Direttore: Fabio Marri

* Per accedere o registrarsi come nuovo utente vai in fondo alla pagina *

Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Giovedì, 10 Maggio 2018 16:09

Rupp, vittoria e pb alla Prague Marathon

Domenica si è corsa la 24^ edizione della Prague Marathon nella capitale ceka. 

Lo statunitense Galen Rupp, dopo la vittoria alla Roma-Ostia e il ritiro a Boston, si è imposto in 2h06:07, migliorando notevolmente anche il suo personal best (2h09:20 a Chicago nel 2017): la corsa è vissuta sul duello tra Rupp e l’etiope Sisay Lemma, che hanno corso insieme fino a 4 km dal termine, quando la violenta accelerata dello statunitense ha lasciato dietro l’africano, con Galen andato a tagliare il traguardo in solitudine. 

Lemma (che ha un pb di 2h04:08 ottenuto a Dubai a gennaio) ha chiuso in 2h07:03, davanti al keniano Stephen Kwelio Chemlany, terzo in 2h09:42. 

Per il 31enne Rupp un altro successo di prestigio dopo le due medaglie olimpiche e la vittoria alla maratona di Chicago; primo non africano ad imporsi a Praga dopo 11 anni, non è però riuscito a battere il record della gara (2:05:39 di Eliud Kiptanui nel 2010). 

"Sisay è un grandissimo maratoneta, non è stato facile batterlo e sono molto contento di essere riuscito a vincere. Ho cercato di mantenere il controllo del mio ritmo, di restare dentro alla gara e rimanere positivo”, ha dichiarato Ropp, visibilmente soddisfatto. 

Condizioni climatiche perfette per correre (15 gradi alla partenza, 18 all’arrivo, poco vento); passaggio al 10° km in 29:28 con Lemma a guidare il gruppo con 8” di vantaggio; 44:28 al 15° km con gruppo compatto di sei atleti (più una lepre) e successivo leggero rallentamento con il crono alla mezza pari a 1h03:00 (Rupp in due secondi in più). Al 25° km il crono segna 1h15:08, Rupp prende l’iniziativa e aumenta il ritmo con il solo Lemma a rispondere: 1h29:47 il passaggio al 30°, con i due oramai in testa, tirando a turno, e passaggio al 35° in 1h44:49. Poi, come accennato, l’azione decisiva di Rupp al 38°, che è oramai solo al 40° (passaggio in 1h59:41). 

Al femminile, vittoria a sorpresa della keniana Bornes Jepkirui Kitur, alla vigilia neanche inserita tra le top runners, che ha chiuso in 2h24:19 (pb migliorato di oltre 4 minuti), con passaggio alla mezza in 1h12:05, precedendo le etiopi Belaynesh Oljira, seconda in 2h25:13, e Amane Gobena, terza in 2h27:43. 

"Ho fatto una bella gara, l'unico problema che ho riscontrato sono stati i ciottoli", ha dichiarato la 30enne vincitrice, chiaramente soddisfatta per la vittoria e per il primato personale (precedente 2:28:48 a Mumbai a gennaio). 

Il ceco Jiri Homolac, 9° in 2h20:09, è stato il primo europeo; primo italiano Luca Galliani, 30° in 2h39:48; tra le donne, prima europea l’italiana Gloria Rita Giudici in 2h48:02.

6952 i finisher.

Classifiche:  

  1. GALEN RUPP | USA | 2:06:07
  2. SISAY LEMMA | ETH | 2:07:03
  3. STEPHEN KWELIO CHEMLAY | KEN | 2:09:42
  4. BARSELIUS KIPYEGO | KEN | 2:10:18
  5. YUMA HATTORI | JPN | 2:10:26
  6. MEKUANT AYENEW | ETH | 2:10:43
  7. DUNCAN MAIYO | KEN | 2:14:54
  8. SUEHIRO ISHIKAWA | JPN | 2:16:39
  9. JIRÍ HOMOLÁC | CZE | 2:20:09
  10. VÍT PAVLIŠTA | CZE | 2:20:30 

 

  1. BORNES JEPKIRUI KITUR | KEN | 2:24:19
  2. BELAYNESH OLJIRA | ETH | 2:25:13
  3. AMANE GOBENA | ETH | 2:27:43
  4. RISPER CHEBET | KEN | 2:29:32
  5. SUSAN JEPTOO | KEN | 2:30:50
  6. FLOMENA CHEPCHIRCHIR | KEN | 2:32:10
  7. GLORIA RITA GIUDICI | ITA | 2:48:02
  8. PETRA PASTOROVÁ | CZE | 2:48:40
  9. MARCELA JOGLOVÁ | CZE | 2:49:17
  10. IVANA SEKYROVÁ | CZE | 2:49:51

 

Diramate le convocazioni per la Coppa Europa dei 10.000 metri che si svolgerà il prossimo 19 maggio nel suggestivo scenario del Parliament Hill Athletics Track di Londra. Il Direttore Tecnico dell'Alto Livello, Elio Locatelli, ha infatti comunicato che l’Italia sarà rappresentata da 6 atleti, 3 uomini e 3 donne.

Tra gli uomini spicca il campione europeo under 23 dei 5000 metri Yeman Crippa, reduce dall’ottimo 13:18.83 a Palo Alto in California; con lui, il livornese Lorenzo Dini, già azzurro ai mondiali di mezza maratona a Valencia, e Marco Salami, che ha partecipato alle tre precedenti edizioni della manifestazione. .

Tra le donne, ecco Giovanna Epis, già convocata per i prossimi Europei di maratona a Berlino; Sara Brogiato, campionessa italiana di mezza maratona e l’esordiente Nicole Reina.

Ecco la lista:

UOMINI

Yeman

CRIPPA

G.S. Fiamme Oro Padova

Lorenzo

DINI

G.A. Fiamme Gialle

Marco N.

SALAMI

C.S. Esercito

 

DONNE

Sara

BROGIATO

C.S. Aeronautica Militare

Giovanna

EPIS

C.S. Carabinieri Sez. Atletica

Nicole Svetlana

REINA

Cus Pro Patria Milano

Martedì, 08 Maggio 2018 22:55

Barletta (BT) - ViviBarletta 2018

Nuovo ritrovo, nuovo tracciato, ma sempre ottima qualità organizzativa alla ViviBarletta, edizione numero dieci se i miei calcoli non sono sbagliati.

Ottava prova del Corripuglia 2018, il campionato regionale della Fidal Puglia su ventidue tappe itineranti nelle sei province pugliesi, registra l’adesione di 1238 iscritti della Federazione più oltre 600 cosiddetti liberi, che ci auguriamo presto veder tesserati per qualche sodalizio ufficiale.

Ad organizzare la Barletta Sportiva, società dai numerosissimi atleti aderenti e presieduta da Enzo Cascella, sempre attivissima e pronta ad organizzare grandi eventi come la Pietro Mennea Half Marathon e appunto la ViviBarletta, oltre una serie costante di iniziative che avvicinano tantissima gente alla corsa e al movimento fisico.

