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Rodolfo Lollini

Rodolfo Lollini

E’ caduto il velo sul nuovo tracciato del Trofeo Montestella che abbandona il centro scolastico di via Natta ed i relativi tratti su strada pubblica per passare ad una soluzione tutta verde. Ne parliamo col direttore della gara, Paolo Nobili, molto concentrato sugli ultimi preparativi, prima di domenica 27 Ottobre: “Il tracciato della 17^ Edizione del Trofeo Montestella - Memorial Cristina Lena è nuovissimo e completamente immerso nel verde del parco di Trenno, ma praticamente tutto su fondo asfaltato.
Il primo giro è più breve, fino all'altezza dello storico Milan War Cemetery, onde evitare possibili doppiaggi. Nella seconda tornata gli atleti si spingeranno fino all'estremità meridionale del parco, lambendo il confine con la via Novara, per poi costeggiare il trotter e l'Ippodromo La Maura, su un rettifilo dove sarà possibile scatenare tutti i cavalli prima dell'eccitante fase finale. Ringrazio il fotografo Roberto Mandelli per questa splendida panoramica orientata Sud-Nord, che rende bene l’idea. Preciso solo che quello che vedete è un disegno di massima, se volete tutti i dettagli potete cliccare qui. In ogni caso, non preoccupatevi, pensate solo a correre e divertirvi. Il percorso sarà ben indicato e presidiato. Arrivederci a tutti a domenica 27 Ottobre al Centro US Viscontini, in via Ferdinando Giorgi 10 – Milano. Partenza alle 9, ora solare. Ricordo a tutti che nella notte tra sabato e domenica si riportano indietro le lancette di un ora e quindi arriveremo tutti più riposati”

A qualche giorno dall’impresa di Eliud Kipchoge a Vienna, vorremmo tornare sulla corsa di sabato con un commento, sebbene non autorizzati da tutti, perché ad esempio Orlando Pizzolato, sul suo profilo facebook scrive: “…credo che sulla sua impresa possano esprimersi con diritto solo coloro che sanno cosa vuol dire correre al ritmo che ha corso lui per 42km”. Io purtroppo ho corso proprio lo stesso giorno un 200 metri, peraltro in gara minore, ma ufficiale. Ed il ritmo è stato praticamente lo stesso. Quindi mi mancherebbero ancora 42 chilometri. Però scarsi... Ciononostante, mi avventurerò in questo scritto.

Il migliore e il primo a poterci provare. Che a nostro opinabile avviso, Kipchoge sia il più bravo in circolazione e forse il miglior maratoneta di tutti i tempi, lo sosteniamo, crono e palmares alla mano, da tempi non sospetti, come potete leggere in questo pezzo dell’anno scorso. Quindi se c’era qualcuno in giro che avesse il “diritto” di provarci era proprio lui.

Entusiasmante. Anche lo spettacolo è stato molto interessante e coinvolgente. Dalla location scelta, alla cornice di pubblico, passando per il perfetto balletto dei cambi terminando, in ordine d’importanza crescente, per la prestazione atletica, condita da uno stile impeccabile. Di lepri, scie ed altro parleremo dopo, ma in assoluto pensiamo di aver assistito a due ore entusiasmanti per chi ama la corsa.

Incontrollato. Qui veniamo alle dolenti note. Mentre almeno a Monza, durante il primo tentativo nel 2017, la gara si era svolta sotto l’egida della FIDAL e con Giudici presenti, qui temiamo non ci sia stata neanche l’ombra di IAAF, Federazioni o quantomeno di un ente terzo a controllare. Abbiamo navigato su tutto il sito https://www.ineos159challenge.com/ per trovare qualche riscontro, ma senza successo. Quindi niente giudici, niente controllo antidoping, nessuna omologazione del percorso, con successivo ricontrollo della distanza quando si verifica un record. Niente di niente. Per carità, siamo tutti onesti, tutti garantisti, tutti in buonafede, ma quando la figura del controllore e del controllato si fondono, noi non ci sentiamo a nostro agio. 

Incomparabile. E’ possibile comparare questa impresa con il record mondiale di 2h01’39”, peraltro detenuto dallo stesso Kipchoge? Assolutamente no e non solo per la mancanza di giudici, ma per le stesse irregolarità che avevano invalidato la prova di Monza: un esercito di lepri che si alternavano davanti e poi si riposavano a bordo pista, una vettura con il cronometro probabilmente troppo vicina, indicazione laser del ritmo da seguire, rifornimenti volanti e di sicuro ci siamo dimenticati qualcos’altro. 

Irripetibile. In assenza di regole e di controllo, la prova risulterà irripetibile. Certamente Kipchoge o altri, insieme al munifico sponsor, possono riprovarci, anche se probabilmente il keniano nel 2020 è più interessato al bis olimpico. Il problema è che senza regole e controllori, chi non ci dice che la prossima volta l’auto cronometro, ma anche frangivento, non stia un metro più vicina? Che al posto di 41 lepri (35 più riserve) in squadre di 7 non si passi a 80? Che invece di partire da un cavalcavia su un ponte, guadagnando di sicuro qualcosa rispetto alla piatta Monza, non si parta da più in alto. Magari si riprova a Torino, partiamo da Superga e ci spariamo 300 metri abbondanti di dislivello. E non provate ad evocare regole non scritte e nemmeno controllate sabato scorso.

