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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Martedì, 26 Giugno 2018 23:12

Modugno - 1^ CorriModugno

Prima edizione? Di prima edizione la CorriModugno ha avuto soltanto quell’uno stampato sui manifesti, per il resto è sembrata già una classica, per l’alto livello organizzativo espresso in ogni sfaccettatura della manifestazione. 

Atleticamente, il nome della Società organizzatrice, un nome che è già un programma, un manifesto. I soci di questa società si sono subito messi in luce nelle varie manifestazione, per il loro entusiasmo contagiante, per la loro partecipazione senza mirare necessariamente ai risultati, per il giusto gusto di correre e stare bene. Pian piano, il gruppo si è allargato, si sono aggiunte eccellenze come Rodolfo Guastamacchia, altri atleti esperti si sono aggregati, i già presenti hanno affinato le loro conoscenze.

Ed, ecco, quasi spontaneo, il desiderio di dar vita ad una propria manifestazione, oltre ad aver creato un validissimo gruppo giovanile, la base per ogni società, amatoriale e non.

La 1^ CorriModugno, valevole come 6^ prova del circuito provinciale “Trofeo Terra di Bari” ha registrato l’iscrizione di 434 atleti Fidal, qualcuno ora si starà pentendo per non esserci stato.

Ritrovo fissato in Piazza Sedile, ma è su Corso Vittorio Emanuele, presso l’edificio scolastico, che si provvede a ritirare pettorale, chip e – a parte – pacco gara. Due le possibilità d’iscrizione, 5 euro quella base, 7 con pacco, ricco di prodotti alimentari, e all’unanimità, tutti hanno scelto la seconda soluzione. In un altro punto, il banco d’iscrizione per i liberi, che ritengo non abbiano superato il centinaio di unità.

Alle spalle della stessa struttura, bagni chimici e non a disposizione degli atleti; qualche problema iniziale, viceversa, per parcheggiare le auto, notoriamente è difficile trovar posto nelle stradine centrali di Modugno.

Un buono caffè inserito nel pacco gara permette di svegliarsi nel pre-gara, il buono gelato per il post permetterà di rimettersi in sesto.

Giornata soleggiata, ma spira un forte venticello, che ostacolerà gli atleti in alcuni punti, ma parimenti offrirà loro il vantaggio di soffrire e sudare meno rispetto alle ultime domeniche.

A presentare la manifestazione, il sempre effervescente Paolo Liuzzi, con garbo, con sarcasmo, con eleganza, non manca di sottolineare ogni situazione che si possa verificare, vi assicuro che seguendo le sue parole c’è da divertirsi e, anche, imparare qualcosa, tra stile e competenza. Di supporto, i dj di una radio locale, non ho memorizzato il nome, anche perché – non me ne voglia nessuno – penso che Paolo tenga benissimo la scena da sé.

Orario di partenza fissato per le 18.30, man mano gli atleti spariscono per ritrovarli presto baldanzosi a riscaldare i muscoli, anche agevolati dal venticello suddetto che invoglia a correre.

Corre più di tutti Rodolfo Guastamacchia, è davvero onnipresente, dove ti giri e ti giri è lì, davvero segue ogni minimo aspetto, per lui sarebbe stato più agevole correre… Certo, trova piena collaborazione nei soci della società, dal presidente David Mele a “squalo” Pasquale Miraglino, a tutte le signore, ognuno ha un incarico da svolgere e lo svolge bene.

Ma si avvicina la partenza, gli atleti si posizionano man mano dietro la linea di via, gli organizzatori hanno creato una zona pole, assegnando il bollino differenziatore ai primi della precedente tappa del Circuito provinciale, come da regolamento: ma manca ogni controllo e allora “son tutti uguali” o, per meglio dire, il criterio si basa sulla coscienza di ogni atleta.

Largo davvero Corso Vittorio Emanuele, tanti i fotografi presenti, qualcuno si ostina nel porsi davanti negli attimi decisivi, un grido e finalmente si spostano, mentre in perfetto orario, con l’ok degli zelanti vigili urbani, è dato il via.

Partono subito forte, anche nelle ultime file, ma in pochi riusciranno a tenere il ritmo di partenza, in tanti caleranno dopo alcune centinaia di metri.

Va subito in testa Mimmo Ricatti, l’ottimo atleta barlettano è arrivato più volte anche in nazionale, logico darlo per favoritissimo come confermano già i primi metri di gara, anche se il buon Milella non vuole lasciarlo andare. Compito arduo, l’impavido Francesco durerà circa due chilometri, per poi lasciare andare il potente Ricatti.

Al femminile, è lotta a tre, tra le due rappresentanti della Montedoro Noci, Riti e Amatulli, e la giovane Miriana Parisi, che ho visto “bene” in pista nelle ultime apparizioni.

Il circuito è sostanzialmente piatto e veloce, è omologato e certificato sulla distanza dei 10 chilometri; attraversa inizialmente il paese per poi svilupparsi in periferia, rientrare in città e dopo un largo giro andare a prendere di nuovo Corso Vittorio Emanuele, in senso contrario rispetto alla partenza, che permette  possibili sprint e porta all’arrivo.

Percorso con tanti incroci, ma ottimamente presidiato, blindato al traffico delle auto e ben transennato, un percorso da “campionato italiano” lo definisce il buon Antonio Maggio, che di gare ne ha corse tante.

Ben presidiato anche il viale d’arrivo con corridoio laterale per i liberi da subito indirizzati; ben tenuti dietro le transenne spettatori, parenti e fotografi con cellulare, l’unico che scappa è un anziano con la stampella, che riesco a gestire, fra una foto e l’altra, evitandogli un frontale con gli atleti che arrivano in piena velocità.

E, a proposito di velocità, arriva sprintando in solitudine Domenico Mimmo Ricatti, l’aviere barlettano tesserato appunto per l’Aeronautica Militare: a qualche metro dal traguardo, rallenta e comincia a salutare il pubblico, Mimmo oltre che un grande atleta è un brillante showman, poi torna indietro prendendosi tutta la scena. A Modugno Mimmo è venuto per un test, speriamo ci regali presto tante altre soddisfazioni.

Un sincero grande applauso a Francesco Milella (Daunia Running): ha lottato con Ricatti fino a quando ha potuto, dando tutto come suo solito, poi ha proseguito ottenendo un rilevante secondo posto in 32:46, complimenti! Terzo gradino del podio appannaggio di Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie): atleta di poche parole ma tanti fatti, conclude in 34:16.

Altra ottima prestazione per Mimmo Tedone: il capitano della Dynamyk Fitness Palo del Colle, che non si risparmia mai, conclude quarto in 34:20, precedendo di soli tre secondi l’aitante Nuccio Busto (Running Team D’Angela Sport), quinto. Sempre insieme come fratelli, entrambi tesserati per l’Amatori Atletica Acquaviva, giungono persino l’uno dietro l’altro: Raffaele Nanula è sesto in 34:28 e Giuseppe Bonavita settimo in 34:45; dietro di loro, il più esperto compagno di squadra, il coriaceo Antonio Espostio, ottavo in 34:58. Nono posto per il deciso Pietro Tamborra (Free Runners Molfetta) in 35:30, con il bravo Giuseppe Dedonato (Atl. Sprint Barletta), non ancora al top, decimo in 35:35.

Al femminile, a trionfare è la canotta gialla della Giovani Atleti Bari portata al trionfo dalla bravissima Miriana Parisi che conquista il successo, visibilmente soddisfatta, in 41:13. Dietro Miriana, due brillanti protagoniste della Montedoro Noci, Mariantonietta Amatulli, seconda in 41:31, e Francesca Riti, terza in 42:10. Un plauso ad entrambe, sempre combattive dal primo all’ultimo metro.

E la grinta non difetta certamente a Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), atleta e allenatrice: è quarta in 42:20; più staccata, conclude quinta la determinata Carmen Albani (Atletica Polignano) in 44:06, davanti all’atleta in casa, “cugina” degli organizzatori, Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno), sesta in 44:06, stesso tempo attribuito alla capace Alessia Bechi (CUS Bari), settima. Con piacere ritrovo, in parziale ripresa, all’ottavo posto Maria Dibenedetto (Barletta Sportiva) in 44:26; giungono insieme, evitando proprio sul traguardo, lo sprint, Nicoletta Ramunno (Montedoro Noci) e Antonella Patierno (Fre Runners Molfetta), rispettivamente nona e decima, entrambe in 44:51.

407 gli atleti Fidal a tagliare il traguardo: chiudono le rispettive graduatorie Michele Torre (Maratoneti Andriesi) in 1:17:09, e Mariolina Legrottaglie (Runners del Levante Bari) in 1:25:00.

A chiudere tutti gli arrivi, liberi compresi, il buon Cosimo Grirolamo, atleta che corre su una gamba e due stampelle: completa tutti i dieci chilometri tra l’abbraccio e gli applausi dell’intera Modugno, davvero c’è da ammirare la volontà di questo ragazzo alberobellese punito dalla sorte in un incidente automobilistico alcuni anni fa.

In attesa di Cosimo, atleti e famiglie hanno preso d’assalto il ricco ristoro che prevede ogni ben di Dio, dal dolce al salato, con focaccia, tarallini, formaggio, dolci e frutta, oltre chiaramente alle bottigliette d’acqua (già descritto il buono gelato…).  

Classifica pronte, ma qualche momento d’impasse nel trasferire solo ora premi e attrezzature varie sul  palco naturale in Piazza Sedile (onestamente si sarebbero potuti preparare mentre Cosimo era in arrivo, guadagnando tempo); comunque i soci organizzatori recuperano in fretta e si può cominciare.

Si parte con il ricordo di Paola Di Ciaula e Domenico De Tullio, i due giovani locali scomparsi alcuni anni fa in un incidente aereo la prima e per una rara malattia il secondo: una targa premia i parenti, visibilmente commossi.

Da segnalare la presenza del Sindaco di Modugno, il giudice Magrone e di tutti componenti della Giunta, segno tangibile della vicinanza del Comune a questa manifestazione, così come i Vigili Urbani, davvero attivissimi nello svolgimento delle operazioni riguardanti la sicurezza sul tracciato.

E’ il momento dei vincitori: Mimmo Ricatti e Miriana Parisi, salgono sul podio, dividono il primo gradino e gli applausi della gente, portando via tanti premi ciascuno, dal trofeo al cesto, al premio tecnico. Prima di andar via, hanno l’onore di premiare l’ultimo arrivato: Cosimo Girolamo riceve il cesto dai vincitori, in un mix tra primo ed ultimo (anche se Cosimo è il vincitore morale), toccante il momento in cui Mimmo e Miriana alzano ciascuno una stampella, Cosimo è per un attimo solo sulla sua gamba, tra grida, urla, applausi e qualche lacrima a celebrare lo sforzo di questo volitivo ragazzo.

