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Lug 29, 2019 SportdiMontagna.it 218volte

Montescheno (VB) – 4^ Val Brevettola Skyrace

Il vincitore Il vincitore Foto Luca Facco

È il ruandese Jean Baptiste Simukeka ad aggiudicarsi la quarta edizione di Val Brevettola Skyrace. L’atleta SERIM, società che si è aggiudicata il titolo italiano di skyrunning a squadre, ha concluso la gara in 2h 11’ 52’’. Simukeka è riuscito a prevalere sul compagno di squadra Dennis Bosire Kiyaka, che si era aggiudicato il GPM. Terzo il detentore del record del percorso, ancora imbattuto, Paolo Bert. Quarto il figlio d’arte Dennis Brunod. In campo femminile, torna a vincere sui sentieri della val Brevettola, diramazione della Valle Antrona, in provincia del Verbano Cusio Ossola, la bergamasca Daniela Rota, seguita da Cecilia Pedroni e Elena Vanzini. 

UNA SFIDA VINTA ALLA DURA MONTAGNA 
Un percorso suggestivo, reso ancor più sublime dalle nuvole che hanno avvolto le montagne ossolane. Poi, il sole, tornato a splendere nel momento del taglio del traguardo del primo atleta. La quarta edizione della Val Brevettola è stata un vero e proprio inno alla montagna, con le sue difficoltà e la sua durezza. Sono stati 230 gli atleti a sfidare il maltempo e le piogge. Eppure, sono stati loro a spuntarla, coronando una quarta edizione spettacolare e di altissimo livello tecnico. «Una gara unica, che ogni anno mi richiama qui in modo irresistibile: sarà sempre nel mio calendario» ha affermato la vincitrice Daniela Rota. 

UN PAESE CHE RICORDA 
«Ho visto un paese che, incredibilmente unito, si muove per questo evento e per questo ricordo. Tornerò sicuramente». Sono queste le parole del grande Bruno Brunod, icona e leggenda dello skyrunning, giunto a Montescheno, paese di partenza e di arrivo della manifestazione, al seguito del figlio Mathieu. L’evento, infatti, ha come obiettivo centrale quello di ricordare due ragazzi, Manuel e Davide, scomparsi in montagna nel 2016. Furono i loro amici, quell’anno, a ideare una gara in loro ricordo. E sono sempre loro, seguiti dall’intero paesino (di 400 abitanti) e da 250 volontari, a perpetuare la loro memoria raccontando il volto più bello, più puro, più concreto delle loro montagne. 

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