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Mar 10, 2019 1299volte

Brescia, 17° Brescia Art Marathon

Arrivo insieme, ma distaccati di 6 secondi... Arrivo insieme, ma distaccati di 6 secondi... D. Gianaroli - R. Mandelli

10 marzo - In una bella giornata di fresco sole primaverile (sui 17/18 gradi), sono stati confermati sostanzialmente i dati di partecipazione dell’anno scorso: 820 arrivati (4 in più rispetto al 2018), e aumento consistente nelle gare più brevi: 1781 nella mezza maratona (rispetto ai 1655 dell’anno passato), 863 nei 10 km competitivi contro i 719 del 2018.

Vincitore assoluto l’ugandese Philip Kiplimo con il tempo, decisamente non memorabile, di 2 ore 19’ 02’’, davanti al keniano James Kipleting Corir (2h 20’ 13’’) e all’etiope Mulu Alemneh Alem (2h 24’ 05’’). Primo italiano il quarto, Marco Ferrari dell’Atletica Paratico, con 2h 33’ 41.

Tra le donne ha vinto Vitalyne Jemalyo Kibii (Kenia, 2h 32’ 08’’), seguita da Megertu Tafa Megersa (Etiopia, 2h 36’ 07’’) e da Hanna Kumlin (Svezia 2h 56’ 06’’). Anche qui, prima italiana è la quarta assoluta, Greta Manenti, un soffio sotto le 3 ore.

Nella mezza, i vincitori sono Massimo Leonardi (1h 11' 37”, due minuti sul secondo) e Monica Baccanelli (1h 24' 22'', quattro minuti su Greta Pizzolato).

Va detto che il percorso era tutt’altro che piatto (il mio Gps, oltre ad attestare una distanza complessiva superiore di circa 300 metri a quella dichiarata, dice di 200 metri di dislivello superati); e, non so per i primi, ma sicuramente per il gruppone il traffico automobilistico con cui abbiamo spesso convissuto non ha aiutato. Intendiamoci: strade chiuse per i primi 10 km circa, poi è cominciato qualche tratto con auto separate da noi solo mediante qualche ometto posto a terra; costante il traffico in attesa nelle numerose rotatorie, e ogni tanto abbiamo avuto qualche auto che ci sorpassava. Una maratona internazionale non dovrebbe permettere questo.

Poi, ai top runners non interessa, un po’ di più a noi che giriamo l’Europa alla ricerca di sensazioni: il percorso è decisamente brutto (perfino Aligi Vandelli, il supermaratoneta  che ne fa una alla settimana e ha sperimentato il peggio offerto dal mercato italico, mi diceva in corsa che questa Brescia non gli piace “neanche un po’”). Si chiama “Art Marathon”, ma di arte ne abbiamo vista ben poca, a parte gli ultimi 2 km in centro storico quando però era più opportuno stare attenti ai cubetti di porfido nelle strade: per il resto, aldilà di attraversamenti di quartieri industriali cadenti (mi chiedevo se non sarebbe più opportuno abbattere certi muri pericolanti di fabbriche anziché puntellarli con pali di acciaio), o periferie caratterizzate da supermercati, le poche volte che abbiamo respirato aria sana sono state tra i km 10-15 (zona di Cellatica, dove un cartello ammoniva che “è vietato contrattare e concordare prestazioni sessuali”)  e 30-37, nella zona di Caionvico, dove si arrivava però dopo un enorme svincolo stradale.

Peccato, perché altre cose sono sicuramente positive: la disponibilità di parcheggi, ben segnalati, nelle adiacenze del ritrovo; la meravigliosa metropolitana bresciana (inaugurata nel 2013, ultimo atto del sindaco uscente Paroli) che a un prezzo irrisorio ci trasporta dall’arrivo alla partenza e dove vogliamo (biglietto unico da € 1,40 per tutto il giorno); l’efficiente zona di consegna pettorali, dotata persino di caffè e dolci gratuiti – e per fortuna l’orario terroristico di consegna dei bagagli ai camion, delle ore 8,30, è stato largamente disatteso-. E i molti pacer, addirittura quattro gruppi tra le 3:40 e le 4:15.