Sempre ben condotte dal brillante Paolo Liuzzi, capace di superare e gestire in corsa le contestazioni per qualche piccolo errore in graduatoria, si passa a premiare i meritevoli delle varie categorie, i primi cinque fino ai 60, i primi tre per le restanti; un ricco cesto e una trofeo per tutti, al primo si aggiunge un articolo tecnico, al secondo una t-shirt…

Ultima fase della cerimonia: il premio alle prime tre società per numero di arrivati, che ottengono anche un premio in danaro: Amci Strada del Tesoro Bari è prima con 40 finisher, su La Pietra Modugno, seconda con 28, e Atletica Adelfia, terza con 22.

E’ davvero finita, è tempo di saluti, di bilanci, di promesse… e di lavori per gli addetti, che devono smontare, pulire, eliminare ogni scoria della gara.

Non posso che complimentarmi con gli organizzatori che hanno svolto Atleticamente e ottimamente il loro compito: siamo sicuri che l’anno prossimo i partecipanti saranno notevolmente di più, attratti dal pour parler di chi è stato qui oggi e senz’altro si farà portavoce dell’ottima realizzazione dell’evento. Il dado è tratto.

Martedì, 26 Giugno 2018 23:00

Bitonto - 1° BiTrail

Puglia, terra di bellezze incontaminate e spesso sconosciute, persino a chi risiede da sempre.

Ho scoperto domenica mattina, dopo 52 anni di vita, il bosco di Bitonto, esattamente in territorio di Mariotto, frazione della stessa Bitonto, un paradiso naturalistico e di una bellezza smisurata.

Abbandonata la strada Statale 231 e presa la Provinciale 89, superato di poco il 17° km, ecco una strada di campagna a tratti allagata e sempre stretta, che dopo circa 3 chilometri, apre a questo paradiso verde.

Ad organizzare la sempre intraprendente Bitonto Sportiva, società relativamente giovane sempre alla ricerca di nuovi fronti dove emergere per la diffusione della nostra bella atletica, in ogni specialità.

E così, dall’idea di Nico Caiati, lo scopritore di questa tracciato, dopo un allenamento collettivo lo scorso 31 dicembre, ecco il dar vita alla prima edizione del BiTrail, gara regionale in ambiente naturale.

Un ampio spazio asfaltato pre-bosco offre la possibilità di parcheggiare comodamente la propria vettura, vettura che resta sorvegliata gratuitamente dagli addetti posti dall’organizzazione. Pochi metri e si ritirano in rapidità pettorali e chip; non è prevista alcun pacco gara, l’iscrizione è fissata a 10 euro, e la corsa si svolge in regime di completa autonomia idrica, con l’obbligo di attrezzarsi con camelbag o borracce per bere, da poter riempire in due punti prestabiliti (al 3,5 e al 10,5 km). Due bagni chimici risolvono i problemi di chi non vuole “arrangiarsi” nei tanti spazi verdi.

Generosa come sempre l’accoglienza dei soci della Bitonto Sportiva, dal presidente Depalma all’ottimo “maresciallo” Giuseppe Bisceglia, che offrono cornetti ai convenuti, anche ser chi corre deve a malincuore declinare l’invito. Consegnate anche bottigliette d’acqua e succhi di frutta a richiesta, con l’unico obbligo di non buttare rifiuti nel bosco.

Manca un vero presentatore della manifestazione, ma ad allietare lo sprito dei podisti ecco la musica e i commenti del giornalista di Radio OO, un’emittente locale che diffonde note e parole in maniera piacevole ed appropriata. 

Servizio chip e rilevamenti elettronici a cura di Icron-Tempogara, con la presenza proprio di Vito Candela, che come il solito, svolge un servizio efficiente e preciso.

Giornata soleggiata e ventilata, la temperatura è opportunamente scesa, si potrà correre decisamente in condizioni favorevoli.

Solo 145 gli iscritti, quasi una scelta da parte degli organizzatori che hanno voluto testare, in questa prima edizione con numeri bassi, ricettività, difficoltà, apprezzamento e risultato finale della manifestazione, prima di dare eventuale larga diffusione per le edizioni a venire.

Partenza fissata intelligentemente per le ore 8.30, con gli atleti richiamati dai giudici e bloccati correttamente prima della linea di via. 135 sono gli atleti al via, si aggiungono almeno una ventina di “portoghesi” senza pettorale, ci piace pensare solo che non abbiano fatto in tempo ad iscriversi, messi  magari in fuorigioco da non poterlo fare nella stessa mattinata.

Lo sparo del giudice De Lillo e via gli atleti da subito a partire in salita protetti dai rami degli alberi, attenti a dover mettere i piedi sul fondo pietroso. Tracciato di 15 chilometri e 900 metri (dislivello 400m), che tutti partecipanti mi descriveranno tecnico, non certamente facile, ma altamente affascinante, ben presidiato dagli addetti, continuamente segnalato, con concreta impossibilità di sbagliare direzione, Quasi mai piatto, con salitelle e discese, poi una serie continua di falsipiani, e persino una scaletta rocciosa dove si fatica a salire. Qualche caduta senza troppi danni, una storta con ritiro proprio per una atleta del gruppo organizzatore, sostanzialmente tutto bello, da ricordare e da descrivere il giorno dopo agli amici, ricordo che lenisce la pesantezza di gambe derivante dalla fatica.

Giro unico, non è possibile rivedere gli atleti durante il tragitto, dovremo pazientemente attenderli all’arrivo.

Difficile azzardare previsoni sulla vittoria: mai come in questa occasione non mi sento di prevedere chi possa affermarsi sia in campo maschile che femminile.

Cresce l’attesa, si guarda in alto, infatti l’arrivo è in leggera discesa: un falso allarme, poi uno degli organizzatori, ma il primo quando arriva?

Eccolo, finalmente, in 1h04:59 Marco Calò della Montedoro Noci, conquista il successo inaugurando l’albo d’oro di questo BiTrail. Marco, ragazzo semplice e sempre di buon’umore, ottiene una vittoria, la prima della sua carriera in Puglia dopo tante in Basilicata, che forse lui stesso non si aspettava. Secondo posto per il grintoso Savio Scattarelli, sempre Montedoro Noci, che chiude in 1h06:46, con l’ottimo Giuseppe Matarrese (Maratoneti Andriesi), qui in compagnia della sua Signora in dolce attesa, terzo in 1h07:03.

Completato il podio, è quarto il sempre deciso Vittorio Braico (Smart Fit Gravina) in 1h08:33, seguito da due atleti della società organizzatrice, osannati dai compagni di quadra, i bravissimi Roberto Tricarico, quinto in 1h10:59, e Antonio Saracino, sesto in 1h11:52. Finalmente tornato, pur Runcard, il brillante Filippo Caldara è settimo in 1:12:33, davanti al terribile duo formato da Romeo Palazzo (Gravina festina lente!) e Giuseppe Lodovico (Club 87 Runner Castellaneta), giunti dandosi sportivamente la mano, ma in classifica rispettivamente ottavo in 1:12:52 e nono in 1h12:53. Giovane e… forte, Francesco Cavuoto (Atletica Amatori Corato) completa la lista dei primi dieci uomini in 1h13:06.

Al femminile, specialista nelle corse in natura, fresca campionessa italiana Uisp trail di categoria, reduce dal compleanno in settimana, la generosissima Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato) si afferma in 1h22:17, 38^ assoluta. Davvero capace, è seconda Marika Mastrapasqua (Road Running Molfetta) in 1h24:25, a precedere la sempre reattiva Roberta Dalba (Barletta Sportiva), terza in 1h29:19. Rilevante prestazione anche di Michela Tetro (Fiamma Olimpia Palo), quarta in 1h30:11, davanti alla brava Giusy Criscuolo (I Bitlossi Monterun), quinta in 1h31:51. Sesto posto per la prima atleta della società organizzatrice, Olga Esposito, in 1h34:29, seguita dalla gagliarda Fara Cramarossa (Runcard), settima in 1h37:20, e dallo splendido duo de La Fenice Casamassima, Maddalena Carella, ottava in 1h38:18 e Rosa Peragine, nona in 1h40:22. Decima, la sportivissima e sempre cordialissima, Laura Tassielli (La Fabrica di Corsa Bari), decima in 1h41:11.

134 gli arrivati, chiudono Michelina Lionetti (Barletta Sportiva), al femminile in 2h13:22, e dal duo dell’Acquamarina Palese, Giuseppe Colella e Antonio Cicciomessere, entrambi in 2h16:28.

Un ricco ristoro, una busta che diviene una sorta di pacco gara, contenente bottiglia di birra e di acqua fresche, focaccia igienicamente confezionata, succo di frutta, bustina di tarallini e frutta, permette agli atleti di riprendere le forze e anche di più, perché in tanti richiedono e ottengono una seconda birra e….

Frattanto, sfruttando i potenti mezzi di Tempogara uniti alla competenza dei Giudici, ecco subito compilate le classifiche e il via alle premiazioni ben gestite e presentate dal presidente Damiano, oggi anche (parziale) speaker.

Si parte dai due podi composti rispettivamente da Calò, Schiattarelli e Matarrese - al maschile, e Elicio, Mastrapasqua e Dalba - al femminile, che ritirano un ricco cesto di prodotti alimentari. A seguire, salgono sul podio i primi tre di ciascuna categoria, tutti premiati con damigiana di vino di diversa capacità secondo la posizione, per finire con le società, le prime tre per numero complessivo di arrivati: vince la Barletta Sportiva su Bisceglie Running e Atletica Amatori Corato, che ritirano una targa.

La manifestazione è conclusa, tutti i soci della Bitonto Sportiva si preoccupano soprattutto di non lasciare rifiuti in giro, il bosco va giustamente protetto!

Intanto, soprattutto a detta di chi l’ha corso, il trail – piacevole e tecnico – è stato ben gestito e controllato,  un’organizzazione che non ha lasciato nulla al caso e la domanda su quando ci sarà la prossima edizione è il miglior attestato di stima e approvazione.  

Miglior debutto non poteva esserci, complimenti a Depalma e soci e grazie per avermi fatto scoprire l’ennesimo splendido paradiso naturale pugliese.  

Martedì, 19 Giugno 2018 23:07

Capurso (BA) - 5^ Capurso in corsa

Sole e caldo accolgono i podisti partecipanti alla 5^ edizione di Capurso in Corsa: già lontane le piogge del fine settimana, si torna a soffrire.

Capurso, pochi chilometri da Bari, è un centro agricolo famoso per il Santuario della Madonna del Pozzo; negli ultimi anni notevole l’incremento demografico, causa i tanti Baresi che si son qui trasferiti, per il costo meno elevato delle abitazioni e per la vicinanza al Capoluogo.

Organizza la Bio Ambra New Age, società giovane e dinamica, con in testa il presidente Vito Cassano, con tutti i soci coesi per la buona riuscita dell’evento.

