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Lug 07, 2019 284volte

Lemizzone (RE), 17^ Camminata di Re Lamizzo

La partenza La partenza Foto di Nerino Carri

7 luglio – Chi non aveva voglia di andare in montagna, ai confini delle province di Modena o Bologna, dove stavano le gare della programmazione ufficiale dei coordinamenti, si è ritrovato a Lemizzone: località rinata da pochi decenni, ma cui i non-reggiani riescono ad arrivare solo a forza di navigatore (e benvenuti i navigatori di ultima generazione, che ti avvertono dei tanti autovelox infilati a tradimento nella bassa, in presenza di limiti dei 50 spesso assurdi). A dare una parvenza di storia provvede l’invenzione di un re Lamizzo, mai esistito se non nella fantasia del povero Giuseppe Pederiali, che le tentava tutte pur di acquisire benemerenze presso le proloco: col risultato che se oggi chiedete agli studenti di letteratura italiana di università chi era Pederiali, sarà una scena muta generale.

Le statistiche dicono alla fine di 555 iscritti, con le società dell’area (Correggese, Novellara della prof. M. Pia Verzellesi, Bagnolo) a primeggiare; ma i modenesi risultano all’incirca in 150, con ovvia prevalenza dei carpigiani (l’assessore D’Addese è nella foto 360 di Nerino con Giorgio Diazzi, che un anno fa mi promise l’annuncio della nuova maratona di Carpi: ci penserà il prossimo vescovo?), e dei campogallianesi che qui possono arrivarci anche in bicicletta; ma si nota la presenza pure della trailer modenese Francesca Braidi, che non aveva mai sentito nominare Lemizzone ma ci viene ugualmente, accompagnata dal marito e dai figli sempre più indipendenti e competitivi; oltre al madonninaro Loris Ciabrelli, che come abitudine dell’ultimo anno ha spinto la figlioletta sul baby jogger (foto 359 del servizio di Nerino). C’era anche Giangi, ma solo per respirare l’atmosfera della gara visto che non pare abbia né corso né camminato ma solo raccontato di essere stato investito da un daino; invece Morselli, in azzurro nazionale (foto 338) l’ha corsa un po’ in avanti e un po’ in retrorunning, e solo questo spiega perché, dopo la sua partenza a razzo, alla fine gli sia arrivato davanti io alla media dei 6:07 / km. Visto anche Olivier Samain (230), in netta ripresa dopo il brutto incidente sul Cusna dell’inverno scorso, e che dopo la Lavaredo Ultra Trail continua la preparazione in vista del Monte Bianco di fine agosto.

Nessuno di noi aveva il pettorale, ma stavolta non per negligenza o truffa: l’organizzazione ne rilasciava uno di carta delle dimensioni di un francobollo, facilissimo da perdersi e comunque invisibile anche se l’avessimo spillato; col risultato che parecchi hanno preferito andare a ‘riscuotere’ subito la sportina alimentare del pacco gara (foto 79-80) e togliersi il pensiero.

Il giro più lungo era dichiarato di 10 km che alla fine sono stati quasi  11, due o tre dei quali su stradine sterrate o campestri (le uniche dove abbiamo trovato una parvenza di ombra). La temperatura superava di poco i 30 gradi, e alcune signore, partite con divisa regolamentare, a un certo punto si sono alleggerite dando un certo spettacolo che non è sfuggito a Nerino (foto 168 e 198); molto meno spettacolari i topless maschili, a parte quello del mio omonimo Fabio Marri da Campogalliano (foto 240).

È stata l’occasione anche per portare a spasso il cane, come fanno Tatiana Ilias-Spaak e amica (foto 339); talvolta abbinando cane e pargolo in carrozzina (155), oppure anche prendendo in braccio il cane che non voleva più saperne (179). Ritroviamo con piacere alcune vecchie glorie, come Marino Pellacani (foto 139), il campione di Tromso Guido Menozzi, o Pietro Boniburini, che però si limita a gestire il suo stand di scarparo (foto 72-73), riconoscendo perfino ai miei piedi due Mizuno che mi vendette lui e che hanno fatto almeno una decina di maratone senza reclamare il pensionamento. Prendono il via persino i fratelli Iotti, oggi esentati dal giudicare i vivi e i morti, e Claudio Lavaggi (foto 58).

Un ristoro lungo il percorso (con tè caldo!) e uno alla fine, dove sono andati a ruba gli spicchi di cocomera, anzi lingòrria, la prima davvero buona di questa estate. Buona prospettiva per le tre sere di Correggio, che si correranno in questa zona a partire da mercoledì prossimo. E siccome certi organizzatori annunciano fin dai volantini la presenza di speaker prestigiosi, evidentemente capaci di attirare le iscrizioni (?), qui possiamo dire: a Correggio lo speaker sarà Morselli, cosa volete di più?

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Nerino Carri

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