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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

E’ previsto per domenica prossima, 2 dicembre, alla Maratón Valencia Trinidad Alfonso EDP (IAAF Gold Label) il ritorno sulla distanza di Valeria Straneo, la primatista italiana, dopo più di due anni di assenza: esattamente 840 giorni dalla quella olimpica di Rio, dove si piazzò tredicesima.

Quattordici, finora, le maratone in carriera per la 42enne alessandrina tesserata per Laguna Running, che nella carriera ha ottenuto l’argento ai Mondiali del 2013 e agli Europei del 2014, classificandosi 7^ nel 2012 e, come accennato, 13^ nel 2016 alle Olimpiadi; primatista italiana con 2:23:44 a Rotterdam 2012, ha vinto a Würzburg nel 2016.

Speriamo che i segnali di ripresa che l’hanno portata a vincere il titolo italiano nella mezza maratona di Foligno, ad ottobre, si confermino in terra spagnola.

A Valencia, con partenza alle 8,30 dalla Città delle Arti e delle Scienze (dove è fissato anche l’arrivo) la Straneo troverà altri duemila italiani tra i 22000 partecipanti.

Tra le favorite nella gara femminile, la keniana Philomena Cheyech (2h21:22 a Parigi nel 2017) e le etiopi: Aberu Zennebe (campione uscente in 2: 26.17, pb di 2: 25.30 ad Ottawa nel 2015), Ashete Dido (2h23:37 a Parigi nel 2018), Meseret Mengistu (2h23:56 a Parigi nel 2015), Tinbit Weldegebril (2h26:48 quest’anno a Marrakech) e Haimanot Alemayehu (2h25:51 a Siviglia nel 2018). Da tenere in considerazione anche le debuttanti: la keniana Pauline Korikwiang (1h06:31 alla recente mezza di Valencia) e la etiope 19enne Meseret Belete (primatista mondiale under 20 di mezza maratona con 1h07:51 quest’anno a Copenhagen). Il record della corsa appartiene alla keniana Valary Jameli Aiyabei con 2:24.48 nel 2016.  

In campo maschile, favoriti il keniano Sammy Kitwara (campione uscente con 2h05:15 – record della corsa - e pb di 2h04:28), gli etiopi Leule Gebrselassie (2h04:02 a gennaio a Dubai) e Tsegaye Kebede (2h04:38 a Chicago nel 2012), l’altro keniano Norbert Kigen (2h05:13 ad Amsterdam nel 2017).

Nella lunga intervista concessa a Luca Cassai e riportata sul sito della Fidal, Valeria si dice felice di tornare a correre una maratona, la sua distanza, al termine di una preparazione diversa dal solito, ma che è andata bene: ripresi gli allenamenti a metà luglio, dopo la lesione al bicipite femorale destro, ha iniziato la preparazione specifica a fine settembre, durata due mesi, privilegiando il benessere fisico e optando per qualche chilometro in meno (è passata dai 200-210 km a settimana di una volta ai 140-150 km con punte di 170 km di adesso). In particolare, la maratoneta dichiara di aver svolto esercizi diversi rispetto al passato, lavorando a velocità massimale: un lavoro impegnativo, ma che ha portato la fascia muscolare a rielasticizzarsi.

Fondamentale il raduno di Barletta, sotto la guida di Massimo Magnani, il suo allenatore, per ritrovare la condizione, tanto poi da vincere la mezza di Foligno in 1h12:04.

La Straneo afferma poi di sapere che non farà un risultato super, le indicazioni sono per un crono di 2h32’, avendo perso un po’ l’abitudine alla distanza: rispetta al massimo le difficoltà insite in questa lunga gara, ricca di variabili, contando sempre sulla sua grinta e tanto entusiasmo. Nelle prossime maratone penserà al cronometro, l’importante ora è ricominciare, per poi guardare al futuro passo dopo passo, sperando di riportare buone sensazioni da questa gara. E, nella speranza di aver continuità negli allenamenti, il vero segreto per una maratoneta, afferma di voler correre nel 2019 anche sulla mezza maratona, distanza che le piace parecchio.  

A Valencia, dove non dovrebbe trovare il freddo, Valeria teme il vento (come le ha raccontato Emma Quaglia, che ha qui ha corso nel 2016), anche se ricorda che il record italiano lo stabilì proprio in una giornata ventosa a Rotterdam…

Le maratone di Valeria Straneo (4 prima del 2010 e 10 dopo l’intervento che ha subito per l’asportazione della milza)

3h32:49

30

Torino

26-3-2000

2h48:41

2

Piacenza

9-3-2003

2h51:10

6

Reggio Emilia

14-12-2003

2h41:15

4

Carpi

11-10-2009

2h26:33

8

Berlino

25-9-2011

2h23:44

2

Rotterdam

15-4-2012

2h25:27

7

Londra

5-8-2012

2h27:04

3

Torino

18-11-2012

2h25:58

2

Mosca

10-8-2013

2h28:22

5

New York

3-11-2013

2h25:27

2

Zurigo

16-8-2014

2h29:24

7

New York

2-11-2014

2h39:50

1

Würzburg

12-6-2016

2h29:44

13

Rio de Janeiro

14-8-2016

 

25 Novembre - Successi africani alla 16^ edizione della mezza maratona di Palmanova, in provincia di Udine, che ha visto 1864 atleti tagliare il traguardo (460 donne).

In campo maschile vittoria per il keniano Ken Mutai in 1h08:26 davanti al burundese Celestin Nihorimbere (Atl. Brugnera Friulintagli), secondo in 1h08:44, e a Giacomo Esposito (Silca Ultralite Vittorio Veneto), terzo in 1h09:03.

Al femminile s’impone la etiope Addisalem Tegegn (Atl. Brugnera Friulintagli) in 1h16:33, precedendo la barese (ma di stanza a Trieste) Teresa Montrone (Alteratletica Locorotondo), seconda in 1h16:58, e l'altra etiope Gedamnesh Yayeh (Atl. Brugnera Friulintagli), terza in 1h17:47.

Come descritto sul sito ufficiale della manifestazione: “il percorso è sempre veloce come ogni anno, privo di curve secche e completamente piatto; oltre al Comune di Palmanova, vengono toccati anche il Comune di Trivignano Udinese e il Comune di Santa Maria La Longa. Caratteristica unica è la doppia partenza: gli atleti escono da Palmanova attraverso Porta Cividale o attraverso Porta Udine, per poi incontrarsi poco prima del secondo chilometro. Il percorso prevede il doppio passaggio a Clauiano, paese appartenente al club de ‘I Borghi più belli d’Italia’”.

