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Nov 27, 2018 434volte

Canosa di Puglia (BT) - 5° Trofeo Boemondo

La partenza La partenza Foto Roberto Annoscia

25 Novembre - Pioggia copiosa sulla strada avvicinandoci, pioggia copiosa sull’intera provincia, un solo punto asciutto, Canosa di Puglia, che spicca data la sua maggiore altitudine, sotto il buco azzurro in un cielo tutt’intorno grigio.  

Sabino Sardella, il presidente della Podistica Canusium 2004 (gli odierni organizzatori), deve avere qualche amico molto in alto, ma proprio in alto: ha cominciato a piovere soltanto quando la cerimonia di premiazione era ormai all’epilogo…

Hanno ringraziato il Cielo anche tutti i convenuti per la 5^ edizione del Trofeo Boemondo – Memorial Paolo Minerva, valevole come 10^ prova del Circuito provinciale “Terra di Bari”, che hanno visto bagnarsi soltanto le vetture andando via.

Organizzazione positiva senz’altro, con soddisfazione di quasi tutti partecipanti, cresciuti a 662 iscritti contro i 627 di un anno prima, nonostante la maratona di Firenze abbia sottratto un bel numero di atleti che avrebbero corso da queste parti.

Manifestazione caratterizzata dall’atipica distanza di 15 chilometri, una distanza che può essere allenante per le prossime mezze e per le ultime maratone stagionali, anche considerando la difficoltà di un percorso tecnico, con gli ultimi chilometri in continua salita.

Ritrovo fissato in Piazza Vittorio Veneto, in pieno centro, con consegna rapida e ordinata di pettorali e chip presso l’ingresso di Palazzo Sinesi, dove ha sede il locale Museo archeologico; a pochi passi, presso la sede locale della società organizzatrice, la consegna dei pacchi gara, contenente unicamente prodotti alimentari.

Doppia opzione di iscrizione: 8 euro full optional o “completa” per dirla in italiano, 6 euro senza il suddetto premio di partecipazione e senza il diritto di partecipare al ricco ristoro finale: bastava darne comunicazione preventiva.

Tre bagni chimici si aggiungono a quelli della struttura fissa della vicina Villa Comunale, per risolvere gli ultimi problemi degli atleti ed evitare scene poco civili in un centro città.

A presentare la manifestazione Umberto De Giosa, podista e giornalista canosino, dimostratosi all’altezza del compito, pur chiaramente non avendo la conoscenza degli atleti propria di chi lo fa abitualmente.

Clima apparentemente favorevole, perché – sebbene non piova e non pioverà – la temperatura sarà condizionata dal tasso di umidità, e lo spirare improvviso di fortissime folate di vento danneggerà gli atleti e il lavorio degli “imbuti” creato dai giudici, costretti ad alzare più volte le transenne.

A guidare i podisti nella ricerca dell’andatura più giusta e più regolare, i rappresentanti del gruppo pace-maker di Laura Tassielli, che ha creato questa nuova formazione di metronomi della corsa: i loro palloncini condurranno le orde podistiche a raggiungere il crono desiderato.

L’organizzazione ha previsto anche di onorare la Giornata contro la violenza sulle donne: un’addetta segna con il pennarello rosso il volto di ogni persona presente: non servirà forse a niente, ma almeno resta il segnale, in attesa di pene più severe per chi si macchia di questi (ed altri) delitti.

Orario di partenza intelligentemente fissato alle 9.00: si comincia prima, si finisce in anticipo, poi la distanza è più lunga e si vuol dare sempre meno fastidio ai cittadini.

Frattanto gli atleti già abbigliati per la disfida, provvedono agli ultimi esercizi di riscaldamento muscolare, pur non rinunciando al selfie e alla foto di rito, andandosi poi a schierare dietro la linea del via, ben delimitata dallo sbarramento di transenne.