1h59’40”: entusiasmante, incontrollato, incomparabile, irripetibile.

Festa dell’atletica sabato 12 ottobre a Carate Brianza (MB), in occasione 8° Miglio Memorial Gino Riva. Decima ed ultima tappa della 17^ edizione del Club del Miglio, prima delle premiazioni e gare-passerella fuori classifica, previste per il successivo sabato 19 Ottobre al Miglio di Milano.

Come da tradizione, il campo sportivo in via XXV Aprile è stato invaso da tantissimi giovani ed entusiasti mini-atleti che si sono misurati sulle varie distanze. Dai 201,2 metri dell’ottavo di miglio (Esordienti C) a salire ai 400 (Esordienti A e B) e 1000 metri (Ragazzi e Cadetti). Segnaliamo nei 1000 metri Cadetti il 3’30”60 di Chiara Testa (Multisport Cantù) ed il 2’50”68 di Paolo Cascade (Fanfulla), mentre a livello Ragazzi i migliori crono sulla stessa distanza sono stati: 3’15”88 di Virginia Mutti (Pro Patria Milano) e 3’12”98 di Andrea Zanetto dei Daini Carate, la società locale.

Complimenti ai padroni di casa per la perfetta organizzazione comprensiva di un ottimo timing, premiazioni incluse. Cerimonia che ha visto presenti Eleonora Frigerio, Assessore allo Sport del Comune di Carate Brianza e Sergio Ottolina. Per i più giovani ricordiamo che l’azzurro ha disputato ben quattro finali olimpiche e conquistò un bronzo agli europei del 1962 sui 200 metri. Distanza di cui è stato anche recordman europeo con 20”4 nel 1964, quando le piste erano in terra battuta…

Ottolina ha ovviamente premiato i duecentisti, specialità inserita nel programma insieme al salto in alto, nell’ambito della quarta ed ultima tappa del concorso “Oltre al Miglio c’è di più”, gemellato con il “Club del Miglio”. A questo proposito, anche se siamo un sito dedicato al fondo ed al mezzofondo, ci permettiamo di segnalare il sedicenne Alberto Murari dell’Atletica Adige che ha saltato 2,01 e fallito di un soffio quota 2,05. Speriamo di risentirlo nominare in futuro.

Nel miglio la manche elite ha visto in azione Mattia Moretti. Il carabiniere ha messo tutti in fila col tempo di 4’24”70, mentre tra le donne miglior crono di giornata per Lara Pellicoro, la Junior della Bracco Atletica che ha chiuso in 5’11”68. Per ogni dettaglio troverete qui il link con le classifiche FIDAL.

In merito alle classifiche finali del Club vi daremo conto in un articolo dedicato, per il momento arrivederci a sabato prossimo, ricordando che il Miglio di Milano è aperto a tutti, anche con batterie non competitive o per chi non ha disputato le tappe del Club del Miglio.

Domenica 13 ottobre si è nuovamente celebrata quella festa della corsa che si chiama DJ Ten, giunta alla sua 15^ edizione. Formula collaudatissima con le due opzioni sui 5 e 10 chilometri e tanta gente che magari corre una sola gara, se possiamo chiamarla così, all’anno. A questo proposito, invece d’inserire una foto dell’edizione 2019, con la marea di magliette verdi che ha invaso Milano, torniamo all’edizione in azzurro un anno indietro. Ecco l’emblematica foto della prima fila alla partenza 2018: tante belle ragazze sorridenti, il cui vero obiettivo è quello di essere fotografate, qualche improbabile atleta ed un paio di runner “seri”, ai due estremi. Quello a destra è serissimo. L’unico a cui sembra importante concentrarsi, partire bene, piazzarsi meglio e fare un buon tempo.
La DJ è così, prendere o lasciare: un evento. L’aggettivo "agonistico" non è tra i più indicati per descriverla. Sono tutti lì, felici di pagare tra i 18 ed i 20 euro.

Ne parliamo con un testimone oculare, Maurizio Di Girolamo, atleta del Gruppo Sportivo La Michetta, grande amante della fotografia e che sta realizzando un progetto fotografico legato alle due anime del podismo (ma di questo parleremo in futuro in un articolo interamente dedicato). Senior categoria SM55, con alle spalle 14 maratone e moltissime mezze, essendo fermo per acciacchi ha svolto servizio d’ordine all’incrocio di via Mengoni: “E’ andato tutto bene. Dopo le tre ondate per la dieci, alle 10.45 circa è partita la DJFive. E’ impressionante notare come praticamente tutti indossassero la maglietta ufficiale della corsa. Perché lo chiede Linus? Forse, ma in realtà a tutti piace identificarsi con la corsa. Anche perché non essendo una gara FIDAL non ci sono obblighi di nessun genere nei confronti della federazione o del club di appartenenza, per chi è tesserato. Ma vedevi anche, alle lunghe file al metal detector, come la gente non ci pensasse, anche se aspettava il doppio dei tempi di attesa in fila alla Posta. Al mio varco tutto tranquillo, si è lamentata solo una comitiva di russi ed alcuni fedeli diretti al Duomo per la Messa domenicale. Volevano attraversare il percorso. Per ritornare alle differenze con le gare “tradizionali”, nella 5 chilometri c’erano moltissime famiglie con carrozzine, bambini e cani al seguito. In percentuali altissime rispetto al solito.”

