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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Un altro morto durante una maratona, questa volta è accaduto a Londra, domenica scorsa.

Il 29enne Matt Campbell, famoso chef in patria, è crollato a terra intorno al 36° chilometro, vicino alla Tower Hill, e nonostante “l’immediato soccorso dei sanitari e il conseguente ricovero in ospedale”, come assicurano gli organizzatori, è morto alcune ore dopo.

Difficile pensare possa essere stata la temperatura, 23/25 gradi sono tanti per Londra ma pochi rispetto ad altre maratone, a cominciare dalla concomitante Padova, più realistico pensare ad un malessere del concorrente.

Matt, originario di Kendal, nel nordovest dell’Inghilterra, aveva deciso di correre la London Marathon in memoria del papà deceduto 18 mesi fa, con il quale – e con il fratello Josh - nel 2016 aveva corso la sua prima maratona. “Mio padre è stato l’uomo che più mi ha ispirato nella mia vita. Mi ha detto: so che puoi farlo e devi farlo. Così ho deciso di correre la maratona”, aveva recentemente dichiarato Campbell.

Da aggiungere che lo stesso Campbell aveva corso l’8 aprile la Greater Manchester Marathon, in 2:56:50, questa sarebbe stata la sua seconda maratona in 15 giorni…

Lo chef –maratoneta era in gara anche per raccogliere denaro per la fondazione Brathay Trust, un’associazione caritatevole che sostiene i ragazzi in difficoltà.

Campbell era famoso in Inghilterra come chef: nel 2009 era arrivato secondo - ad appena 20 anni - a Young Chef of the Year; aveva poi lavorato in ristoranti stellati Michelin; quest’anno aveva partecipato a The Masterchef: The Professionals, trasmesso dalla BBC.

“Era un uomo adorabile, di buon cuore e con i piedi per terra, credo che fosse pronto a diventare il prossimo grande innovatore nel cibo britannico. Stava compiendo un tour durante il quale ha avuto modo di ispirare molti giovani chef”, ha dichiarato Helen Hokin, la portavoce di Campbell.

"Una pessima notizia. Era intelligente, creativo e innovativo. Il mio pensiero va alla sua famiglia", il messaggio su twitter del giornalista Jay Rayner. Anche la critica Grace Dent ha espresso il suo “dolore insondabile per la perdita di un talento brillante”. 

Il 33enne keniano Eliud Kipchoge vince la 38^ London Marathon in 2h04:17: per il campione olimpico si tratta del terzo successo della carriera nella capitale britannica (2015, 2016 e 2018), come già hanno fatto il connazionale Martin Lel, il portoghese Pinto e il messicano Ceron.
E’ secondo l'etiope Tola Shura Kitata in 2h04:49, terzo l’idolo locale Mo Farah in 2h06:21, che con questo tempo diviene il recordman nazionale.
Quarto il due volte campione del mondo Abel Kirui in 2h07:07, quinto Bedan Karoki in 2h08:34, sesto Kenenisa Bekele in 2h08:53, ottavo Daniel Wanjiru, vincitore di un anno fa, in 2h10:35.

Kipchoge, alla decima maratona della carriera, coglie così il nono successo sulla distanza (gli ultimi otto consecutivi): in una giornata dal clima quasi estivo, corre in maniera regolare (dal 35° al 40° km corre a 3’ al km!), staccando man mano gli altri otto iniziali compagni di fuga. Questi i suoi passaggi intermedi: 13:48/ 5km, 28:19/ 10km, 43:05/ 15km, 57:52/ 20km, 1h01:00/ mezza maratona, 1h12:36/ 25km, 1h27:24/ 30km, 1h42:33/ 35km, 1h57:35/ 40km, 2h04:27 finale.
L’ultimo a cedere è il 22enne etiope Kitata, che ha retto con il vincitore fino al 37° km, chiudendo comunque al secondo posto e migliorando il proprio pb (2h05:50 a Francoforte in autunno) di oltre un minuto, quarta prestazione under 23 all-time.
Terzo Mo Farah, che ha ceduto ai primi due solo al 28° km, realizzando comunque il nuovo primato nazionale che apparteneva sinora a Steve Jones (2h07:13) e la terza prestazione europea della storia dietro il norvegese Moen (2h05:48) e il turco-keniano Kigen (2h06:10).

Al femminile, vittoria per la 35enne keniana Vivian Cheruiyot, che raggiunge e supera al 35° km la favorita connazionale Mary Keitany, imponendosi in 2h18:31; seconda l’altra keniana Brigid Kosgei (2h20:13, pb), terza l'etiope Tadelech Bekele (2h21:40, pb), quarta ancora una keniana, Gladys Cherono in 2h24:10, quinta Keitany, che chiude in 2h24:27. Ritirata l’etiope Tirunesh Dibaba per problemi muscolari dopo il 30° km, dopo essere stata in testa nei primi 18° km con Keitany.
La Cheruiyot (un titolo olimpico, cinque titoli mondiali, due argenti olimpici e due mondiali, un bronzo fra pista e cross) ottiene il pb sulla distanza dopo l’esordio proprio a Londra nel 2017 (quarta in 2h23:50) e la vittoria in autunno a Francoforte (2h23:35). Molto regolare la sua condotta di gara, il passaggio alla mezza in 1h08:56, la seconda parte in 1h09:35, questi i suoi passaggi: 16:15/ 5km, 32:53/ 10km, 49:18/ 15km, 1h05:31/ 20km, 1h08:56/ mezza maratona, 1h21:56/ 25km, 1h38:19/ 30km, 1h54:48/ 35km, 2h11:08/ 40km, 2h18:31 finale.
Grossa delusione per Mary Keitany che cercava il primato del mondo in gara mista (già suo è quello in gara “solo donne” in 2h17:01) e il quarto successo a Londra, come la norvegese Ingrid Kristiansen. A lungo sotto il primato mondiale di Paula Radcliffe, la Keitany ha rallentato nella seconda parte di gara, per crollare nel finale, finendo addirittura al 5° posto. 