Altre cose mi hanno convinto meno: la mancanza di bicchieri a due ristori, le vasche per intingere le spugne mai alimentate da acqua corrente e dunque progressivamente malsane, o sparite del tutto. Una curiosità della classifica (minima, se riguardasse solo me: ma chi ci garantisce sul resto?) è che mi vedo distanziato sul tempo lordo di 6” da Paolino Malavasi, mio compaesano e rivale decennale, con cui oggi abbiamo scelto la non belligeranza arrivando mano nella mano. Secondo i chip o chi li ha trascritti / 'accoppiati', eravamo a 20 metri l'uno dall'altro.

Ero stato a questa maratona in una delle prime edizioni (20 marzo 2005, sotto gli auspici del leggendario Beppe Togni), e ricordavo un tracciato extraurbano, nella zona sud della provincia, sicuramente più arioso. E gli arrivati furono 709, non molti meno che adesso. Oggi, devo se non altro elogiare il lavoro dei numerosissimi addetti che (coi vigili)  sorvegliavano gli incroci e le rotonde,  non potendo però fare a meno di lasciar passare le auto negli interstizi dei nostri passaggi (per fortuna che era una “giornata ecologica”).

Nota di merito anche per le docce, vicino alla zona di partenza (santa metropolitana!), e caldissime ancora quando ci siamo arrivati noi delle ultime schiere. Dentro, si discuteva della lunghezza effettiva della corsa: il più benevolo asseriva  200 metri in più, altri arrivavano a 500. Sappiamo tutti che i nostri orologini non hanno autorevolezza: eppure, parecchi cartelli intermedi erano sballati, anche di un centinaio di metri, né ho mai visto sull'asfalto i prescritti 'chiodi' piantati in corrispondenza almeno dei 5/10/15 ecc.

Medaglia tra le più brutte nella storia della maratona mondiale: un lato vuoto, l’altro lato con sei parole, cinque delle quali inglesi (Brescia Art Marathon – Run this race; peccato che "Brescia" non sia stata tradotta in inglese, facciamo Brixieland?). Sarà che il dottor Rosa, ispiratore di questa gara, è più di là (intendo nell'Africa anglofona) che di qua, ma se si spera con cinque parole inglesi (o con l'altro motto "Brescia makes your run") di catturare i podisti  esteri, mi sa che sbagliate metodo. Vi ricordate come è finito Barbolini da Carpi col suo gemellaggio con Londra?

Pacco gara accettabile (maglietta, calze, qualche alimentare, e un paio d’etti di depliant): il major sponsor Bossoni lancia il suo trofeo di mezza maratona che oltre a quella odierna comprenderà le mezze di Orzinuovi e la nostra vecchia conoscenza di Cremona. Mentre le eminenze grigie del Follow Your Passion insistono per proporci quattro giorni di seguito a Chia in Sardegna, poi a Monza (dove, dicono i malevoli, manca solo la corsa nei sacchi), a Bari e a un’altra mezza di Milano a fine novembre. Non è un reato offrire corse podistiche con lo scopo precipuo di far soldi; spetta a noi se mettere questi depliant nel nostro cassetto dei desideri o nel cassonetto del trash.

