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Apr 15, 2019 739volte

Boston: Cherono vince allo sprint, Degefa domina

Vince Cherono allo sprint Vince Cherono allo sprint Foto Victah Sailer/IAAF

15 aprile - Lawrence Cherono e Workenesh Degefa sono i vincitori della 123^ edizione della Maratona di Boston: in campo maschile la gara si è decisa in volata, negli ultimi metri, mentre tra le donne netto il dominio della vincitrice. Maratona che si è svolta anche quest’anno sotto la pioggia, che però non ha condizionato lo svolgimento della gara, a differenza dello scorso anno. Circa 30000 i partecipanti. 

Il 31enne keniano, già vincitore nella sua carriera di importanti maratone come Amsterdam (2017 e 2018), Praga (2016) e Siviglia (2015), con un personal best di 2h04:06 ad Amsterdam nell’ottobre 2018, si è imposto in 2h07:57 avendo la meglio solo negli ultimi 50 metri sull’etiope Lelisa Desisa, argento mondiale 2013, secondo in 2h07:59, che ha visto così sfumare il sogno del terzo successo dopo essersi già qui affermato nel 2013 e nel 2015. Terza posizione per il keniano Kenneth Kipkemoi, arresosi ai primi due a 300 metri dal traguardo, in 2h08:07. 

Gara regolare fino al 35° km con in testa il gruppo formato da otto atleti (oltre a Cherono, Desisa e Kipkemoi ci sono anche lo statunitense Scott Fauble e gli altri quattro keniani Geoffrey Kirui, Felix Kandie, Festus Talam e Philemon Rono). Dopo il 40° km l’allungo decisivo dei primi tre, con arrivo in volata. Quarto Felix Kandie in 2h08:54 che supera allo sprint Geoffrey Kirui, quinto con lo stesso tempo. Sesto Philemon Rono in 2:08:56. 

Il primo statunitense è Scott Fauble, settimo in 2h09:09 su Jared Ward, ottavo in 2h09:25. Primo europeo è giunto il britannico Scott Overall, ventitreesimo in 2h17:37. 
Solo 17° in 2h15:29, il giapponese Yuki Kawauchi, campione uscente, mentre il primo nipponico è Hiroto Inoue in 2h11:53. 

In campo femminile, assolo della etiope Degefa, alla sua prima Boston (ma con il PB di 2h17:41 a Dubai a gennaio), che parte in solitaria già appena dopo il 7° km, passa alla mezza in 1h10:40, ma rallenta nella seconda metà chiudendo in 2h23:31. Prova la clamorosa rimonta la keniana Edna Kiplagat, già impostasi qui nel 2017, ma deve accontentarsi del secondo posto in 2h24:13 davanti alla statunitense Jordan Hasay, terza in 2h25:20. Quarta la etiope Meskerem Assefa in 2h25:40. 
Quinta l’altra statunitense Desiree Linden, campionessa uscente in 2h27:00; prima europea l'irlandese Fionnuala Mccormack, undicesima in 2h30:38. 

Da segnalare che Joan Benoit Samuelson (61 anni), la vincitrice delle edizioni del 1979 e del 1983, ma soprattutto la vincitrice della prima maratona olimpica femminile nel 1984, ha concluso in 3h05:18, nel 40° anniversario del suo primo successo, mantenendo la promessa che sarebbe arrivata non oltre 40 minuti dal suo tempo vincente di 2h35:15.

Tra gli italiani, circa duecento al via, il migliore è l'altoatesino Luis Schenk, 309° in 2h38:52.