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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Martedì, 09 Aprile 2019 22:32

Noci (BA) - 22^ Spaccanoci

7 Aprile - Tre i protagonisti della 22^ edizione della Spaccanoci: Francesco Quarato, vincitore assoluto; Viola Giustino, prima donna; la Montedoro Noci, società organizzatrice, per ospitalità e realizzazione della manifestazione. 

Giunta alla 22^ edizione, questa manifestazione si dimostra davvero al top, garantendo ogni servizio agli atleti ospiti convenuti.

Vasta zona parcheggio predisposta per le vetture degli atleti con tanto di bagni chimici, altri bagni chimici in zona partenza, oltre alle tradizionali strutture fisse; nuovo punto di disbrigo pratiche di iscrizione e ritiro pacchi gara, inizialmente un po’ complicato da trovare, ma poi perfettamente agevole e riparato per definire al meglio le operazioni.

Costo di iscrizione fissato ad 8 euro (gara nazionale); decisamente ricco il pacco gara, con tanti prodotti alimentari (contenuti nella sacca della Stramilano 2018) e il classico uovo di cioccolato dal peso di 300 grammi.

1484 gli scritti, numeri decisamente positivi se si considera la concomitanza con le maratona di Roma e Milano, il duathlon a Barletta, una gara nel leccese: Noci mantiene tutto il suo fascino ed è sempre tra le primissime, pur non raggiungendo più gli storici primati di oltre duemila iscritti.

Giornata dal clima favorevole, non eccessivamente freddo; il cielo però minaccia pioggia e, alla fine, potremo dire che ci è andata quasi bene!

Presenta la manifestazione, oggi finalmente in casa, Paolo Liuzzi, la voce della “strada” pugliese, esempio di simpatia, bravura, ilarità, compostezza e competenza.

Già montato l’ampio palco in piazza, si predispone la zona partenza con alte reti laterali per evitare le classiche furbate in avvio; ben posizionato il gazebo dei giudici ed addetti Fidal per il rilievo dei tempi e successive classifiche; positiva anche l’idea del palchetto laterale per riprendere al meglio gli atleti in avvio.

E gli atleti provvedono a riscaldarsi, il paese è letteralmente invaso da questi “pazzi” in calzoncini che vanno su e giù, riempiono le stradine di voci e colori, ridono, scattano, scherzano, si fermano all’improvviso per una foto.

Interessante sarebbe anche sapere il numero dei fotografi: senza falsa modestia potrei dire in Puglia di aver fatto scuola, dispiace solo quando ci si ferma tutti nello stesso punto, offrendo sostanzialmente le stesse immagini agli atleti.

I Giudici cominciano intanto ad invitare gli atleti ad andarsi a schierare per la partenza nella propria zona di competenza, la zona pole anche oggi è riservata agli atleti più veloci, selezionati preventivamente dalla Commissione Master della Fidal Puglia e dotati di speciale bollino distintivo sul pettorale. Tanti i furbi che cercano di passare, tanti i furboni che comunque entrano: osservo e registro mentalmente, il giorno che mi stancherò di fotografare si rispetteranno senz’altro meglio le regole…
Progressivamente gli atleti sono ordinatamente schierati dietro la linea di via, ma occorre stare fermi e in religioso silenzio perché comincia il minuto di raccoglimento per Giampiero Silvestri, troppo presto andato via, atleta volitivo ma soprattutto uomo buono.

Lo sparo decisivo è affidato a Nicole Orlando, la campionessa paralimpica, per il secondo anno consecutivo alla Spaccanoci, a portare il suo messaggio di forza, di riscatto, di reazione.

E lo sparo proietta gli atleti sul percorso, occhio però a partire troppo forte, questo tracciato è “tosto”.

Illudono i primi chilometri in parziale discesa, ben presto subentrano una serie di saliscendi che comportano un buon lavoro muscolare, ma è la salita tra il 5° e il 6° chilometro a far avere le visioni, gli atleti annaspano, maledicono, faticano, ma salgono; segue una breve discesa e poi una serie interminabile di saliscendi fino all’arrivo, sullo stesso punto della partenza, chiaramente in senso opposto.

Ben presidiato il tracciato, bloccato il traffico veicolare, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà percorso, buona anche la presenza di pubblico, ma troppo silenzioso per farsi notare dagli affaticati atleti.

I primi chilometri vedono in testa Giuliano Gaeta, atleta di Palo, forte ma ancora poco tattico, seguito da Susca e Quarato, a loro volta seguiti da Redi, Guastamacchia ed Uva. Al femminile è già in testa Giustino…

Vanno via gli atleti e non li vediamo più, la lotta si fa interessante, allunga Quarato, resiste in parte Susca, Gaeta arretra… Sempre Giustino al comando tra le donne.

La lunga Via Principe Umberto, sede di arrivo, sembra non finire mai, ma oramai ecco apparire la classica e decisamente bella casacca del Team Pianeta Sport, la indossa chiaramente Francesco Quarato che va a vincere, il suo lungo scambio di cinque a cominciare dal tecnico Antonio Petino, e poi quel gesto a togliersi di dosso la polvere, “le chiacchiere” spiegherà lui, che va a cogliere il terzo successo in tre gare di Corripuglia 2019; 32:32 il suo crono, persino un piccolo gesto di affetto verso chi scrive mentre oltrepassa soddisfatto il traguardo.

Bravissimo, ancora sofferente ad un piede, ma Giovanni Susca (Atletica Amatori Cisternino) dimostra che talento e carattere ci sono, e sotto lo sguardo di mister Petino (un bravo anche ad Antonio, anche oggi due su due!) e di papà Francesco, coglie un ottimo secondo posto in 32:47.

Rimonta anche Antonio Redi, il bravo francavillese tesserato per la Dynamyk Palo, che conclude terzo in 33:07, un secondo prima del generoso Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), prima atleta della società organizzatrice, che se gestisse meglio le forze andrebbe senz’altro oltre l’odierno quarto posto in 33:08.

Classe 1986 e già una vita di atletica, successi e insegnamenti, Rodolfo Guastamacchia (Atleticamente Modugno) è quinto in 33:29, davanti al volto buono e gentile di Michele Uva (Free Runners Molfetta), sesto in 33:36, e al secondo atleta tesserato per la società organizzatrice, il salentino Luca Quarta, sempre combattivo, settimo in 33:44. Ottavo posto per il “vecchio lupo di mare”, il giovinazzese Rino Bonvino (Dynamyk Palo), in 34:07, davanti a due grandi, entrambi ancora alle prese con noie fisiche ma capaci di terminare nono e decimo, Denis Greco (Tommaso Assi Trani), in 34:27, e Francesco Minerva (Montedoro Noci), in 34:31.

