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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Martedì, 11 Giugno 2019 22:41

Carosino (TA) - 7° Trofeo Carosino in corsa

9 Giugno - Quella bella, solita, caldissima Carosino. La tradizione si conferma anche quest’anno: gara organizzata in maniera egregia e tanto, tanto sole a bruciare testa e pelle dei podisti, trentasei gradi a mettere in difficoltà gli atleti.

Settima edizione della Carosino in Corsa, valida come ottava prova del Campionato regionale “Corripuglia”, i soci della Podistica Carosino hanno fatto il miracolo anche quest’anno ottenendo la tappa del massimo circuito su strada pugliese, una piccola società con grandi risultati. Dispiace solo per la scarsa partecipazione, solo 747 iscritti, sembra quasi ci sia una maledizione per questa positiva manifestazione, davvero comprensibile il rammarico nel post gara del presidente Angelo Campo nel riscontrare la totale assenza di atleti di grandi società con tanti iscritti…

Il raduno è come sempre fissato presso lo stadio “Antonio Miglietta” dove davvero non ci sono problemi di parcheggio, con i soci organizzatori che comunque hanno creato apposite zone, dove sono collocati anche diversi bagni chimici che vanno a sommarsi alla struttura fissa dello stadio.

Definite in rapidità le operazioni burocratiche di iscrizione, presso un ampio furgone si ritira il premio di partecipazione, consistente in una bottiglia di buon vino. 7 euro la tassa d’iscrizione, come da tariffa Corripuglia.

Intelligentemente l’orario di partenza è stato anticipato alle ore 9.00, mezzora che si rivelerà decisiva nel risparmiare ulteriore caldo agli atleti e nel liberare prima le strade del paese.

Presenta la manifestazione Michele Cuoco, fa piacere ritrovarlo anche al Corripuglia ogni tanto, sempre preciso e sveglio, non mancano momenti in cui interagiamo per il bene della conduzione e dell’intera manifestazione. 

Ben definita la zona partenza con griglia iniziale riservata agli atleti dal passo più veloce – selezionati precedentemente dalla Commissione Master della Federazione regionale – e dotati di bollino distintivo per favorire un deflusso sicuro e spedito.

Gli atleti, progressivamente, vanno a schierarsi nella zona di competenza, già tutto sembra essere pronto, ma occorre ricordare un grande uomo, un grande atleta che ci ha lasciato qualche mese fa, il caro Ciro Oronzo Nilla, il presidente della Podistica Grottaglie: spunta uno striscione con la sua foto, mi commuovo, non è facile per chi come me ha condiviso momenti di corsa e soprattutto di vita insieme. Non possiamo non ricordarlo, Michele Gallo e il sottoscritto esprimono un breve ricordo del caro amico scomparso. Si commuove anche Giacomo Leone, indimenticato maratoneta di livello mondiale e attuale presidente della Fidal Puglia, sempre tanto sensibile.

Il minuto di raccoglimento,  spara la signora Nilla, il silenzio fa rumore, l’aria è ancor più pesante, non riesco a trattenere le lacrime e con me tanti altri; al nuovo sparo, si alza forte, fortissimo un lungo applauso.

L’inno di Mameli distoglie dalla commozione e ci fa esprimere l’orgoglio di essere italiani, gli atleti fremono, le note finiscono, il terzo sparo e i corridori invadono le strade della cittadina.

Dispiace riscontrare nelle prime file la presenza di qualche “atleta” che dura appena qualche metro, l’esibizionismo di taluni personaggi francamente ha stancato, essere sportivi significa aver rispetto degli altri e delle regole, per fortuna non siamo tutti uguali.

Il percorso di 9300 metri (anche meno secondo tanti gps) riporta subito gli atleti in zona partenza, più lunga l’attesa per il passaggio circa a metà distanza in zona stadio e poi l’attesa per l’arrivo.

Il tracciato è pianeggiante, ottimamente segnalato e presidiato, non vi sono auto, due i ristori d’acqua, ma – soprattutto nella zona di campagna – con tanto, tanto sole a picchiare sulla testa degli atleti.

E’ bianco, ma sembra un keniano per la resistenza al sole: Giuliano Gaeta, da subito in testa, si libera progressivamente della compagnia di Redi e conduce solitario in testa, andando a cogliere il quarto successo consecutivo, l’ennesimo stagionale di un ragazzo serio e semplice, che vive di pane, lavoro e corsa, un ragazzo che merita tanto.

Giuliano, tesserato per la Montedoro Noci, va a concludere in 30:34, seguito dal bravissimo Antonio Redi (Dynamyk Palo del Colle), alle prese con problemi di allergia, secondo in 31:12; terzo posto per l’inno alla gioia, il solare Michele Uva (Free Runners Molfetta), in 31:31.

Bello stile, gran passo, Mario Greco (Atletica San Giovanni Bosco Palagianello) è quarto in 31:53; segue Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), oramai fermamente nella top ten, quinto in 32:19, davanti alla costanza in persona, Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle), sesto in 32:36, e alla rivelazione del 2019, Francesco Minischetti (Running People Noicattaro), settimo in 33:01. Sempre deciso, Michele Tedone (Amici Strada del Tesoro Bari) è ottavo in 33:11, a precedere il potente Pietro Torroni (Futurathletic Team Apulia Barletta), nono in 33:17, stesso tempo del combattivo Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), decimo per una punta di scarpa.

Al femminile, la leadership stagionale di Daniela Tropiano sembra essere messa fortemente in discussione dalla presenza odierna dell’ottima Mariangela Ceglia: partite insieme, passate insieme nei primi chilometri, si separano successivamente con la taciturna Daniela, l’antipersonaggio per antonomasia, che stacca pian piano la rivale e va ad imporsi per l’ennesimo successo 2019.  

34:59 il crono della rappresentante dell’Atletica Monopoli: Daniela, sempre restia a rilasciare dichiarazioni, si dirà dispiaciuta di aver superare Mariangela, per la quale nutre rispetto ed amicizia.

Mariangela Ceglia (Futurathletic Team Apulia Barletta), allenata proprio dallo speaker, pardon da coach Cuoco, non al meglio della forma, è seconda in 35:51, precedendo un’altra grande, la sempre brava Ilenia Colucci (Alteratletica Locorotondo), terza in 37:59.

Il grande impegno di Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) al quarto posto in 38:07, a precedere la pistaiola Delia Mastrorosa (Atletica Monopoli), quinta in 39:09 e l’instancabile Luana Chiara Piscopo (Dream Team Bari), sesta in 39:30, reduce dalla 15km del giorno prima a Sammichele di Bari.  L’eterna qualità di Mara Lavarra (Amatori Putignano) in settima posizione in 39:33 a precedere la tenace Grazia Anastasia (Podistica Grottaglie), ottava in 40:40, e la forte Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), nona in 40:51. Sempre raffinata, Nicoletta Ferrante (Atletica Tommaso Assi Trani) è decima in 41:03.

Un buon ristoro finale rinfranca gli stanchi atleti, con la piacevole leccornia della brioche-gelato ad accontentare anche i più esigenti. 

674 gli arrivati, numerosi i ritiri, al femminile chiude Annamaria Margherita Galiulo (Marathon Massafra) in 1:16:09, mentre al maschile è nonno Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto), 86 anni, più forte anche del caldo, che conclude in 1:32:02, quando son già cominciate le premiazioni.      

Infatti, alla presenza del locale sindaco Onofrio Di Cillo e di numerosi assessori del locale Comune e del già citato presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone, si parte con la cerimonia di premiazione, cominciando naturalmente dai due vincitori, Gaeta e Tropiano, che ritirano il trofeo e vari premi in natura, con la soddisfazione di essere cinti la testa con la corona di alloro.

A seguire ecco salire sul palco/podio i protagonisti di tutte le categorie per fascia di età, tutti premiati con differenti premi in natura.

Ultimo atto, la premiazione delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince la Amatori Putignano con 40 finisher su Montedoro Noci (39), Nadir on the road Putignano (36), Atletica Monopoli (33) e Atletica San Giovanni Bosco Palagianello (33), premiate con confezione di sei bottiglie di vino.

Un premio anche ai migliori classificati della società organizzatrice e via, con la foto di gruppo finale, con tanto di spumante a festeggiare l’ennesimo successo organizzativo.

Felice di essere stato ancora una volta presente, non posso che complimentarmi con gli amici della Podistica Carosino, che hanno anche quest’anno onorato al meglio la tappa di Corripuglia.   

Martedì, 11 Giugno 2019 13:10

Marconia (MT) - 1^ Marconia Night Run

8 Giugno - Una prima assoluta, da me scoperta quasi per caso e forse rimasta nascosta ai più, tanto da registrare soli 42 iscritti.

La prima edizione della Marconia Night Run se fosse stata pubblicizzata meglio senz’altro avrebbe goduto di maggior partecipazione da parte dei podisti lucani e pugliesi, già suddivisi nelle tante concomitanze del week-end.

Dispiace perché gli organizzatori della Running Marconia-Pisticci, società affiliata alla UISP, hanno cercato di far funzionare al meglio il tutto, a cominciare dalla location, nel Parco Renato Gioia, in Via Morandi, con verde e tanti spazi per parcheggiare.

A disposizione degli atleti il bagno del bar del parco (per le prossime edizioni, augurandoci un sostanziale aumento di iscritti, sarà necessario qualche bagno chimico), e l’immediata definizione dell’iscrizione e ritiro del pacco gara, con tassa fissata a 10 euro. Pacco gara contenente diversi prodotti alimentari e bustine di integratore, oltre alla simpatica maglia tecnica, disegnata con il buon Giambattista Colangelo, sponsor tecnico della manifestazione con il suo Top Running di Castellaneta.

Giornata moto calda e afosa, si spera che con il passare delle ore si alzi almeno un po’ di venticello refrigerante.

A presentare la manifestazione, big Paolo Liuzzi, ancor più bravo oggi nel trovare sempre qualcosa da dire, nel riempire i tempi morti dovuti alla scarsità di iscritti.

Tracciato piatto e veloce di 10400 metri, suddivisi in due giri identici di 5200 metri, interamente cittadino: con partenza alle ore 20.00, gli atleti potranno godere di qualche sofferenza in meno…

Tutto pronto per la partenza in perfetto orario con i Giudici Fidal di Basilicata, pronti al dare il via (la manifestazione è regolarmente inserita nel calendario Fidal): manca però il lasciapassare della Polizia locale per la sicurezza sul tracciato.

Trascorrono i minuti, siamo oltre le 20:20, quando finalmente giunge l’ok, ma con la raccomandazione per i podisti di stare attenti, perché la blindatura del tracciato non è possibile: un brivido pervade i corridori e gli organizzatori, con in testa il presidente Pietro Moro, sembra essere tornati indietro di anni, si prega il Signore affinché vada tutto bene; il colpo di pistola sancisce il via.

Meno degli iscritti i partenti, i soci della società organizzatrice preferiscono collaborare alla riuscita della manifestazione e i corridori sono davvero pochi.

In vari tratti si corre con la “noia” di vedersi le auto accanto e di respirare smog, per fortuna di tutti non si verificano incidenti, gli atleti proseguono indefessi la loro corsa, rallentati però dal clima afoso che porta anche al risveglio nella zona parco di fastidiose zanzare.

La classifica al passaggio del primo giro si conferma sostanzialmente dopo il secondo e decisivo: possiamo celebrare il bravo salentino Emanuele Coroneo (La Mandra Calimera) che si aggiudica questa prima edizione, seguito ad una decina di secondi dal validissimo materano Antonio Francolino (Fiamma Olimpia Palo), che precede il combattivo Salvatore Cera (Runcard), che va ad occupare il terzo gradino del podio.

Quarto l’eterno Pietro Tortorella (Runners Ginosa), che chiude davanti a Luca Di Bello (Podistica Amatori Potenza), quinto, e a Danilo Mazzarino (Club Runner 87 Castellaneta), sesto.

In settima posizione, prima donna, ecco la potente Rosita Rella (ASD N.E.S.T. Lecce), oramai lucana di adozione, sempre reattiva, pronta al triathlon dell’indomani a Trani; seguono Pietro Francolino (Atletica Amatori Tursi-Uisp), Gabriele Sinisi (Runners Ginosa), Giuseppe Leone (Atletica amatori Tursi-Uisp) e Marco Cornacchia (Happy Runners Altamura).

