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Lug 27, 2019 Ufficio Stampa Evento 407volte

Valdagno (VI) – 8^ Trans d’Havet: Tacchini e Pretto nella 80 km, Ruga e Bani nella 40

L'arrivo di Giovanni Tacchini L'arrivo di Giovanni Tacchini Foto Federico Bruttomesso

27 Luglio - Nel cuore della quattro giorni dei Campionati Italiani Mountain&Trail Running si è consumata oggi la prova sulle lunghe distanze targata Trans d'Havet. Due i percorsi che assegnavano i titoli tricolori Assoluti e Master di Trail Lungo e Trail Corto con lunghezze e dislivelli rimasti praticamente invariati, nonostante l'organizzazione sia stata costretta dalle previsioni meteo ad apportare una deviazione che ha limato in un sol colpo la salita a cima Carega e il transito sui saliscendi delle Tre Croci.

Nel lungo Ultra Trail di 80 km e 5.500 m D+ ad imporsi è stato il valtellinese Giovanni Tacchini (G.S. C.S.I. Morbegno) che sull'arrivo non ha disdegnato di portare in trionfo anche il piccolo Fabio, nato a fine gennaio dalla moglie, già campionessa del mondo di corsa in montagna, Alice Gaggi. Per lui il cronometro si è fermato a 09:58:55. A 20' è arrivato il valdagnese Mirko Cocco (Tornado), seguito da Stefano Maran (Skyrunner Le Vigne), staccato di oltre mezz'ora. Al femminile l'architetta vicentina Francesca Pretto (Atletica Vicentina) ha siglato il suo terzo successo consecutivo, infilando anche il titolo italiano con il tempo finale di 11:16:40, distanziando per bene un'altra berica doc del calibro di Alessandra Boifava (Ultrabericus Team ASD), che chiude a 11:32:05. A completare il podio, infine, è arrivata Anna Conti (Atletica Paratico), già vincitrice nella prova Marathon nel 2016, anno in cui aveva siglato anche il record di percorrenza sui 40 km dellaTrans d'Havet.

E restando in argomento di prova Marathon, la vittoria è andata al comasco portacolori del team La Recastello Radici Group, Fabio Ruga (03:41:55), che si è imposto nell'ordine sul vicentino Francesco Lorenzi (Vicenza Marathon – 03:47:47), sul gradino più alto del podio solo pochi giorni fa nella prova Vertical di Santorso, e sul bresciano Filippo Bianchi (Libertas Vallesabbi – 03:52:29).
Una dilagante Barbara Bani (Free-zone), argento a squadre ai mondiali 2017 di trail a Badia Prataglia, si è poi imposta nella prova rosa con un tempo 04:10:47, 21' davanti alla biker triestina Nicol Guidolin (Evinrude – 4:32:31) e ad una verticalista purosangue come la torinese Chiara Giovando (04:35:47).

Sugli estenuanti 80 km partiti ieri sera da Piovene Rocchette (VI) Tacchini si è portato da subito in testa, resistendo agli arrembaggi dei diretti avversari. Inseguito da runners ben rodati del calibro di Roberto Mastrotto, Filippo Dal Maso, Alessio Zambon e Mirko Cocco, ha saputo tenerli a bada per tutto il percorso. Costruendo metro su metro il distacco che gli ha consentito di guidare con sicurezza la corsa. Dopo il forfait a Passo Xomo di Mastrotto, vincitore lo scorso anno, il presidente del team Skyrunner Le Vigne Stefano Maran si portava alle calcagna dei vari Dal Maso e Zambon, riacciuffandoli e volando in terza posizione. A Campogrosso ormai i giochi erano decisi, con Tacchini che gestiva al meglio tutto il nuovo inserto del tracciato e si involava sulla finish line di Valdagno. Grande la soddisfazione di Mirko Cocco, terzo nel 2017 nella Marathon e desideroso di far bene nella gara di casa.

Al femminile ancora una volta Francesca Pretto si è decisa ad impostare una gara in vetta e in solitaria. Bastano infatti pochi chilometri per mettersi dietro nell'ordine Boifava, Conti e Spagnol e lanciarsi verso il terzo successo consecutivo. Brava anche Alessandra Boifava che, nonostante uno stato di forma ancora traballante, ha dimostrato di avere non solo cuore e gambe, ma anche testa e ha amministrato al meglio le proprie energie per agguantare un ottimo secondo posto. Nella sfida Pretto-Boifava per il gradino più alto, la Pretto è avanti al momento per 2-0.