Tra le donne, al termine di una lunga gara solitaria, chiude vittoriosa Viola Giustino (Giovani Atleti Bari), sempre concretamente di poche parole, reduce dal successo al Vivicittà di Bari, in 37:50; secondo posto per la brillante Miriana Parisi (Amatori Atletica Acquaviva), in 39:45, che precede la concreta Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), in ripresa dopo tante mezze maratone, terza in 40:00.
Quarta la bravissima Loredana Di Grazia (Giovani Atleti Bari), che avevo avuto modo di apprezzare sempre su distanze più brevi, in 40:15 su Damiana Monfreda (Amatori Atl. Acquaviva), apparsa un po’ stanca, quinta in 40:32, e su Francesca Riti (Montedoro Noci), mai doma, sesta in 41:20.  Segnali di miglioramento per Ornella Donghia (Nadir Putignano) settima in 41:52, mentre, senza eccessi – Ilenia Colucci (Alteratletica Locorotondo) è ottava in 41:54; troppi pensieri e dolore dopo la perdita improvvisa del giovanissimo nipote per Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), comunque nona in 42:07, davanti a Mara Lavarra (Amatori Putignano), sempre attiva, decima in 42:08.

1382 i finisher, con Anna Colacicco (Atletica Polignano) in 1:20:08, e l’86enne Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto) in 1:30:43 a chiudere le rispettive graduatorie.

Ristoro finale un po’ troppo essenziale, con consegna di un’arancia e di una bottiglietta d’acqua; solo più tardi, in piazza, uno sponsor provvede a cuocere le “birbe” di pollo, ma tanti sono già andati via o non se ne accorgono nemmeno!

Già disputata la gara dimostrativa per i diversamente abili, già svolta la gara promozionale per i bambini delle scuole elementari e relative premiazioni, alla presenza di numerose autorità, come il locale sindaco e il presidente del Coni Puglia, Angelo Giliberto, si comincia con la cerimonia relativa alla vera e propria Spaccanoci.

Il conduttore televisivo Mauro Pulpito affianca Paolo Liuzzi: ottimo il duo che va a premiare i vincitori assoluti: Viola Giustino e Francesco Quarato, dopo una breve dichiarazione dove riportano le difficoltà del tracciato e la soddisfazione per il successo, ricevono un mega uovo di cioccolato del peso di 12kg, una cassetta di arance, un tris di vini e altri prodotti, con la seria difficoltà di doverli trasportare da qui fino a casa.

A seguire, in piena velocità, anche perché il cielo minaccia pioggia da un secondo all’altro, ecco salire sul podio i primi cinque uomini e le prime cinque donne di ciascuna categoria, tutti premiati con uova di cioccolata di varia grandezza secondo la posizione, arance, vino e/o portascarpe, e il libro di Nicole Orlando.

Proprio sul finire, quando mancano le ultime categorie e le società (premiate le prime cinque per numero cumulativo di atleti giunti al traguardo: vince la Montedoro Noci su Nadir on the road Putignano, Amatori Putignano, Tommaso Assi Trani e Atletica Monopoli), scende una copiosa pioggia…

Abile Paolo Liuzzi a fare in fretta, far salutare il buon Stefano Bianco, il presidente della Montedoro Noci, e dichiarare chiusa la manifestazione.

La Spaccanoci si conferma anche quest’anno: tanto lavoro, tanto impegno, ma la soddisfazione di aver organizzato al meglio e di conseguenza il ricevimento di complimenti e applausi da parte di tutti i presenti.

Anche organizzare è un allenamento, occorre lavorare per migliorarsi, occorre sempre cogliere i giusti suggerimenti, aver il coraggio di saper cambiare.

E i podisti apprezzano, se a Noci si torna sempre in massa non è – credetemi - soltanto per l’uovo di cioccolato nel pacco gara…

7 Aprile - La 36^ edizione della Vienna City Marathon, evento IAAF Gold Label road race, registra il terzo successo consecutivo della keniana Nancy Kiprop che si afferma in 2h22:12, nuovo record del percorso che migliora il precedente risalente al 2000: stabilito dalla nostra Maura Viceconte,  recentemente scomparsa come sappiamo, con 2h24:47.
Podio femminile interamente keniano con Angela Tanui, seconda in 2h25:37 (PB) e Maurine Chepkemoi, terza in 2h26:16 (PB). 

Kenya sugli scudi anche tra gli uomini, con la vittoria del 28enne Vincent Kipchumba in 2h06:56 (migliora il proprio personale - 2h10:23 - di quasi quattro minuti), che supera nel finale l’affaticato svizzero naturalizzato Tadesse Abraham, secondo in 2h07:24; terzo l'ugandese Solomon Mutai in 2h08:25 (PB). 

Resiste il record del tracciato stabilito dall’etiope Getu Feleke in 2h05:41 nel 2014.   

5693 i finisher, con 40590 partecipanti totali alla manifestazione, considerando tutte le numerosissime gare sulle distanze più disparate, tra cui una mezza maratona. 

Purtroppo la maratona ha visto la tragica morte di un atleta di oltre 60 anni che è stramazzato al suolo nella zona del Prater, circa al 35° km, probabilmente per un problema cardiaco: subito soccorso e trasferito in ospedale, nonostante i vari tentativi dei medici, è purtroppo deceduto.
I
l responsabile della maratona, Wolfgang Konrad, ha dichiarato: "Siamo dispiaciuti per quanto accaduto. La nostra sincera vicinanza alla famiglia del maratoneta deceduto". 

Numerosi sono stati gli interventi medici durante la maratona: ben 280, con 32 atleti finiti in ospedale. A Vienna, nel 1994, era deceduto un altro atleta, 28enne, crollato dopo il traguardo e poi deceduto nonostante i tentativi di rianimazione. E' l'aspetto negativo della liberalizzazione degli accessi: in tutta l'area tedesca e del Centro-nord Europa non è necessario alcun certificato medico per iscriversi a una maratona. (E' però vero che problemi sanitari insorgono anche nelle controllatissime gare italiane).