Tra le donne, è seconda la capace salentina Marina Bovino (Las Mandra Calimera), davanti al valido duo della Runners Ginosa, Anna Francione, terza, e Roberta D’Alconzo, quarta. Quinta, esempio di impegno e positività, Patrizia Petrocelli (Polisportiva Re-Cycling Bernalda).

Buon ristoro finale con gustosissime fragole locali, distribuite in abbondanza, acqua ed integratori per permettere ai 31 finisher di rimettersi in sesto.

E, prontamente, comincia la cerimonia di premiazione, alla presenza di alcune autorità locali e sponsor: per primi a salire sul podio, i due vincitori - Coroneo e Rella - premiati con Trofeo e completino running offerto dal suddetto sponsor tecnico.

A seguire i primi tre di ciascuna categoria per fascia di età, che ricevono una coppa.

Il breve discorso del presidente Pietro Moro, che ringrazia i convenuti e i suoi collaboratori, si scusa per il traffico di auto sul percorso, ma promette di migliorarsi per le prossime edizioni, chiude definitivamente la simpatica prima edizione.

E, in effetti, riuscendo a gestire meglio, con la collaborazione della polizia locale, il problema traffico e dando maggior risalto alla manifestazione a livello mediatico, questo evento non potrà che migliorare e chiaramente crescere, in una società oramai sempre più in corsa.   

6 Giugno - Nell’ambito di un’edizione del Golden Gala stellare, che ha visto stabilire ben 8 primati mondiali stagionali, a noi interessa sottolineare l’ottima prestazione di Yeman Crippa che sui 5000 metri termina in 13:09.52, terza prestazione italiana di sempre, dopo il primato nazionale di Salvatore Antibo (13:05.59) e il 13:06.76 di Francesco Panetta, migliorandosi di circa nove secondi (precedente 13:18.83).

Il 22enne trentino termina in 9^ posizione nella gara decisa allo sprint con successo dell’etiope Telahun Haile Bekele in 12:52.98 – record mondiale stagionale - sul connazionale Selemon Barega (12:53.04); terzo l’altro etiope Hagos Gebrhiwet in 12:54.92. Sei gli atleti sotto i 13 minuti, seguono: Birhanu Balew (BRN) quarto in 12:56.26, Abadi Hadis (ETH) quinto in 12:56.48, Mohammed Ahmed (CAN) sesto in 12:58.16. Ecco, poi, il keniano Edward Zakayo settimo in 13:03.19, il britannico Andrew Butchart ottavo in 13:09.33 e finalmente Crippa, il rappresentante delle Fiamme Oro che ha avuto il merito di tenere inizialmente il ritmo dei più forti, per poi stabilizzarsi sul ritmo previsto nel gruppo degli inseguitori, fino a sprintare nel finale, ottenendo la miglior prestazione italiana degli ultimi venticinque anni.

“Sono contentissimo, ho sofferto ma è normale quando si corre a questi ritmi, soprattutto negli ultimi 800 metri, ma alla fine il tempo mi ha ripagato e sono felice di questa gara. Il mio obiettivo era fare il personale, e l’ho fatto di quasi 10 secondi!”, le parole di Crippa.

 

Nuovo caso di doping nel mondo amatoriale: è stato, infatti, sospeso l’atleta SM60 Pino Capanna, tesserato per l’ASD Filippide di Montesilvano, risultato positivo alle sostanze “Idroclorotiazide – Clorotiazide- ACB”, al termine della Maratonina del Mare, mezza maratona che si è corsa lo scorso 12 maggio a Pescara.

Capanna aveva concluso in 1h31:10, 156° nella classifica generale, ma quarto di categoria.

Ecco il comunicato ufficiale riportato sul sito della NADO:

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare il sig. Pino Capanna  (tesserato FIDAL) riscontrato positivo alle sostanze Idroclorotiazide – Clorotiazide- ACB  a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia al termine della gara di atletica leggera “Maratonina del Mare” svoltasi a Pescara il 12 maggio 2019.

Martedì, 04 Giugno 2019 15:56

Fasano (BR) - 10° Trofeo Città di Fasano

2 Giugno - Per la prima volta nella storia del podismo pugliese, il “Corripuglia” ha fatto tappa a Fasano in occasione della 10^ edizione del Trofeo Città di Fasano, valida come 7^ prova del Circuito regionale su strada, il più importante e il più classico.

Tappa ottenuta grazie all’impegno e alla vittoria nel 2018 del Circuito Provinciale “Sulle vie del Brento” (di cui questa manifestazione costituiva oggi la 5^ prova) che portava ad entrare nel ristretto novero delle città aventi diritto ad ospitare il massimo circuito regionale.  Ad organizzare la Polisport Ciclo Club, società notevolmente cresciuta sotto la giuda di Oronzo Bagorda, fino a raggiungere i primi gradini nel panorama provinciale e regionale.  

Precise indicazioni, non appena entrati in città, portano alle due aree parcheggio, neanche troppo distanti dalla logistica della manifestazione. Ciascuna delle due aree presenta la schiera di cinque bagni chimici (dieci in totale!), davvero utili in una manifestazione che si svolge in pieno centro cittadino.
Presso la Scuola elementare Collodi, in viale della Resistenza, avviene il rapido disbrigo delle pratiche di iscrizione, con suddivisione in tre punti di ricevimento, secondo la provincia di provenienza; sette euro il costo dell’iscrizione, tariffa Corripuglia, non è previsto alcun pacco gara, ma la consegna di un buono riduzione famiglia per il famoso parco acquatico Acquapark, soluzione poco gradita dai più.

Giornata soleggiata, inizialmente non troppo calda, che invoglia comunque a correre in un annata che non ha mai portato la primavera; man mano, la temperatura andrà salendo, con i visi di alcuni atleti davvero distrutti all’arrivo, più per la perdita di liquidi dovuti al caldo che per la stanchezza. 
Speaker della manifestazione è Paolo Liuzzi, oramai la voce del Corripuglia, sempre preciso, attento ed arguto, sempre gradito ai corridori e familiari per la sua garbata simpatia.

La partenza avverrà su Corso Vittorio Emanuele II, dove l’organizzazione ha ben predisposto la zona di avvio, con la gabbia iniziale riservata agli atleti più veloci preselezionati dalla Commissione Regionale master del Comitato Fidal in base ai tempi di percorrenza sulla distanza e dotati di bollino distintivo sul pettorale; nella seconda… tutti gli altri, per garantire un minimo di meritocrazia e di sicurezza.

1074 gli iscritti, un buon numero se si considerano le tante concomitanze a cominciare dal Campionato Italiano 10km della sera prima a Genova, e poi competitive, non competitive e trail nell’intera regione che sottraggono atleti.

Partenza intelligentemente prevista per le ore 9.00: con sufficiente anticipo gli atleti sono tutti schierati dietro la linea di via, i soci della società organizzatrice si dispongono davanti per creare un cordone umano, mentre parte l’inno di Mameli.

Si celebra oggi la festa della Repubblica Italiana, l’inno nazionale dovrebbe far risaltare il nostro amor nazionale e ricordarci le qualità di noi italiani, secondi – se vogliamo - a nessuno. Si celebra oggi anche la Giornata Nazionale dello Sport, promossa dal CONI, il buon Stefano Labbate, referente locale, indossa la maglia celebrativa e ricorda che questa manifestazione rientra nel programma ufficiale.

“L’Italia chiamò”, intanto chiamano i Vigili che danno il via libera dal percorso, chiamano i Giudici che controllano che sia tutto pronto e sparano il colpo di via. Gli atleti invadono il Corso, la partenza mi sembra ordinata e senza problemi, e successivamente vanno a svegliare gli abitanti di Fasano.

Il tracciato che presenta diversi cambi di pendenza, risultando non certamente semplice, si dirama per gran parte su strade periferiche dopo aver inizialmente attraversato il centro cittadino, con relativo passaggio in zona arrivo, ma in senso opposto; tracciato che è stato studiato ed elaborato negli ultimi giorni, dopo l’inaspettata mancata approvazione della Polizia Urbana a quello già definito precedentemente.

Sulla distanza di 9300 metri, con due ristori d’acqua, continuamente segnalato dagli addetti, il percorso vedrà la presenza di qualche auto su alcune strade attraversate, incredibilmente inseritesi nonostante la presenza di alcuni vigili, con conseguenti lamentele all’arrivo dei partecipanti: per fortuna non si verifica alcun tipo di incidente, anche se fumo e rumore dei motori non sono certamente l’ideale per chi corre.   

Immediatamente in testa, Giuliano Gaeta (Montedoro Noci) corre e va a concludere in solitaria la gara, imponendosi in 30:48; per il 27enne atleta di Palo del Colle, l’ennesima soddisfazione stagionale, in un'annata che lo vede crescere anche dal punto di vista tattico.

Sempre temibile, il “patriota” Gianpiero Bianco (Running Team D’Angela Sport), che ritrovo con piacere, è secondo in 31:52, a precedere il bravissimo Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), che continua la sua scalata alla graduatoria, oggi terzo in 32:10.

“Top” Nuccio Busto (Dof Amatori Turi), al termine di una brillante prestazione, è quarto in 32:21, seguito dall’attivissimo Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), quinto in 32:37, e dal caparbio Antonio Cardone (Dorando Pietri Pezze di Greco), sesto in 32:54.  Settimo posto per il capace Michele Di Carolo (Atletica Amatori Cisternino) in 33:00, davanti al tenace SM50 Michele Tedone (Amici Strada del Tesoro Bari), ottavo in 33:23, e al sempre più forte Francesco Minischetti (Running People Noicattaro), nono 33:23. Chiude la top ten il terribile SM60 Giuseppe Lagrasta (Atletica Pro Canosa) - fresco campione italiano di categoria sui 10km in pista – decimo in 34:03.

Al femminile, sempre più vincente e… sorridente, ecco Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), che domina la gara, affermandosi in 35:21 a braccia alzate. Davvero brava anche Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) che ottiene un prestigioso secondo posto in 37:51, seguita dalla rivelazione 2019, l’ottima Luana Chiara Piscopo (Dream Team Bari), terza in 38:53.
La “certezza” Mara Lavarra (Amatori Putignano) è quarta in 39:42, seguita dalla tenace Nicoletta Ferrante (Atletica Tommaso Assi Trani), quinta in 40:14, e dalla reattiva Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), sesta in 40:50. Settimo posto per la determinata Grazia Anastasia (Podistica Grottaglie) in 40:55, con Alessandra De Luca (Ostuni Runner’s), che non si arrende mai, ottava in 41:07, Rita Simone (Nadir on the road Putignano), sempre positiva, nona in 41:51, e la grintosa Vincenza Falcetta, (Gymnasium San Pancrazio Salentino), decima in 42:01.

991 i finisher, chiudono le rispettive liste Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto) in 1:24:43 e l’86enne Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto) in 1:32:08.

Un buon ristoro finale, con bicchiere di the consegnato immediatamente agli atleti appena usciti dagli imbuti di arrivo, vaschetta di albicocche, banana, succo di frutta e acqua, permette di ritrovare le forze, soprattutto spossate dal caldo, finalmente giunto, ma troppo improvvisamente.

Sull’ampio palco posto in Pazza Ciaia, in gran rapidità (complimenti anche ai compilatori delle classifiche!), si comincia con le premiazioni, alle presenza di Giuseppe Ventrella, socio della Polisport, ma soprattutto locale assessore ai Lavori Pubblici, in rappresentanza dell’Amministrazione Cittadina.
Partendo logicamente dai vincitori, Gaeta e Tropiano, che portano a casa il trofeo e una cassa di prodotti alimentari, si prosegue con i miglior cinque di ciascuna categoria (il presidente Bagorda allunga in corsa la premiazione per tutte le categorie…). Per i primi tre la suddetta cassetta di prodotti alimentari locali, a seguire un duo di bottiglie di buon vino.