Ritrovo fissato sul Lungomare Pietro Mennea, lato nord, presso il lido Que Cuba, che diviene il quartier generale della manifestazione. Vaste le aree per parcheggiare, si presenta un parcheggiatore abusivo, ma non è troppo insistente, tutto sommato il regalino glielo si può lasciare.

All’interno del suddetto lido avviene il disbrigo delle pratiche di iscrizione: divise per province, i rappresentanti delle varie società possono comodamente adempiere a ogni pratica, dal semplice pagamento, al ritiro di pettorali e chip unico per chi ancora oggi debutta nel Corripuglia. Francamente non ho visto il crearsi idi eccessive code, ritengo che tutto si sia svolto con sufficiente rapidità.

Sul viale sono collocati alcuni bagni chimici, per ogni esigenza; è possibile anche usufruire del bagno del lido, mentre va al rallentatore il bar costringendo il più degli atleti a camminare un po’ e raggiungere il lido successivo per prendere il caffè; per i cornetti non ci sono problemi, gli ottimi organizzatori li offrono a tutti, basta munirsi di tovagliolino e gustare.

Gara nazionale, il costo dell’iscrizione è fissato a 8 euro: buono il pacco gara, con ottima canotta tecnica (della quale è possibile scegliere la taglia ) e diversi prodotti alimentari.

Giornata soleggiata, ma non caldissima, spira un venticello leggero che fa respirare.

Paolo Liuzzi presenta la manifestazione, dimostrandosi ancora una volta capace e professionale, riuscendo a mascherare problemi e sofferenze che lo hanno afflitto nella settimana appena trascorsa.

Intanto, mentre i podisti si riscaldano, si preparano alla corsa, chi impegnandosi negli esercizi , chi divertendosi in selfie, foto e scherzi, la citazione è d’obbligo per le associazioni solidali qui presenti : l’Associazione Intercultura BAT, che ospita ragazzi provenienti da Argentina, Messico, Thailandia, Paraguay, Giappone, Polonia, Germania, attiva in scambi interculturali con questi paesi; la Vivimi senza paura, che raccoglie fondi per il paraganglioma (malattia neuroendocrina rara); l’Associazione onlus Rinascita, per sensibilizzare alla donazioni di organi.

E’ quasi orario di partenza, le 9.30, gli atleti sono radunati sul punto di avvio, ben funziona il controllo degli organizzatori sugli atleti: i più rapidi, selezionati dalla Commissione Master della Federpuglia e dotati di speciale bollino sul pettorale che consente l’accesso nella pole position, partiranno in testa, a seguire tutti gli altri. Intanto rullano i tamburi della banda e si alzano in cielo le bandiere degli sbandieratori, è un piacere vedere questi ragazzi in costumi d’epoca, costumi d’epoca indossati , con grande grazia, dalle due signore che ricordano la storia di Barletta e i tempi che furono.

Partono intanto gli spingitori con gli ottimi atleti in carrozzella a aprire la manifestazione, c’è Spyry e il suo cagnolino (in braccio), c’è un altro ragazzo e poi il caro, grande Cosimo Girolamo da Alberobello, con due stampelle e una solo gamba, lui la corre tutta così…

Ora ci siamo davvero, tutto è pronto, gli atleti sono ordinatamente dietro la linea, lo sparo del Giudice capo Luigi de Lillo dà il via alle ostilità.

Il percorso si sviluppa in gran parte sulla litoranea Pietro Mennea, scelta precisa degli organizzatori per dare la giusta rilevanza allo sviluppo turistico balneare, che dovrebbe essere uno dei capisaldi dell’economia locale.

Il tracciato, quasi interamente pianeggiante e veloce, dopo la partenza verso la fiumana, vede il giro di boa che riporta indietro gli atleti che passano sulla corsia parallela a quella di partenza per poi spingersi verso sud e, dopo una rapida incursione nel centro storico cittadino, indirizzarsi verso il Castello Medioevale per attraversare il caratteristico fossato e lanciarsi verso l’arrivo, con possibilità di sprint sul lungo tappeto verde che conduce al traguardo.

Neanche 9000 metri la lunghezza, i gps descriveranno circa 8900m e per questo più veloce; si è fato sentire il caldo, qualche impedimento l’ha creato il venticello nei tratti in cui spirava contrario, e il ristoro che regala acqua, ma frizzante scatenando le proteste degli atleti che la ritroveranno con le bollicine anche al ristoro finale; frizzante e per giunta calda, aggiungerà qualcuno, l’unica pecca di questa manifestazione, frutto di una distrazione del fornitore, divenuta distrazione degli organizzatori.

A lungo in testa, per oltre 6500 metri, Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), paga ancora una volta la sua generosa irruenza, ed è pian piano rimontato e poi superato da quella vecchia volpe di Rino Bonvino (Dynamyk Fitness Palo del Colle) , che come il bon… vino migliora on il passare degli anni e taglia il traguardo vittorioso in 29:08. Per Gaeta il secondo gradino del podio in 29:33, con il terzo appannaggio del rientrante, dopo una lunga pausa per problemi fisici, Rosario Livatino (Athletic Academy Bari) che chiude in 29:59.

Quarto posto per l’intramontabile Vito Sardella (Montedoro Noci) in 30:18, quinto per Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), che rompe l’incantesimo dell’undicesimo posto, e chiude in 30:20. Accompagnato dai soliti dolori, Denis Greco (Atletica Assi Trani) è sesto in 30:22, due secondi primi dell’ottimo Matteo Mimma (Montedoro Noci), settimo, e tre prima di Angelo Pazienza (Dynamyk Fitness Paolo del Colle), che tra un insegnamento e l’altro ai suoi ragazzi, corre e corre forte, ottavo. 30:29 il crono del volitivo Stefano Todisco (Atletica San Giovanni Bosco Palagianello), nono, mentre uno “spento” Vito Loconte (Atletica Sprint Barletta) è decimo in 30:33.

Al femminile, grande soddisfazione per Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta), perché vincere è bello, ma vincere in casa lo è ancora di più: 36:17 il crono della vincitrice, felicissima ed emozionata.

L’esemplare Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato) è seconda in 36:25, terza , sempre molto brava, Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), in 36:39. Non la vedevamo da tempo al Corripuglia, ma Mariacarmela Landriscina (Trani Marathon) ha conservato tutte le forze ed è quarta in 36:42, a precedere la brillante Titti Amatulli (Montedoro Noci), quinta in 36:55. Protagonista di un fantastico inizio di stagione l’anno scorso, Terry Lelario (Athletic Academy Bari), pare in leggera ripresa, ed è sesta in 36:57, a precedere Mara Lavarra (Amatori Putignano), forse stanca per i festeggiamenti del suo compleanno, settima in 37:22. Capace come sempre, Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto) è ottava in 37:37 a precedere la combattiva Francoesca Riti (Montedoro Noci), nona in 37:58, e la coppia di atlete del tarantino, grintose e simpatiche, Antonia Chiochia (Taranto Sportiva), decima, e Marisa Russo (Marathon Massafra), undicesima, ma entrambe al traguardo in 38:13.

