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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Si è corsa oggi la Dash to Finish Line, una 5 chilometri su strada, il tradizionale aperitivo alla maratona. Al termine di un’entusiasmante volata è stato Paul Chelimo a prevalere di pochissimo su Shadrack Kipchirchir (vincitore nel 2017 con il tempo di 13’57), sono finiti così vicini da avere lo stesso tempo finale, un notevole 13’45, che rappresenta il record della manifestazione. Terzo posto per Stanley Kebenei. Crono di grande rilievo (2’45/km!) se si considera che il percorso è mosso e gli ultimi 150 metri sono in salita; l’arrivo di questa Dash to Finish Line è lo stesso per i 50.000 che domani correranno la maratona.  

Paul Chelimo quest’anno si era già migliorato sui 5.000 metri, portando il suo pb a 12:57:55 in occasione del meeting di Bruxelles (31 agosto 2018). Abbassata oggi di due secondi anche la sua miglior prestazione su strada, precedente Carlsbad 2017 (13:47).

Gara femminile apparentemente meno combattuta, quanto meno nel finale; vince Emily Sisson col tempo di 15:38, che in questo modo migliora la sua miglior prestazione su strada (precedente Providence-USA, 15:42), davanti a Erika Kemp (15:50) e Amy Cragg (15:54).

Dash to the Finish Line


Nelle immagini l'arrivo di colui che è stato, probabilmente, il primo italiano.

La Dash to Finish line fa parte di un importante circuito di gare americane, sono complessivamente 10 prove; dalla corsa campestre fino ad una 25 chilometri, ma anche su distanze più brevi come il miglio e, appunto, l’odierna 5 chilometri a New York. Sono gare mediamente molto ben premiate: la Dash to Finish Line (tra le più ricche insieme alla 10 chilometri e alla 10 miglia), ad esempio, aveva un montepremi complessivo di 60.000 dollari, equamente ripartito tra uomini e donne. I vincitori hanno portato a casa 12.000 dollari, 8.000 destinati al secondo posto, 4.000 al terzo e così via. 

La Dash to Finish Line è una gara aperta a tutti, sono stati infatti in 10.000 ad avere corso oggi dal Palazzo dell’ONU verso Central Park. Costo del pettorale? In linea con i costi di New York, 50 dollari.

VIDEO

 

  

Inevitabile cominciare da Geoffrey Kamworor (Kenya), vincitore di New York 2017 dopo un entusiasmante duello con Wilson Kipsang. Poi sono tanti i potenziali protagonisti di una gara che spesso ha visto i pronostici ribaltati: se guardiamo i personal best sui 42195 metri, Lelisa Desisa (Etiopia) si presenta col miglior tempo di accredito (2:04:45), oltre ad essere salito sul terzo gradino del podio nel 2017. Solo pochi secondi di differenza per il connazionale 22enne Shira Kitata, che ha fatto registrare un ottimo 2:04:49 alla maratona di Londra proprio nel 2018. Ci riprova Abdi Adirahman, 7° nel 2017, così come Shadrack Biwott, probabilmente il migliore degli americani al via, insieme a Alex Monroe (al debutto), e Chris Derrit. Certamente tanta curiosità attorno a quel grande atleta che risponde al nome di Bernard Lagat (USA), più volte campione mondiale sulle distanze dei 1500, 3000 e 5000 metri. Oggi, 43enne, ci cimenta nella sua prima maratona, dopo aver testato nel 2018 la mezza distanza, corsa in 1:02’. Molti altri potranno essere protagonisti il prossimo 4 novembre e chissà che qualche europeo, come Florent Caelen-Belgio e John Mellor-GBR,non possa inserirsi nelle posizioni che contano.

I favoriti della NYCM 2018


Anche al femminile si comincia proprio da Shalane Flanagan (USA), trionfatrice forse un po’ a sorpresa nella gara del 2017. Sempre in casa americana ci sono buone aspettative su Allie Kieffer, 5^ con personal best (2:29:39) nella scorsa edizione, Stephanie Bruce e Molly Huddle. 

