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Ott 05, 2019 111volte

Doha: dopo la Giorgi, la marcia (20km) non ci porta altre medaglie

Stano in gara Stano in gara Foto FIDAL

Dopo averci salvato togliendo lo zero dal medagliere azzurro, con il bronzo di Eleonora Giorgi sulla 50km, la marcia non è riuscita a regalarci altre soddisfazioni con la 20 chilometri sia femminile che maschile.

Tra le donne, nella serata inoltrata di domenica 29, nella oramai solita Corniche (il lungomare) di Doha, illuminato a giorno, con temperatura e umidità a rendere ostiche le condizioni, la mottolese Antonella Palmisano, bronzo nel 2017 a Londra e nella rassegna continentale della scorsa estate a Berlino, chiude in tredicesima posizione (quarta delle europee) in 1h37:36, soffrendo incredibilmente nel finale. Chiude in diciassettesima posizione Valentina Trapletti in 1h38:22.

Podio interamente cinese con oro per Liu Hong, al terzo successo iridato della carriera dopo quelli del 2011 e 2015, primatista del mondo e campionessa olimpica, dopo la sosta per la maternità vince in  1h32:53 davanti a Qieyang Shenjie (1h33:10) e Yang Liujing (1h33:17).

Nel post-gara, Antonella, piuttosto delusa,  dichiara: “Non posso essere contenta: con il mio allenatore Patrizio Parcesepe ci eravamo detti di fare una gara in rimonta, partendo dietro, con un cambio di passo alla metà, perché le condizioni climatiche impedivano di affrontarla in maniera normale. Così ho fatto, però purtroppo al dodicesimo chilometro ho iniziato a sentire le gambe troppo doloranti, mancanza di forza nell’andare avanti, e anche il fatto di riuscire a guadagnare posizioni non mi ha aiutato perché sentivo questo fastidio e facevo fatica a respirare. Sono delusa di non essermi espressa come avrei potuto in altre condizioni. Faremo valutazioni a freddo per capire meglio, ma è sicuro che questa non è la marcia che mi piace. Non è gioia. Purtroppo l’anno prossimo a Tokyo ci troveremo nelle stesse condizioni climatiche, e lo sappiamo bene perché siamo stati da poco in raduno in Giappone: bisogna trovare un modo per abituarsi”.
Più contenta Valentina Trapletti: “Ora sono felice, all’arrivo mi hanno detto che sono la prima delle... felici. È stata una gara devastante, di sopravvivenza: mi mancava il respiro, sentivo dolori e brividi, ho messo ghiaccio ovunque. In una stagione per me pesante, ci tenevo tantissimo a essere qui, perché avevo bisogno che qualcosa andasse bene quest’anno”.

Quanta alla 20 km maschile, purtroppo, Massimo Stano, il poliziotto di Palo del Colle (provincia di Bari), tra i favoriti della vigilia, è nel gruppo di testa sin dai primi chilometri, ma già al 14° km - staccato di soli 12 secondi dal primo - colleziona il terzo richiamo ed è costretto alla pit-line, la fermata di due minuti. Chiaramente, la sua gara è compromessa, termina comunque tagliando il traguardo in 14^ posizione in   1h31:36. La marcia è l’unica specialità dell’atletica dove il giudizio dei giudici determina tanto…

Matteo Giupponi è venticinquesimo in 1h34:29.

In una serata ancora calda, ma questa volta con un po’ di vento (caldo!), ma molto umida, nella gara più lenta della storia iridata, vince il giapponese 23enne Toshikazu Yamanishi in 1h26:34 sul 'neutrale' (russo) Vasiliy Mizinov (1h26:49) e sullo svedese Perseus Karlstrom (1h27:00).

Le parole di Stano (che a stento trattiene le lacrime): “L’amaro in bocca l’ho provato a Berlino (quarto agli  Europei lo scorso anno per un solo secondo – ndr) e lo provo anche oggi. Non do la colpa a nessuno, probabilmente oggi marciavo male e mi meritavo la penalty zone. Ho provato rabbia, non volevo ripartire, ma indosso la maglia della Nazionale e ho voluto onorarla fino in fondo. Non ho recuperato molte posizioni ma ho resistito fino alla fine al mio ritmo cercando di marciare il meglio possibile per evitare la squalifica negli ultimi chilometri. Oggi è la 52esima settimana di allenamento e mi aspettavo ben altro. Ma la marcia è così, miglioreremo la tecnica perché sicuramente c’è qualcosa che non va. Mi servirà di lezione. Se vogliamo diventare campioni gli step sono anche questi: bisogna portare a casa, incassare, e un giorno ce la farò”. Ecco Giupponi: “Faceva caldo ma era per tutti. La gara è andata male, speravo di fare molto meglio e da qui devo ripartire per la prossima stagione. Ho sentito molta fatica muscolare, avevo le gambe pesanti. Nessuna scusa. Mi rimetterò ancora in gioco. E intanto festeggerò la medaglia di Eleonora (Giorgi, la sua compagna, ndr) perché lei è stata grande, ha fatto un’impresa”.

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