento. Quella di oggi è una vittoria che mi dice che stiamo lavorando bene, soprattutto sull’ultimo giro, e sul cercare di mollare il meno possibile. Siamo a buon punto”.

Secondo posto, invece, per Marta Zenoni sui 3000 donne, che sfiora il successo e dimostra di essere oramai recuperata. La quasi 20enne, all'esordio in azzurro, dopo una gara perfetta di attesa, all’ultimo giro  lancia l'attacco in testa, seguita solo dalla svedese Yolanda Ngarambe e dalla spagnola Solange Andreia Pereira. Ma nel finale, la svedese passa la Zenoni e va a vincere in 9:07.67, con l’azzurra felice seconda in 9:08.34 sulla Pereira, terza in 9:09.76.

 

10 Agosto - E’ triste l’aggiornamento di poche ore fa: la 48enne Marisa Moretti, caduta ieri sera durante il trail Centrale Night Trail, è purtroppo deceduta.

Di seguito le prime notizie che erano giunte sulla disgrazia.  

Terribile incidente durante il Centrale Night Trail che si è disputato ieri sera a Ligonchio, in provincia di Reggio Emilia: verso le 22.30, una donna di 48 anni, residente a Castelnuovo ne’ Monti, che partecipava alla 13km, è caduta in un dirupo procurandosi un trauma cranico e un forte trauma del massiccio facciale. La donna è scivolata in un impluvio dove sono presenti numerose rocce sporgenti, finendo nei pressi del torrente Rio Re.

Gli organizzatori hanno immediatamente chiamato il 118 con il pronto intervento di una squadra del soccorso alpino della stazione Monte Cusna, di una ambulanza della Croce Verde di Busana e dell’automedica di Castelnovo Monti, oltre all’elisoccorso di Bologna che è atterrato al campo sportivo di Ligonchio.

Raggiunta la signora, valutata la criticità della situazione e le difficoltà di recupero della ferita, i soccorritori hanno deciso di chiedere l’intervento di un elicottero della Marina Militare decollato da Luni (Sarzana, La Spezia): la sfortunata atleta è stata caricata con l’utilizzo di un verricello e portata al campo sportivo di Ligonchio, dove è stata trasferita sull’elisoccorso di Bologna che l’ha trasferita all’ospedale Maggiore di Parma dove è ricoverata in Rianimazione.

Il trail si svolgeva in notturna nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano su tre percorsi di 27, 19 e 13 km  tra i sentieri da sempre utilizzati dai pastori; era organizzato dalla Pro Loco di Ligonchio per festeggiare il centenario dell’inizio della costruzione della locale centrale idroelettrica.   

Mercoledì, 07 Agosto 2019 14:09

Doping: sospeso il campano Vincenzo Del Prete

Vincenzo Del Prete, atleta SM40 tesserato per la Podistica Frattese, a seguito dell’istanza della Procura Nazionale Antidoping, è stato sospeso per essere risultato positivo alle sostanze efedrina - oxilofrina – betametasone al termine della gara disputata il 6 luglio a Marcianise, in provincia di Caserta, dove era giunto 4° assoluto, secondo di categoria, in 35:15.55, su 464 finisher.

Ecco il comunicato Nado:

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare il sig. Vincenzo Del Prete (tesserato FIDAL) riscontrato positivo alle sostanze Efedrina – Oxilofrina - Betametasone a seguito di un controllo disposto dal Ministero della Salute (SVD) ex lege 376/2000 al termine della gara podistica "Memorial Andrea Ferone” svoltasi a Marcianise il 6 luglio 2019.

 

 

 

Martedì, 06 Agosto 2019 18:39

Castellana Grotte (BA) - 9° Trofeo Grotte

4 Agosto - L’attività podistica pugliese non si ferma neanche d’agosto e, come da tradizione, la prima domenica si corre il Trofeo Grotte a Castellana Grotte, giunto alla nona edizione ed organizzato dalla locale Associazione Atletica Freedogs, società sempre attiva e in movimento.

Il raduno è fissato in Piazzale Anelli, nel mezzo della zona che accoglie i visitatori ed apre alle Grotte, oramai una città nella città. Poco lontano, ampi parcheggi gratuiti permettono di “liberarsi” con comodità della propria vettura; bagni chimici, bar, pineta con panchine, massaggi, garantiscono ogni genere di confort ai podisti ed accompagnatori.

Rapido il ritiro di pettorali e chip; la quota d’iscrizione, pari a 6 euro, garantisce il premio di partecipazione, consistente in una sacca in tessuto contenente numerosi prodotti alimentari. 

Valevole come 6^ prova del Circuito Provinciale Terra di Bari, registra l’iscrizione di 533 atleti Fidal, ai quali si aggiungono circa 250 liberi. Giornata soleggiata, calda, ma mitigata dal vento di maestrale che permette di respirare ed eviterà gli svenimenti di un anno fa per l’afa.

Il tracciato, di 10000 metri esatti, risulta tecnico e difficile, sicuramente mai banale con partenza sul Viale che porta alle Grotte, svolta a destra per proseguire su via Foggia di Maggio (km 1), in discesa, verso contrada La Cupa (km 2). Seguono salita e discesa verso e da contrada Genna con il passaggio alla Chiesa di San Nicola (km 4), per poi avviarsi su strade vicinali fino all’ingresso nella città, passando acconto alla Chiesa della Madonna della Grotta (km 7), per attraversare la Villa Comunale Tacconi (per anni quartiere logistico della manifestazione) e Viale Aldo Moro. Di qui lo spettacolare e caratteristico passaggio nel centro storico (km 9) e nella centralissima piazza Garibaldi, per poi svoltare a sinistra e prendere la salita conclusiva, lunga più di 1000 metri, che riporta sul viale di arrivo e al traguardo concludendo la distanza.

Tracciato blindato ad ogni tipo di mezzo a motore, con i giusti rifornimenti con bottigliette d’acqua, davvero “croccante” come l’ha definito lo speaker della manifestazione. Già, lo speaker, Paolo Liuzzi, la voce più amata dai podisti pugliesi con il suo saper sempre aggiungere qualcosa alla manifestazione che presenta, rendendola interessante per tutti gli spettatori presenti, persino i meno interessati. 

Segreteria organizzativa e rilevamento tempi sono affidati alla Icron, che collabora con il Gruppo Giudici di Molfetta nella compilazione delle classifiche. Partenza fissata per le ore 18.00 e i podisti spariscono brevemente per riapparire tutti colorati indossando le  divise sociali; cominciano le tradizionali operazioni di riscaldamento, ma con giusto anticipo gli atleti sono tutti dietro la linea di via, pronti per partire.

Ottenuto l’assenso dai vigili, il giudice capo Luigi De Lillo può sparare il colpo di pistola che libera gli atleti che invadono le strade: deciso il passo dei primi, notevolmente lento nelle retrovie, dove – tra i liberi - ci sono intere famiglie e mamme con passeggini.

Frattanto, in testa, è già lotta a tre, come da previsioni: il neo papà Rodolfo Guastamacchia, il siepista Angelo Didonna e il rientrante Francesco Quarato. Al femminile, è duello tra Casaluce e Rella, con la prima ad avvantaggiarsi in piano e in discesa e la seconda a recuperare in salita…

Purtroppo, il tracciato con giro unico non permette di rivederli, ma la segnalazione di radio corsa parla oramai di un uomo solo al comando. E, in effetti, ecco apparire la canotta celeste, in un attimo Francesco Quarato (Team Pianeta Sport Massafra) va a prendersi ogni rivincita contro il mondo intero, contro quel medico che non gli aveva dato l’idoneità medico-sportiva e l’aveva portato quasi ad abbandonare: grida Francesco, grida, la vittoria è tua!
Francesco vince in 35:29 sotto lo sguardo amorevole della sua Alessia, colei che l’ha sorretto in questi momenti difficili, insieme ai dirigenti della sua società.

E’ secondo in 35:48, Guastamacchia (Atleticamente Modugno): Rodolfo sorride, il pensiero in questo momento è più al piccolo, di gare ne ha vinte tante! Angelo Didonna (Amatori Atletica Acquaviva), sempre brillante, deve accontentarsi del terzo posto in 36:09, la sua è stata sinora una stagione stressante, densa di appuntamenti. Per il quarto posto si assiste allo sprint tra il padrone di casa, Sebastiano Di Masi, e Nuccio Biusto (DOF Amatori Turi): a dieci metri dall’arrivo, l’elegante passo indietro di Nuccio, e Seba va a tagliare il traguardo in 36:23, tra il boato della gente, un secondo primo dello sportivissimo Busto. L’abbraccio e la stretta di mano post traguardo tra i due sono poi da icona Fair-play! 
Sempre combattivo Michele Di Carolo (Atl. Amatori Cisternino) è sesto in 36:47, a precedere il “lucano di Puglia” Antonio Francolino (Fiamma Olimpia Palo), settimo in 37:36 e il “pelado” Giuseppe Tatulli (Bitonto Runners), che con i capelli corti vola e chiude ottavo in 38:01. Il leggerissimo Marco Patruno (Amatori Putignano) è valido nono in 38:02, con Francesco Minischetti (Running People Noicattaro), a continuare la sua stagione d’oro, decimo in 38:06.