Da segnalare infine la presenza in gara del famoso nuotatore Massimiliano Rosolino, che affiancato da Anna Incerti, ha chiuso in 1h40:38 per la 731^ posizione. 

 

Mercoledì, 28 Novembre 2018 18:38

Presentata la Maratona di Roma 2019

28 Novembre - E’ stata presentata questa mattina in Campidoglio, nella Sala della Protomoteca, la XXV Maratona Internazionale di Roma che si svolgerà il 7 aprile 2019, con partenza alle ore 8.30, da via dei Fori Imperiali.

La manifestazione, evento IAAF Silver Label Road Race, inserita nel calendario Fidal con classificazione Gold, è organizzata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera su invito e con il Patrocinio di Roma Capitale.

Erano presenti stamani: il Sindaco di Roma Virginia Raggi; il Presidente FIDAL Alfio Giomi; l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Cittadini, Daniele Frongia; il coordinatore della maratona Fabio Martelli.

Di rilievo, per noi podisti, la presenza di Giorgio Calcaterra, che ha ricevuto dalle mani del Sindaco e del presidente Giomi il primo pettorale di gara; inoltre è stata annunciata la partecipazione di Daniele Meucci (Esercito), ex campione europeo della distanza.

Alla classica maratona è abbinata la Stracittadina non competitiva di 5 chilometri, aperta a tutti.

Già 2000 le richieste pervenute dal giorno di apertura delle iscrizioni, lo scorso 8 ottobre, di cui 800 provenienti da 26 nazioni estere.

Intanto, è stato definito il percorso, che a breve sarà certificato e approvato in maniera definitiva: si parte da via dei Fori Imperiali, tra Largo Corrado Ricci e via di San Pietro in Carcere, per poi estendersi per tre chilometri sul rettilineo di via Cristoforo Colombo proseguendo poi su via Ostiense e sul Lungotevere. Al 18° chilometro si passerà in via della Conciliazione fino a sfiorare la Basilica di San Pietro per poi immergersi nel quartiere Prati e tornare sul Lungotevere, eliminando il tratto dell’Acquacetosa-Moschea. Dal 34° chilometro e sino al traguardo la parte più emozionante del percorso, ovvero il centro storico della Città Eterna. Nel finale i podisti correranno con l’Arco di Costantino a fare da splendido sfondo, per poi girare intorno al Colosseo per correre l’ultimo chilometro in via dei Fori Imperiali, dove ci sarà l’arrivo giungendo da via di San Gregorio.

Percorso definito più scorrevole, con molti tratti rettilinei e pochissimi saliscendi; tempo limite fissato in 7 ore.

La Stracittadina partirà sempre da via dei Fori Imperiali, qualche minuto dopo la maratona, sviluppandosi nel cuore della Roma imperiale per arrivare nel Circo Massimo.

Le dichiarazioni:

Il Sindaco di Roma, Virginia Raggi: “Siamo orgogliosi di poter presentare l’edizione 2019 della Maratona Internazionale di Roma. Si terrà il 7 aprile e avrà un percorso del tutto innovativo, passando per la prima volta lungo la via Cristoforo Colombo per poi addentrarsi nel centro storico e concludersi là dove inizia: in via dei Fori Imperiali con il Colosseo a fare da cornice. Un percorso ricco di storia e di fascino, così come vuole essere la manifestazione: un’unione di persone accomunate dalla passione per lo sport e dall’amore per la nostra splendida Città. Vi aspettiamo numerosi per percorrere insieme le strade della Capitale e passare una mattinata di divertimento e di pratica sportiva”.

Il presidente della Fidal, Alfio Giomi:”Organizzare una maratona in sei mesi è una sfida tutt’altro che facile, che abbiamo accettato con l’incoraggiamento e il supporto del Comune di Roma e sentendo il dovere di assicurare continuità alla maratona della Capitale.La Federazione si è fatta carico del ruolo tecnico di organizzatore, consapevole che ciò avrebbe richiesto un importante sforzo organizzativo ma anche nella convinzione che la Città Eterna meritasse di continuare nella sua tradizione d’eccellenza sportiva. Stiamo lavorando con il massimo impegno affinché la prossima edizione della Maratona Internazionale di Roma si concretizzi al meglio”.

L’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Cittadini, Daniele Frongia: “La prossima edizione della Maratona Internazionale di Roma sarà organizzata, come previsto dal bando elaborato da Roma Capitale, da FIDAL, la Federazione Italiana di Atletica leggera. Avrà un percorso agevole, pianeggiante, accessibile a tanti, con l’obiettivo di divertirsi e praticare del sano sport, veicolo di buona salute e aggregazione sociale. Siamo molto soddisfatti di aver riportato all’interno della nostra Amministrazione un evento internazionale di altissimo livello, con delle potenzialità ancora tutte da esprimere, prevediamo di trasformarlo nel giro di poche edizioni nella maratona più importante d’Italia, così come la Capitale merita”.

Il Coordinatore Generale della Maratona Internazionale di Roma, Fabio Martelli: “Da veri sportivi abbiamo accettato questa sfida e in poco più di un mese abbiamo messo in moto una complessa macchina organizzativa. Stiamo mettendo in campo tutte le nostre energie per far sì che il prossimo 7 aprile si svolga una maratona di grande livello tecnico e partecipativo".

Le iniziative speciali:

La Maratona Internazionale di Roma ha avviato un Charity Program, legato alla Stracittadina, per raccogliere fondi in favore delle Onlus che aderiranno all’iniziativa: il programma prevede il coinvolgimento delle associazioni che avranno diritto all’acquisto di pettorali per la non competitiva a prezzo agevolato, per poi distribuirli a una quota maggiore sostenendo così i propri progetti benefici.

Sempre all’interno della Stracittadina è prevista la RunCorporate, una corsa nella corsa pensata per le imprese e le iniziative di team building e rafforzamento aziendale: partecipando, si contribuirà fattivamente anche alla raccolta fondi attraverso le Onlus inserite nel Charity Program. Ogni azienda potrà scegliere personalmente e liberamente un’associazione tra quelle rientranti nel Charity Program, a cui devolvere la somma derivante dai pettorali acquistati.

I partecipanti alla Maratona, per una iniziativa già partita dai primi di novembre, avranno la possibilità di allenarsi gratuitamente nei centri sportivi comunali che aderiscono. Inoltre, fino alla settimana precedente la gara, ci si potrà allenare sotto le cure del FIDAL Lazio Run Club, con istruttori federali che saranno a disposizione tutti i martedì allo Stadio Paolo Rosi, tutti i mercoledì al Centro di Preparazione Paralimpica delle Tre Fontane e tutti i giovedì a Villa Borghese per degli allenamenti di gruppo in preparazione proprio della maratona.  