Oltre 600 gli iscritti Fidal, ai quali vanno aggiunti circa 300 200 liberi: ottimi numeri per una gara provinciale di 10km di metà giugno, valevole come 5^ tappa del Circuito Provinciale “Terra di Bari”.

Il ritrovo è fissato in Via Madonna del Pozzo, dove presso gli accoglienti locali del Comune e dela Biblioteca si ritirano pettorali, chip e pacchi gara. Sette euro il costo dell’iscrizione con maglia tecnica celebrativa, cinque per il solo pacco gara alimentare.  A disposizione degli atleti anche i bagni della struttura, decisamente puliti. Predisposto, come da tradizione, sul muro della struttura un grande manifesto della manifestazione che permette la realizzazione di ottime foto ricordo.

Giornata di sole che mette allegria con la confusione cromatica creata dai colori delle divise degli atleti, dal verde delle piante del giardino e dai riflessi dei raggi solari; giornata di sole che picchia sulla testa e si cerca l’ombra; giornata di sole che fiaccherà gli atleti; giornata di sole che farà impazzire i fotografi sull’arrivo in evidentissimo contro-sole.

A presentare la manifestazione il leggiadro Paolo Liuzzi, competente, ilare, permissivo, autoritario, silenzioso, urlatore, secondo le circostanze e le situazioni, ma sempre più amato dai podisti. Lo coadiuva il buon Gianni, atleta organizzatore, oggi prestato al microfono per la parte più locale, anche se notoriamente Liuzzi preferisce la conduzione singola, da buon “cavallo di razza”.

Partenza prevista per le ore 18.30, gli atleti cominciano lentamente a risvegliare i propri muscoli, il sudore ricopre subito gli accaldati corpi.  

L’arrivo degli sbandieratori aggiunge ulteriore colore alla manifestazione, con Capurso quanto mai viva, invasa dai corridori, e rallegrata dalla musica a palla diffusa dagli altoparlanti.

Lavorano alacremente anche gli addetti al rilevamento di passaggi e di tempi, i tecnici di Tempogara sono pronti con largo anticipo.

Progressivamente gli atleti  si radunano dietro la linea di via, salta clamorosamente la zona pole riservata ai possessori di bollini scelti preventivamente dagli organizzatori in base alla posizione nella precedente tapppa del Trofeo: atleti dal passo lento e piuttosto pittoreschi, i soliti oramai, occupano posizioni di testa per il solito stupido e inutile vezzo.

Spinti energicamente dai Giudici gli atleti dietro la linea di via con la collaborazione dei soci organizzatori, tutto è finalmente pronto per la partenza. L’ok dal percorso, la pistola nelle mani del sottoscritto che prova l’ebbrezza dello sparo del colpo di via: lo sparo echeggia nella piazza dedicata alla Madonna e libera gli atleti che partono a spron battuto.

Lungo davvero il serpentone, ce n’è per  tutti i giusti e per tutte le andature, li aspetteremo tutti con biblica pazienza.

Il percorso è sostanzialmente piatto e veloce, con due ristori con bottigliette d’acqua, blindato al traffico, per metà urbano e per metà periferico, lungo le strade di campagna; da nastrare e transennare meglio alcuni punti che permettono tagli di percorso, provocando la reazione degli onesti.

Un favorito unico in campo maschile, Rodolfo Guastamacchia, che nonostante l’unico allenamento settimanale e il muscolo che dà fastidio, è partito regolarmente; occhio però ai giovanissimi Didonna e Sportelli, al triatleta Perta e all’esperto Pazienza. In campo femminile, più difficile la scelta, lo scopriremo solo correndo, direbbe qualcuno…

Il passaggio dopo neanche due chilometri sul punto di via in senso contrario alla partenza e controsole, vede in testa Guastamacchia come da previsione; al femminile è Francesca Riti a primeggiare.

Lungo il passaggio, sembra non finire mai con qualche iscritto alla competitiva che se la prende davvero comoda, si spera solo che non ci sia l’arrivo del vincitore unitamente al passare delle ultime camminatrici.

Pericolo superato, finalmente sono andati tutti, l’ambulanza fa capire che da ora in poi saranno solo arrivi.

Tremendo davvero avere questo solo negli occhi e nel mirino, soffre anche l’obiettivo, soffrono i Giudici che dovranno annotare i numeri dei pettorali per il confronto con il rilevamento elettronico.

Ma è ora di celebrare il vincitore: Rodolfo Guastamacchia (Atleticamente Modugno), già qui vincitore nella prima edizione, si impone in 33:14, sempre festante e sorridente al traguardo, come piace alla gente, apparentemente (e speriamo) senza dolori. E, nel remake della gara di Turi di sette giorni prima, è secondo l’ottimo Angelo Didonna (Amatori Atletica Acquaviva), in 33:48, seguito dal potente Vito Perta (GS Paolotti – Atl. Martina), terzo in 34:19.

Sfiora il podio un altro giovanissimo, Francesco Sportelli (sempre Amatori Atletica Acquaviva), quarto in 34:35, seguito da Nuccio Busto (Running Team D’Angela Sport Turi), che - tra un problema (fisico) e l’altro - si piazza quinto davanti a due “nomi” del podismo pugliese, entrambi tesserati per la Dynamyk Fitness Palo del Colle,  mister Angelo Pazienza, sesto in 34:49, e il pacato Giuseppe Mele, ultimo erede della lunga dinastia di fratelli e sorelle in corsa, settimo in 35:02. Le lunghe leve di Vito Alò (Atletica Monopoli) lo conducono al’ottavo posto in 36:01, davanti ad un altro duo di spessore, entrambi della Montedoro Noci, Savio Scattarelli - nono in 36:25, e Enzo Romano, il saggio, decimo in 36:53.

Al femminile festa grande, grandissima, per Francesca Riti (Montedoro Noci) che va a cogliere un successo di prestigio imponendosi in 42:15. Complimenti a Francesca, sempre cordiale, e cento di questi successi!

Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitritto), esempio di dedizione, è seconda in 42:54, con la potente Mariacarmela Landriscina (Trani Marathon), terza a soli 4 secondi dalla seconda.

Riapparsa dopo un periodo di assenza, Marilena Brudaglio (Dynamyk Fitness Palo del Colle), sempre determinata, è quarta in 43:37, davanti alla promettente Angelica Coviello (Bitonto Runners), quinta in 44:31 e alla tenace Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno), sesta con un secondo in più. La raffinata Silvia Acquaviva (Martina Franca Running) è settima in 44:39, sulla brava Serena Barbaro (Athletic Academy Bari), ottava in 44:43, a precedere la compagna di team, altrettanto capace, Annelisa Rizzello, nona in 45:01. Top team femminile completata da Gentiana Subashi (Avis Podistica Mola), in 45:08.

All’arrivo si contano 211 liberi  e 548 Fidal: Giovanni Bruno (Atletica Adelfia) in 1:21:50 e Anna Maria Rubino (La Fenice Casamssima), alla prima gara della sua vita, complimenti!, in 1:26:04, completano la lista degli arrivati.

Da segnalare la presenza in gara del locale Sindaco, Francesco Crudele, e della sua Signora, oltre che del Maresciallo dei Carabinieri, Giovanni De Rosa, runner convinto.

In gara anche il buon Cosimo Girolamo da Alberobello, che corre le sue gara su una gamba e due stampelle,  sempre meritevole di tanti applausi e di tanta solidarietà.

Per essere fiscale come mia tradizione, da segnalare la presenza sul viale di arrivo di troppa gente, che ha sfruttato il punto non transennato per l’uscita dei mezzi di servizio: per le prossime edizioni , in quel punto, dovrà necessariamente essere presente in quel punto un addetto a respingere la gente che si ostina ad oltrepassare il limite e deve per forza occupare la sede stradale, divenendo pericolosa per gli atleti e d’impaccio per fotografi e giudici.

Ma la manifestazione, già di per sé allegra e gioiosa, trova il livello massimo di goduria nel ristoro finale, con focaccia, frutta, taralli, acqua e soprattutto tanta birra, a fiumi. Diviene un’altra gara per chi si ostina a girare e rigirare per prendere e riprendere, qualcuno è addirittura respinto per troppi giri effettuati, fatto sta che la gente gradisce, eccome se gradisce, portando all’esaurimento le scorte degli ottimi organizzatori, che hanno davvero rimpinzato per bene gli stanchi atleti, i familiari e la popolazione locale. Ah, dimenticavo, di fronte, la consegna di ghiaccioli, completa il quadro.

Pronte con ottima solerzia la classifiche, si comincia subito con le premiazioni.

Un premio speciale, una targa, per colui, che ebbe un malore al Vivicittà 2018, ma ora è tra noi, ancora ai box, ma con noi, il buon Francesco Zirioni. Uno zaino tecnico premia Cosimo Girolamo, per la sua forza e per l’esempio che ci fornisce.

E’ il momento della competitiva: si comincia con i due vincitori Guastamacchia e Riti, premiati con trofeo e un ottimo borsone, per proseguire con i meritevoli delle varie categorie, i primi cinque fino alla 55 sia maschile che femminile, i primi tre per le rimanenti, tutti premiati con prodotti sportivi. Premi anche per i primi e prime tre liberi/e, il trofeo Avis consegnato a Pino Midea come primo donatore della locale sezione, sorteggio di buono sconto per viaggio/pettorale maratona (offerto dall’agenzia barese Vivi e Sorridi di Bari) che va a Antonio Maggio (Valtenna).

Ultimo atto ufficiale la premiazione delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince la Amici Strada del Tesoro con 36 arrivati su La Fenice Casamassima (28), Atleticamente Modugno (26), Avis in Corsa Conversano (23) e Atletica Adelfia (20).

La tradizionale foto di gruppo conclude definitivamente la manifestazione, dovendo lasciare velocemente  la piazza alle funzioni religiose.

Decisamente positiva l’organizzazione della Bio Ambra New Age, i cui membri dimostrano compattezza e voglia di fare. L’approvazione rilevata al momento e, successivamente sui social, sono la dimostrazione, che la gara è riuscita, si può già lavorare per la prossima edizione …

Martedì, 19 Giugno 2018 22:15

Crispiano (TA) - 2^ Summer Run

Seconda edizione della Summer Run e mio debutto a questa gara di 10 chilometri su strada, che si svolge a Crispiano, piccolo centro agricolo della provincia di Taranto, a soli 15 km dal Capoluogo e molto vicino a Massafra.

Ad organizzare l’Atletica Crispiano, giovane associazione ben presieduta da Francesco Paolo Pino, con la collaborazione di altri due ottimi ed esperti atleti come Claudio Palmisano e Roberta De Robertis.

Quartier generale fissato in Via Antonio Gramsci presso la Chiesa Santa Maria Goretti, in zona più periferica: il percorso si dipanerà in questa zona, senza toccare il centro cittadino, magari meno attraente paesaggisticamente, ma senza quelle salite che tanto hanno spaventato i possibili partecipanti: solo 213, purtroppo, gli iscritti Fidal, ai quali si sommano una cinquantina di cosiddetti liberi.