1168 gli arrivati Fidal, chiudono due atleti di casa, Lucrezia Salerno in 1:15:58, e Eligio Lomuscio, il senatore della maratona di Roma, in 1:17:45.

Ristoro finale con ricca busta; magari da posizionare il punto ristoro un attimino più dietro, a maggior distanza dagli imbuti di arrivo ad evitare sovrapposizioni, e soprattutto con acqua liscia, perché i podisti proprio non accettano l’acqua frizzante.

Compilate in rapidità le classifiche (anche se pure oggi mi segnaleranno errori in graduatoria nelle posizioni centrali), si procede alla cerimonia di premiazione che avviene proprio all’intermo del Lido, con uno spettacolare mare a pochi metri.

A premiare, i campioni locali, Veronica Inglese e Eusebio Haliti; il mai dimenticato allenatore di Mennea, il prof. Mascolo; il locale assessore allo sport (sempre presente) Patrizia Mele, oltre ai rappresentanti dei più che necessari sponsor, prima fra tutte le Ciemme.

Si comincia con i due podi, per i migliori sei il ritiro dell’originale trofeo, di abbigliamento tecnico, vino e gnocchi.

A seguire tutti i migliori delle varie categorie per fasce di età premiate con materiale tecnico e premi in natura; poi, i migliori tre ingegneri e finalmente le società.

Prima con distacco, si fa da parte la Barletta Sportiva per ospitalità, e allora prima è la Tommaso Assi Trani su, nell’ordine, Montedoro Noci, Pro Canosa, Nadir on the road Putignano e Amatori Putignano.

Ultimo atto, la foto di gruppo della Barletta Sportiva, che conclude la manifestazione.

Giudizio finale: tutto ben organizzato, la Barletta Sportiva si dimostra abile organizzatrice, con il solo consiglio di leggere meglio l’etichetta delle bottigliette d’acqua, per essere tutto ottimo.

Domenica il Corripuglia si sposta a Gioia del Colle, per la 9^ tappa, la CorriconGioia, gara tradizionalmente da gustare e da correre... 

Un nuovo, clamoroso caso di doping scuote l’atletica mondiale: il keniano Asbel Kiprop, il dominatore dei 1500 metri, è risultato positivo all’Epo.

Il 28enne sarebbe stato “beccato” ad un controllo a sorpresa del dicembre 2017.

Kiprop nella sua carriera ha vinto l’oro olimpico a Pechino 2008 (ottenuto dopo la squalifica per doping – cera – di Rashid Ramzi del Bahrein) e tre mondiali consecutivi (Daegu 2011 –Mosca 2013 – Pechino 2015); 3’26”69 il suo personale sui 1500, nel 2015, terza prestazione all-time dietro il marocchino Hicham El Guerrouj (3’26”00) e lo statunitense Bernard Lagat (3’26”34).

Da segnalare che il keniano è gestito da Federico Rosa, il manager bresciano in passato coinvolto nella positività, sempre per epo, delle maratonete Jemina Sumgong e Rita Jeptoo.

Kiprop ha dichiarato : “Dicono che sarei risultato positivo? Sono stato sempre in prima linea nella lotta al doping, e perche rovinare così tutto quello che ho fatto dal 2007? Dimostrerò di essere pulito!”  

La positività, anticipata dal giornale inglese Daily Mail e in attesa di conferme dalla IAAF, vede Kiprop non presente nella lista degli atleti partecipanti alla prima tappa della Diamond League, il 4 maggio a Doha, per la prima volta dal 2010… 

Partiamo dai numeri: 1403 tesserati “Fidal” più circa 700 liberi, per un totale di 2103 iscritti. Grandi cifre per la nona “Taranto nel Cuore”, a dimostrazione dell’ottimo lavoro svolto nelle precedenti edizioni e del conseguente apprezzamento dei podisti, che sono voluti tornare a correre nel capoluogo ionico.

Numeri che dimostrano, altresì, che il Corripuglia - il campionato regionale su strada di ventidue tappe, di cui Taranto costituisce la 7^ prova - è vivo e vegeto.

Ma, purtroppo e per fortuna, l’atletica, il podismo non è solo numeri e allora andiamo ad esaminare le varie fasi di questa manifestazione.

Il regolamento descriveva, con tanto di cartina, due zone adibite a parcheggio nei pressi del Ponte Girevole alla Discesa Vasto e a Piazza Castello; altresì la gratuità, per l’occasione, di tutti i parcheggi cittadini, pur segnati da strisce blu. Alcun problema per chi è arrivato in sufficiente anticipo, qualche difficoltà per chi è giunto un po’ più tardi, ha dovuto lasciare la vettura a una sostanziale distanza. Problemi tipici della gare in pieno centro città…

Ritrovo fissato in Piazza Kennedy, ai piedi di Villa Peripato, nei pressi del Circolo Ufficiali della Marina Militare: centralissima, si trova facilmente. Già montato il palco, più ristretto rispetto alla tradizione, di fronte avviene il disbrigo delle pratiche di iscrizione. Un solo punto di consegna e, tra pagamento delle quote di iscrizione, tra pagamenti del pettorale unico per chi comincia nell’occasione il Corripuglia, e versamento di quote superiori per chi si è iscritto oltre il tempo limite, ci si attarda, la coda di podisti in attesa comincia ad allungarsi, complice l’arrivo contemporaneo di gran parte degli iscritti. Poco distante il punto di distribuzione dei pacchi gara, qui le operazioni sono decisamente più rapide. Per le prossime edizioni predisporre un doppio punto segreteria snellirà senz’altro le operazioni diminuendo i tempi di attesa.

Gara nazionale, otto euro la quota di iscrizione, pacco gara con maglia tecnica e alcuni prodotti alimentari, nella norma insomma, non certamente peggiore di altre manifestazioni.

Nella Villa sono stati collocati una serie di bagni chimici per ogni esigenza; le diverse fontanine permettono di dissetarsi e di bagnarsi nel pre-gara.

A presentare la manifestazione Michele Cuoco, lucido e attento a ogni aspetto, sottolinea numeri e nomi, albo d’oro e presenti, non tralasciando interessanti interviste a caldo.

Attenta e crudele la Polizia locale libera dalle auto le strade interessate al percorso di gara, le precise indicazioni imponevano di lasciare libere le vie, multe e intervento del carro-attrezzi faranno stare più attenti i… distratti nelle prossime annate.

Ben transennata e “nastrata” la zona partenza, in testa si potranno schierare soltanto gli atleti prescelti dalla Commissione Master della Fidal Puglia con il pettorale contrassegnato da uno speciale bollino in base ad accrediti, prestazioni e piazzamenti nelle precedenti gare; tutti gli altri in seconda fascia, sta poi all’intelligenza e all’onestà dei partecipanti far passare chi è più veloce o schierarsi direttamente più in fondo, soprattutto quando si viaggia lentissimi, anche se ciascuno non ammetterà mai i propri limiti e si andrà a piazzare a ridosso dei primi, creando poi un tappo a chi è più veloce, creando anche rischi per la propria ed altri incolumità.