In campo femminile, al termine di uno splendido duello, Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto) riesce a resistere al fantastico recupero nell’ultima lunga salita di Rella e va ad imporsi in 43:45 precedendo Rosita (N.E.S.T. Lecce) di soli sei secondi: complimenti alle due ottime guerriere! E a proposito di guerriere, ecco Maddalena Carella (La Fenice Casamassima) giungere terza in 44:20, per un podio tutta grinta.

La bravissima Stella Giampaolo (Atletica Monopoli) è quarta in 45:48, incalzata dalla capace Rosa Cafagna (Futurathletic Team Apulia), quinta in 46:52, e dalla reattiva Lavinia Orlando (DOF Amatori Turi), sesta in 46:56. Tutto l’impegno di Rosa Di Tacchio (Maratoneti Andriesi), settima in 47:25 per precedere la determinata Filomena D’Adamo (Bitonto Runners) ottava in 47:34, e la capace Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Caoyursi), nona in 48:02; Adriana Dammicco (Atletica Bitritto), ancora in rodaggio dopo la vacanza, chiude la top ten femminile in 48:08.

513 i finisher, con l’86enne Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto) a chiudere in 1h23:43 e a liberarsi dell’ultimo posto a danno di Tiziana Catella (Taras Taranto), che chiude gli arrivi in 1h25:14, scortata dall’ottimo Walter Vivian, oggi in versione ciclista “fine corsa”.

Un ristoro finale con frutta ed acqua apre al pasta party seguente che prevede un piatto di ottime orecchiette con sugo di funghi cucinate dagli abili cuochi-docenti dell’Istituto Alberghiero Consoli Pinto, fiumi di birra e frutta. Nel post premiazioni, la possibilità di bissare la degustazione è oramai libera e in tanti ne approfittano… E, quando si mangia e si beve, è sempre più facile fraternizzare e dar vita a nuove amicizie reali!

Frattanto è cominciata la cerimonia di premiazione: sono presenti il sindaco di Castellana, Francesco De Ruvo, con gli assessori Lucia Simone, Giovanni Sansonetti e Maurizio Pace, il presidente del CDA della società di gestione delle Grotte di Castellana, Victor Casulli, con il vice Francesco Manghisi e la consigliera Maria Lacasella. Graditi i loro interventi, come quello dello stanco Pasquale Luisi, il presidente dell’Atletica Castellana, visibilmente distrutto ma soddisfatto.
E, con la presentazione quanto mai effervescente di big Paolo, ecco attribuire i giusti onori ed applausi ai due vincitori assoluti, Quarato e Casaluce, premiati con trofeo e confezione di prodotti enogastronomici a km 0, per passare ai primi cinque di tutte le categorie per fascia di età, con i primi tre premiati con la suddetta confezione e i rimanenti due con una coppia di bottiglie di vino.

A seguire, ecco la consegna del riconoscimento per le prime cinque società per numero complessivo di atleti giunti al traguardo, con consegna di simpatiche medaglie (vince la DOF Amatori Turi con 36 finisher, su, nell’ordine, Avis in Corsa Conversano -33, Atletica Monopoli -28, Amatori Putignano -26, La Fenice Casamassima – 25).

L’estrazione del viaggio, albergo, pettorale per La Maratona di Firenze offerta dall’agenzia amica dei podisti, Vivi e Sorridi di Bari, premia al primo colpo Antonio Fiore della Runners del Levante di Bari.

I saluti di Paolo e di tutte le autorità presenti concludono definitivamente la manifestazione, con la mente già rivolta alla prossima edizione, quella del decennale. Per gli ospiti la possibilità di continuare la serata assitendo al concertone dei Terraross in programma poco minuti dopo, sull’ampio palco centrale nell’ambito del programma di “Grotte d’Estate 2019”.  

In conclusione, manifestazione ben gestita e ben riuscita, andrà solo migliorata la zona arrivi, con la presenza di un addetto che tenga dietro il pubblico che ha sempre più invaso la sede stradale durante gli arrivi degli atleti. Per il resto la solita bella ed accogliente manifestazione, con il tradizionale e difficile percorso, che a me piace tanto e che mi fa rimpiangere di non gareggiare più!

 

4 Agosto - A meno di 24 ore di distanza dal successo a Massa, Sara Dossena (Laguna Running) ha vinto la 22^ edizione della Corrida di San Lorenzo, a Zogno, in provincia di Bergamo, organizzata dall’Atletica Valle Brembana.

Con partenza alle 20.35, sul circuito di 1 chilometro da ripetere 4 volte, la 34enne nazionale italiana si è subito messo al comando staccando le rivali già dal secondo giro, per andarsi ad imporre in 13’09”5, nuovo record del tracciato che migliora di 12 secondi il precedente primato stabilito da Margherita Magnani due anni fa. Seconda è giunta Federica Zanne (Esercito) in 13’30’7, con Laura Dalla Montà (Assindustria Sport Padova), terza in 13’33”9. Quarta è la SF55 Marta Esteban (Serrano Club), classe 1961, in 13’35”3 su Silvia Oggioni (Pro Sesto Atletica), quinta in 13’41”2 e Sara Brogiato (CS Aeronautica), sesta in 13’52”6. Segue la prima atleta di casa, Gaia Colli (Atl. Valle Brembana), settima in 13’54”6, che precede Gloria Barale (CUS Torino), ottava in 14’03”1, Deborah Oberle (GS Bernatese), nona in 14’12”7, e Giulia Vettor (CUS Parma), decima in 14:32.5.

Una distanza inusuale per la maratoneta di Clusone, già proiettata verso la maratona mondiale del 27 settembre a Doha, che si è detta soddisfatta dell’ottima condizione attuale che spera di mantenere appunto sino ai Mondiali, rimanendo concentrata sull’obiettivo più importante senza esagerare. Anche perché, secondo la portacolori azzurra, si tratterà di una gara non semplice, da correre in condizioni particolari (si partirà alla mezzanotte locale, per combattere il caldo - ndr), dove probabilmente non vincerà la più forte.

Nella gara maschile, partita alle 21.45, con il circuito da ripetere 8 volte, vittoria del 26enne Eyob Ghebrehiwet Faniel (Fiamme Oro Padova) in 23’43” sul compagno di squadra Pietro Riva, secondo in 23’47”, e su Ahmed El Mazoury (Atletica Casone Noceto), terzo in 23’50”. Quarto un altro esponente della Casone Noceto, Ahmed Ouhda in 24’09” su Michele Palamini (GA Vertovese), quinto in 24’11”. Sesto il valdostano René Cuneaz (CUS Pro Patria Milano) in 24’19”, seguito dal primo atleta di casa, Pietro Sonzogni (Atl. Valle Brembana), settimo in 24’33”; ottava posizione per Vasyl Matviychuk (GS Gabbi) in 24’35”, che precede l’altro atleta di casa, Nadir Cavagna (Atl. Valle Brembana), nono in 24’41”, e Marco Giudici (Sport Project VCO), decimo in 24’49”.

Infine, nella spettacolare 10^ edizione della Highlander Run, gara ad eliminazione su un circuito cittadino di 480m, vittoria di Yassine Bouih (Fiamme Gialle) sugli ottocentisti Stefano Migliorati (C.S. San Rocchino) – campione uscente - e Giovanni Filippi (U.S. Rogno). Quarto è l’emiliano Riccardo Tamassia (Trevisatletica) che precede Enrico Riccobon (Atl. Brugnera Friulintagli), Edoardo Melloni (CUS Pro Patria Milano), Francois Marzetta (DK Runners Milano), Luca Leone (CUS Pro Patria Milano), Stefano Ghenda (Trevisatletica), Samuel Medolago (Atl. Valle Brembana), Nabil Rossi (Atl. Valle Brembana) e Matteo Vecchia (DK Runners Milano).

Domenica, 04 Agosto 2019 15:05

Terlizzi (BA) - 2^ Corri col Carro

2 Agosto - Una sana festa di sport la seconda edizione della “Corri col Carro” a Terlizzi. Ma allo sport, alla corsa a piedi, al running (come si dice ora), si sono unite componenti sociali e religiose a farne un evento che ha coinvolto l’intera città.

Oltre 1000 iscritti, suddivisi tra la 5 e la 10 chilometri, entrambe non competitive, a farmi considerare che la “Corri col Carro” sia quasi la Dee-Jay-Ten di Puglia, una corsa-passeggiata in libertà, senza vincoli, aspettative, cronometri, ma tanta voglia di correre, divertirsi, socializzare, stare insieme. 
Partita dodici mesi fa come una scommessa, è divenuta quest’anno una richiesta della città, da inserire nel calendario degli avvenimenti della Festa Maggiore, con il tradizionale e caratteristico Carro che trasporta l’immagine della Madonna di Sovereto dall’alto dei suoi 22 metri.
E proprio davanti al Carro, fermo su Viale Roma, davanti alla Scuola Primaria “Don Pietro Pappagallo”, è fissato il raduno dei partecipanti, con l’intera zona ben transennata e chiusa a mezzi ed ad ogni intromissione non consentita.