Percorso glamour tra Duomo, San Babila e quadrilatero della moda, Brera, Sempione, City Life Tre Torri per terminare all’Arena Civica, unica struttura in grado di ospitare la massa dei partecipanti alla dieci km. Già che ci siamo, parliamo di numeri. 19859 arrivati per la dieci (erano stati 23088 nel 2018) e 9613 per la cinque (9545), per un totale di 29472 finisher, con un saldo negativo di 3161 unità, circa il 10% rispetto all’anno scorso. Senza nulla togliere al successo della manifestazione ed ai suoi numeri elevati, dopo una continua crescita anche la DJ milanese forse comincia a risentire del trend negativo che peraltro sta toccando le singole gare di running da ormai qualche anno.
Questo anche per completezza ed esattezza d’informazione, in quanto già sappiamo che la stragrande maggioranza dei media parlerà della "carica dei quarantamila".

Concludiamo ricordando il convitato di pietra a questa festa del running, o meglio il non invitato, in quanto il Presidente Gianni Mauri (e con lui la FIDAL Lombardia) non ci sembra persona minacciosa. A differenza di quanto accade per esempio per la DJ Ten a Roma, qui la FIDAL non la vogliono tenere in considerazione.
Per chi fosse interessato, su questo tema abbiamo dedicato un articolo che potete leggere cliccando qui.

Domenica scorsa a Doha si è conclusa la 17^ edizione dei campionati mondiali di atletica che hanno visto gli azzurri salire sul podio appena una volta, per merito di Eleonora Giorgi sui 50 chilometri di marcia. Grazie a questo bronzo quantomeno siamo inclusi nel medagliere, sebbene in 31^ posizione, ma per cercare di fare un bilancio più oggettivo e comprensivo delle prove degli azzurri non medagliati, ci affidamo al “Placing Table” della IAAF, ovvero la tabella che raccoglie tutti i piazzamenti per disciplina dal 1° fino all’8° posto, assegnando 8 punti per l’oro, 7 per l’argento e via via scendendo fino ad 1 punto per l’8° posto, come ad esempio quello conquistato da Crippa sui 10000 metri.

In questa classifica, dominata dagli USA con 310 punti, con la bellezza di 16 punti l’Italia si trova al 26° posto, in compagnia di Svizzera e Bahamas… Una posizione di rincalzo e che ormai ci appartiene da anni. Finiti i bei tempi della prima edizione dei mondiali ad Helsinki, dove avevamo raccolto 43 punti grazie anche all’oro di Cova sui 10000, l’argento della 4x100 uomini ed il bronzo di Mennea sui 200, oltre a tanti altri piazzamenti di prestigio che ci avevano proiettato all’8° posto tra le nazioni.

Quello che vedete nel grafico, preparato in esclusiva per i lettori di Podisti.net, è l’evoluzione dei punti conquistati dall’Italia in tutte le edizioni dei mondiali e l’inesorabile declino, complice certo una globalizzazione dell’atletica, ma anche per nostro demerito.

Nello scorso secolo eravamo fissi nella top ten, poi siamo passati alla fascia tra il decimo ed il ventesimo posto. Pechino 2015 ha ufficializzato lo scivolamento oltre la ventesima posizione del ranking, Londra 2017 oltre la trentesima. Speriamo che il 26° posto di Doha non sia un “rimbalzo”, per usare un termine dei borsisti quando registrano un rialzo di breve durata nel contesto di una continua fase discendente.

Spesso le conferenze stampa sono momenti un po’ noiosi ed invece lunedì 7 Ottobre la presentazione del Miglio di Milano è stata piacevole quanto interessante. Padrona di casa a Palazzo Marino, nella sala Brigida, non poteva che essere l’Assessore al Turismo, Sport e Qualità della vita, Roberta Guaineri. Grande sportiva a cui è stato consegnato il pettorale numero 1609, la lunghezza in metri di un miglio e che ha ribadito l’interesse dell’amministrazione per questi avvenimenti che mescolano cultura, sport, solidarietà alla bellezza del semplice stare insieme. Non a caso il motto della manifestazione, ben in vista sulle magliette commemorative è RUN.LIVE.SMILE con il simpatico gioco di parole e colori tra smile ovvero sorridere e mile, miglio.