Presenti anche diversi mezzi di soccorso con numerosi addetti per ogni inconveniente: un’ambulanza seguirà gli atleti sul tracciato, un’altra resta ferma in zona arrivo, come da disposizione di legge.

Giornata decisamente calda, personalmente lo trovo anche umida, basta muoversi un pochino per cominciare a sudare, notevole sarà la sofferenza odierna degli atleti, siamo a una temperatura quasi estiva, sicuramente fuori norma per il periodo.

Partenza prevista per le ore 9.30, gli atleti che nel frattempo si sono cambiati e hanno provveduto a risvegliare la muscolatura con giretti a ritmo blando e piccoli allunghi, si vanno a schiarare pian piano nella zona di competenza.

Entrano da posteriori i meno veloci, i “bollinati” entrano anteriormente, in tanti però scavalcano, l’umiltà e il rispetto delle regole non è di tutti.

Finalmente sistemati tutti dietro la linea di Via, ottenuto il lasciapassare dai Vigili, si può finalmente cominciare.

La pistola del Giudice De Lillo in alto, il colpo che esplode dà il via ai protagonisti che partono decisi, almeno in testa; decisamente più rilassati i liberi che effettueranno un circuito ridotto di alcuni chilometri, con arrivo nettamente distinti dai competitivi.

Tracciato sostanzialmente pianeggiante se non nel tratto su Corso Vittorio Emanuele II tra il quarto e il quinto chilometro, con quella salita che costeggia la città vecchia e il mare; tracciato altamente spettacolare e paesaggistico che attraversa per ben due volte il ponte girevole, permette di osservare la città vecchia e il centro di Taranto, interamente cittadino, sempre scortati, applauditi, spinti e incitati dalla popolazione di Taranto, che ben tollera il blocco del traffico per la gara podistica e non tralascia nemmeno qualche sfotto per i corridori alla loro vista e parere, un po’ particolari.

Non ci sono auto sul percorso, il traffico è blindato, il ristoro con bottigliette d’acqua è all’incirca a metà distanza (dispiace per chi getta subito la bottiglietta, mantenerla sarebbe stato utilissimo); da sorvegliare al meglio e chiudere con nastri quei tratti (piazze e larghi marciapiedi) dove è possibile tagliare, visto che diversi specialisti lo hanno fatto scientificamente guadagnando metri e posizioni.

Ripeto fa caldo e tanti arriveranno stremati, per fortuna non appena terminato il lungo Corso Roma in direzione opposta alla partenza, che permette lunghi sprint applauditi, salendo la scala e recandosi nella Villa si ottiene la bustina ristoro già confezionata, contenente un’arancia, due biscotti, e una bottiglia di acqua; a parte, la consegna di una mela.

Una bustina a testa fino all’arrivo di tutti i partecipanti, dopo l’arrivo dell’ultimo… distribuzione a iosa per tutti, persino al sottoscritto, anch’gli assetato, anche se la presenza delle fontanine in villa assicurava comunque la possibilità di bere a volontà e di bagnarsi. Mancano la distribuzione del tradizionale caffè e delle cozze (aperte) con limone, come gli altri anni…

La gara vive sul duello Mino Albanese-Antonio Redi: i due atleti a lungo corrono appaiati, poi il primo comincia ad allungare progressivamente fino a staccare il pur bravo avversario: dopo due anni persi, il caro Mino, figlio d’arte dell’ottimo Antonio (anch’egli ai box come il sottoscritto per problemi alle ginocchia), sembra rinato e va chiudere il tracciato - che mi dicono essere lungo circa 10,300 contro i descritti 9,6 km da regolamento - in 32:41. Complimenti al massafrese tesserato per l’Atletica Crispiano, complimenti anche al francavillese Antonio Redi, ma tesserato per la Dynamk Fitness Palo del Colle, brillante secondo in 33:20; da lodare, parimenti, Giuliano Gaeta, il palese tesserato per la Montedoro noci, che va chiudere in 34:22, conquistando il bronzo e gli applausi del pubblico.

Gioca in casa e si vede, il tarantino Allul Sakine (Podistica Taras Taranto), sempre affabile, è quarto in 34:29, davanti al 21enne Carmine Salvia (Podistica Amatori Potenza), davvero bravo, quinto in 35:04, seguito a sua volta da una serie di mostri sacri dell’atletica pugliese: Vincenzo Trentadue (Dynamyk Fitness Palo del Colle) è sesto in 35:10, Vito Sardella (Montedoro Noci) è settimo in 35:21, Denis Greco (Assi Trani) è ottavo in 35:25, Angelo Pazienza (Dynamyk Palo del Colle) è nono in 35:29, Giuseppe Mele (ancora Dynamyk) è decimo in 35:41. Non sfugge neanche oggi all’incantesimo dell’undicesimo posto, Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), e allora lo citiamo, lui che chiude in 36:07.

68^ assoluta, protagonista di una gara esemplare, Mariangela Ceglia (Alteratletica Locorotondo), che vive un nuovo momento di splendore nella sua carriera, va a vincere in 38:59; l’unica ad impensierirla, sempre brava e positiva, la compagna di squadra Marta Alò, che conquista la piazza d’onore in 39:56; chiude il podio, l’ottima Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), terza in 40:58, sempre decisa.

In quarta posizione ancora una atleta dell’Alteratletica Locorotondo del presidente Petino: Ilenia Colucci, sempre ammirevole, taglia in traguardo in 42:00; in grande forma, Titti Amatulli (Montedoro Noci) conquista un prestigioso quinto posto in 42:54, precedendo la grintosa Cristina Galeone (Olimpia Grottaglie), sesta in 43:07. La classe di Maddalena Carrino (Team Pianeta Sport) al settimo posto in 43:07; segue Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), mai doma, ottava in 43:09, con Marisa Russo (Marathon Massafra), mentalmente libera, nona in 43:47; chiude la top ten la bravissimna Francesca Riti (Montedoro NocI), all’arrivo in 44:10.

1297 gli atleti Fidal giunti regolarmente al traguardo: al femminile è Sara De Carlo (Correre è salute Mottola) a chiudere in 1:29:44, imitata al maschile da super nonno Vincenzo Mirizzi, classe 1933, che conclude la manifestazione in 1:29:50.

Chiusi gli arrivi, consegnati i pacchi ristoro a volontà, con i podisti a prendere d’assalto i bar della zona alla ricerca di qualcosa di fresco, si procede rapidamente all’ultimo atto ufficiale della manifestazione: la cerimonia di premiazione.

Ci ha raggiunto il presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone, indimenticabile maratoneta tuttora vice-primatista italiano sulla distanza; sul palco spicca anche la presenza del locale assessore Francesca Viggiano, che ha corso da libera, oltre a quella oramai tradizionale della dottoressa Gabriella Casabona.

