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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Mercoledì, 26 Settembre 2018 12:01

Valeria Straneo terza alla Mezza di Vinovo

23 Settembre - Sembrano finalmente superati i problemi muscolari che hanno tenuto a lungo ferma la primatista italiana di maratona, Valeria Straneo.

Infatti, dopo il successo alla mezza di Monza in 1h13:16 della settimana precedente, Valeria ha corso la terza edizione della Hipporun, la Mezza Maratona di Vinovo, con arrivo all’interno dell’ippodromo, concludendo in terza posizione in 1h13.52.

La 42enne alessandrina, tesserata per la Laguna Running, è stata preceduta dall’etiope Gete Alemayehu, vincitrice in 1h13:02 (nuovo primato della gara) e dall’ugandese Adha Munguleya (Gs Lammari), seconda in 1h13:31.  

Da segnalare i piazzamenti delle altre italiane: sesta Catherine Bertone (Atletica Sandro Calvesi) in 1h16:14; settima Fatna Maraoui (Esercito) in 1h16:42; nona Sara Brogiato (Aeronautica), campionessa italiana sulla distanza, in 1h18:31.

Al maschile, vittoria allo sprint per l’etiope Deme Tadu Abate in 1h02:12 – nuovo record della manifestazione - sui keniani Roncer Kipkorir Konga (Run2gheter), secondo in 1h02:14, e Paul Tiongik (Gp Parco Alpi Apuane), terzo in 1h02:39.

Nono Yassine Rachik (Atl. Casone Noceto), bronzo europeo di maratona a Berlino, in 1h06:09; decimo Cesare Maestri (Atletica Valli Bergamasche Leffe), vicecampione europeo di corsa in montagna, in 1h06:16 (pb).

Nella Hyppoten, la concomitante 10 km, successo per Jean Baptiste Simukeka (Orecchiella Garfagnana) in 30:46 su Italo Quazzola (Atl. Casone Noceto), secondo in 30:53, e su Francesco Carrera (Atl. Casone Noceto), terzo in 30:59; al femminile, vince Gloria Barale (CUS Torino) in 36:25 davanti ad Anna Arnaudo (Atl. Saluzzo), seconda in 36:30, e a Giorgia Morano (CUS Torino), terza in 36:51.

Martedì, 25 Settembre 2018 22:51

Putignano (BA) - 8^ Putignano on the road

23 Settembre - Putignano culla del podismo, Putignano in movimento… Putignano on the road. Titolo più esatto non poteva essere stato scelto per la manifestazione organizzata dalla Nadir on the road, la società locale più giovane, ma parimenti validissima.

Già giunta alla ottava edizione (come passa il tempo!) conferma quanto di buono realizzato nelle precedenti annate, giusta espressione di una società dinamica e disponibile, costituita da persone rapide di gambe, di mente e di… sorrisi.

La cura dei minimi particolari, la voglia di accontentare le esigenze di ogni singolo ospite e di limitare al minino ogni disfunzione: ha così meravigliato, prima me e poi gli organizzatori, la lamentela relativa al traffico “aperto” all’incirca al sesto chilometro, alla cosiddetta “rotonda”, che mi ha manifestato qualche partecipante e che ho girato ai “padroni di casa”, pronti a registrarla, a redarguire gli eventuali colpevoli e a intervenire per migliorare le future edizioni.

Già, il gruppo della Nadir è così: a cominciare dal presidente Pippo Florenzio, proseguendo per Rita Simone, per Lorenzo Mastrangelo, per Giuseppe Daresta e per tutti i soci, preferiscono le critiche veritiere e sincere per poter crescere, ai falsi encomi… 

E’ gente attiva, preoccupata di far bene e di far sport, come dimostra la oramai avviata Academy, i corsi di atletica per i giovanissimi, curati da Fabio Daresta con la collaborazione di Mariano Tinelli, che nel pomeriggio del sabato precedente la gara, in Piazza Moro, hanno dato una dimostrazione gratuita per invogliare i ragazzi dai 6 ai 13 anni ad iscriversi e partecipare agli allenamenti ludico-motori.  

La gara

Valevole come 15^ prova del Campionato Regionale Fidal “Corripuglia” di corsa su strada, quartier generale della manifestazione è costituito dal centralissimo Corso Umberto, all’altezza di Piazza Moro, dove con gran facilità si sbrigano le pratiche di iscrizione (ricordo che pettorale e chip sono unici per tutte le 22 tappe di  Corripuglia) e si ritirano i pacchi gara. Sette euro il costo dell’iscrizione, per un premio di partecipazione contenente una maglia tecnica celebrativa, due gel-integratori di marca e una bustina di tarallini.

Tanti gli spazi per parcheggiare, comodissima la zona del Foro Boario, che permette di non intasare il resto della città.

Giornata soleggiata e calda, forse meno afosa delle ultime domeniche, con ovvio sollievo dei corridori.

A disposizione degli atleti i bagni fissi della struttura pubblica e alcuni chimici più nascosti nella zona storica, oltre a quelli dei centralissimi bar, con i titolari preventivamente sensibilizzati.   