Un premio è consegnato anche ad Antonella Stani, ultima donna a tagliare il traguardo, prima di passare alle prime cinque società per numero complessivo di arrivati. Vince la Tommaso Assi Trani con 52 finiosher, su Atletica Monopoli (51), Amatori Putignano (51), Nadir on the road Putignano (48) e Amici Strada del Tesoro Bari (43), i cui presidenti ricevono una simpatica targa.

La foto di gruppo degli organizzatori, i ringraziamenti del presidente Oronzo, i saluti di Paolo e la manifestazione è conclusa, si parte ora con lo smontaggio e il ripristino della città verso l'aspetto usuale.

Onestamente, data la poca esperienza a gestire una manifestazione così numerosa, avendo poi saputo dell’improvviso cambio di tracciato, temevo di riscontrare problemi nello svolgimento della gara: ma a questo punto (pacco gara a parte…) doverose sono le scuse e i conseguenti complimenti agli amici della Polisport Fasano, dimostratosi bravi e davvero tanto ospitali.            

  

 

 

Budejovice (Budweis), 1° Giugno - Nuovo successo per Yassine Rachik (Atletica Casone Noceto) che vince l’8^ edizione della Mattoni České Budějovice Half Marathon in 1h03:02, ottenendo, nella cittadina celebre per la birra Budweiser, la seconda vittoria consecutiva nel circuito EuroHeroes, dopo quella di due settimane fa a Karlovy Vary, sempre in Repubblica Ceca, dove aveva chiuso in 1h03:02 (Yassine vanta un personale di 1h02:13).

Tre secondi in più quindi, ma stessa dinamica di gara, con netto dominio del 25enne atleta bergamasco che ha corso in solitaria per più di metà gara precedendo ancora l’ucraino Roman Romanenko, secondo in 1h04:25; terzo lo spagnolo Jaume Leiva in 1h04:37.

Yassine, bronzo europeo di maratona nella passata stagione, che quest’anno ha corso la maratona di Londra in 2h08:05 (quarto italiano di sempre), correrà anche la prossima mezza del suddetto circuito, sempre in territorio ceco, il 15 giugno a Olomouc.

Nella gara femminile s’impone la moldava Lilia Fisikovici, che bissa il successo del 2018, in 1h13:29; seconda è l’ucraina Dariia Mykhailova in 1h13:56, sulla connazionale Olga Skrypak, terza in 1h14:04.

“Solo” quarta la nostra Giovanna Epis in 1h14:23, dopo essere stata con il gruppo di testa per circa 15 chilometri (passaggio in 52:21); poi la 30enne veneziana ha perso contatto con le prime, terminando a circa un minuto dalla vincitrice.

26 Maggio - Il 25enne keniano Albert Korir ha vinto a sorpresa la Scotiabank Ottawa Marathon – evento IAAF Gold Label – corsa in condizioni climatiche sfavorevoli, con caldo e forte umidità, dopo la tempesta della nottata.

Korir ha vinto in 2h08:03, che rappresenta il suo personal best, approfittando della sosta al rifornimento del 40° km del compagno di fuga, l’etiope Aberu Kuma, che vanta un PB di 2h05:50. 

Korir e Kuma, dopo aver staccato gli etiopi Tsedet Ayana e Adugna Takele e il keniano Martin Kosgey, avevano proseguito insieme, fino a quella sosta che ha condannato Kuma al secondo posto in  2h08:14; terzo Ayana in 2h08:53.

Davvero contento il vincitore che ha dichiarato di aver ottenuto un grande risultato, di aver realizzato un sogno battendo il forte Kuma, dichiarando apertamente di aver approfittato dell’attimo di pausa del rivale al 40° km, per vincere. Su di un percorso piatto, con la mezza passata in 1h03:35, Korir ha ammesso che il ritmo è sceso dopo il ritiro dei pacemakers.

In campo femminile si è imposta Tigist Girma in 2h26:24 (PB), decima vittoria consecutiva di un’atleta etiope in questa maratona.

Sul podio, le altre due connazionali Bethelhem Moges, seconda in 2h07:00, ed Etaferahu Temesgen, terza in 2:28:44, che Girma ha staccato già dal 28° km avviandosi verso il successo.

Chiaramente soddisfatta la vincitrice, che ha dichiarato di essere giunta a questo appuntamento ben preparata e in forma, pur rallentata dal clima e dall’essersi trovata sola negli ultimi 14 chilometri.

Nella Ottawa 10k,  evento IAAF Gold Label road race, disputata nella serata del  sabato precedente, nonostante la forte pioggia, la 21enne keniana Dorcas Kimeli ha vinto in 31:09, suo primato personale.

Kimeli, dopo il passaggio al 5° km in 15:57, ha progressivamente staccato le connazionali Valary Jemeli e Paskalia Kipkoech, andando a trionfare. Jemeli ha chiuso in seconda posizione in 31:12 (PB), mentre Kipkoech è giunta terza in 31:30.

Separata la gara maschile, con gli uomini fatti partire 3 minuti e 40 secondi dopo le donne.

In testa subito cinque atleti, i marocchini Mohammed Ziani, Mohamed Reda El Aaraby e Abderrahmane Kachir e i keniani Moses Kibet e Wilfrid Kimetei, con Kibet a condurre il gruppo al passaggio al 5°km in 14:19.

A due chilometri dalla fine, ecco l’azione dei tre marocchini, ripresi subito da Kimetei. All’ultima curva ecco scattare Ziani che va a vincere in 28:12 sul keniano Kimetei, secondo in 28:1, e El Aaraby terzo in 28:22; quarto Kachir, in 28:33.

Ziani, al secondo successo nella manifestazione, non è però riuscito a riprendere la Kimeli, che ha ricevuto un ulteriore premio anche per questo exploit.

La 10k era valevole come campionato nazionale canadese sulla distanza: hanno vinto Dylan Wykes in 29:56 (sesto nella generale) e  Natasha Wodak in 32:31, settima tra le donne.

Lo scorso 12 maggio, a soli tre giorni dal suo ottantaduesimo compleanno, ci ha lasciato a causa di un cancro Dale Greig, la prima donna della storia a correre una maratona ufficiale, il 23 maggio 1964, sull’isola di Wight (luogo che nel 1970 divenne un mito per il famoso raduno di musica rock cui avrebbero partecipato Jimi Hendrix, The Doors, The Who, Miles Davies ecc.: gli italiani più anziani ricorderanno la canzone dei Dik Dik).


La podista scozzese concluse la “Ryde Marathon” in 3h27:45 stabilendo il primo record del mondo femminile, omologato e riconosciuto dalla IAAF, la Federazione internazionale, in 3h27:25.

Eccezionale fu l’ammissione in gara da parte degli organizzatori: le fu, infatti, permesso di correre davanti ad un gruppo di 67 uomini, per aggirare le regole che in quel periodo non permettevano ancora gare miste, e alle donne di poter correre la maratona (ma nemmeno i 1500 metri...). 

Dale era viceversa allenatissima sui 'lunghi', arrivando a percorrere nei suoi allenamenti anche distanze sino a 50 miglia: in vacanza nella suddetta isola, decise di iscriversi all’ultimo istante e corse con un normale paio di scarpe da ginnastica.   

Gli organizzatori per non correre rischi la fecero accompagnare da un’ambulanza: in una giornata caldissima, furono viceversa 19 uomini ad avere problemi e a ritirarsi, mentre Dale tagliò tranquillamente il traguardo, tanto che in serata festeggiò ballando fino a mezzanotte, la mattina dopo si alzò presto per una rigenerante nuotata, per poi mettersi in viaggio e rientrare, dopo circa mille chilometri, nella sua cittadina, Paisley, a dieci chilometri dalla capitale scozzese Glasgow.   

Il record di Dale Greig durò tuttavia poche settimane, perché nel successivo 21 luglio la neozelandese Mildred Sampson lo migliorò nella Maratona di Auckland in 3h19.33.

Da segnalare che la Greig si può considerare anche la prima ultramaratoneta ufficiale della storia avendo corso e concluso nel 1972 la London-Brighton di circa 100km, in 8h30.  Nel 1974, all'età di 37 anni, vinse l'inaugurale World Masters Marathon, a Parigi in 3h45.21, prima gara che ammetteva uomini e donne a correre insieme. 

Dale Greig, segretaria presso la Federazione di atletica scozzese, per la quale cominciò in seguito anche a scrivere articoli, non ricavò alcun compenso per questi successi, ma ha aperto senz’altro la strada alle attuali maratonete…

Martedì, 28 Maggio 2019 15:10

Rachik e Montrone vincono la Corri Trieste

26 maggio - Nuova, ottima prestazione di Yassine Rachik che vince la 17^ edizione della Corri Trieste, gara su strada di 10 chilometri, in 29:33 precedendo nettamente i spalle i ruandesi Jean Marie Vianney Myasiro (#iloverun Athletic Terni), secondo in 30:24, e John Hakizimana (Atl. Castello Firenze), terzo in 30:31.

Per il 25enne bergamasco dell’Atletica Casone Noceto si tratta della seconda vittoria negli ultimi due weekend dopo il successo nella mezza di Karlovy Vary, in Repubblica Ceca, in 1h02:59; ricordiamo che ad aprile Rachik aveva chiuso la maratona di Londra in 2h08:05, quarto italiano di sempre e miglior risultato a livello nazionale degli ultimi tredici anni.

“Quella di oggi è stata una bella gara - le parole di Rachik, finalmente vittorioso a Trieste, dopo sue secondi posti - e anche importante per me in vista dei prossimi appuntamenti. Sto attraversando un buon periodo di condizione, non era facile vincere qui e spero di continuare con questo trend”.

Tra le donne, s’impone con distacco – quinta assoluta - la barese (ma oramai residente a Trieste) Teresa Montrone (Alteratletica Locorotondo) in 36:24, seguita da Anna Agosto (Libertas Udine), seconda in 41:09, e da Irene Ferfoglia (Sportiamo Trieste), terza in 42:06.

“Ho cercato di mantenere fin da subito un buon ritmo – le parole di Teresa Montrone - In realtà volevo partire un po’ più lenta per non sprecare troppe energie con questo caldo, invece subito dopo la partenza mi sono messa al ritmo dei più forti, per poi trovare il mio ritmo nel corso della gara. Sono estremamente contenta del risultato ottenuto”.

Circa 800 i partecipanti totali alla manifestazione, compresa la Run Family non competitiva di 5 chilometri legata a Telethon.

 

Il Consiglio Federale, al termine della riunione di venerdì 24 maggio, ha stabilito che la 21^ edizione della Maratona di Ravenna Città d’Arte, in programma il prossimo 10 novembre, sarà sede dei Campionati Italiani Assoluti e Master 2019.

Così la Maratona di Ravenna, dopo aver ospitato nel 2015 e 2018 il Campionato Assoluto, e nel 2016 quello Master, per la prima volta assegnerà entrambi i titoli.

“Per noi è una grandissima soddisfazione – spiega Stefano Righini, presidente di Ravenna Runners Club – anche perché questa duplice assegnazione rappresenta il riconoscimento del lavoro fatto negli ultimi anni per far crescere la nostra Maratona in fatto di numeri e di partecipazione, prestando però la massima attenzione anche alla qualità dell’offerta garantita ai runner, che vogliamo sia sempre di primo livello. Per me è un’emozione grandissima e voglio ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo, grazie ai nostri collaboratori, ai nostri volontari e a chi ci ha sostenuto. Grazie a quello che abbiamo costruito insieme abbiamo raggiunto questo riconoscimento incredibile”.
“Con questa decisione il Consiglio Federale – prosegue Righini – rende merito non solo alla nostra organizzazione, ma anche a tutto il territorio romagnolo, in particolare di Ravenna, fulcro di questa zona. Negli ultimi tempi in molti stanno riscoprendo la bellezza dei monumenti e dei siti storici della nostra città, ma anche l’accoglienza della nostra gente. Essere i rappresentanti di tutte queste eccellenze il prossimo 10 Novembre ci rende ancor più orgogliosi, e saremo lieti di collaborare con tutte le realtà locali affinché questa sia un’edizione indimenticabile”.