Un peccato senz’altro perché gli organizzatori che hanno predisposto un evento davvero all’altezza della Prova di Gran Prix di Corsa in Terra Jonica loro assegnata, avrebbero senz’altro meritato più adesioni anche alla luce dello sforzo organizzativo messo in atto.

Vastissimi gli spazi per parcheggiare la propria vettura, presso i locali dell’attiguo bar avviene la distribuzione di pettorali e chip; poco distante, all’aperto, la consegna dei pacchi gara alimentari, con un ananas e altra frutta. Sei euro il costo dell’iscrizione.

A disposizione degli atleti la struttura fissa di bagni, pulitissima, per le signore, e due chimici per i maschietti, per risolvere i problemi ed evitare scene poco edificanti.

Giornata dal clima meno caldo e umido, un leggero soffio di vento provoca a volte anche un brivido, gli atleti potranno correre bene, almeno questa è l’impressione iniziale…

A presentare la manifestazione Michele Cuoco, ci ritroviamo dopo una settimana, ancora nel tarantino e ancora in sintonia, tra una citazione tecnica e una battuta, il pubblico apprende e gradisce.

Rilevazione elettronica di tempi e passaggi a cura di Cronogare, sempre professionali, rivedere Roberto Perrone è un piacere.

I larghi viali circostanti favoriscono un prolungato riscaldamento muscolare pre-gara: gli atleti sono pronti e rodati per la partenza prevista intelligentemente per le ore 9.00.

Sistemati con cura gli atleti sul punto di via, ricevuto l’ok dai Vigili Urbani, il colpo di pistola del Giudice responsabile dà il via alle ostilità.

Non molti i partecipanti, ma tra loro nomi di punta del podismo regionale, come il duo di Palo del Colle, Giovanni Auciello e Francesco Minerva in campo maschile, e di Mariangela Ceglia e Ilenia Colucci in campo femminile.

Tracciato rapido e sostanzialmente veloce, pur con la presenza di alcuni falsipiani e con un unico “strappetto” altimetrico nel finale; blindato al traffico, con puntuale segnalazione dei chilometri, doppio ristoro con bottigliette d’acqua, prevede il ripasso dopo circa due chilometri sul punto di via per poi dipanarsi nella strade circostanti e fare ritorno solo al termini degli emozionanti dieci chilometri.

Sembrava si dovesse correre bene, ma la temperatura aumenta, le nuvole creano una cappa di calore, per poi diradarsi e sparire, lasciando campo libero ai raggi del sole che tormentano gli atleti, giunti un po’ affaticati, ma piacevolmente sodisfatti al traguardo.

Intanto, mentre i più grandi proseguono il loro sforzo, è il turno della gara promozionale per ragazzi compresi tra i 6 e i 12 anni: iniziativa davvero apprezzabile, come è apprezzabile la scuola di atletica che Roberta De Robertis e soci hanno messo in piedi in zona, siamo sicuri che qualche giovane atleta di questa zona ci darà soddisfazioni.   

Applausi ai ragazzi vincitori, un abbraccio alla ragazzina subito caduta e perciò piangente, e un ricco buffet e gadgets per tutti…

Ma è il momento dell’arrivo del vincitore… Dopo un prolungato procedere in coppia, Giovanni Auciello, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, campione europeo di mezza maratona SM35, va ad imporsi in 32:01, senza nemmeno troppo sforzo, subito pronto all’intervista del puntuale Michele Cuoco.

46 secondi di differenza ed ecco tagliare il traguardo l’ottimo Francesco Minerva (Montedoro Noci), venuto qui per “accompagnare l’amico Giovanni” come dichiarerà al microfono dello speaker, pronto a fermarsi per qualche domenica per recuperare i vari acciacchi, guarire e… tornare a settembre.

Terzo gradino del podio conquistato da Giuseppe Lacarbonara (Atletica Talsano), sempre brillante, in 35:21, quasi incalzato dal grintoso Sebastiano Di Masi (Atletica Castellana), quarto in 35:30, con l’aitante Pietro Torroni (Runners San Michele Salentino), neo-papà, quinto in 36:12. 

Sempre gagliardo, Salvatore Mele (Runners Ginosa) è sesto in 37:14, davanti al capace Gianfranco Taddei (Team Pianeta Sport Massafra), settimo in 37:45, seguito con soli 3 secondi di distacco dal bravissimo Vincenzo Testa (Atletica Talsano), ottavo. Il tenace Angelo Tortoriello (Fitness Excellence San Giorgio  Jonico),  è nono in 38:03, davanti a Vitantonio Curri (Montedoro Noci), che nonostante la festa di compleanno a chi ha partecipato la sera prima, è decimo in 38:11.

Archiviata la top ten maschile, passiamo ai risultati femminile, con il successo di Mariangela Ceglia (Alteratletica Locorotondo), che ritrovate le “vecchie” motivazioni, ha ripreso a viaggiare spedita, personali su personali, concludendo 29^ assoluta in 40:49.  Ancora Alteratletica, con il secondo posto della coriacea Ilenia Colucci, seconda in 42:25, davanti alla grintosa Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), terza in 42:34.

Non molla mai ed è quarta Antonia Chiochia (Taranto Sportiva) in 43:42, mentre le due successive posizioni si decidono all’appassionante sprint: Annalisa Calella (Alteratletica Locorotondo) è quinta su Angela Ricci (Crispiano Marathon Club), sesta, ma entrambe in 45:36. Otto secondi ancora ed ecco arrivare la “biondonera” Cinzia Ammirato (Atletica Monopoli), settima; la segue la compagna di squadra, la delusa Delia Mastrorosa, forse partita troppo forte o forse stanca dopo un periodo di continui miglioramenti, ottava in 46:54; nona la volitiva Giusy Russo (Atletica Talsano), nona in 48:16, con la giovanissima Rosa Avvantaggiato (Atletica Magna Grecia), a chiudere la lista delle prime dieci posizioni in 48:55.

200 gli arrivati: concludono le rispettive graduatorie, Concetta De Rosa (Taranto Sportiva) in 1:10:55 e il “mitico” Ciro Pappadà (Podistica Grottaglie) in 1:12:32.

Focaccia, frutta e bottigliette di acqua fresca permettono di rimettersi in forze e in sesto; frattanto, subito pronte le classifiche, si parte immediatamente con le premiazioni.

Alla presenza del presidente pronvinciale della Fidal Taranto, Salvatore Lomartire, si comincia con i due podi: Auciello, Minerva, Lacarbonara al maschile e Ceglia, Colucci, Amatulli al femminile. Per loro, oltre al preventivato premio in danaro (rispettivamente 150, 80 e 50 euro), un gustoso cesto di frutta e una mega confezione di prodotti alimentari.  

A seguire i primi tre di ciascuna categoria, per fascia di età, tutti premiati con il cesto di frutta che fa davvero tanto “Summer”.

La classica premiazione delle Società con più atleti giunti al traguardo vede vincere la Podistica Grottaglie su Taranto Sportiva e Podistica Carosino.

Neanche le 11.30, la manifestazione è conclusa, gli atleti possono far rientro a casa e magari anche andare al mare, visto che il sole è oramai dominatore del cielo; gli organizzatori devono viceversa lavorare per riportare Crispiano alla tradizionale veste.

Gara ben organizzata, ben fatta ed essenziale, da ritornare, insomma, magari con la speranza di trovare più concorrenti. A proposito: ricordate che non ci sono salite e potete correre tranquillamente… 

In una caldissima domenica mattina si è svolta a Vobarno, in provincia di Brescia, la sesta edizione del Pompegnino Vertical Trail, gara internazionale di corsa in montagna, su due percorsi, la 10km Classic e 18km Longue, con circa 500 atleti complessivi al via.

Sulla distanza Classic successo per il keniano Dennis Bosire Kiyak., tesserato per l’Atletica Sandro Calvesi, in 43:00, davanti a Giuseppe Antonini, secondo in 46’20 e a Marco Ferrari, terzo in 46:53, entrambi dell’Atletica Paratico,

Al femminile, vittoria per Ana Nanu (G. Gabbi), in 51:48, venticinquesima assoluta. Dietro di lei è seconda Monica Seraghiti (Atletica Brescia Marathon) in 54:11, terza Maria Cocchetti (Atletica Paratico), in 54:26.

La 10km era valida come Campionato regionale Master di Corsa in Montagna e come Campionato provinciale individuale e di società. 

La debuttante distanza più lunga ha visto imporsi il ruandese del GS Orecchiella Garfagnana, Jean BaptisteSimukeka in 1h39:16 su JuriRadoani (S.A. Vamchiese), secondo in 1h42:37, e Manuel Carrara (La Recastello Radici Group), terzo in 1h45:23.

Al femminile, successo per Lara Bonora (Atletica Lumezzane), anche lei 25^ assoluta, in 2h10:08, su Mara Negri (Libertas Vallesabbia), seconda in 2h18:41, e Silvia Agostinelli (Altitude Race), terza in 2h30:17.

Mercoledì, 13 Giugno 2018 16:19

Turi - 18^ Quattro Passi nella Storia

La “Quattro Passi nella Storia” è diventata maggiorenne: si è celebrata domenica scorsa, 10 giugno, la 18^ edizione di questa manifestazione che forse si aspettava e avrebbe meritato più dei 391 iscritti, tradottisi poi in 374 finisher, più una manciata di liberi.

Valevole come quarta tappa del Circuito Terra di Bari, la prima pomeridiana, la Quattro Passi si è confermata manifestazione semplice, ma ben fatta, alla quale non manca sostanzialmente nulla.

Da migliorare, lo scrivo subito, solo il viale di arrivo, da transennare al pubblico che ha invaso la sede stradale creando problemi a giudici e fotografi, già infastiditi dal sole contrario, e ad alcune bici che hanno messo davvero a repentaglio la sicurezza degli atleti lanciati verso il traguardo.

Zona parcheggio predisposta in Largo Pozzi, dove sono stati posti anche i bagni chimici, dove venditori di ciliegie, l’oro rosso di Turi, le offrono ad ottimo prezzo (più compri e meno paghi…).

Nelle stradine più vicine a Viale Antonio Gramsci, il punto di ritrovo, partenza e arrivo, non manca comunque l’opportunità di parcheggiare a minor distanza.

In una traversa della suddetta Via Gramsci avviene la consegna di pettorali, chip e pacchi gara, ben gestita e senza la creazioni di code. Iscrizione fissata a 5 euro, pacco gara alimentare, nobilitato da una confezione di ottime ciliegie “ferrovia”.

Caldo, molto caldo il sole, manca anche il vento, sicuramente gli atleti soffriranno lungo il percorso, già si cercano zona d’ombra per ripararsi.

