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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

28 aprile - La nona edizione della Sarnico Lovere Run, disputata in una giornata soleggiata mitigata dal piacevole venticello proveniente da nord, registra il successo e il nuovo record del tracciato del keniano Paul Tiongik (G.P. Parco Alpi Apuane) che si è affermato in 1h15:20, migliorando il precedente primato stabilito un anno fa da James Murithi Mburugu in 1h15:54.

Sui 25,250 km del percorso, che da Sarnico conducono a Lovere lungo il lago d’Iseo, si è assistito al grande duello appunto tra  Paul Tiongik e il ruandese Joel Maina Mwangi (ASD Dinano Sport), risolto solo nel finale, con Mwangi secondo in 1h15:30, anch’egli sotto il precedente record della gara.

Terzo il keniano Dikson Simba Nyakundi (Run2gether) in 1h15:57, seguito dal connazionale e compagno di squadra Kipkorir Birir, quarto in 1h17:23, dal ruandese Jean Baptiste (GS Orecchiella Garfagnana), quinto in 1h19:06, e da altri due keniani Kimosop Kiprono (Run’n Live), sesto in 1h19:11, ed Evans Kiprop Kiptum (Run2gether), settimo in 1h19:45.

Ottavo il primo italiano, Michele Palamini (G. Alpinistico Vertovese), in 1h21:52.

In campo femminile, netto successo della keniana Lenah Jerotich (Atletica 2005) in 1h27:06, che precede la connazionale Caroline Cherono (Athletics Kenya) seconda in 1h29:37. Per Cherono, più volte vincitrice di questa gara, la consolazione di mantenere il record della corsa in 1h26:56 fissato nel 2015 (per Jerotich il miglior secondo tempo di sempre).

Podio interamente keniano con il terzo posto completato da Mary Wangari Wanjohi (Run2geter) in 1h34:12. Quarta la prima italiana, Elisabetta Manenti (Abc Progetto Azzurri) in 1h36:19.

3043 i classificati nella competitiva, mentre 1103 liberi hanno corso la 6 km da Riva di Solto a Lovere.  

27 Aprile - Edizione insolita, la quarantaduesima, per la Rock ’n’ Roll Madrid Marathon, che per la prima volta nella storia si è corsa nella giornata di sabato per non sovrapporsi alle elezioni spagnole. 

Il 25enne keniano Reuben Kerio e la 26enne etiope Shasho Insermu sono i vincitori, rispettivamente in 2:08:18 e 2:26:24, che rappresentano i nuovi record del tracciato, facilitati anche da una giornata climaticamente perfetta (10 gradi alla partenza), che ha accolto l’evento IAAF Gold Label road race.

La gara maschile ha visto il gruppo di testa, guidato dai pacemakers – il keniano Emmanuel Bett e l’ugandese Timothy Toroitich (specialista sui cross) – condurre un ritmo costante di 3:03/km che li ha portati a superare il 10° in 30:39, con sedici atleti a condurre.
Ritmo che è aumentato nei successivi cinque chilometri, con passaggio al 15° in 45:33 e alla mezza in 1:03:54,  con Toroitich sempre a guidarli, seguito da vicino dai keniani Bernard Kiprop Koech, Kiprotich Kirui, Kipkemoi Kipsang e dall’etiope Sisay Jisa.

Quando il cronometro segna 1 ora e 19 minuti di gara, l’improvviso ritiro di Jisa, verosimilmente infortunato; successivamente, circa al 29° km, perde contatto con il gruppo di testa Eliud Barngetuny.

Ritiratosi il pacer Toroitich, Kirui prende il comando delle operazioni e i soli Kerio, Kipsang e Kiptoo riescono a reggere il suo ritmo; seguono, appaiati, lo spagnolo Javier Guerra e Nicholas Kirwa.

Il passaggio al 30° km avviene in 1:31:08, in testa sempre i suddetti quattro keniani, con la concreta possibilità di battere il record del tracciato (2:09:15 stabilito dal keniano Ezekiel Chebii nel 2014).

Al 36° km la svolta della gara: Kerio allunga deciso sui compagni di fuga, tanto che al 40° km – passaggio in 2:01:35 - ha un vantaggio di 22 secondi su Kipsang e 24 su Kirui; più staccato segue Kiptoo.