Domenica, 26 Maggio 2019 22:31

Stralugano: Dossena seconda, Bertone terza

26 Maggio - Sara Dossena seconda, Catherine Bertone terza: questo il dato più importante in chiave azzurra della Stralugano, mezza maratona che si è corsa stamani nella città svizzera sulle strade bagnate dalla pioggia caduta in precedenza, con clima fresco. 

La 34enne lombarda del Laguna Running ha chiuso in 1h10:20, sfiorando il record personale stabilito nel 2018 ad Udine (1h10:10), ma migliorando il crono di 1h10:39 ottenuto qui nel 2017. 

La 47enne valdostana dell’Atletica Sandro Calvesi ha invece concluso in 1h13:03, migliorando il personale di  1h13:37, stabilito proprio a Lugano nel 2016. 

La gara femminile è stata vinta dall’etiope Yenenesh Tilahun Dinkesa in 1h09:23; da segnalare il quarto posto della piemontese Elisa Stefani (Brancaleone Asti) con PB in 1h13:50, davanti alle altre due piemontesi  Elena Romagnolo (Cus Pro Patria Milano), quinta in 1h15:33, e Sara Brogiato (Aeronautica), sesta in 1h17:19; settima la lombarda Silvia Radaelli (Freezone) in 1h17:26 (PB).

Vittoria etiope anche in campo maschile con Antenayehu Dagnachew in 1h00:54 sul connazionale Abera Ketema, secondo in 1h02:51, e sul keniano Philimon Kipkorir, terzo in 1h03:09. Quarto l’altro keniano Joel Melly in 1h05:07, sull’etiope-svizzero Tefera Mekonen, quinto in 1:05:44. Sesto il piemontese Francesco Carrera (Atl. Casone Noceto) in 1h05:54, nuovo personale.

973 i finisher.

Ecco le parole di Sara Dossena: “Su questo risultato ci avrei messo la firma ieri sera, perché ero a letto con 38 di febbre. Ho deciso di provarci stamani dopo aver fatto un allungo, davvero non me l’aspettavo. Peccato solo per aver mancato di poco il personale, ma sono contentissima”.

 

25 Maggio - Ennesima ottima prestazione di Eyob Faniel che ha concluso al terzo posto nella BMW Jesolo Moonlight Half Marathon tagliando il traguardo in 1h02:03, secondo tempo in carriera sulla distanza, a poco più di un minuto dal record personale, l’1h00:53 realizzato un mese fa a Padova, quando il 26enne vicentino delle Fiamme Oro diventò il quinto italiano di sempre sulla distanza, con il miglior tempo a livello nazionale degli ultimi diciassette anni.

La gara è stata vinta dal dal keniano James Murithi Mburugu, che ha stabilito il record della gara con 1h01:37, sul ruandese Noel Hitimana (Atl. Castello), secondo in 1h02:01; quarto il keniano Paul Tiongik (Gp Parco Alpi Apuane) in 1h02:17, seguito dai connazionali Paul Kariuki Mwangi, quinto in 1h02:37, e Roncer Konga Kipkorir, sesto in 1h03:44; settimo l’eritreo Mogos Shumay in 1h05:42, campione uscente che dodici mesi fa aveva stabilito anche il record della gara in 1h03:05, oggi cancellato da Mburugu.   

Tra le donne, successo della keniana Lenah Jerotich (Atletica 2005) in 1h13:08, che precede la connazionale Mary Wangari Wanjohi, seconda in 1h15:32, e la etiope Asmerawork Bekele Wolkeba, terza in 1h18:01. Quarta Giovanna Ricotta (Boscaini Runners) in 1h22:32.

Le parole di Eyob: “Oggi ho corso per il piazzamento e sono contento perché davanti la gara è partita a un ritmo davvero forte, e io sono passato in 28:51 dopo dieci chilometri, al secondo posto. Non mi sono risparmiato, poi ho perso una posizione ma sono riuscito comunque a chiudere bene e ci tenevo a regalare un podio alla Venicemarathon, la società che organizza questa manifestazione e con cui ho gareggiato fino all’anno scorso”. 

3024 i finisher.       

25 maggio - Il Consiglio federale ha preso atto delle convocazioni in azzurro per i Campionati del Mondo di Doha (28 settembre – 6 ottobre), per la maratona.

Ecco l’elenco dei convocati dal Direttore tecnico delle squadre nazionali, Antonio La Torre: Uomini: Eyob Ghebrehiwet Faniel (Fiamme Oro), Daniele Meucci (Esercito), Yassine Rachik (Casone Noceto). Donne: Catherine Bertone (Atletica Sandro Calvesi), Sara Dossena (Laguna Running), Giovanna Epis (Carabinieri).

Venerdì, 24 Maggio 2019 13:19

Cesenatico (FC) - 22^ Nove Colli Running

18-19 maggio - La 22^ Nove Colli Running si è corsa nel passato week-end con partenza e arrivo a Cesenatico (FC), sulla distanza di 202,4 km con 3.220 m D+, con il superamento dei classici nove colli di Polenta, Pieve di Rivoschio, Ciola, Barbotto, Montetiffi, Perticara, Pugliano, Passo del Grillo e Gorolo. 

Valevole come tappa del il 17° Grand Prix IUTA 2019 di Ultramaratona, ha rappresentato il Campionato Italiano IUTA 2019 di Gran Fondo. 

Il recanatese Paolo Bravi, recente vincitore della 7^ 6 ore del Donatore il 4 maggio, già Nazionale 100 km su strada, ha vinto in 19:42:09, sesto miglior tempo di sempre, dopo aver preso il comando sul Barbotto (km 84) senza più lasciarlo: la sua media al km è di 5:50. 

Secondo posto per Matteo Grassi in 20:40:19 (6:07 di media), con Luca Verducci terzo in 21:16:16. 

In campo femminile si è imposta la milanese Ilaria Fossati che tagliato il traguardo nona assoluta in 24:13:52 (poco dietro al plurititolato Ivan Cudin, 24 ore esatte) seguita da Antonietta Ferrara, seconda in 26:12:32 e dalla polacca Emilia Aleksandra Kotkowiak, terza in 26:57:35. Segnaliamo il quinto posto di Ilaria Pozzi, la simpatica neo-mamma già nota per le sue tante gare affrontate con gravidanza a termine, e che qui ha chiuso sotto le 29 ore.

80 gli atleti giunti regolarmente al traguardo, con chiusura a pari merito per Roberto Casoni e Piero Cossalter sotto le 31 ore (media di 9:09 a km, più che rispettabile).

Numerosi – 53 – i non classificati, sulla cui prestazione hanno sicuramente contribuito le proibitive condizioni meteo. Tra le ‘vittime’, la bellissima romana Eleonora Rachele Corradini, protagonista l’anno scorso, i nostri amici Paolo Reali (l’avvocato che spesso filma in corsa) e Luciano Bigi (già presidente del Club dei supermaratoneti italiani)

Da buon pugliese lasciatemi ricordare il 38° posto di Andrea Morrone in 28:13:14, il 46° di Michele De Benedictis in 28:48:55, il 50° di Dario Della Pace in 28:54:32, il 58° di Domenico Martino in 29:14:54 e il 59° di Domenico Favia in 29:15:04.

Nella concomitante Nove colli di Ciclismo, nella 205km vince il 24enne Federico Colone di Sora (Frosinone) in 6:00:06:95 su Tommaso Elettrico (06:01:01:74) e Marco Morrone (06:01:01:76), che ha preceduto di un soffio sul traguardo Fabio Cini (6:01:01:77). In seguito Elettrico è squalificato per aver sostituito la bicicletta. 

In campo femminile, vince la 45enne Simona Parente di Pontedera, in 6:30:59:77, davanti a Sonia Passuti (6:48:26:81) e Debora Morri (6:55:32:07).

Nel percorso medio – 130 km – s’impongono Andrea Pontalto e Jessica Leonardi. 

19 maggio - La keniana Brillian Kipkoech ha vinto e realizzato il nuovo record del tracciato nella FNB Cape Town 12 ONERUN, gara di 12 km IAAF Bronze Label event, imponendosi in 38:05.

L’ugandese Stella Chesang, partita con la ferma intenzione di migliorare il precedente record di 38:22 appartenente a Vivian Cheruiyot che lo stabilì nel 2015, ha guidato il gruppo composto da cinque atlete al passaggio al 5° km in 15:58.    

Chesang, Kipkoech, Sofiya Chege e Degitu Azamirew hanno mantenuto quel ritmo per 10 km, raggiunti in 32:00, per poi aumentare negli ultimi due: negli agguerriti 500 metri finali ha avuto la meglio Kipkoech che si è affermata in 38:05.

Le prime quattro donne hanno tutte battuto il precedente record della gara: Chesang, seconda in 38:09, Chege, terza in 38:10 e Azamirew, quarta in 38:11.

Tra gli uomini si  imposto il keniano Morris Gachanga, al terzo successo in questo manifestazione.

Il primo chilometro è stato corso in 2:47, per poi rallentare anche per colpa del vento contrario, con passaggio al 5° km in 14:22. I secondi 5 km sono stati corsi in 13:50, con in testa l’ugandese Abdallah Mande affiancato da Gachaga.

All’11° km il duo di testa è stato raggiunto dal sudafricano Stephen Mokoka, ma negli ultimi 500 metri si è decisa la gara con vittoria di Gachaga in 33:38 su Mande, secondo in 33:39, e Mokoka, terzo in 33:50

19 maggio - Il 31enne keniano Jackson Kibet Limo e la 29enne etiope Etalemahu Habtewold hanno vinto la 40^ edizione della Telenor Copenhagen Marathon, evento IAAF Bronze Label road race, stabilendo i nuovi record della gara.

Tra gli uomini, undici atleti hanno superato la mezza in 1:04:18, in linea per battere il record. Solo al 29° km il debuttante in maratona Victor Kiplimo e l’etiope Gebre Roba Yadete hanno preso l’iniziativa, ma quest’ultimo ha subito rallentato.

Al 37° km l’allungo decisivo di Limo che va ad imporsi in 2:09:54, secondo il connazionale Victor Kiplimo in 2:11:04, terzo l’etiope Gebre Roba Yadete in 2:11:58, quarto l’altro keniano William Nyarondia Morwabe in 2:14:46.

Limo nel dopo gara si è detto contento di aver battuto il record del tracciato, nonostante un dolore al bicipite femorale comparso al 25° km, ma per sua fortuna sparito al 32°. Limo non scendeva sotto le 2ore e dieci dal 2014 (2:09:06 a Parigi, PB).

In campo femminile, guidati dai due pace-maker (uomini) danesi, quattro atlete hanno superato la mezza in 1:13:33. Nella seconda parte, pur con ritmi rallentati, Habtewold ha staccato le avversarie, per essere ripresa dalla connazionale Dinknesh Mekash al 37° km: ma la fuga a due è durata poco, con Habtewold che è andata a vincere in 2:29:19, sulla Mekash, seconda in 2:30:22, e sull’altra etiope Aberu Ayana Mulisa, terza in 2:34:39. Quarta anocra una etiope, Nigist Muluneh Desta in 2:34:49, quinta l’olandese Ruth van der Meijden in 2:35:41.

 

 

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Mercoledì, 22 Maggio 2019 22:43

Doppietta etiope nella maratona di Riga

19 Maggio - Doppietta etiope nella Tet Riga Marathon, evento IAAF Gold Label road race, in Lettonia: Andualem Belay e Beyene Debele si sono infatti imposti stabilendo i nuovi record del tracciato.

Belay ha vinto nettamente in 2:08:51, seconda miglior prestazione della sua carriera, migliorando di poco più di due minuti il precedente limite del percorso, stabilito un anno fa dal keniano Ayana in 2:11:00. Il keniano Silas Kiprono Too è giunto secondo in 2:12:27, seguito dal connazionale Julius Tuwei, terzo in 2:14:04. Quarto il keniano Hosea Kipkemboi in 2:15:34 sul connazionale Samwel Kiptanui Maswai, quinto in 2:18:08.

Altrettanto netta, in campo femminile, la vittoria di Debele che si è imposta in 2:26:18, migliorando di due minuti il record della gara (2:28:22 nel 2018 della keniana Rono). Secondo posto per Worknesh Alemu in 2:27:38, su Kumeshi Sichala, terza in 2:29:44, per un podio interamente etiope.