A presentare ecco il buon Paolo Liuzzi, apparso anche oggi in ottima forma, particolarmente gradito ai podisti, che ne caldeggiano la presenza in ogni gara, riconoscendogli competenza e simpatia.

Orario di partenza intelligentemente fissato alle ore 9.00, per guadagnare un po’ di fresco ed evitare di bloccare i cittadini locali; orario che obbliga i partecipanti a meno chiacchiere e meno selfie, dovendosi dedicare alle solite operazioni propedeutiche per gareggiare.

Con la temperatura ulteriormente salita di qualche grado, tutti indossano ancora i completini, canota e pantaloncino, in Puglia continua a farla da padrona “l’estate”. 

Corso Umberto letteralmente preso d’assalto, i podisti salgono e scendono più volte, quasi fossero in una piscina, più volte la frenata per la foto, uno scatto non si nega ad alcuno.

Zona partenza perfettamente creata dagli organizzatori con accesso solo dalle retrovie e zona pole riservata ai corridori più veloci, precedentemente selezionati dalla Commissione master della Fidal Puglia. Zona interamente transennata lateralmente con le alti reti ad impedire anche eventuali scalate, con il box creato ad arte per Giudici ed addetti al rilevamento elettronico di passaggi e tempi finali mediante i tradizionali chip.

Addirittura in anticipo, gli atleti sono perfettamente dietro la linea di via, mancano (finalmente!) le tradizionali tiritere per farli indietreggiare, si attende solo l’ok dei Vigili dal tracciato per dare il via: pochi attimi e il percorso è libero, nelle mani del Giudice Capo De Lillo la pistola, il colpo riecheggia per la piazza, i podisti partono rapidi, speaker Paolo incita e saluta tutti.

Lungo il corteo, chiudono i due bucanieri di Alberobello, Carlo Tritto (reduce dalla maratona di Barlino, dove è stato superato dal figliolo…) e Saverio Caporaso, sempre festanti e sorridenti.

Tracciato cittadino, almeno per il primo giro di 3 chilometri che riporta gli atleti su Corso Umberto e sul punto di via, tracciato che da subito denota le difficoltà che offre, con il solo corso centrale ad essere piatto e veloce, per il resto una serie continua di saliscendi che riducono le forze.

Il primo passaggio segnala il dominio assoluto di Giuliano Gaeta, segue il trio composto da Todisco, Uva e Sardella, poi il duo Pazienza-Rizzi, segue Rubino. Al femminile è prima con distacco Mariangela Ceglia, segue Delfine, poi Amatulli.

Prolungato lo scorrere di tutti i partecipanti, gli iscritti a questa manifestazione sono stati 1113, più di una cinquantina non si è presentata al via stamani, qualcuno abbandona prematuramente come il caro Mimmo “Totti” Cardone, se non va è meglio fermarsi, meglio perderne una, anziché tante…

Partono frattanto i non competitivi, decisamente un buon numero, per loro 5 km senza alcun obbligo di tempo, la speranza è di vederli partecipare alla competitiva fra un anno.

Frattanto i podisti affrontano il secondo giro, il tracciato diventa in parte extraurbano, pur rimanendo su strade molto vicine alla città, ma quello che non cambia è la difficoltà, saliscendi fino ad arrivare alla mitica salita quasi all’ottavo chilometro, qualcuno cammina, qualcuno bestemmia, altri si impegnano al massimo, quanto amavo quella salita che mi permetteva di recuperare posizioni…

Intanto si prosegue, manca sempre di meno al traguardo, si è negli ultimi metri, non può mancare l’ultima salitella, prima di affrontare il lungo Corso Umberto, l’arco di arrivo che si materializza sempre più fino a diventare quasi un ossessione in quegli ultimi metri, tanti gli sprint epici, bellissimi, la gente si esalta, spesso si esaltano anche i protagonisti, l’importante è sempre essere corretti e complimentarsi a vicenda dopo l’arrivo.

Tracciato sicuro (tranne il punto sopra descritto), che mi dicono di poco inferiore ai 10 chilometri (forse 9800 secondo alcuni gps), continuamente sorvegliato, con i chilometri che scorrono appositamente segnalati, acqua per gli atleti, e poi la gente che nelle strade più centrali non fa mancare i suoi applausi.

Ma gli applausi più scroscianti sono tutti per Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), che nonostante il duro lavoro che gli porta via svariate ore della giornata ed energie sempre migliorato, riesce a gestire meglio le forze, parte sempre forte, ma con meno eccessi e meno strappi iniziali, tanto da concludere in 32:53 che gli vale il secondo successo consecutivo dopo Cerignola.

58 secondi di pausa ed ecco arrivare il sempre festante Michele Uva (Free Runners Molfetta): per lui il secondo posto, i complimenti per la prestazione e la sua sportività. Maledetti anni che passano anche per lui, Vito Sardella (Montedoro Noci), è comunque terzo in 33:53, sempre positivo.