Lavorano tutti, viceversa, i soci della DOF Turi, la società organizzatrice, che guidati dal presidente Franco Laera, cercano di sistemare ogni dettaglio, di attenuare ogni eventuale problema.

A presentare la manifestazione, il simpatico folletto Antonio Torres da Adelfia, sempre unico nel raccontare aneddoti e storie di vita, meno ferrato oramai nella res podistica, in continua evoluzione. Promosso con sufficienza, Antonio è persona sincera e genuina, la sua è pura passione.

Con piacere ritrovo la famiglia Uva, sempre splendida a cominciare dalle bellissime bimbe Carlotta e Matilda, oramai signorine, sempre in movimento facendo stancare papà Michele e mamma Sara, più della stessa gara… 

Sempre utile poi il dialogo con Gioacchino De Palma, olimpionico a Messico 1970, che ora si diverte a dispensare utilissimi consigli ad atleti master.

E’ tempo, intanto, di indossare le divise sociali, è tempo di procedere con le operazioni di risveglio muscolare, è tempo di non stancarsi troppo nel pre-gara.

Il buon Torres con grande enfasi invita gli atleti a schierarsi per la partenza, con i suoi modi persuasivi li raggruppa dietro la linea con oltre dieci minuti di anticipo e il plotone è già pronto.

I soci della DOF creano l’utile cordone umano affinché sia rispettata perfettamente la linea bianca, oramai è tutto davvero pronto, il sole continua a picchiare sulle nostre teste e, liberatorio, dopo il lasciapassare dal percorso, giunge il colpo di pistola del Giudice che libera gli atleti che invadono la larga e lunga Via Gramsci, preceduti dai ciclisti che fanno da apripista.

Il tracciato di Turi presenta un giro unico con attraversamento quasi totale della citta, compresa la città vecchia: in apparenza semplice prevede dei falsipiani che si faranno poi sentire nelle gambe, complice l’alta temperatura.

Osserva con piacere lo spettatore turese, magari non incita, ma osserva rispettoso salvo scaldarsi quando riconosce un atleta locale. Tanti gli extracomunitari in città, alcuni hanno un fisico da validissimo podista…   

Un uomo solo al comando, Rodolfo Guastamacchia che, nonostante una contrattura nel dietro coscia sinistro, procede solitario; al femminile l’oramai “consueta” Daniela Tropiano è prima con sufficiente distacco sulla seconda.

Picchia, intanto il sole, averlo addosso equivale ad una sauna anche per chi sta fermo, possiamo immaginare le temperatura che raggiungono i fisici degli atleti in movimento, spero provvedano a bagnarsi e bere, la salute è sempre la prima “cosa”.

Percorso sorvegliato e blindato al traffico, solo nel finale qualche auto forzerà il blocco creando problemi alla coda della gara.  

Zona centrale, zona vecchia, periferia, ferrovia, lo storico carcere, il tracciato non tralascia nulla nei 10000 metri in cui si sviluppa, cresce intanto l’attesa dei parenti che attendono i propri cari.

E, preceduto dalla sirena dell’auto dei vigili urbani, scortato dai ciclisti, ecco apparire in fondo la canotta gialloblu di Rodolfo Guastamacchia, che otto giorni dopo Conversano, ottiene un nuovo successo.

Sorride Rodolfo, apre le braccia al cielo, un cinque con Carmela Glorioso e il rappresentante di Atleticamente Modugno conclude vittorioso in 34:04. Al secondo posto, inatteso da chi non lo conosce, ecco giungere Angelo Didonna (Amatori Atletica Acquaviva), figlio d’arte di Giuliano, ragazzo veramente a modo, reduce dai Campionati italiani promesse sui 3000 siepi ad Agropoli, che conclude in 35:14.  Terzo posto per l’ottimo Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie), che non vedevo da tempo, in 35:36.

In un’annata complicata dall’iniziale infortunio, in graduale ripresa, Gianpiero Bianco (Running Team D’Angela Sport Turi), nella sua gara, la prima da “avversario”, chiude quarto in 35:43, seguito dal compagno di team, a sua volta reduce da continui problemi fisici, Nuccio Busto, quinto in 35:57. Michele Uva (Free Runners Molfetta), sempre sportivissimo e sorridente, è sesto in 36:21, davanti al reattivo Nicola Bellomo (Dynamyk Fitness Palo del Colle), settimo in 36:45 e al toscano (o pugliese?) Savino Lasorsa (Il Ponte Scandicci), ottavo in 37:44. Bravissimo Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), che con impegno e costanza continua a migliorare, nono in 37:48, a precedere il primo atleta della società organizzatrice, il poliedrico Giuseppe Calabrese, decimo in 38:26.

Capelli cortissimi che confondono, ma un sorriso dolcissimo, Daniela Tropiano (Atletica Monopoli) conferma anche oggi il suo talento e la sua determinazione, affermandosi in 40:39, infliggendo pesanti distacchi a chi segue. Sul secondo gradino del podio, in 44:54, sale Filomena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), sempre grintosa, componente che non manca nemmeno a Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno), terza in 45:53.    

In continuo miglioramento, Carmen Albani (Atletica Polignano) chiude in quarta posizione in 46:01, seguita da Antonia Patierno (Free Runners Molfetta), generosissima, quinta in 46:09, e dalla tenace Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Capurso), sesta in 46:23. Prima a Conversano, scende in sesta posizione la combattiva Dominga Mongelli (Atletica Adelfia), settima in 46:31, sulla pari categoria Adriana Dammicco (Atletica Bitritto), ottava in 46:37; le lodevoli Luigia Anna Gigante (Atletica Adelfia), nona in 47:03, e Cassandra Barbieri (Manzari Casamassima), decima in 49:26, completano il lotto odierno delle donne più veloci.

Tutti gli arrivi sono chiusi da quello spettacolare e toccante di Cosimo Girolamo, l’atleta di Alberobello che corre su due stampelle e una sola gamba: esempio di volontà e di forza mentale, Cosimo giunge tra gli applausi di tutta la piazza, circondato dai ciclisti accompagnatori.

Bustina con integratore, acqua e banana, offerti nel ristoro finale, servono a riprendere le forze, in attesa delle premiazioni che si svolgeranno sul palco già montato nei pressi della Villa Comunale.

Passa qualche attimo, la cerimonia non comincia e la folla comincia a protestare, con speaker Torres che invita alla calma al grido di “è bello stare tutti insieme in una bella serata d’estate…” Per fortuna, prima che qualcuno inveisca contro di lui, l’arrivo del presidente Franco permette l’inizio delle operazioni.

Il 5° Trofeo Piero Palasciano, in ricordo dell’eccellente dottore che tanto amava l’atletica e Turi, riservato ai medici in gara, se lo aggiudica Rocco Affuso (Amici Strada del tesoro Bari) in 43:11 su Tommaso Donvito (Gioia Running), in 46:48, e Giovanni Vacca (Atleticamente) in 49:38, tutti premiati con targa.

Il 9° Memorial finanziere G. Martinelli, in ricordo del militare deceduto eroicamente in servizio, riservato chiaramente ai rappresentanti delle Forze armate, se lo aggiudica Michele Uva (Free Runners Molfetta) in 36:31, su Savino Lasorsa (Il Ponte Scandicci), secondo in 37:44, e su Gregorio Lavarra (La Fenice Casamassima), terzo in 39:14, tutti premiati con targa consegnata dalla mamma di Marinelli (un premio va anche al quarto, Giuseppe Dell’Aera -Avis in corsa Conversano – 39:36).

La speciale classifica riservata ai donatori vede vincere Paolo Sgarra (Atletica Tommaso Assi Trani) in 38:42 che precede Francesco Uva (Pedone Riccardi Bisceglie), secondo in 38:59, e Pierpaolo Volza (La Fenice Casamassima), terzo in 39:19. Una targa premia anche loro.

Un premio speciale (un ricco cesto alimentare offerto da Gino Montemurro) va a Cosimo Girolamo, il vero vincitore morale della manifestazione; stesso premio è consegnato anche a chi vi scrive (grazie Gino, grazie Franco, grazie DOF) per la presenza costante e per un’appartenenza a questo sodalizio che, per dirla tutta, non è mai smessa.

Si passa ai vincitori, il dolorante Guastamacchia e la solare Tropiano: per loro il trofeo, una cassettina di ciliegie, biscotti e… altro. A seguire la premiazione per i primi tre di ciascuna categoria per fascia di età: cassettina di ciliegie per tutti, per il primo l’aggiunta di una confezione di biscotti.

La graduatoria riservata alle società per numero complessivo di arrivati vede primeggiare la Amici Strada del Tesoro Bari con 35 arrivati, su Atleticamente Modugno (32), DOF Amatori Turi (25), La Fenice Casamassima (22), Avis in Corsa Conversano (20).

Le estrazioni più importanti, buono sconto di 100 euro su viaggio-maratona offerto da Vivi e Sorridi di Bari, premiano Francesco Tamma (Amici del Tesoro Bari), mentre il lettino massaggiante offerto dalla centralissima Farmacia di Viale Gramsci, va a Raffaele Magnifico (Manzari Casamassima).

E’ il momento dei saluti, spariscono in un baleno i girasoli che adornavano il palco, Franco, Aldo e soci appaiono finalmente rilassati.

Anche quest’anno la DOF, con esigui mezzi ma tanta volontà e capacità, è riuscita a mettere in piedi un manifestazione valida e piacevole, da esempio per tanti. Alla prossima!     

Martedì, 12 Giugno 2018 20:29

Massafra (TA) - 2^ DreherRun

Un festa all’insegna della corsa e della birra. Non trovo miglior sintesi per definire la seconda edizione della DreherRun, andata in scena domenica scorsa nello stabilimento (e dintorni) del noto marchio internazionale di birra, sulla Statale 100, in territorio di Massafra.

Ad organizzare la Marathon Massafra, con lo scontato patrocinio e collaborazione della simpaticissima e vitalissima direttrice dello stabilimento, Alina Taru, che ha corso, premiato ed è rimasta con i podisti – da perfetta padrona di casa – dal primo all’ultimo istante della manifestazione.

Sempre all’interno dello stabilimento, ma sul viale d’ingresso dalla statale 100, la logistica della manifestazione con partenza, arrivo, palco, zona consegna pettorali, chip, pacchi gara e, soprattutto, la zona ristoro per il dopo gara.

Parcheggiata comodamente l’auto all’interno dello stabilimento (per i primi arrivati anche sotto le tettoie, al fresco, fino ad esaurimento posti), si sbrigano in tutta rapidità e al riparo del sole le operazioni concernenti ritiro pettorali per i tesserati Fidal e iscrizioni per i cosiddetti liberi (che, al solito, invitiamo a tesserarsi per l’anno prossimo…)

6 euro il costo dell’iscrizione, per un buon pacco gara a cominciare dalla maglia tecnica celebrativa per finire alla… birra. 566 gli scritti della vigilia, con i liberi si arriva a circa 800 partecipanti, davvero un numero rilevante.