 

19 maggio - Il 20enne etiope Andamlak Belihu ha vinto in 27:56 la 12^ TCS World 10K Bengaluru, in India, IAAF Gold Label road race event, bissando il successo alla Delhi Half Marathon di sette mesi fa.

Nonostante l’elevato tasso di umidità e la temperatura intorno ai 26°, un gruppo di otto uomini ha preso subito il comando della gara con passaggio ai 10km in 14:11.

Poco dopo, l’ugandese Mande Bushendich si è prodotto in un allungo che ha avuto il potere di scindere il gruppo di testa, con il solo Belihu a rimanergli attaccato, nonostante il dolore al ginocchio.

Ma a due chilometri dall’arrivo Belihu ha preso il comando avanzando convinto fino ad entrare sulla pista dello Sree Kanteerava Stadium e concludere vittorioso in 27:56, a soli otto secondi dal suo record personale e a 12 dal record della gara (27:44 del keniano Geoffrey Kipsang nel 2014).

Bushendich ha concluso in seconda posizione in 28:03, con l’etiope Birhanu Legese, terzo in 28:23, e il keniano Geoffrey Koech, quarto in 33:55.

Contento ma non troppo il vincitore, che ha dichiarato nel post gara di aver sperato anche in un crono migliore, data l’elevata concorrenza.

In campo femminile, la keniana Agnes Tirop ha vinto il titolo in 33:55, bissando il successo del 2018, pur più lenta di oltre due minuti rispetto al 31:19 di dodici mesi fa, record del tracciato.

Nove donne hanno superato il 5° km in 18:06, ma nessuna ha cambiato ritmo, rimanendo compatte, con la sola Rose Chelimo, campionessa mondiale di maratona, costretta a fermarsi.

Così otto atlete sono entrate in gruppo nello stadio per il giro finale: solo allora l’etiope Letsenbet Gidey ha provato l’allungo, ma a 50 metri dal traguardo è stato ripresa, con Tirop che si è imposta nella volata a cinque sulle etiopi Senbere Teferi, seconda, e Gidey terza, entrambe in 33:55. Quarta un’altra etiope, Netsanet Gudeta in 33:56. 

Martedì, 21 Maggio 2019 23:21

Eunice Jepkirui Kirwa sospesa per EPO

La maratoneta del Bahrein (nata keniana) Eunice Jepkirui Kirwa è stata provvisoriamente sospesa dopo un test antidoping positivo per EPO: a comunicarlo l’Athletics Integrity Unit, l’agenzia antidoping della IAAF, sul proprio sito.

Kirwa, bronzo ai mondiali di Pechino nel 2015 in 2:27.39, aveva poi vinto l’argento ai Giochi Olimpici di Rio 2016 chiudendo in 2:24.13 alle spalle di Jemima Sumgong, a sua volta poi risultata positiva all’EPO, fino ad essere squalificata per otto anni; entrambe conserveranno però le loro medaglie poiché la loro positività si è manifestata dopo i Giochi.

 

Martedì, 21 Maggio 2019 15:57

Trinitapoli (BT) - 10^ Trinitapoli in Corsa

19 maggio - Positivamente colpito un anno fa, ho colto con molto piacere l’invito di Savino Nanula di tornare a Trinitapoli per festeggiare insieme il decimo compleanno della sua gara, la Trinitapoli in Corsa.

Davvero bravi tutti i soci della locale Atletica, che non sono tanti, ma sono apparsi tantissimi gestendo al meglio questa manifestazione, all’apparenza semplice, ma che non ha fatto mancare nulla ai partecipanti.

Ottima la location, il Palazzetto dello Sport “Sandro Pertini”, che permette di usufruire di larghi spazi per parcheggiare e cambiarsi in tutta tranquillità. A disposizione degli atleti la vicinissima struttura dei bagni pubblici che consente di risolvere le naturali esigenze.

Nella struttura dello stesso Palazzetto avviene in grande rapidità la consegna dei pettorali (il chip monouso lo ritira – con sopratassa di un euro - chi non dispone del chip annuale di colore giallo del gruppo Icron, che gestisce gli odierni rilevamenti e redige le classifiche, chiaramente sotto il controllo dei Giudici della sezione di Foggia) e dei pacchi gara, consistenti in una canotta tecnica celebrativa di colore rosso e un chilo di sale marino (6 euro il costo dell’iscrizione).

La giornata è ideale per correre, il sole è coperto dalle nuvole, la temperatura è primaverile e finalmente non piove e non tira vento, caratteristiche finora di questa falsa primavera 2019.

Presenta la manifestazione il professor Giuseppe Acquafredda, storico staffettista dell’Avis Barletta insieme al grandioso ed unico Pietro Mennea, che stabilisce il record di essere al microfono della Trinitapoli in corsa per la decima volta consecutiva: se l’anno scorso gli avevo assegnato la piena sufficienza, questa volta merita un bel sette, pronto com'è a sottolineare tutti gli aspetti e i protagonisti della gara e a dettare i tempi della cerimonia di premiazione.

Partenza prevista per le ore 9,30 sull’attigua e spaziosa Via Mandriglia: sotto l‘arco gonfiabile, gli addetti della segreteria, Onofrio e Rosa Quotadamo, provvedono a sistemare tappeti ed antenne per i rilievi chip.

Viceversa, gli atleti, indossati i completi sociali, cominciano le operazioni di preparazione dei muscoli, con corsette, allunghi ed esercizi di stretching.

E, davvero gradita, ecco spuntare Veronica Inglese, la barlettana della Nazionale Italiana, alla terza gara stagionale dopo il lungo stop per problemi fisici: grande davvero il piacere di rivedere Veronica, semplice e gentilissima con tutti, che non rifiuta mai il saluto ed un selfie con nessuno, senza seccarsi mai. E il suo sorriso pieno di vita lo mostra anche nella breve intervista prima della partenza, manifestando la sua soddisfazione per essere finalmente a Trinitapoli, dopo anni di impossibili concomitanze, pronta ad impegnarsi per un altro passo nel suo cammino di totale recupero.

E sorride anche il primo cittadino di Trinitapoli, Francesco Di Feo, che parteciperà da libero alla corsa, e ringrazia tutti i partecipanti.

A proposito: 511 sono gli iscritti Fidal, ai quali si sommano una cinquantina di liberi: non tantissimi i foggiani presenti, nonostante la manifestazione sia valevole come prova unica del campionato provinciale di Foggia (per la Fidal non esiste la provincia Barletta-Andria-Trani, di cui Trinitapoli fa politicamente parte…).  

Sistemati al meglio gli atleti dietro la linea di via, ottenuto il permesso dal Comandante dei Vigili relativamente al percorso, ecco lo sparo del Giudice che libera gli atleti che invadono e colorano la strada.

Percorso veloce e pianeggiante, con iniziale giro di circa tre chilometri in Trinitapoli, nella zona più periferica della 167, con nuovo passaggio sul punto di partenza e via, con il passare dei chilometri a raggiungere ed attraversare la splendida e caratteristica zona umida, la cosiddetta Casa di Ramsar, il centro di educazione ambientale, che sorge in una antica masseria, fondamentale per la difesa, la conservazione e  l’utilizzo “prudente” delle zone umide e delle loro risorse, per uno sviluppo sostenibile che non ne comprometta le caratteristiche ecologiche.

Bellissima zona (quest’anno un po’ fangosa dopo le tante piogge del periodo), dove è ancora possibile vedere i fenicotteri rosa e tutta una serie di uccelli introvabili in altre zone e la vegetazione unica, un paradiso da visitare, oltre la corsa.

Ma tornando alla corsa, finito il tour della zona umida, gli atleti riprendono la strada per avviarsi man mano verso il Palazzetto, il traguardo, nello stesso punto di via, arrivando però in senso opposto; copio-incollo dalla cronaca dello scorso anno, anche perché il tracciato, blindato al traffico e continuamente sorvegliato, omologato e certificato Fidal di 10 km (anche se la maggior parte dei gps rileverà circa 400 metri in più), è lo stesso.   

Diversi chiaramente i protagonisti rispetto a dodici mesi fa: Giuliano Gaeta, reduce dal successo nella Mezza maratona di Pescara della settimana prima, al termine di una gara condotta in testa sin dal primo metro, s’impone nettamente in 32:59, scrivendo il suo nome e quello della sua società, la Montedoro Noci, nell’albo d’oro della manifestazione.  Ottima gara anche per Giuseppe Bonavita (Runners Cerignola Asd) che chiude in seconda posizione in 34:27, con il sempre più determinato Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), terzo in 34:51.

Il potente Giuseppe Rinaldi (Daunia Running San Severo) è quarto in 35:01, seguito dal caparbio Giuseppe Marinelli (Sporting Club Petrella), quinto in 35:26, e dal “padrone di casa” Raffaele Nanula, primo atleta della società organizzatrice, sesto in 35:37. Già più volte qui vincitore, Giuseppe Dedonato (Atletica Sprint Barletta) è settimo in 35:38, stesso tempo di Francesco Minischetti (Running People Noicattaro), in continua evoluzione, ottavo; bella prova anche di Cosimo Damiano Gemiti (Trani Marathon), nono in 36:20, un secondo prima del tenace Giuseppe Matarrese (Maratoneti Andriesi), decimo in 36:21.

In campo femminile, inutile dirlo, pur non ancora al meglio, domina Veronica Inglese (Esercito Italiano) che chiude in 36:30, tagliando il traguardo con il suo radioso sorriso che tanto bene fa a tutto il movimento; brilla anche Francesca Riti (Montedoro Noci), che chiude seconda in 40:03, davanti alla caparbia Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta), terza in 40:57.

Quarto posto per Teresa Landriscina (Trani Marathon), sempre generosa, in 44:38, seguita dalla brava Marilena Piccirilli (I Podisti di Capitanata), quinta in 44:56, e dalla decisa Valeria Cirielli (Amatori Atletica Acquaviva), sesta in 45:18. Settimo e ottavo posto per il valido duo de I Podisti di Capitanata, con Carmela Santoro, in 47:33, e Luisa Rinaldi, in 47:37; seguono le determinate Maria Pia Lastella (Atl. Amatori Corato), nona in 48:02, e Rosanna D’Ambra (Atletica Pro Canosa), decima in 48:13.

467 i finisher: tra i 395 uomini chiude la graduatoria Eligio Lomuscio (Barletta Sportiva) in 1:32:45; tra le donne, 72 al traguardo, chiude l’esemplare Antonietta Urbano (Atletica Padre Pio San Giovanni Rotondo) in 1h45:14.

Il ristoro finale che consegna agli affaticati atleti una bustina contenente un succo di frutta, mela ed acqua, consente di riprendere le forze in attesa di classifiche e premiazioni.

Ben presto affisse le classifiche, non è ancora arrivata l’ultima atleta mentre si parte con la cerimonia di premiazione, alla presenza del locale Sindaco (che ha regolarmente tagliato il traguardo) e di alcuni assessori, del Presidente della Fidal Foggia, Carmine Ricci, e del consigliere Raffaele Luciano.

Si comincia con il podio femminile, Inglese, Redi e Filannino, giovani, belle e brave, augurando a Veronica di darci subito quelle soddisfazioni che merita e meritiamo: ricchi premi per tutti, subissata chiaramente Veronica, ma soddisfazione per tutte.

Gloria chiaramente anche per i primi tre uomini, Gaeta, Bonavita e Di Nunno, magri e veloci, che ritirano a loro volta ricchi premi.  

Una cassettina di carciofi si aggiunge al bottino per ciascun premiato, anche per i protagonisti delle varie categorie per fascia di età, i primi cinque, tutti soddisfatti per i premi ricevuti.

Ultimo atto, la premiazione riservata ai team, con la Barletta Sportiva a vincere con 43 arrivati, su I Podisti di Capitanata (31) e A.S. Culturale Santo Stefano Cerignola con 30.

I saluti del professore-speaker, Savino Nanula, e i soci organizzatori tornano a respirare, la decima edizione si conclude più che positivamente.