Kerio taglia trionfante il traguardo in 2:08:18, migliorando di quasi un minuto il precedente record della gara; Kipsang è secondo in 2:08:48, Kirui è terzo in 2:09:05, anche loro sotto il precedente limite, con podio tutto keniano. Quarto posto per Kiptoo in 2:10:17,  ma il pubblico spagnolo esulta per il quinto posto di Guerra, in 2:10:19.

"Sono al settimo cielo, questa è la mia prima vittoria in un evento Gold Label IAAF; se ho corso in 2.08 a Madrid, al livello del mare potrò senz’altro migliorare, spero di poter chiudere a breve una maratona in 2:05”, le parole del vincitore.

In campo femminile, guidata dal connazionale pacer Fikadu Kebede, l’etiope Shasho Insermu (PB di 2:23:28) è partita con l’obiettivo di battere il precedente limite della gara, 2:30:40 stabilito dalla keniana Valentine Kipketer un anno fa. Il passaggio al 10° km è avvenuto però in 35:41, un po’ lento, in compagnia delle connazionali Tsegaye Dejene, Beshadu Bekele, Gebeyanesh Ayele e Hemila Wortessa.

Deciso il cambio di ritmo nei successivi cinque chilometri con passaggio al 15° in 52:24 e gran vantaggio sulle tre connazionali, accompagnate da Jesús España, nel 2006 campione europeo sui 5000 metri, oramai un atleta master.

Insermu, all’11^ maratona della carriera, è passata alla mezza in 1:13:00, in ritardo di 1:15 rispetto al record ma con 20 secondi di vantaggio su Tesfaye, Bekele e Ayele.

Sempre aiutata dal pacer Kebede, Insermu ha mantenuto il proprio ritmo anche nella seconda parte di gara, notevolmente più difficile: è passata al 30° in 1:43:28, con 20 secondi di vantaggio sulla debuttante Tesfaye, mentre Bekele e Ayele finivano a 1:48.

Man mano, il distacco tra Insermu e Tesfaye è aumentato, tanto che Insermu si è imposta in 2:26:24 con un vantaggio di 41 secondi su Tesfaye (2:27:06) e miglioramento del precedente record di oltre quattro minuti. Terza Bekele, per un podio interamente etiope, in 2:32:16.

Nella Mezza Maratona vittorie per Carles Castillejo in 1:06:17 e Nuria Lugueros in 1:15:10. 

Risultati

Uomini
1 Reuben Kerio (KEN) 2:08:18
2 Kipkemoi Kipsang (KEN) 2:08:48
3 Kiprotich Kirui (KEN) 2:09:05
4 Edwin Kiptoo (KEN) 2:10:17
5 Javier Guerra (ESP) 2:10:19

Donne
1 Shaso Insermu (ETH) 2:26:24
2Fetale DejenTsegaye (ETH) 2:27:06
3 Beshadu Bekele (ETH) 2:32:16
4 Gebeyanesh Ayele (ETH) 2:35:11
5 Pauline Thitu (KEN) 2:39:08

Venerdì, 26 Aprile 2019 22:47

Conversano (BA) - 4° Castiglione Ecorun

SERVIZIO FOTOGRAFICO - 25 Aprile - Quarta edizione del Castiglione EcoRun ed ennesima differente masseria a fare da punto di ritrovo, partenza, arrivo e post gara, in una zona purtroppo sconosciuta ai più, ma rilevante dal punto di vista naturalistico e storico.

Siamo alla porte di Conversano, la Torre di Castiglione domina in tanto verde e sul lago carsico, qualcuno mi racconta che tanti segreti di natura storica nasconde questo posto, ad occhio è uno spettacolo naturale da vedere, attraversare, correre.

Ci ospita quest’anno la Masseria di Torre Castiglione, ottima l’idea di far parcheggiare le auto all’interno della struttura, certo se il terreno fosse stato meglio spianato e liberato dalle pietre, l’operazione sarebbe stata più facile e senza danni.

Nella stupenda masseria, presso i sempre caratteristici trulli, avviene il rapido disbrigo di definizione delle pratiche di iscrizione e la consegna dei premi di partecipazione. 12 euro il costo dell’iscrizione con ritiro di maglia tecnica, 8 quella senza: per chi è alla prima partecipazione ad una manifestazione del circuito regionale trail, occorre dotarsi del pettorale e chip unici per tutte le gare, al costo di 8 euro aggiuntivi.