Fra tutti gli atleti ne spicca uno, anzi bisogna cercarlo, perché magrissimo e sempre modesto com’è, sparisce nel gruppo di testa: stiamo parlando dell’ospite d’onore, il super-super-ultramaratoneta Giorgio Calcaterra: il suo mito è universale, tutti lo conoscono, lo ammirano, lo amano, segno di un condotta sportiva e morale unica. 

Tutto è pronto per la partenza, si definiscono gli ultimi particolari, i Vigili urbani comandati dal maresciallo runner Peppino Germinario danno il via libera e il Giudice De Lillo spara il colpo di pistola che aziona i podisti.

Primi chilometri cittadini, il primo passaggio, il secondo: un piccolo errore di percorso dei primi tre condizionati dall’auto dei Vigili fermatasi per risistemare una transenna spostata, subito rimessi sulla strada giusta e per fortuna senza alcuna conseguenza di classifica. Al terzo passaggio invece, a sbagliare il percorso sono gli ultimi tre, quasi involontari protagonisti di uno sbaglio che li porta nel mezzo nella corsa, per poi scivolare nuovamente in fondo.  A questo punto la gara si sviluppa in periferia, il tracciato è inaccessibile alle auto, i ristori con acqua sono posti ogni 5 chilometri, peccato per il vento che rallenta e infastidisce, peccato per un po’ di fango nelle strade extraurbane, che le rende a tratti scivolose e che sporca; tracciato interessante, mai banale, con continui cambi di pendenza, fino agli ultimi tre chilometri, quando per rientrare in città e raggiungere il centro bisogna salire e salire, prima di lanciarsi nel lungo sprint che conduce al traguardo.

Tracciato da “nastrare” meglio nei punti dove è possibile tagliare non effettuando il giro della piazza; area di arrivo da controllare e transennare con maggior cura, evitando il passeggio di borghesi e di podisti già arrivati, che crea problemi agli atleti ancora in gara, ai giudici e ai fotografi.

Gara che vive sostanzialmente nella lotta a tre tra Calcaterra, Mastrodonato e Guastamacchia; si ritira troppo presto Michele Uva, riappare finalmente Gadaleta; scendendo, ogni gradino della classifica racconta di sprint, di lotta, di duelli, di sacrifici, di allenamenti, di voglia di non fermarsi e di proseguire…

Al femminile, dopo la sfuriata iniziale di Filannino, Labianca riprende il suo ruolo in testa come da pronostico, ma attendiamo l’evolversi delle situazioni.

Si attendono gli arrivi, il vento soffia forte, sembra di volare, intanto trovo e abbraccio il mio amico Sabino Diaferio, auguro a lui ogni bene con la sottile speranza di ritrovarci un giorno, quasi per miracolo, di nuovo a correre…

La sirena dell’auto dei Vigili, un uomo solo al comando, i chilometri nella sue gambe sono spaventosamente tanti… Giorgio Calcaterra, della Calcaterra Sport Roma, si impone in 51:36, l’albo d’oro di questa manifestazione si fregia della presenza dell'ottavo re di Roma, un mix perfetto di umiltà, bravura, costanza, resistenza, simpatia, disponibilità.
Secondo posto per Rodolfo Guastamacchia (Atleticamente Modugno), da sempre ai vertici, bravo maestro e maestro di sport, che sta forgiando tanti piccoli campioncini, in un anno fondamentale nella sua vita, con 51:54.
Terzo posto per Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie), valente atleta sempre alla ricerca di migliorarsi, speriamo che il periodo nero sia passato e che il domani gli porti ogni bene, oggi intanto chiude in 52:08.

Al quarto posto riecco Sabino Gadaleta (Pedone Riccardi Bisceglie), persona splendida, ancor oggi valido atleta e mani d’oro al servizio di chi può dare grandi soddisfazioni alla nostra disciplina (vero Veronica?), in 54:03. Quinto ancora un atleta della Pedone Riccardi Bisceglie, l’attivissimo Francesco Uva in 55:07, seguito dal coriaceo Pantaleo Papagno (Assi Trani), sesto in 55:18, con il primo atleta della società organizzatrice, il terribile Antonio Di Nunno, settimo in 55:23. Non molla mai, il buon Ciro Pappalardo (Maratoneti Andriesi), ottavo in 55:27, seguito dal sempre più bravo Michele Tedone (Amici Strada del Tesoro Bari), nono in 55:47, e dal carissimo Antonio Francolino (GS Athlos Matera), espressione della bella Lucania, decimo in 55:49.