Due partnership sono state strette con altri due grandi eventi sportivi romani: dal mese di dicembre, insieme alla Maratona Internazionale di Roma, si potrà acquistare a un prezzo agevolato la combinata con la Rome Half Marathon Via Pacis (in programma il 22 settembre 2019) o con la Granfondo Campagnolo Roma (in programma il 13 ottobre 2019).

Infine ai “Senatori”, i pochissimi  maratoneti che hanno portato a termine tutte le ventiquattro precedenti edizioni, è stata concessa l’iscrizione gratuita per l’edizione del 7 aprile 2019, per festeggiare le  “nozze d’argento” con la maratona di Roma.

E’ stata diramata dalla  Fidal la lista dei convocati azzurri per la 25^ edizione dei  Campionati Europei di corsa campestre, in programma domenica 9 dicembre a Tilburg (Olanda).  

Sono 35 atleti: 20 uomini e 15 donne. Le formazioni italiane maschili avranno il numero massimo di 6 partecipanti in ognuna delle tre categorie; le squadre femminili potranno concorrere in tutte le classifiche per team con 3 seniores, 4 under 23 e 6 under 20: dalla scorsa stagione il  regolamento prevede che portino punteggio tre atleti.

Confermata la staffetta mista, introdotta un anno fa, con due uomini e due donne.

Ecco i selezionati:

UOMINI

Seniores

Nekagenet

CRIPPA 

Trieste Atletica

Yemaneberhan

CRIPPA 

G.S. Fiamme Oro Padova

Ahmed

EL MAZOURY 

Atl. Casone Noceto

Daniele

MEUCCI 

C.S. Esercito

Marouan

RAZINE 

C.S. Esercito

Andrea

SANGUINETTI 

G.S. Fiamme Oro Padova


Under 23

Ahmed

ABDELWAHED 

G.A. Fiamme Gialle / CUS Camerino ASD

Simone

COLOMBINI 

C.S. Aeronautica Militare / La Fratellanza 1874

Jacopo

DE MARCHI 

Trieste Atletica

Alessandro

GIACOBAZZI 

C.S. Aeronautica Militare / La Fratellanza 1874

Riccardo

MUGNOSSO 

Atl. Vis Nova Giussano

Ahmed

OUHDA 

Atl. Casone Noceto


Under 20

Luca

ALFIERI

P.B.M. Bovisio Masciago

Nesim

AMSELLEK

Atl. Chiari 1964 Lib.

Pietro

ARESE

S.A.F. Atletica Piemonte A.S.D.

Alain

CAVAGNA

Atl. Valle Brembana

Pasquale

SELVAROLO

Barile Flower F.R. Terlizzi A.S.D.

Enrico

VECCHI

Atl. Rodengo Saiano Mico

 

DONNE

Seniores

Giovanna

EPIS 

C.S. Carabinieri sez. Atletica

Valeria

ROFFINO 

G.S. Fiamme Azzurre

Christine

SANTI 

C.S. Esercito


Under 23

Mara

GHIDINI 

Atl. Brescia 1950 ISPA Group

Rebecca

LONEDO 

Atl. Vicentina

Francesca

TOMMASI 

C.S. Esercito / Atl. Insieme New Foods VR

Federica

ZANNE 

Atl. Brescia 1950 ISPA Group


Under 20

Nadia

BATTOCLETTI

G.S. Fiamme Azzurre / Atl. Valli di Non e Sole

Ludovica

CAVALLI

S.S. Trionfo Ligure

Martina

CORNIA

A.S. La Fratellanza 1874

Francesca

MARANGI AGOSTINO

C.U.S. Torino

Angela

MATTEVI

Atletica Valle di Cembra

Elisa

PALMERO

ASDP Atletica Pinerolo

 

STAFFETTA MISTA

Mohad

ABDIKADAR S.A.

C.S. Aeronautica Militare

Giulia

APRILE

C.S. Esercito

Eleonora

VANDI

Atl. Avis Macerata

Ala

ZOGHLAMI

G.S. Fiamme Oro Padova / CUS Palermo

Martedì, 27 Novembre 2018 22:49

Canosa di Puglia (BT) - 5° Trofeo Boemondo

25 Novembre - Pioggia copiosa sulla strada avvicinandoci, pioggia copiosa sull’intera provincia, un solo punto asciutto, Canosa di Puglia, che spicca data la sua maggiore altitudine, sotto il buco azzurro in un cielo tutt’intorno grigio.  

Sabino Sardella, il presidente della Podistica Canusium 2004 (gli odierni organizzatori), deve avere qualche amico molto in alto, ma proprio in alto: ha cominciato a piovere soltanto quando la cerimonia di premiazione era ormai all’epilogo…

Hanno ringraziato il Cielo anche tutti i convenuti per la 5^ edizione del Trofeo Boemondo – Memorial Paolo Minerva, valevole come 10^ prova del Circuito provinciale “Terra di Bari”, che hanno visto bagnarsi soltanto le vetture andando via.

Organizzazione positiva senz’altro, con soddisfazione di quasi tutti partecipanti, cresciuti a 662 iscritti contro i 627 di un anno prima, nonostante la maratona di Firenze abbia sottratto un bel numero di atleti che avrebbero corso da queste parti.

Manifestazione caratterizzata dall’atipica distanza di 15 chilometri, una distanza che può essere allenante per le prossime mezze e per le ultime maratone stagionali, anche considerando la difficoltà di un percorso tecnico, con gli ultimi chilometri in continua salita.

Ritrovo fissato in Piazza Vittorio Veneto, in pieno centro, con consegna rapida e ordinata di pettorali e chip presso l’ingresso di Palazzo Sinesi, dove ha sede il locale Museo archeologico; a pochi passi, presso la sede locale della società organizzatrice, la consegna dei pacchi gara, contenente unicamente prodotti alimentari.

Doppia opzione di iscrizione: 8 euro full optional o “completa” per dirla in italiano, 6 euro senza il suddetto premio di partecipazione e senza il diritto di partecipare al ricco ristoro finale: bastava darne comunicazione preventiva.

Tre bagni chimici si aggiungono a quelli della struttura fissa della vicina Villa Comunale, per risolvere gli ultimi problemi degli atleti ed evitare scene poco civili in un centro città.

A presentare la manifestazione Umberto De Giosa, podista e giornalista canosino, dimostratosi all’altezza del compito, pur chiaramente non avendo la conoscenza degli atleti propria di chi lo fa abitualmente.