Dieci euro la quota di iscrizione, con ritiro di una sacca in nylon contenente maglia tecnica celebrativa (con possibilità di scegliere la taglia), integratori, pasta, tarallini, buoni sconto e bracciale della manifestazione. Il punto iscrizioni è preso d’assalto anche a qualche minuto dalla partenza, ci sono rappresentanti di tutte le province pugliesi, nessuno vuole mancare all’evento. 
Ma l’evento è già, in realtà, cominciato dal pomeriggio: sull’ampio palco ci sono state esibizioni di ballerini, scuole danza: ogni genere di “movimento” viene qui esaltato.
D’altronde ad organizzare è la locale palestra Planet Gym, con la direzione dell’evento a cura dal gruppo terlizzese della Free Runners Molfetta: Antonio Vitagliano, Antonella Colasanto, Antonello Tamborra, Gianni Lorusso e…
Sono proprio quest’ultimi gli ideatori e i realizzatori di questa manifestazione, coloro che anche il sindaco di Terlizzi, Ninni Gemmato, l’anno scorso in corsa e oggi comunque presente, ha ringraziato pubblicamente per aver dato vita ad “una festa dello sport, ma anche un mega spot pubblicitario per far conoscere fuori paese la Festa Maggiore. Anche così si costruisce l'immagine vincente di una città, anche così si dà un po' di ossigeno all'economia di Terlizzi”, le sapienti parole del primo cittadino. In gara, in compenso, la consigliera comunale con delega allo sport, Marilisa Tricarico.

A presentare la manifestazione la voce degli eventi di atletica su strada, big Paolo Liuzzi, affiancato dalla bravissima Rosangela Mercuri, con quest’ultima a seguire più il costume, il sociale.  Alle ore 20.00 la partenza con tutti i partecipanti ordinatamente schierati dietro la linea di via, con gli iscritti alla 10km, pettorale rosso, avanti; più dietro quelli della 5 km, pettorale blu, tanti ragazzini e interi nuclei familiari.

Questa seconda edizione è un tutt’uno con la “Corsa degli Angeli”, il tradizionale evento organizzato dalla Fidas, dedicato alle giovani vite spezzate sulla strada; parte l’inno di Mameli, la gente spontaneamente lo canta, splendido il richiamo patriottico. 
Intanto apre la “fiaccola della speranza”, parte il tedoforo della maratona delle Cattedrali, è sempre uno spettacolo, un messaggio di fede e speranza. 

Tutto pronto, è comandato il via, si accendono fiamme pirotecniche laterali, si levano i coriandoli, l’effetto scenico è unico, da finale di “Champions league”, gli atleti invadono il viale, ciascuno secondo la propria andatura. 
Nuovo percorso, è studiato meglio rispetto allo scorso anno: il primo giro dopo circa 2500 metri riporta i protagonisti sul punto di partenza, la città è centralmente meno bloccata, fermata solo per un breve tratto.
Intanto ripassano i primi della 10km, ampio il distacco; mentre quelli della 5 vanno a concludere, gli altri proseguono in direzione Sovereto, sino al passaggio a livello, dove il giro di boa riconduce verso Viale Roma, per finire. 

Auto con musica a palla sul tracciato, luminarie a dar rilievo alla festa, è piacevole correre a Terlizzi, nonostante il clima afoso. Giro veloce e pianeggiante, blindato al traffico veicolare, diversi cittadini non comprendono ancora che in questi casi la sede stradale va lasciata libera ai partecipanti e attraversano incuranti, tra i richiami degli addetti. 

Tutto comunque si svolge ottimamente, Paolo e Rosangela citano tutti, proseguono gli arrivi della 5km, ma è già tempo di arrivo dei migliori della 10 km: Michele La Vista e Pasquale De Chirico concludono stringendosi  la mano, Pietro Tamborra segue a qualche secondo. Anche tra le donne la prima è della Free Runners, la mitica Silvana Iania che gioca in casa. 

Un applauso per tutti, Paolo chiede un sorriso a tutti gli arrivati, il troppo buio non favorisce le foto, ma la medaglia – bellissima, in legno, raffigurante il carro e un atleta - è per tutti, a ricordare questa splendida corsa. 
E poi il ristoro finale, acqua, gelato banana e il gustosissimo pizzarello: peccato che la troppa generosità porti gli ultimi a non trovare acqua: dalle prossime edizioni andrà gestito meglio, con più parsimonia iniziale. 
Acqua con consegna di bottigliette plastic free, costituite per il 30% da materiale vegetale, riciclabile al 100%: anche la difesa dell’ambiente è importante alla Corri col Carro. 

Applausi per tutti, viva soddisfazione, si respira un clima di piacevole rilassatezza post evento, tutti sono felicemente insieme. Ed è ora di estrazioni, il premio riguarda solo i due vincitori, divenuti tre per l’arrivo in abbinata maschile. Un bracciale a De Chirico, un viaggio-maratona per Firenze (offerto dall’amico dei podisti, Vito Viterbo, dell’agenzia barese Vivi e Sorridi), un monile anche per Silvana Iania e tanti premi per i fortunati estratti, dalla bici agli artistici porta medaglie, ai completini da corsa. 

E’ il momento dei saluti, la manifestazione si chiude, cala il sipario sulla Corri col Carro, tutto è filato via ottimamente. Ci fossero luci potenti a Terlizzi che permettessero di scattare foto su foto sarei davvero soddisfatto; per il resto c’è da elogiare questo gruppo che ha dato vita a una manifestazione che sembra davvero in crescita: il positivo passaparola che vige in questo mondo porterà senz’altro nuovi corridori ad essere presenti nelle edizioni a venire e a vivere questa fantastica festa.

 

3 Agosto - Nel primo dei suoi due impegni agonistici del week-end, Sara Dossena (Laguna Running) vince a Massa la "Attraverso le Mura" imponendosi in solitaria sugli 8,2 chilometri del tracciato in 26:40.
Secondo posto per la ruandese Clementine Mukandanga (Runner Team 99) in 27:30, terzo per la spagnola Marta Esteban (27:33), con l’altra azzurra Fatna Maraoui (Esercito) quarta in 27:38.

Tra gli uomini, sul percorso di 10.2 km, si è imposto il 24enne livornese Lorenzo Dini (Fiamme Gialle) in 29:26, precedendo il keniano James Kibet, secondo in 30:03, e il ruandese  Jean Marie Vianney Niyomukiza, terzo in 30:06.

 

Venerdì, 02 Agosto 2019 14:45

Sara Dossena, doppio impegno nel week-end

In preparazione per i Mondiali di Doha, e reduce dal raduno di tre settimane a Livigno, Sara Dossena sarà impegnata in gara per due volte nell’imminente week-end.

Sabato 3 correrà a Massa, in Toscana, la 24^ edizione di “Attraverso le Mura”, gara su strada di 8,2 chilometri con partenza femminile alle 20.40 in Piazza Aranci; gli uomini, viceversa, correranno per 10,2 km con via alle 21.40 (sarà in gara il livornese Lorenzo Dini).

Il giorno successivo, domenica 4, la 34enne lombarda portacolori del Laguna Running sarà al via della 22^ edizione della Corrida di San Lorenzo a Zogno (Bergamo), sulla distanza di 4 chilometri, con partenza alle 20.35 da Piazza Italia. Gli uomini viceversa partiranno alle 21.45 per la lunghezza di 8 km.

Nell'intermezzo, alle 21.00 il via alla Highlander Run, corsa ad eliminazione con 13 scatti da 450 metri sviluppati sul tracciato di 1 km.

Per la Sara nazionale, in attesa di ritornare in ritiro dal 10 al 24 agosto sempre a Livigno, un ulteriore passo verso la maratona mondiale prevista per la mezzanotte del 27 settembre.

31 Luglio - Caster Semenya non potrà  partecipare ai Mondiali di Doha sulla sua distanza preferita, gli 800,  perché il Tribunale federale svizzero ha annullato la sospensione temporanea ad personam (decisa dallo stesso tribunale lo scorso 3 giugno) della Regola 114 della Iaaf, introdotta l’8 maggio, che imponeva all’olimpionica e alle altre atlete intersex le cure ormonali per abbassare farmacologicamente il testosterone e poter gareggiare con le donne.

Per Semenya e tutte le altre atlete iperandrogeniche restano quindi solo le distanze più lunghe del miglio: lo ha annunciato Dorothee Schramm, l’avvocato tedesco che difende la 28enne mezzofondista sudafricana.

Semenya non potrà quindi difendere il titolo sugli 800 conquistato a Londra nel 2017. Da ricordare che approfittando della sospensione, il 30 giugno, a Palo Alto, in California, aveva vinto gli 800 nella tappa di Diamond League chiudendo in 1:55.70, 31^ vittoria consecutiva della carriera sulla distanza.

Ma la sudafricana ancora non si arrende: “Sono profondamente delusa per l’imposizione che mi impedisce di difendere un titolo così faticosamente conquistato, ma tutto ciò non mi scoraggia dal continuare la mia battaglia a favore dei diritti umani di tutte le atlete donne coinvolte”.