Il moderatore Luca della Porta ha poi lasciato al parola agli organizzatori della Havas ed in particolare a Federico Fantini che ha descritto come si svilupperà il pomeriggio del 19/10 prossimo venturo. Si correrà su di un tracciato che partendo dall’Arco della Pace e toccando il Parco Sempione, terminerà in Piazza Castello. Ci saranno batterie destinate alle corse con i cani (DOGSMILE), sfide tra università, come nella tradizione anglosassone su questa distanza. Sfide a staffetta tra famiglie con 3 o 4 elementi a passarsi il testimone (FA-MIGLIO). Gare tra colleghi di azienda per non dimenticare l’aspetto corporate. Si passerà poi ad altre manche per non competitivi in un crescendo rossiniano che porterà ai migliori atleti master italiani, vincitori delle varie categorie del Club del Miglio a sfidarsi fra loro in una gara passerella, a preludio della premiazione del circuito sul palco davanti al Castello Sforzesco.

Gran finale con una manche elite, per la quale i nominativi sono ancora top-secret. Camillo Franchi Scarselli di Atleticom, patron del Miglio di Roma e responsabile dell’ingaggio dei top runner, non si è voluto sbilanciare. I mondiali a Doha erano terminati solo da un giorno. Più loquace nel descrivere il miglio romano, gemellato con Milano e che da quattro anni si disputa sulla velocissima via del Corso che guarda caso è lunga proprio 1609 metri. La corsa capitolina che ripercorre un’antica tradizione cominciata nel 1472 e durata quattro secoli, è attualmente il miglio più veloce d’Europa grazie al tempo di 3’54”80 stabilito dal keniano Melly lo scorso 12 maggio.

Assente giustificato il presidente FIDAL Lombardia Gianni Mauri che non ha voluto far mancare un suo messaggio di plauso alla manifestazione.

Si è chiuso con l’ambassador della gara, quel Genny Di Napoli che ancora oggi è il primatista italiano e che è ritornato sui suoi record, sulle tante vittorie ed anche sulle sconfitte, ricordando le sue dodici esperienze al miglio di New York dove veniva pagato in contanti da tale Donald Trump. Di Napoli preparerà la gara insieme ad un gruppo di ragazzini, riscaldandosi con loro e correndo con loro una batteria. Partendo per ultimo e cercando di raggiungere tutti i partecipanti.

Chiudiamo sottolineando che per ogni iscrizione, 2 euro saranno donati alla ONLUS Fondazione Francesca Rava a sostegno del loro ospedale pediatrico ad Haiti dove assistono migliaia e migliaia di bambini. Il loro stand sarà presente nel villaggio così come quello dell’associazione ADES, Diabete e Solidarietà dove sarà possibile effettuare gratuitamente uno screening e un controllo glicemico. Verifica più che mai opportuna se si pensa che in Italia circa un milione di persone è malata di diabete senza saperlo.

Domenica, 06 Ottobre 2019 23:49

Chiavenna (SO) - 3° Miglio della Brisaola

E’ sempre bello correre a Chiavenna, sulla pista azzurra come il cielo e tutta circondata da una gradevolissima cornice di montagne. Situazione insolita per chi arriva dal centro della pianura padana. Il centro sportivo sito in Piazza Falcone e Borsellino è come al solito preso d’assalto da tanti ragazzi che si divertono su distanze più brevi. Per i senior, prima dei classici 1609 metri, sono previste due gare “alternative”, nell’ambito del circuito “Oltre al Miglio c’è di più”, gemellato col Club del Miglio. Questa volta ci si poteva cimentare sui 400 metri ed il salto in lungo. Unico neo meteorologico, un forte vento che ha disturbato le gare di salto e poi, aumentando la sua intensità, ha letteralmente sferzato i mezzofondisti. Praticamente si correva in salita sul rettilineo opposto alle tribune e specialmente sulla seconda curva. Ma i padroni di casa del GP Valchiavenna sono stati come sempre impeccabili organizzatori ed anche generosi con tutti, partecipanti e premiati che hanno portato a casa gustose leccornie locali.

Venendo ai risultati, nei 1000 metri ragazze la migliore è Sofia Sidenius con 3’18”12, mentre nelle cadette è Elisa Rovedatti con 3’14”14. Tra i ragazzi Daniele Ciaponi con 2’57”59. Per i cadetti Tommaso Bonetta in 2’52”12. Nel lungo Dario Pensa, Allievo classe 2003, sigla la migliore misura con 5,62m. Sui 400m Diana Secchi è la migliore con 1’03”98 e Raffaele Saraceni in 54”80 tra i maschi

Nel Miglio,  prima della classe, come a Segrate, è l'allieva classe 2002 Sara Gandolfi con 5’30”78. La miglior prestazione cronometrica in assoluto è stata appannaggio di Cristian Menghi che ha dominato la serie Elite maschile in 4’34’’18, precedendo Luca Molteni e l’immarcescibile SM45 Riccardo Lerda.  I risultati in dettaglio, seppur ufficiosi in quanto dal sito facebook Club del Miglio, li trovate qui

Sentenze definitive sabato prossimo, 12 Ottobre a Carate Brianza (MB), dove i Daini ospiteranno il 7° Miglio “Memorial Gino Riva”, mentre il 19 ci sarà la passerella e le premiazioni del circuito, in occasione del Miglio di Milano che si correrà  sull’affascinante tracciato tra l’Arco della Pace ed il Castello Sforzesco.