Ma le attenzioni e i favori del pronostico sulla carta sono per Mary Keitany (Kenya), già tre volte vincitrice a New York ed in possesso di un fantastico personale, 2:17:01, con il quale ha vinto la maratona di Londra nel 2017. Nei suoi dintorni dovrebbe trovarsi la connazionale Vivian Cheruiyot, che ha vinto a Londra nel 2018 realizzando la sua miglior prestazione in 2:18:31. Sembrerebbe difficile insidiare le due keniane, ma oltre alle americane, anche le etiopi Mamitu Daska Moleta, Serkalem Biset Abrha e Netsanet Gudeta potrebbe dire la loro in una maratona complicata, anche a causa di un percorso piuttosto impegnativo.Purtroppo per noi mancherà Sara Dossena, peraltro unica europea in grado di competere ad alti livelli.

VIDEO

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Se corri a New York faccelo sapere compilando la scheda "Raccolta dati Ny 2018".

Giovedì, 01 Novembre 2018 16:48

Sara Dossena, niente maratona di New York

Era nell'aria, si sapeva che non stava bene, o almeno lo sapevano molti addetti ai lavori. Pare si sia provato di tutto, esami ed analisi per capire fino in fondo la gravità del problema.
Sara ha voluto partire comunque per New York perché, come si dice, la speranza è l'ultima a morire. Ma erano già diversi giorni che non correva, per tenere a riposo una gamba che improvvisamente ha cominciato a fare i capricci.
Purtroppo non è bastato; siamo stati in frequente contatto col suo coach Maurizio Brassini: Sara ha provato più volte a correre, ma il dolore era troppo.
Ed allora saggia decisione, quella di rinunciare. Di soddisfazioni ce ne sono ancora tante da prendersi, giusto così. 

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Presentata oggi nella splendida sala delle Vele, presso il comune di Crema, la 12^ edizione della maratonina di Crema, gara nazionale Fidal, livello bronze. Il percorso è sempre lo stesso, ormai consolidato nel corso degli anni, veloce ed ideale per provare a migliorare i propri record personali, oppure semplicemente per testare la propria condizione nella prospettiva di una maratona invernale. Tra le novità di questa manifestazione, l’estensione al sabato delle gare in programma; la Crema Kids Run, si correrà il 10 novembre sulla nuova pista di atletica situata ad Ombriano (via Martini). Una corsa riservata a giovani e giovanissimi, da 0 a 14 anni, i più piccoli accompagnati dai genitori. Distanze di 400-800 e 1200 metri. Ritrovo ore 14.00, partenza dalle 15.30. E chissà che “l’odore” del tartan non avvicini le nuove leve alla specialità.

Come da consuetudine, alle ore 08.30 dell’11 novembre partirà la Marian Ten, giunta ormai alla 9^ edizione; una gara non competitiva cronometrata sulla distanza di 10 chilometri. Tra i tanti partecipanti anche l’ex campione del mondo di apnea, Mike Maric, che correrà col sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, appassionata di running. Ma ci sarà anche una partecipazione davvero speciale, grazie a Claudio Ardigò e a Go On 4 persone colpite da ictus saranno spinte lungo il percorso da numerosi volontari.

Invece alle ore 09.15 sarà la volta della maratonina.

Come ogni anno arriveranno atleti italiani ed africani di livello, per una gara che ha sempre prodotto risultati tecnici di un certo rilievo. Elenco in via di definizione, ma possiamo già dire che per le primissime posizioni sarà una sfida tra etiopi e keniani, ma con gli italiani che potrebbero risultare molto vicini, sia al maschile che al femminile.

per informazioni ed iscrizioni:

https://www.mezzadicrema.com/

Per regolamento gara completo e montepremi:

http://bit.ly/2NLNGjV

 

Domenica, 28 Ottobre 2018 18:12

Laus Half Marathon : una mezza da record

Nonostante condizioni climatiche che è decisamente riduttivo definire avverse, sono caduti i record della manifestazione, sia al maschile che al femminile. Vincent Kimutai Towet, Kenya, classe 1995, ha chiuso la gara in 1:04:59, migliorando nettamente il precedente (Tariq Bamaarouf, 1:06:38, 2017). Secondo posto per un altro keniano, Alfred Kimeli Ronoh, 1:05:59. Terzo gradino del podio per il vincitore della Laus Half Marathon 2016 e 2017, Tariq Bamaarouf (1:07:49).