 

La FIDAL, su indicazione del direttore tecnico delle squadre nazionali Antonio La Torre, ha comunicato l’elenco dei 54 convocati (27 uomini e 27 donne) per i Campionati Europei a squadre di Bydgoszcz, in Polonia, che si svolgeranno da venerdì 9 a domenica 11 agosto.

Di seguito l’elenco completo, con la presenza di Yeman Crippa sui 3000 e 5000 metri.


UOMINI/Men (27)

100/4x100

Marcell

JACOBS

G.S. Fiamme Oro Padova

200/4x100

Fausto

DESALU

G.A. Fiamme Gialle

400/4x400

Davide

RE

G.A. Fiamme Gialle

800

Simone

BARONTINI

G.S. Fiamme Azzurre/S.E.F. Stamura Ancona

1500

Matteo

SPANU

Atletica Malignani Libertas Udine

3000

Yeman

CRIPPA

G.S. Fiamme Oro Padova

5000

Yeman

CRIPPA

G.S. Fiamme Oro Padova

3000st

Ahmed

ABDELWAHED

G.A. Fiamme Gialle

110hs

Hassane

FOFANA

G.S. Fiamme Oro Padova

400hs/4x400

Alessandro

SIBILIO

G.A. Fiamme Gialle/Atl. Riccardi Milano 1946

Alto

Stefano

SOTTILE

G.S. Fiamme Azzurre/Atletica Valsesia

Asta

Claudio

STECCHI*

G.A. Fiamme Gialle

Lungo

Filippo

RANDAZZO

G.A. Fiamme Gialle

Triplo

Fabrizio

SCHEMBRI

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

Peso

Leonardo

FABBRI

C.S. Aeronautica Mil./Atl. Firenze Marathon S.S.

Disco

Giovanni

FALOCI

G.A. Fiamme Gialle

Martello

Marco

LINGUA

Asd Marco Lingua 4ever

Giavellotto

Mauro

FRARESSO

G.A. Fiamme Gialle

4x100

Luca Antonio

CASSANO

Atl. Firenze Marathon S.S.

 

Federico

CATTANEO

C.S. Aeronautica Mil./Atl. Riccardi Milano 1946

 

Antonio

INFANTINO

Athletic Club 96 Alperia

 

Davide

MANENTI

C.S. Aeronautica Militare

4x400

Daniele

CORSA

G.S. Fiamme Oro Padova/Folgore Brindisi

 

Matteo

GALVAN

G.A. Fiamme Gialle

 

Brayan

LOPEZ

Athletic Club 96 Alperia

 

Edoardo

SCOTTI

C.S. Carabinieri Sez. Atletica/C.U.S. Parma

 

Michele

TRICCA

G.A. Fiamme Gialle

Riserva

Osama

ZOGHLAMI

C.S. Aeronautica Militare/C.U.S. Palermo

 

DONNE/Women (27)

100/4x100

Zaynab

DOSSO

G.S. Fiamme Azzurre/Calcestruzzi Corradini Exc.

200/4x100

Gloria

HOOPER

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

400/4x400

Mariabenedicta

CHIGBOLU

C.S. Esercito

800

Eloisa

COIRO

G.S. Fiamme Azzurre/Atl. Roma Acquacetosa

1500

Marta

ZENONI

Atl. Bergamo 1959 Oriocenter

3000

Marta

ZENONI

Atl. Bergamo 1959 Oriocenter

5000

Francesca

TOMMASI

C.S. Esercito/Atl. Insieme New Foods Verona

3000st

Isabel

MATTUZZI

U.S. Quercia Trentingrana

110hs

Luminosa

BOGLIOLO

G.S. Fiamme Oro Padova/C.U.S. Genova

400hs/4x400

Ayomide

FOLORUNSO

G.S. Fiamme Oro Padova

Alto

Alessia

TROST

G.A. Fiamme Gialle

Asta

Sonia

MALAVISI

G.A. Fiamme Gialle

Lungo

Tania

VICENZINO

C.S. Esercito

Triplo

Ottavia

CESTONARO

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

Peso

Chiara

ROSA

G.S. Fiamme Azzurre

Disco

Daisy

OSAKUE

G.A. Fiamme Gialle/Sisport Ssd

Martello

Sara

FANTINI

C.S. Carabinieri Sez. Atletica/C.U.S. Parma

Giavellotto

Carolina

VISCA

G.A. Fiamme Gialle

4x100

Anna

BONGIORNI

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

 

Chiara

GHERARDI

Atl. Studentesca Rieti Andrea Milardi

 

Johanelis

HERRERA

Atl. Brescia 1950 Ispa Group

 

Dalia

KADDARI

As Tespiense Quartu

4x400

Rebecca

BORGA

G.A. Fiamme Gialle/Atl. Biotekna Marcon

 

Alice

MANGIONE

Atl. Brescia 1950 Ispa Group

 

Marta

MILANI

C.S. Esercito

 

Giancarla

TREVISAN

Bracco Atletica

 

Virginia

TROIANI

Cus Pro Patria Milano

Riserva

Elena

BELLÒ

G.S. Fiamme Azzurre


*La presenza di Claudio Stecchi sarà valutata nelle prossime ore sulla base degli ultimi accertamenti medici

 

28 Luglio - Duro e spettacolare, difficile ma denso di arte il tracciato del giro da percorrere tre volte per completare gli 8400 metri compressivi per tagliare il traguardo della Corsa del Mito e Gara delle 7 Chiese di Castellaneta, in provincia di Taranto.
Giunta alla seconda edizione del nuovo corso, questa manifestazione si svolge quasi interamente nel centro storico, in un alternarsi continuo di pendenze, con numerosi scalini da scendere, le sette Chiese da tangere, un tratto sulle antiche chianche, il passaggio davanti alla statua di Rodolfo Valentino, il belvedere e via a ripetere il tutto.

Corsa, tecnica, arte, fede, passione, cinema si vanno a mixare in un continuo cambio di ritmi, sensazioni, piaceri, interessi e difficoltà. 
Tutti molto soddisfatti allora i 217 atleti tesserati Fidal (in leggero decremento rispetto ai 236 di un anno fa) per una manifestazione ben allestita e ben gestita dal locale Club Runner 87, presieduto da Giuseppe Coriglione.

Quartier generale fissato in Piazza Umberto 1° dove si ritirano in rapidità le buste contenenti pettorali e chip; 7 euro la tassa di iscrizione (1 in meno per chi ha il chip annuale rinnovato) con consegna di sacca in tessuto contenente la maglia tecnica celebrativa e diversi prodotti alimentari.  A disposizione degli atleti la solita struttura dei bagni pubblici, pulita ma poco adatta alle signore, che fanno, infatti, tutte ricorso ai bar in zona, con i gestori già in precedenza sensibilizzati dagli organizzatori.

La voce della manifestazione è quella del professor Agostino De Bellis, da sempre uomo di sport, bella presenza e parlata chiara, che avrà il merito di citare ed incitare tutti i partecipanti per ben tre volte.

Giornata calda e afosa nella mattinata, poi per fortuna nettamente migliorata, con tasso di umidità in ora di avvio ragionevole e temperatura mitigata dal venticello che permettono di non boccheggiare.
Rilievo di tempi e passaggi tramite chip affidata alla sapiente gestione di Vito Candela e collaboratori (Icron), che collaboreranno con i Giudici della sezione di Taranto.
Prima del via lezione di fitness e di riscaldamento con gli insegnamenti pratici di Angela Azzone, una forza della natura, pronta poi immediatamente a mettersi in moto per partecipare alla gara.

Agli Atleti Fidal si aggiungono una cinquantina di cosiddetti liberi, che si accoderanno una volta partiti i competitivi; partenza fissata per le ore 18.30 e che avviene in maniera ordinata e corretta con tutti i partecipanti fermi dietro la linea di via, per poi – allo sparo del Giudice - scattare rapidi in leggera salita e svoltare a sinistra per cominciare il tour nella città vecchia.

Assente Cangiulli, vincitore un anno fa, i favori per il successo finale sono per Gianni Rizzi, secondo nella passata edizione: dovrà solo guardarsi dai suoi fratelli di sponsor tecnico, gli altri due “Top runner”, Antonio Francolino e Francesco Marotti.
In campo femminile, i pronostici indicano Viola Giustino come favorita, ma occhio ad Ilenia Colucci, un anno fa vincitrice, sempre temibile…

E, in effetti, già il primo passaggio conferma quanto pronosticato: Rizzi guida tra gli uomini, seguito da Francolino e Marotti; tra le donne, è già distante Giustino, segue Colucci tallonata da Rosita Rella.  