Informazioni aggiuntive

Fonte Classifica: tds-live.it

9 commenti

  • Link al commento Martedì, 12 Marzo 2019 15:00 inviato da Gabriele

    L'articolo è severo ma giusto; fa un quadro oggettivo di quella che è la Maratona di Brescia. Qualcuno può non condividerlo per motivi di entusiasmo, o amicizia, ma quello che è scritto rispetta la realtà. Se poi si tiene conto che la Maratona è alla sua 17ma edizione e alle spalle c'è un nome importante come quello del Dottor Gabriele Rosa, che sicuramente nella sua lunghissima carriera ha avuto la possibilità di "rubare" i trucchi del mestiere dalle numerosissime maratone viste e vissute in prima persona, l'articolo risulta più che veritiero e la Brescia Marathon emerge per quello che realmente è: una gara con pro e contro, che dopo 17 anni non è riuscita a crescere considerevolmente, nonostante le 3 distanze, e che non ha ancora saputo organizzare quelle che sono le basi (spugnaggi, traffico etc.) Ma dall'altro lato ha comunque alcuni aspetti positivi. Mi permetto di aggiungere che alla consegna pettorali, sabato mattina, purtroppo c'erano volontari non informatissimi e alla mia richiesta di alcune info (parcheggio e metro) mi è stato risposto :"Non lo so".

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  • Link al commento Lunedì, 11 Marzo 2019 22:07 inviato da Gianluca

    Un percorso emozionante in una giornata piena di luce e colori. Un percorso dove esprimere il proprio carattere conoscendo Brescia e i suoi dintorni.
    Ho corso la mezza maratona e ho trovato accoglienza, disponibilità, professionalità dal ritiro al pacco gara alla consegna della medaglia.
    Ristori ricchissimi, euforia alle stelle.
    Un arrivo emozionante nel centro della monumentale Brescia. Servizi di trasporto pubblico eccellenti e ampi parcheggi per le auto.
    Insomma una gara stupenda in una cornice sobria e maestosa.
    Grazie a chi ha organizzato tutto questo spettacolo.
    Tornerò a correrla...ma la prossima volta la 42Km

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  • Link al commento Lunedì, 11 Marzo 2019 18:04 inviato da mario vasta

    ho scritto DMS ... volevo scrivere DOMS ( delayed onset muscle soreness)

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  • Link al commento Lunedì, 11 Marzo 2019 17:58 inviato da mario vasta

    Mi sembra che l' editoriale sulla maratona di Brescia ( di Fabio Marri) faccia trapelare un particolare livore dello scrivente ( forse ancora i DMS lo attanagliano?) che non mi sembra giustificato. Se vogliamo cercare criticità le troviamo ovunque... io mi dovrei lamentare dei numerosi km percorsi a piedi x arrivare alla partenza della maratona di NY o di aver inciampato sugli abiti abbandonati in partenza dai podisti prima di me o di esser stato svegliato troppo presto x la navetta? I commenti sulla distanza e dislivelli sono "ridicoli": il GPS di chi ha scritto non è infallibile e lo sappiamo tutti ( x inciso il mio ha dato 100 metri in meno!). Una maratona va giudicata globalmente ed in questo caso per me, e per le numerose persone con cui ho avuto modo di commentare, è stata ben organizzata e si è svolta in maniera piacevole ed allegra per chi l' ha corsa con il giusto spirito. Dal ritiro borse ai ristori, spugnaggi e assistenza al traffico sul percorso ho visto visi sorridenti e disponibili e non solo competenti! Qualche occasionale inconveniente , tipo auto indisciplinata, può capitare, ma un pò di tolleranza e di buon senso fa superare anche questo, nella maratona e nella vita! Io ho vissuto una giornata piena di sorrisi, persone felici, scorci di altruismo impagabili ( persone che spingevano carrozzine di disabili per consentire anche a loro di godere dall' interno questa bella giornata di umanità e di sport) . Questo mi rimarrà nel cuore e mi spiace che questi sentimenti non abbiano toccato quello di chi ha scritto l' articolo.

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  • Link al commento Lunedì, 11 Marzo 2019 17:06 inviato da Mark

    Beh dai...200m di dislivello su 42km, direi proprio che è piatto, sono solo 5m al km... :-)
    Anche 200/500m in più di lunghezza sono più che normali (forse anche pochi) su 42km di corsa: impossibile tenere sempre la linea ideale, soprattutto in partenza.
    Giuro che per le spugne, non ho visto mai, forse a causa della mia scarsa esperienza, che fossero "alimentate" da acqua corrente.
    Sul resto non discuto, ma posso comprendere il fastidio di dover condividere il percorso con le auto.