Classifica maschile:

1 Kipchumba, Vincent (KEN 2:06:56
2 Abraham, Tadesse (SUI) 2:07:24
3 Mutai, Solomon (UGA) 2:08:25
4 Choge, Raymond (KEN) 2:09:02
5 Chirchir, Henry (KEN) 2:09:16
6 Misoi, Brimin (KEN) 2:09:31
7 Yator, Vincent (KEN) 2:10:02
8 Chemosin, Robert (KEN) 2:10:09
9 Kosgei, Edwin (KEN) 2:10:11
10 Keter, Kenneth (KEN) 2:10:15
11 Ketema, Lemawork (AUT) 2:10:44
12 Deleba, Terefa (ETH) 2:10:49
13 Pfeil, Valentin (AUT) 2:12:55
14 Leiva, Jaume (ESP) 2:13:06
15 Kirwa, Gilbert (KEN) 2:13:13
16 Tafa, Shume (ETH) 2:13:53
17 Ikegami, Hideyuki (JPN) 2:15:23
18 Herzog, Peter (AUT) 2:16:16
19 Baar, Philipp (GER) 2:18:45
20 Fletcher, Ben (USA) 2:20:24

Classifica femminile:

1 Kiprop, Nancy (KEN) 2:22:12
2 Tanui, Angela (KEN) 2:25:37
3 Chepkemoi, Maurine (KEN) 2:26:16
4 Tusa, Rahma (ETH) 2:26:58
5 Ebongon, Milliam (KEN) 2:29:33
6 Wutti, Eva (AUT) 2:34:12
7 Nyahora, Rutendo (ANG) 2:34:49
8 Soccol, Manuela (BEL) 2:40:05
9 Bonilla, Paola (ECU) 2:44:41
10 Hatsuk, Nataliya (BLR) 2:48:22

Lunedì, 08 Aprile 2019 22:31

I convocati azzurri per i Mondiali di Trail

La FIDAL, su indicazione del responsabile tecnico di corsa in montagna, trail e ultradistanze Paolo Germanetto, ha  diramato l'elenco degli atleti selezionati per i Campionati Mondiali di Trail Running in programma a Miranda do Corvo (Portogallo) l'8 giugno 2019. Il team azzurro sarà formato da 12 convocati (6 uomini e 6 donne), di seguito i nominativi: 

Uomini (6)
Luca Cagnati (Atl. Valli Bergamasche Leffe)
Davide Cheraz (Atletica Sandro Calvesi)
Marco De Gasperi (Atletica Alta Valtellina)
Francesco Puppi (Atletica Valle Brembana)
Alessandro Rambaldini (Atl. Valli Bergamasche Leffe)
Andreas Reiterer (Telmekom Team Südtirol)

Donne (6)
Barbara Bani (Free-Zone)
Gloria Rita Antonia Giudici (Free-Zone)
Lidia Mongelli (Atl. Correrepollino)
Sarah Palfrader (Atletica Alta Valtellina)
Emma Linda Quaglia (Cambiaso Risso Running Team)
Silvia Rampazzo (Tornado)

7 aprile - E’ tornata Sara Dossena: è tornata un mese dopo l’ottima prestazione alla Nagoya Marathon, dove aveva chiuso in 2:24:00, terzo tempo italiano di sempre.

Sara ha corso la mezza maratona di Madrid, dove – invitata dagli organizzatori - ha eseguito un test in vista dei futuri impegni. La 34enne rappresentante del Laguna Running ha concluso in 1:13:30 in settima posizione, tutto sommato soddisfatta della sua prestazione.

“Sono venuta volentieri a fare quella che è stata semplicemente una gara-allenamento. Non era in programma, ma visto il periodo va bene e ho trovato un percorso bello anche se impegnativo, con diversi saliscendi, e una temperatura piuttosto fredda. Un allenamento molto duro. Tra una settimana, domenica 14 aprile, sarò invece alla partenza della T-Fast di 10 chilometri sulle strade di Torino”, le parole della Sara nazionale.

La mezza maratona di Madrid, IAAF bronze label, ha registrato la vittoria del keniano Kipremoi Kiprono in 1:01:47, nuovo record della corsa (migliorato il precedente stabilito due anni fa dall’ugandese Moses Kibet in 1:01:54), sull’etiope Tesfaye Abera, secondo in 1:01:59, e sul connazionale Ronald Kiprotich, terzo in 1:02:02.

La gara è cominciata con un ritmo non troppo elevato, poiché i primi chilometri sono in salita: il passaggio al 5° km è avvenuto in 15:07, con il gruppo di testa formato da 12 atleti tra cui i favoriti Kiprono, Ronald Kiptotich, Bernard Kiprop Kipyego, l’etiope Tesfaye Abera e il sudafricano Desmond Mokgobu. Il keniano Langat Kipkurui è passato in testa al 10° km in 30:10 seguito da vicino da Kiprono e dagli etiopi Abera e Erkihum Jenberie, con il gruppo ridotto a nove unità.
Seconda parte in discesa e ritmo salito decisamente con passaggio al 15° in 44:43, con in testa Kiprono, seguito dai soli Abera, Kiprotich ed Erkihumm, staccati definitivamente al 18° km dal vincitore.

Tra le donne, podio completamente etiope con il successo di Tigist Teshome Ayanu in 1:10:08 su Hawi Megersa, seconda in 1:10:55, e Abebech Milugeta, terza in 01:11:08. 
La gara femminile dopo il passaggio al 5° km in 16:39, ha visto quattro etiopi a condurre al 10 km, in 33:32: Teshome, Hawi Magersa, Abebech Mulugeta, Obse Abdeta.
Al 12° km circa, aumento di ritmo per Teshome e Magersa, che passano in coppia al 15° in 50:03. Ma ben presto Teshome abbandona la compagnia dell’altra fuggitiva avviandosi in solitaria verso il successo.

Primo spagnolo a tagliare il traguardo è stato Javier Guerra, nono in 1:03:57; prima spagnola Azucena Díaz, tredicesima in 1:16:37.