A posizioni oramai delineate, nel terzo giro comincia il gioco dei doppiaggi: mentre in tanti completano il secondo giro, Gianni Rizzi, tesserato per l’Atletica Leone San Marco Pordenone per motivi lavorativi, ma laertino purosangue, allenato da Lino Tucci, va a chiudere vittorioso in 29:33.
Dopo il lungo viaggio insieme, solo nel finale Francesco Marotti (US Giovani Atleti Bari) ha la meglio in 30:17 su Antonio Francolino (Fiamma Olimpia Palo), terzo in 30:32; il podio è completo, un plauso ai primi tre che non si sono certamente risparmiati.
Mino Demito (Atletica Amatori Cisternino) è quarto in 32:30, davanti a Giovanni Prisco (Atletica San Giovanni Bosco Palagianello), quinto in 32:37, a Giovanni Gelsomino (Gioia Running), sesto in 32:45, e a Salvatore Mele (Runners Ginosa), settimo in 32:58. Splendido sprint tra Alessandro Belotti (Apuliathletica San Pancrazio Salentino) che, reduce da Castelbuono, ha la meglio su Gaetano Gadaleto, castellanatese tesserato per la ASD Correre Oltre: entrambi sono infatti classificati in 33:15, ottavo e nono; Nicola Valentini (Taranto Sportiva), in 33:24, chiude la top ten maschile.

Tra le donne, Viola Giustino (US Giovani Atleti Bari) fa gara a parte e, nonostante una certa difficoltà nello scendere velocemente i gradini (come confesserà nel post gara) si afferma agevolmente in 32:50; ottima anche Ilenia Colucci (Alteratletica Locorotondo), che chiude seconda in 34:55, con la sempre generosa Rosita Rella (N.E.S.T. Lecce), terza in 36:07.
Quarta posizione per Mariangela Di Lena (Nuova Atletica Laterza) in 39:20, davanti a Regina Marta Okrasa (Bernalda Runners), quinta in 40:14, e alla ginosina Ilaria Pizzulli (Pisa Road Runners Club), sesta in 40:52. Mariantonietta De Tommaso (Dof Amatori Turi), è settima in 41:04, seguita da Samanta Cirillo (Smart Runners Gravina), ottava in 41:20, e da Eufemia Quaranta (Podistica Grottaglie), nona in 41:30. A chiudere il treno delle donne più veloci, ecco Margherita Pignatelli (Triathlon Taranto), al traguardo in 41:34.  

A chiudere gli arrivi dei competitivi, ecco Elisa Totaro (Club 87 Runners Castellaneta) in 1:02:53 e il rientrante Vito Armento (Runners Ginosa) in 1:11:06, mentre ancora qualche libero deve arrivare…

Da segnalare la presenza in gara di Gemma Settembrini e Rocco Gigante, due rappresentanti del GAP Saronno, e di Francesco Petrella, iscritto per il Montebelluna Veneto Banca, che si sono ottimamente “difesi”.

Ristoro finale con acqua e confezione da mezzo chilo di uva locale, ottima per ritrovare le forze e recuperare le energie spese.

Pronte all’istante le classifiche, si può cominciare la cerimonia di premiazione, anche per lasciare in orario palco e piazza alle esibizioni di scuole danza e gruppi musicali.
Si comincia logicamente dai due vincitori assoluti, Rizzi e Giustino, premiati con trofeo, per poi passare ai migliori di ciascuna categoria tutti compensati con coppa, fino a giungere alle prime tre società per numero complessivo di atleti giunti al traguardo. Sarebbe prima la società organizzatrice (28 arrivati) che, ospitalmente e sportivamente, si mette da parte e pertanto vince l’Atletica San Giovanni Bosco Palagianello con 24, su Runners Ginosa (16) e Taranto Sportiva (12).

I saluti del professor Agostino, l’invito a rimanere in Piazza per gustare la serata con balli e canzoni, e la manifestazione è ufficialmente conclusa.

Giudizio positivo, a cominciare dallo spettacolare e blindato tracciato per finire con la gestione della gara; da migliorare magari il controllo sul viale di arrivo, troppo spesso attraversato da gente incurante del pericolo e dai camerieri del bar, “costretti” a passare più volte per raggiungere i tavolini posti in piazza. E magari, per quanto riguarda le premiazioni, aggiungerei un “pensierino” alla coppa, per soddisfare al meglio chi ha meritato di salire sul podio.  

Un bravo quindi agli organizzatori, in attesa di rivederci il 24 novembre per il gran ritorno del Corripuglia, il giusto premio per la decisa ripartenza di questa attiva Associazione.  

27 Luglio - Previsioni rispettate alla seconda edizione del Monterosa Est Himalayan Trail con il successo del valdostano Franco Collè (Team Hoka Italia) che ha tagliato il traguardo di Macugnaga in 8h09’37” al termine dei 60km del tracciato (4500m D+). Secondo posto per Stefano Ruzza in 8h50’51”, terzo per Carlo Bonnet in 9h25’59”; non ha invece concluso la gara Giulio Ornati, qui vincitore nel 2018 e consulente tecnico per il percorso.

Tra le donne si è imposta la spagnola Estelita Santin Fernandez in 10h52’22”; seconda Chiara Innocenti in 12h07’58”, terza la britannica Jenny Rice in 12h20’40”.

Il Monterosa Est Himalayan Trail (MEHT), organizzato da Sport Pro-Motion A.S.D., partito da Macugnaga, ai piedi dell’imponente parete Est del Monte Rosa, ha visto gli atleti ammirare il salto di 2.500 metri, dal ghiacciaio del Belvedere fino alla Punta Dufour a 4634 m s.l.m., con il passaggio sulla diga di Mattmark/Saas Almagell e scollinamento al Passo del Monte Moro.

Purtroppo, la cattive condizioni meteo nel pomeriggio hanno costretto gli organizzatori a sospendere, per motivi di sicurezza, le gare delle due distanze più lunghe (60 e 38 km) nella parte più alta, fermando gli atleti non ancora transitati, e riportandoli all’arrivo.

La 38K (2900m D+) è stata vinta da Riccardo Montani in 4h49’43”, tra le donne si è imposta Cecilia Pedroni in 6h13’41”; nella staffetta 38K+22K (2900 m + 1600 m D+), alla prima edizione, successo del duo Martino Singenberger ed Enea  Dorici in 8h55’34”.

La 23K (1600m D+) è stata dominata dal favorito  Mattia Bertoncini in 2h30’17”, mentre tra le donne ha vinto Anna Cremonesi in 3h40’55”; nella 15K (1000m D+) successo per Fabio Falcioni in 1h27’59” e per Priscilla Rigo in 1h53’27”.

25 Luglio - Roma si candida ad ospitare gli Europei 2024 di Atletica: la notizia è emersa dopo l’incontro a Palazzo Chigi di Alfio Giomi, presidente della Fidal, con il sottosegretario con delega allo sport, Giancarlo Giorgetti, avvenuto ieri pomeriggio.

La Capitale è dunque pronta ad ospitare la rassegna continentale a cinquant’anni di distanza, quando Pietro Mennea vinse la medaglia d’oro, con Giorgetti che ha assicurato che il Governo firmerà entro il 31 luglio la lettera di appoggio che ufficializzerà la candidatura di Roma.   

Pur non parlando di impegni economici, si pensa che il budget stimato pari a 26 milioni di euro possa essere suddiviso, con un contributo economico del Governo e l’intervento di sponsor.

Il progetto, molto spettacolare, prevede i concorsi svolti tra i punti più belli della Città, con il lancio del giavellotto al Circo Massimo, il peso al Colosseo, il salto in lungo a Piazza Navona. La mezza maratona, invece, si svolgerebbe sul tracciato della attuale “Via Pacis”, con partenza e arrivo in Piazza San Pietro.      

L’evento dovrebbe svolgersi nell’ultima settimana di agosto, dopo l’Olimpiade di Parigi.

La decisione sulla sede prescelta si avrà nella primavera del 2020: le avversarie di Roma sono la svedese Goteborg, la bielorussa Minsk e la regione polacca della Slesia.

 

 

21 Luglio - In uno dei migliori e più spettacolari 5000 metri donne di sempre, nella Diamond League di Londra, il successo va alla campionessa mondiale, la keniana Hellen Obiri in 14:20.36, migliore prestazione mondiale stagionale, sesto crono assoluto di sempre e record del meeting, che precede la connazionale Agnes Tirop, seconda in 1:20.68, primato personale e settimo tempo di sempre. Terzo posto per l’olandese naturalizzata  Sifan Hassan, che in 14:22.12, migliora il proprio record europeo di 22 centesimi  (14:22.34 a Rabat nel 2018).

La gara, dopo il passaggio ai 1000m in 2:53.90 (in testa Natalie Rule), ai 2000m in 5:48.44 (Winnie Nanyondo), ai 3000m in 8:46.22 (Gloriah Kite), è stata velocizzata proprio dall’olandese Hassan che ha preso l’iniziativa ed è passata ai 4000m in 11:39.06. Rimaste in tre a 300 metri dal traguardo, Obiri ha superato Hassan, trascinandosi Tirop, che superato a sua volta l’olandese, ha chiuso seconda.

Da segnalare che ben quindici atlete hanno chiuso sotto i 15 minuti, tanti i primati personali migliorati.