Sui 40 km della gara Marathon gli azzurri Fabio Ruga e Barbara Bani sono decisi a bissare il successo conquistato solo poche settimane fa alla Primiero Dolomiti Marathon e così fanno. Qualche schermaglia nelle retrovie vede giocarsi i posti rimanenti sul podio tra le varie Zuccollo, Mottin, Frizzo, ma la “vertical” che risale alla Sella del Campetto sulla vecchia pista di Montefalcone a Recoaro Mille fa la selezione finale. Guidolin e Giovando la spuntano e si dirigono su Valdagno, lasciando indietro molti altri concorrenti ansimanti. Anche tra gli uomini l'arrampicata sulle pendenze di Montefalcone è decisiva. Filippo Bianchi, fino a quel momento davanti, cede e viene recuperato da Ruga e Lorenzi che possono così scartare in avanti. Lorenzi, carico anche dalla vittoria della prova vertical di giovedì, le prova tutte, ma Ruga sembra davvero averne di più e deve accontentarsi di un comunque ottimo secondo posto. Bianchi, tenace, resiste e alla fine chiude in terza piazza.

Domani il gran finale della manifestazione tricolore sull'Alpe di Campogrosso con una giornata dedicata alla corsa in montagna. Sui 13,4 km e 1.250 m D+ che collegano Recoaro Terme a Campogrosso si disputerà la gara valida come prima prova solo salita per l’assegnazione dei titoli di campione italiano di corsa in montagna Individuali e di società Promesse e Senior. Da Staro, frazione di Valli del Pasubio (VI), si staccheranno anche i percorsi validi per la prima prova solo salita per l’assegnazione dei titoli di campione italiano di corsa in montagna Individuali e di società Junior (6,3 km, 800 mD+) e per la gara Open sulla classica Staro-Campogrosso (8,4 km, 850 mD+). Le gare saranno anche prima prova del Campionato Regionale Veneto di Corsa in Montagna per categorie individuali Juniores, Promesse, Seniores e di Società.

Al Passo di Campogrosso, poi, spazio anche ai più giovani con un trail promozionale per Allievi e Cadetti.

Interviste

Giovanni Tacchini, 1° Ultra Trail 80 km

È stata una gara strana. Sono partito molto forte in compagnia di Enzo Romeri e Roberto Mastrotto. In cima alla prima salita li ho staccati leggermente per poter prendere la discesa davanti. Non mi aspettavo di riuscire a fare il vuoto in discesa, anche perché non sono un fortissimo discesista. Ho continuato a spingere per rimanere in testa, non mi aspettavo di riuscire a mantenere il distacco fino all’arrivo. Ho trovato il percorso molto bello nella parte iniziale. La variante me l’aspettavo meno lunga, comunque, fa parte del gioco, credo che sia stata una decisione giusta quella presa dagli organizzatori.

Francesca Pretto, 1^ Ultra Trail 80 km

Ci speravo nella vittoria. Sono stata indecisa fino all’ultimo se partecipare o meno a questa Trans d’Havet, in quanto fra un mese ho un appuntamento molto importante sul Monte Bianco e voglio arrivarci preparata. È un'impresa ardua fare una Trans d’Havet e tra un mese avere già una prova di altissimo livello. Il meteo, fortunatamente, è stato dalla nostra parte. La salita di Montefalcone era molto tosta, specialmente perché era al sessantesimo chilometro e ci ha colti già stanchi.

Fabio Ruga, 1° Marathon 40 km

È la prima volta che partecipo alla Trans d’Havet. Il percorso mi è piaciuto molto, soprattutto la prima parte. Anche la modifica ha reso molto bello il percorso, ma non come doveva realmente esserlo. Fino a Recoaro in testa c’eravamo io, Bianchi e Lorenzi. Nella salita di Montefalcone ho provato l’allungo, lì sono riuscito a guadagnare un po’ di vantaggio che sono riuscito a gestire fino all’arrivo. Dedico questa vittoria a Nando che sta passando un periodo molto difficile e a mio fratello Roberto, che mi ha permesso di arrivare riposato a questo appuntamento.

Barbara Bani, 1^ Marathon 40 km

La corsa è andata bene, mi sono divertita. È stato un percorso variegato. La modifica del percorso, causa rischio maltempo, è stata una saggia decisione, perché è sempre meglio pensare alla sicurezza degli atleti. È stata dura gestire l’ultima parte della discesa perché faceva molto caldo, però ho cercato di fare del mio meglio.

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