Venerdì, 20 Aprile 2018 22:45

Roberto Barbi squalificato fino al 2032

Roberto Barbi accumula una nuova squalifica a seguito della partecipazione non consentita alla 12^ Porretta Terme-Corno alle Scale (BO) dello scorso 30 luglio 2017: in particolare, l’ex maratoneta toscano prima radiato per reiterato doping e poi in base al ricorso squalificato fino al 9 marzo 2024, prendeva parte alla suddetta 30 chilometri inserita nel calendario UISP, tagliando il traguardo competitivo.

Questa la sentenza: “La Seconda Sezione del TNA, in accoglimento della richiesta della Procura Nazionale Antidoping, dichiara sussistente la violazione dell’art. 4.12.1 CSA contestata al sig. Roberto Barbi (tesserato FIDAL) e statuisce che la squalifica pendente sullo stesso decorra nuovamente a far data dal 30 luglio 2017 (nuovo termine finale al 29 luglio 2032), in applicazione dell’art. 4.12.3 CSA. Condanna il sig. Barbi al pagamento delle spese del presente procedimento, che liquida in € 350,00.

La squalifica di Barbi, essendo nato il 25 marzo 1965, terminerà quando l’ex atleta avrà 67 anni.

Ecco la regola infranta da Barbi:

4.12.3 Violazione del divieto di partecipazione durante una squalifica.

Qualora l’Atleta o altra Persona violi il divieto di partecipazione di cui al comma 4.12.1, i risultati ottenuti a seguito di tale partecipazione saranno invalidati ed il periodo di squalifica originariamente comminato, dovrà ricominciare a decorrere dalla data della violazione. Il nuovo periodo di squalifica può essere ridotto ai sensi dell’articolo 4.5.2 se l’Atleta o altra Persona dimostra la propria assenza di colpa o negligenza significativa per la violazione del divieto di partecipazione. Sarà il CONI-NADO a determinare se l’Atleta o altra Persona abbia o meno violato il divieto di partecipazione e se sia appropriata una riduzione ai sensi dell’articolo 4.5.2. E’ possibile ricorrere in appello avverso tale decisione ai sensi dell’art. 32.

Qualora il Personale di supporto dell’Atleta o altra persona assistano un soggetto nel contravvenire al divieto di partecipazione durante il periodo di squalifica, l’Organizzazione antidoping avente competenza nei confronti di tale personale di supporto o altra persona dovrà procedere alla erogazione di sanzioni per violazione dell’articolo 2.9 relativamente all’assistenza di cui sopra.

Per completezza, segnaliamo anche che Matteo Giovannelli, del comitato organizzatore della Porretta-Corno alle Scale, in data 15 febbraio 2018 ha ricevuto da parte del Tribunale nazionale antidoping l'avviso ufficiale di archiviazione di ogni accusa per sé e l'organizzazione.

 

Il TNA (Tribunale Nazionale Antidoping) ha sospeso in via cautelare Federica Poletti, tesserata per il GS Fulgor Prato Sesia) dopo un controllo al trmine della 38^ Biella-Piedicavallo, dove l’atleta aveva chiuso in terza posizione in 1:23:50 alle spalle della vincitrice Giorgia Morano (1:17:57) e di Valeria Roffino, seconda in 1:18:18.

Questo il comunicato ufficiale: La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare l’atleta Federica Poletti (tesserata FIDAL) riscontrata positiva alla sostanza Clostebol Metabolita a seguito di un controllo disposto da NADO Italia al termine della gara di atletica leggera “38^ Gara Podistica Biella - Piedicavallo” svoltasi a Piedicavallo il 25 marzo 2018.

Queste le dichiarazioni rilasciate dall’organizzatore, Claudio Piana: «Non mi aspettavo di avere un’atleta positiva. Di controlli ne fanno tanti e qualcuno cade nella rete. Poletti si è giustificata e io credo nella presunzione d’innocenza».

Sul profilo Facebook, Poletti scrive: «A fine gara ci chiamarono per il controllo antidoping, mi sottoposi senza problemi e con la coscienza pulita. Al termine tornai a casa tranquillissima anche perché più che pillola e ferro non assumevo. Alcuni giorni dopo mi chiamarono dalla procura antidoping di Roma dicendomi di essere risultata positiva al test antidoping per il Clostebol, steroide anabolizzante contenuto solo in pomata o spray cutaneo. Per me fu una doccia fredda: non riuscivo a capire il motivo, cosa avessi potuto usare, fino a quando dopo un sacco di ricerche notai che questa sostanza era contenuta in una pomata chiamata “Trofodermin” che usavo per la cura di un brufolo infiammato, mai avrei pensato di doparmi con una crema. Non ci sono parole per descrivere il mio stato umorale. Per me è un momento difficile da superare, chi mi conosce sa che la forza la grinta e il sorriso non mi manca sia nelle vittorie che nelle sconfitte, cercherò di andare avanti a testa alta perché la coscienza ce l’ho pulita». 

 

Martedì, 17 Aprile 2018 17:35

Massafra (TA) - 9^ Stracittadina Massafrese

Nell’ennesima domenica di grandi concomitanze, dai Vivicittà al trail di Andria, la Stracittadina Massafrese tiene bene e registra 1083 iscritti.

Valevole come quinta tappa del Campionato Regionale Corripuglia, la manifestazione si dimostra ben organizzata, con la novità del tracciato portato a 10000 metri esatti, distanza certificata ed omologata.

Il ritrovo è fissato come da tradizione, nella dorsale est di Corsa Roma, dove, presso il Bar Aurora, si ritirano con “poca” coda ricevute di iscrizione e coupon per il ritiro dei pacchi gara (più pettorale e chip unico per coloro che debuttano nel campionato).

Sette euro la quota d’iscrizione, sufficientemente ricchi i pacchi gara, che contengono prodotti alimentari ed integratori vari.

Già risolto il problema del parcheggio, con vaste aree a disposizione, alcuni bagni chimici allontanano paure ed ansie, soprattutto in maniera civile.

Giornata dal clima mite, il cielo è grigio, per fortuna solo sparute gocce di pioggia nel pre-gara causeranno timori per la giornata, rimasta viceversa del tutto asciutta. Quel sottile vento contrario creerà qualche disagio ai corridori, ma nulla di trascendentale.