La classifica:   

  1. Hellen Obiri (KEN) 14:20.36 WL MR
  2. Agnes Jebet Tirop (KEN) 14:20.68 PB
  3. Sifan Hassan (NED) 14:22.12 AR PB
  4. Margaret Chelimo Kipkemboi (KEN) 14:31.69 PB
  5. Caroline Chepkoech Kipkirui (KEN) 14.36.10 SB
  6. Eva Cherono (KEN) 14:40.25 PB
  7. Beatriche Chebet (KEN) 14:46.12 PB
  8. Lilian Kasait Rengeruk (KEN) 14:48.69 SB
  9. Gloriah Kite (KEN) 14:49.22 PB
  10. Letesenbet Gidey (ETH) 14:51.46 SB
  11. Karoline Bjerkeli Grovdal (NOR) 14:51.66 PB
  12. Laura Weightman (GBR) 14:51.78 PB
  13. Eilish McColgan (GBR) 14:51.89
  14. Lonah Chemtai Salpeter (ISR) 14:59.02 NR PB
  15. Dominique Scott (RSA) 14:59.08 PB
  16. Andrea Seccafien (CAN) 15:12.93
  17. Jessica Judd (GBR) 15:16.47 PB
  18. Rosie Clarke (GBR) 15:19.75 SB
  19. Jessica O’Connell (CAN) 15:28.80
  20. Amy-Eloise Neale (GBR) 15:35.02
Martedì, 23 Luglio 2019 22:33

Adelfia (BA) - 14^ Correndo tra i Vigneti

21 Luglio - Non c’è nulla da fare, la Correndo tra i Vigneti è sinonimo di gran caldo e di positiva organizzazione e anche la quattordicesima edizione ha confermato la tradizione.

Valevole come 5^ tappa del Trofeo Provinciale Terra di Bari, ha registrato l’iscrizione di ben 724 atleti (compresi i cosiddetti iberi) pronti a lasciare mare, fresco e comodità per correre nelle calde campagne di Adelfia.

La novità di questa edizione è l’omologazione del percorso portato ad effettivi 10 chilometri, per il resto il quartiere generale è come sempre in Piazza Roma, dove si ritirano agevolmente pettorali, chip e ricchi pacchi gara (l’iscrizione prevedeva, infatti, due opzioni, 5 euro senza premio di partecipazione e 7 con: tutti hanno scelto la seconda possibilità).

Bagni chimici e pubblici risolvono eventuali problemi; anche i bar sono sensibilizzati per accogliere i podisti.

In piazza, alcuni stand di integratori e di abbigliamento sportivo danno colore; spicca anche Vivi e Sorridi di Vito Viterbo, l’agenzia che regala anche oggi a sorteggio un pacchetto per una maratona autunnale.   

Tutti al lavoro i soci della locale associazione Atletica: a cominciare dal presidente Giuseppe Angiuli non si vuole lasciare nulla al caso e ci si attiva perché tutto si svolga al meglio.

Gli altoparlanti diffondono musica, il palco-podio per il post gara è già pronto, sono alzati anche i due archi gonfiabili che segnano partenza e arrivo, ci si preoccupa ora di sistemare e gestire al meglio il percorso, per evitare ogni spiacevole inconveniente, affiancando la Polizia locale e i Carabinieri.

Fa sempre caldo, all’ombra però onestamente “si respira”, con il passare dei minuti tutti gli atleti provvedono a definire l’iscrizione e ad avviarsi verso i propri mezzi per abbigliarsi per correre.

Frattanto il microfono è oramai nelle mani di Paolo Liuzzi, lo speaker, la sua voce completa la manifestazione, per giunta è oggi affiancato della grazia di Francesca Labianca, qui per cinque volte vincitrice, ma non al meglio della condizione e quindi presente nelle vesti di madrina.

Si avvicinano le ore 19.00, l’orario di partenza, gli atleti sospendono le solite operazioni di riscaldamento e si vanno a posizionare dietro la linea di via, non è stata creata la prevista griglia riservata ai più veloci, ma comunque i più forti sono tutti nelle prime fila.

Gara che si annuncia appassionante, abbiamo Ricatti e Di Cecco, poi Milella, Gaeta, Di Donna sono cavalli di razza… Al femminile due le favorite, Giustino e Parisi, non me ne vogliano le altre, ma la differenza è netta.

Altro campione in corsa, ma fuori gara, il buon Cosimo Girolamo, una gamba e due stampelle per percorrere tutta la distanza.

Finalmente tutto è pronto per la partenza, un piccolo passo indietro degli atleti per essere dietro la linea, le parole di santità del Parroco, volano in cielo i palloncini giallo-blu, i colori dell’Atletica Adelfia, e tutto è pronto per l’avvio.  

Lo sparo del Giudice capo Luigi De Lillo e gli atleti partono veloci, costeggiando quell’antipatica pista ciclabile che oramai da anni delimita il viale.

Breve giro iniziale e riecco i protagonisti sul punto di via in senso contrario, la citazione e l’incitamento da parte di Paolo e di Francesca, gli atleti si avviano nelle strade del paese che lasceranno quanto prima per intraprendere le polverose e assolate strade di campagna, costeggiando i vigneti.

Il percorso di Adelfia non è facile, diverse sono le variazioni di pendenza, il caldo poi non aiuta (diversi saranno gli svenimenti nel post gara, con il sollecito intervento di medici e paramedici)…

Per fortuna ci sono i freschi ristori, per fortuna c’è l’incoraggiamento degli addetti, per fortuna c’è la compagnia dei ciclisti accompagnatori, gli atleti non restano comunque mai soli, al ritorno in città le strade sono piene di pubblico, c’è chi incita, chi denigra, chi applaude, ma fa tutto parte del gioco.   

Da segnalare anche il servizio pacer del Gruppo RunningZen, per la prima volta in questa manifestazione, sempre gioiosi e precisi, che ha permesso di giungere al traguardo nei tempi desiderati, compresi fra i 4’ e i 6’ al km.   

Radio corsa descrive inizialmente un duello a due tra Di Cecco e Milella, segue Ricatti, appesantito successivamente anche da una caduta. Nel finale, Milella si dimostra in gran forma, saluta il forte e storico atleta abruzzese e si avvia solitario verso il traguardo.  

Applausi e soli applausi, la canotta verde della Pedone Riccardi Bisceglie spicca, fiero la porta al successo Francesco Milella, peccato che per lavoro sia quasi sempre al nord, in Trentino, quando torna si mette in evidenza.

Francesco taglia il traguardo in 33:16, comprensibile la sua soddisfazione e la dedica alla moglie che lo segue dappertutto. Secondo posto per Alberico Di Cecco (Vini Fantini Pescara), una lunga storia di maratone, di maglie azzurre, di ultramaratone, di difficoltà vinte, che chiude in 33:37. Mimmo Ricatti (Terra dello Sport Asd Pompei), brillante atleta e showman, purtroppo spesso nella sua carriera bloccato da infortuni, conclude terzo in 34:05.

Ottima gara e vivo compiacimento per Michele La Vista (Free Runners Molfetta), quarto in 34:17, a precedere il siepista Angelo Didonna (Amatori Atletica Acquaviva), quinto in 34:57, un solo secondo prima del capacissimo Sebastiano Di Masi (Atletica Castellana), sesto in 34:58. Prossimo dottore e sempre forte, ecco Raffaele Nanula (Atletica Trinitapoli), giungere al traguardo settimo in 35:23, davanti a Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), tornato oggi a correre dopo un riposo di 20 giorni, che partito “piano” si è divertito nella rimonta finale, chiudendo ottavo in 35:32, davanti a top Francesco Marotti (US Giovani Atleti Bari), nono in 35:38,  al mitico Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle), decimo in 35:46, e al primo adelfiese, Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), undicesimo in 35:50, molto soddisfatto.

Splendida prestazione per Viola Giustino (US Giovani Atleti Bari) che giunge 19^ assoluta e chiaramente felicissima prima donna in 37:06, avendo ricevuto positive risposte da se stessa.  Bravissima anche Miriana Parisi (Amatori Atletica Acquaviva), seconda in 39:59, con Milena Casaluce Nuova atletica Bitonto), sempre combattiva, terza in 42:05.

Brilla anche Luana Piscopo (Dream Team Bari), che chiude quarta in 43:19, tre secondi prima della grintosa Maddalena Carella (Asd La Fenice Casamassima), quinta; sesto posto per la decisa Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Capurso), sesta in 44:56, che precede le forti Pasqua Chimenti (Runners del Levante), settima in 44:56, e Filomena D’Adamo (Bitonto Runners), ottava in 44:58. Sempre determinata Lavinia Orlando (DOF Turi), è nona in 45:02, a precedere Sandra Barbieri (Manzari Casamassima), mai doma,  decima in 45:17.

584 i classificati (da aggiungere gli 88 liberi), chiudono le liste il nonno 86enne Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto) in 1:36:43, preceduto da un’altra ragazzina la SF70, Maria Legrottaglie (Runners del Levante), in 1:29:51.

Ricco il ristoro finale, ben posizionato nella piazzetta parallela con entrata e uscita che non importuna gli atleti che arrivano: focaccia, dolci, yogurt, birra, gelato, anguria e non ricordo cos’altro, per tornare meglio di prima.

