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Giu 18, 2019 950volte

Massafra (TA) - 3^ Dreherrun

I vincitori sul podio I vincitori sul podio Foto Roberto Annoscia

16 Giugno - Una festa, una grande festa all’insegna della corsa e della buona birra alla porte di Massafra, sulla statale 100: per il terzo anno consecutivo, si è disputata la Dreherrun, simpaticissima gara nell’omonimo stabilimento, sempre più gradita dai podisti pugliesi.

Ad organizzare la Marathon Massafra, che in collaborazione con la direzione dello stabilimento, offre da subito ogni genere di confort ai podisti convenuti, dal parcheggio interno ai bagni chimici, alla comoda e rapida distribuzione dei pettorali e chip, al ricco pacco gara, contenente maglia tecnica celebrativa e una serie di gadget Dreher, oltre i soliti prodotti alimentari (6 euro il costo d’iscrizione).

Sempre splendida l’accoglienza da parte di tutti i soci della Marathon, a cominciare dalla solare presidentessa Tundra Chiaradia, che hanno una parola, una pacca, un sorriso per ciascun “ospite”.

Giornata estiva, davvero da mare o da ombra, non certamente ideale per correre: ma il cuore dei podisti, inteso sia come organo vitale che come forza interiore, è più forte di tutto, ed eccoli allora a gareggiare sotto questo scatenato sole, con temperature infernali.  

Presenta la manifestazione Michele Cuoco: il caldo gli fa senz’altro bene, visto che si dimostrerà vivace e gioioso nella precisa cronaca dell’evento.

In collaborazione con il valido gruppo dei Giudici della sezione di Taranto, operano gli addetti di Cronogare, particolarmente attenti nel controllo e nella compilazione delle classifiche, classifiche pronte all’istante.

Partenza anticipata intelligentemente alle 8.45 per guadagnare tempo sul caldo e sul temuto passaggio a livello che blocca anche i podisti… Cambiato anche il tracciato, anzi cambiato due volte, perché il primo progetto avrebbe portato i corridori ad impegnare marginalmente la suddetta Statale: l’intervento della Questura, a soli due giorni dalla gara, ha bocciato il tracciato per motivi di sicurezza, costringendo gli organizzatori a fare i salti mortali per inventarne uno nuovo. E così l’idea di portare i podisti subito fuori, correndo i primi tre chilometri nelle strade fuori lo stabilimento, per poi rientrare ed impegnarsi in quasi tre giri interni.
Soluzione difficile e pericolosa per controlli, doppiaggi, spazi, ma alla fine l’unica possibile nella speranza che tutti funzioni al meglio.

Piacevole anche la musica diffusa dalle casse acustiche, con il passare dei minuti gli atleti si schierano ordinatamente dietro la linea di via, 440 gli iscritti Fidal, un centinaio i liberi, pronti a correre e a soffrire!  
Tutto pronto, in perfetto orario ecco il via, lungo il corteo con in testa da subito l’ottimo Francesco Caliandro, finalmente ripresosi; dietro, in fondo, anche gente al passo.

I primi tre chilometri fuori dalla fabbrica, con l’iniziale discesa, poi il piano e la salitella per rientrare nello stabilimento, dove comincia il primo giro e tutto funziona a meraviglia; già nel secondo giro cominciano i problemi con la difficoltà per i primi nel superare chi va piano, tradizionalmente schierato in gruppo. Ma è nell’ultimo giro, il secondo per i meno veloci, che si verificano problemi, con alcuni atleti che seguono i primi e si ritrovano sul traguardo con un giro in meno…

Non leggibilissima la scritta che indica la direzione a seconda del giro, non particolarmente attento l’addetto posto in quel punto nel “guidare” gli atleti, fatto sta che diversi corridori sbagliano direzione, accorciano e non si ritrovano in classifica, non avendo corso la giusta distanza, pari sostanzialmente a 9500 metri.       

Per fortuna, intelligenza e spirito sportivo hanno la meglio: anche chi è rimasto danneggiato rinuncia subito alla polemica, comprendendo le difficoltà degli organizzatori, che si scusano prontamente; una buona birra analcolica al limone permette poi di dissetarsi e di calmarsi ulteriormente, e la festa continua in maniera brillante.