E’ Michele Cuoco il presentatore della manifestazione: voce rodata, commenta con enfasi ogni momento della manifestazione, dimostrando il suo amore per l’atletica.

Dopo le foto di gruppo, il caffè, gli abbracci, i selfie, gli sfottò, gli atleti spariscono per alcuni minuti per andarsi a cambiare e vestire i completi da gara: rapidissimi, sono ben presto sul lungo Corso per effettuare le operazioni di risveglio muscolare.

E’ il momento più bello della gara: dico così perché in queste fasi corrono tutti, tutti sorridono e si divertono, il Corso è un andirivieni di canotte colorate e festose che riempiono di gioia la città che ci ospita, tutti uguali, tutti amici.

Contribuisce anche Angela Azzone, “miss energia”, personal trainer – podista che aiuta a prepararsi alla competizione con i suoi esercizi guidati dal vasto palco, già pronto per il dopo gara.

Ma l’orario di partenza si avvicina, i giudici ed addetti vari cominciano ad invitare gli atleti ad andarsi a schierare oltre la linea di via sotto l’arco gonfiabile dello sponsor unico del Corripuglia, la “Depur System”. Prima fascia riservata agli atleti più veloci, precedentemente selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia, con il pettorale contrassegnato da uno speciale bollino, che autorizza l’ingresso nella pole.

Raggruppati finalmente gli atleti, con il cordone umano dei soci della Marathon Massafra a tenerli sul punto di via, tutto è finalmente pronto.

Mi piace vedere l’espressione del volto di Tundra Chiaradia, la presidente della Marathon Massafra, i suoi occhi trattengono a fatica le lacrime, la sua ansia e soddisfazione si mescolano, tanto lavoro si va a concretizzare in questi attimi.

Il minuto di silenzio ricorda il Giudice Salvatore Pipino, scomparso in settimana: grazie per tutto quello che hai fatto per il nostro amato sport, piacere di averti conosciuto e scambiato con te tante impressioni.

Il secondo sparo, l’applauso di tutto il Corso, finalmente il terzo colpo e il serpentone si muove: la testa in maniera rapidissima, in maniera molto più rilassata la coda.

In gara anche numerosi atleti liberi, la speranza è di vederli tesserati per la prossima edizione.

Il percorso, blindato e controllato continuamente dagli addetti che hanno più volte bloccato il tentativo di alcune auto di inserirsi, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, attraversa la città nei primi chilometri, si distende poi nella zona più periferica in strade extraurbane per poi rientrare nel finale ancora nel cuore di Massafra, anche grazie al tradizionale salitone che apre ancora a Corso Roma, percorso ora in senso contrario rispetto all’avvio e che conduce al traguardo, dove è possibile prodursi in lunghi sprint.

L’omologazione del tracciato ha portato a piccole modifiche, Minerva e Enzo Romano - intervistati da speaker Michele – descriveranno la comparsa di altre due salite, che hanno reso questo tracciato impegnativo, giustamente tecnico, senza grandi eccessi altimetrici; gli atleti sono stati infastiditi - come già detto – anche dal vento contrario.

Da migliorare, in qualche tratto, la blindatura del tracciato con nastri per evitare la possibilità di eventuali tagli come avvenuto in una piazza, all’incirca al 3° chilometro, tagliata diagonalmente e non costeggiata lateralmente, o di alcuni marciapiedi, riducendo la distanza (peraltro omologata).

Ottima la sistemazione della zona arrivo: i liberi hanno un corridoio di uscita a parte, l’accesso è vietato ai non autorizzati, si può lavorare con estrema precisione.

Dal punto di vista agonistico, la gara maschile vive sul dominio di Francesco Minerva tra gli uomini con il solo Mino Albanese ad inseguirlo e a impensierirlo a qualche metro di distanza; stessa situazione in campo femminile con Daniela Tropiano a condurre e Ilenia Colucci a cercare di non farla andare “troppo” via.

Situazione rimasta immutata fino all’arrivo, con il brillante Francesco Minerva (Montedoro Noci) che si aggiudica la manifestazione (mi sembra per la 4^ volta) in 31:43, precedendo l’ottimo Mino Albanese (Marathon Crispiano), atleta massafrese e figlio d’arte, secondo in 32:06. Terzo posto per il carissimo “sudanese di Taranto” Allul Sakine (Podistica Taras), in 33:41.

In rodaggio, Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), al termine di una gara molto regolare, è quarto in 34:09, quinto posto in 34:53 per chef Nicola Conte (Amatori Cisternino), che, tra una pietanza e l’altra trova anche il tempo di allenarsi; sesto il buon Denis Greco (Tommaso Assi Trani), che al termine della battaglia con i suoi tanti dolori, chiude in 35:00. Giuseppe Lacarbonara (Atletica Talsano), sempre competitivo, è settimo in 35:15; 6 secondi in più per il continuo Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle), ottavo, a precedere il “sempreverde” Nicola Muciaccia (Assi Trani), nono in 35:25, e il reattivo Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), che raggiunge finalmente la top ten, in 35:42.

Al femminile, splendida prova per Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), l’antidiva per eccellenza: “corsa, simpatia, impegno e semplicità”, questo potrebbe essere lo slogan della bravissima atleta monopolitana. 39:49 il crono della vincitrice, mentre la sempre determinata, nonostante qualche problema fisico, Ilenia Colucci (Alteratletica Locorotondo), chiude in seconda posizione in 41:56. La star di casa, Marisa Russo (Marathon Massafra) chiude il podio in 42:27; la “nuova” Marisa è comunque sorridente e soddisfatta, un piacere vederla tranquilla. Molta brava, Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) è quarta in 42:36, andando a superare l’altrettanto capace Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), che conclude quinta in 42:51. Applausi sinceri per Nicoletta Ferrante (Atletica Talsano), che - in costante miglioramento – si classifica sesta in 43:21, davanti all’energica Emoke Csilla Pummer (Free Runners Molfetta), settima in 43:40. Non poteva mancare ed eccola Nicoletta Ramunno (Montedoro Noci), ottava in 43:49, davanti alla compagna di team, la vitalissima Francesca Riti, nona in 44:06, e alla indomabile Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), decima in 44:18.