Gare piacevole e a misura di podista, davvero ben organizzata, la dimostrazione che volontà e competenza possono davvero tanto anche senza eccessivi fondi…

Domenica, 19 Maggio 2019 22:24

Manchester: Faniel secondo, Dossena sesta

19 maggio - Ottimo secondo posto per Eyob Faniel nella Simplyhealth Great Manchester Run in 28:24, record personale sulla 10 km che migliora il 28:45 ottenuto a Torino lo scorso anno. Il 26enne delle Fiamme Oro prosegue dunque nel suo ottimo momento, tre settimane dopo aver stabilito anche il PB sulla mezza a Padova in 1h00:53, risultando il quinto italiano di sempre e il miglior crono  nazionale degli ultimi diciassette anni.                              

Eyob ha chiuso alle spalle dell’ugandese Jacob Kiplimo (Atl. Casone Noceto), argento mondiale di cross, vittorioso in 27:31, da subito in testa, con passaggio al 5° km in 13:45. Faniel è passato 25 secondi dopo, allungando nella seconda parte di gara e concludendo davanti allo spagnolo Antonio Abadia, terzo in 28:39, al britannico Nick Goolab, quarto in 28:42, e allo spagnolo Juan Perez, quinto in 29:08.

Tra le donne, la 34enne bergamasca Sara Dossena è sesta in 33:15, quasi un minuto in più rispetto al 32:16 di un mese fa a Torino.

Vince la keniana Hellen Obiri, campionessa mondiale di corsa campestre, in 31:23, davanti all’etiope Ruti Aga, seconda in 31:44, e alla connazionale Edna Kiplagat, terza in 32:34. La volata per il quarto posto è vinta dalla britannica Steph Twell in 32:41 sull’irlandese Fionnuala McCormack, quinta in 32:43.

18 maggio - Lorenzo Dini e Isabel Mattuzzi sono i nuovi campioni italiani assoluti dei 10.000 metri in pista, che si sono svolti in serata nello stadio Kennedy di Monselice, in provincia di Padova, organizzati dalle Fiamme Oro, in una giornata dal clima invernale con freddo, pioggia e vento. 

La gara femminile si dimostra subito un duello tra la trentina Isabel Mattuzzi (Us Quercia Trentingrana), che tallona la keniana Lena Jerotich (Atletica 2005) e la veneziana Giovanna Epis (Carabinieri), al rientro in pista dopo il 2h29:11 nella maratona di Rotterdam. Segue il gruppo formato dalla siciliana Federica Sugamiele (Caivano Runners), dalle piemontesi Sara Brogiato (Aeronautica) e Michela Cesarò (Carabinieri), e dalla trentina Federica Dal Ri (Esercito). 
Al 5° km la Epis perde terreno, Mattuzzi è sempre vicinissima alla Jerotich, e al 7° km la trentina di Rovereto stacca l’avversaria e va a vincere nettamente in 32:36.50. Giovanna Epis, pur calata nel finale, è seconda in 33:28.75, davanti alla pugliese Maria Chiara Cascavilla (La Fratellanza 1874 Modena, 34:09.53). Titolo promesse alla piemontese Michela Cesarò (Carabinieri) in 35:23.27. 

Ancor peggiori le condizioni meteo alla partenza del 10.000 uomini, con il livornese Lorenzo Dini (Fiamme Gialle), che tallona inizialmente il keniano Paul Tiongik (Parco Alpi Apuane), con passaggio al 5° km in 14:20. Ma una volta preso il comando della corsa, con pioggia e vento sempre più forti a infastidire gli atleti, i passaggi sono nettamente più lenti, fino alla chiusura in 28:51.99 per Dini, davanti a Nekagenet Crippa (Trieste Atletica), secondo in 29:24.47, e ad Italo Quazzola (Atl. Casone Noceto), terzo in 29:38.56. Campione promesse si laurea Dario De Caro (Cus Torino) in 29:41.42.

 

 

 

18 Maggio - Vittoria azzurra nella Mattoni Karlovy Vary Half Marathon, in Repubblica Ceca, con Yassine Rachik che si è imposto in 1h02:59, a tre settimane dal 2h08:05 nella maratona di Londra, quarto italiano di sempre e miglior risultato nazionale negli ultimi tredici anni.

Il 25enne bergamasco, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, ha vinto nettamente al termine di una gara condotta per più di metà in solitaria, staccando nettamente gli ucraini Roman Romanenko, campione uscente, secondo in 1h04:39, e Mykola Iukhymchuk, terzo in 1h04:58.

Per Yassine si tratta della sua quarta prestazione in carriera sulla mezza, con il PB fermo all’1h02:13 ottenuto nel 2017 ad Agropoli.

“Sono davvero contento per quello che sono riuscito a fare. Pensavo di non stare troppo bene, dopo la maratona, invece ho realizzato un buon tempo correndo a sensazione. Mi sono trovato in testa dal settimo chilometro, con un allungo, poi ho cercato di andare avanti da solo e non ho perso niente sul ritmo”, le parole dell’azzurro.

In campo femminile vittoria della moldava Lilia Fisikovici in 1h12:34 sulle ucraine Olha Kotovska, seconda in 1h14:32, e Viktoria Kalyuzhna, terza in 1h14:45.

2787 i finisher.

17 maggio - Weekend di gare internazionali per i nostri nazionali, Rachik, Faniel e Dossena. 

Yassine Rachik, tre settimane dopo aver corso la maratona di Londra, dove in 2h08:05 ha ottenuto il quarto crono italiano di sempre e il miglior risultato di un italiano negli ultimi tredici anni, domani pomeriggio, sabato, alle 18:00, sarà al via della Mattoni Karlovy Vary Half Marathon, in Repubblica Ceca.

Il 25enne bergamasco, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, cercherà di migliorare il PB di 1h02:13, stabilito ad Agropoli nel 2017; suoi principali avversari, tranne sorprese, l’ucraino Roman Romanenko, campione uscente, e lo spagnolo El Hassan Oubaddi. 

Domenica pomeriggio (alle 13.40 le donne, alle 14:02 gli uomini), a Manchester, saranno al via della 10 chilometri, la Simplyhealth Great Manchester Run, Eyob Faniel e Sara Dossena. 

Il 26enne vicentino, tesserato per le Fiamme Oro, tre settimane fa ha corso la mezza maratona in 1h00:53,  quinto italiano di sempre sulla distanza, miglior crono di un italiano dal 2002, a soli 33 secondi dal record nazionale. In Inghilterra cercherà il migliorare il PB di 28:45 stabilito a Torino nel 2018 e magari di avvicinarsi al record italiano che appartiene a Stefano Baldini (28:10 ad Arco nel 2002). Tra i favoriti, l’ugandese Jacob Kiplimo, argento mondiale di cross, e il keniano Stanley Biwott, vincitore della New York City Marathon nel 2015. Al via anche il 22enne azzurrino Ahmed Ouhda (Atl. Casone Noceto). 

La 34enne bergamasca tesserata per il Laguna Running, reduce anche lei dalla mezza maratona di Padova di tre settimane fa dove ha chiuso in 1h10:56, è in preparazione per i 10.000 in pista della Coppa Europa, in programma il 6 luglio a Londra; magari su strada cercherà di migliorare il PB di 32:16 stabilito a Torino ad aprile, con un occhio al primato nazionale (31:52 di Nadia Ejjafini nel 2012 guarda caso a Manchester). Favorite la keniana Hellen Obiri, campione mondiale di cross, e l’etiope Genzebe Dibaba.

 

 

 

11 maggio - Il cinque volte campione del mondo - tre in mezza maratona e due volte nel cross - il keniano Geoffrey Kipsang Kamworor, ha vinto la dieci miglia del Grand Prix di Berna in 44:57, realizzando il primato del percorso, a soli 33 secondi dal crono più veloce sulla distanza stabilito da Haile Gebrselassie (44:24 a Tilburg, in Olanda, nel 2005).

Il vecchio primato del tracciato resisteva da 15 anni, quando nel 2004 lo stabilì l’eritreo Zersenay Tadesse in 46:04.9, e su questo difficile percorso non erano stati capaci di batterlo neanche mostri sacri come il suddetto Haile Gebrselassie (2013) e Kenesisa Bekele (2018). 

Il 26enne keniano, vincitore anche della Maratona di New York nel 2017, si è subito posto in testa, passando i primi 10 chilometri in 27:48, per chiudere esattamente in 44:56.2, precedendo di oltre 4 minuti lo svizzero Tadesse Abraham (campione europeo di mezza maratona nel 2016), secondo in 49:05. Terzo l’eritreo Simon Tesfay in 49:29, sull’etiope Teshome Daba Bulesa, quarto in 49:47, e sul keniano Sylvester Kipchirchir, quinto in 50:17.

Da segnalare la presenza in gara del campione olimpico e mondiale di sci di fondo, lo svizzero Dario Cologna che ha concluso in 33^ posizione in 55:13.

Da considerare anche che, pur essendo la temperatura ideale per correre, un forte vento ha infastidito la corsa dei protagonisti.  

Tra le donne il successo è andato all’etiope Meseret Gezahegn Merine in 57:46, sulle svizzere Nicole Egger, seconda in 58:03 (PB),  e la terza  Andrea Meier in 58:55. Quarta la etiope Israel Silass Geletu in 59:31, quinta l’altra svizzera Laura Hrebec in 59:48.

28820 i partecipanti totali all'evento, con 12777 finisher sulla dieci miglia e 8613 sulla 4,7 km. 

12 maggio - La 15^ edizione della Harmony Genève Marathon for Unicef ha visto realizzare i nuovi record del tracciato, sia in campo maschile che femminile, con doppietta keniana. 

Tra gli uomini si è infatti imposto Bernard Too che in 2:09:45 ha migliorato il precedente primato di 47 secondi; al femminile successo per Josephine Chepkoech in 2h29:11. 

Shumi Dechasa (Bahrain) è giunto secondo in 2h09:55, precedendo ancora un keniano, Luke Kibet, terzo in 2:11:52. 

Tra le donne è seconda l’altra keniana Rodah Jepkorir in 2:29:15, sulla etiope Bashanke Bilo, terza in 2h31’:26". 

La mezza maratona ha registrato il successo dell’eritreo Tesfay Felfele in 1:06:12 che preceduto il francese Aloïs Moutardier, secondo in 1:07:48, e il connazionale Kidane Solomon, terzo in 1:08:09. 

Tra le donne, successo della svizzera Imogen Simmonds in 1:20:33 davanti alla francese Aline Camboulive, seconda in 1:23:00, e alla britannica Victoria Crawford, terza in 1:23:58. 

Due record del percorso anche nella 10 km, che in campo maschile registra il successo del rappresentante del “Refugee Team” Domnic Lokinyomo Lobalu in 29:14 davanti all’altro rifugiato Paulo Amotun Lokoro (30:32) e allo svizzero Morgan Le Guen (30:44); mentre tra le donne successo della francese Virginie Lemay in 36:07 sulla svizzera Charlene Delhorme (39:43) e sulla brasiliana Telma Martins Caillon (40:31). 

Record anche per il numero dei partecipanti, 18.000 iscritti alle varie manifestazioni, dalla corsa padre/figlio, alle staffette, alle gare per beneficenza, che si sono svolte tra il sabato pomeriggio e la domenica mattina.

 

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12 Maggio - Doppietta etiope nella the ICBC Cup Dalian International Marathon, in Cina, evento IAAF Silver Label road race: in campo femminile, Mulu Seboka bissa il successo del 2018, mentre tra gli uomini vince Tsegaye Getachew. 

La 34enne Seboka ha rispettato i pronostici che la vedevano strafavorita, dominando interamente la gara, fino ad imporsi in 2:27:19, migliorando di 1:40 il crono di un anno fa, ma notevolmente sotto il PB (2:21:56 stabilito nel 2015). Si tratta della sua terza vittoria sul suolo cinese, avendo vinto nel dicembre scorso la Shenzhen Marathon in 2:27:12.

Seboka si è subito posta al comando della gara guidando il gruppo di testa composto da cinque atlete; al 10° km, passato in 34:32, solo quattro le atlete in testa, per ridursi a due al passaggio del 18° km, Seboka e la connazionale Bedada Tigist Tadese.