Si comincia chiaramente dai due vincitori Albanese e Ceglia, per loro i rispettivi trofei dedicati alla memoria dei mai dimenticati Roberto Santini e Rossella Sardiello, i due atleti della Taranto Sportiva, purtroppo deceduti in un drammatico incidente stradale. A seguire, la consegna di un buono del valore di cento euro e altri premi in natura, dal vino all’indumento tecnico.

E premi di varia natura (vino, vaschette di cozze, maglie tecniche, integratori…) premiano i primi cinque di ciascuna categoria, con il primo m55 , Giuseppe Lagrasta, a ritirare la targa intitolata a Alberto Casile, altro atleta locale deceduto.

Premi anche per i donatori Avis estrapolati a fatica, per creare la loro speciale graduatoria.

Ultimo atto ufficiale la premiazione delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince la Montedoro Noci che precede nell’ordine Nadir on the road Putignano, Taranto Sportiva, Amatori Putignano e Marathon Massafra.

E’ il momento dei saluti, anche il 2018 è andato, già pensa al 2019 con l’edizione del decennale della “Taranto nel cuore”.

Francamente il mio giudizio è positivo, anche quest’anno ritengo che tranne piccoli particolati facilmente migliorabili tutto si sia svolto positivamente, anche tenendo presente che non è facile gestire oltre 2000 persone.

Come ho detto inizialmente al microfono di Michele Cuoco, a me Taranto piace, Taranto è bella, magari un po’ calda, ma ci torno sempre con piacere, ammirando chi fa sforzi e riesce a rendere attiva, in corsa e “nel cuore” una città.

 

Venerdì, 27 Aprile 2018 23:01

Conversano (BA) - 3° Castiglione Ecorun

Parlare di corsa in natura sarebbe troppo riduttivo, la 3^ edizione del Castiglione Ecorun ha confermato di essere una festa, dove al termine delle fatiche, è cominciata una vera e propria fiera gastronomica, con il vantaggio di poter mangiare, ridere, scherzare in grande compagnia.  

Ad organizzare l’Avis in Corsa Conversano, che guidata dal presidente Raffaele Gigante, ha impegnato tutti i soci presenti per raggiungere il massimi obiettivo finale, la soddisfazione dei podisti intervenuti.

E’ cambiata la masseria che ci ospita, siamo alla Cimiconte, più inoltrata sulla SP 37 per Castiglione, un vero e proprio paradiso naturale.

Per i più pigri la possibilità di parcheggiare all’interno della struttura, viceversa – lasciando l’auto più lontano - la possibilità di gustare già un assaggio dei fantastici scenari naturalistici della zona.

Giornata fantastica, sembra davvero estate, stare alla aperto è piacevolissimo.

Dieci euro il costo dell’iscrizione con ricco pacco gara, uno zainetto contenente prodotti locali e una canotta tecnica celebrativa della manifestazione; c’è anche l’opzione base, 5 euro per la sola iscrizione, ma tutti – intelligentemente – scelgono la prima opzione.

All’interno della struttura, un efficiente servizio bar e alcuni bagni chimici, per chi ama la privacy e non gli spazi aperti, che oggi proprio non mancano.

Un po’ lenta la consegna di pettorali e pacchi gara soprattutto nel momento in cui si registra l’afflusso in massa degli iscritti: sicuramente oltre quattrocento, un amico mi confessa di averne contati 433 sul sito della ditta che ha curato la segreteria della manifestazione.

Rispettati comunque perfettamente i tempi, i partecipanti possano cambiarsi con cura e avviare le operazioni di riscaldamento, perfettamente in tempo per essere pronti per la partenza.

"The voice” Paolo Liuzzi, lo speaker della manifestazione, comincia ad invitare i podisti a sistemarsi nella zona di partenza. Finalmente raggruppati e fatti arretrare sull’esatta linea di via, il colpo di pistola del Giudice dà il via alle ostilità.

Partenza rapida, il plotone si allunga subito, netto il divario tra i primi e gli ultimi.

Allungo anch’io e sono pronto, al primo chilometro circa, per ritrarli e notare che in testa alla corsa conduce Trentadue, inseguito da Moliterni, seguito da Scattarelli, che precede Roberto, Franco, Gratton, Curri Giordano. Tra le donne è in testa Dibenedetto su Carrino e Zaccheo.

L’eco-run odierno è un trail running di 11 chilometri con 250 m di dislivello positivo e dislivello medio del 4%; il tracciato non è certamente semplice, prevede alcuni variazioni di pendenza, soprattutto verso la Torre di Castiglione che costringe a salire parecchio. Pur sorvegliato, genera come tradizione di questa tipologia di gare, un errore di percorso, che scatenerà la rabbia – anche giustificata – di chi si ritrova davanti improvvisamente atleti già messi dietro.

Gara in regime di autosufficienza, non prevede ristori lungo il percorso e non inquina con bottigliette e bicchieri; il tracciato, che in tanti mi descrivono affascianante, nasconde diverse insidie, tanto che diverse saranno le cadute e conseguenti sofferenze ed abrasioni per gli atleti.

A presentarsi per primo sul viale di arrivo, dopo una gara trascorsa in piacevole solitudine in questi scenari naturali, è Vincenzo Trentadue (Dynamyk Fitness Palo del Colle), giunto così solo da tagliare il traguardo al passo, cercando il piccolo Cristian, il figliolo… per festeggiare insieme. Non riuscendolo a trovare, chiude – quasi deluso - in 40:56. La seconda posizione è appannaggio di Giuseppe Moliterni, il presidente della Gravina festina lente! e vero promotore e amante di questa tipologia di gare in natura in regione: conclude in 43:10. Terzo posto per Francesco Saverio Scattarelli (Montedoro Noci), bravo su ogni superficie, che completa il podio in 43:43.

A raffica, si susseguono gli arrivi: è quarto il bravissimo Andrea Beretta (Taranto Sportiva) in 44:16 che precede di 4” il reattivo Gianni Gratton (Montedoro Noci), di 7” il grintoso Pietro Roberto (Nocincorsa) e di 8” il capace Vitantonio Curri (Montedoro Noci). Sempre combattivo, Federico Losavio (Podistica Taras) è ottavo in 44:31, stesso tempo del valido Vittorio Braico (Smart Fit Gravina), nono, mentre in 45:04 taglia il traguardo Mariano Franco (Nocincorsa), mai domo, in 45:04.

Al femminile, ottima prestazione di Marie France Zaccheo (Atletica Amatori Corato) che vince la gara – 62^ assoluta – in 50:26; brilla anche Maddalena Carrino (Team Pianeta Sport Massafra), seconda in 51:25, mentre la biondissima Alessandra De Luca (Atletica Amatori Brindisi), ripresasi del malore di Ostuni, è splendida terza in 53:51.