1027 gli arrivati: chiudono, tra le donne, Maria Raffaella Marchianò (Correre è salute Mottola) in 1:23:14, e nonno Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano), che taglia il traguardo in 1:25:51, accompagnato da uno stuolo di ragazzini locali festanti, ricevendo il bacio della signora consorte non appena fermatosi.

Un sacchetto contenente un gustoso e profumato panino con mortadella, uno yogurt e una bottiglietta d’acqua ristorano gli affaticati atleti; l’organizzazione, portata a termine la distribuzione ufficiale, consegna liberamente i restanti sacchetti a chi… ha fame.

Già affisse le classifiche, alla presenza del presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone, e del locale assessore allo sport, Michele Bommino, inizia la cerimonia di premiazione.

Si comincia, com’è naturale, dai vincitori Minerva e Tropiano, che ritirano il trofeo Tebaide d’Italia, un ricco cesto di prodotti alimentari, un prodotto tecnico, un prosciutto e una confezione di lattine di birra: per loro due ulteriore allenamento, un potenziamento per gli arti superiori nel portar via tutta questa roba.

Si prosegue con i migliori della varie categorie (i primi cinque fino alla 60 maschile e alla 50 femminile, poi i primi tre delle restanti), tuti premiati con ricchi cesti o confezioni di lattine di birra. Una targa e una simpatica borsa premia i primi tre donatori Avis (Muciaccia, Tota, Evangelista).

Ultimo atto la premiazione dei primi 5 sodalizi per numero complessivo di arrivati: vince la Montedoro Noci su, nell’ordine, Nadir on the road Putignano, Amatori Putignano, Gioia Running e Taranto Sportiva.

A questo punto la manifestazione è davvero conclusa, ora comincia il momento peggiore, il dover smontare, pulire, ripristinare…

Nello stesso tempo è momento di bilanci: anche la 9^ edizione della Stracittadina Massafrese si conferma di alto livello, Enzo Romano ha dato un otto all’organizzazione, io aggiungo che è un otto da scuole superiori, quindi più alto… Lavora bene questo gruppo, è sensibile e attento alle critiche, per poi migliorare. E, considerando che la prossima sarà la decima edizione, mi aspetto una gran bella manifestazione.

Intanto il Corripuglia si sposta domenica prossima a Ostuni, per la tappa brindisina, in occasione dell’undicesima edizione della Maratonina degli Ulivi Secolari, che quest’anno torna a Villanova, sul mare, con meno salite e meno asperità. Ci vediamo là! 

La 122^ edizione della Boston Marathon, corsa oggi (nel pomeriggio italiano) in condizioni meteorologiche proibitive (sotto una violentissima pioggia, vento forte contrario e temperatura iniziale di 0 gradi poi saliti a 5 all’arrivo), registra a sorpresa la vittoria del giapponese Yuki Kawauchi tra gli uomini, e della statunitense Desiree Linden tra le donne.

Il giapponese chiude in 2:15:58 andando a riprendere negli ultimi chilometri il campione del mondo, il keniano Geoffrey Kirui, campione uscente, letteralmente crollato, che conclude in seconda posizione in 2:18:23. Terzo posto per Shadrack Biwott in 2:18:35. Ritirato Galen Rupp.

Kawauchi, 31enne di Tokyo, atleta non professionista e impiegato statale nella vita di tutti i giorni, che ogni anno corre almeno dieci maratone,  per averne corse più di tutti sotto le 2 ore e 20 minuti è entrato nel Guinness World Record: oggi è stato protagonista di una grande impresa mostrandosi pronto – dopo l’allungo al 30° km di Kirui - a raggiungere l’avversario e lasciarlo alle spalle. Kamauchi diventa così il secondo giapponese della storia – dopo il successo di Toshihiko Seko nel 1987 – a vincere a Boston.

Al femminile, dopo 33 anni torna a vincere un’atleta di casa: Linden domina la gara e chiude in 2:39:54. La statunitense passata in testa alla mezza in 1:19:41, in compagnia della keniana Rebercca Chesire, al 30° cambia passo e va via solitaria; seconda è la connazionale Sarah Sellers in 2:44:04, terza la canadese Krista Duchene in 2:44:20. Tutte statunitensi le prime dieci, con Shalane Flanagan – all’ultima maratona della carriera - settima in 2:46:31 e Edna Kiplagat, campionessa mondiale, solo decima.

Boston Marathon 2018


29.978 i partecipanti all’evento. 

gli italiani al traguardo sono stati 226, il primo uomo è stato Marco Pallini in 2h51'41" mentre la prima donna è stata Carlotta Federica Montanera in 3h20'12".
Per i risultati di tutti gli italiani vedere pezzo apposito.

Ordine d'arrivo maschile:

  • 1 Kawauchi, Yuki (JPN) Time 02:15:58
  • 2 Kirui, Geoffrey (KEN)  Time 02:18:23
  • 3 Biwott, Shadrack (USA) Time 02:18:35
  • 4 Pennel, Tyler (USA) Time 02:18:57
  • 5 Bumbalough, Andrew (USA) Time 02:19:52
  • 6 Smith, Scott (USA) Time 02:21:47
  • 7 Nageeye, Abdi (NED) Time 02:23:16
  • 8 Kibet, Elkanah (USA) Time 02:23:37
  • 9 Coolsaet, Reid (CAN) Time 02:25:02
  • 10 Vassallo, Daniel (USA) Time 02:27:50

Ordine d'arrivo femmniile:

  • 1 Linden, Desiree (USA) Time 02:39:54
  • 2 Sellers, Sarah (USA) Time 02:44:04 
  • 3 Duchene, Krista (CAN) Time 02:44:20 
  • 4 Hyland, Rachel (USA) time 02:44:29
  • 5 Chichester, Jessica (USA) time 02:45:23
  • 6 Dimercurio, Nicole (USA) time 02:45:52 
  • 7 Flanagan, Shalane (USA) time 02:46:31
  • 8 Reed, Kimi (USA) time 02:46:47
  • 9 Kiplagat, Edna (KEN) time 02:47:14
  • 10 Yoshitomi, Hiroko (JPN) time 02:48:29

 

La 20^ edizione della Sportisimo Prague Half Marathon (IAAF Gold Label, svoltasi lo scorso sabato 7 aprile, registra il dominio degli atleti keniani che conquistano l’intero podio maschile, tutti sotto l’ora: vince Benard Kimeli in 59:47 che precede Geoffrey Yegon, secondo in 59:56, e Peter Kwemoi, terzo in 59:58.

