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Se gli interventi di Eugenio e Paolo rappresentassero un campione significativo allora ci sarebbe da preoccuparsi ancora di più. Una gara ritenuta bella e apprezzata che perde oltre 2000 classificati in tre anni non è poca cosa e fa porre più di una domanda. Chissà come se la passano le altre gare, magari meno apprezzate. Il problema è davvero grande e tocca un po’ tutte le realtà del calendario Fidal, relativamente a maratone e mezze, un calendario aumentato a dismisura negli ultimi anni senza un corrispondente incremento del mercato, ovvero i podisti. Oppure gli stessi podisti che vanno per altri lidi: trail, Urban Race che ormai nessuna città si fa mancare, o si corre all’estero, magari abbinando il turismo. Tutt’altro che trascurabile il problema economico, tasse gare più che raddoppiate, chi fa 2000 classificati può in qualche modo “spalmare” gli aumenti, chi ne fa 5-6-700 non ci sta più dentro e molla la presa, cambiando distanza o addirittura salutando la Fidal a vantaggio del mondo EPS che attende a braccia aperte (e costi bassi).
Nel 2018 il 70% di mezze/maratone ha perso partecipanti e il 2019 è partito male, tutte le mezze sinora corse (tranne Bergamo) ha perso numeri, vs il 2018.