Al quarto posto un ragazzino di 50 anni, una vita per l’atletica, Angelo Pazienza (Dynamyk Fitness Palo del Colle), sempre splendido nel suo gesto atletico, chiude in 33:55, seguito dal tenace Stefano Todisco (San Giovanni Bosco Palagianello), quinto in 34:01. Ottima prova di Sebastiano Di Masi )Atletica castellana), sesto in 34:21, davanti al grintoso Dino Masciale (Dynamyk Palo del Colle), settimo in 34:38, e al siepista Roberto Rubino (Athletic Academy Bari), oggi in versione lunghe distanze, ottavo in 34:49. L’aitante Giovanni Rizzi (Nuova Atletica Laterza), il più giovane del gruppo, è nono in 34:55, con lo stakanovista Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle), a chiudere il lotto dei primi dieci uomini un 35:01. Undicesimo il primo atleta della società ospitante, Domenico Rotolo, in 35:04

Dominio assoluto per Mariangela Ceglia (Alteratletica Locorotondo), apparsami oggi più sciolta e rilassata nella corsa rispetto alle ultime apparizioni pre-Pescara, che va ad imporsi in 38:38.  Secondo posto per la mitica Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), tanti chilometri nelle sue gambe, tanti successi, che chiude a braccia alzate, come suo solito, in 40:50. Terzo posto per Francesca Riti (Montedoro Noci), che dopo due successi consecutivi, deve oggi accontentarsi del “bronzo” in 41:19.

Allo sprint, si decide la quarta posizione: al fotofinish Marisa Russo (Marathon Massafra) – che le sia tornata la voglia di combattere? - è quarta in 41:41, stesso tempo di Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), quinta, subito pronte a stringersi la mano. In preparazione della maratona, Mara Lavarra (Amatori Putignano), sempre brava, è sesta in 41:55, davanti alla seconda atleta di casa, la combattiva Rosalinda Pischetola (Nadir on the road), settima in 42:34, e alla decisa Nicoletta Ferrante (Atletica Talsano), ottava in 43:23. Nono posto per Rosa Cazzolla (Correre è salute Mottola), mai doma, in 43:36, con la ritrovata Silvia Acquaviva (Martina Franca Running), decima in 43:38.

Solo 1019 classificati, Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto), che barcolla ma non molla, chiude la lista femminile in 1:24:36, seguita dall’eterno Giuseppe Caragnanno (Correre à salute Mottola,), maratoneta di lungo corso, al traguardo in 1:30:52.

Un buon ristoro con acqua, gelato, mele e latte premia gli atleti, qualcuno si specializza nel ripasso portando una busta di prodotti a casa: la grande fornitura permette comunque anche a Caragnano di usufruirne.

Pronte le classifiche, può cominciare la cerimonia di premiazione, partendo dai due  vincitori, Gaeta e Ceglia. Per loro trofeo, cesto di prodotti alimentari e integratore (lui)  - prodotti di bellezza (lei); a seguire i primi di ciascuna categoria (cinque fino alla 55 maschile e alla 50 femminile, tre per le successive), tutti premiati con ricco cesto alimentare e altri premi.

Da evidenziare che durante la premiazione degli SM55, Nicola Bove (Atletica Tommaso Assi Trani), che a marzo, sempre a Putignano, durante la Marcialonga di San Giuseppe, rischiò seriamente la vita in gara, ha voluto ringraziare il suo soccorritore, regalandogli il cesto premio: sono queste le scene belle alle quali vogliamo assistere, scene quasi da film!  

Per chiudere, la consegna del Trofeo per le prime otto società che hanno portato più atleti a tagliare il traguardo: autoesclusasi la società ospitante (quarta con 58), prima è la Montedoro Noci (79 arrivati), su Amatori Putignano (71), Atletica Tommaso Assi Trani (60), Gioia Running (54), Marathon Massafra (45), San Giovanni Bosco Palagianello (40), Atletica Monopoli (38) e Bitonto Sportiva (35).

I saluti di Paolo, la foto di Gruppo della Nadir, la manifestazione è davvero conclusa.

Giudizio fortemente positivo, tutti i soci della Nadir tengono alla loro gara e a farla bene, ogni eventuale errore è frutto del caso. Potrebbe cambiare il tracciato per le prossime edizioni, ma – come diceva quel tipo – sarà comunque un successo.

 

Lunedì, 24 Settembre 2018 14:54

Meucci cambia guida tecnica

Con un comunicato congiunto a cura di Massimo Magnani e Daniele Meucci e condiviso con il Centro Sportivo Esercito, il 33enne ingegnere pisano, ex campione europeo di maratona, fa sapere che superata l’idea di abbandonare l’atletica, ha deciso di cambiare guida tecnica passando da Magnani a Daniele Caimmi insieme a Giada Bertucci.

Ecco il comunicato:

Massimo Magnani: "Daniele dopo lo stop forzato della polmonite e la rinuncia alla partecipazione agli Europei, vedendo ancora una volta di aver fatto tante fatiche e sacrifici inutilmente, ha sentito la necessità di abbandonare l'atletica. Dopo una riflessione e un'analisi più accurata e condivisa con me, ha capito però che sarebbe rimasto insoddisfatto e stava prendendo una decisione non coerente con il suo carattere. Ha così deciso di effettuare un cambiamento che gli dia stimoli diversi ed io, nel suo interesse, non ho problemi e difficoltà ad assecondare la sua scelta, perché i nostri rapporti sono sempre stati improntati e sempre lo saranno, alla massima chiarezza, trasparenza e rispetto reciproco, oltre che ad un rapporto personale molto stretto che continuerà anche in futuro".