La gara è stata sin dall’inizio dominata dagli atleti africani con il gruppo di testa composto da 11 atleti che è passato al 5° km in 14:07; gruppo ridotto a 9 unità al passaggio al 10° km in 28:11 e poi a 8 al passaggio al 15° km in 42:33. Poco prima del 20° km (passaggio in 56:46) la svolta della gara: Kimeli, Kwemoi e Yegon si staccano, Kimeli allunga definitivamente e va a vincere.

Per dirla tutta, i keniani conquistano anche le successive sei posizioni (Abel Kipchumba 4° in 1:00:05, Shadrack Kiplagat 5° in 1:00:06, Abraham Kapsis Kipyatich 6° in 1:00:08, Justus Kipkogei Kangogo 7° in 1:00:24, Josphat Kimutai Tanui 8° in 1:01:14, Edmond Kipngetich 9° in 1:01:19) con il nostro Eyob Faniel che va a classificarsi decimo in 1:02:27, il suo nuovo personal best.

Il 25enne vicentino del Venicemarathon Club, allenato da Ruggiero Pertile, primo nell’ultima Venicemarathon in 2:12:16, migliora il suo precedente limite stabilito 15 giorni prima ai Mondiali di Valencia (1:02:37). Da considerare che Eyob è al terzo miglioramento in 34 giorni: il 4 marzo, infatti, a Parigi, aveva chiuso in 1:02:49.

Dodicesimo l’altro azzurro, il carabiniere 32enne Stefano La Rosa, in 1:02:57, secondo miglior tempo della carriera.

Grande gara in campo femminile con il successo della 27enne keniana Joan Chelimo Melly in 1:05:04, a soli tredici secondo dal record mondiale, miglior quinto tempo della storia sulla distanza. Seconda l’altra keniana Caroline Chepkoech Kipkirui in 1:06:09, terza l’etiope Worknesh Degefa in 1:08:10.

Seguono altre quattro keniane: 4^ Risper Chebet in 1:09:25, 5^ Antonina Kwambai in 1:09:48, 6^ Flomena Chepchirchir in 1:09:52, 7^ Gladys Kimaina in 1:10:40; ottava la ceka Eva Vrabcova-Nyvltova in 1:11;01, nona la bielorussa Sviatlana Kudzelich in 1:11:45, decima la nostra 46enne Catherine Bertone in 1:13:51, che manca il pb per soli 15 secondi, sfiorando l’ennesima impresa.

La gara femminile si sviluppa sin dall’inizio sull’azione incredibile di Melly e Chepkoech Kipkirui: passano insieme al 5° km in 14:51, poi Melly comincia ad allungare e passa al 10° in 30:14, al 15° in 45:54 e al 20° in 1:01:44, concludendo solitaria e vittoriosa.

10197 i finisher, di cui 3335 donne.

Martedì, 10 Aprile 2018 17:56

Canosa di Puglia (BT) - 21^ Diomediade

Solo 720 iscritti per la quarta tappa di Corripuglia, domenica scorsa a Canosa di Puglia: normale considerare la concomitanza con la maratone di Roma e di Milano, del trail a Corato e della gara a Ginosa, ma altrettanto normale la delusione degli organizzatori, che pure vanno dappertutto e che si sono prodigati per allestire una soddisfacentissima manifestazione.

Omologato il percorso ed edulcorato rispetto al recente passato (pur rimanendo logicamente tecnico, la morfologia di Canosa è quella e il paese non si può certamente spianarlo), con il rientro del quartier generale fissato in centro, si sperava in una maggiore risposta dei podisti pugliesi, contando magari anche su di una maggior partecipazione dei podisti foggiani, che continuano a rimanere in grande parte confinati nella loro provincia.

Delusione nei numeri (695 saranno i finisher), ma positivissimo svolgimento della manifestazione che conferma l’ottimo lavoro della Pro Canosa che, guidata esemplarmente dal presidente Tomaselli, è tornata ai vertici dell’atletica master regionale (l’avvio di un florido settore giovanile completerebbe l’opera…).

Ritrovo fissato pressa la centralissima piazza Vittorio Veneto, con consegna di pettorali, chip e premi di partecipazione in due distinti punti, poco distanti. Consegna avvenuta rapidamente, con costo d’iscrizione fissato a 8 euro trattandosi di gara nazionale.

A disposizione degli atleti, nell’angolo più nascosto della piazza, sono collocati alcuni bagni chimici che risolvono eventuali necessità dei partecipanti, evitando soprattutto scene poco decenti.

Giornata realmente primaverile, baciata dal sole, che invoglia a sentirsi positivi e a stare all’aria aperta; gli addobbi floreali nell’intera piazza concorrono a fornire gioia e piacere.

Si aggiunge la voce di Paolo Liuzzi, lo speaker della manifestazione, come sempre un valore aggiunto, che tra un dato ufficiale e l’altro, non manca di salutare, incitare, abbracciare idealmente tutti i protagonisti…  

La partenza è fissata su Corso San Sabino, sull’altro lato della piazza: già montato l’arco, si nota il lavoro di transennatura, che permetterà ai più veloci, preventivamente selezionati dalla Commissione Master della Fidal e dotati di uno speciale bollino posto sul pettorale, di partire davanti, in zona pole, garantendo così meritocrazia e sicurezza.

Ultime fasi delle operazioni di riscaldamento e, con l’avvicinarsi dell’orario di partenza, le 9.30, gli atleti prendono posto nelle rispettive zone di competenza. Gli atleti della società organizzatrice creano un cordone umano per garantire il via dal punto esatto, anche se i corridori sono per l’occasione estremamente disciplinati.

Prima del via, il minuto di silenzio per ricordare la scomparsa di Vincenzo Santovito, il caro amico podista di Andria, che ci ha lasciato la settimana scorsa a causa del “male”. Un abbraccio per Vincenzo – persona sempre umile e sincera – e per i suoi familiari: toccante il suono delle campane della Basilica di San Sabino durante la commemorazione, a ricordarlo ulteriormente.

