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Set 11, 2018 628volte

Palo del Colle (BA) - 4^ StraDynamyka

Minerva e Selvarolo Minerva e Selvarolo Foto Antonia Annoscia

9 Settembre - Ad una settimana dal successo di Alberobello, dove si è classificata al secondo posto tra le società master italiane sulla distanza della 10 chilometri, la Dynamyk Fitness di Palo del Colle ha potuto festeggiare “in casa” con l’organizzazione della quarta edizione della StraDynamyka”, gare regionale valevole come 13^ prova del Campionato regionale “Corripuglia”.

Quanto mai gradita è così risultata la presenza del Presidente Regionale Fidal, Giacomo Leone, l’ultimo vincitore italiano della New York City Marathon, giunto di buonora e andato via tra gli ultimi, che ha osservato dal vivo tutte le fasi della manifestazione, premiando anche buona parte dei meritevoli.

Manifestazione che, come da tradizione, si è sviluppata positivamente, ottenendo il gradimento dei partecipanti; l’occhio critico del sottoscritto ha registrato alcuni disfunzioni in fase di partenza ed arrivo, che analizzeremo di seguito.

Lasciata la propria vettura nei tanti comodi spazi per parcheggiare, a cominciare dal vastissimo Piazzale Lenoci, lo svolgimento delle pratiche burocratiche e la distribuzione dei pacchi gara sono avvenite su Corso Vittorio Emanuele, in maniera rapida e concreta. Iscrizione fissata a 7 euro, tariffa Corripuglia, per un premio di partecipazione ricco di prodotti alimentari, anche se qualcuno è rimasto male nel non trovare la maglia tecnica, che ha premiato viceversa i tanti liberi iscritti, forse per incentivarli alla pratica podistica.

Pettorale e chip unico per l’intero campionato sono già in dotazione per ciascun atleta, anche se in tanti si sono presentati senza il pettorale, costringendo giudici e segreteria agli straordinari, anche magnanimi nell’evitare di addebitare i costi del pettorale “di giornata”.

A disposizione degli atleti due bagni chimici, troppo pochi ma per fortuna integrati da due strutture pubbliche nei pressi del quartier generale e in spazi verdi non troppo distanti.

Giornata calda, un leggero venticello mitiga leggermente la potenza del sole, che continua a dominare le giornate pugliesi.

A presentare la manifestazione Paolo Liuzzi che, dopo le fatiche del Campionato Italiano, tornato in formato“single”, ha gestito al meglio tutte le fasi della gara, sempre gradito al popolo podista di Puglia.

Leggermente modificato il percorso, devo dire in meglio, con partenza arretrata di circa trecento metri, sempre su Corso Vittorio Emanuele, ma dove la sede stradale è più ampia, solito giro tecnico con diversi saliscendi in tutta Palo, per morfologia mai piatta e banale, fino alla conclusione che ha previsto la salita tangendo il Campanile, che ha permesso splendidi duelli e ulteriore fatica prima di presentarsi sul Viale di arrivo e tagliare il traguardo.

Presentato di 9500 metri, i più patiti di misure e gps  mi hanno parlato di 9300 metri, sperando sempre che queste differenze non dipendano da eventuali tagli in curva e sui marciapiedi, antipatici e antisportivi.

Tornando alla partenza, che si è svolta al limite della regolarità, venendo a mancare la zona pole per i più veloci e prestanti - con il pettorale contrassegnato da speciale bollino, individuati preventivamente dalla Commissione Master della Fidal Puglia -, con i concorrenti tutti ammassati nelle prime fila, senza preoccuparsi di ritmi ed andature e conseguente “ruberia” di una cinquantina di metri oltre la linea di avvio, con lo spettacolo dell’unica auto lasciata in divieto di sosta rimossa dal carro attrezzi in diretta, l’inno d’Italia a riportarci al giusto patriottismo, e il colpo di pistola che libera gli atleti.

Spostamento rapido in Piazza Santa Croce per il primo passaggio, il rischio dell’errore di percorso per lo sbaglio dell’auto apripista che svolta a sinistra, mentre per fortuna le bici e Minerva – palese doc – proseguono diritto, in direzione esatta, salvando la gara.

Gara che vive sul duello tra Selvarolo e il suddetto Minerva, due campioni italiani (Juniores e SM40), possibili padre e figlio per età, il primo 19enne, il secondo 40enne, che hanno scaturito l’interesse del pubblico sin dai primi metri, inizialmente anche in compagnia di Gaeta. Al femminile, l’incerto pronostico si  indirizza subito a favore di Riti, passata per prima in testa, anche se Zaccheo e Amatulli seguono da molto vicino. 

Tracciato blindato al traffico, con precise indicazioni chilometriche, addetti a sorvegliare, ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, tutto insomma ben controllato.

918 gli iscritti Fidal, un centinaio abbondante i “liberi”, tra cui l’ex sindaco, Domenico Conte.      

Da ricordare che la manifestazione era valida come 2° Memorial Vito Prezioso e Nino Danisi, due giovani protagonisti, troppo presto scomparsi: in nome di Vito Prezioso la presenza degli amici di Monte Sant’Angelo, i Montanari Doc, guidati dal presidente Raffaele Rinaldi, che hanno rinnovato il gemellaggio con gli amici della Dynamyk.

Intanto, tutto pronto sulla linea del traguardo, con la trepida attesa del vincitore: ecco sbucare la canotta arancione della Barile Flower Terlizzi, il vincitore è Pasquale Selvarolo, classe 1999, di Andria, campione italiano juniores una settimana fa ad Alberobello, ragazzo dalle indubbie capacità, ben allenato da Giovanni De Rocco, che si afferma in 29:43, mantenendo sempre la sua naturale sobrietà.