Classifiche:

Uomini
1 Kipkemoi Kiprono (KEN) 1:01:47
2 Tesfaye Abera (ETH) 1:01:59
3 Ronald Kiprotich (KEN) 1:02:02
4 Erkihum Jenberie (ETH) 1:02:47
5 Langat Kipkurui (KEN) 1:02:59
6 Daniel Lemashon (KEN) 1:02:59
7 Bernard Kiprop (KEN) 1:03:04
8 Desmond Mokgobu (RSA) 1:03:55

Donne
1 Tigist Teshome (ETH) 1:10:08
2 Hawi Magersa (ETH) 1:10:55
3 Abebech Mulugeta (ETH) 1:11:08
4 Obse Abdeta (ETH) 1:11:20
5 Aberu Ayana (ETH) 1:12:15
6 Elvanie Nimbona (BDI) 1:13:08

 

6 aprile - Il 23enne keniano Bernard Kimeli vince per la seconda volta consecutiva la Sportisimo Prague Half Marathon, IAAF Gold Label road race, avendo la meglio di un secondo sul connazionale Felix Kibitok: 59:07 per il vincitore, 59:08 per Kibitok.

"Sono soddisfatto, ero ben preparato, i pacer hanno svolto un ottimo lavoro, sono contento anche del crono”, ha dichiarato il vincitore che ha migliorato il PB di 40 secondi (59:47 sempre a Praga); PB anche per Kibitok, che migliora di 13 secondi (59:21 a Copenaghen nel 2018).

Terzo posto per l’altro keniano Stephen Kiprop in 59:20 (recente vincitore della mezza nel RAK in 58:42, miglior prestazione stagionale).

La gara è stata dominata degli atleti keniani: al passaggio del 5 km in 14:05 il gruppo al comando è di dodici atleti (undici keniani); al 10° - passaggio in 28:18 – gruppo ridotto a dieci uomini; al 15° km – passaggio in 42:14 – restano in quattro, con i tre componenti il podio, c’è Geoffrey Kimutai Koech; al 20° - passaggio in 56:14, sono oramai in tre, a contendersi il successo.   

Quarto Koech in 1:00.30, quinto Henry Rono in 1:00.37, sesto Moses Kibet in 1:00.59. Undicesimo il primo atleta di casa, Jiri Homolac in 1:04:03.

In campo femminile si afferma Caroline Chepkorch Kipkirui, keniana naturalizzata kazaka, in 1:05:44 (PB di 1:05:0 nel 2018 nel RAK) lasciandosi alle spalle di 24 secondi l’israeliana naturalizzata Lonah Salpeter, che in 1:06:09 stabilisce il nuovo record nazionale, migliorandolo di 31 secondi. Terza, staccata, la keniana Lydia Mathathi in 1:07:52.

Da segnalare che la vincitrice ha preso il comando della gara dal 10° km ed ha proseguito in solitaria;  ritirata la favorita della vigilia, Fancy Chemutai, per problemi muscolari.

Quarta l’altra keniana Lucy Cheruiyot in 1:08.31, quinta la spagnola Trihas Gebre in 1:10.07.

Primo italiano Auturo Ginosa (Lolli Auto Sport Club) in 1:13:23; prima italiana Federica Midei (Due Ponti) in 1:37:49.

10515 i finisher.

 

 

 

31 marzo - Doppietta keniana nella PZU Warsaw Half Marathon, la mezza che si è corsa nella capitale polacca, IAAF Silver Label road race: s’impongono, infatti, Gilbert Masai e Gladys Kipkoech, staccando abbondantemente i rispettivi rivali.

La gara maschile ha visto passare il gruppo composto da sette atleti in 14:27 al 5 km; ma al 10° km, superato in 28:42, il gruppo era ridotto a soli quattro uomini: tre keniani, Masai, Sila Kiptoo e Peter Kirui più l’etiope Getaye Gelaw.

Da quel momento, Masai ha cominciato ad aumentare il ritmo tanto che al passaggio del 15° km, avvenuto in 43:15, aveva già 4 secondi di vantaggio su Kirui e 11 su Kiptoo.

E le posizioni non sono cambiate fino alla fine, semmai sono aumentati i distacchi: Masai ha vinto in 1:01:43, davanti ai connazionali Kirui, secondo in 1:01:57, e Kiptoo, terzo in 1:02:03.

Quarto l’etiope Getaye Gelaw in 1:02:0, quinto il marocchino Abdelali Razyn in 1:03:33.

In campo femminile, tre atlete in testa al 5° km (15:50), il duo keniano Kipkoech e Tabitha Wambui e la etiope Abebech Mulugeta; quest’ultima ha cominciato a staccarsi progressivamente, con le due keniane al comando al 10° km in 32:24 e al 15° in 49:35.

Ma l’accelerazione della Kipkoech ha portato a staccare la Wambui: la 22enne Kipkoech si è imposta in  1:10:19 (a soli 6 secondi dal PB), Wambui è giunta seconda in 1:11:07 e Mulugeta terza in 1:12:19, evitando un altro podio tutto keniano. Quarta è, infatti, Christine Oigo in 1:12:56.

12767 i finisher.

 

Giovedì, 04 Aprile 2019 18:34

Tufa vince in volata la Chongqing Marathon

31 marzo - Gli etiopi Aberu Mekuria e Jimma Shambel Tufa sono i vincitori della Chongqing Marathon 2019, manifestazione che si è corsa nella grande città della Cina sud-occidentale, di livello IAAF Gold Label road race.

La 35enne Aberu ha letteralmente dominato la gara femminile, prendendo la testa della corsa in solitaria poco dopo il quinto chilometro, fino ad affermarsi in 2:24:30, che migliora di 5 secondi il suo personale stabilito nella Valencia Marathon dello scorso dicembre.
La keniana Lydia Cheromei è stata insieme alla vincitrice per 5 km, superati insieme in 17:36, ma ben presto si è dovuta staccare tanto da accusare un distacco di 13” al 10° km (passaggio di Aberu in 34:44), aumentato a 47” al 15° e a quasi 90” al 20°.
Al 30° km il ritiro della Cheromei, con Aberu oramai lanciatissima verso il successo, e con un vantaggio di oltre 120” sulle inseguitrici, saliti a 2 minuti e 26” finali.

Sul podio sono salite le cinesi Li Zhixuan e He Yinli, rispettivamente seconda e terza in 2:27:56 e 2:29:14.
Quarta la keniana Alice Jepkemboi Kimutai in 2:32:00.

Ben diversa la gara maschile risoltasi allo sprint e quasi al fotofinish, con Shambel Tufa ad avere la meglio sul keniano Edwin Kibet Koech, pur classificati con lo stesso tempo, 2:10:28.