E a brillare è soprattutto lui, Francesco Caliandro, francavillese tesserato per la Dynamyk Fitness di Palo del Colle, cognome nobile dell’atletica italiana, che sembra aver messo da parte guai ed interventi, e va ad imporsi in 31:58, subentrando nell’albo d’oro a Mino Albanese, vincitore delle prime due edizioni.
Molto bravo, Antonio Amodeo, calabrese della Marathon CS, è secondo in 33:26, seguito da Francesco Minischetti (Runnng People Noicattaro), in costante evoluzione, terzo in 34:02.
Di rilievo anche la gara di Pietro Torroni (Futurathletic Team Apulia), quarto in 34:19, davanti al buon Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle), quinto in 34:23, e all’energico Michele Monterisi (Runners Team Colleferro), sesto in 35:00. Dalla pista alla strada in meno di 24h, ecco Cosimo De Mito (Amatori Cisternino) chiudere settimo in 35:09, a precedere il caro Marco Calò (Montedoro Noci), tornato in Puglia per il weekend, ottavo in 35:30, e al combattivo Vito Scarcella (Atletica Amatori Brindisi), nono in 36:16, quattro secondi prima di Fabio Portesani (Nadir on the road Putignano), sempre deciso, decimo in 36:20.

Al femminile mi piace commentare il successo di Francesca De Sanctis, termolese tesserata per l’Atletica Casone Noceto, una serie incredibile di infortuni e disavventure varie: taglia il traguardo in 37:54 e può finalmente festeggiare. Secondo posto per Ilenia Colucci (Alteratletica Locorotondo) in 39:42, terzo per Marisa Russo, che difende i colori del team organizzatore, al traguardo in 42:13.

Classifica femminile che registra poi il quarto posto della tenace Mariangela Di Lena (Nuova Atletica Laterza) in 43:25 sulla validissima Angela Ricci (Crispiano Marathon Club), quinta in 43:25, seguita dalla giovanissima Rosa Avvantaggiato (Podistica Taras), sesta in 44:03, e dalla determinata Vincenza Falcetta (Gymnasium San Pancrazio Salentino), settima in 44:03. L’imperterrita Maria Pompea Bruno (Team Francavilla) è ottava in 45:17, a precedere la brava Palma Lapadula (Polisport Ciclo Club Fasano), nona in 45:29, la biondissima Alessandra De Luca (Ostuni Runner’s), decima in 46:03, e la combattiva Fabiana Sonnante (Crispiano Marathon), undicesima in 46.45.

342 i classificati: evito questa volta la citazione degli ultimi, stante il disagio nel conteggio dei giri.

Tanta goduria, invece, al ristoro finale, con birra analcolica al limone (la cosiddetta "Radler") a volontà, gelato, albicocche e acqua, il tutto in quantità industriale, senza limiti…

Ma mentre ancora si mangia e si beve, è il momento della cerimonia di premiazione, alla presenza della direttrice dello stabilimento, l’ottima e simpaticissima Alina Taru, di alcuni suoi stretti collaboratori e dell’assessore allo sport del Comune di Massafra, Maria Cristina Ricci.
Si parte chiaramente dai vincitori, Caliandro e De Sanctis, premiati con trofeo, birra e ombrellone, telo mare e tanti altri premi, tutti rigorosamente Dreher. A seguire i meritevoli delle varie categorie per fascia di età, tanta birra e regali vari per tutti, nessuno può dirsi scontento. E, per chiudere, le prime tre società per numero cumulativo di arrivati: ospitalmente eliminatasi la Marathon Massafra, vince il Team Francavilla con 17 arrivati su Podistica Carosino (15) e Athletic Team Palagiano (13).

La foto di gruppo degli organizzatori, il saluto di Michele Cuoco, e la Dreherrun rimanda già alla prossima edizione, la quarta, i podisti hanno già voglia di tornare ... e di fiumi di birra…

Chiudo con il tradizionale giudizio personale: gara davvero ben organizzata, piacevole, peccato il cambio di percorso dell’ultimo istante che ha portato poi all’errore di alcuni, quasi inevitabile quando ci sono più giri. Ma la presidentessa Tundra ci ha “messo subito la faccia”, si è scusata pubblicamente con tutti, i podisti hanno capito e torneranno, perché questa manifestazione, particolare, estiva e con tante bollicine merita davvero!   

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