A disposizione dei maschietti due bagni chimici esterni, per le donne basta entrare nell’ingresso dello stabilimento per trovare bagni puliti, oltre ai distributori automatici dove prendere un caffè.

A presentare la manifestazione Michele Cuoco, reduce dalla 6 Ore della sera prima, stanco ma sempre attivo e 'sul pezzo', come si suole dire oramai.

Partenza anticipata alle 8.45 perché il percorso di questa manifestazione attraversa nel finale un passaggio a livello, a tutt’oggi funzionante: occorre sbrigarsi prima che le sbarre si abbassino con conseguente forzata sosta, come avvenne lo scorso anno.

Percorso veloce, rapido, con giro iniziale all’interno dello stabilimento, per poi uscire e percorrere le strade di campagna circostanti con lo sfondo del mare, fino a rientrare nella struttura, non appena superato il 7° km, e andare a chiudere i 9200 metri del tracciato giungendo sul lungo viale in senso opposto rispetto al via.

Operazioni di riscaldamento nel pre-gara facilitate dalla verve dell’istruttrice fitness Angela Azzone, al grido di “energia positiva”: una molla di dinamismo e di coordinazione, oltre che di simpatia e di vitalità, che non appena scesa dal palco prende parte alla gara, sempre più convinta podista.

Giornata calda ma sferzata da un piacevole venticello che rende ben più sopportabile il caldo; persino qualche goccia di pioggia, nel primo pre-gara, poi il sole a combattere con le nuvole, fino a rimanere solitario e splendente in cielo,

Frattanto, richiamati progressivamente gli atleti sul punto di via per anticipare le operazioni di partenza, si attende che giunga il via libera dal tracciato. Un minutino di ritardo e tutto è pronto, la pistola del Giudice lascia partire il colpo che comanda il rapido muoversi di tutti i protagonisti.

Già vincitore l’anno scorso, favorito d’obbligo è il massafrese Albanese; un nome solo anche al femminile, con la grottagliese Alò data vincente.

Il primo passaggio conferma le previsioni; distacchi e freschezza nel correre denotano il buon momento dei due solitari protagonisti; da elogiare il gruppo dei camminatori provenienti da Castellaneta.

Tracciato continuamente sorvegliato dagli addetti, con ristoro con acqua a metà distanza (anche se tutti pensano alla birra…), segnalazione curata dello scorrere dei chilometri, ma passati i primissimi, i primi quaranta all’incirca, il temuto passaggio a livello colpisce ancora con le sbarre che si abbassano.

Nonostante il tentativo di bloccare i podisti da parte del personale addetto, fino all’apparire del treno i corridori si piegano sotto le sbarre e attraversano i binari riprendendo la loro corsa; resta bloccato solo chi occupa le posizioni di retrovia senza farsi troppi problemi.

Proteste in loco non si sentono affatto, qualche foto sui social scatena un succinto dibattito, con la conclusione – logica – che per le prossime edizioni si dovrà giocoforza anticipare ancor più l’orario di partenza, o al limite posticiparlo, o cercare una variante nel tracciato, assicurando a tutti la maggior sicurezza possibile.

“Tutto è bene quel che finisce bene”, e la gara prosegue tranquillamente, tutti felici e soddisfatti all’arrivo, gradita l’acqua, la frutta, il gelatino, ma il pensiero predominante è la birra, offerta a tutti a fiumi, nella fattispecie la Radler analcolica al limone.

Ho riso quando un amico podista mi ha detto: “Vedi, ne ho bevute quattro e sono lucidissimo”, facile quando manca l’alcol!

Zona di arrivo ben blindata, senza la presenza sul tracciato di spettatori; da gestire meglio l’arrivo dei liberi, incanalandoli in un apposito corridoio: liberi che spesso hanno coperto e intralciato i competitivi allo sprint.  

Cronometro visibile, chip che producono un suono potente, ben lavora Cronogare, oggi addetto al rilevamento elettronico degli arrivi.

Arrivi aperti chiaramente da Mino Albanese (Atletica Crispiano), che dopo aver finito di lavorare all’una e trenta di notte, ha bissato il successo della prima edizione, migliorando anche il crono in 31:54. Mino, sempre lucido e sereno, ha confessato i raggiungere i 160 chilometri di allenamento settimanale, “niente viene dal niente” soprattutto in uno sport come il podismo e l’atletica in generale; complimenti Mino!

L’unico rimasto sui campi di gara di una grande dinastia di atleti, il gagliardo Giuseppe Mele (Dynamyk Fitnerss Palo del Colle) è secondo in 33:31, a precedere il “nostro” Giovanni Francavilla, ma tesserato con la SEF Stamura Ancora, ottimo terzo in 34:07.       

Non ancora ai suoi livelli, il riccioluto Giuseppe Dedonato (Atletica Sprint Barletta) è quarto in 34:24, a precedere il coriaceo Giuseppe Matarrese (Nuova Atletica Laterza), quinto in 34:30, e il deciso Pietro Torroni (Runners San Michele Salentino), sesto in 34:43. Sempre generoso, Marco Calò (Montedoro Noci) è ottavo in 35:06, davanti a due terribili ragazzini SM40, Vito Bongermino (Top Runners Laterza), nono in 35:07, e Giovanni Prisco (San Giovanni Bosco Palagianello), decimo in 35:11.

Secondo successo in sette giorni: Margherita Alò (Alteratletica Locorotondo) si afferma in 37:42, esprimendo finalmente le sue grandi qualità, tagliando il traguardo visibilmente soddisfatta. Seconda la compagna di squadra, Ilenia Colucci, sempre brava e… sofferente, in 39:42, a precedere l’eccellente Maria Rosaria Moretti (Athlos Matera), terza in 42:51, simpaticissima come tutto il suo gruppo.

Rilevante prestazione di Mariangela Di Lena (Nuova Atletica Laterza), che alle cattive condizioni del pre-gara risponde con un quarto posto in 43:17, seguita dalla sempre più brava Vincenza Falcetta (Gymnasium San Pancrazio Salentino), quinta in 43:27, e alla determinata Francesca Pastore (Gioia Running), sesta in 43:43. Dopo le maratone e alcuni problemi fisici, riappare in forma Fabiana Sonnante (Crispiano Marathon Club), settima in 43:59, a precedere la giovanissima Rosa Avvantaggiato (Atletica Magna Grecia), ottava in 45:46, la volitiva Maria Domenica Pavone (Club Runners 87 Castellaneta), nona in 45:49, e la carica Angela Azzone (Marathon Massafra), decima in 45:49.

527 i finisher Fidal, con arrivi chiusi in campo maschile da Francesco Secondo (Atletica Castellana) in 1:16:00 e, in campo femminile, da Maria Ciquera, la presidente della "Correre è salute" Mottola, in 1:23:09, sicuramente attardatasi per scambiare chiacchiere con qualche compagna “libera” di percorso.  

Da segnalare anche la presenza di doccette che permettono di rinfrescarsi, non andando via sudati.

Ma ecco il momento che tutti aspettavano: acqua, frutta, gelato, ma tutti chiedono solo e soltanto birra che va giù come acqua nel deserto. E non si lesina per niente, basta non portare via le bottiglie…

E, tra una bevuta e l’altra, le classifiche sono già affisse e, pertanto, si può iniziare la cerimonia di premiazione.

Il primo trofeo premia chi ci ospita, il direttore dello stabilimento, Alina Taru, alle quale vanno i miei complimenti non solo per l’ospitalità, per la gentilezza, per la cortesia, ma anche per l’amministrazione della struttura, con strade sane, verde curato, controlli continui… Per la signora Taru la consegna di un trofeo da conservare gelosamente.

A seguire, anzi a cominciare, si chiamano i due vincitori assoluti: Albanese e Alò, davvero bravi, che ritirano l’originale trofeo e una serie di regali, oltre ad una balla con 24 lattine di birra. I giusti applausi e i complimenti a loro!

Si passa alle categorie per fascia di età: i primi cinque fino alla SM50 e alla SF45, i primi tre di tutte le restanti: anche per loro la confezione di lattine di birra e altri gadgets.

Ultimo atto, la premiazione delle prime tre società per numero complessivo di arrivati: sportivamente autoesclusasi la società organizzatrice, vince la Taranto Sportiva su Podistica Grottaglie e "Correre è salute" Mottola.

Frattanto, mentre negli attigui calci di calcetto si svolgono dimostrazioni pratiche di spartan race, i saluti della sempre raffinata presidentessa della Marathon Massafra, Tundra Chiradia, e di speaker Michele concludono definitivamente la kermesse.

Manifestazione da… bere e gustare di un fiato, competitiva ma senza isterismi, su di un percorso che – passaggio a livello a parte - piace e conquista, in attesa della bevuta colossale da raccontare agli amici…  

Dopo la sospensione in via cautelare adottata dal TNA (Tribunale Nazionale Antidoping) di Federica Poletti (tesserata per il GS Fulgor Prato Sesia) a seguito di un controllo al termine della 38^ Biella-Piedicavallo, dove l’atleta aveva chiuso in terza posizione in 1:23:50 alle spalle della vincitrice Giorgia Morano (1:17:57) e di Valeria Roffino seconda in 1:18:18, giunge la notizia della pesante squalifica di quattro anni inflitta alla stessa atleta.

Ecco il comunicato apparso sul sito NADO Italia: “La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico della sig.ra Federica Poletti (tesserata FIDAL), visti gli artt. 2.1, 4.2.1.1  delle NSA, afferma la responsabilità della stessa in ordine all’addebito ascrittole e le infligge la squalifica di 4 anni, a decorrere dal 6 giugno 2018 e con scadenza al  16 aprile 2022, così dedotto il  presofferto.

Visto l’art. 10 delle NSA dispone l’invalidazione del risultato eventualmente conseguito in gara.

Condanna la sig.ra Poletti al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00”.

 

 

Mercoledì, 06 Giugno 2018 11:01

Carosino (TA) - 6^ Carosino in corsa

Entrando in paese mi ha per l’ennesima volta colpito la scritta: “Carosino, città del vino”.

Per me Carosino è la cittadina (circa 7000 abitanti) che, con la sua Podistica, ha realizzato un miracolo sportivo andandosi a conquistare oramai da anni il diritto di ospitare una tappa di Corripuglia, il Campionato regionale su strada, meritandosi quest’anno di avere l’onore/onere di organizzare il campionato regionale master sulla distanza della 10 chilometri.

La Podistica è retta e amministrata da Angelo Campo, in stretta collaborazione con il cognato Vito Lillo, le rispettive consorti e un manipolo di affezionati e volenterosi atleti. Sono una trentina, la Podistica ha perso negli anni gli atleti di punta passati agli squadroni, ma ha trovato un gruppo di ottimi podisti in terra messapica, modificando anche la denominazione in “Podistica Carosino Jonica e Hiria Messapica”.