Tredici atleti sono passati in testa al 10km in 31:27; gruppo ridotto a dieci atleti al passaggio del 30° km avvenuto in 1:33:22 sotto la guida di Kibet; al 40° sono in testa solo cinque atleti (passaggio in 2:04:10) guidati da Tufa Shambel e da Marius Kimutai, seguiti ad un secondo da Koech, a sua volta in vantaggio di un secondo sul duo composto dal keniano Michael Njenga Kunyuga e dell’etiope Gebretsadik Abraha.
Il keniano Njenga conquista il terzo posto in 2:10:33, davanti al connazionale Kimutai, quarto in 2:10:37.

 

Mercoledì, 03 Aprile 2019 12:46

Bari - 33^ Vivicittà

31 marzo - “Vince chi c’è”, recita lo slogan della Vivicittà di Bari, in tanti allora hanno vinto, le cifre si sono sprecate dai 6500 del servizio del TG3 Puglia Rai ai 4000 di alcuni quotidiani, al già più veritiero 3500 di altri media.    

Difficile entrare nei numeri ufficiali, la competitiva ha registrato 1051 adesioni, non so dire quanti fossero gli iscritti alla non competitiva di 4 km e quanti alla corsa con il cane (gli amici a quattro zampe mi son sembrati pochini), tanti erano anche gli imbucati (12 euro a testa pesano in un bilancio familiare: prevedere due quote – una ridotta notevolmente senza premio di partecipazione – per una corsa indetta da un ente di promozione sportiva non sarebbe male e da trascurare, pur ricordando che un euro di ciascuna iscrizione è andato in beneficenza).   

Vivicittà continua ad essere una manifestazione amatissima dai podisti, per anni ha rappresentato la corsa pugliese d’eccellenza, quasi un vero e proprio campionato: ottenere un crono positivo in questa manifestazione era elemento distintivo per un anno intero.

Qualcosa ora si è perso, si corre tanto e dappertutto, sono aumentate le distanze e le tipologie di gare, si cerca sempre e comunque di essere alternativi…

Per anni retta e gestita da Elio Di Summa, capace di portarla davvero in alto, dopo un periodo di crisi legato anche a mancate collaborazioni degli enti politici locali, la manifestazione ha ripreso quota approfittando anche del validissimo apporto di Rino Piepoli e di tutti i soci della Road Runners Bari.

Positiva l’organizzazione della manifestazione con rapido ritiro di pettorali, chip e pacchi gara (sono nelle ultime fasi è creata una leggera calca). Pacco gara ricco, con sacca in nylon contenente maglia tecnica, calzini e prodotti alimentari; in tanti, soprattutto i neofiti, hanno scelto di correre con la maglia ufficiale, creando un autentico fiume rosso in città.

Come da regolamento nazionale, la distanza è stata accorciata, dai canonici 12 km si è scesi ai 10, ma a Bari esattamente 10300 metri, eliminando il classico giro intorno a Parco Due Giugno, con i podisti a scendere direttamente verso Viale della Repubblica e il centro.

E’ rimasta la caratteristica dei "tre ponti", come da sempre è stata denominata in gergo questa manifestazione; creano un certo disagio ai meno allenati, ma fanno scrematura.

A presentare la manifestazione il buon Paolo Liuzzi, che non smette di eccellere; ad affiancarlo due dj di una radio locale, dediti soprattutto agli sviluppi di costume.

Splendida la giornata, dal clima di primavera inoltrata, che ha mostrato quanto bella sia la nostra città illuminata dai raggi del sole.

Partenza ben gestita con accesso impedito frontalmente, se non agli atleti riconosciuti tra i favoriti; da evitare per le prossime edizioni il blocco unico con i non competitivi che dovrebbero partire qualche minuto dopo gli altri.

Scenicamente bellissima la partenza, con lo sparo di milioni di coriandoli bianco rossi in alto, unitamente allo sparo di via avvenuto in diretta radio e in contemporanea nazionale alle ore 10.00.

Lungo il corteo, anche per via di alcuni non competitivi giunti in ritardo, o altri che manifestavano già prima di cominciare una certa stanchezza.

Al via in prima linea, il sindaco di Bari, Antonio De Caro, e l’assessore allo sport Piero Petruzzelli: il “primo cittadino” in piena campagna elettorale, impegnato in tante altre faccende, ha corso per qualche chilometro per poi ritirarsi; Petruzzelli – notevolmente più allenato – l’ha finita, presentandosi poi per le premiazioni finali…

Il tracciato, interamente cittadino, blindato al traffico, ha attraversato alcune arterie centrali di Bari, Corso Cavour, Corso Vittorio Emanuele, Corso Vittorio Veneto, il lungomare Nazario Sauro, provocando le proteste di alcuni rozzi cittadini, soprattutto nel finale; pochi gli applausi ai protagonisti, se si escludono i primi.

Percorso veloce, favorito dall’assenza di vento sul mare, sostanzialmente piatto, eccettuati i suddetti tre ponti, con ristoro a metà distanza con bottigliette d’acqua.

Due i favoriti della vigilia, entrambi pugliesi ma entrambi con addosso la canotta della Casone Noceto di Parma. Notevole la differenza di età, classe 2000 il primo, classe 1980 il secondo, entrambi però già con tanti titoli nel loro palmares.

Il primo, Pasquale Selvarolo di Andria, il secondo, Giovanni Auciello di Palo del Colle: ben presto la strada ha evidenziato la differenza di condizione tra i due, Selvarolo è andato via e da solo è giunto al traguardo chiudendo in 31:31, classificandosi sesto nella classifica nazionale compensata.

Secondo posto per Giovanni Auciello in 33:07, che nel finale ha persino rischiato la rimonta del sempre combattivo Francesco Milella (Pedone Riccardi Bisceglie), terzo in 33:09. Quarto posto per l’ottimo Antonio Redi (Dynamyk Palo del Colle), seguito dal 18enne Andrea Palumbo (Ecolservizi Amatori Cisternino), quinto in 33:45, entrambi allenati dal professor Sternativo. Sesto posto per l’intramontabile Rino Bonvino (Dynamyk Fitness), seguito dal validissimo compagno di società, Vincenzo Trentadue, settimo in 34:38. Stesso tempo per un duo importante, Angelo di Donna (Amatori Atletica Acquaviva) e Francesco Marotti (Giovani Atleti Bari), ottavo e nono in 34:38; decimo, finalmente al rientro, il convalescente Francesco Minerva (Montedoro Noci) in 34:58.