10 euro viceversa il costo per la partecipazione alla camminata non agonistica.

Organizza la Avis in corsa Conversano, dove si fondono donazioni del sangue e sport, due ricette per vivere a lungo, come ci ricordano le simpatiche “Goccine” che cercano di sensibilizzare i più restii…

Tutti al lavoro gli organizzatori, con in testa il presidente Marino Daniele, per cercare di dare il meglio sul tracciato di 6 chilometri da ripetere due volte, con dislivello medio del 4% e dislivello positivo di 250m, tracciato che mi descriveranno davvero bello dal punto di vista paesaggistico, ma pieno di insidie, tanto che numerose sono state le cadute, con qualcuno che ha riportato contusioni e punti di sutura.

Solo due i bagni chimici posti nell’area parcheggio a fronte dei 403 iscritti Fidal, ai quali si aggiungono i tantissimi partecipanti alla non competitiva, almeno cinquecento.

Di gran livello il commento della manifestazione, affidato al sagace Paolo Liuzzi, che ha letteralmente accompagnato gli atleti per tutti i 12km del percorso.

Giornata più che primaverile, per fortuna spira un venticello che allevia questo caldo troppo improvviso ed afoso, con il corpo che ancora deve metabolizzarlo; si spera che, come da regolamento, ciascun atleta abbia provveduto alle riserve idriche, il trail si svolge in regime di autosufficienza.

Con il passare dei minuti, i partecipanti sono oramai già abbigliati per correre e provvedono al riscaldamento, in un mare di erba, papaveri e margheritine, in una sorta di stupenda tavolozza colorata. Alle 9.20 sono tutti invitati a schierarsi dietro l’arco di avvio, i giudici si prodigano per mandare gli atleti dietro la linea di via, affinché tutto avvenga nel rispetto delle regole.

Colpo di pistola di via affidato al Sindaco di Conversano, Pasquale Loiacono, qui presente in compagnia del Comandante della Polizia Urbana, Vincenzo Teofilo, e dell’assessore allo sport, Ciccio Magistà.

Il via e subito la curva a sinistra, per fortuna molto ampia, e gli atleti piano piano spariscono nel verde, riappariranno al termine del 1° giro, quando fa spavento la presenza di troppo imbucati sul percorso, come gli stessi non competitivi, con questi lenti camminatori che sfruttano la stesso tracciato e chiaramente danneggeranno e rallenteranno gli atleti più forti, già alle prese con il doppiaggio degli ultimi competitivi.

E, infatti, i più esperti di gare trail, lamenteranno innanzitutto il doppio giro, evento raro in una gara trail e per giunta nazionale e di livello trail bronze; poi, la suddetta presenza dei gruppi di camminatori sullo stesso percorso e, infine, il passaggio nella masseria, al termine del primo giro, con troppe curve pericolose, aggiungendo questo ulteriore stress a quello già tipico dei tracciati naturali.

Tracciato ottimamente segnato e segnalato, con la presenza di numerosi addetti ad indirizzare i meno lucidi; peccato per i suddetti infortuni, in una manifestazione da correre comunque sempre con gran piacere e sollievo fisico e spirituale, respirando i profumi della natura.

E i profumi e sapori sono nel gran ristoro finale: panino con salsiccia cotta alla brace, spiedino con ”bombette” cotte alla griglia, mortadella e formaggio a pezzi, vino, dolci di varia fattura; insomma, si recupera più di                 quanto si sia speso nei dodici chilometri di fatica. Ma il bello è lo stare con gli altri, mangiare in compagnia, socializzare e conoscersi di persona, quello che rende piacevolissime le domeniche dei runner.

Ma dobbiamo tornare indietro e riportare la cronaca della gara che ha visto in testa da subito Denis Greco (Atletica Tommaso Assi Trani), un atleta sempre di poche parole ma di grandi fatti, bloccato a lungo da diversi infortuni che finalmente sembrano essere alle spalle. Denis va ad imporsi nel crono finale di 43:37, precedendo il determinato Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie), secondo in 44:32, e il capace, dalla pista al trail, Antonio “Toni” Esposito (Amatori Atletica Acquaviva), terzo in 45:09.