Daniele Meucci: "Vorrei provare nuove sensazioni, e prima di abbandonare l'atletica vorrei provare ancora una volta a raggiungere quei risultati che Massimo stesso mi ha detto che potrei raggiungere, magari aiutato da un po' di fortuna in più... Con Massimo i rapporti personali saranno quelli di sempre e la sua disponibilità nei consigli non verrà meno, tanto che abbiamo concordato un passaggio di consegne progressivo con Daniele Caimmi, mio nuovo allenatore, insieme a Giada Bertucci. Sto recuperando dalla polmonite e in questa fase, almeno fino alla fine dell'anno, Massimo aiuterà me a riprendermi completamente ed effettuerà un passaggio di consegne a Caimmi per capire bene quello che ho fatto e il lavoro svolto con Massimo in questi sette anni dovrà essere sviluppato per programmare al meglio gli appuntamenti agonistici del 2019-2020".

 

 

Giovedì, 20 Settembre 2018 23:02

Fidal: La Torre DT e Baldini rientra?

La Gazzetta dello Sport di stamani riporta, a firma di Andrea Buongiovanni, un interessante articolo dove si svela, a pochi giorni dal Consiglio Federale di venerdì 28, la nuova struttura tecnica federale, a cominciare dal nuovo DT.

Ebbene, dopo aver precisato che non vi sarà nessuna rivoluzione nell’impostazione, né l’introduzione di manager,  con Elio Locatelli, oramai direttore scientifico del Centro Studi, dovrebbe essere Antonio La Torre il nuovo direttore tecnico, avendo Roberto Pericoli (già tecnico di Fabrizio Donato) quale assistente.

Stefano Baldini, salvo ulteriori sorprese, dovrebbe tornare al ruolo di responsabile tecnico del settore giovanile.

Il regista di tutte le operazioni è il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che insieme al segretario generale Carlo Mornati ha incontrato il presidente della Fidal, Alfio Giomi, e i citati tecnici.

La Torre, 61 anni, milanese di Sesto San Giovanni di origini pugliesi, è salito alla ribalta come tecnico di marcia (ha allenato Ivano Brugnetti), ed è professore associato di scienze motorie all’Università di Milano.

Giovedì, 20 Settembre 2018 22:43

I giovani azzurri per l'incontro di Rennes

Sono quindici gli atleti selezionati, sette under 20 e otto under 23, 8 uomini e 7 donne, per la squadra italiana che il prossimo 14 ottobre, prenderà parte all’Incontro Internazionale giovanile di corsa si strada a Rennes in Francia, che l’anno scorso portò tre vittorie individuali su quattro, più due a squadre.

Ecco l’elenco degli atleti:

UOMINI (8)

 

 

Under 20

 

 

VINCENZO

GRIECO

BARILE FLOWER F.R.TERLIZZI

PASQUALE

SELVAROLO

BARILE FLOWER F.R.TERLIZZI

AMANUEL

FALCI

CUS TORINO

ROCCO

LANCELLOTTI

CLUB ATLETICO POTENZA

 

 

 

Under 23

 

 

ALESSANDRO

GIACOBAZZI

A.S. LA FRATELLANZA 1874

ADEME

CUNEO

ATL. CENTO TORRI PAVIA

RICCARDO

MUGNOSSO

ATL. VIS NOVA GIUSSANO

AHMED

OUHDA

ATL. CASONE NOCETO

 

 

 

DONNE (7)

 

 

Under 20

 

 

MARTINA

CORNIA

A.S. LA FRATELLANZA 1874

LUDOVICA

CAVALLI

S.S. TRIONFO LIGURE

MICHELA

CESARO'

CUS TORINO

 

 

 

Under 23

 

 

NICOLE SVETLANA

REINA

CUS PRO PATRIA MILANO

REBECCA

LONEDO

ATL.VICENTINA

ILARIA

FANTINEL

C.S. ESERCITO

ALESSIA

TUCCITTO

A.S.D. TRINACRIA SPORT

     

Martedì, 18 Settembre 2018 22:58

Cerignola (FG) - 16^ CorriCerignola

16 Settembre - “Organizzare una gara podistica è per tutti un’impresa, un compito difficile. Organizzare una tappa del Circuito Corripuglia richiede tanta dedizione, professionalità e collaborazione. Grazie a tutti i miei collaboratori oggi siamo in grado di proporre un evento straordinario, una prova di maturità organizzativa.  10 km per le vie di Cerignola, in una città ben controllata al traffico, con un grande parcheggio, con spogliatoi, docce e altro…”, scriveva così Luigi Mansi, il presidente della Podistica Santo Stefano sulla essenziale brochure alla vigilia della 16^ edizione della CorriCerignola.  

Scriveva così e in larga parte ha realizzato quanto descritto, davvero la Podistica Santo Stefano esce rafforzata dalla organizzazione della sua manifestazione, quasi perfetta in tutte le fasi, con un gruppo coeso ed operativo al lavoro per offrire il massimo agli ospiti podisti.