Clima apparentemente favorevole, perché – sebbene non piova e non pioverà – la temperatura sarà condizionata dal tasso di umidità, e lo spirare improvviso di fortissime folate di vento danneggerà gli atleti e il lavorio degli “imbuti” creato dai giudici, costretti ad alzare più volte le transenne.

A guidare i podisti nella ricerca dell’andatura più giusta e più regolare, i rappresentanti del gruppo pace-maker di Laura Tassielli, che ha creato questa nuova formazione di metronomi della corsa: i loro palloncini condurranno le orde podistiche a raggiungere il crono desiderato.

L’organizzazione ha previsto anche di onorare la Giornata contro la violenza sulle donne: un’addetta segna con il pennarello rosso il volto di ogni persona presente: non servirà forse a niente, ma almeno resta il segnale, in attesa di pene più severe per chi si macchia di questi (ed altri) delitti.

Orario di partenza intelligentemente fissato alle 9.00: si comincia prima, si finisce in anticipo, poi la distanza è più lunga e si vuol dare sempre meno fastidio ai cittadini.

Frattanto gli atleti già abbigliati per la disfida, provvedono agli ultimi esercizi di riscaldamento muscolare, pur non rinunciando al selfie e alla foto di rito, andandosi poi a schierare dietro la linea del via, ben delimitata dallo sbarramento di transenne.

Fra tutti gli atleti ne spicca uno, anzi bisogna cercarlo, perché magrissimo e sempre modesto com’è, sparisce nel gruppo di testa: stiamo parlando dell’ospite d’onore, il super-super-ultramaratoneta Giorgio Calcaterra: il suo mito è universale, tutti lo conoscono, lo ammirano, lo amano, segno di un condotta sportiva e morale unica. 

Tutto è pronto per la partenza, si definiscono gli ultimi particolari, i Vigili urbani comandati dal maresciallo runner Peppino Germinario danno il via libera e il Giudice De Lillo spara il colpo di pistola che aziona i podisti.

Primi chilometri cittadini, il primo passaggio, il secondo: un piccolo errore di percorso dei primi tre condizionati dall’auto dei Vigili fermatasi per risistemare una transenna spostata, subito rimessi sulla strada giusta e per fortuna senza alcuna conseguenza di classifica. Al terzo passaggio invece, a sbagliare il percorso sono gli ultimi tre, quasi involontari protagonisti di uno sbaglio che li porta nel mezzo nella corsa, per poi scivolare nuovamente in fondo.  A questo punto la gara si sviluppa in periferia, il tracciato è inaccessibile alle auto, i ristori con acqua sono posti ogni 5 chilometri, peccato per il vento che rallenta e infastidisce, peccato per un po’ di fango nelle strade extraurbane, che le rende a tratti scivolose e che sporca; tracciato interessante, mai banale, con continui cambi di pendenza, fino agli ultimi tre chilometri, quando per rientrare in città e raggiungere il centro bisogna salire e salire, prima di lanciarsi nel lungo sprint che conduce al traguardo.

Tracciato da “nastrare” meglio nei punti dove è possibile tagliare non effettuando il giro della piazza; area di arrivo da controllare e transennare con maggior cura, evitando il passeggio di borghesi e di podisti già arrivati, che crea problemi agli atleti ancora in gara, ai giudici e ai fotografi.

Gara che vive sostanzialmente nella lotta a tre tra Calcaterra, Mastrodonato e Guastamacchia; si ritira troppo presto Michele Uva, riappare finalmente Gadaleta; scendendo, ogni gradino della classifica racconta di sprint, di lotta, di duelli, di sacrifici, di allenamenti, di voglia di non fermarsi e di proseguire…

Al femminile, dopo la sfuriata iniziale di Filannino, Labianca riprende il suo ruolo in testa come da pronostico, ma attendiamo l’evolversi delle situazioni.

Si attendono gli arrivi, il vento soffia forte, sembra di volare, intanto trovo e abbraccio il mio amico Sabino Diaferio, auguro a lui ogni bene con la sottile speranza di ritrovarci un giorno, quasi per miracolo, di nuovo a correre…

La sirena dell’auto dei Vigili, un uomo solo al comando, i chilometri nella sue gambe sono spaventosamente tanti… Giorgio Calcaterra, della Calcaterra Sport Roma, si impone in 51:36, l’albo d’oro di questa manifestazione si fregia della presenza dell'ottavo re di Roma, un mix perfetto di umiltà, bravura, costanza, resistenza, simpatia, disponibilità.
Secondo posto per Rodolfo Guastamacchia (Atleticamente Modugno), da sempre ai vertici, bravo maestro e maestro di sport, che sta forgiando tanti piccoli campioncini, in un anno fondamentale nella sua vita, con 51:54.
Terzo posto per Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie), valente atleta sempre alla ricerca di migliorarsi, speriamo che il periodo nero sia passato e che il domani gli porti ogni bene, oggi intanto chiude in 52:08.

Al quarto posto riecco Sabino Gadaleta (Pedone Riccardi Bisceglie), persona splendida, ancor oggi valido atleta e mani d’oro al servizio di chi può dare grandi soddisfazioni alla nostra disciplina (vero Veronica?), in 54:03. Quinto ancora un atleta della Pedone Riccardi Bisceglie, l’attivissimo Francesco Uva in 55:07, seguito dal coriaceo Pantaleo Papagno (Assi Trani), sesto in 55:18, con il primo atleta della società organizzatrice, il terribile Antonio Di Nunno, settimo in 55:23. Non molla mai, il buon Ciro Pappalardo (Maratoneti Andriesi), ottavo in 55:27, seguito dal sempre più bravo Michele Tedone (Amici Strada del Tesoro Bari), nono in 55:47, e dal carissimo Antonio Francolino (GS Athlos Matera), espressione della bella Lucania, decimo in 55:49.

Al femminile, cominciato finalmente a superare, anche mentalmente, il recente infortunio, la brava e solare Francesca Labianca (Alteratletica Locorotondo), una vita di successi, è prima in 1:02:26; secondo posto per la brillante Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta), che conclude in 1:04:22, seguita dalla cocciuta Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), terza in 1:04:48, capace di dare il meglio anche in un giorno apparentemente negativo.

Continua a crescere Maddalena Carella (La Fenice Casamassima):l’impegno paga ed è quarta in 1:06:53; quinto posto per la sempre combattiva Filomena D’Adamo (Bitonto Runners), che non vedevo da un po’, in 1:09:05, con la stakanovista Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno), sesta in 1:09:13. Bella prestazione per la determinata Teresa Landriscina (Trani Marathon), che conclude in 1:09:34, precedendo l’esuberante Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), ottava in 1:09:51, e l’emergente Annarita Cazzolla (Bitonto Runners), nona in 1:10:34. Bravissima, chiude la top ten, Stefania Antonacci (Bio Ambra New Age Capurso) in 1:10:38.