Quarta posizione per il combattivo Giuseppe Matarrese (Maratoneti Andriesi) in 46:49, seguito dal deciso Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), che festeggia il compleanno di tre giorni primi con il quinto posto in 47:53. Bravissimo, Francesco Uva (Pedone Riccardi Bisceglie) è sesto in 48:17, seguito dal primo atleta della società organizzatrice, Vito Locaputo, settino in 48:18, e dal “pirata” Gianni Gratton (Montedoro Noci), ottavo in 48:29. Nonostante la caduta, Francesco Massari (Fiamma Olimpia Palo) è nono in 48:57, con il distinto Pierpaolo Volza (La Fenice Casamassima), decimo in 49:06.

In campo femminile, splendida gara di Marilena Brudaglio, per una doppietta tutto Tommaso Assi Trani, vittoriosa in 56:23. Da sottolineare che Greco è il tecnico di Marilena, penso non ci sia cosa più bella dell’imporsi nella stessa gara.  

Inarrestabile, partita piano, ma poi progressivamente in rimonta, Emma Delfine (Nadir on the road Putignano) è seconda in 58:28, con la risoluta Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), terza in 58:33. Sempre generosa, Valeria Cirielli (Amatori Atletica Acquaviva) è quarta in 1:00:08, davanti all’ottima Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Capurso), quinta in 1:01:31, e alla decisa Claudia Cherubini (Atletica Corriferrara), sesta in 1:02:18. Sempre grintosa, Lorenza Verdura (Gravina festina lente!), è settima in 1:03:02, seguita dalla  tenace Anna Gigante (Atletica Adelfia), ottava in 1:03:48, dall’ultramaratoneta Erica Delfine (Amatori Putignano), nona in 1:03:51, e dalla aitante Carmen Albani (Atletica Polignano), decima in 1:04:01.

338 gli arrivati, 309 gli uomini (chiude Vito Cimarrusti – Runners del Levante), 79 le donne (chiude Anna Colacicco – Atletica Polignano).

E, per una volta, mentre continuano ad arrivare i non competitivi, cominciano troppo presto le premiazioni, troppo presto perché si sta benissimo in compagnia, la giornata è fin troppo calda e da mangiare non manca!

La solita maestria di Paolo Liuzzi nel gestirle e si comincia: il palco naturale ricavato sul balconcino della masseria vede salire per primi… i due vincitori, Greco e Brudaglio, stessa società, premiati con trofeo e la canotta celebrativa (sicuramente si sarebbero aspettati anche il tradizionale cesto!)

A seguire, ecco il premio per i primi tre di ciascuna categoria: un cesto con tre vasetti di marmellate e miele e quattro succi di frutta, tutti prodotti biologici, al primo; confezione con tre vasetti di marmellate agli altri due protagonisti.

Tra le società, trionfa la Fenice Casamasima con 20 finisher, su Dof Amatori Turi (18) e Amici Strada del Tesoro Bari (17), premiati con trofeo.

Ultimo atto ufficiabile, la speciale classifica per donatori vede premiare Francesco Uva e Alessandra Ferrucci, che ritirano la coppa.

Mentre hanno luogo le estrazioni della abbinata lotteria, saluto e decido di rientrare, abbandonando un po’ a malincuore questa bella location.

Giudizio finale, tutto sommato positivo, fantastico il posto, organizzazione curata, vanno solo da definire i dettagli esposti nella narrazione, per ottimizzare il tutto.

Il keniano Abraham Kiptum, detentore del record mondiale di mezza maratona, è stato sospeso per doping, come riportato in data odierna sul sito dellla AIU (Athletics Integrity Unit), l’agenzia mondiale antidoping della IAAF, per “Use of a Prohibited Substance / Method (Article 2.2) – ABP case”. 

Al momento si deduce quindi trattarsi di irregolarità emerse dal passaporto biologico del 29enne keniano. 

Kiptum aveva migliorato il record del mondo della mezza a Valencia 2018, concludendo in 58:18 e migliorando così il 58:23 di Zersenay Tadese (nel 2010 a Lisbona). Il record mondiale era stato ratificato dalla IAAF il 6 dicembre 2018. 

Quest’anno aveva vinto la mezza di Granollers il 24 febbraio in 59:58. 

A questo punto salta anche la prevista partecipazione alla Maratona di Londra di domenica prossima, dove sperava di migliorare il suo PB, 2:05:26 nella Maratona di Amsterdam 2017 (il 2:04.16 ottenuto nell’ultima Dubai non è stato omologato, in quanto il tracciato è risultato più corto della tradizionale distanza).