Sollecito anche l’inizio della cerimonia di premiazione: si parte dai due podi, maschile e femminile, con i magici 6 premiati congiuntamente con trofei e premi di buona natura. Presenti il sindaco di Adelfia, Giuseppe Cosola, e l’assessore regionale all’ambiente, Giovanni Stea.

Passati ai miglior di ciascuna categoria, i primi tre, recepisco qualche mugugno da parte di alcuni premiati che lamentano la “pochezza” dei premi (coppa, una bottiglia di vino, un portascarpe o buoni sconto; per essere più precisi le categorie dei più grandi non ricevono neanche la coppa e il portascarpe, sostituti da cassettine di albicocche, neanche colme).

Il premio per le prime tre società che hanno portato il maggior numero complessivo di atleti al traguardo (vince la Dof Turi con 45 su Avis in Corsa Conversano – 26 - e La Pietra Modugno - 23), chiudono la cerimonia di premiazione che ha visto premiati anche i primi atleti liberi, i primi adelfiesi Fidal e i primi adelfiesi liberi.

Il sorteggio del viaggio –maratona offerta da Vivi e sorridi è vinto da Alessio Lanave (La Pietra Modugno), che potrà e dovrà necessariamente preparare la prima maratona della carriera.

I saluti di Paolo, la foto di gruppo della società organizzatrice e la manifestazione è definitivamente conclusa.

Giudizio positivo, la gara si è svolta in maniera positiva, non facendo mancare nulla agli atleti. Per attrarre altri iscritti per le prossime edizioni, da migliorare ed arricchire un tantino i premi di categoria, per il resto la manifestazione continua nel buon solco tracciato dall’ideatore, il buon Antonio Torres, anche oggi presente a guardare la sua creatura.

Martedì, 23 Luglio 2019 13:46

Palagiano (TA) - 1^ 6 Ore e 22km dello Jonio

20 Luglio - Positivo debutto per la Sei Ore dello Jonio, che si è corsa sulle strade di Palagiano, in provincia di Taranto, dalle 17 alle 23 di un sabato caldo, con 30° gradi alla partenza, ma per fortuna non umido, con il picco sul viale principale totalmente esposto al sole.

Ad organizzare l’Athletic Team del presidente Raffaele Iacobino, che dopo anni di organizzazione di gare brevi, ha voluto provare l’ebbrezza di dar vita ad un’ultramaratona.

Percorso a circuito di km 1,070, con partenza da Piazza Vittorio Veneto, articolato nel centro del paese, pianeggiante ma non certamente semplice con diverse curve e a tratti sull’antica pavimentazione, da ripetere ovviamente quante più volte possibile.  

Con partenza alle ore 20.00 si è disputata anche la 22km, a giro sullo stesso tracciato, a dare una spinta in più agli ultramaratoneti che già correvano da tre ore.

131 gli iscritti complessivi della vigilia, al termine della 6 Ore sono stati 90 i finisher (15 le donne), viceversa 31 atleti hanno completato la gara più breve (9 le donne).

Iscrizione fissata a 35.00 euro per la 6 Ore (30 per iscritti IUTA e Club Supermaratoneti) e 20 per la mezza, con consegna di ricco pacco gara, doppio chip e pettorale.

A disposizione degli atleti due locali adibiti a spogliatoio, bagni chimici e pubblici; sul tracciato, blindato alle automobili, ecco due ristori dove bagnarsi e rinfrescarsi ed uno sulla piazza di avvio con bibite, acqua, the, frutta, crostata, tutti beni per riprendere e ritrovare forze.

La presenza di pubblico sulle strada è andata crescendo con la scomparsa del sole che ha permesso di stare in giro al fresco, in tanti erano davvero incuriositi da questi “uomini-criceto” costretti a girare di continuo.

Ottima la conduzione dell’evento di Salvatore Pulimeno, storico atleta, consigliere comunale e speaker di numerosi avvenimenti cittadini, che ha davvero citato tutti gli atleti ad ogni passaggio, aiutato dal bravo deejay che ha proposto tutti i generi musicali, non scontentando alcuno.  

La gara maschile è vissuta nei primi giri sul duello tra Nicolangelo D’Avanzo e Cosimo Manigrassi, fin quando D’Avanzo ha guadagnato metri sul rivale, conservandoli sino alla fine.

Al femminile, passo spedito e testa della gara da subito nei… piedi e nelle gambe della salentina Pamela Greco che ha dominato sino alla vittoria.

Quindi, vittoria per Nicolangelo D’Avanzo (Bisceglie Running) che si è imposto con 69655metri su Cosimo Manigrasssi (Marathon Massafra), secondo con 68710, e Pierino Stincone (Cavalli di razza Spongano) con 67373.

Quarto posto per Giuseppe Mangione (Barletta Sportiva) con 65395 su Gioele Conserva (3^ Regione Aerea Bari), quinto con 65261, e Andrea Morrone (N.E.S.T. Lecce), sesto con 63093. Settimo Vito Morricella (Martina Franca Running) con 61064, seguito da Giampiero Lenoci (RHbike Palagiano), ottavo con 57929, Antonio Fontò (Fitness Podistica San Giorgio Jonico), nono con 57780, e Vincenzo Netti (Nadir on the road Putignano), decimo con 56880.

Al femminile, come accennato, dominio di Pamela Greco (Saracenatletica Collepasso) con 63089metri, davanti a due atlete della società organizzatrice, Marianna Nardelli, seconda con 58959, e Maria De Carlo, terza con 53505.

Quarta Cosima Caramia (Olimpia Grottaglie) con 50246; a seguire Rita Meleleo (Amatori Corigliano), quinta con 50175; Grazia D’Angela (Team Francavilla), sesta con 49135; Antonia Caprioli (Athletic Team Palagiano), settima con 48503; Lucrezia Marsella (Amatori Corigliano), ottava con 47147; Lucia Ninivaggi (Happy Runners Altamura), nona con 47053, e Anna Maria Ruggiero (Team Francavilla), decima con 44940.

Da segnalare la presenza attiva di autentici mostri sacri delle lunghe, come i coniugi Rizzitelli-Gargano, Vito Piero Ancora e Massimo Faleo.

La 22 chilometri, un po’ come la lunga, ha visto da subito il dominio di un atleta sia in campo maschile che in quello femminile: Roberto La Grasta e Marina Rotolo.

La Grasta (Free Runners Molfetta) ha dominato chiudendo in 1h34:22, sul compagno di squadra Cosmo Gadaleta, secondo in 1h37:53, che nel finale ha avuto la meglio sull’organizzatore Giuseppe Mucavero, terzo in 1h39:21. Quarto il leone biondo Carmelo Ventimiglia (Gioia Running) in 1h41:52, davanti ad altri due atleti della società di casa, Domenico D’Auria (1h44:36) e Vito Nardelli (1h50:17).

Tra le donne vittoria per la locale dottoressa Marina Rotolo, prima in 1h53:17, che ha preceduto le compagne di squadra Anna Natilla, seconda in 2h04:36, e Anna Carmignano, terza in 2h06:08.

Allo scoccare delle sesta ora, il colpo di pistola del Giudice ha segnato la fine della gara, con il tradizionale stop degli atleti sul posto con posa del tagliando adesivo con il numero di pettorale, la misurazione dei Giudici delle frazioni di percorso e via alla premiazione finale con consegna di trofei, medaglie, coppe e bottiglie di vino.

Piacevole il pasta party finale con i “tagliolini” conditi con il tradizionale sugo piccante, accompagnati da buon vino, che hanno ulteriormente accentuato il clima di totale sportività ed amicizia che forse solo le lunghe sono capaci di far emergere.

In conclusione, manifestazione apprezzata e da apprezzare, da ripetere anche per l’anno prossimo, sicuramente con più partecipanti ma la stessa voglia di correre, divertirsi e stare insieme.  

 

 

ÖRicordate la sospensione per positività al betametasone dell’atleta siciliana Tania Caldarella, classe 1987, tesserata per l’Atletica Palombella, al termine del 6° Trofeo Avis Rosolini, in provincia di Siracusa?

La notizia fece scalpore perché si tratta di una autentica atleta amatoriale, con un personale di 1h00:39 sulla 10km (da sito FIDAL), che aveva concluso i 4,4 km della gara in questione in 22:05, 21^ donna, 4^ SF, 69^ nella classifica generale donne + uomini over SM55.

Ebbene, come da sentenza che segue, l’atleta è stata squalificata per quattro anni:

"La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico della sig.ra Tania Caldarella  (tesserata FIDAL) visti gli artt 2.1, 4.2.1, 4.2.3, 4.11.2 delle NSA, afferma la responsabilità della stessa in ordine all’addebito ascrittole e le infligge la squalifica di 4 anni, a decorrere dal 17 marzo 2019 e con scadenza al 16 marzo 2023. Condanna la sig.ra Caldarella al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00."

Ricordiamo, infine, che il betametasone è definito su internet un corticosteroide, molto usato, che agisce riducendo l'infiammazione e modificando la risposta immunitaria dell'organismo, che nella pratica sportiva senza necessità terapeutica costituisce doping.