622 gli arrivati: tra le donne chiude Grazia Petruzzelli (Andria Runs) in 1:47:32, mentre è Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano), classe 1933, a concludere la manifestazione in 2:09:13.

Ristoro finale, ecco i ragazzi dell’Istituto Alberghiero “Einaudi” a deliziare i podisti con le loro specialità: ceci e farro, un tortino dolce con marmellata, banana, succo di frutta, acqua, il tutto in quantità industriali e con la possibilità di ripetere il giro più volte, che permette di sentirsi di nuovo in forze dopo la gara.

Pronte immediatamente le classifiche, ottimo il lavoro degli addetti Fidal al rilevamento elettronico e dei Giudici: si comincia con il premiare i due vincitori assoluti, Giorgio Calcaterra e Francesca Labianca, nella centralissima Cassarmonica: per entrambi un ricco cesto con prodotti tipici locali, per Giorgio l’aggiunta di una riproduzione di una splendida anfora d’epoca, come vincitore assoluto, e di una targa consegnata da Patrizia Minerva – presidente Unesco Canosa.

A seguire la premiazione dei primi cinque delle varie categorie maschili fino alla SM60, dei primi tre per le restanti; le prime tre per ciascuna categoria femminile: cesto al primo, tris di vini al secondo e terzo, duo al quarto e quinto.

A consegnare i premi, a turno, Sergio Fontana - presidente di Confindustria BAT; Riccardo Piccolo -  fiduciario CONI Canosa; Francesco De Mattia - Presidente provinciale Fidal Bari; e chi vi scrive, in quanto Consigliere Regionale Fidal Puglia. Assenti i  politici.  

E’ il momento delle società: vince con distacco la corazzata Barletta Sportiva con 69 arrivati complessivi; secondo posto per la Amici Strada del Tesoro Bari con 38, a seguire Atleticamente Modugno (28), Maratoneti Andriesi (25) e Atletica Amatori Corato (24).

Comincia a piovere, e tra i saluti dello speaker Umberto, l’appuntamento è fra un anno.

Positivo bilancio finale, la Canusium 2004, che finalmente può contare non solo a correre di giovani forze fresche come Silvia Bucci e Stefano Germinario, supera ottimamente la prova, dimostrandosi più forte anche di alcuni banalissimi inconvenienti.

E, se il presidente Sardella è riuscito a far bloccare la pioggia per l’intera durata della manifestazione, attendiamoci altri miracoli nelle edizioni a venire….

 

Floriana Piarulli è una podista per passione come tante.

Lavora, ha una famiglia, una casa da accudire e, appunto, una grande passione: la corsa.  

Non sono scoccate le 5 del mattino che Floriana è già per strada, sulle strade di Bari, a correre i suoi chilometri quotidiani sempre con un sorriso e una disponibilità unici.

Ogni domenica, dopo ogni gara, tira fuori dal suo cilindro di bontà gustosissime torte che ha preparato il giorno prima, per il solo piacere di stare insieme agli altri, per rendere felici gli amici “vecchi e nuovi”.

Floriana vive la sua corsa così, non le interessano tanto tempi e prestazioni, corre per star bene e per il piacere di socializzare, di stare bene con la gente.

Oramai avvezza alle 10 chilometri e alle mezze maratone, decide quest’anno di fare il grande salto: si iscrive alla Maratona di Firenze, in programma il 25 novembre. Quale occasione migliore inoltre per festeggiare il suo compleanno, per lei che è nata il 21, vale a dire quattro giorni prima?

Comincia la sua preparazione, niente di particolare, intendiamoci, ma come e quando può allunga il suo allenamento: un sabato mattina la incontriamo persino alle 4.30 quando si allena nei pressi della Pineta San Francesco, scortata da suo marito Roberto, che la segue in auto.

Tutto procede bene, Floriana annuncia trionfalmente sui social la sua presenza a Firenze, quest’anno poi presa ancor più d’assalto dai pugliesi (si sfiorano la 500 presenze) …

Ma “il diavolo ci mette la coda” (come usava dire mia madre): il giovedì 22, il datore di lavoro di Floriana, un commerciante poco sportivo ma che sicuramente conosce meglio gli affari, revoca il permesso a Floriana, anche e soprattutto in vista del black friday, divenuto poi black week-end …

Floriana mortificata lancia i suoi messaggi sui social, la sua immagine del profilo Facebook – come il suo umore - si annerisce, Floriana si sente un uccello in gabbia, una farfalla alla quale hanno tagliato le ali. Ma non può lasciare il lavoro, le bollette, la spesa bisogna pur pagarle, come scriverà lei stessa, al mondo d’oggi un lavoro lo devi tenere stretto.

Niente da fare, gli altri maratoneti partono, la invitano magari ad iscriversi alla maratona di Lecce la settimana dopo, le promettono di portarle la medaglia di Firenze, ma chiaramente non è, non può essere la stessa cosa.

E allora la grande decisione: domenica mattina, all’alba, anzi di notte, Floriana si prepara per correre la sua maratona, aveva deciso il 25 e il 25 sia: non ci sono altri maratoneti, non c’è il deposito borse, non c’è il giudice, non c’è l’arco di partenza, nessuno le dà il via, ma lei parte e corre, corre e corre, corre sola nell’umidità di Bari e delle sue lacrime, chilometro dopo chilometro, saluta tutti ma oggi non si ferma, non può fermarsi, corre e corre ancora, il suo gps segnerà alla fine 42,21 chilometri chiusi in 4 ore, quarantotto minuti e 50 secondi.

Floriana è una maratoneta, non avrà diploma, il suo crono non apparirà sul sito della Federazione, ma è una maratoneta. Non avrà la medaglia, ma è una maratoneta.

Anzi la medaglia l’avrà: è quella dell’autostima, della determinazione, del coraggio… E la medaglia gliela consegneranno idealmente tutti i podisti baresi, pugliesi, italiani, mondiali che conosceranno la sua storia.

Nel giorno della lotta alla violenza contro le donne, Floriana ha mostrato quanto forte sa essere una donna.

Grande Floriana, tu sei LA maratoneta!      

18 Novembre - Incredibili risultati risaltano dalla mezza maratona di Ageo, in Giappone: intendiamoci, nessun record mondiale, ma strabilianti prestazioni di massa. Infatti, se si considera la classifica, dieci atleti hanno chiuso sotto 1h02:28, diciotto sotto 1h03; venticinque sotto 1h03:27; cinquantacinque sotto 1h04; centotrentadue sotto 1h05; centonovantasette sotto 1h06; duecentosessanta sotto 1h07; duecento novanta sotto 1h08; trecentotrenta sotto 1h09 e, concludiamo, trececentosessantuno sotto 1h10!