Un elogio particolare per la quarta arrivata, Carmen Albani (Atletica Polignano), sempre generosa, che taglia il traguardo in 54:17, stesso tempo della specialista Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), oggi bloccata dall’improvviso indurimento dei muscoli delle gambe, comunque quinta. Continua il suo costante miglioramento, Nicoletta Ferrante (Atletica Talsano), bravissima sesta in 55:27. Una violenta caduta frena Maria Dibenedetto (Barletta Sportiva) che deve accontetarsi del settimo posto in 55:58; eccellente Anna Luigia Gigante (Atletica Adelfia), ottava in 56:03, davanti a Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), sempre prestante, nona in 56:27, e alla combattiva Doranna Cristofaro (Martina Franca Running), decima in 57:13.

385 gli arrivati, chiudono le rispettive graduatorie Domenico Iodice (Barletta Sportiva) in 1:35:06, e Doriana Mongelli (Amici del Cammino Barletta), in 1:55:30, bravi come i primi.

Da segnalare che il Castiglione Ecorun ha rappresentato la quarta tappa del circuito Puglia Trail, il circuito di gare in natura all’edizione zero, nato da un idea del succitato Giuseppe Moliterni, e che sta riscuotendo una favorevolissima adesione in regione.

Terminata la fatica, dopo la citazione dello speaker e la foto del soprascritto, ogni partecipante ha potuto riprendersi inizialmente con una bottiglietta d’acqua per poi sorprendersi con un ristoro pantagurelico dove davvero non è mancato nulla, dal panino con la salsiccia o con le “bombette” cotte alla brave, a pezzi di parmigiano appena tagliato, dalla mortadella alla frutta, e tanti dolci; da bere integratore, acqua, vino, orzata e… sicuramente mi è sfuggito qualcosa.

Stanchi, stesi sull’erba della fantastica masseria, si riposano e mangiano gli atleti, riprendendo tutte le energie consumate in corsa, anzi sono sicuro che in tanti non avranno poi pranzato.

E la cosa più bella è stare in compagnia degli altri podisti, nascono così le migliori amicizie, tanti sconosciuti che sembravano antipatici si scoprono meravigliosamente gentili e piacevoli, altro che social!

Ma la scaletta non si può fermare e pubblicate le classifiche, si procede alle giuste premiazioni per i meritevoli, a cominciare dai vincitori Trentadue e Zaccheo , premiati con trofeo e confezioni di prodotti locali. A seguire, i primi tre di ciascuna categoria (anche per loro prodotti a km.0), fino a concludere con le prime tre società per numero complessivo di arrivati.

Vince La Fenice Casamassima, davanti ad Amici Strada del Tesoro Bari e Atletica Castellana.

La foto di gruppo dei soci dell’Avis in corsa Conversano e la manifestazione ufficiale è finita, si continua con l’estrazione dei biglietti della lotteria, mentre la gente continua a mangiare…

Splendida giornata di sport, natura, cibo e amicizia, davvero una manifestazione piacevole, da correre e da gustare.

E mentre invio i miei personali complimenti a chi l’ha realizzata, non posso non pensare all’espressione piacevolmente estasiata di Enzo Bassi che di gare ne ha corse, ma non avevo mai partecipato ad un trail e a questo genere di dopo-gara. Mi sa che ripeterà l’esperienza…    

  

Martedì, 24 Aprile 2018 22:13

Maratona: la squadra azzurra per gli Europei

Nella riunione odierna del Consiglio Federale, il DT Elio Locatelli ha ufficializzato i nomi degli atleti convocati sui 42,195 km per la rassegna continentale di Berlino del 7-12 agosto: “La gara sarà molto probabilmente di altissimo livello tecnico e l’Italia punta a confermarsi come una delle realtà leader della corsa su strada. Tra gli uomini, schiereremo quattro atleti: Daniele Meucci, Stefano La Rosa, Eyob Faniel, Yassine Rachik; in campo femminile, la formazione sarà composta da Catherine Bertone, Sara Dossena, Valeria Straneo, Giovanna Epis, Fatna Maraoui e Laura Gotti; ove una delle suddette dovesse avere dei problemi, sarà pronta a subentrare Anna Incerti, che farà comunque, come tutti i selezionati, un percorso agonistico e di preparazione concordato e assistito”. 

Quindi quattro uomini e 6 donne (più una riserva): spicca l’assenza di  Rosalba Console, terza domenica scorsa a Padova in 2:37:26.

Tre grandi protagonisti nel ritorno della Maratonina degli Ulivi Secolari nel calendario delle prove di Corripuglia: i due vincitori, Mino Albanese e Daniela Tropiano, e il gran caldo, con temperatura già estiva.

E il ritorno nel Corripuglia coincide anche con il ritorno della manifestazione a Villanova, il mare di Ostuni, con il percorso notevolmente più semplice rispetto alle ultime edizioni con partenza ed arrivo nella splendida “Città bianca”.

818 gli iscritti, anche in questa occasione era lecito aspettarsi qualcosa in più, considerando che la manifestazione era valida – come accennato - come 6^ prova del campionato regionale su strada e, in più, come seconda prova del circuito provinciale “Sulle Vie di Brento”: troppe però le concomitanze dal trail sul Gargano alla gara di Minervino, dalla non competitiva a Triggiano all’urban trail di Castellaneta, alle gare su pista di Acquaviva (del sabato prima) fino a finire alle maratone di Londra e Padova.

Ad organizzare l’Atletica Città Bianca, presieduta dal capace Francesco Valente: tante le indicazioni sulla strada, appena usciti dalla Statale, che indirizzano al punto preciso di ritrovo: sorprende la domenica mattina l’aver fissato il punto di disbrigo delle pratiche di iscrizione (pettorali unici e chip unici sono consegnati solo a chi debutta nel Corripuglia, gli altri ne sono già in possesso) presso il porto a circa un chilometro dal tradizionale punto di partenza e arrivo, in Viale Consolato Veneziano, che crea un certo disagio tra gli atleti, che restano perplessi su dove recarsi e parcheggiare, pur se il tutto era descritto sul regolamento (per le prossime edizione è preferibile tener tutto in zona partenza).

Dodici euro il costo dell’iscrizione, il minimo previsto dalla Fidal per la distanza: non c’è premio di partecipazione, ma la società organizzatrice assicura di dedicare parte del ricavato alla Fondazione Tiziana Semeraro - il cerchio della vita Onlus.

A presentare la manifestazione il buon Paolo Liuzzi, sempre energico nonostante il gran caldo che distrugge anche chi sta fermo; tre bagni chimici assicurano decenza e privacy, fra tanti spazi verdi.

Partenza intelligentemente prevista per le ore 9.00, gli atleti spariscono in fretta per provvedere a cambiarsi ed essere pronti per la partenza. Le solite operazioni di risveglio muscolare, più blande rispetto a quelle effettuate per le 10 km, anche per via del caldo che già si fa sentire; già pronto il team di pacer, predisposto dall’ottimo Ignazio Antonacci, abile a formare un gruppo valido, nonostante le tante defezioni dell’ultimo istante.

Larga la sede di partenza, ben blindata a chi vuole schierarsi davanti senza averne i titoli: in zona pole sono presenti i soli atleti precedentemente selezionati dalla Commissione Master della Fidal Puglia e che presentano lo speciale bollino sul pettorale, consegnato nelle buste di iscrizione.