21 Aprile - Jackson Kiprop scrive la storia divenendo il primo ugandese a vincere la Nagano Marathon, in Giappone, evento IAAF Bronze Label: Kiprop si afferma in 2:10:39, per soli due secondi su Deresa Geleta, ottenendo la seconda vittoria della sua carriera, dopo quella a Mumbai nel 2013 dove ottenne il PB in 2:09:32.  

Tra le donne s’impone la etiope Meskerem Hunde in 2:33:32 (PB) che precede di 14 secondi la connazionale Chala.

La gara maschile, dopo l’avvio con al comando un folto gruppo di atleti, vede notevolmente ridursi il gruppo di testa a sole sette unità al passaggio alla mezza in 1:04:59. Ulteriore riduzione a quattro atleti al passaggio al 30km, per poi divenire, superato il 35°, un duello tra Kiprorp e Geleta.  

Allo sprint, Kiprop ha la meglio su Geleta precedendolo di soli tre secondi; terzo posto per il giapponese Naoya Sakuta in 2:11:21 (PB). Kering,che vanta un PB di 2:07:11 a Parigi nel 2010, è solo quarto in 2:12:45.

La corsa femminile vede sette atlete in testa fino a metà distanza, poi ridotte a tre al 25° km: la keniana Valentine Kipketer e le due etiopi, Kebene Chala e Meskerem Hunde.

Le tre proseguono insieme fino al 35° quando Kipketer (PB di 2:23:02 ad Amsterdam nel 2013), rallenta e lascia il duo etiope che si avvia verso il successo. Negli ultimi due chilometri, Hunde comincia a staccare Chala, precedendola sul traguardo di 14 secondi. Terzo posto per Kipketer in 2:35:03.

Classifiche:

Uomini
1 Jackson Kiprop (UGA) 2:10:39
2 Deresa Geleta (ETH) 2:10:42
3 Naoya Sakuta (JPN) 2:11:21
4 Alfred Kering (KEN) 2:12:45
5 Asuka Tanaka (JPN) 2:14:35

Donne
1 Meskerem Hunde (ETH) 2:33:32
2 Kebene Chala (ETH) 2:33:46
3 Valentine Kipketer (KEN) 2:35:03
4 Pauline Wangui (KEN) 2:36:02
5 Yumiko Kinoshita (JPN) 2:36:28

Mercoledì, 24 Aprile 2019 14:42

Prato - 31^ Maratonina Città di Prato

22 aprile - Come da tradizione, il lunedì di Pasquetta si è corsa la Maratonina Città di Prato, giunta alla 31^ edizione, organizzata dall’ASD Prato Promozione. 

Giornata climaticamente soleggiata, solo il vento si è dimostrato piuttosto fastidioso in alcuni tratti, con Piazza delle Carceri completamente invasa dagli atleti, e il Castello dell’Imperatore a far da sfondo.     

E, come tradizione oramai consolidata, a farla da padroni sono stati gli atleti africani, che si sono imposti sui 717 finisher. 

Tra gli uomini, vittoria del keniano Sammy Kipngetich (Atletica Saluzzo) in 1h03’54’’, che ha preceduto i ruandesi John Hakazimana (Atletica Castello), secondo in 1h05’06’’, e Felicien Muthira (Italia Marathon Club), terzo in 1h05’45’’. Quarto l’altro keniano Philemon Kipchumba (Atl. Recanati) in 1h07’03”, sul connazionale Dennis Bosire (Atl. Dolomiti Belluno), quinto in 1h10’18”.

Primo italiano, ottavo (settimo uomo), Andi Dibra (GS Il Fiorino) in 1h13’04”.   

Tra le donne, podio interamente keniano con netto successo di Lenah Jerotich (Atletica 2005), in 1h13’02’’, settima assoluta. Seconda Caroline Cherono in 1h15’20’’, terza Vivian Jerop Kemboi (Atletica Castello) in 1h17’48’’. Quarta l’ugandese Adha Munguleya (Atl. Lammari) in 1h20’29”. 

Prima italiana Veronica Vannucci (Atl. Vinci), quinta in 1h20’49”, che si è aggiudicata anche il Trofeo Cna memorial Daniele Biffoni riservato ai primi pratesi (tra gli uomini ha vinto Andrea Brachi, de I Bradipi, 17° in 1h18'12). 