Cifre davvero non paragonabili con alcun'altra mezza del mondo!

Forse influisce il fatto che questa mezza è l’ultima tappa di selezione per l’Hakone Ekiden, la gara più importante per i giappponesi, la maratona a staffetta che si correrà il prossimo 2 e 3 gennaio; inoltre, il podismo in Giappone è considerato uno sport di primo piano: tantissimi gli atleti che si dedicano con estremo impegno, diverse le aziende che supportano i corridori anche economicamente.      

Intanto la 31^ Ageo City Half marathon è stata vinta dal keniano Vincent Laimoi in 1h01:19, record della gara, davanti al giapponese Ken Nakayama, secondo in 1h01:32, e all’etiope Workneh Derese, terzo in 1.01.50. Quarto ancora un giapponese, il maratoneta Yuta Shitara in 1h01:59, quinto lo svedese David Nilsson in 1h02:09, record nazionale.Seguono: Genki Kaneko in 1h02:16, Daichi Kamino in 1h02:19, Gaku Hoshi in 1h02:20, Reiri Nakashima in 1h02:28, Michael Githae in 1h02:28.

Da segnalare il ritorno a buoni livelli di Yuky Kawauchi, 14° in 1h02:49.

Al femminile, successo di Kaori Yoshida in 1h11:54, nuovo record della corsa, su Chun Yu Tsao (Taiwan), seconda in 1h13:56, e Kaoru Nagao, terza in 1h15:50.

Mercoledì, 21 Novembre 2018 21:54

Nuovo record femminile alla Shanghai Marathon

18 Novembre - Nonostante le condizioni climatiche fredde e piovigginose, con temperature tra i 10 e i 12 gradi, la etiope Yebrqual Melese Arage, in 2h20:37, ha stabilito il nuovo record femminile della Shanghai International Marathon (Gold Label IAAF), giunta alla 19^ edizione.  

La 28enne ha migliorato notevolmente il precedente primato di 2h21:52, appartenente alla connazionale Tigist Tufa che lo stabilì nel 2014 (ha resistito, viceversa il suo primato personale di 2h19:36 a Dubai a gennaio).

Sotto il precedente record, anche il crono della seconda arrivata, l'altra etiope, l’appena ventunenne, Azmera Abreha Gidey, seconda in 2h21:51, primato personale; pb, con metto miglioramento di quasi sei minuti, anche per la terza classificata, la 27enne keniana Betty Wilson Lempus, al traguardo in 2h23:41. Otto delle prime dieci classificate hanno ottenuto il primato personale

La gara si è decisa negli ultimi 5 chilometri quando la Melese è riuscita finalmente ad avvantaggiarsi su Gidey; precedentemente il gruppo iniziale di sette atlete, con passaggi al 10° km in 35:30 e al 20° in 1h06:30), si è ridotto a tre al 25° (passaggio in 1h23:35), con il successivo ritiro dell’altra etiope Muluhabt Tsega, che ha lasciato campo libero alle due connazionali.  

Più combattuta la gara maschile, con i primi tre racchiusi in 1" e i primi sette in 8", con successo anche qui etiope (prima doppietta etiope uomo-donna nella storia di questa maratona) di Seyefu Tura Abdiwak in 2h09:20 che allo sprint supera il connazionale Tsegaye Mekonnen, secondo con lo stesso tempo, e al keniano Dickson Kipsang Tuwei, terzo in 2h09:21. (passaggio al 5° km in 15:25, al 10 ° in 30:47, al 20° in 1h01:21, al 30° in 1h32:12).

Da ricordare che Tura (pb di 2:04:44 a Dubai a gennaio), ad aprile aveva vinto la maratona di Milano in 2h09:04.

Infine, dopo due anni e mezzo e diversi ritiri, l’ex primatista mondiale Dennis Kimetto è finalmente riuscito a concludere una maratona, classificandosi decimo in 2h14:55.

Ospite d'onore e starter d'eccezione il primatista mondiale e campione olimpico Eliud Kipchoge, che ha dato il via alla maratona con 38.000 partenti.

 

Mercoledì, 21 Novembre 2018 09:39

Gotti in dialisi dopo Berlino: di chi la colpa?

La vicenda ha inizio venerdì scorso, 16 novembre, quando sul Corriere della sera appare il breve articolo dal titolo: “Atletica - La maratoneta Gotti fa causa alla Federazione”.

Ecco il testo: “Laura Gotti, la maratoneta che ha contribuito all'argento a squadre conquistato dall'Italia agli Europei di Berlino dello scorso agosto, ha fatto causa alla Federatletica. Proprio a Berlino sono iniziati i suoi problemi. La Gotti partecipò alla gara grazie a un'infiltrazione per quella che, secondo lo staff medico azzurro, era un'infiammazione. In realtà era una frattura da stress al bacino che le ha procurato un blocco renale e costretta alla dialisi”.

Ricostruiamo a questo punto un po’ i fatti: Laura Gotti, 27enne maratoneta e ultramaratoneta di Cremignane di Iseo (Brescia), parrucchiera nella vita di ogni giorno, dopo la grande prestazione alla Maratona di Milano dello scorso 8 aprile, settima donna in 2h32’22”, è convocata in Nazionale per prendere parte ai Campionati europei di Berlino. Lo scorso 12 agosto, pur in condizioni non ottimali, partecipa alla Maratona finendo – al passo - 46^ assoluta in 3h34’13”, contribuendo alla conquista della medaglia d’argento a squadre insieme a Catherine Bertone, Sara Dossena e Fatna Maraoui.

Al ritorno in Italia, dopo una settimana, la Gotti è ricoverata d’urgenza, con i medici che le riscontrano un bocco renale, che la costringe alla dialisi, e di qui la suddetta accusa ai medici della Nazionale che avrebbero sottovaluto il problema (una frattura da stress al bacino, curata con una sola infiltrazione), mettendo a grave rischio la salute dell’atleta. 

In serata sulla pagina del profilo Instagram di Sara Dossena, un commento molto duro sulla notizia: situazione: “Non ho parole… io c’ero e so come sono andate le cose… prima di fare causa bisognerebbe essere sicuri di non dichiarare il falso o le verità che fanno comodo…“, dichiarazione condita con due faccine che vomitano.