Spicca la presenza di Giacomo Leone, oggi presidente regionale della Federazione, un tempo mitico maratoneta, che dopo aver assistito alla partenza, corre (in auto) verso Acquaviva delle Fonti per gli interregionali di marcia – prova nazionale.

Ricevuto l’ok dai Vigili, la partenza avviene puntuale con gli atleti che ben presto lasciano il Viale e si indirizzano nel tratto iniziale in Villanova, sul mare, per poi dirigersi verso Ostuni, tra immense distese di ulivi e continui falsipiani, leggeri ma che poi si sentono nelle gambe, come si fa sentire sulla testa il sole, che picchia, come si fa sentire il caldo che sottrae energie. Dal dodicesimo chilometro, dopo aver visto in alto – quasi mistica – come me la descrive il caro Sergio Sovereto – la cinta muraria di Ostuni, più bianca del solito, il progressivo ritorno verso Villanova, in leggera discesa. Ma occorre non esagerare, il sole continua a far danni, il caldo si percepisce in maniera maggiore non essendosi ancora gradualmente abituati – è scoppiato improvvisamente; il cavalcavia del 17° km si fa sentire, come il chilometro sullo sterrato nel finale, che accentua ancor più le sofferenze di chi soffre di allergie. Poi finalmente il lungo viale finale, il tappeto blu, la voce e i complimenti di speaker Paolo, la foto di Roberto (mi scuso con chi non ho ripreso, essendosi ad un certo punto riempita la scheda sd che non avevo svuotato…), la medaglia al collo e il ristoro con banana, acqua e qualcos’altro per riprendere le forze…

Ecco proprio l’acqua è stato il lato negativo di questa manifestazione: nel pomeriggio sono stato letteralmente subissato dalle proteste degli atleti che mi hanno comunicato che i ristori non erano quattro come da regolamento federale (al 5°, al 10°, al 15° e al 20°9, ma tre (al 6,5°, al 12° e al 17°), quindi uno in meno e nulla nel finale, con ovvio sgomento, rischi di svenimenti e problemi di tenuta per i partecipanti, soprattutto in queste condizioni di caldo anomalo. Poi, gli spugnaggi non esistevamo… Solo due docce nebulizzatrici, al 7° e al 16°, troppo poco davvero.

Mi dispiace criticare gli organizzatori ma l’acqua sul percorso e la sicurezza degli atleti sono fattori fondamentali, ancor più in una manifestazioni nazionali e – ripeto - disputate in condizioni difficili.

A proposito di sicurezza, tutto ottimo, con tracciato presidiato e blindato al traffico; da segnalare che gli organizzatori, come previsto dal regolamento della manifestazione, hanno garantito la chiusura del tracciato e la presenza degli addetti sino alle 2 ore e trenta minuti di percorrenza (estesa poi di fatto fino a 2h40’): gli atleti giunti successivamente non sono rientrati in classifica e sono rimasti “soli” sul percorso, come nonno Mirizzi, SM85, giunto sul viale di arrivo in senso contrario quando oramai non c’era più nulla, quando il sottoscritto e lo speaker stavano andando via e gli addetti erano intenti a smontare.

Nessun problema invece per Mino Albanese: il forte atleta massafrese, tesserato per l’Atletica Crispiano, fa gara solitaria in testa sin da subito e senza fastidi, se non la solitudine… 1:09:49, il suo crono, non “aiutato” da alcuno. Sempre affabile, il buon Mino, oramai 33enne, può forse recriminare per alcun infortuni in momenti topici della sua carriera che ne hanno limitato l’esplosione, pur difendendosi ancora decisamente bene…

Dieci minuti di attesa e finalmente, accolto dal festoso saluto dei cari Cristian e Gabriele - i suoi figlioli, ecco l’arrivo di Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle) che conclude secondo in 1:19:09; chiude il podio, il concreto Vito Alò (Atletica Monopoli), terzo in 1:19:17.

Quarta posizione per il bravissimo Antonio Cardone (Dorando Pietri Pezze di Greco) in 1:19:31, davanti al Baldini di Puglia, Angelo (Montedoro Noci), quinto in 1:21:30, e al reattivo Stefano Todisco (Atl. San Giovanni Bosco Palagianello), sesto in 1:22:46. Da lodare Giuseppe Lenoci (Atletica Pro Canosa), il più “vecchio” della top ten, classe 1967, capace di chiudere in 1:23:04, tempo appesantito – come per tutti i partecipanti – dalle condizioni climatiche. Complimenti anche a Mario Greco (Atl. San Giovanni Bosco Palagianello), che completa la distanza in 1:23:13, in ottava posizione; segue il caparbio Donato Notarangelo (Atletica Monopoli), nono in 1:23:18, con il mai domo Giovanni Tinelli (Montedoro Noci), decimo in 1:23:20.

Al femminile, dopo una gara in testa ma senza essere notata per via del taglio di capelli quasi a zero dall’addetto in bici che comunica i risultati in diretta allo speaker, Daniela Tropiano rispetta i favori del pronostico e s’impone in 1:28:15, sempre serena e sorridente. In rimonta, con mia grande gioia, sale sul podio l’immensa Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), un’icona del podismo pugliese, seconda in 1:33:51; terzo posto per la compagna di team, Ornella Donghia, sempre di poche parole e tanti fatti, terza in 1:35:37.

Bravissima anche Francesca Riti (Montedoro Noci), che cresce di gara in gara, quarta in 1:36:26; peccato per il calo nel finale e l’eccellente Maddalena Carrino (Team Pianeta Sport Massafra), dopo essere stata a lungo in seconda posizione, conclude quinta in 1:36:27. Sempre energica, Antonella Patierno (Free Runners Molfetta) è sesta in 1:36:46, davanti alla combattiva Nicoletta Ramunno (Montedoro Noci), settima in 1:37:37, e all’abile Antonella Capitanio (Atletica Monopoli), ottava in 1:38:06. Il solito terribile sprint e la grintosa Antonia Chiochia (Taranto Sportiva) è nona in 1:38:47, tre secondi prima di una affaticata, ma sempre presente al vertice, Titti Amatulli (Montedoro Noci), decima in 1:38:50.

737 gli atleti classificati, chiudono le rispettive graduatorie il giovanotto 83enne Stefano L’Abbate (Polisport Ciclo Club Fasano) in 2:37:34 e Margherita Cecere (Martina Franca Running) in 2:39:04.

Da segnalare le gare giovanili che hanno allietato l’attesa degli astanti non appena partita la maratonia: 200, 400 e 800 metri, secondo l’età, e medaglia per tutti, vera promozione per l’atletica.

Con gli atleti sorteggiati costretti all’antidoping, quando gli ultimissimi continuano ancora ad arrivare, comincia la cerimonia di premiazione, alla presenza del locale assessore allo sport (non ricordo purtroppo il nome, il sole picchiava anche sulla mia testa!)

Un cesto per i componenti dei due podi, maschili e femminili, oltre ai rispettivi trofei; bottiglie di vino e vari premi alimentari per i meritevoli (i primi tre) di ciascuna categoria, a premiare i protagonisti odierni.