Record caduto anche nella gara femminile, l’etiope Addisalem Belay Tegegn, vincendo in 1:13:56, ha migliorato di quasi un minuto il precedente di 1:14:48, che apparteneva alla seconda classificata della gara odierna, la keniana Mary Wangari Wanjohi; 1:15:41 il suo crono finale. Terzo posto col tempo di 1:17:27 per un’altra etiope, Mekuanent Gedamnesh Yayeh.

Gara maschile veloce, resa dura sin dall’inizio dai due keniani, con un passaggio al km 5 in 15:06 (media 3’01/km!), a seguire il campione italiano Ahmed Nasef. Dopo una fase di relativa calma, in un tratto del percorso piuttosto tortuoso, Vincent Towett piazza due chilometri intorno a 2’57/km e in questo modo si libera della compagnia, con Alfred Ronoh che comunque nei rettilinei lo “vede” fino al km 15.  Il leader della gara è costretto a rallentare verso la cittadina di Montanaso, le numerose pozzanghere rendono più complicata la sua azione, che poi riprende vigore nel tratto in discesa al km 18. Da qui all’arrivo aumenta il vantaggio sul connazionale Ronoh. Volata per il terzo posto tra i due amici Bamaarouf e Nasef, col primo che prevale giusto in piazza della Vittoria.

Gara femminile che ben presto si riduce ad una sfida Etiopia – Kenya. Addisalem Tegegn conduce ad un ritmo poco sotto ai 3’30/km, che manterrà piuttosto costante per diversi chilometri per cedere leggermente solo nel tratto finale. Bella gara anche per la vincitrice del 2017, la keniana Mary Wangari: resta a lungo vicina alla sua avversaria (sei i secondi di distacco al passaggio del km 10), senza però mai riuscire a chiudere il buco.  Come già scritto, terza l’etiope Gedamnesh Yayeh. Bella sorpresa al quarto posto, con una felicemente ritrovata Eliana Patelli, da tempo assente alle gare sui 21097 metri, che ha scelto Lodi per tornare a correre sulla distanza; decisamente apprezzabile il suo crono finale, 1:18:30.

Si chiude così la quarta edizione della Laus Half Marathon, che verrà certamente ricordata per le difficili condizioni atmosferiche, ma probabilmente ancora di più per i record della manifestazione, con tempi ancora più significativi proprio per le condizioni nelle quali sono stati realizzati.

Complimenti a tutti i 930 atleti capaci di concludere la gara, uniti ad un grande ringraziamento ai volontari e tutti gli addetti lungo il percorso; una prova difficile la loro, in qualche modo ancora più complicata rispetto a quelli che hanno corso.

 

Per ben 11 volte ho avuto la fortuna di vedere un mio atleta tagliare per primo il traguardo della maratona di New York.  Indescrivibili  le emozioni che ho provato ogni volta!  Tuttavia,  sono certo che non sarà da meno la mia gioia  quando vedrò i miei atleti speciali tagliare il traguardo il prossimo 4 novembre. Li sto affiancando in questo percorso di preparazione e non vedo l’ora di aspettarli all’arrivo! Sono ragazzi meravigliosi con una ricchezza d’animo che spesso mi commuove. E chi mi conosce sa che non è cosa facile!”

Queste le parole del dr. Gabriele Rosa, una sorta di marchio di fabbrica per un‘iniziativa, di certo non la prima, che contraddistingue una volta di più il suo impegno nel sociale.

Oggi si è parlato proprio di questo, di tre progetti rivolti ad atleti speciali , progetti ai quali Gabriele Rosa si è rivolto nel 2018. 