Al femminile, cominciato finalmente a superare, anche mentalmente, il recente infortunio, la brava e solare Francesca Labianca (Alteratletica Locorotondo), una vita di successi, è prima in 1:02:26; secondo posto per la brillante Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta), che conclude in 1:04:22, seguita dalla cocciuta Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), terza in 1:04:48, capace di dare il meglio anche in un giorno apparentemente negativo.

Continua a crescere Maddalena Carella (La Fenice Casamassima):l’impegno paga ed è quarta in 1:06:53; quinto posto per la sempre combattiva Filomena D’Adamo (Bitonto Runners), che non vedevo da un po’, in 1:09:05, con la stakanovista Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno), sesta in 1:09:13. Bella prestazione per la determinata Teresa Landriscina (Trani Marathon), che conclude in 1:09:34, precedendo l’esuberante Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), ottava in 1:09:51, e l’emergente Annarita Cazzolla (Bitonto Runners), nona in 1:10:34. Bravissima, chiude la top ten, Stefania Antonacci (Bio Ambra New Age Capurso) in 1:10:38.

622 gli arrivati: tra le donne chiude Grazia Petruzzelli (Andria Runs) in 1:47:32, mentre è Vincenzo Mirizzi (Amatori Putignano), classe 1933, a concludere la manifestazione in 2:09:13.

Ristoro finale, ecco i ragazzi dell’Istituto Alberghiero “Einaudi” a deliziare i podisti con le loro specialità: ceci e farro, un tortino dolce con marmellata, banana, succo di frutta, acqua, il tutto in quantità industriali e con la possibilità di ripetere il giro più volte, che permette di sentirsi di nuovo in forze dopo la gara.

Pronte immediatamente le classifiche, ottimo il lavoro degli addetti Fidal al rilevamento elettronico e dei Giudici: si comincia con il premiare i due vincitori assoluti, Giorgio Calcaterra e Francesca Labianca, nella centralissima Cassarmonica: per entrambi un ricco cesto con prodotti tipici locali, per Giorgio l’aggiunta di una riproduzione di una splendida anfora d’epoca, come vincitore assoluto, e di una targa consegnata da Patrizia Minerva – presidente Unesco Canosa.

A seguire la premiazione dei primi cinque delle varie categorie maschili fino alla SM60, dei primi tre per le restanti; le prime tre per ciascuna categoria femminile: cesto al primo, tris di vini al secondo e terzo, duo al quarto e quinto.

A consegnare i premi, a turno, Sergio Fontana - presidente di Confindustria BAT; Riccardo Piccolo -  fiduciario CONI Canosa; Francesco De Mattia - Presidente provinciale Fidal Bari; e chi vi scrive, in quanto Consigliere Regionale Fidal Puglia. Assenti i  politici.  

E’ il momento delle società: vince con distacco la corazzata Barletta Sportiva con 69 arrivati complessivi; secondo posto per la Amici Strada del Tesoro Bari con 38, a seguire Atleticamente Modugno (28), Maratoneti Andriesi (25) e Atletica Amatori Corato (24).

Comincia a piovere, e tra i saluti dello speaker Umberto, l’appuntamento è fra un anno.

Positivo bilancio finale, la Canusium 2004, che finalmente può contare non solo a correre di giovani forze fresche come Silvia Bucci e Stefano Germinario, supera ottimamente la prova, dimostrandosi più forte anche di alcuni banalissimi inconvenienti.

E, se il presidente Sardella è riuscito a far bloccare la pioggia per l’intera durata della manifestazione, attendiamoci altri miracoli nelle edizioni a venire….

 

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