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  • Link al commento Lunedì, 11 Marzo 2019 12:40 inviato da giovanna

    L'articolo mi sembra estremamente severo. La Maratona di Brescia non avrà un percorso mozzafiato ma sinceramente mi pare che in Italia ve ne siano molte con tracciati non troppo esaltanti, anzi.
    Per quanto riguarda poi il fatto di chiamarsi Art dovrebbe documentarsi meglio essendo una tre giorni di musica, arte, cinema legati alla maratona, alle ultra ecc.
    Non mi pare che esistano maratone in Italia che si svolgano tutte in centro storico (magari mi sbaglio).
    Per quanto riguarda lo spugnaggio non mi sembra che i punti dove sono collocati anche in altre gare sparse per l'Italia vi siano delle fontane per bagnare le spugne ma le solite bacinelle di acqua.
    Si è dimenticato di fare una menzione al fatto che è una delle maratone molto legata al sociale e la cosa straordinaria era vedere quel fiume di persone che spingevano le carrozzine portare gioia anche a chi non sta bene e questo mi sembra sia una cosa straordinaria.
    Per quanto riguarda la medaglia può piacere o non piacere ho medaglie di alcune gare che sono veramente ridicole ma mai mi sono permessa di criticarle anzi sono infilate al muro con tutte le altre con orgoglio perchè per me correre è gioia e non polemica.
    Un'ultima cosa, guardi la medaglia della maratona di Milano nota delle scritte in inglese?!
    Grazie e buone corse

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  • Link al commento Lunedì, 11 Marzo 2019 12:08 inviato da FMr

    Tutte le maratone sono feste dello sport, e Brescia non ha fatto eccezione. Certo che alla 17^ edizione si potrebbe sapere quanti bicchieri mettere ai ristori (devo dire che al primo ce n'erano fin troppi, su moltissimi tavoli, e gli ultimi restavano non sfruttati).
    Ho scritto anch'io che la zona tra i 10 e i 15 km (comune alla mezza) era la più bella, anche per chi sapeva riconoscere le vecchie cascine ora inglobate nel tessuto urbano; ma quella tra il 15 e il 25 era abbastanza orribile, nelle periferie commerciali ed ex industriali di Brescia, e soprattutto in mezzo al traffico. Certamente le nostre città non sono Chicago o New York, dove anche i grattacieli fanno spettacolo, o Roma o Firenze o Venezia dove ogni metro è monumentale; però in altre maratone italiane ci è stato regalato un po' più di centri storici, di piazze eleganti, di chiese ecc., e un po' meno di rotatorie o vialoni rettilinei a quattro corsie, dove eravamo pregati di accomodarci sulle piste ciclabili. Curioso anche un avant-indrè di 300 metri in una stradetta anonima di periferia verso il km 30, come se in centro a Brescia non ci fossero tante piazze attorno a cui girare.
    In ogni caso, vi ringrazio per gli aggiustamenti: le vostre opinioni hanno lo stesso valore della mia!

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  • Link al commento Lunedì, 11 Marzo 2019 09:59 inviato da Roberta C.

    Premetto che è la prima volta che faccio questa mezza maratona a Brescia ma il percorso non mi è sembrato così brutto anzi (forse perchè vengo da Milano) in certi passaggi (10k-15k) mi sembrava di esser molto a contatto con la natura .... Sicuramente ha detto delle verità sui ristori da migliorare ....

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  • Link al commento Lunedì, 11 Marzo 2019 07:50 inviato da Emilio

    troppo severo !
    è vero la maratona di Brescia deve crescere ma, prima di tutto è la festa dello sport e dell’ amicizia .
    cordiali saluti .
    Emilio .

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