Su facebook importante il commento alla notizia del tecnico Luigi Ferraris: “Chiunque corre sa che l’infortunio fa parte del gioco e di certo correre con una microfrattura non ti porta in dialisi, quello che è successo è una concatenazione di eventi e trovarne un colpevole è impossibile, probabilmente io stesso sono in piccola parte colpevole. Io devo dire che c’è stata molta disponibilità da parte dello staff della federazione, e nessuno ci ha puntato una pistola per correre! Una cosa ho imparato nella vita SOLO CHI FA PUÒ SBAGLIARE!!"

Il giorno seguente, sabato 17, sulle pagine del Corriere della Sera di Brescia, la lunga intervista alla Gotti da parte di Luciano Zanardini, di cui riportiamo solo la parte quando la maratoneta dichiara di aver trascorso 20 giorni in ospedale e un mese a letto immobile a casa, rischiando di morire. Ma la Gotti dichiara di non voler fare alcuna guerra alla Federazione, ma di voler chiarimenti dallo staff medico, aggiungendo di aver chiesto: “all’assicurazione un risarcimento per l’infortunio, per i costi che ho dovuto sostenere per la fisioterapia e per la chiusura di due mesi del negozio. Se mi avessero informato della microfrattura avrei rischiato, ma poi mi sarei fermata”.

La Gotti prosegue affermando che ora avrebbe ripreso a condurre una vita normale, che i reni funzionano regolarmente, ma niente corsa al momento. Infine, l’affermazione che il DT Antonio La Torre sia l’unico della Fidal ad essersi fatto sentire.

Ieri sera la risposta della Fidal con il comunicato ufficiale: “In riferimento alle recenti notizie di stampa relative alla maratoneta Laura Gotti, e a presunte conseguenze fisiche derivanti dalla sua partecipazione agli Europei di Berlino, la FIDAL contesta la ricostruzione dei fatti in relazione all’operato dello staff medico federale.

Si precisa che i medici federali, come avviene in ogni occasione, hanno provveduto a prestare all’atleta l’assistenza necessaria, rappresentando alla Sig.ra Laura Gotti quale fosse il percorso da seguire.

La suddetta Atleta ha operato delle scelte in assoluta autonomia e consultandosi con il suo Staff. Pertanto, si ritiene che i problemi di salute lamentati dalla Sig.ra Laura Gotti non siano in alcun modo riconducibili all’operato dello staff medico federale, che ha svolto regolarmente e correttamente il proprio compito.

A tal proposito la FIDAL si riserva la facoltà di proporre le azioni ritenute più opportune a tutela della propria immagine e credibilità, nonché dei propri tecnici e medici”.

Aspettiamo ora la risposta della Gotti, vediamo cosa accadrà… 

 

Martedì, 20 Novembre 2018 21:58

Altamura (BA) - 6° Trofeo Correndo tra le mura

18 Novembre - L’importante è che tutto si sia svolto nel migliore dei modi e che la 6^ edizione del Trofeo Correndo tra le Mura abbia soddisfatto le aspettative dei partecipanti.

Certo è dispiaciuto finire in periferia, non ritrovarsi nel “solito” centro cittadino che da anni e anni ha ospitato tutte le manifestazioni podistiche che si sono svolte ad Altamura.

Le norme antiterrorismo, il cosiddetto decreto Gabrieli, tramite le varie interpretazioni e traduzioni dei vari organi locali, ha portato a ritrovarsi “fuori le mura”: peccato per chi nel centro di Altamura non c’è mai stato, ma alla fine fondamentale è stato organizzare la manifestazione e correre.

Un plauso maggiore lo meritano gli organizzatori, la Happy Runners, capaci di reinventarsi la gara e di farlo in maniera positiva, con soli piccoli particolari da migliorare, se si dovesse continuare ad organizzarla da queste parti.    

Ritrovo fissato in Via Antonio De Curtis, alle spalle della Stazione ferroviaria, simpaticamente denominata Piazzetta degli Atleti, in una zona dove sono soliti allenarsi i podisti sfruttando la pista ciclabile, stante l’atavica mancanza di una pista in questa città che pure tanto ha fatto per l’atletica leggera.

Zona industriale, tanti gli spazi per parcheggiare, presso gli uffici di un’azienda locale si definiscono in comodità e rapidità le operazioni di iscrizione, per poi ritirare i premi di partecipazione costituiti da prodotti alimentari e bustine di integratore salinico.  7 euro il costo dell’iscrizione, solita tariffa Corripuglia, di cui questa manifestazione rappresenta la 21^ e penultima tappa.

989 gli iscritti Fidal, ai quali si sommano i cosiddetti “liberi”, per un totale di circa 1200 partecipanti, numero decisamente positivo se si pensa che la domenica pugliese prevede altre quattro manifestazioni, una per provincia podistica.

A disposizione degli atleti alcuni bagni chimici, in una domenica graziata dal cattivo tempo e dalla pioggia, certo fa freddo ma è sopportabile, poi resteremo all’asciutto se si esclude qualche gocciolina iniziale.

A presentare la manifestazione il bravissimo Claudio Lorusso, che gioca in casa e ritrova la “strada”, essendosi oramai specializzato su meeting in pista, anche a livello nazionale. Voce sicura e piacevole, sicuramente ferrato, se la caverà più che positivamente, penalizzato solo dalla mancata e giustificata conoscenza di tutti gli atleti.

Sono, intanto, cominciate le operazioni di risveglio muscolare da parte dei partecipanti, occorre con il freddo più attenzione a riscaldare il motore per evitare poi traumi e problemi. Tanti indossano sotto la canottiera sociale la cosiddetta “maglia della salute””, l’importante è trovare la propria armonia e correre al meglio.

Gara decisiva nella definizione delle varie graduatorie del Campionato a livello individuale e soprattutto di società, con i campioni uscenti della Tommaso Assi di Trani che hanno ritrovato il primo posto e non intendono lasciarlo nuovamente alla Montedoro Noci, che aveva primeggiato per l’intera stagione. Appassionante il duello, le due formazioni si schierano quasi al completo, ci sarà da divertirsi.

Ben delimitata l’area di partenza, con accesso possibile solo posteriormente, con la zona pole riservata ai soli possessori di bollino colorato e vidimato sul pettorale, preventivamente selezionati dalla Commissione Master della Fidal Regionale, in base a prestazioni e risultati precedentemente realizzati.

Pian piano le due zone si riempiono, anche oggi tra i più veloci non mancano i clandestini che non si sa come sono riusciti ad infilarsi, si supera la linea di avvio di un metro circa, occorre spingere gli atleti indietro, pian piano l’operazione riesce e il Giudice è pronto a sparare il colpo di via.

Si attende solo l’ok dai Vigili che controllano la viabilità sulle strade, ecco il lasciapassare, il giudice è pronto, il braccio si distende, il grilletto è piegato, parte il colpo e partono gli atleti.