Tra i partecipanti anche il locale Sindaco, Matteo Biffoni, che ha concluso in 2h01’07”, al 557° posto. 

2500 i partecipanti totali alla manifestazione, comprese le varie non competitive e la corsa con il cane.  

 

 

20 aprile - La etiope Afera Godfay e il keniano Felix Kimutai sono i vincitori della 13^ Yellow River Estuary International Marathon (maratona dell'Estuario del Fiume Giallo), evento IAAF Gold Label road race, che si è corsa sabato scorso a Dongying, in Cina. Entrambi i vincitori hanno stabilito i nuovi record della corsa.

La maratona, che solitamente si corre a maggio, ha incontrato condizioni climatiche favorevoli, con temperatura fra i 13 e i 19 gradi ed umidità pari al 50%.

In campo femminile, la 27enne Godfay, che si è imposta in 2:22:41, ha avuto la meglio sulla favorita della vigilia, la connazionale Waganesh Mekasha, ottenendo il primo successo sulla distanza della sua carriera, migliorando il PB (di 2:23:45 stabilito a Shanghai nel 2018) e soprattutto il record del tracciato sinora appartenente a Letebrhan Haylay, qui vincitrice per due volte (con 2:24:45 nel 2018).

La corsa si è sviluppata con il gruppo di testa composto da sette atlete che è passato al 10° km in 34:05 e al 15° in 51:01. Solo dopo il passaggio alla mezza, la 27enne Mekasha, che vanta un PB di 2:22:45 stabilito a Dubai nel mese di gennaio, ha cominciato ad aumentare il ritmo, con la sola Godfay capace di rimanere con lei.  Il duo etiope ha proseguito appaiato per una decina di chilometri, ma la Godfay, in gran forma, è presto rimasta sola, andando a tagliare in traguardo in 2:22:41. Mekasha ha concluso in 2:23:19, anche lei sotto il precedente record della corsa, con la keniana Truphena Chepchirchir a completare il podio, terza in 2:27:52 (PB migliorato di 19 secondi).

Alla sua prima gara in terra cinese, il 30enne Kimutai, in fuga solitaria negli ultimi sei chilometri, si è imposto nettamente in 2:09:23, migliorando il precedente record del percorso stabilito dal connazionale Dickson Kipsang Tuwei nel 2016 con 2:09:27, e anche il PB (2:09:57, ottenuto vincendo ad Istanbul nel 2018).

Il gruppo di testa, composto da 15 uomini, è passato al 10° km in 30:49; progressivamente è andato riducendosi con 11 uomini al comando al 25°. Ma, al 31° km circa, l’allungo del marocchino Hicham Laqouahi (PB di 2:08:35 vincendo alla Oita Mainichi Marathon di Beppu in Giappone due mesi fa), riduce il gruppo di testa di altri quattro atleti. Al 35°, superato in 1:47:56, sono oramai solo quattro a comandare: Laqouahi, Kimutai, l’etiope Fikadu Kebede e l’altro keniano Dominic Ruto.

Un chilometro e mezzo e parte solitario Kimutai, che passato al 40° in 2:02:50, va a vincere esultando con l’indice puntato verso il cielo.  

Kebede (PB di 2:08:27 a Dubai a gennaio scorso) è secondo in 2:09:38, con il 28enne Ruto, terzo in 2:09:43, a soli 35 secondi dal suo PB ottenuto a Roma due anni fa.

Si gareggia anche da squalificati per doping e si vincono premi in danaro?

Sembrerebbe proprio di sì, leggendo i quotidiani keniani che hanno pubblicato una nuova incredibile notizia riguardante  Irene Jeptoo Kipchumba.

Ebbene, la Jeptoo, squalificata fino al prossimo 22 settembre (due anni) per la positività al prednisolone (un glucocorticoide appartenente alla famiglia degli ormoni steroidei molto usato per la sua ampia e potente attività antinfiammatoria), assunto per la maratona di Yuanan (Cina, 19 marzo 2017), questo  giorno di Pasqua ha gareggiato a Kuala Lumpur, nel torneo internazionale KT Tower di Turkish Airlines.

La keniana ha concluso in terza posizione in 13:05 alle spalle della connazionale Ann Njihia, prima in 12:36, e della neozelandese Danielle Nanty, seconda in 12:37, guadagnando un seppur modesto premio in danaro  (2000 ringgit, che dovrebbero essere poco meno di 500 euro).