Con grande prontezza e precisione, il collega Lorenzini ci ha informato della squalifica per 4 anni da parte dell’agenzia antidoping americana (U.S.A.D.A.) a carico di Alberto Salazar, personaggio quantomeno chiacchierato fin dai tempi della sua carriera di atleta.

Salazar, non è un allenatore qualsiasi, anzi fino all’altro giorno si poteva tranquillamente sostenere che fosse il migliore, quello con maggior successi, stante la lunghissima lista di atleti che seguiva. Lunga ma soprattutto prestigiosa. A partire dal quattro volte campione olimpico, il britannico Mo Farah, per passare ai top maratoneti USA Galen Rupp e Kara Goucher, fino a Sifan Hassan, l’olandese fresca campionessa mondiale a Doha sui 10000 metri.

Lasciando sempre valida la presunzione d’innocenza ed attendendo l’esito finale dei vari gradi di giudizio, permetteteci di prevedere che alla fine dell’iter la condanna venga confermata.

A questo punto ci auguriamo vivamente che la storia non finisca così, in quanto se l’allenatore promuoveva certe pratiche è chiaro che lo faceva con degli atleti. Molto probabilmente i suoi atleti. Verosimilmente con i migliori. Perché va bene tutto, però se proprio devo rischiare qualcosa, lo faccio per un risultato. Altrimenti mi brucio per dopare un amatore?!? Ammesso e non concesso che ce ne siano tra i runner della sua scuderia targata Nike Oregon Project, con il colosso americano pronto a prendere le distanze dalla vicenda.

Quindi attendiamo di conoscere i nomi. Vediamo già che in rete alcuni tifosi di questo o quell’atleta hanno cominciato a scrivere che no, tizio non è allenato da Salazar. Ma se lo è stato un anno fa, i termini della questione non cambiano, una volta stabiliti modi e periodi. Per esempio la Goucher lo ha lasciato nel 2011, se non andiamo errati. Altri però molto più recentemente, forse sentendo puzza di bruciato?

In caso contrario, questa vicenda diventerebbe un’altra Operacion Puerto dell’atletica, ovvero un grande scandalo che avrebbe coinvolto una sessantina di ciclisti, probabilmente le squadre dei migliori oltre a sportivi di altre discipline. Ripetiamo, un grande scandalo quello del dottore spagnolo non solo per la notizia in se ma per i risultati della vicenda. Perché dal 2006 ad oggi non siano state mai analizzate le sacche di sangue “trattate” e che avrebbero portato con grande facilità ai loro proprietari.

Fuori i nomi degli atleti dopati da Salazar.

Giovedì, 03 Ottobre 2019 16:06

Perdere la gara per colpa di un tamponamento!

Domenica scorsa, 29 Settembre, si è svolta la 4^ Edizione della Mezza Maratona di Sondrio. Bella festa in una giornata soleggiata, nuovo primato cronometrico, record di presenze con più di seicento arrivati tra la gara principale ed una 10 chilometri.

http://podisti.net/index.php/cronache/item/4967-mezza-di-sondrio-tiongik-scaraventato-a-terra-vince-nyakundi.html

Tutto bene insomma? No, non esattamente, in quanto all’arrivo della maratonina è successo il fattaccio. A contendersi la vittoria finale erano restati due keniani, Paul Tiongik (GP Parco Alpi Apuane) e Dickson Simba Nyakundi (Run2gheter), con il primo atleta che ormai aveva preso un vantaggio dall’avversario, a pochi metri dal traguardo. Con le due freccie keniane lanciate ad almeno 25 all’ora verso il nastro d’arrivo, cosa succede? Avviene che sul tracciato ci sono altri corridori, peraltro nel loro pieno diritto, in quanto stanno terminando la loro fatica sui 10 chilometri. Non è colpa loro se per coprire quella distanza impiegano più o meno lo stesso tempo dei primi della maratonina. Uno di loro è in mezzo alla strada e decide di farsi da parte. Peccato che Tiongik scelga proprio quel lato per sorpassarlo. Il risultato è un violento tamponamento che fa cadere rovinosamente il leader della corsa a pochi metri da una sicura vittoria. Ne approfitta Dickson Simba Nyakundi per transitare in prima posizione in 1h03’01”. Il povero Tiongik si rialzerà e passerà il traguardo dopo 27”.

 

Pur comprendendo il desiderio degli organizzatori di proporre più gare in menù, è evidente come sarebbe stato opportuno avere arrivi separati per le due gare. Oppure stabilire un tempo limite di un’ora per l’altra gara. O costringere gli ultimi arrivati della 10 chilometri ad incanalarsi in un corridoio all’arrivo, oppure avere qualche responsabile più pronto di spirito in zona traguardo che bloccasse questi amatori...
In caso contrario, suggeriamo per la prossima edizione d’inserire nel pacco gara un modulo per la constatazione amichevole in caso d’incidente stradale…

A sole due tappe dalla conclusione del circuito nei prossimi due sabati 5 e 12 Ottobre, ecco un'attenta analisi della situazione nelle varie classifiche di categoria, affidata al maggiore esperto della materia, ovvero Roberto Matteucci, a cui lasciamo la parola.