Road to New York, che vede il coinvolgimento di 6 giovani con sindrome di Down. 

DreamRun, dedicato a due runners con disabilità visiva 

Oltre il Traguardo, il progetto ormai consolidato in collaborazione con la Comunità di San Patrignano.

Per tutti lo stesso obiettivo: la maratona di New York. Sono complessivamente una ventina  i protagonisti che nella scorsa primavera si sono sottoposti ai primi test di valutazione funzionale e da qui è iniziato il loro percorso verso il 4 novembre quando, nella città della Grande Mela, parteciperanno alla maratona di New York.

Ovviamente gli obiettivi sono diversi tra loro, ma per tutti sarà una grande impresa. A prescindere.

Un progetto molto ambizioso, reso possibile dal supporto di varie aziende che operano in diversi settori, tuttavia accomunate da una visione  rivolta all’inclusione sociale e all’abbattimento di ogni sorta di barriera 

Road to New York, questo il claim dell’innovativo progetto nato in via sperimentale nel 2016, che vedrà la partecipazione di 5 ragazzi affetti da Sindrome di Down e dei loro accompagnatori, alla maratona più famosa del mondo per vivere un’esperienza unica. I cinque atleti provengono da differenti aree geografiche del Nord Italia e due sono bresciani. Parliamo di Diego Zannier, che correrà a fianco del fratello Luca, e di Alessandro  Amato che sarà accompagnato dalla mamma Cecilia. Abbiamo, poi, Maria Bresciani, una giovane campionessa del nuoto proveniente da Cremona. Maria è reduce dai campionati mondiali in Canada dove ha strappato un bottino di ben 14 medaglie! A New York sarà affiancata dalla sorella Chiara.  E poi, da Riva del Garda, Lorenzo Zulberti con il padre Remo e Andrea Degli Esposti che parteciperà con la sorella Giulia. Non poteva mancare il veterano Niccolò Vallese di Albergo Etico di Asti, che sarà alla sua terza maratona, accompagnato da Alex Toselli, Presidente della Cooperativa Sociale Download - Albergo Etico.

È stato proprio con Niccolò ed Alex, infatti, che il Dr. Rosa ha dato il via a questa iniziativa nel 2016. 

Dream Run, con due runners bresciani con disabilità visiva, Luigi Bertanza e Marco Zingarelli, correranno nella Grande Mela al fianco delle loro guide Mattia di Beo e Alessandro Zani, con cui si allenano da tempo raggiungendo obiettivi sportivi di ottimo livello. Un rapporto di profonda amicizia, dove fidarsi significa farsi guidare e guidare significa essere gli occhi e la vista dell’altro. 

San Patrignano che dal 2014, anno del sodalizio della comunità con il Dr. Gabriele Rosa, rinnova l’appuntamento a New York offrendo ad un gruppo di giovani ospiti della comunità l’opportunità di vivere un’esperienza unica nel suo genere. 

Naturalmente le ambizioni sportive sono molto differenti fra i tre gruppi, ma l’obiettivo rimane lo stesso: quello di andare oltre il traguardo, correre i quarantadue chilometri e 195 metri della maratona con la consapevolezza della fatica, ma anche della gioia di vivere un’occasione speciale. Per sé, per le persone che hanno un’analoga disabilità, per coloro che amano, ma anche per tutto l’allegro ed festoso pubblico che domenica 4 novembre si riverserà sulle strade dei 5 quartieri di New York e, urlando il loro nome, li farà sentire dei supereroi, quali sono.

 

 

 

 La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare la sig.ra Luisa Betti (tesserata FIDAL), riscontrata positiva alla sostanza Betametasone a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia al termine della Manifestazione “100 Km delle Alpi – Torino -Foglizzo “ svoltasi a Foglizzo il 6 ottobre 2018.

