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Mar 19, 2019 Ufficio Stampa Evento 646volte

Verona – 602° Palio del Drappo Verde

Il vincitore Emanuele Piubelli Il vincitore Emanuele Piubelli Foto Organizzatori

17 marzo - Storia, territorio e cultura si sono aggiunti allo sport per questa manifestazione, che nasce come podistica, ma vuole valorizzare le risorse culturali, economiche e storiche di questa vallata veronese, tra le più belle che abbiamo in Italia. 
La Valpantena è stata invasa da almeno quatto migliaia di podisti, disseminati sui quattro percorsi previsti. La location, spaziosa e ben attrezzata, del Centro di essiccazione delle uve della Cantina Valpantena di Santa Maria in Stelle (nel comune di Verona) ha accolto il ritrovo e poi le partenze e gli arrivi ben distribuiti sia dei tre percorsi della Sgambada de San Giusepe di 6 km, di 11,5 km e di 14,5 km, sia il percorso del Palio del drappo verde di 10,75 km. 

Dalle 8.30 alle 9.30 è partita la 46^ edizione della Non Competitiva, la Sgambada de San Giusepe, che ha richiamato 3.882 podisti e camminatori.

Alle 10 in punto sono invece partiti i 255 atleti iscritti alla gara Competitiva del Palio del drappo verde, la corsa podistica più longeva (602 edizioni) e più vecchia al mondo (nata nel 1208). 

Il gruppo più numeroso è stato quello padovano del “Teolo Running” con 138 iscritti. Al secondo posto con 108 podisti si è classificato il GP Romani Biondani del Chievo, mentre al terzo si è piazzata la Rustica di Pescantina con 100 iscritti. Complessivamente sono stati premiati 76 gruppi podistici, di cui 6 da fuori provincia, alcuni di questi, come il Gruppo Alpini di Loria (TV) e il GP Valgardena sono arrivati con il classico pullman per fare la propria gita stagionale. 

Nella gara competitiva maschile ha prevalso il giovane Emanuele Piubelli della ASD Giancarlo Biasin di Illasi che ha impiegato 41’26”. Al secondo posto si è piazzato Luca Gosatti della ADM Ponte in Valtellina in 42’11”. Al terzo posto è arrivato il fratello maggiore del vincitore Isacco Piubelli che ha coperto la distanza in 42’ 45”. 

Tra le donne il successo è andato a Simonetta Menestrina dell’Atletica Trento, che ha coperto la distanza di 10,750 km in 47’19”, precedendo nell’ordine Anna Zilio del Team Km Sport (48’32”) e Lisa Carraro del Vicenza Marathon (48’52”). 

Da molti anni non si vedeva una così alta partecipazione di podisti nella Valpantena, il cui afflusso ha superato la capienza ricettiva dei quattro parcheggi adibiti. Ancora una volta ha prevalso la nota pazienza dei podisti domenicali, che hanno trovato posto nelle vie di Santa Maria in Stelle e delle frazioni vicine.  A tal riguardo il gruppo Organizzatore, il Gsd Mombocar, ha più volte ringraziato durante le premiazioni le famiglie Melloni, Bellesolo e Sauro per l’ospitalità che hanno dato con i loro terreni e parcheggi ad oltre mille autovetture. 

Le tre postazioni di ristoro dislocate sui percorsi e quello dell’arrivo sono state molto apprezzate dai podisti, che nell’arco delle quattro ore della manifestazione hanno potuto fare festa e degustare le prelibatezze locali. Nella prima postazione di ristoro (al km. 4 di tutti i percorsi) “era di casa” la bondiola e le sfiziosità preparate dalla famiglia Salvagno. Nella seconda postazione di ristoro (al km. 8 del percorso lungo) “comandava” il salame.  Nella terza postazione di ristoro (al km. 8 del percorso medio e al km 11 del percorso lungo) i podisti hanno trovato polenta e renga, cotechino, pancetta, salame. 

Anche quest’anno tutti i partecipanti alla Sgambada e al Palio del drappo verde hanno avuto il piacere di transitare all’interno del Parco di Villa Cà Vendri e ammirare oltre al Campo di Golf anche la costruzione del 1500-1600 eretta dalla famiglia Giusti ed attualmente di proprietà della famiglia Melloni. Un altro evento molto apprezzato è stata la visita guidata nel week end dell’Ipogeo di Santa Maria in Stelle, comunemente noto come "il Pantheon". Grazie all’accordo concluso con i volontari della giovane Associazione L’IPOGEO molti podisti hanno potuto visitare questo sito archeologico e luogo di culto cristiano, unico nel suo genere, in ambiente sotterraneo diramato sotto la chiesa della parrocchia di Santa Maria Assunta. Nato come acquedotto romano, nel corso dei secoli ha avuto molti sviluppi: da ninfeo per il culto delle acque a fonte battesimale, passando per meta di pellegrinaggio medievale (sito web https://www.ipogeostelle.it).

 

IL VIDEO

 

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