Le due etiopi hanno proseguito appaiate fino al 20° km, quando Seboka ha allungato avviandosi solitaria verso il successo.

Tadese ha tagliato il traguardo seconda in 2:29:02, con Almaz Negede terza in 2:31:24 per comporre il podio interamente etiope.

Primo successo in carriera sulla distanza per il 22enne Getachew che solo allo sprint negli ultimi 200 metri, ha ragione del connazionale Mekuant Ayenew (vincitore nel 2018 della Venice Marathon e nel 2016 della Beijing Marathon), affermandosi in 2:11:25 (Getachew ha un PB di 2:09:24 stabilito a  Shanghai lo scorso anno).

Folto il gruppo di testa, composto da 18 atleti, nelle prime fasi di gara, con passaggio al 5° km in 15:45,  al 10° in 31:24 e al 15° in 46:44, per poi andare a ridursi, con gli atleti preoccupati più del successo che del risultato cronometrico, tanto che al passaggio al 35° in 1:49:53, vi sono ancora dieci atleti a condurre la gara.

Solo al 37° il tentativo di fuga del 24enne keniano Ernest Ngeno (PB di 2:06:41 ad aprile a Parigi), presto vanificato, ma che ha l’effetto di ridurre il gruppo di testa a sei atleti.

Al 39° km nuovo allungo, questa volta di Ayenew, con il solo Getachew ad affiancarlo: i due proseguono insieme, fino alla decisiva volata, con Ayenew staccato sul traguardo di soli tre secondi.

Terzo posto per il keniano Mathew Kiptoo in 2:11:45, che migliora il PB di quasi tre minuti.

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Martedì, 14 Maggio 2019 16:11

Gioia del Colle (BA) - 7^ CorriconGioia

12 Maggio - La CorriconGioia più difficile, più dura, più epica, ma alla fine forse la più bella, perché non è stato facile organizzare, cambiare, gestire, in quelle condizioni problematiche.

Promessa ed annunciata la pioggia è arrivata, ed è stato un crescendo dalla partenza all’arrivo di una buona parte di atleti, per poi finalmente dare un attimo di tregua, e riprendere durante le premiazioni, opportunamente spostate al coperto.    

Ed è qui che va evidenziata la bravura organizzativa di tutti soci della Gioia Running che, notoriamente eccelsi in condizioni ottimali, hanno saputo rendere alla grande anche nel diluvio di una giornata più invernale che di metà maggio.

La oramai collaudata location nella zona del Palazzetto dello Sport ci accoglie come oramai tradizione con larghi spazi per parcheggiare comodamente; spicca subito la serie di dieci bagni chimici a disposizione degli atleti, oltre quelli del suddetto Palazzetto.

Qualche sparuta goccia di pioggia e il cielo grigio davvero minaccioso ad impaurire gli atleti, impegnati a pregare e a gesti scaramantici nella speranza di rimanere all’asciutto.

Speranza vana, perché mentre arriva la maggioranza dei partecipanti, la pioggia aumenta, davvero passa la voglia di correre.

Il simpatico deejay Piero, diffonde brani in tema, da “Scende la pioggia”, a “Piove” o “Nel sole”, gli atleti sorridono, alcuni cantono o ballano, ma cercano il giusto riparo.

E’ un crescendo di ombrelli aperti, di imprecazioni, ma cresce la convinzione che si correrà sotto l’acqua.

E sotto l‘acqua gli organizzatori sistemano le ultime transenne, gli ultimi nastri, il “grosso” del lavoro è già completato, si cura ancor con maggiore attenzione la sicurezza degli atleti.

Atleti che, espletate le operazioni burocratiche di perfezionamento iscrizioni e ritiro dei pacchi gara prettamente a base di prodotti alimentari, possono dedicarsi alle operazioni propedeutiche per correre.

Otto euro il costo dell’iscrizione per questa gara dal tracciato certificato, e da quest’anno di livello nazionale.

A disposizione degli atleti anche i capienti spogliatoi del Palazzetto, dove nel finale sarà possibile anche fare la doccia, opzione quasi introvabile nelle gare regionali sulla distanza.

Bello vedere, tra gli altri, al lavoro il presidente attuale Gianni Gemmati e il suo predecessore Donato Angelillo, ma tutti i soci collaborano attivamente, con le donne all’interno a preparare le bustine ristoro.

Già il ristoro, spostato al coperto, per proteggere gli atleti, anche le tradizionali stazioni musicali sul percorso sono state annullate, per evitare guai ai musicisti, tanta programmazione e tanto lavoro vanno in fumo.

Neanche speaker Paolo Liuzzi, nonostante il suo carisma, i tanti tentativi verbali e la sua calda voce, riesce a far tornare il sole, la pioggia impera.

Partenza intelligentemente prevista per le ore 9.00, gli atleti provano a riscaldare i muscoli, è divertente notare la differenza di abbigliamento, si va dal solo tradizionale completino di alcuni a cerate legate con tanto di cappuccio di altri.

La partenza vede come da dispositivo Corripuglia (di cui questa manifestazione rappresenta la sesta prova) la zona pole riservata agli atleti preventivamente selezionati dalla Commissione master della Fidal Puglia e provvisti di bollini distintivo; l’organizzazione odierna, come da propria consuetudine, ha predisposto altre nove griglie dove gli atleti, secondo coscienza, si dovrebbero posizionare in base al ritmo di corsa tenuto sulla distanza (si va dai 4’ ai 6’ al km).

Mentre un anno fa l’esperimento aveva sostanzialmente funzionato, sarà per la pioggia, sarà per una mancanza di modestia crescente, gli atleti si posizionano (quasi) tutti nelle prime griglie; anzi, non blindata alla perfezione la zona pole riservata ai più forti, viene meno la selezione effettuata, davanti si posizionano atleti di tutti i ritmi, modestia e consapevolezza dei propri limiti non sono di questo mondo.

Da segnalare la presenza del servizio pacer che guida gli atleti a raggiungere il crono finale desiderato: sempre efficienti, ecco i palloncini di Running Zen, a condurre i podisti al raggiungimento del proprio obiettivo.

Riusciti almeno a far indietreggiare gli atleti sul punto esatto di partenza, si attende il lasciapassare dei Vigili sul percorso per dare il colpo di via. Un piccolo incidente al Giudice starter, a causa di un colpo sparato improvvisamente, aumenta le difficoltà di questa fase, ma ben presto, si provvede a sparare il colpo decisivo che libera gli scalpitanti protagonisti.  

1536 gli iscritti della vigilia, oltre 300 i cosiddetti liberi, il lungo fiume umano invade le strade di Gioia.

Il fiume umano avanza bagnato dalla pioggia che cade incessante, immerso nel fiume di acqua che invade le strade creando pozzanghere: davvero non è il massimo, anche scattare foto diventa un problema, un sentito grazie a Fabio Daresta che si immola con il suo ombrello coprendo il sottoscritto durante il passaggio degli atleti al secondo chilometro, sul punto di via ma in senso contrario.

Il tracciato, dopo il suddetto passaggio, porta gli atleti nel centro di Gioia, tangendo anche il Castello Normanno Svevo, risultando sostanzialmente veloce e piatto se si esclude qualche naturale saliscendi, certamente non monotono, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, continuamente sorvegliato dagli addetti e blindato al traffico; manca chiaramente il pubblico, mancano come accennato le bande musicali, tranne il mittico “pulmino Ford”, ma nelle orecchie degli atleti non manca il ritornello: “Piove, senti come piove…”, dettato dall’incessante pioggia.

Un favorito d’obbligo in campo maschile, Giovanni Auciello, per diversi chilometri tallonato da Mino Albanese, ma poi giunto in solitaria, bissando il successo di una anno fa. 32:01 il crono di Giovanni, l’atleta di Palo del Colle, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, sempre brillante. Ottima prestazione anche per il suddetto Mino Albanese: l’atleta massafrese tesserato per l’Atletica Crispiano, si difende ottimamente e va a concludere in 32:43, lasciando il terzo posto al muscolare Vito Perta (GS Paolotti Martina Franca), che completa il podio in 34:08.

Dalla Calabria con furore, ecco il duo d’assi composto da Antonio Amodeo e Marco Barbuscio (entrambi Marathon CS), tutti e due in 34:15, rispettivamente quarto e quinto. Continua la scalata alle prime di posizioni di Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), sesto in 34:16, davanti al combattivo Mimmo Tedone, il capitano della Dynamyk Fitness Palo del Colle, settimo in 34:17, seguito dal compagno di squadra nonché direttore generale, Enzo Trentadue, ottavo in 34:26. Brilla anche Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), nono in 34:31, a precedere il sempre bravo Denis Greco (Atletica Assi Trani), decimo in 34:35.

Continua il magic moment di Daniela Tropiano (Atletica Monopoli) che bissa il successo dell’anno scorso: una vittoria che conferma le capacità di questa atleta un po’ fuori dagli schemi, semplice e brava e benvoluta da tutti, anche dalle “rivali”. 38:51 il suo crono, giunge staccata la “termolese di Puglia” Francesca De Sanctis (Atletica Casone Noceto), seconda in 40:02, a precedere Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), riapparsa reattiva, terza in 40:08.

Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), sempre grintosa, è quarta in 40:59, seguita dall’irriducibile Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), quinta in 41:20, stesso tempo della lucida Francesca Riti (Montedoro Noci), sesta. Segue Mara Lavarra (Amatori Putignano), sempre ottima, settima in 41:48, davanti alla mai doma Marilena Brudaglio (Assi Trani), ottava in 42:42, e alle splendida Annarita Cazzolla (Bitonto Runners), nona in 42:43. Giampaolo Stella (Atletica Monopoli), sempre generosa, chiude il treno delle prime dieci donne in 43:12.

Tanta l’acqua, tanta la bravura e l’impegno dei protagonisti, dal primo all’ultimo, dai Fidal ai liberi.

1366 risulteranno gli atleti in graduatoria, con Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto), sempre sorridente e costante, a chiudere gli arrivi in 1:28:39; il mitico Giuseppe Caragnano (Correre è salute Mottola), aveva chiuso in precedenza la lista maschile in 1:21:30.

Da segnalare anche che in precedenza, e in tono minore causa clima, si è svolta anche la passeggiata dei diversamente abili, organizzata in collaborazione con alcune associazioni locali di volontariato.

Ricco il ristoro finale con bustina contenente acqua, mozzarella, banana; a parte, si riceve un bicchiere di integratore salino e un gelato a ricordarci che ci sarebbe dovuto essere il sole!

Purtroppo, nel momento di maggiore afflusso, si genera una rilevante coda, ma il tutto è addebitabile allo spostamento causa pioggia: i ristori di Gioia sono sempre stati ottimamente gestiti, divenendo quasi una ulteriore festa.  

Nonostante la pioggia e conseguenti difficoltà anche nelle rilevazioni elettroniche per mezzo dei chip, addetti e Giudici redigono con relativa rapidità le classifiche.

All’interno del Palazzetto (dove è possibile anche godere di un massaggio rigenerante gratuito, con tre validissimi operatori in azione), sfruttando un improvvisato podio e rinunciando – purtroppo - all’ampio palco all’aperto che resta desolatamente vuoto sotto la pioggia, comincia la cerimonia di premiazione.

Si parte con i due podi, per i sei protagonisti cesto di prodotti alimentari locali, premi tecnici e trofeo; si passa, poi, ai primi cinque di ciascuna categoria per fascia di età premiati con confezioni di prodotti alimentari di varia entità secondo la posizione.

Premiati anche tutte le associazioni ed enti collaboratori con simpatiche targhe; il primo e la prima libera della non competitiva.     

Ultimo atto ufficiale, la premiazione delle prime cinque società per numero di complessivo di arrivati: vince la Nadir on the road Putignano con 62 arrivati, stesso numero dei “cugini” concittadini dell’Amatori, secondi; terza la Montedoro Noci (59), quarta la società organizzatrice, la Gioia Running (57) – che si autoesclude sportivamente ed ospitalmente -, quindi quarta l’Atletica Monopoli (49), quinta Atletica Tommaso Assi Trani (47).      