In campo femminile, è Viola Giustino (Giovani Atleti Bari), semplice e forte, ad affermarsi in 39:28 davanti alla bravissima Luana Boellis, la gallipolina tesserata per l’Apuliathletica di San Pancrazio Salentino), seconda in 41:03, e alla risoluta Francesca Riti (Montedoro Noci), terza in 41:56. Quarto posto per la “pantera” Pina Fornarelli (Athletic Academy Bari), una vita da allenatrice, in 42:38, seguita dalla sempre più forte Luana Chiara Piscopo (Dream Team Bari), quinta in 43:00, e dalla giovanissima Valentina Lomonte (Athletic Academy Bari), sesta in 43:41. Sempre reattiva, Dominga Mongelli (Atletica Adelfia) è settima in 45:20, davanti alla poderosa Maria Rosa Valerio (Quelli della Pineta Bari), ottava in 45:53, e alla capace Anna Attanasio (Dream Team Bari), nona in 46:28. Adriana Dammicco (Atletica Bitritto), sempre volitiva, è decima in 46:36.

933 i competitivi giunti al traguardo (736 uomini, 197 donne), con graduatorie chiuse dal duo dell’Atletica Bitritto, "nonno" Vincenzo Mirizzi, accompagnato da Carmela Gloriso, entrambi in 1:32:32.

Per quanto riguarda gli arrivi, pur differenziati, eviterei – anticipando lo stop - di far giungere i partecipanti della corsa libera sulla stessa linea dei competitivi, situazione che genera confusione e discussioni.

Quando ancora gli ultimi non avevano tagliato il traguardo, il via alla cerimonia di premiazione, con la presenza della figlia del Comandante della Polizia locale Nicola Marzulli, deceduto un anno fa, al quale è dedicato il memorial. La signora ha premiato i componenti dei due podi, con gli atleti che hanno ricevuto trofei, una confezione di prodotti alimentari e un articolo tecnico.

A seguire, sono saliti sul palco i primi tre di ciascuna categoria per fascia di età, tutti premiati con targa: a premiare Giacomo Leone, il presidente delle Fidal Puglia e il suddetto Assessore allo sport, Piero Petruzzelli.

Ultimo atto la premiazione delle prime tre società per numero complessivo di arrivati: sul podio salgono i presidenti di tre storiche società baresi, nell’ordine Amici Strade del Tesoro, Quelli della Pineta e Runners del Levante.

La tanto attesa estrazione della crociera per due persone premia il pettorale 3350, beato il fortunato! 

I saluti di speaker Paolo, la musica si abbassa, è finita anche questa.

Giudizio positivo, organizzazione promossa, una città in movimento è sempre piacevole per chi come me crede in questi valori; mi piacerebbe solo che la corsa su strada generasse in città la nascita di strutture per la diffusione dell’atletica giovanile, davvero troppo carenti se si esclude il solo e solito Bellavista, fra l’altro prossimo alla chiusura per ristrutturazione…

Mercoledì, 03 Aprile 2019 12:39

Trani (BT) - 6° Cross di Trani

31 marzo - Villa Schinosa è sempre maestosa e ricca di colori della natura, alle porte di Trani. Il sole, la giornata di primavera inoltrata rende tutto più bello, più luminoso, correre oggi nei terreni della tenuta sarà ancor più affascinante.

Si sente però una grande assenza, Don Ferdinando Capece Minutolo, il proprietario della tenuta, non è più con noi, ci ha lasciato a febbraio, ecco perché il cross di Trani lo si recupera oggi, fortemente voluto dall’erede, l’ottimo Corrado, sportivo vero.

Gianfranco Fabiano, il presidente della Trani Marathon, ha fatto anche per questa sesta edizione le cose per bene. Anzi, se possibile, ha migliorato ancora, spostando l’arrivo delle due serie, rendendolo più sicuro e controllabile.

Peccato solo per i numeri della manifestazione, 286 iscritti sono davvero pochi per una cross così bello.

Comodo il parcheggio all’interno della stessa tenuta, bagni chimici eliminano ogni problema ai partecipanti; rapida e ben organizzata la distribuzione di pettorali e pacchi gara. Pacchi gara disponibili per chi ha scelto l’opzione completa, due euro in più rispetto ai cinque della basic, per un premio di partecipazione che consegna una maglia di marca a maniche lunghe in cotone e una bottiglia di pregiato vino della tenuta.

Giornata come detto soleggiata e che invoglia a correre, basta evitare le zone ombrose, e quasi immediatamente tutte le signore e gli uomini delle categorie over (dai 60 in su) sono già pronti per correre.

Presenta la manifestazione Nico Aurora, giornalista locale, che ben si distingue nella conduzione delle fasi della gara, affiancato opportunamente dallo stesso presidente Fabiano, per i dettagli tecnici.  

La partenza avviene sul solito viale di querce che porta alla Tenuta, gli atleti sono ben schierati dietro la linea di via, 129 gli iscritti a questa prima serie, 53 uomini e 76 donne. Il minuto di raccoglimento a ricordare Don Ferdinando e via lo sparo libera gli atleti che vanno a percorrere la terra, sostanzialmente compatta, dove le ultime giornate soleggiate hanno seccato il terreno, anche se nelle zone d’ombra non mancano dei tratti scivolosi.

Il giro, unico di quattro chilometri, si svolge con la svolta a destra e via lungo il “campo del prezzemolo” per poi proseguire verso i vigneti nella zona più lontana in senso contrario rispetto agli altri anni. Diversi i cambi di direzione, mancano cambi di pendenza per un tracciato tutto sommato veloce.

A vincere la prima serie è Mauro Grande (di nome e… di fatto) della Pedone Riccardi Bisceglie che precede il compagno di squadra, l’esperto Armando Caprarella e l’effervescente Vincenzo Palumbo (Atletica Assi Trani), per un podio di gran valore. Bravissimo, Francesco Baldassarre (Atletica Pro Canosa) è quarto sul ruggente Riccardo Spione (Dynamyk Palo del Colle), quinto, e il flemmatico Antonio Peragine (Pedone Riccardi Bisceglie), sesto. Risorge Peppino Attolico (Montedoro Noci), settimo, che va a precedere il “comandante” Peppino Germinario (Pod. Canusium 2004), ottavo, il tenace Vito Del Vento (Assi Trani), nono, e il capace Francesco Cariello (3^ Regione Aerea Bari).