Ecco, proprio questo il lato dolente della gara, l’adesione degli atleti pugliesi che si è fermata ad appena 558 atleti Fidal, davvero pochi, a mia memoria il minimo storico per una gara di Corripuglia.

La contemporaneità di altre manifestazioni storiche in Regione e la distanza hanno tenuto lontano i podisti delle altre province eccettuato chi segue direttamente il Corripuglia; assenti anche i foggiani, ai quali non è andato giù il dover pagare i cinque euro per il pettorale e chip unico valevole per l’intero Campionato, ma che nel loro caso si sarebbe ridotto all’uso per un’unica gara.

Si sono aggiunti i liberi, forse un centinaio, ma è stata una magra consolazione per la società organizzatrice che si aspettava e avrebbe meritato altri numeri.

Raduno fissato presso l’accogliente Palazzetto dello Sport, facilissimo da raggiungere seguendo le indicazioni riportate sul regolamento della manifestazione. Vastissimi gli spazi per parcheggiare, il traffico è già stato bloccato su Via dei Mandorli, dove i Soci organizzatori sono al lavoro per innalzare gli archi gonfiabili e definire gli ultimi particolari.

All’interno del Palazzetto avviene il comodo e ben gestito disbrigo delle pratiche di iscrizione, con il conseguente ritiro nel palestrone di fronte dei ricchi pacchi gara con prodotti alimentari. Sette euro il costo dell’iscrizione, solita tariffa Corripuglia; qualche iscritto resto deluso nel non trovare la maglia tecnica celebrativa consegnata ai soli liberi, in via promozionale.

Giornata calda, 30 i gradi, ma che aumentano notevolmente per l’elevatissimo tasso di umidità che condurrà quasi stremati gli atleti al traguardo, nonostante il doppio ristoro con bottigliette d’acqua lungo il tracciato.

A disposizione degli atleti bagni, spogliatoi e, nel dopo gara, docce del Palazzetto; qualche passo in più per prendere il caffè, sotto i portici, distanti un trecento metri.

A presentare la manifestazione un presentatore locale, bravo magari nella gestione delle fasi di “festa”, ma davvero troppo all’oscuro della res podistica, spesso inadeguato nonostante i grandi sforzi…   

Partenza prevista per le ore 9.30: alle 9,20 i Giudici invitano tutti gli atleti a schierarsi dietro la linea di via. Transennata la zona pole riservata agli atleti più rapidi con il pettorale contrassegnato da speciale bollino e precedentemente selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia.

Non mancano anche oggi degli intrusi, ma sono pochi e si parte dietro la linea di via, in maniera regolare.

Le note dell’Inno di Mameli a ricordarci che siano italiani e poi lo sparo del Giudice: gli atleti invadono le larghe vie di Cerignola.

Il giro del quartiere del palazzetto, fino al bivio che man mano porta verso il centro della Città, attraversato rapidamente per poi avviarsi verso la zona più periferica, la zona tipica di allenamento dei podisti cerignolani, in strade più extraurbane, ma larghe e sicure. Percorso sostanzialmente piatto, qualche leggero saliscendi nella seconda parte, ben bloccato al traffico veicolare (nonostante qualche protesta di qualche cittadino che solo in quel momento ricorda di doversi recare al lavoro), con due ristori con bottigliette d’acqua al 4° e al 7° km, cartelli che indicano lo scorrere dei chilometri, la presenza continua di Vigili Urbani ed addetti, i rapidi applausi della popolazione locale in centro.

9700 metri la lunghezza del tracciato, allungati dal gran caldo, con podisti giunti davvero seccati al traguardo: il buon Sabino Sardella, il presidente della Podistica Canusium 2004, mi confesserà il giorno dopo di aver bevuto in continuazione fino a mezzanotte per recuperare i liquidi persi in gara…

Non perde ma vince, finalmente assisto al trionfo di Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), che tornato al podismo dopo un breve rientro nel ciclismo, si afferma in 32:54, riuscendo anche e finalmente a gestire al meglio le forze, non partendo solitario in testa e “a tutta”, come suo solito. Solo otto secondi ed ecco il secondo arrivato, altro esponente della Montedoro, l’abile Matteo Mimma, che mi ha personalmente dato l’impressione di aver voluto evitare lo sprint finale. Terzo posto per il giovanissimo Giuseppe Bonavita, tesserato per l’Amatori Atletica Acquaviva ma cerignolano, sempre volitivo, in 33:39.

Buoni segnali di ripresa da Denis Greco (Atletica Tommaso Assi Trani), quarto in 33:44, con il rilassato Michele Uva (Free Runners Molfetta), quinto in 33:56, seguito dal compagno di squadra, il generoso Pietro Antonio Tamborra , sesto in 34:24. Quasi un’istituzione, Pino Migleitti (Montedoro Noci) è settimo in 34:31, sullo statuario Vito Alò (Atletica Monopoli), ottavo in 34:35, e sull’irrefrenabile Marco Patruno (Amatori Putuigano), nono in 34:51; il bravo Pantaleo Papagno (Tommaso Assi Trani), è decimo in 35:25.      