Ultimo atto la premiazione delle prime tre società per numero complessivo di arrivati: vince la Amatori Putignano su Nadir on the road Putignano e Gioia Running.

La manifestazione è finita, i ringraziamenti del presidente Valente, i saluti di Paolo Liuzzi e la foto del gruppo femminile chiudono la manifestazione.

Il giudizio finale resta soggetto al suddetto problema dei ristori e della poca acqua soprattutto nei chilometri finali, mancanza alla quale - sono certo – si rimedierà per le future edizioni. Per il resto tutto si è svolto positivamente, anche se, francamente, non c’era quell’enfasi che nelle edizioni precedenti caratterizzava questa manifestazione.

Intanto, l’attesa per le prossime gare è brevissima: il 25 sono in programma due splendide manifestazioni in natura, alle Pianelle di Crispiano e a Castiglione di Conversano, peccato non poter essere presente ad entrambe…

 

Un altro morto durante una maratona, questa volta è accaduto a Londra, domenica scorsa.

Il 29enne Matt Campbell, famoso chef in patria, è crollato a terra intorno al 36° chilometro, vicino alla Tower Hill, e nonostante “l’immediato soccorso dei sanitari e il conseguente ricovero in ospedale”, come assicurano gli organizzatori, è morto alcune ore dopo.

Difficile pensare possa essere stata la temperatura, 23/25 gradi sono tanti per Londra ma pochi rispetto ad altre maratone, a cominciare dalla concomitante Padova, più realistico pensare ad un malessere del concorrente.

Matt, originario di Kendal, nel nordovest dell’Inghilterra, aveva deciso di correre la London Marathon in memoria del papà deceduto 18 mesi fa, con il quale – e con il fratello Josh - nel 2016 aveva corso la sua prima maratona. “Mio padre è stato l’uomo che più mi ha ispirato nella mia vita. Mi ha detto: so che puoi farlo e devi farlo. Così ho deciso di correre la maratona”, aveva recentemente dichiarato Campbell.

Da aggiungere che lo stesso Campbell aveva corso l’8 aprile la Greater Manchester Marathon, in 2:56:50, questa sarebbe stata la sua seconda maratona in 15 giorni…

Lo chef –maratoneta era in gara anche per raccogliere denaro per la fondazione Brathay Trust, un’associazione caritatevole che sostiene i ragazzi in difficoltà.

Campbell era famoso in Inghilterra come chef: nel 2009 era arrivato secondo - ad appena 20 anni - a Young Chef of the Year; aveva poi lavorato in ristoranti stellati Michelin; quest’anno aveva partecipato a The Masterchef: The Professionals, trasmesso dalla BBC.

“Era un uomo adorabile, di buon cuore e con i piedi per terra, credo che fosse pronto a diventare il prossimo grande innovatore nel cibo britannico. Stava compiendo un tour durante il quale ha avuto modo di ispirare molti giovani chef”, ha dichiarato Helen Hokin, la portavoce di Campbell.

"Una pessima notizia. Era intelligente, creativo e innovativo. Il mio pensiero va alla sua famiglia", il messaggio su twitter del giornalista Jay Rayner. Anche la critica Grace Dent ha espresso il suo “dolore insondabile per la perdita di un talento brillante”. 

Il 33enne keniano Eliud Kipchoge vince la 38^ London Marathon in 2h04:17: per il campione olimpico si tratta del terzo successo della carriera nella capitale britannica (2015, 2016 e 2018), come già hanno fatto il connazionale Martin Lel, il portoghese Pinto e il messicano Ceron.
E’ secondo l'etiope Tola Shura Kitata in 2h04:49, terzo l’idolo locale Mo Farah in 2h06:21, che con questo tempo diviene il recordman nazionale.
Quarto il due volte campione del mondo Abel Kirui in 2h07:07, quinto Bedan Karoki in 2h08:34, sesto Kenenisa Bekele in 2h08:53, ottavo Daniel Wanjiru, vincitore di un anno fa, in 2h10:35.

Kipchoge, alla decima maratona della carriera, coglie così il nono successo sulla distanza (gli ultimi otto consecutivi): in una giornata dal clima quasi estivo, corre in maniera regolare (dal 35° al 40° km corre a 3’ al km!), staccando man mano gli altri otto iniziali compagni di fuga. Questi i suoi passaggi intermedi: 13:48/ 5km, 28:19/ 10km, 43:05/ 15km, 57:52/ 20km, 1h01:00/ mezza maratona, 1h12:36/ 25km, 1h27:24/ 30km, 1h42:33/ 35km, 1h57:35/ 40km, 2h04:27 finale.
L’ultimo a cedere è il 22enne etiope Kitata, che ha retto con il vincitore fino al 37° km, chiudendo comunque al secondo posto e migliorando il proprio pb (2h05:50 a Francoforte in autunno) di oltre un minuto, quarta prestazione under 23 all-time.
Terzo Mo Farah, che ha ceduto ai primi due solo al 28° km, realizzando comunque il nuovo primato nazionale che apparteneva sinora a Steve Jones (2h07:13) e la terza prestazione europea della storia dietro il norvegese Moen (2h05:48) e il turco-keniano Kigen (2h06:10).

Al femminile, vittoria per la 35enne keniana Vivian Cheruiyot, che raggiunge e supera al 35° km la favorita connazionale Mary Keitany, imponendosi in 2h18:31; seconda l’altra keniana Brigid Kosgei (2h20:13, pb), terza l'etiope Tadelech Bekele (2h21:40, pb), quarta ancora una keniana, Gladys Cherono in 2h24:10, quinta Keitany, che chiude in 2h24:27. Ritirata l’etiope Tirunesh Dibaba per problemi muscolari dopo il 30° km, dopo essere stata in testa nei primi 18° km con Keitany.
La Cheruiyot (un titolo olimpico, cinque titoli mondiali, due argenti olimpici e due mondiali, un bronzo fra pista e cross) ottiene il pb sulla distanza dopo l’esordio proprio a Londra nel 2017 (quarta in 2h23:50) e la vittoria in autunno a Francoforte (2h23:35). Molto regolare la sua condotta di gara, il passaggio alla mezza in 1h08:56, la seconda parte in 1h09:35, questi i suoi passaggi: 16:15/ 5km, 32:53/ 10km, 49:18/ 15km, 1h05:31/ 20km, 1h08:56/ mezza maratona, 1h21:56/ 25km, 1h38:19/ 30km, 1h54:48/ 35km, 2h11:08/ 40km, 2h18:31 finale.
Grossa delusione per Mary Keitany che cercava il primato del mondo in gara mista (già suo è quello in gara “solo donne” in 2h17:01) e il quarto successo a Londra, come la norvegese Ingrid Kristiansen. A lungo sotto il primato mondiale di Paula Radcliffe, la Keitany ha rallentato nella seconda parte di gara, per crollare nel finale, finendo addirittura al 5° posto. 

Ultimi commenti dei lettori

Vai a inizio pagina