Per loro organizzare la Carosino in corsa, giunta alla 6^ edizione, è motivo di vanto e il tutto si deve svolgere, se non perfettamente, nel migliore dei modi.

Vaste le zone per parcheggiare, con annessi bagni chimici, in zona Stadio, sede del raduno; già montato l’ampio palco, già attiva la segreteria per il disbrigo di tutte le pratiche inerenti le iscrizioni. Più punti garantiscono operazioni veloci, poco distante presso un ampio furgone, la distribuzione dei pacchi gara, con tanto di maglia tecnica e una serie di prodotti alimentari, integratori compresi. 7 euro il costo dell’iscrizione.

In zona segreteria, per evitare ogni forma di “sopruso”, l’allestimento di un bar a prezzi modici (caffè a 50 centesimi…), che garantisce il rispetto per gli ospiti convenuti.

A presentare la manifestazione, assenti per impegni vari i “professionisti”, chi vi scrive, alla prima esperienza, con il peso delle foto quasi esclusivamente sulle spalle della consorte.

E, a proposito di peso, confido che inizialmente il microfono pesava tanto, fino poi a divenire quasi un oggetto familiare; ho parlato, ho parlato tanto, mi sono anche divertito, spero solo di non aver annoiato i presenti e di essere stato all’altezza.

Ma il vero spauracchio della manifestazione è stato il caldo, veramente impressionate a livello di quello estivo, qualcuno mi ha riferito di aver letto 34 gradi, ai quali c’era da aggiungere l’elevatissimo tasso di umidità che ha davvero asciugato e sfiancato i partecipanti.

Intanto, completate le operazioni burocratiche, gli atleti si sono subito presentanti nelle varie tenute sociali, fantastico il mescolamento di colori sotto i raggi del sole, sembrava di essere in un quadro di Kandinsky.

In tanti non hanno trovato la forza di effettuare le operazioni di riscaldamento, in tanti hanno preferito distendersi all’ombra, in quei pochi punti dove i raggi del sole non arrivavano.

Ho più volte consigliato gli atleti di bere e di bagnarsi, il caldo può davvero fare brutti scherzi.

I più stoici, ma soprattutto quelli più indirizzati verso il risultato, hanno provveduto a corricchiare, a effettuare qualche allungo, con il risultato di ritrovarsi immediatamente madidi di sudore.

Intanto è partita la garetta riservata ai diversamente abili, è sempre un piacere, un’emozione vedere lo sforzo, l’attenzione che ci mettono, e la gioia nei loro occhi a fine impresa.

Tornando ai competitivi, 742 gli iscritti, davvero troppo pochi e troppo pochi rispetto agli sforzi organizzativi e all’impegno della società di casa, sono man mano entrati nella zona di partenza, ben transennata e nastrata, con la pole riservata agli atleti più veloci, in precedenza selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia, con il pettorale contraddistinto da un bollino (oggi) giallo.

Dinanzi i soci della Podistica Carosino a creare il cordone umano per tenere i partecipanti fermi sulla linea di via, altrimenti pronti a portarsi oltre.

Il tenore presente, intanto, intona le note del Vincerò, per meglio dire il Nessun dorma tratto dalla Turandot di Puccini. Sono tutti vincitori, solo il coraggio di mettersi in gioco per 10 chilometri sotto questo sole infernale è una vittoria, sono tutti da lodare ed elogiare.

Il grosso applauso per il tenore, ma – ad un giorno dalla Festa della Repubblica e nella Giornata Nazionale dello Sport, il cantare l’Inno di Mameli è quanto mai azzeccato. Cantono tutti o quasi tutti, applausi per l’Italia e per il tenore, ma ora è veramente tutto pronto. Il colpo di via è sparato dal locale sindaco, il dottor Arcangelo Sapio), che nel presto sparisce, come spariscono gli atleti che cominciano a correre veloci come potenti cavalli.

Leggermente modificato il percorso che misura all’incirca 10000 metri; il tracciato prevede un passaggio vicinissimo alla partenza all’incirca al secondo chilometro: uno per uno cito chi passa al microfono, mentre li ritraggo con la fotocamera ferma nell’altra mano.

Prima del via, a scatola chiusa, avevo annunciato come probabili vincitori Francesco Minerva in campo maschile e Marta Alò in campo femminile: questo prima passaggio conferma le mie previsioni. Tra gli uomini, dopo Minerva, ecco Redi, poi Sakine, Tedone, Muciaccia, Di Giulio, Sardella, Mele; tra le donne, dopo Alò, Tropiano, Amatulli e Zaccheo.

Picchia il sole, picchia feroce, quella maledetta umidità ti toglie le forze, grido al microfono “non fa caldo”, quasi a voler aiutare gli amici corridori, a volerli convincere che si possa sopportare.

175 anni in due, chiudono questo passaggio Mirizzi e Palmisano, che Dio li protegga sempre.

Il tracciato è pianeggiante e veloce, non ci sono particolari difficoltà altimetriche, con passaggio nella piazza centrale del paese all’incirca al terzo chilometro, con la seconda metà di gara più in campagna. Due i ristori con bottigliette d’acqua, il tracciato è interamente presidiato e controllato, davvero tanti gli addetti, così come precisa e regolare è l’indicazione dei chilometri che si susseguono.  

Corrono intanto i ragazzini delle scuole elementari e medie sulla pista dello stadio, il gran lavoro della locale Podistica è anche cercare di diffondere l’atletica tra i giovanissimi.

Il preciso lavoro dei Giudici, che hanno sistemato con cura le transenne per creare gli imbuti per rilevare i numeri di pettorali, ulteriore controllo oltre il rilevamento elettronico (notevolmente migliorato nelle due ultime gare), il tappeto blu che apre al traguardo, ma che ancora bisogna raggiungere, fino a calpestare le  pedane chip,  

La musica si abbassa, la sirena dell’auto apripista ci dichiara che il vincitore sta arrivando, eccolo, è ancora lui e solo lui, l’ottimo Francesco Minerva (Montedoro Noci), vice campione europeo di categoria sula mezza maratona ad Alicante quindici giorni fa, vince la gara in 31:47, divenendo altresì il campione regionale sulla 10km SM40.

Grande Francesco e grande Antonio, Antonio Redi (Dynamyk Fitness Palo del Colle), l’unico capace di resistere a lungo al ritmo di Minerva, per concludere secondo in 32:33, sotto lo sguardo di mister Sternativo. Canotta rossa sulla sua pelle nera, il gran sorriso buono di Allul Sakine (Podistica Taras Taranto), che conquista il terzo gradino del podio in 33:56.

Negli ultimi metri il sorpasso del vitale Mimmo Tedone, il capitano della Dynamyk Fitness Palo del Colle, che ottiene il quarto posto in 34:08, sull’affaticato Vito Sardella (Montedoro Noci), che senz’altro soffre più di altri il caldo, che conclude quinto in 34:20. Gran bella gara per il capace Nicola Muciaccia (Atletica Tommaso Assi Trani), sesto in 34:43, seguito dal reattivo Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle), settimo in 34:48, a sua volta seguito dal tenace Giuseppe Lacarbonara (Atletica Talsano), ottavo in 34:54. Altra bella prestazione per il giovanissimo Marco Patruno (Amatori Putignano), nono in 35:13, con il sempre combattivo Nicola Colonna (Dynamyk Fitness Palo del Colle), decimo in 35:18.

Al femminile, sempre solare e sorridente, Marta Alò (Alteratletica Locorotondo), chiude in 38:20 aggiudicandosi gara e titolo di campione regionale SF35. Non può mancare e non manca, Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), è brillante seconda in 39:00; stupendo, epico, anche al limite della regolarità, il duello per il terzo posto tra Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato) e Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), che chiudono entrambe in 41:40: il sensore chip assegna il terzo posto a Marie France su Mariantonietta, un applauso ad entrambe! Sempre determinata, Ornella Donghia (Nadir On the road Putignano) è quinta in 42:13, segue la capace Francesca Riti (Montedoro Noci), sesta in 42:21, e la costante Marisa Russo (Marathon Massafra), settima in 42:33 sulla sempre presente Mara Lavarra (Amatori Putignano), ottava in 43:17. Dopo i problemi di inizio stagione, prosegue il costante miglioramento di Delia Mastrorosa (Atletica Monopoli), nona in 43:38, con la grintosa Antonia Chiochia (Taranto Sportiva) a chiudere il veloce treno delle prime dieci signore in 43:46.

Continuo a incitare tutti fino alla fine, 683 sono i finisher, con gli arrivi chiusi in campo femminile da Tiziana Catella (Podistica Taras Taranto) in 1:22:23 e dalla coppia dei terribili nonni, Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano) e Leonardo Palmisano (Alberobello Running), entrambi in 1:22:324.

Le varie interviste al volo denotano due componenti fondamentali: il gran caldo e la perfezione organizzativa della manifestazione che ottiene consensi ed applausi, che riporto fedelmente.

Intanto, una busta ristoro sigillata contenente bottiglietta di acqua, banana, biscottini e bustina di sali da sciogliere permette agli arrivati di ritrovare le forze; gli organizzatori non lesinano bustine, con tanti che ricorrono al doppio, triplo giro, oggi anche giustificato dal gran caldo e dalla voglia d rimettersi in sesto.

Già pronte le classifiche, si attendono gli ultimissimi per cominciare la cerimonia di premiazione, già peraltro avviata con i piccolissimi partecipanti alla gara in pista.

Tutto pronto, il dado è tratto, finalmente si possono celebrare i due vincitori, Alò e Minerva, per loro un monile, il trofeo, bottiglie di vino, la massima corona di alloro e… tanti applausi. Ci sarebbe la maglia di campione regionale per entrambi, ma un guasto al pulmino degli addetti Fidal all’ultimo istante ha costretto ad un rapido travaso nelle auto, con le suddette maglie che saranno consegnate prossimamente.

Intanto, categoria per categoria, salgono sul palco/podio i primi cinque: per i primi tre un monile, per gli restanti due il tris di vini, ogni vincitore ottiene la corono di alloro, massimo premio come la storia insegna.

L’ultima premiazione riguarda i team per numero di arrivati: vince la Montedoro Noci su Marathon Massafra, Amatori Putignano, Correre è salute Mottola e Taranto Sportiva, premiate con confezioni di bottiglie di vino.

La classifica relativa al titolo di campione regionale di società vede in campo maschile trionfare la Montedoro Noci su Atletica Tommaso Assi Trani e Taranto Sportiva; in campo femminile vince il titolo la Nadir on the road Putignano su Atletica Tommaso Assi Trani e Atletica Monopoli. La consegna dei trofei avverrà nell’ambito della premiazione annuale del Campionato Corripuglia.

I ringraziamenti del presidente Campo, la foto di gruppo, lo spumante che … benedice tutti e la manifestazione è finita.