La gara femminile vive un epilogo davvero avvincente con l’incredibile sorpasso di Francesca Riti (Montedoro Noci) su Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta) proprio sulla linea di arrivo. 40:22 il tempo di Francesca, un secondo in più per la quasi sbigottita Raffaella, ma grande sportività ed equilibrio fra le due, da elogiare senz’altro entrambe. E da elogiare è anche la potente Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato) che ottiene il terzo posto in 41:12, seguita dall’irriducibile Mariantonietta Amatulli (Montedoro Noci), quarta in 41:23, e dalla capace Marisa Russo (Marathon Massafra), quinta in 41:35, nonostante dedichi più tempo ad allenare che ad allenarsi. In casa propria, con la maglia della Nadir on the road Putignano, Rosalinda Pischetola, sempre competitiva, è sesta in 42:16, davanti alla grintosa Maria Dibenedetto (Barletta Sportiva), settima in 43:26, e alla coppia terribile dell’Atletica Monopoli, Stella Giampaolo e Cinzia Ammirato, rispettivamente ottava e nona in 43:40 e 43:46. Sempre frizzante, Rosa Cazzolla (Correre è salute Mottola), è decima in 44:13.

512 gli arrivati, oggi citeremo gli ultimi cinque perché la manifestazione premiava appunto anche loro: nell’ordine decrescente Annnamaria Antonante (Marathon Massafra) in 1:22:33; Francesco Berteramo (Pod. Santo Stefano Cerignola) in 1:22:54, stesso tempo di Michele Torre (Maratoneti Andriesi); Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto) e Arcangelo Losavio (Atl. San Giovanni Bosco Palagianello), entrambi in 1:26:18.

Conclusa la gara, nell’atrio esterno del Palazzetto ha sede il ristoro finale che prevede, oltre alla classica bustina con acqua, mela e una merenda, il panino con salsiccia cotta alla brace al momento e birra, coca cola e the a volontà.

Mangiano e bevono gli atleti, gustano e riprendono le forze: la distribuzione dei panini iniziata con il ritiro dei tagliandi distribuiti al momento della consegna delle buste di iscrizione, prosegue oramai senza tagliandi, si continuano a regalare panini e bevande a volontà…

Il buon lavoro di Giudici e addetti chip della Fidal permette di cominciare presto la cerimonia di premiazione.

Dispiace che nonostante il gran supporto dato dall’Amministrazione Comunale nella persona dell’Assessore allo Sport, Carlo Dercole, in sede di preparazione della manifestazione, non vi sia alcun esponente in questa fase finale.

Comunque, nonostante la scarsa dimestichezza dello speaker con un evento di tal genere, si procede speditamente partendo dai primi cinque arrivati assoluti sia maschili che femminili (trofeo per i primi tre , più diversi premi in natura), per passare ai primi cinque di tutte le categorie maschili e femminili, che ritirano confezioni di vasetti di verdure e ortaggi sottolio, più altri premi vari.

Premiati anche gli ultimi cinque, come già detto, si passa alla graduatoria per società relativa ai gruppi che hanno portato più atleti a tagliare il traguardo: vince la Tommaso Assi Trani su Atletica Pro Canosa, Montedoro Noci, Santo Stefano Cerignola e Barletta Sportiva.  

A chiudere la sempre sentita premiazione del Memorial Bruno Liscio con la Signora a premiare i primi due arrivati, uomo e donna, della società organizzatrice: vincono Rosario Mancino e Annamaria Dei Pazzi, che ricevono un ricco cesto di prodotti alimentari.

Fatta la foto di Gruppo, la manifestazione è davvero conclusa, gli addetti già sono in fase di smontaggio, per noi il dover rientrare.

Giudizio positivo, gli amici della Podistica Santo Stefano hanno davvero ben lavorato, avrebbero meritato altri numeri, ma la delusione è ripagata dall’aver compiuto totalmente il proprio dovere, cosa quanto mai facile e oramai rara.

P.S.: Un sincero ringraziamento a Matteo Morra, sempre gentile e disponibile. 

 

16 Settembre – Domenica di grandi record sulle strade di Europa: dopo lo stratosferico record del mondo di maratona a Berlino con il 2h01:39 di Eliud Kipchoge, a Copenaghen è stato stabilito il nuovo primato europeo femminile di mezza maratona.

Infatti, l’olandese (ma nata in Etiopia) Sifan Hissan, ha concluso in 1h05:15, vincendo la gara e soprattutto migliorando il precedente record continentale detenuto dalla connazionale (ma keniana di nascita) Lornah Kiplagat, che lo aveva realizzato in Italia, ad Udine, il 14 ottobre del 2007 ai Mondiali di mezza in 1h06:25.

La 25enne Hassan, campionessa europea in carica dei 5000 metri in pista (distanza sulla quale detiene anche il record europeo in 14:22.34) ha preceduto l'etiope Ababel Yeshaneh, seconda in 1h05:46, e la keniana Joan Chelimo, terza in 1h06:15.

