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Mar 24, 2019 2485volte

Una Stramilano davvero da record, vissuta da spettatore

La partenza La partenza foto di Roberto Mandelli

SERVIZIO FOTOGRAFICO

Già, capita di non poterle correre le gare, ogni tanto prevale il buonsenso (che raramente alberga negli amatori) ed allora ci si accontenta di vederle. E raccontarle.

Ed è stata davvero un bel vedere questa Stramilano edizione numero 44, festeggiata col botto. Record vero, con 6718 atleti e 'diversamente atleti' passati sotto la finish line, dato che batte il precedente di 6359 (anno 2017). Al solito nelle manifestazioni è meglio fidarsi dei numeri veri, quelli che possono vedere e verificare tutti; le euforie da ufficio stampa, magari indotte dagli stessi organizzatori, spesso fanno … sbagliare i conti.

Anche i tempi dei vincitori non sono stati niente male, certamente gli oltre 20 gradi già alle 10.30 della partenza non hanno aiutato, ma è nel corso della gara che troppi atleti hanno fatto molti chilometri in solitudine, e chi se ne intende sa quanto questo sia importante, in particolare quando si cerca il massimo della prestazione.

Diciamo subito della bella gara di Lorenzo Dini (Fiamme Gialle), quinto col tempo di 1:03:35, che gli vale il personale sulla distanza (precedente Verona 2019, 1:03:53). L’allievo livornese di Stefano Baldini, sia pure con poca esperienza nella mezza maratona ed avendo corso da solo per molti chilometri, mostra una certa predisposizione per i 21097 metri.

Alla fine ha vinto… uno sconosciuto, comunque un atleta del quale si sapeva molto poco, infatti nel corso della conferenza stampa post gara c’è stato un certo imbarazzo nel descriverlo.  Il vincitore Kibor Vincent Raimoi (classe 1996) viene dal Kenya, più precisamente da Nyahururu (contea di Laipikia, Rift Valley), cittadina sede di una delle gare nazionali più importanti, una 10 k dove il 50esimo classificato vale già 29 minuti. Un’area geografica situata a 2300 metri di altitudine che sforna ogni anno atleti di alto livello. Raimoi gareggia spesso in Giappone, era alla sua prima gara in Europa, anche se ha fatto il pacer a Padova nel 2018. Col tempo di oggi, 1:00:10, polverizza il precedente primato (1:01:49, 2018, Tachikawa-Giappone). Ha un personale di 13:35 sui 5.000 metri e di 28:30 sui 10.000, tempo che oggi ha battuto… di passaggio sui 10.000 (28:20)!.

Vittoria quindi con tempo vicinissimo ai sub 60 minuti, dopo una gara avvincente con quello che dai più era indicato come favorito (nonostante fosse all’esordio sulla mezza maratona), il keniano Kipchoge Jairus Birech, fratello minore di quel Cosmas Birech, vincitore della maratona di Roma nel 2018 e per tre volte della Stralugano. Birech ha cominciato ad allungare già al km 10, passato in 28’15, un piccolo vantaggio incrementato sino ad una ventina di secondi, poco oltre il km 15. Poi è iniziata la rimonta di Raimoi, che ha raggiunto e superato Birech negli ultimi chilometri di gara. Terzo un altro keniano, spesso presente in Italia, Paul Tiongik (Alpi Apuane), a chiudere in 1:02:07, nuovo personal best.

Detto di Lorenzo Dini, il podio italiano si completa con Yassine El Fathaoui (1:05:31, Circolo Minerva) e Riccardo Mugnosso (1:07:12, DK Runners).

Gara femminile che ha visto il trionfo di Priscah Jeptoo, argento alla maratona mondiale di Daegu e alle Olimpiadi di Londra 2012. C’erano oggettivi dubbi sulla sua condizione, dopo una maternità e recenti problemi fisici: spazzati via tutti, ha corso da leader controllando la gara sino al km 15, poi “ha cambiato”, come si usa dire in gergo. Ha vinto la gara in 1:08:27, davanti all’etiope Dinke Meseret Meleka (1:10:39) e a un’altra keniana, Lucy Wambui Murigi (1:11:45), già vincitrice di Stramilano 2017 e campionessa mondiale in carica di corsa in montagna. Prima europea la svizzera Mathys Maude, tempo 1:13:46.

Prima italiana è stata Elisa Stefani (1:14:04, ASD Brancaleone); secondo posto per Sarah Giomi (1:17:12, A.S. Dribbling) e terzo per invece per Elisabetta Iavarone (1:18:00, ASD Lieto Colle).

Alla fine per me è stata davvero una bella esperienza, anche se si… fatica a non correre (chi corre mi capisce). Il pass mi ha permesso di girare liberamente prima, durante e dopo la gara: tra gli atleti, i colleghi giudici, i tanti volontari. Di cogliere le espressioni, prima preoccupate perché si teme sempre che qualcosa possa andare storto, poi felici, degli organizzatori (magari un po' meno nelle ore successive, per le critiche che arrivavano dai partecipanti); cito tra i tanti Michele Mesto e Andrea Alzati, due colonne portanti di questa manifestazione. Bravi davvero tutti, a cominciare dai 6718 che ce l’hanno fatta, ma anche quelli che per qualche ragione non ci sono riusciti. Ci saranno tante altre occasioni per loro.

Il comunicato degli organizzatori in merito ai problemi sul percorso, pubblicato ieri sera

Buonasera runner, questo post è rivolto ai partecipanti della Stramilano Half Marathon. In molti ci avete segnalato i disagi dovuti alla mancanza di rifornimenti. Purtroppo il caldo eccessivo, che ha superato quello anticipato dalle previsioni meteo ufficiali, ha creato maggiori esigenze di idratazione nei primi due/tre punti di ristoro, portando ad un incredibile (e ben oltre i soliti standard) consumo di acqua. Volevamo scusarci con chi ha dovuto fare i conti con questo problema, non era assolutamente nostra intenzione far rimanere nessuno senza "carburante". Speriamo che una volta tagliato il traguardo siate riusciti a reintegrare quanto perso durante la gara presso il Villaggio Atleti dove l'acqua non mancava. Vi ringraziamo per esserci stati ed aver dato il vostro contributo a questa grande edizione.

Lo staff di Stramilano.

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Roberto Mandelli

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