I saluti di Paolo, la foto di gruppo, le luci del Palazzetto di spengono, occorre intanto smontare tutto e ripristinare la città al suo solito aspetto, mentre è ripreso a piovere…

La Corriconpioggia, pardon la CorriconGioia, ha superato anche quest’anno l’esame: ottenere i complimenti di tutti i partecipanti in queste difficili condizioni significa saper fare le cose per bene, significa saper organizzare, significa tenere agli atleti.  

Domenica, 12 Maggio 2019 22:59

Bibione (VE) - 4^ Bibione Half Marathon

12 Maggio -  Tempo inclemente alla quarta edizione della Bibione Half Marathon con pioggia battente e forte vento, ma che non ha impedito ai protagonisti di realizzare i nuovi record del tracciato, peraltro fangoso nei tratti di sterrato.   

Organizzata da Running Factory, la gara è partita alle 9.15 da piazzale Zenith, per terminare nella stessa piazza, dove, dopo 1h03’40” è giunto vincitore il keniano Paul Tiongik, tesserato peri il G.P. Parco Apuane, che ha bissato il successo del 2017 e ha migliorato l’1h04’06 che finora rappresentava il record del percorso. Per Tiongik, un altro successo dopo quello di due settimane fa alla Sarnico Lovere Run, anche lì con record del percorso.

Secondo posto per l’altro keniano Roncer Kipkorir Konga (Run2gether) in 1h04’37, un anno fa vincitore;  terzo il connazionale Gideon Kiplagat Kurgat in 1h05’25”.

Ottavo il primo italiano, l’ex campione italiano di maratona, oggi oramai master, il bergamasco Giovanni Gualdi in  1h08’30”.

Record, come detto, anche al femminile, con vittoria della keniana Mary Wangari Wanjohi (Run2gether) in 1h14’51” che precede la connazionale Ivyne Jeruto Lagat (#Iloverun Athletic Terni), gran favorita della vigilia, seconda in 1h16’36”, e la etiope Meseret Engidu Ayele (Atletica Saluzzo), terza in 1h20’08”. Quarta la prima italiana, Loretta Bettin (Atl. Paratico), in 1h22’35”.

1277 i finisher.

Martedì, 07 Maggio 2019 16:17

Barletta - 11^ Vivi Barletta

5 Maggio - “Non tutte le ciambelle riescono con il buco”, ma non spariamo troppo sul maestro fornaio. perché ne sforna  tante e ci mette tanta passione…

La ciambella è l’11^ edizione della ViviBarletta, il fornaio è il buon Vincenzo Cascella, presidente della Barletta Sportiva, che con i suoi tanti soci dà vita ad un’intensa attività sportiva nella città di Pietro Mennea; e anche quando non tutto riesce alla perfezione, si “deve” assolverlo.    

Barletta ci ha accolto con una giornata soleggiata,  un fastidioso vento soprattutto nel finale di gara, con il ritrovo fissato in Piazza Castello. Pregevole l’iniziativa di creare una vicina area parcheggio per lasciare e ritrovare l’auto con comodità, anche se tanti sono gli spazi a disposizione degli atleti, compreso il parcheggio del noto ipermercato.

Come da tradizione, nella sala all’aperto del vicinissimo bar avviene il disbrigo delle pratiche di iscrizione, con accurata suddivisione delle società per province per non creare intasamenti; poco distante, presso un apposito furgone, si ritirano i premi i partecipazione: la tassa d’iscrizione è pari a 8 euro, trattandosi di gara nazionale.

A disposizione degli atleti una serie di bagni chimici, da usufruire unitamente ai partecipanti alla Maratona delle Cattedrali, evento che partirà mezzora prima della Vivibarletta, sempre dal retro Cattedrale, per poi dirigersi verso gli altri Comuni fino a giungere a Giovinazzo.

Assente Paolo Liuzzi, per impegni personali, la presentazione della manifestazione è affidata al volitivo Savino Barbaro, coadiuvato dalla continua ironia di un dj da una radio locale: rimpiazzare Liuzzi non è compito facile per nessuno e i partecipanti manifesteranno a più riprese di avvertirne la mancanza.  

Valevole come 5^ tappa del Corripuglia, il Campionato regionale a tappe di corsa su strada, la Vivibarletta registra l’iscrizione di 1172 atleti Fidal, ai quali si sommano alcune centinaia di cosiddetti liberi, per giungere a circa 1500 partecipanti totali (troppe le concomitanze a cominciare dalla suddetta Maratona e Mezza… in casa alla stracittadina di Brindisi, dai due trail importanti alle gare di contorno ai Cds allievi in pista a Molfetta).

Sempre spettacolare l’abilità degli sbandieratori in abito medioevale che muovono i drappi al ritmo dettato dai tamburi, il cui suono riecheggia in piazza.

Partita in ordine e senza problemi la Maratona (circa 400 i partecipanti), si allestisce la zona start per la 10km, con l’area pole riservata ai possessori di speciale bollino consegnato agli atleti preventivamente selezionati dalla Commissione Master in base ai tempi di percorrenza sulla distanza, onde favorire un deflusso senza incidenti. Reti alti metalliche impediscono l’ingresso laterale ai furbetti, positivo anche il filtro per permettere l’accesso in testa solo ai selezionati; gli altri atleti possono accedere solo posteriormente, con una fila di transenne a bloccarli alcuni metri prima della linea di via.

Tutto procede ottimamente, ma l’improvvisa decisione di alcuni addetti di togliere le transenne che delimitavano gli atleti, porta all’invasione di tutta la zona iniziale e ad oltrepassare la linea di via, con l’impossibilità di selezionare gli atleti di prima fascia e, soprattutto, di poterli riportare dietro il punto esatto di via.

Si cerca di spingerli dietro con un cordone umano formato dai soci organizzatori, ma è oramai inutile e la partenza avverrà in questa maniera, tra le lamentele generali.

Prima del via, ecco il minuto di raccoglimento a ricordare Antonio Ferrante, nobiluomo e atleta della Pedone Riccardi Bisceglie, deceduto in settimana, vittima in un incidente automobilistico.

Alla presenza del presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone, al terzo sparo, ecco gli atleti scattare rapidamente ed occupare la sede stradale; tra i veloci, tanti furbetti, favoriti dal caos iniziale, che si ostinano a partire in testa ma faranno fatica ad arrivare al traguardo!

Il percorso, sostanzialmente piatto e veloce, con numerose pozzanghere da evitare a causa dell’abbondante pioggia della serata del sabato, ha riguardato inizialmente la litoranea di Levante, con giro di boa all'ANMI, e successivamente quella di Ponente, per giungere ed attraversare il caratteristico fossato del Castello, per proseguire finalmente verso il traguardo, sul tappeto rosso, osservando frontalmente il Castello.

Tracciato chiuso al traffico veicolare, con ristoro a metà distanza, definito da alcuni atleti un po’ monotono, ma soprattutto - nella seconda parte - tormentato dal vento che ha creato problemi anche di gestione, con le transenne delimitative più volte cadute. Percorso che i gps hanno rilevato lungo circa 10400 metri.

Leggendo alla vigilia i nomi degli atleti iscritti due erano i naturali favoriti in campo maschile e femminile: la barlettana Veronica Inglese, che finalmente ci auguriamo possa aver superato i maledetti problemi fisici che finora le hanno sottratto l’ulteriore e naturale balzo di qualità, reduce dal ritorno agonistico della domenica prima alla Appia Run di Roma; l’andriese Pasquale Selvarolo, reduce dal PB sui 10000 a Milano, già mentalmente al Campionato Italiano Individuale Assoluto 10 km su pista di Monselice, il prossimo 18 maggio, per ottenere il minimo per i Campionati Europei.

E, in effetti, il ventenne Selvarolo (Atletica Casone Noceto) stravince la gara maschile in 32:46, dominando in solitaria; brillante prestazione di Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), apparso più sereno mentalmente tanto da correre meglio, secondo in 34:25, con il caro Vincenzino Grieco (Atletica Castello Firenze), forse non al meglio o con il freno un po’ tirato, terzo in 34:48.

Bravissimo, Silvio Furio (Daunia Runnng San Severo) è quarto in 35:46, stesso tempo del ritrovato Denis Greco (Atl. Assi Trani), quinto; segue Luigi Catalano (Amatori Atletica Acquaviva), il più giovane del lotto, sesto in 35:52, Continua la scalata alle prime posizioni e Antonio Di Giulio (Atletica Pro cCanosa) è settimo in 35:58, davanti al positivo Antonio Tamborra (Free Runners Molfetta), ottavo in 36:19, e al grintoso Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), nono in 36:44. Immancabile, ecco Giuseppe Mele (Dynamyk Palo Del Colle), il più “vecchio” nell top ten, decimo in 37:08.

Ancor più netto il domino della 28enne Veronica Inglese (CS Esercito Roma), che chiude 17^ assoluta in 37:49, pur non dando l’impressione di spingere a tutta, forse ancora rallentata mentalmente dalle tante sofferenze passate. Secondo posto per Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), che non si tira mai indietro, e va a concludere in 40:37, a sua volta in netto vantaggio su Francesca De Sanctis (Atletica Casone Noceto), sicuramente meno in spinta per qualche problemino, terza in 42:16.

Quarta, altra barlettana doc, l’ottima Raffella Filannino (Disfida di Barletta), in 42:16, sulla leggiadra Francesca Riti (Montedoro Noci), quinta in 42:16, e sulla caparbia Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), sesta in 42:48. La brava Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) è settima in 43:21, davanti alla costante Mara Lavarra (Amatori Putignano), ottava in 43:28, alla combattiva Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), nona in 43:46, e alla capace Rosa Di Tacchio (Maratoneti Andriesi), decima in 43:47.

1106 i finisher, con arrivi chiusi dai più applauditi, Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto) in 1:36:23 (al femminile), e Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto), 86 anni, in 1:42:55 (al maschile).

Gelati a iosa e una bustina contenente bottiglia di acqua, tarallini e un’arancia costituiscono il ristoro finale (nel finale i gelati saranno offerti più volte a tutti presenti).

Da migliorare decisamente la gestione della zona arrivo, dove dovrà essere necessariamente impedito l’accesso ai non addetti ai lavori, e con i liberi che dovranno essere incanalati in un’uscita loro riservata con netto anticipo rispetto al traguardo dei competitivi, evitando le antipatiche sovrapposizioni e improvvisi cambi di direzione di questi spauriti ed inesperti partecipanti bloccati all’ultimo istante.

Classifiche presto pronte, con cerimonia di premiazione che comincia con i sei protagonisti che compongono i due podi assoluti, pronti a ritirare il trofeo e vari premi in natura.

A seguire è il turno dei primi cinque di ciascuna categoria, sia maschili che femminili: al primo in più la targa, a tutti un cartone che contiene una maglia a maniche lunghe della mezza di febbraio ma di misura decisamente grande, una bandana, due bottiglie di integratore, due brik di succo di frutta e quattro confezioni di gnocchi (che genera lamentele di chi “non gradisce premi riciclati e inutilizzabili come la maglia di una precedente manifestazione e per giunta troppo grande”…).  

A seguire la premiazione della gara (nella gara) riservata agli Avvocati, con speciale graduatoria loro riservata: non avendo l’elenco completo, cito a memoria solo il primo, Antonio Saracino della Bitonto Sportiva.

Ultimo atto ufficiale, la premiazione delle prime cinque società per numero di arrivati complessivi: è prima la Barletta Sportiva (87 finisher), che… sportivamente si fa da parte. Così vince l’Atletica Tommaso Assi Trani con 69 arrivati su Bitonto Sportiva (57), Atletica Pro Canosa (50), Montedoro Noci (48), Nadir on the road Putignano (47).

La foto di gruppo degli organizzatori, le parole di ringraziamento di Cascella a tutti i collaboratori e anche l’undicesima edizione è finita.     

Evidenziati i “mancati buchi della ciambella”, non posso che – conoscendo le capacità e la voglia di fare della Barletta Sportiva - aspettarmi il pronto riscatto sin dalla prossima edizione; l’organizzazione è rodata, basterà porre un po’ più di attenzione e, magari, lavorare meglio in team, per tornare alla positiva tradizione che da sempre caratterizza le gare di Barletta.  

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