Tra gli uomini si è affermato il keniano Daniel Kipchumba in 59:06 sul connazionale Abrahm Kiptum, secondo in 59:09, e sull'etiope Jemal Yimer Mekonnen, terzo in 59:14; otto gli atleti che hanno concluso nei 60 minuti.

Ecco i passaggi della Hassan che le sono valsi il record:

5km: 15:06 (3:02 min/km)
10km: 30:37 (15:31, 3:07 min/km)
15km: 46:09 (15:33, 3:07 min/km)
20km: 1h01:56 (15:48, 3:10 min/km)
21,097km/FINISH: 1h05:15 (3:19, 3:10 min/km)

8 settembre - Limite mondiale sulla 10km su strada sfiorato dal 19enne keniano Rhonex Kipruto,che a nella 23° Birell Prague Grand Prix, ha concluso in 26:46 a due soli secondi dal record mondiale che appartiene a Leonard Komon (26:44 nel 2010 a Utrecht).

Per Kiprono sarebbe stata una storica tripletta, avendo migliorato il limite mondiale under 20 sui 10 km su strada già da lui stesso detenuto (27:08 ad aprile a New York) e il  record della corsa abbassato di ben 24 secondi.    

Secondo posto per Geoffrey Koech, secondo in 27:18, terzo per Matthew Kimeli, il precedente detentore del record della corsa, terzo in 27:26.

Successo femminile per Caroline C. Kipkirui in 30:19, terza miglior prestazione di sempre, sulle connazionali keniane in Fancy Chemutai, seconda in 30:22, e Diana Chemtai Kipyokei, terza in 30:23 (pb).

Circa 11000 i partecipanti, compresa la concomitante 5km femminile, 5625 i finisher sulla 10 km.

Risultati

Uomini

  1. Kipruto Rhonex | KEN | 00:26:46
    2. Koech Geoffrey | KEN | 00:27:18
    3. Kimeli Mathew | KEN | 00:27:26
    4. Kipyatich Abraham | KEN | 00:27:38
    5. Lagat Benard Kibet | KEN | 00:27:40
    6. Kwemoi Peter | KEN | 00:27:44
    7. Amghar Hicham | MAR | 00:27:46
    8. Kimeli Benard | KEN | 00:27:50
    9. Belihu Berta | ETH | 00:27:54
    10. Kipkoech Vedic | KEN | 00:27:57

Donne

  1. C. Kipkirui Caroline | KEN | 00:30:19
    2. Chemutai Fancy | KEN | 00:30:22
    3. Kipyokei Diana Chemtai | KEN | 00:30:23
    4. Tuitoek Dorcas Jepchirchir | KEN | 00:31:17
    5. Nenkampi Perine | KEN | 00:31:25
    6. Wanjiru Rosemary M. | KEN | 00:31:34
    7. Chemnung Loice | KEN | 00:31:50
    8. Van Der Wielen-Lahti Sarah | SWE | 00:32:23
    9. Takashima Yuka | JAP | 00:32:26
    10. Gorecka Emelia | GBR | 00:33:41
Giovedì, 13 Settembre 2018 20:50

Farah, quinto successo nella Great North Run

9 settembre - Mo Farah ottiene la quinta vittoria consecutiva nella Great North Run, la mezza maratona che parte da Newcastle e termina nella vicina South Shields: 59:26 il suo crono, a soli quattro secondi dal suo primato personale fissato nel 2015 sullo stesso percorso (per i 30 metri e mezzo di dislivello eventuali record qui ottenuti non sono omologabili, il “vero” primato di Farah resta il 59:32 ottenuto a Lisbona sempre nel 2015). Imbattuto ancora il record della gara, il 58:56 stabilito dal keniano Martin Mathathi nel 2011.

Il 35enne inglese, per anni dominatore in pista, si è detto pronto per la prossima Maratona di Chicago del 7 ottobre.  

Secondo è giunto il il neozelandese Jake Robertson in 59:57, terza il belga Bashir Abdi in 1h00:43, quarto lo statunitense Scott Fauble in 1h02:18, quinto l’altro statunitense Ryan Vail in 62:19, sesto il giapponese Hiroyuki Yamamoto in 62:49, settimo il keniano Daniel Wanjiru in 63:40.

In campo femminile, tripletta keniana con il successo di  Vivian Cheruiyot, già impostasi due anni fa e seconda lo scorso anno, in 1h07:43, su Brigid Kosgei, seconda in 1:07:52, e  su Joyciline Jepkosgei – la primatista mondiale -  terza in 1h08:10. Quarta Linet Masai in 1h08:11.  

13 Settembre - E’ apparsa stamani sul sito della RomaOstia Half Marathon la lettera aperta che Luciano Duchi scrive ad Alfio Giomi, presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera, contestando il trattamento riservato alla “mezza maratona italiana più qualificata da un punto di vista tecnico e tradizionalmente più partecipata”, che vede da quattro anni la concomitanza con la festa del Cross, mentre la stessa Federazione è direttamente impegnata nell’organizzazione della Rome Half Marathon – Via Pacis”…

Una lettera da leggere con attenzione. Eccola, riportata interamente:

Roma 11 Settembre 2018 

Caro Alfio,                          

sono il tuo ben cognito Luciano Duchi, dal lontano 1974 presidente e organizzatore della mezza maratona Roma Ostia. La gara, come ben sai, è da tempo immemore percepita erga omnes come la mezza più famosa d’Italia ed è qualificata dalla Federazione Internazionale da ormai 6 anni con la prestigiosa etichetta “Gold Label”. In particolare, in questi ultimi due anni, unica gara di corsa su strada italiana a potersi fregiare di questa etichetta.