Si muove il plotone, più lento dietro, allungato in coda dai liberi, tra loro spicca il buon Cosimo Girolamo, lui corre su una gamba e due stampelle, la sua partecipazione aggiunge sempre qualcosa anche e soprattutto ad esempio di volontà e costanza.

Ultimissimo a partire, arrivato non si sa da dove, il buon Alessio Catozzo di Laterza, in arte “Barbanera”, che va ad attraversare tutta la piazza pur di partire correttamente dalla linea di via, lanciandosi in una “impossibile” rimonta.

Numerosi gli atleti di livello presenti oggi, da i vecchietti Minerva, Sardella, Pazienza e Mele, ai giovanissimi Catalano, Didonna, Cangiulli, ai “medi” Gaeta, Uva, Di Giulio, Insalata, difficile individuare a priori il possibile favorito, il buon speaker indica Minerva non sapendo che Francesco era già passato alla preparazione invernale prima di capire di dover tornare per aiutare la sua società…

Più facile in campo femminile, i favori sono tutti per la locale Mariangela Ceglia, che non so quanti successi ha colto nella sua carriera nella sua città, sempre bravissima sia su strada che in pista. Occhio però alla Monfreda, che corre bene…

Primo giro di circa un chilometro e mezzo nella zona più periferica, subito in testa Gaeta, segue un terzetto composto da Cangiulli, Uva e Catalano, poi Sardella, Didonna, Pazienza, insalata, Miglietti.

In campo femminile è prima Ceglia, vicinissima Monfreda, poi Iania, Zaccheo, Amatulli, Pischetola, Riti e Russo.

Vanno via gli atleti, vanno a percorrere la città, qualche auto sul percorso tra il quarto e il quinto chilometro pur fermate dagli addetti, finalmente si possono ammirare le bellezze di Altamura, il tracciato è tecnico, continui i saliscendi, non ci si annoia mai, poi la pioggia di questi giorni rende anche il fondo spesso scivoloso, occhio a mantenersi in piedi.

Ristoro a metà distanza, comincia il gran rientro verso la… periferia, il lungo viale apre finalmente al traguardo, occorre stare attenti e svoltare a sinistra, seguendo i coni ecco l’arco di arrivo, anche questa è fatta (proseguono diritto i liberi giungendo all’altro arco, quasi parallelo).

Tracciato di circa 9900 metri, grande prestazione di Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), gran lavoratore e brillante atleta, che conclude in 32:24, precedendo l’aitante Gabriele Cangiulli (Atletica Don Milani Mottola), secondo in 33:06, e l’incredibile Francesco Minerva (Montedoro Noci), che partito quasi svogliato, ha rimontato quasi tutti, chiudendo terzo in 33:16.

Scende di un posto, rispetto alle ultime gare, pur comportandosi ottimamente, il bravo Luigi Catalano (Barile Flower Terlizzi), quarto in 33:50, davanti al capace Angelo Didonna (Amatori Atletica Acquaviva), quinto in 33:58, stesso tempo del sempre forte Michele Uva (Free Runners Molfetta), sesto. La saggezza di Angelo Pazienza (Dynamyk Fitness Palo del Colle), al settimo posto in 34:12, con il sofferente Vito Sardella (Montedoro Noci), ottavo in 34:23, il potente Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), nono in 34:55, e il reattivo Michele Insalata (Montedoro Noci), decimo in 34:57, a completare il lotto dei primi dieci uomini.

Al femminile, s’impone alla grande, tra il tripudio di tutto i presenti, concludendo in 38:28, l’esemplare Mariangela Ceglia (Alteratletica Locorotondo); segue Damy Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), sempre generosa, seconda in 39:08, entrambe sotto la guida tecnica di Michele Cuoco. Terzo posto per Silvana Iania (Free Runners Molfetta), che vive un ottimo momento di forma, al traguardo in 40:27.

5 secondi ed ecco giungere la rapidissima Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato), quarta; quinto posto per la grintosa Rosalinda Pischetola (Nadir On the road Putignano) sesta in 41:20, davanti al duo della Montedoro Noci, le mai dome Francesca Riti, sesta in 41:26, e Mariantonietta Amatulli, settima in 42:05. Quasi gestendo le forze, senza troppe fatiche, è ottava Marissa Russo (Marathon Massafra) in 42:07, a precedere le inarrestabili Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), nona in 42:16, e Silvia Acquaviva (Martina Franca Running), decima in 42:46.

A chiudere gli arrivi (916 i finisher) ci pensano Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto), al femminile, in 1:22:57, e nonno Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano), al maschile, in 1:32:44.

Da migliorare la gestione della zona arrivi delinenando e transennando meglio il corridoio che conduce al traguardo, facilitando l’individuazione degli ultimi metri agli affaticati atleti e, al contempo, evitando la presenza di persone non autorizzate sulla sede stradale. 

Buon ristoro finale con gelato (meglio però qualcosa di caldo, dato il freddo!), crostatina artigianale, yogurt e acqua; a parte consegna di una forma del tipico pane di Altamura, prodotto dop, che vale tutto il prezzo della fatica!

Presente il Sindaco di Altamura, Rosa Melodia: costretta però ad altri imminenti impegni, si decide di partire subito con la premiazione dei due vincitori, Gaeta e Ceglia: per loro trofeo e busta con prodotti alimentari, con i complimenti del primo cittadino, alla quale si cerca di estorcere la promessa della creazione della pista….

Pochi attimi di pausa e, alla presenza del giovanissimo assessore allo sport, Michele Cornacchia (più propenso a parlare della suddetta pista), si prosegue con la premiazione dei meritevoli di tutte le categorie per fascia di età (5 fino alla SM55 e alla SF50, 3 per le restanti), tutti premiati con la suddetta busta contenente prodotti alimentari.

A seguire la consegna della coppa ai primi tre liberi/e e la consegna di targhe alle prime sei società per numero complessivo di arrivati: vince la Montedoro Noci con 99 su Tommaso Assi Trani (92), Free Runners Molfetta (54), Nadir on the road Putignano (46), Bitonto Sportiva e San Giovanni Bosco Palagianello (42).

Prima dei saluti, la foto di gruppo dei bravi e volenterosi soci organizzatori, che guidati dal presidente Girolamo Filomeno, hanno portato a conclusione una pregevole manifestazione.

E il Corripuglia si concentra oramai sull’ultima prova a Monopoli: la Tommaso Assi Trani ha oggi aumentato il vantaggio sulla Montedoro Noci, vedremo come ci riserverà l’ultima tappa sulla distanza classica della mezza maratona, il prossimo 2 dicembre…

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