Secondo posto per il palese doc, Francesco Minerva, tesserato e capitano della Montedoro Noci, in 30:10; Francesco, sempre sportivissimo,  si complimenta con il giovane Pasquale e si lancia - in proiezione futura - verso la mezza di Trento, che distribuirà i titoli italiani sulla mezza, una doppietta dopo la 10 di Alberobello non sarebbe male!

Terzo gradino del podio per Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie) in 31:40: superato un periodo di problemi fisici, il buon Nicola, sempre concreto, lascia solo parlare i fatti.

Dal foggiano, ma a difendere la maglia della Montedoro, il bravo Matteo Mimma è quarto in 31:51, a precedere il buon Rosario Livatino (Athletic Academy Bari), che speriamo di rivedere presto al massimo, quinto in 32:01, a sua volta seguito dal capace Stefano Todisco (Atl. San Giovanni Bosco Palagianello), una sicurezza su tutte le distanze, sesto in 32:08. Settimo posto per il primo atleta della società organizzatrice: il capitano Mimmo Tedone in 32:15, a precedere il compagno di squadra, l’eterno Angelo Pazienza, ottavo in 32:15, e il rientrante al podismo, dopo un breve ritorno al ciclismo, il caro Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), che deve solo allenarsi con continuità e gestirsi meglio, nono in 32:51. Decimo posto per un volto nuovo, Alessandro Cazzolla (Bitonto Runners), in 33:14, che ho visto correre bene e senza eccessivo sforzo, ne sentiremo parlare.

“Fino alla fine”, Francesca Riti (Montedoro Noci), fa suo questo motto e chiude in testa, vincente, in 38:50; applausi sinceri per questa semplice, brava e bella ragazza! Ottima Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato), che conquista la piazza d’onore in 39:10, con la reattiva Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), terza in 39:49, a completare il podio.

La grinta di Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto) in quarta posizione in 39:58, a precedere la sempre brava Marisa Russo (Marathon Massafra), quinta in 40:23, e la sempre più brava Nicoletta Ferrante (Atletica Talsano), sesta in 40:50. “Rock e corsa” per il settimo posto di Alessia Santonastaso (Free Runners Molfetta), in 41:45, davanti alla combattiva Silvia Acquaviva (Martina Franca Running), ottava in 41:45, e alla prima donna “organizzatrice”, Marilena Brudaglio, nona in 41:51. Chiude la lista della prime donne, la  concreta Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno) in 41:58.

858 i finisher, chiudono le rispettive graduatorie Giovanni Bruno (Atletica Adelfia), in 1:21:48, e Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto), in 1:25:53, un plauso alla loro forza d’animo e impegno.

Ristoro con gelato, acqua e integratore (almeno per i primi quest’ultimo) e una lattina di una bibita energetica …

Per una attimo riprendo la questione della zona arrivi, al principio accennata, ribadendo – come per le precedenti edizioni – che lo stessa deve essere blindata a mezzi, spettatori, parenti e atleti che tornano indietro sul percorso; parimenti dovrà essere anticipata l’uscita dei liberi che, bloccati a pochi metri dal traguardo e senza preventivo avviso, hanno messo in difficoltà il giudice proposto, gli altri atleti che hanno rischiato cadute e tamponamenti, oltre ai fotografi…

In attesa dell’inizio della cerimonia di premiazione (ritardata anche per incredibili presenze nelle graduatorie subito affisse, con atleti  tra i primi giunti in realtà molto dietro, per fortuna poi sistemati), la possibilità di assaggiare un gustoso “pezzo” della crostata fatta da Floriana Piarulli, in compagnia di Francesco Saccente, il runner-scrittore-cameraman, che ha ripreso in moto tutte le fasi della gara.

Sempre toccante il momento dello scambio di doni tra Dynamyk e Montanari doc, a suggellare il loro gemellaggio: Raffaele Rinaldi regala anche due splendide stele riportanti l’effigie di San Michele Arcangelo che andranno ai due vincitori.

E, in effetti, pochi istanti dopo, ecco Pasquale Selvarolo e Francesca Riti, riempiti di premi (tra cui la stele), davvero tanti, ma meritati, perché nello sport giustamente si celebra ancora chi vince, chi merita, il più bravo.

A seguire ricchi premi alimentari e tecnici di varia entità secondo la posizione in graduatoria per i primi cinque di ciascuna categoria sino ai 60, i primi tre della restanti. Tra loro, lasciatemi ricordare Nicola Bove (Tommaso Assi Trani), finalmente tornato alla gare e tornato a vincere dopo il malore di marzo a Putignano.

Ultimo atto ufficiale la premiazione delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince la Bitonto Sportiva su, nell’ordine Montedoro Noci, Assi Trani, Nadir on the road Putignano e Amatori Putignano.

E’ conclusa la manifestazione, ora parte la seconda parte, quella dei bilanci e dello smontaggio, dei ripristino di Palo alla sua veste tradizionale.

Manifestazione da promuovere, solo piccoli accorgimenti e potrà meritare elogi incondizionati, intanto un bravo a Saccente, Trentadue e tutti i soci della Dynamyk per i risultati in gara e fuori. E, speriamo, che quella vocina che mi ha detto che la quarta sia stata l’ultima edizione di questa manifestazione, abbia raccontato il falso: Palo, terra di podisti e marciatori, merita senz’altro una manifestazione importante.         

P.S.: rivedendo le foto degli arrivi, scopro che in realtà il 10° uomo in classifica è l'instancabile Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle), erroneamente classificato 12° nelle classifiche ufficiali...     

  

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