E’ ora di partire, lo sparo del Giudice Capo De Lillo libera gli atleti che invadono le strade di Canosa… Illude la partenza con un tratto in piano e poi in discesa, perché pronta ecco apparire la salita, una salita che continua a lungo e succhia energia ai muscoli degli atleti. Quasi a metà tracciato il passaggio sul punto di via, ma in senso contrario, per poi avviarsi in strade extraurbane, con la deviazione che riporta in città per gli ultimi chilometri, con una nuova rilevante salita che apre agli ultimi metri che portano a tagliare il traguardo in Piazza Vittorio Veneto.

Tracciato duro, difficile, mai banale ed allenante, blindato al traffico, continuamente sorvegliato, con ristoro a metà distanza con bottigliette d’acqua. Al termine, buon ristoro finale, con l’aggiunta di quel gelato quanto mai gradito e gustoso, dopo tanta fatica.

La gara vive inizialmente sul comando di tre uomini, Marini, Greco e Mastrodonato; segue Nanula junior, incalza Loconte, poi Mimma. La lotta per le primissime posizione è affar loro, sarà interessante vedere come si evolverà.

Al femminile, la gara sembra essere subito scontata: la dottoressa Labianca, dopo aver condotto in loco il sabato pomeriggio il convegno sull’uso e sull’utilità degli integratori, conduce stamani la gara. Segue Tropiano, poi Filannino, il podio sembra essere già deciso.

Partito in seconda fascia, il bravo e sportivissimo Vito Loconte (Atletica Sprint Barletta) rimonta tutte le posizioni e va ad affermarsi in 34:28; il favorito della vigilia, Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Biscelgie), forse appesantito dai carichi di allenamento, è secondo in 34:38; completa il podio il capace cerignolano Francesco Marini (Tre Casali San Cesario), terzo in 34:47.       

Ottima quarta posizione per Matteo Mimma (Montedoro Noci) in 34:57 che precede il validissimo Denis Greco (Assi Trani), oggi meno sofferente del solito, quinto in 35:07. Altra splendida prestazione per Domenico Rotolo (Nadir on the road Putignano), sesto in 35:28, davanti al sempre presente Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle), settimo in 35:40, e al mitico Pino Miglietti (Montedoro Noci), ottavo in 35:46. Chiude in nona posizione Raffaele Nanula (Amatori Atletica Acquaviva), forse partito troppo forte, in 36:17, con il bravissimo Nicola Muciaccia (Assi Trani), decimo in 36:17. Primo atleta di Canosa e della società organizzatrice è il caro Antonio Di Giulio, undicesimo in 36:25.

Al femminile, come da pronostico, è prima la solare Francesca Labianca (Alteratletica Locorotondo) in 39:58, a precedere la tenace Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), seconda in 40:18, e l’energica Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta), terza in 42:27. Reduce dalla pista del pomeriggio precedente a Lecce, Marisa Russo (Marathon Massafra) è quarta in 42:53; il duello tra Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci) e Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) si risolve a favore della prima, quinta in 43:35, due secondi prima dell’altra, sesta; settima Teresa Lelario, con la nuova maglia dell’Athletic Academy Bari, in 44:08. Non tradisce neanche oggi ed è ottava Nicoletta Ramunno (Montedoro Noci) in 44:10, davanti alla mai doma Marilena Brudaglio (Dynamyk Palo), nona in 44:16; chiude la top ten l’abile Francesca Riti (Montedoro Noci), decima in 44:20.

Chiudono gli arrivi: Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto) in 1:23:35 e Giuseppe Mirizzi (Amatori Putignano), in 1:29:54; in gara anche alcuni atleti liberi, con l’organizzazione che ha premiato i primi cinque delle classifiche maschili e femminili.

E, a proposito di premiazioni, pronte in tempo reale le graduatorie, si parte subito con la consegna del trofeo ai due vincitori, Loconte e Labianca, che portano via altri numerosi premi, compreso il buono-ingresso per il locale museo.

Premio speciale per il primo canosino, Antonio Di Giulio, che ritira il trofeo Memorial Peppuccio Matarrese, l’indimenticabile podista locale, mio caro amico e compagno di tanti chilometri: la signora Matarrese consegna la coppa all’ottimo Antonio.

A seguire, cesti e confezioni di bottiglie di vino premiano i meritevoli delle varie categorie, fino ad arrivare all’ultimo atto, la premiazione delle società per numero complessivo di arrivati. Autoesclusasi, sportivamente, la Pro Canosa, la vittoria va alla Montedoro Noci su, nell’ordine, Tommaso Assi Trani, Nadir on the road Putignano, Amatori Putignano e Atletica Monopoli.

I saluti di Paolo chiudono la manifestazione, con la città riconsegnata alle tradizionali attività.

Numeri a parte, si conclude positivamente anche questa prova di Corripuglia, con l’appuntamento già per la prossima tappa, la quinta, domenica prossima a Massafra, in occasione della 9^ edizione della Stracittadina Massafrese.

 

In una domenica che ha visto l’Italia meteorologicamente capovolta, con il sole al nord e il maltempo al sud, si è svolta a Parabita, in provincia di Lecce, la 19^ edizione della Maratonina Salento d’Amare, valevole come terza prova del Corripuglia, il Campionato Regionale di ventidue tappe di corse su strada.

Grande protagonista la pioggia che a partire dalle 10,30 è andata sempre più intensificandosi, costringendo gli atleti alla doccia anticipata; non poteva mancare il vento, sempre protagonista nel Salento, che hanno accresciuto le difficoltà di un percorso certamente non semplice.

Ad organizzare la locale associazione Podistica presieduta dall’abile Antonio Leopizzi che tanto ha tenuto ospitare una tappa di Corripuglia nella sua città, favorito dal cambio regolamentare del Campionato, che – come fortemente voluto dal presidente regionale, Giacomo Leone – garantisce quest’anno almeno una tappa in ciascuna provincia della regione.