Non penso di poter essere contraddetto elogiando gli sforzi fatti da questo simpatico ed umile gruppo di atleti, il cui unico intento è ben figurare ed assicurare una realtà sportiva alla città. Complimenti a tutti i soci della Podistica Carosino, felice per essere stato con loro ed uno di loro.

Andando via, ho riletto il cartello: “Carosino, la città del vino e del podismo…”  

Campioni regionali master 2018:

Uomini:

SM35 – Antonio Redi (Dynamyk Fitness Palo del Colle) 32:33

SM40 - Francesco Minerva (Montedoro Noci) 31:47

SM45 – Domenico Tedone (Dynamyk Fitness Palo del Colle) 34:08

SM50 – Nicola Colonna (Dynamyk Fitness Palo del Colle) 35:18

SM55 – Vincenzo Romano (Montedoro Noci) 36:11

SM60 – Francesco Campanelli (Correre è salute Mottola) 42:06

 SM65 – Michele Gallo (Montedoro Noci) 37:38

SM70 – Vincenzo Indellicati (Gioia Running) 47:07

SM75 – Giovanni Ronco (Gioia Running) 49:50

SM80 – Vitantonio Lippolis (Montedoro Noci) 1:04:26

SM85 – Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano) 1:22:24

SM90 – Leonardo Palmisano (Alberobello Running) 1:22:24

Società: Asd Montedoro Noci 1412 punti

Donne:

SF35 – Marta Alò (Alteratletica Locorotondo) 38:20

SF40 – Daniela Tropiano (Atletica Monopoli) 39:00

SF45 – Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato) 41:40

SF50 – Vincenza Falcetta (Gymnasium San Pancrazio Salentino) 45:14

SF55 – Palma Verna (Gioia Running) 51:46

SF60 – Alessandra Caamassa (GPDM Lecce) 48:44

SF65 – Pasqua Loviglio (Atletic Club Altamura) 1:00:23

Scietà: Nadir on the road Putignano 819 punti

 

Martedì, 05 Giugno 2018 14:11

Conversano (BA) - 24° Giro degli Archi

Un gran caldo, accresciuto dal forte tasso di umidità, ha caratterizzato lo svolgimento della 24^ edizione del Giro degli Archi, tradizionale manifestazione podistica andata in scena sabato 2 giugno 2018 alle ore 19.00.

Niente pioggia, non come lo scorso anno, e la gara si è potuta sviluppare sull’autentico tracciato del Giro, da sempre ricco di saliscendi, di scalinate, di chianche scivolose, di archi, di gradini, di strettoie medioevali, tanto da definirlo un “urban trail”.

Percorso affascinante e faticoso, un tuffo nell’arte e nella bellezza di Conversano, centro a pochi chilometri da Bari famoso per le continue iniziative culturali, per le ciliegie e per bellezza del centro storico, a cominciare dal Castello e dalla Basilica.

Organizzazione Fidal a cura della US Giovani Atleti dell’ingegner Michele Paparella, anche se il vero e proprio deus ex machina è Ninni Cavallo, con la sua Asd Pugliavventura, da sempre al centro di una continua attività promozionale, sportiva e non, a favore di tutti i giovani e ragazzi del posto.

Ritrovo fissato in Piazza Castello, la cui zona è interdetta alla circolazione della auto: ottimo il consiglio sul regolamento della manifestazione di lasciare la propria vettura nella zona delle scuole liceali di Via Positano, non troppo distante e gratuito.

Rapida distribuzione di pettorali, chip e pacchi gara: l’iscrizione fissata in euro 5.00, regala una confezione di ciliegie ferrovia e un simpatico paio di occhiali da sole, ottimi per correre.

La struttura dei bagni, fissa, è in Piazza Garibaldi; presenti in zona alcune fontane per bagnarsi e bere, quanto mai utile dato il caldo.

E’ già partita, intanto, la gara non competitiva, la cosiddetta “Chiancata”, con in gara nonni e nipoti, giovani, bambini, anziani, donne, famiglie intere, tutti nel puro spirito sportivo.

E mentre loro corrono, gli atleti competitivi, dopo essersi cambiati e aver indossato i completini sociali, cominciano le tradizionali fasi del riscaldamento, cercando di prepararsi al meglio alla competizione. 347 gli iscritti Fidal, per questa manifestazione valevole come 3^ tappa del Trofeo provinciale “Terra di Bari”.

A presentare la manifestazione, almeno sino alla partenza, la cara voce di Paolo Liuzzi, che impegni familiari portano subito via, con microfono tra le mani di Ninni Cavallo, che se la cava anche piuttosto bene…

Partenza avvenuta in maniera corretta e precisa, gli atleti si lanciano da subito su questo percorso che mi confermeranno essere davvero tecnico, difficile, ma mai noioso, permettendo di non annoiarsi mai tra scenari pittoreschi e cambi di ritmo.

Un netto favorito in campo maschile, Guastamacchia, con Bianco possibile outsider; molto più difficile il pronostico al femminle, sarà un piacere scoprire chi vincerà.

Due giri di pari distanza, circa 5000 metri, compongono il percorso che porta gli atleti in piazza Castello e poi, di nuovo, in Corso Morea e quindi alla nostra vista e a quella del numeroso pubblico, interessato e piuttosto disciplinato, rispettoso dietro le transenne.

Molto bello il colpo d’occhio in piazza Castello, bandiere, bandierine e vele dell’organizzazione creano con i riflessi del sole uno scenario fantastico, accresciuta dalla bellezza dei luoghi…

Come da previsione, Guastamacchia conduce tra gli uomini, il distacco è già ampio, segue Rotolo e poi Bianco, via via tutti gli altri. Al femminile, ed è questa la risposta che aspettavamo, è in testa Dominga Mongelli, anche lei ha già dato un bel distacco alle avversarie.

Progressivamente passano tutti, è un lento divenire, con gli applausi del pubblico e i saluti dei conoscenti, ecco anche gli ultimissimi, mentre è inconfondibile la sirena della moto apripista che giù segnala l’arrivo del vincitore.

Per fortuna non si verificano sovrapposizioni, Rodolfo Guastamacchia (Atleticamente Modugno) va ad affermarsi in 35:20, allungando la sua serie di successi in carriera. Alle spalle del maestro Rodolfo, Gianpiero Bianco (Running Team D’Angela Sport Turi) chiude secondo, in rimonta, in 36:28, con l’ottimo Domenico Rotolo, conversanese tesserato per la Nadir on the road Putignano, terzo in 36:42.

Completato il podio, è Nicola Bellomo (Dynamyk Fitness Palo del Colle) a conquistarsi gli elogi, quarto in 37:17, a precedere l’emergente Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), quinto in 38:03. Molto bravo, Michele Tedone (Amici Strada del Tesoro Bari) è sesto in 38:12, con il giovane (ma corre da una vita!) Marco Triggiani (La Fenice Casamassima), che rivedo con piacere, settimo in 39:00. Sempre al vertice, Paolo Sgarra (Atl. Tommaso Assi Trani) è ottavo in 39:07, davanti al duo della Dof Amatori Turi, il burlone Giuseppe Calabrese, nono in 39:07, e il “tosto” Aldo Mariani, decimo in 39:20.

Felice, felicissima, braccia alzate al cielo, Dominga Mongelli (Atletica Adelfia) va (se la memoria non mi inganna) a conquistare il primo trionfo della sua carriera aggiudicandosi la gara rosa in 44:48. Applausi meritatissimi per questa ragazza che mette in ogni corsa tutta la grinta e tutto l’impegno, ancora complimenti! Secondo gradino del podio per Carmen Albani (Atletica Polignano), altra atleta sempre generosissima, in 46:23, con l’ottima Vincenza De Fazio (Road Running Molfetta), altro volto “nuovo”, terza in 46:35. Oramai valida scopritrice di talenti, Adriana Dammicco (Atletica Bitritto), sempre valida, è quarta in 47:00, a precedere la tenace Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno), quinta in 47:06, e la gagliarda Tiziana Sgherza (Barletta Sportiva), sesta in 47:19. Tra una sei ore e l’altra, una breve: Erica Delfine è settima in 48:13, davanti alla raffinata Margherita Sisto (Avis in Corsa Conversano), ottava in 49:44. Brava, Mathilde Marie Guillon Verne (Alberobello Running) è nona in 50:05, con la mai doma Domenica Ceglie (Bio Ambra New Age) a chiudere la top ten, decima in 51:36.

Una bottiglia d’acqua e una banana costituiscono il reintegratore naturale offerto dall’organizzazione per riprendere le forze; intanto proseguono gli arrivi, chi sprinta, chi bestemmia, chi lancia una dedica, chi bacia il figlio…

Attendiamo tutti gli arrivati, 323, con graduatoria completata dal trio Annalisa Orofino (Atleticamente – 1:19:12), Maria Cristina Marinelli (La Fenice – 1:19:13) e Pasquale “Squalo” Miraglino (Atleticamente – 1h19:14), accompagnati dal vincitore Guastamacchia, in un bel quadretto… societario!

Cominciano a scendere le prime ombre della sera, continua a percepirsi però il caldo – umido, le classifiche sono subito approntate grazie al lavoro del giudice Gratton e della società rilevatrice dei crono, per l’occasione rappresentata dal bravo Vito Candela.

Nell’anfiteatro della villa le premiazioni, il dj sul palco comincia un gioco a premi interattivo con i cellulari che coinvolge i giovanissimi, ma un po’ snerva gli atleti smaniosi di essere premiati e di tornare a casa.

L’esperienza di Ninno Cavallo fa sospendere il gioco e si parte con le premiazioni che riguardano dapprima i due vincitori, Guastamacchia e Mongelli, per passare ai primi tre di ciascuna categoria. Trofei e medaglie lasciano a tutti i meritevoli un ricordo incancellabile, premi in natura regalano qualcosa di concreto.

Gran gesto di Margherita Sisto che, da conversanese, lascia il suo premio a chi segue nella sua categoria, la simpaticissima Lucia Oliva; la buona sorte vuole che comunque Margherita sia premiata ottenendo il  premio come prima atleta locale. Premi speciali anche per il primo conversanese, Domenico Rotolo; una ridda di premi poi per la non competitiva, dal più giovane, al più grande ai più veloci…

Ultimo atto ufficiale il trofeo per le prime tre società per numero di arrivati: vince la Amici Strada del Tesoro su Atleticamente e Atletica Polignano.

E’ davvero finita, Conversano ritorna alla sue veste di passeggio e di vita serale tradizionale…

Francamente, confesso che ho gradito questa manifestazione che mi è sembrata ben organizzata, con il percorso chiuso al traffico, continuamente sorvegliato (andrebbe solo gestito meglio nelle fasi finali ii blocco al pubblico che ha invaso le strade incurante degli ultimi…), ben gestita, non esosa, che merita davvero i complimenti e la presenza per la 25^ edizione.      

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