20 Luglio - Ennesima, grande prestazione di Yeman Crippa sui 5000 metri a Londra, nella decima tappa della IAAF Diamond League.

Il  22enne trentino delle Fiamme Oro (allenato da Massimo Pegoretti) ottiene infatti il nuovo primato personale in 13:07.84, migliorando il recentissimo 13:09.52 ottenuto a Roma in giugno al Golden Gala, avvicinandosi notevolmente al record italiano di Salvatore Antibo (13:05.59 nel 1990).

Yeman  è sempre rimasto nel gruppo di testa formato da otto atleti, riuscendo a classificarsi settimo all’arrivo.

Vittoria per l’etiope Hagos Gebrhiwet in 13:01.86, che ha superato nel finale vinto il 18enne campione europeo Jakob Ingebrigtsen, secondo con il record nazionale di 13:02.03, ottavo crono europeo all-time e primato continentale U20 migliorato di circa quindici secondi. Terzo il keniano Nicholas Kimeli in 13:05.48.

Solo sesto Rhonex Kipruto in 13:07.40.

I parziali di Crippa: 1° km 2:38.55; 2° 5:14.88, 3° 7:55.91; 4° 10:36.02

13 Luglio - Per la seconda volta nella ventennale storia del Giro del Lago di Resia, come già avvenuto per la decima edizione, la gara si è svolta by night, con partenza alle 21.30, proprio per festeggiare la cifra tonda.

Curon, in Val Venosta, è stata così illuminata dalle 2000 fiaccole che guidavano i quattromila runner, a loro volta provvisti di lampade frontali che hanno rischiarato il buio serale sul Lago.

Insolito anche il punto di partenza, per motivi di sicurezza: la Galleria della SS40, nei pressi del famoso Campanile, per poi riprendere il tradizionale giro intorno al lago per i complessivi km 13.5.

2146 i finisher della gara competitiva dove si è affermato il  25enne tedesco Konstantin Wedel (Bäckerei Angerer/ Lg Telis Finaz Regensburg) in 47:23, nuovo record del tracciato che migliora il precedente di 48:17 stabilito dal ceko Milan Kocourek nel 2013.

Il gambiano Jaiteh Ousman (Trentino Running Team) è giunto secondo in 49:23, con Emanuele Repetto (Team Km Sport), terzo in 49:30. Quarto Khalid Jbari (Athletic Club 96 Alperia) in 50:17, su Alberto Mosca (Atl. Potenza Picena), quinto in 50:27, e Gianmarco Bazzoni (Athletic Club 96 Alperia), sesto in 51:09. Settimo Emanuele Franceschini (US Quercia Trentingrana) in 51:18, ottavo il pugliese Francesco Milella (Pedone Riccardi Bisceglie), in 51:25, con l’altoatesino Hermann Achmuller (Laufclub Pustertal), alla 20^ presenza con sei vittorie e quattro secondi posti,, nono in 51:28. Decimo Georg Premstaller (ASC LF Sarntal Raiffeisen) in 51:57.

Successo tedesco anche tra le donne, con Simone Raatz che si afferma in 56:08 sulla sudtirolese Kathrin Hanspeter (ASC LF Sarntal Raiffeisen) – già vincitrice nel 2014 e nel 2015 – seconda in 56:34, e sulla tedesca Anne Kasselring, terza in 57:48. Quarta l’italiana Sarah Giomi (ASD Dribbling) in 58:04 sulla britannica Mara Yamauchi, quinta in 59:16.   

La manifestazione, cominciata nel pomeriggio con la Corsa delle Mele, riservata a bambini e ragazzi, proseguita con le gare riservate alle handbike, ai nordic walker, ai non competitivi (Just for Fun), si è conclusa con lo spettacolo dei fuochi d’artificio che hanno illuminato il Lago di Resia e la Val Venosta.

13 Luglio - Giornata di mezza maratona alla 30^ edizione delle Universiadi, a Napoli, molto calda nonostante la partenza alle oro 7.00: trionfo del Giappone che si aggiudica le otto medaglie disponibili, sei individuali e le due d'oro delle competizioni a squadre.

In campo maschile si impone Akira Aizawa in 1h05:15, precedendo i connazionali Taisei Nakamura, secondo in 1h05:27, e Tatsuhiko Ito, terzo in 1h05:48. Terzo era, in realtà, giunto il cinese Bujie Duo, al personale in 1h05:45, ma poi squalificato per aver ricevuto un ristoro al di fuori delle zone ufficiali, violando la regola IAAF, come anche l’altro cinese Jianhua Peng, giunto quinto in 1h05:50.

Alla luce delle squalifiche, per l’Italia, due azzurri tra i primi dieci: Iliass Aouani è quinto in 1h06:52, Alessandro Giacobazzi è ottavo in 1h07:56.

Nella classifica a squadre, dietro il Giappone, argento per la Turchia, bronzo alla Danimarca.

Tra le donne vince Yuka Suzuki in 1h14:10, davanti alle connazionali Kaseda, seconda in 1h14:32, e Tahawa, terza in 1h14:36.

Nella classifica per nazioni, dietro il Giappone, argento per la Cina e bronzo ad Sudafrica.

Dominio giapponese, quindi, anche senza grosse imprese cronometriche, ma che “apre” già alle Olimpiadi di Tokyo del prossimo anno.

 

Nel corso del Meeting Herculis di Montecarlo, nona tappa della IAAF Diamond League, nel miglio in onore di Gabe Grunewald, la popolare mezzofondista statunitense scomparsa prematuramente pochi giorni fa per un tumore, l’olandese Sifan Hassan realizza il nuovo primato del mondo in 4.12.33 abbassando il precedente (4.12.56) stabilito della russa Svetlana Masterkova il 14 agosto 1996, a Zurigo, 23 anni fa.

Secondo posto per la britannica Laura Weightman in 4.17.60, terza la canadese Gabriela Debues-Stafford con il record nazionale di 4.17.87, quarta l’etiope Gudaf Tsegay con 4.18.31, quinta con il record nazionale la marocchina Rababe Arafi in 4.18.42.

L'olandese di origine etiope aveva già stabilito il record europeo sui 3000 metri al Prefontaine Classic di Stanford, in California, il 1° luglio, in 8:18.49 (quarto miglior risultato di sempre). 

 

Continuano ad emergere casi di doping nel panorama internazionale, con un atleta marocchino e altri due keniani sospesi, come riporta il sito della AIU, Athletics Integrity Unit, l’agenzia antidoping mondiale.

In particolare, il 26enne marocchino Abderrahmane Kachir (pb sui 10 km a Casablanca nel 2018, pb di 1h00:21 sulla mezza a Casablanca nell’ottobre 2017) è stato sospeso per essere risultato positivo all’ibutamoren, farmaco secretore dell’ormone della crescita.

La 31enne keniana Joyce Chepkirui (pb di 2h24:11 sulla Maratona ad Amsterdam nel 2014 e di 1h06:18 sulla mezza a Praga nel 2014), campionessa d’Africa nel 2014 e con tanti altri titoli in carriera, è stata sospesa per discrepanze nel suo passaporto biologico (ABP).

Il keniano John Jacob Kibet Kendagor, quinto nell’ultima maratona di Istanbul a novembre, è stato sospeso per non essersi reso disponibile ai controlli antidoping.

Il presidente della federazione keniana, Jackson Tuwei, ha dichiarato che da giugno tutti gli atleti implicati nel doping non vestiranno più la maglia della nazionale del Kenia.

Staremo a vedere, intanto la lista si allunga sempre più…

 

 

 

I fatti sono questi: il 70enne Franck Meza, medico statunitense di origine messicane in pensione, aveva concluso la Los Angeles Marathon 2019 in 2h53:10, miglior prestazione mondiale per un uomo della sua categoria.

Tre mesi dopo, la squalifica per Meza, accusato di taglio, con l’aggravante di alcuni filmati dove si vedeva il 70enne abbandonare la corsa per riapparire successivamente, confermate da dichiarazioni di testimoni oculari.

L’atleta aveva risposto di essere uscito dal percorso in cerca di un bagno, per poi riprendere regolarmente la gara…

In più l’aggravante dell’accusa da parte dei giudici di aver spillato il pettorale lateralmente e di averlo passato poi ad un altro maratoneta per una buona parte del tracciato.

Meza, dichiarando di non sapere come avesse realizzato quel tempo monstre, si era detto pronto a correre nuovamente la L.A. per dimostrare di aver corso onestamente senza barare.  

Ma qualche giorno dopo, giovedì 4 luglio, l’incredibile notizia: Frank Meza è stato trovato morto nel Los Angeles River, nel quale si sarebbe buttato dal ponte, suicidandosi.

La famiglia non crede a questa ipotesi, dichiarando che l’uomo soffriva di problemi cardiaci: sono le pietose bugie di circostanza o la incapacità fino all'ultimo di credere a una tremenda realtà?  

In attesa dell’autopsia, si resta addolorati: dolore, vergogna o cos’altro alla base di questo decesso?

Si poteva evitare, senza il rilievo mediatico, o è stato giusto dare risalto alla squalifica?

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