Sempre brillante, Silvana Iania (Free Runners Molfetta) vince la gara femminile, davanti alla generosa Marilena Brudaglio (Atletica Tommaso Assi Trani), seconda, e alla caparbia Valeria Cirielli (Amatori Atl. Acquaviva), terza. L’energica Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato) è quarta a precedere la decisa Valentina Botta (Assi Trani), quinta, e l’ottimo duo dell’Atletica Amatori Corato, Maria Pia Lastella e Alessandra Ferrucci, sesta e settima. Ottava l’altra Ferrucci, la brava Rossella, prima atleta della società organizzatrice, seguita dall’inesauribile Lucia Oliva (Bio Ambra New Age Capurso), nona, e la mai doma Mariarosaria Unico (Podistica Santo Stefano Cerignola), decima.

48 gli uomini al traguardo con Michele Torre (Avis Barletta) a chiudere gli arrivi, mentre 67 sono le donne che tagliano il traguardo, con Antonietta Mansi (Podistica Santo Stefano Cerignola) a chiudere la lista donne (115 i finisher totali).

Ma è già ora della partenza della seconda serie, 157 gli scritti, in gara tutti i restanti, più giovani, uomini. Onorata nuovamente la memoria di Don Ferdinando con il minuto di ricordo, ecco lo sparo del Giudice e gli atleti che percuotono la terra con i loro passi in maniera impetuosa.

Due giri di tre chilometri sono riservati a questi atleti, si procede in senso inverso rispetto agli altri anni, l’impressione è che ci sia maggiore ordine.  

Un trio da subito al comando, Uva, Greco e Mastrodonato, la vittoria è affar loro. Uno scatenato Michele Uva (Free Runners Molfetta), forse stimolato dalla presenza delle tre donne della sua vita (la moglie Sara e le due splendide bimbe, Carlotta e Matilda) trova l’energia per staccarsi e vincere con qualche secondo di distacco su Denis Greco (Assi Trani) che allo sprint batte il pur fortissimo Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie), terzo. Sempre attivo, Giuseppe Dedonato (Atl. Sprint Barletta) è quarto, davanti ad Antonio Paolillo (Barletta Sportiva) in continua evoluzione, quinto, e al bravissimo primo atleta di casa, Cosimo Damiano Gemiti (Trani Marathon), sesto.  Ancora Uva… di qualità, questa volta Francesco (Pedone Riccardi Bisceglie), settimo, sul determinato Luigi Muciaccia (Assi Trani), ottavo, sull’inarrendevole Francesco Rubini (Free Runners Molfetta), nono, e sul deciso Riccardo Bruno (Atl. Sprint Barletta), decimo.

130 i finisher della seconda serie, con Onofrio De Marzo (Barletta Sportiva) a chiudere la lista.

Ricco davvero il ristoro finale con focaccia, mozzarelle, panino con mortadella e acqua; possibile, presso i locali della tenuta, assaggiare formaggio, taralli, vino, prodotti nella Tenuta, con tutti i podisti intenti a scoprire le bontà dei prodotti locali.

Partono intanto le premiazioni: si commemora Don Ferdinando, alla presenza dell’intera famiglia, e Mauro De Feudis, lo zio di Gianfranco, esemplare atleta locale, che amava correre in questi terreni, al quale è dedicato il memorial. Ed è bello l’accostamento tra questi due grandi uomini, uomini come ce ne sono pochi, uomini di una volta, uomini con la u maiuscola.

Tornando alla gara, si chiamano i due vincitori, Michele Uva e Silvana Iania, per una doppietta Free Runners Molfetta, per la gioia di Gaetano Milone: sempre umili e disponibili, Michele e Silvana, ritirano i tanti, meritati premi, dalla targa alla confezione di prodotti alimentari, dalla bottiglia al capo tecnico.

E, a seguire, ecco salire sul podio verdebiancorosso, i primi tre di ciascuna categoria per fascia di età, una confezione di prodotti alimentari premia i loro sforzi.

Per finire, il riconoscimento anche per le tre prime società per numero di arrivati: vincono i cugini dell’Atletica Tommaso Assi con 39 finisher, su Barletta Sportiva (35) e AS Culturale Podistica Santo Stefano Cerignola (18).

E’ davvero finita, i saluti finali liberano gli ultimi presenti, anche la 6^ edizione si è conclusa, si conferma tutto il bene di questa manifestazione, complimenti al bravo Gianfranco e ai suoi validissimi soci, un plauso all’intera famiglia Capece Minutolo.

Chiudo immaginando una scena, Mauro De Feudis che corre libero tra i campi, Don Ferdinando lo guarda, sorride e comincia il suo lavoro…  

 

Mercoledì, 03 Aprile 2019 12:34

Presentata la 25^ Maratona di Roma

1 Aprile - E’ stata presentata stamani nell'aula Giulio Cesare, in Campidoglio, a Roma, la 25^ edizione della Maratona Internazionale di Roma, che si svolgerà domenica prossima 7 aprile con partenza e arrivo in via dei Fori Imperiali.

La maratona, quest’anno organizzata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera e da Roma Capitale, è inserita nel calendario FIDAL con classificazione Gold e in quello IAAF come Silver Label Road Race.

10.000 gli scritti, con iscrizioni chiuse in anticipo al raggiungimento del suddetto limite per “garantire a tutti i partecipanti la migliore esperienza sui 42,195 chilometri”.

Alla maratona, che prevede tre onde di partenza, è abbinata la Stracittadina, non competitiva di 5 chilometri, che partirà qualche minuto dopo lo start della maratona sempre in via dei Fori Imperiali, per concludersi nel Circo Massimo.

L’Expo, il villaggio della maratona, è posto nell'ex deposito Atac di via Tuscolana, 179, dove si ritireranno pettorali e pacchi gara delle due prove e ci si potrà iscrivere fino a sabato 6 aprile alla non competitiva. La struttura è facilmente raggiungibile con la metro (linea A, fermata Ponte Lungo) e con la ferrovia urbana (fermata Stazione Tuscolana).

I Top runners - Numerosa la pattuglia di atleti africani che cercherà di guadagnare la vittoria: gli etiopi Abayneh Ayele Woldegiorgis (PB 2h06:45), Tebalu Zawude Heyi (PB 2h07:10), Demise Teshome Brihanu (PB 2h08:20), Workneh Tesfa Tiruneh (PB. 2h08:51), Yihunilign Adane Amsalu (PB 2h09:11) e Dereje Tesfaye Gebrehiwot (PB 2h08:17); il keniano Bernard Kipkorir Talam (PB 2h11:33, il burundese Onesphore Nzikwinkunda (PB 2h12:11) e il ruandese Felicien Muhitira (PB 2h14:32).