Peccato per i numeri, solo 621 iscritti, una cifra che ha davvero deluso tutti, spiegabile però da una serie congiunta di fattori. Innanzitutto la parzialissima partecipazione dei podisti leccesi che, ancora una volta, come a Novoli qualche anno fa, hanno deciso di non aderire al Corripuglia, pur in casa loro; il giorno di festa, la “domenica della Palme”, festività religiosa ancora molto sentita al sud; la lontananza del Salento; le previsioni che davano allerta meteo ed effettivamente di acqua ne è caduta tanta; la concomitanza con gare storiche extraregionali, come la Stramilano e la mezza di Agropoli.

Peccato, però, perché l’apprezzabilissima organizzazione della Podistica Parabita avrebbe senz’altro meritato di più…

Numerose le aree parcheggio circostanti al punto di ritrovo, che permettono di lasciare con comodità la propria vettura; a disposizione degli atleti alcuni bagni chimici, per ogni evenienza. Efficiente e spazioso il centro di distribuzione di pettorali e chip, senza eccessive code.

Dodici euro la tassa d’iscrizione base; diciotto per ricevere il simpatico pacco gara, una borsa a tracolla contenente un telo sport, una confezione di pasta fresca locale, una confezione di mustazzoli (dolci locali) e un bracciale a scatto.  

Partenza prevista per le ore 9.00, dieci minuti prima è dato il via alla manifestazione non competitiva riservata ai liberi, la Running and Walking to Associazione Angela Serra per la Ricerca sul Cancro, con la quota d’iscrizione - pari a cinque euro - interamente devoluta alla suddetta associazione.

Continuano intanto il riscaldamento muscolare gli atleti competitivi, la temperatura è rigida, l’umidità presente nell’aria accresce la sensazione di freddo, anche se nessuno vuole appesantirsi coprendosi troppo.

Come da regolamento Corripuglia, anche oggi è allestita in zona partenza la pole position riservata agli atleti più veloci (prescelti dalla Commissione master della Fidal Puglia), con il pettorale contrassegnato dallo speciale bollino che permette loro di partire davanti: questa volta però, rallentati dalla distanza più lunga, con la sede stradale sufficientemente larga e il numero dei partecipanti neanche troppo elevato, non ci sono problemi, la partenza avverrà in modo ordinato e senza pericoli per alcuno.

Prima di partire il saluto del locale Sindaco, Alfredo Cacciapaglia, accompagnato dall’Assessore alla Formazione e al lavoro della Regione Puglia, Sebastiano Leo.

Intanto, giunto il via libera dal percorso, il giudice può finalmente sparare il colpo di via.

Non mancano neanche oggi alcuni ritardatari che si accodano con lo svantaggio di circa due minuti, “buona fortuna” anche a loro, mentre gli spettatori più interessati e fotografi si spostano al centro del paese per l’unico passaggio cittadino che avviene dopo nemmeno due chilometri.

A presentare la manifestazione lo speaker del Salento, il brevissimo Antonio Tau, che ho ritrovato persino più in gamba di come ricordavo, sempre attento e preciso, presente anche nei momenti finali sotto la pioggia intensa.

Il suddetto passaggio vede in testa appaiati i due favoriti della manifestazione, il folletto santeramano Luigi Zullo e il campione salentino Gianmarco Buttazzo, più volte nazionale nella sua lunga carriera. Segue Villazala, presto incalzato da Francesco Marini, a sua volta seguito dal duo Salcedo e Coroneo.

Al femminile conduce Daniela Hajnal, segue Maddalena Carrino, poi Pamela Greco, Marisa Russo, il duo Ammirato-D’Onghia e infine Ramunno.

Da segnalare la presenza del gruppo pacer “Gli Orginali” con Laura Tassielli, Andrea Conte, Samanta Cirillo, Nicola Peschechera e tutti gli altri, sempre allegri e vitali, sempre pronti a guidare gli altri atleti verso il “proprio” traguardo, verso il tempo da abbattere.

Primi chilometri in discesa, poi abbandonando Parabita per dirigersi a Tuglie, una prima salita fa capire che il percorso, omologato, chiuso al traffico, ben sorvegliato, non è certamente facile. Numerose anche le buche, ma oramai è un problema nazionale.

Abbandonato il centro storico di Tuglie, con tanto di antica pavimentazione scivolosa perché bagnata, dopo aver attraversato San Simone, il tracciato conduce a Sannicola, all’incirca al 10° km, dove è posizionato anche il controllo intermedio. Numerose le strade di campagna tipiche della zona, non per niente il programma ufficiale descrive che si corre tra “borghi, strade poderali, centri storici, distese di ulivi e macchia mediterranea”.

Abbandonata anche Sannicola, si procede in direzione Chiesanuova, poi verso Alezio: il problema tra il 15° e il 18° chilometro è il vento contrario, che davvero costringe a “lavorare al doppio”.

E, sparito il vento, al rientro verso Parabita, comincia la salita, a compensare i primi chilometri corsi in discesa. Purtroppo, per chi non è tra i primissimi, gli ultimi chilometri (anche metà gara per gli ultimi) si corrono sotto la pioggia divenuta sempre più forte e battente.

Un problema muscolare negli ultimi tre chilometri rallenta Buttazzo: Luigino Zullo (Running Team D’Angela Sport Turi) va ad affermarsi in 1:13:44, un tempo ben oltre le sue possibilità ma dettato come detto dalla difficoltà del tracciato, dal vento, dalla pioggia. Un elogio alla sportività di Luigino che, immediatamente intervistato da Tau dopo aver tagliato il traguardo, chiarisce subito che il vincitore della manifestazione, senza problemi fisici, sarebbe stato Buttazzo. Onore alla sportività di Luigi, peccato per i guai di Gianmarco, ma il successo è comunque suo.

E, in effetti, la smorfia di dolore sul volte di Buttazzo, quel quasi trascinare la gamba tagliando il traguardo, denotano tutta la sua odierna difficoltà: per l’esponente della Casone Noceto il crono di 1:15:15, purtroppo gli anni passano per tutti, gli acciacchi aumentano e l’eccellente Gianmarco è arrivato a 41 anni…

Terzo, molto bravo, il triatleta spagnolo della N.E.S.T. Lecce, Christian Carton Villazala, che chiude in 1:15:17. Quarto un altro spagnolo Francisco Salcedo Pedrero, attualmente runcard ma che ha corso con la canotta de CUS Bari, società per la quale era iscritto come triatleta: 1:16:04 il suo tempo.

