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Lug 17, 2019 Marcello Villa 644volte

Curon (BZ) - Il fascino notturno del Giro del lago di Resia

I Fuochi d'artificio nel post Giro I Fuochi d'artificio nel post Giro Foto Marcello Villa

13 luglio - Per la quinta volta, con il mio socio di corsa siamo sul pratone antistante il lago per correre questa gara particolare. 

Nonostante la notevole distanza da Milano, questa gara ha un fascino e un richiamo irresistibili su di noi e quindi torniamo sempre volentieri in questa verdissima valle, a Curon, 1.500 metri d'altezza, il paese col caratteristico campanile che svetta dalle acque del lago. 
La gara di norma si svolge il sabato pomeriggio con partenza alle 17, quest'anno, per festeggiare la ventesima edizione, l'organizzazione ha previsto la partenza in notturna, alle 21,30. 

Mentre di solito la partenza è dal “pratone” (un grandissimo spazio verde che ospita l'Expo, i servizi logistici, la partenza/arrivo, il tendone del ristorante e l'enorme parcheggio) quest'anno - visto il buio - siamo partiti dalla galleria del paese, con i primi 2 km sulla Statale, per poi passare sul tracciato “tradizionale” della ciclabile. 
Il percorso è di 15,3 km, un anello da correre in senso orario da Curon, i primi 5 km sono piatti e si corre verso sud, lungo la ciclabile di fianco alla Statale, quindi si arriva alla diga che chiude il lago. 
Dopo la diga comincia il bello, il percorso si fa vario e molto misto, con salite, discese, pianori, variegato e selettivo. Siamo sempre su una ciclabile asfaltata, molto panoramica, sulla riva opposta del lago rispetto alla partenza di Curon. 
Al 9° km c'è il “salitone”, uno strappo di 150 m con pendenza che definirei “interessante”, poi via ancora saliscendi, fino ad arrivare di nuovo a livello lacustre, si entra in Resia e da lì in 4 km di sterrato di ritorna al campanile e all'arrivo. 

Eravamo sul posto dalle 17, rapido ritiro del pettorale personalizzato col nome stampato (iscrizione a 42 Euro), e giro orientativo dell'Expo; assistiamo alla simpatica corsa dei bambini, per applaudirli, incoraggiarli e vedere di individuare i Baldini del 2035.
Nel pacco gara troviamo la torcia da indossare durante la corsa e ci atteniamo scrupolosamente alle ripetute istruzioni di non gettare a terra rifiuti in generale ed in particolare il pezzo di plastica che divide le pile della torcia dal contatto interno. 
Fa abbastanza fresco, ci sono 12 gradi e per non raffreddarci ci ritiriamo in auto in attesa dell'orario di partenza. 

Alle 21 ci cambiamo e ci avviciniamo alla partenza, ove sono previste 5 griglie, ognuna con partenza distanziata di 5 minuti l'una dall'altra, dalle 21,30 in poi. Noi modesti runners ci accodiamo nella terza griglia e la partenza ci riserva una gradita esplosione di coriandoli, una piccola testimonianza di come l'organizzazione consideri tutti i partecipanti come dei veri protagonisti.
Lungo tutto il percorso dei 15,3 km sono state poste - ogni 20 metri circa - fiaccole di cera, che in realtà non illuminano molto, ma creano un'atmosfera magica: queste piccole fiamme mi fanno pensare a quanto siamo minuscoli nell'universo. 

Il clima è perfetto, ci sono 10 gradi circa e dalla diga in poi abbiamo un leggero vento contrario che ci rinfresca, mentre la prima parte (da Curon alla diga) è sottovento e abbiamo sofferto una sensazione di soffocamento. 
La parte più bella è a mio parere dopo la diga, dopo il 5° km, quando sei completamente al buio e vedi dall'altra parte del lago le luci di Curon e di Resia, e nel contempo il percorso si fa selettivo, con cambi di pendenza, discese e risalite, curve e controcurve, a mio parere molto tecnico e piacevole, seppur impegnativo. 
Altrettanto – e non me ne vogliano gli Organizzatori, cui va davvero il plauso per il coraggio e la perfetta organizzazione- non ho apprezzato l'idea di correre col buio perché mi ha costretto a stare troppo attento sulla corsa e su dove appoggiare il piede, per evitare buche, tombini, avvallamenti, ecc. Nelle precedenti edizioni la corsa pomeridiana permetteva di distrarsi e di godere del verde panorama delle montagne circostanti e dell'azzurro del lago; quest'anno invece il buio (che ha un certamente un suo fascino) mi ha visto molto (troppo)  concentrato sull'azione in sé.

Ristori ben posizionati e ben presidiati, con molti volontari che si sbracciano per darti acqua o sali: in tutto ho contato almeno 5 ristori e probabilmente è un conto sbagliato per difetto. 
A 200 metri dall'arrivo (altra novità inattesa) c'è il passaggio all'interno del tendone del ristorante su una passerella sollevata, per permettere al pubblico di poterci vedere ed incoraggiare: ottima idea, gradita sia dal pubblico che dai runners. 

Chiudiamo la nostra gara con un buon tempo (buono per noi, naturalmente!); subito ristoro finale e, ahimè, la nota dolente della giornata; alla restituzione chip si crea una ressa gigantesca con personale insufficiente e un ingorgo da bolgia dantesca. Qui veniva consegnato il pacco gara finale, consistente in una bandana, una bottiglia di birra ed un bicchiere di vetro personalizzato. 
I molti runners arrivati e i pochi (troppo pochi) addetti alla consegna del pacco gara (che veniva assemblato al momento) hanno generato qualche mugugno visto il ritmo troppo lento per la consegna del suddetto pacco, considerata anche la temperatura scesa a 9 gradi, con noi tutti sudati per lo sforzo appena concluso. 
Essendo un runner “medio” con tempo “medio” mi sono trovato con tantissime persone come me che desideravano uscire dal recinto per recuperare al più presto i propri effetti personali e cambiarsi: purtroppo ho impiegato quasi mezz'ora per poter consegnare il chip. 

Il tempo di cambiarsi e sul cellulare arriva il messaggio con il risultato netto. Efficienti! 
Anche se ormai sono le 11 passate, un bel piatto di pasta sotto il tendone (prezzi economici) per rifocillarci ed infine a mezzanotte uno spettacolo di fuochi d'artificio davvero fantastico, che ci ha lasciato tutti a bocca aperta. Una sequela di giochi di luce e di colori che ha chiuso in bellezza una giornata da incorniciare. 

Non posso che confermare l'ottima organizzazione, una gradita conferma che ci ha convinto ad affrontare per il quinto anno una trasferta impegnativa (Curon è praticamente a 5 km dal confine austriaco e Milano non è davvero vicina). Si sente il coinvolgimento di tutta la valle in questo evento e la sensazione di essere (ancorché atleta mediocre quale sono) considerato un ospite di riguardo ed un protagonista della gara in uno scenario naturale di una bellezza mozzafiato. 

Buone corse a tutti.

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