"La tappa segratese dello scorso 21 Settembre ha emesso alcuni verdetti sull’esito finale della stagione e più di un miler ha ottime ragioni per sorridere già prima delle ultime due prove su pista di Chiavenna e Carate pregustando la passerella finale al Parco Sempione, nell’ambito del Miglio di Milano.  

Licia Bombelli, Paola Cagliani e Francesca Caldarulo sono già campionesse 2019 in pectore, mentre Sara Gandolfi avrà bisogno di almeno un’altra partecipazione per mettersi al collo la medaglia d’oro.
Nelle altre categorie, Joanna Drelicharz, Eva Volpari e Rosanna Rossi appaiono nettamente favorite sulle rispettive contendenti: le tre rappresentanti dell’Athletic Team Sabrina Leombruno, Alessandra Beretta e Rosa Di Sabato contano soprattutto sulla costante partecipazione alle gare, ma il gioco degli scarti sembra poter risultare alla fine penalizzante.

In campo maschile, sono già certi della vittoria Pietro Matteucci, Antonio Basso, Ivan Doniselli, Francesco Merisio e Nini Bombelli: per loro un sorriso contenuto, avendo già da tempo sbaragliato il campo nelle categorie di appartenenza.
Se al decano del Club Pietro Ferrari basterà essere presente ad entrambe le prove mancanti per tornare sul gradino più alto del podio fra gli over 80, leggermente più ingarbugliata la situazione nelle categorie SM75, SM70 e SM60 con Enzo Capuzzo, Rodolfo Rencurosi e Giuseppe Lazzari che possono contare su una confortante superiorità nei confronti degli immediati inseguitori, ma dovranno partecipare alle prove di Chiavenna e Carate per presentarsi da vincitori sul podio milanese.
Bei duelli invece nelle categorie SM65, nella quale Luigi Campini avrà a che fare con due avversari agguerriti come Emilio Lazzaroni e Giovanni Galmarini, SM45, con l’arrembante Marcello Vena in caccia del capoclassifica Claudio Terraneo, ma soprattutto Elite, con Giovanni Mancinelli, Luigi Porritiello e Michele Lucchini tutti in corsa per il primo posto senza peraltro avere la certezza del posto sul podio, visto che Johnatan Roggeband può artigliare una medaglia in extremis.
L’unica vera certezza è che chi avrà la pazienza di seguire le ultime fasi della stagione si divertirà e che il 19 ottobre al Parco Sempione (NdR: in occasione del Miglio di Milano) ci sarà una vera e propria sfilata di sorridenti trionfatori del Club del Miglio 2019".

 

 

Le gare al massacro che stanno caratterizzando i Mondiali di Doha ci spingono a lanciare una proposta alternativa, almeno per quanto riguarda le specialità “no-stadia”, in quanto all’interno dell’impianto un minimo di condizionamento della temperatura è presente. Lo facciamo partendo dal presupposto che questa volta siamo il Quatar, ma capiterà ancora in Bahrein, Dubai ed altri stati limitrofi, ugualmente caldi e danarosi. Adesso immagino stiate pensando che basterebbe non andare più in quell’inferno, ma è inutile provare ad opporsi a questa logica. Se può essere di magra consolazione, anche in altre discipline non regna il buonsenso meteorologico. Guardate cosa è successo ai mondiali di ciclismo, evento che il bulimico calendario della bici ha ormai spinto in autunno. Dove si sono svolti settimana scorsa? Nello Yorkshire, dove ha piovuto per tutto il tempo della manifestazione. Piovuto? In Inghilterra? Che strano. Col risultato di gare a cronometro falsate da pozzanghere simili a laghi. Idem per quelle in linea. Domenica quella maschile è stata praticamente ad eliminazione, malgrado la distanza fosse stata leggermente ridotta.

Tutto ciò premesso, onde evitare le stragi registrate nella marcia e nella maratona femminile a Doha, ed in attesa del massacro finale su quella maschile, ci domandiamo se per il futuro, quando si tornerà da queste parti, non sia possibile tracciare un percorso al coperto, esterno all’impianto. Un largo corridoio da circa un chilometro al di fuori dello stadio. Un anello non necessariamente troppo grande e quindi per questo motivo facilmente condizionabile a temperature accettabili.