(da comunicato NADO Italia)

Abbiamo contattato Luisa che ha rilasciato questo commento, presente anche sulla sua pagina Facebook:

Prima di iniziare ad accusare e a crocifiggermi… sappiate almeno bene come sono andate le cose. Io non ho nulla da nascondere e spiegherò tutto, anche perché prima del controllo anti-doping (alla 100 km delle Alpi in cui sono arrivata quinta, figuriamoci) ho subito dichiarato l'uso di un farmaco a base cortisonica che ho dovuto purtroppo assumere per motivi di salute a fine settembre (causa blefarite, una grave infiammazione delle palpebre di natura allergica), ma solo per una decina di giorni. Prima del controllo l'ho DICHIARATO ed ho mostrato anche il CERTIFICATO medico che mi ero fatta fare nell'eventualità di un controllo (non lo posto solo per motivi di privacy), ma evidentemente non è bastato. Proprio poche ore fa mi è giunta la brutta notizia di una sospensione cautelare (che NON equivale a una squalifica, ci tengo a sottolineare) e mi sono subito affrettata a contestarla e ad avvisare chi di competenza, compreso il mio medico di fiducia. Forse non avrei dovuto gareggiare in quei giorni, è vero… ma sinceramente non pensavo che la situazione potesse rivelarsi così grave. E poi con il certificato mi sentivo tutto sommato abbastanza sicura, ignorando o quasi tutta la storia della procedura TUE. Certamente è stata una imperdonabile leggerezza di valutazione che pagherò a caro prezzo come è giusto che sia, non mi sto affatto giustificando per quello… ma sono comunque tranquilla e soprattutto ho la coscienza più che pulita, e fiduciosa di riuscire a chiarire la faccenda. Ho tutte le prove e le documentazioni che testimoniano la mia buonafede e non vedo l'ora di poterle mostrare a chi di dovere. Chi mi conosce bene sa chi sono, sa da quanto tempo corro e soprattutto per quali MOTIVI corro. Motivi non certo legati a tempi e vittorie, anche perché altrimenti mi allenerei come si deve e non correrei così tante gare di fila. Confido quindi nell'intelligenza e nella sensibilità di ognuno di Voi. Se poi dovrò scontare una pena la sconterò, come è giusto che sia… del resto la leggerezza è stata mia e sono concorde con la frase "la Legge non ammette ignoranza". Se siete comunque Amici, come in cuor mio spero… mi crederete e mi starete magari vicini in questo difficile momento, senza crocifiggermi ne’ darmi addosso. Anche perchè come è accaduto a me, una semplice Amatrice che ha sempre corso per pura passione, può accadere a qualsiasi altro. Spero solo che serva come monito e insegnamento non solo a me, ma a tutti quanti. Per adesso non ho altro da aggiungere, anche perchè sono ancora abbastanza scossa e abbattuta. Grazie a tutti della comprensione.

 

Si è corsa oggi la mezza maratona di Foligno, nell’occasione valevole quale campionato italiano sulla distanza dei 21097 metri. Al maschile si laurea campione italiano Ahmed El Mazoury (7° assoluto), col tempo di 1:04:03; secondo posto in 1:05:24 per lo specialista della corsa in montagna, Cesare Maestri (9° assoluto), che qui ha riconfermato buone capacità di correre veloce anche in pianura (personal best 1:04:48, Verona 2018). Chiude il podio Alessandro Giacobazzi (1:05:28 e 10° posto assoluto), una prestazione che gli vale il titolo nella categoria Under 23.

La gara è stata vinta da Onesphore Nzikwinkunda (1h02'15), davanti a Paul Tiongik (1:02:46) e Joel Maina Mwangi (1:03:17).

Bella prova di Valeria Straneo, che dopo un periodo difficile ha decisamente imboccato la via del ritorno: si laurea campionessa italiana, con l’ottimo crono di  1:12:04, secondo posto e davvero vicina alla vincitrice di giornata. Sara Dossena (5^ assoluta), ormai prossima alla maratona di New York, è seconda in 1:12:53; terzo posto per la siepista Isabel Mattuzzi (6^ assoluta), finalista al campionato europeo di Berlino.  All’esordio sulla distanza chiude con tempo davvero buono, 1:13:39.