Si tratta indubbiamente della mezza maratona italiana più qualificata da un punto di vista tecnico e tradizionalmente più partecipata, come testimoniato dal numero dei classificati, parametro che la rende seconda in assoluto nel panorama italiano, maratone comprese.

Una manifestazione che sarebbe a tutti gli effetti, scusa il condizionale, il fiore all’occhiello di qualsiasi altra Federazione, per la sua storia, il suo albo d’oro, la sua valenza internazionale e, non ultimo, per il credito di cui gode all’estero. Un prestigio appunto, parametro che nel mondo anglo-sassone, in particolare in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, gioca un ruolo fondamentale, confermato dal fatto che due dei loro migliori corridori di lunga lena di sempre – il britannico Steve Jones (ex primatista mondiale di maratona e plurivincitore delle maratone di New York, Londra e Chicago) e lo statunitense Galen Rupp, orgoglio d’America, vincitore della Roma-Ostia lo scorso anno (vice campione olimpico sui diecimila in pista a Londra 2012, bronzo nella maratona olimpica di Rio e recente vincitore delle maratone di Chicago e Praga) – figurano entrambi nell’albo d’oro della gara.

Per queste e numerose altre considerazioni, qualsiasi federazione avrebbe avuto degli ottimi motivi per tutelare gli aspetti promozionali e principalmente tecnici della Roma-Ostia, agevolando la partecipazione dei migliori atleti italiani alla gara, in passato più volte scelta come banco di prova per le selezioni aventi come obiettivo la maglia azzurra.

Come viene espressa questa tutela tecnica dalla attuale Federazione di Atletica? Programmando da quattro anni la FESTA DEL CROSS, cioè i CAMPIONATI ITALIANI INDIVIDUALI e di SOCIETA’ A STAFFETTA ASSOLUTI E MASTER, nello stesso giorno della Roma-Ostia. Questo malgrado le riunioni avute, anche conviviali e a seguito di lettere di protesta, nostre e di tanti partecipanti che non possono prendere parte alla nostra gara perché convocati dalla propria società o perché atleti di valore assoluto.

In particolare ti voglio ricordare che in occasione del festeggiamento del mio tardo settantanovesimo genetliaco, quando ho presentato il mio libro “Meraviglioso o……”, nel tuo affettuoso discorso hai fatto ammenda delle pluriennali concomitanze e della tua assenza alle presentazioni della Roma-Ostia, promettendo che tali circostanze non si sarebbero ripetute. Questo di fronte ad una platea di un centinaio di persone (tra le quali numerosi “addetti ai lavori”). Ed ora vengo ad apprendere soltanto dal web che la promessa non è stata mantenuta. Senza che, da uomo a uomo, oltre che da Presidente della Federazione a Presidente del Comitato Organizzatore, sentissi la necessità di comunicarmelo direttamente.

La Fidal da parte sua concentra le sue forze e la sua attenzione nell’organizzazione della “Rome Half Marathon – Via Pacis” che viene pubblicizzata dalla Federazione in maniera imponente, che impegna direttamente tante forze federali, civili e militari, diventando la vera alternativa alla Roma-Ostia, che noi poveri organizzatori abbiamo da 45 anni considerato come la vera “Rome half Marathon”.

Quindi caro Giomi, saremmo nostro malgrado in competizione con distinti e contrapposti interessi, come organizzatori entrambi di una mezza maratona? E di conseguenza, l’inserimento, ancora una volta, del campionato italiano di cross lo stesso giorno della Roma-Ostia, come deve essere interpretato e qualificato?

Fra l’altro, come diciamo da anni, siamo obbligati, da disposizioni federali, a destinare il 25% dell’importante montepremi della gara agli atleti italiani. Ma se i migliori atleti italiani sono invitati dalle società a partecipare agli assoluti di cross, perché dovremmo essere in ogni caso obbligati, come ci è stato confermato lo scorso anno da un vostro solerte dirigente, a mettere a disposizione il montepremi italico?

Credimi caro Giomi, sono molto amareggiato e sto meditando sinceramente di porgere l’altra guancia, come ho fatto sempre nella mia vita. Ma a questa mia “non presa” di posizione si oppongono fermamente il comitato organizzatore, la mia famiglia e gli oltre undicimila partecipanti alla gara. Tu pensi che, dopo il totale impegno nella disciplina sportiva che è stata la ragione principale della mia vita, sia una cosa giusta, che io, e quindi la Roma Ostia, si continui a porgere l’altra guancia?.

Luciano Duchi

Presidente dal 31 Marzo 1974 della Roma – Ostia Rome Half Marathon

 

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