La maratona potrebbe partire dallo stadio, e dopo un certo numero di giri in pista, per esempio cinque, ma potrebbero essere anche di più, uscire dall’impianto per introdursi nel “corridoio”. A questo punto il gruppo sarebbe già sufficientemente sgranato. Gli atleti poi ritornerebbero nell’anello dello stadio ogni chilometro/giro. Per gli spettatori sarebbe così possibile seguire in diretta lo svolgimento della gara, comodamente seduti al loro posto, come se si trattasse di un gran premio automobilistico. Le telecamere del corridoio potrebbero assicurare la ripresa diretta dei concorrenti mentre corrono fuori dello stadio. Problema doppiaggi? Perché, sui 10000 metri o sui 5000 non ce ne sono?  La stessa formula potrebbe essere utilizzata per 20 e 50 chilometri di marcia. All’interno dello stadio si potrebbero nel frattempo disputare le gare di lanci o salti senza interferenze con le corse e al tempo stesso garantendo uno spettacolo continuo ed interessante. Il passaggio all’interno dell’impianto garantirebbe anche l’aspetto outdoor della gara. Agli ambientalisti giustamente preoccupati per lo spreco energetico relativo al raffreddamento del pistino esterno, credo si possa facilmente rispondere che con dei pannelli solari sarebbe abbastanza semplice ottenere un condizionamento da energie rinnovabili. I costi, quando ci sono di mezzo gli sceicchi, sono l’ultimo dei problemi.  Cosa ne pensate?

Domenica, 29 Settembre 2019 23:08

Mezza maratona del VCO: arrivederci al 2020

Dopo anni di onorato servizio, la Mezza Maratona del VCO non è stata disputata. Ecco un riassunto del comunicato firmato dal Sindaco del Comune Gravellona Toce, Gianni Morandi, dal Presidente dell'A.S.D. Gravellona Toce, Gian Carlo Ferrario, e dal Presidente dello Sport PRO-MOTION A.S.D. Paolo Ottone, che danno l'arrivederci al 2020.

 "Buongiorno a tutti, a seguito dell’incontro pubblico dove si è discusso del futuro della manifestazione in oggetto e dove la società Sportiva Sport PRO-MOTION A.S.D. ha espresso il reale interesse ad organizzare questo evento, è seguito un incontro dove hanno preso parte le tre parti firmatarie di questo comunicato stampa. In quest’occasione son state discusse le basi per il futuro di questa manifestazione giunta alla sua 23^ edizione; di comune accordo si è deciso che la soluzione più logica ed in grado di dare un futuro certo sia quella di affidarla a Sport PRO-MOTION A.S.D., società sportiva che organizza i più grandi eventi sportivi della Provincia del VCO.

Il progetto vedrà un periodo di avvicinamento alla 24^ edizione che si terrà in autunno 2020, percorso che prevede alcune iniziative che avranno l’obbiettivo di riportare questa storica gara podistica ai numeri del passato.

Si passerà da una rivisitazione dell’immagine, da un piano di promozione in Italia ed all’estero e soprattutto da molti accorgimenti che mireranno ad aumentare i numeri dei partecipanti e del pubblico.

L’ A.S.D. Gravellona Toce affiancherà gli organizzatori per garantire il supporto tecnico-organizzativo necessario ed il Comune di Gravellona Toce sarà a supporto per tutti gli aspetti legati alla messa a disposizione delle aree, delle strutture, e dei permessi necessari per l’evento.

Giancarlo Ferrario: “L’ A.S.D. Gravellona Toce, che già collabora attivamente con le manifestazioni organizzate da Sport PRO-MOTION A.S.D., ritiene che la Mezza Maratona Del VCO  possa beneficiare dell’esperienza organizzativa di questa società sportiva che da tantissimi anni gestisce eventi di alto livello. Paolo ed il suo gruppo di lavoro sono persone che saranno capaci di mettere in campo tutta la loro professionalità per portare avanti una gara podistica che è stata il primo evento podistico di massa nel VCO e che merita un grande futuro”.

Gianni Morandi: “La nostra amministrazione, pur prendendo atto con rammarico dell’impossibilità di organizzare la competizione anche per l’edizione 2019, condivide e sostiene la decisione della società gravellonese A.S.D. Gravellona di affidare alla Sport PRO-MOTION A.S.D. la responsabilità di organizzare le prossime edizione della prestigiosa manifestazione. Siamo sicuri che dalla collaborazione di queste importanti realtà, l’edizione numero 24 che si terrà nel 2020 sarà la prima di una lunga serie di nuove edizioni che avranno nuovo slancio, nuovo entusiasmo e faranno nuovamente crescere la partecipazione  e il successo di quella che è sempre stata nota per essere una delle gare meglio organizzate in Italia. Il nostro supporto sarà garantito”.

Paolo Ottone: “Per poter rilanciare un evento che merita di ritornare ad alto livello e per poter mettere in atto tutte le novità che abbiamo in mente insieme ai piani promo-pubblicitari, ci vogliono tempi tecnici che a sei mesi dall’ipotetica data 2019 non ci sono. Preferiamo quindi lavorare da subito per poter presentare l’edizione 2020 a settembre in concomitanza all’apertura delle iscrizioni. Ci sembra questa la via più professionale per poter gestire questo delicato passaggio”.

 

Avete presente quando un amico Vi chiama per proporre una gara che non avete mai fatto? E Voi rispondete che forse non è il caso, ma alla fine, per il quieto vivere, ci andate… Ecco, a Jonathan Busby è successa una cosa simile, peccato che a chiamarlo non sia stato un conoscente, ma i dirigenti della federazione di atletica di Aruba e la gara erano i 5000 metri mondiali a Doha, ieri 27 Settembre.