Gara femminile vinta da Juliet Chekwel in 1h11'53, secondo posto appunto per Valeria Straneo e terzo per Cavaline Nahimana (1:23:23).

Buone prove di Gloria Giudici, altra atleta della nazionale di corsa in montagna, che realizza il record personale con 1:18:02 e Ivana Iozzia, classe 1973, naturalmente prima della sua categoria con il tempo di 1:19:38.

Prima nella categoria Under 23 è Clara Costadura (1:23:36).

Buono il percorso secondo il giudizio degli atleti, anche se dopo una prima parte scorrevole, dal km 12 diventava un po’ tortuoso. Bene accoglienza ed organizzazione, sempre secondo il parere di chi ha partecipato. Un dato statistico: sono 925 gli uomini classificati, e 272 le donne.

Un anno difficile il 2018, la maggior parte delle mezze e maratone sinora corse ha perso partecipanti, chi pochi, chi molti di più. I numeri della Parma Marathon, invece, sono in controtendenza, infatti crescono sia nella maratona (da 930 a 1112), sia nella 30 chilometri (da 675 a 902); distanza che in realtà è un tantino più lunga, secondo quanto riportato dai GPS di diversi partecipanti (in media 32, 2 km), ma anche dal sito degli organizzatori che indicano “Trenta2” nella denominazione delle gare a menu. Certamente le nuove manifestazioni godono del credito della novità, che può indurre molti a volerle provare, ma qui siamo al terzo anno, quindi è ragionevole ritenere che da queste parti facciano le cose per bene.

Ad aumentare sensibilmente il bottino di partecipanti ci sono le due distanze new entry 2018: la “Vigorosa”, una 10 k competitiva che ha avuto un discreto riscontro tecnico (con la vittoria di Pietro Bomprezzi in 31:23) e la “Desmila”, sempre sui 10 chilometri ma in versione non competitiva. I due innesti hanno complessivamente portato 1245 partecipanti.

Tutti i numeri che ho indicato si riferiscono ai podisti classificati, l’unico dato attendibile ed esente da euforia da ufficio stampa, un qualcosa che troppo spesso falsifica la reale quantità di partecipanti alle gare. Di certo, nel caso specifico, le buone condizioni meteo hanno ridotto i non partenti e/o ritirati.

Tra i risultati spicca quello di Sara Dossena, un (altro) ottimo test, questa volta sui 30 (ovvero 32,2) chilometri. Si è migliorata di oltre due minuti rispetto al 2017, da 1.54:23 a 1.52:96. La ragazza bergamasca mette in cascina un altro … allenamento di elevata qualità, ricordiamo che solo 3 settimane orsono aveva migliorato il suo personal best alla mezza di Udine, aggiornandolo a 1.10:10 (precedente Stralugano 2017, 1.10:39). Inutile dire che crescono le aspettative nei suoi riguardi verso il più importante appuntamento dell’anno: la maratona di New York.
Bello rivedere Valeria Straneo, dopo il rientro sulla mezza maratona (Vinovo 2018, 1.13:51), ha corso un lungo. Speriamo davvero che si ritrovi, che gli infortuni le consentano di ricominciare laddove si era interrotto il suo percorso.

Risultati non eccellenti in maratona, ma vale la pena menzionare Armando Gabetta (classe 1975 - Atletica Lambro), che fissa il suo nuovo personale in 2.41:57 , piazzandosi al terzo posto nella classifica generale.

Si avvicina il 28 ottobre, data in cui si correrà la 4^ edizione della mezza maratona di Lodi.

Ricordiamo che alle ore 24 del 15 ottobre scade la quota di iscrizione a 27 euro, successivamente passerà a 30 e tale resterà sino a chiusura iscrizioni, prevista per il 25 ottobre.

Per iscrizioni, visione regolamento gara e tutte le altre informazioni visitare il sito:

www.laushalfmarathon.it

 

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