Quinta posizione per Emanuele Coroneo, validissimo atleta de La Mandra Calimera, in 1:16:19, che precede il cerignolano della Tre Casali San Cesario, il combattivo Francesco Marini, sesto in 1:17:13, e il suo presidente, l’amabile Christian Bergamo, settimo in 1:17:38, stesso tempo del grintoso Emanuele Capasa (Amatori Corigliano), ottavo. Sempre determinato, Vito Alò (Atletica Monopoli) è nono in 1:18:25, seguito da Mario Scrimieri, altro bolide de La Mandra Calimera, decimo in 1:18:57.

Al femminile continua sino al traguardo il dominio della biondissima salentina Daniela Hajnal (Vini Fantini Pescara) che si afferma meritatamente in 1:32:34; la rimonta della mai doma Marisa Russo (Marathon Massafra) si ferma in seconda posizione, ottenuta in 1:33:01; è terza la sempre brillante Maddalena Carrino (Team Pianeta Sport Massafra) in 1:33:38.

Chiuso il podio, è quarta la grintosa Pamela Greco (Saracenatletica Collepasso) in 1:33:44 a precedere l’immancabile Nicoletta Ramunno (Montedoro Noci), quinta in 1:36:02, e la decisa Ornella D’Onghia (Nadir on the road Putignano), sesta in 1:36:33. Risale fino alla settima posizione Antonella Patierno (Free Runners Molfetta), sempre brava, in 1:37:22, davanti alla positiva Francesca Riti (Montedoro Noci), ottava in 1:38:16, e al terribile duo di Monopoli, Stella Giampaolo e Cinzia Ammirato, rispettivamente nona in 1:38:19 e decima in 1:39:12. Undicesima, lasciatemela citare, la cara Fabiana Sonnante (Crispiano Marathon) in 1:39:27.

567 i finisher: al maschile chiude “baffo” Gaetano Milone (Free Runners Molfetta) in 2:35:27; al femminile il duo jonico composto da Annamaria Margherita Galiulo (Marathon massafra) e da Antonella Stani (Ikkos Atleti taranto) in 2:56:35.

Un buon ristoro finale rinfranca i bagnatissimi atleti, ma soprattutto la splendida medaglia artigianale in legno d’ulivo, davvero molto bella.

Pronte in tempo quasi reale le classifiche, si procede, anche a causa della pioggia battente, immediatamente alle premiazioni, quando gli ultimissimi atleti sono ancora in gara.

Non predisposta purtroppo una soluzione alternativa, ci si arrangia sotto un igloo gonfiabile di uno sponsor, davvero molto affollato, rendendo quasi impossibile – dopo aver preso tanta pioggia anche loro – il lavoro dei fotografi.

Si comincia dai due vincitori, Zullo e Hajnal che ritirano, unitamente a tanti premi in natura, il bellissimo trofeo ricavato in legno d’ulivo e realizzato a mano dall’ebanista Carlo Antonio Nicoletti.

A seguire i meritevoli delle varie categorie, tutti premiati con ricche buste di premi alimentari e bottiglie di vino, fino alla premiazione delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati che ritirano i trofei (e premio in danaro che sarà recapitato successivamente).

Ora la pioggia si è ridotta notevolmente, salutiamo Antonio Leopizzi e tutti gli altri validi organizzatori, lo speaker Tau e possiamo intraprendere il lungo viaggio di ritorno.

Giudizio finale senz’altro positivo, la gara è stata ben organizzata, peccato per la pioggia che ha rischiato davvero di rovinare la manifestazione.

Domenica pausa pasquale, il Corripuglia riprende l’8 aprile a Canosa, con la 21^ Diomediade, nel giorno delle Maratone di Roma e Milano…

 

Il cuore del podista è grande e batte forte, non solo nella corsa ma anche per le iniziative benefiche.

Ad esempio, quello di Nicola Di Silvio, charity runner della VeniceMarathon, che da anni organizza eventi e progetti a favore delle persone disabili e delle popolazioni colpite da calamità naturali.

Dopo il suo ultimo programma per "Disabili No limits" di Giusy Versace, Nicola ha deciso di avviare uno nuovo chiamato "Atlantide", destinato ad una struttura sportiva che gestisce, l’Oasi de Janas" (Oasi delle fate, in sardo), zona protetta tra la cittadina di Oristano e le coste puniche di Tharros, al cui interno sono presenti campi da gioco, aree dedite al tempo libero e al fitness.

L'obiettivo è l'abbattimento delle barriere architettoniche per facilitare l'accesso alle persone disabili con altre capacità motorie e sensoriali, l'acquisto di attrezzature ed ausili sportivi necessari, creando un polo sportivo idoneo alle loro caratteristiche psico-fisiche. Afferma Nicola: “Sarà un Centro di aggregazione sociale e di parità di valori tra normodotati e disabili. Faremo sì che in quest'area i nostri ospiti abbiano l'opportunità di socializzare, di sperimentare nuove attività e di sviluppare le loro potenzialità sportive, con l'aiuto di personale competente e di attrezzature idonee”.

Il mattino del 25 Aprile prossimo ci sarà un evento nazionale, tramite Facebook, chiamato "Running to Atlantide", dove diversi leader runner, sparsi sul territorio nazionale, organizzeranno delle FunRun per la diffusione del progetto e la relativa raccolta fondi, pubblicando foto e filmati in contemporanea.

Prosegue Nicola: “Sarà un gran progetto che richiederà passione, impegno e risorse... E come tutte le grandi missioni si ha bisogno di sostegno da parte di coloro che sono sensibili a tale tematiche e pronti a dare il proprio contributo. Noi ci crediamo. Se ci credi anche tu e vuoi dare un tuo aiuto economico puoi donare cliccando al seguente link: https://www.gofundme.com/atlantide”.

E’ possibile reperire informazioni anche sulla pagina facebook: http://www.facebook.com/AtlantideDisabilitySport/

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