Il caso è emerso dopo la denuncia su Facebook del manager Aman Yusof, che si è chiesto come una atleta squalificata potesse così liberamente gareggiare ed essere premiata.

A questo punto si sono interessate del caso la Federazione di Atletica keniana (AK) e l’Agenzia Antidoping (ADAK) che stanno indagando sull’accaduto.   

In particolare, il responsabile dell’Agenzia antidoping keniana, Japhter Rugut, ha ribadito che l’atleta fa parte degli atleti squalificati, imputando agli organizzatori il mancato rispetto del protocollo inerente le squalifiche internazionali per doping.

Il presidente della Federazione, Jackson Tuwei, ha promesso che seguirà personalmente il caso, anche per evitare il ripetersi di casi simili.  

 

21 aprile - Brillante vittoria per il 19enne etiope Berehanu Tsegu, con una potente volata finale, nella 14^ Yangzhou Jianzhen International Half Marathon, IAAF Gold Label road race, che si è svolta la Domenica di Pasqua nella città cinese; tra le donne si è invece imposta la 29enne keniana Perine Nengampi, con ampio distacco.  

Il diciannovenne Tsegu, nella seconda mezza maratona internazionale della sua carriera, ha staccato il keniano Moses Kibet negli ultimi 500 metri, tagliando il traguardo in 59:56, a soli quattro secondi dal record della corsa, stabilito nel 2015 dall’etiope Mosinet Geremew, qui per quattro volte vincitore, e a 15” dal suo PB, stabilito a Lisbona, dove terminò secondo, il 17 dello scorso marzo.   

La gara ha visto passare il gruppo di testa composto da venti atleti al 5° km in 14:08, per ridursi a dieci unità al passaggio al 10° km, avvenuto in 28:21. Ulteriore riduzione al 15° km, superato in 43:01, con sette corridori al comando. 

Al 17° km, il keniano John Lotiang (PB di 1:00:09 sempre a Lisbona il mese scorso) il mese scorso, ha aumentato improvvisamente il ritmo, con i soli Tsegu e Kibet che sono rimasti con lui, ottenendo presto un vantaggio di dieci secondi sugli inseguitori.

Ma proprio Lotiang ha ceduto al 19° km, lasciando i due compagni di fuga a contendersi il successo: nell’ultimo chilometro l’azione decisiva di Tsegu, con Kibet che ha chiuso a soli due secondi in 59:58, con Lotiang terzo in 1:00:22.

In campo femminile, Nengampi è riuscita ad imporsi nonostante la grande concorrenza di tante atlete con un personale al di sotto di un’ora e otto minuti, affermandosi in 1:08:04, personal best, ma soprattutto il secondo miglior tempo di sempre in questa mezza, dietro l’1:07:21 stabilito dalla connazionale Peres Jepchirchir nel 2016.

Dopo la prima parte “nascosta” in un gruppo composto da altre sette fuggitive, superata la mezza, Nengampi ha cominciato a staccarsi dalle avversarie, fino ad ottenere il vantaggio finale di quasi un minuto e mezzo.  

Secondo posto per la etiope Birhan Mhretu in 1:09:33 (PB migliorato di 53 secondi), terza ancora una etiope, Bekelech Gudeta dell'Etiopia (ottava ai Mondiali di mezza nel 2018) in 1:09:45.

20 aprile – Il 29enne keniota Asbel Kiprop, campione olimpico e tre volte iridato dei 1500, è stato squalificato per 4 anni per doping in seguito alla positività all’EPO riscontrata in un controllo a sorpresa, fuori competizione, il 27 novembre 2017 a Iten, poi confermata anche dal secondo campione.

Kiprop si è sempre professato innocente, adducendo svariate scuse, dalla produzione di un EPO naturale, dovuta agli intensi allenamenti in altura, all’accusa che i campioni prelevati fossero stati manipolati, ma la AIU (Athletics Integrity Unit) ha respinto le tesi difensive, squalificando l’atleta fino a febbraio 2022. Si attende ora il ricorso al TAS.

Asbel Kiprop aveva vinto l’oro ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 sui 1500 dopo la squalifica per doping di Rachid Ramzi. In più vanta tre titoli iridati, sempre sui 1500, nel 2011, nel 2013 e nel 2015.
   

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