A difendere i colori italiani ci sarà Daniele Meucci (Esercito), campione d'Europa sulla distanza nel 2014, con un personale di 2h10:45 stabilito nel marzo 2018 ad Otsu, in Giappone, al rientro da tre settimane di allenamento in Namibia; con lui, il due volte campione italiano sulla distanza, Ahmed Nasef (Atl. Desio, PB 2h10:59), primo degli italiani nelle ultime due edizioni dei 42,195 km romani. 

Anche in campo femminile, favorite le atlete africane, in particolare le etiopi Muluhabt Tsega, (22 anni, PB  2h25:48, Asnakech Mengistu Egigayehu (PB 2h25:50), Kebede Megertu Alemu (PB 2h28:08) e Mestawot Tadesse Shankutie (PB 2h31:38).

L’Italia sarà rappresentata dall'azzurra Laila Soufyane (Esercito, PB 2h32:29), alla prima maratona dopo il rientro post parto.

Partenza e percorso della Maratona - Dopo la partenza degli atleti diversamente abili (ore 8.30), alle 8.35 scatterà la prima delle tre onde dei partecipanti alla maratona. Il tempo limite per concludere la gara è di 7 ore. Il Colosseo sarà grande protagonista, con lo start da via dei Fori Imperiali, tra Largo Corrado Ricci e via di San Pietro in Carcere, e l'arrivo sempre su Via dei Fori Imperiali, arrivando da via di San Gregorio, con – in precedenza - l'Arco di Costantino a fare da scenario. Nella parte iniziale, per tre chilometri, per la prima volta si percorrerà il rettilineo di via Cristoforo Colombo proseguendo poi su via Ostiense e sul Lungotevere. Al 18° chilometro si passerà in via della Conciliazione, sfiorando la Basilica di San Pietro, per poi attraversare il quartiere Prati e tornare sul Lungotevere. Dal 34° chilometro e sino al traguardo, l’incredibile fascino del centro storico di Roma… Il tracciato è definito dagli organizzatori scorrevole, con molti tratti rettilinei e pochissimi saliscendi.  

I partecipanti - Saranno 7080 gli italiani e 2920 gli stranieri provenienti da 88 nazioni differenti. Dei 7080  italiani, il Lazio è la regione più rappresentata con 2657 iscritti, dei quali 2283 da Roma e provincia, seguito dalla Lombardia con 652, Puglia con 480, Emilia Romagna con 448, Campania con 415, Veneto con 402, Toscana con 382, Piemonte con 304 e Abruzzo con 290. Dei 2920 stranieri, la Francia è la nazione più rappresentata con 804 iscritti, seguita dalla Gran Bretagna con 278, Spagna con 262, Germania con 198 e Stati Uniti con 161. Gli uomini iscritti sono 7966, le donne 2034.

Le Dichiarazioni - Alfio Giomi, presidente FIDAL: “Sarà una festa per tutti. In questa occasione mi piace pensare al futuro: i 10.000 di oggi sono un lascito straordinario. La FIDAL è entrata in campo per non disperdere un grande patrimonio, ma l’obiettivo è fare ancora meglio e noi saremo a disposizione per dare tutte le informazioni a chi vincerà il bando. Consegniamo un vero patrimonio a chi si è candidato a organizzarla per i prossimi anni. Questa maratona va considerata un successo: Fabio Martelli è stato un comandante eccezionale e ringrazio il Comune di Roma”.

Fabio Martelli, coordinatore della Maratona Internazionale di Roma: “Siamo a 5 giorni dall’evento e mi ritengo molto soddisfatto. Quattro mesi fa nessuno avrebbe scommesso sui numeri effettivi che abbiamo raggiunto. La chiusura delle iscrizioni a 10.000 è perché tutti possano godere del percorso più bello del mondo. Abbiamo una gara di altissimo livello, con un gruppo di etiopi competitivi che puntano a un passaggio di 1h03:45 alla mezza, e al femminile di 1h11:30. Meucci è ben preparato e sicuramente farà una gara uomo contro uomo che è quella che preferisce”.

Daniele Frongia, assessore allo Sport, politiche giovanili e grandi eventi del Comune di Roma: “È un’edizione dei record, in pochi mesi siamo riusciti ad arrivare al sold out dei 10.000, davvero un grande risultato, a cui abbiamo sempre creduto, la sindaca Virginia Raggi in primis. Da giovedì aprirà un bellissimo villaggio, la novità del Ragusa Off, dove ci si potrà ancora iscrivere per la Stracittadina. Mi congratulo con FIDAL che ha portato a casa questo grande risultato per la città e i tanti sponsor privati per il loro contributo”.

Roberto Tavani, rappresentante dell'ufficio di Presidenza della Regione Lazio: “Sono certo che lo sforzo di tante persone, che hanno lavorato con una passione indiscussa per lo sport, offrirà la migliore organizzazione possibile nel migliore scenario. Per Regione Lazio è importante perché ci permette di mostrare le nostre eccellenze al mondo. Mi sento molto vicino alle tante persone che da mesi si stanno preparando per correre e invito i turisti a Roma per seguire la maratona”.

Claudia De Stefanis, responsabile comunicazione della rappresentanza in Italia della Commissione europea: “È davvero un piacere essere partner. In questa occasione continuiamo a sostenere l’appello delle istituzioni europee sullo stile di vita sano e la campagna 'Stavolta Voto' al Ragusa Off, per dare informazioni su come esprimere al meglio la propria cittadinanza europea”.

Angelo Diario, presidente della commissione Sport del Comune di Roma: “È un’avventura bellissima e incredibile. Ringrazio tutte le persone che hanno lavorato.Durante l’Angelus di domenica omaggeremo Papa Francesco con i palloncini colorati”.

Giorgio Calcaterra, il Re Giorgio nazionale, chiaramente in gara: Come non esserci, è la maratona più bella del mondo ma anche quella della mia città. L’ho corsa tante volte e darò il meglio. Come dice mio nipote, non ‘andiamo a correre’ ma… ‘giochiamo a correre’. Non sono in un periodo di massima forma, però voglio onorarla”.

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