Se pensate che Aruba sia solo un dominio e-mail e trovate strano che un suo rappresentante possa disputare dei campionati mondiali, siete in ottima compagnia. Invece no, Aruba è una stato indipendente. Un’isoletta ex colonia olandese nel Mar delle Antille.

Sfruttando la wild card offerta dalla IAAF, Jonathan può schierarsi al via, sebbene non abbia conseguito il crono minimo di qualificazione. Anzi, per essere precisi, senza aver alcun tempo sulla distanza registrato in stagione… Per il trentatreenne è un massacro. E vorrei vedere Voi se andaste a fare un 5000 ed in batteria Vi trovaste con tutti quei califfoni in gara. C’è anche il nostro Crippa che peraltro fa la stessa fine di Busby, eliminato pure lui. Al ritorno a casa Jonathan potra dire che si, è stato eliminato, ma è stato sfortunato perché è finito in una brutta manche. Pensate che non ce l’ha fatta nemmeno Yeman, ;-)

La storia però non finisce qui. E’ adesso che viene il bello. Busby in gara va in crisi. Complice l’emozione, un inizio troppo veloce ed il clima da sauna di Doha. Però non è in ultima posizione, dietro c’è un collega. Probabilmente anche lui non è lì per meriti tecnici, ma solo per consentire alla IAAF di piantare un’altra bandierina-stato sulla torta di questi mondiali. Si tratta di Braima Sunclar Dabó, proveniente dalla Guinea Bissau. Busby all’ultimo giro crolla e si accascia sulla pista, disidratato e quasi incosciente. Il buon samaritano Dabò però non lo sorpassa. Potrebbe far finta di nulla, evitando l’ultima posizione. Invece si ferma e lo sorregge, accompagnandolo per i 250 lunghissimi metri che mancano al traguardo.

La scena manda in delirio il pubblico del Khalifa Stadium e consente a Busby di chiudere insieme a Dabó in 18’10” e qualche centesimo, tempo che non gli avrebbe consentito di vincere nemmeno un campionato regionale master nelle categorie dove i concorrenti cominciano ad avere i capelli bianchi. Prima di crollare al suolo, da buon tapascione, Busby ferma il cronometro del suo GPS. Verrà squalificato, ma è già entrato, insieme a Dabó, nella storia dell’atletica.

Domenica scorsa 22 Settembre, ho partecipato alla DJ100, evento ciclistico con partenza da Milano, zona velodromo Vigorelli, per rimanere in tema. Percorso velocissimo che portava a Castano Primo, si proseguiva in direzione Abbiategrasso per poi tornare a Milano, coprendo appunto 100 chilometri. Per quel poco che capisco di questo sport, ancora meno che di running, il che è tutto dire, si è trattato di una manifestazione molto ben organizzata. Pensate che il tracciato era presidiato con traffico praticamente bloccato ad ogni incrocio o semaforo. Peraltro ho notato che in città gli automobilisti non fanno discriminazioni tra runner o amanti della bicicletta. Quando vengono bloccati esprimono il loro disappunto con analogo vigore ;-).

Immagino che a questo punto alcuni di Voi abbiano interrotto la lettura per verificare se podisti.net avesse cambiato nome in ciclisti.net. State tranquilli, non è così ed ora cercherò di arrivare al punto. Per partecipare e divertirmi in questa gara, ho dovuto presentare i dati relativi al mio tesseramento presso la FCI, la Federazione Ciclistica Italiana. In caso contrario avrei dovuto fare una specie di tesseramento giornaliero, come avveniva anche per la FIDAL nell’era pre Runcard. In tutti i casi la manifestazione era sotto l’egida della FCI. La stessa cosa succede quando Radio DJ organizza gare di Triathlon. Anche in questo caso mi risulta che la FiTri sia pienamente coinvolta.

Come ricorderete, prima di occuparsi anche di altre discipline, la grande passione per lo sport del DJ Linus è partita con il running. Le prime DJ Ten riguardavano appunto delle corse da dieci chilometri a Milano poi abbinate all’opzione sui cinque che col passare del tempo sono state replicate con successo in altre città in tutta la penisola.

Da qualche anno a questa parte, la FIDAL, almeno a Milano, è stata completamente tagliata fuori. Non conosciamo il motivo di questa “scomunica”, che ai nostri occhi appare ancora più strana, alla luce della costante collaborazione della DJ con FCI e FiTri. Noi pensiamo sia un vero peccato, in quanto insieme alla parte più ludica e non competitiva, ci sono anche tanti agonisti che partecipano.

Ormai per la DJ Ten, programmata nel capoluogo lombardo per il prossimo 13 Ottobre, è troppo tardi. Sarebbe bello che per il 2020 anche la FIDAL fosse nuovamente coinvolta in questa giornata milanese di festa della corsa. Anche perché, a ben guardare e senza alcuna intenzione polemica, ad esempio la DJ Ten romana, prevista il 24 Novembre prossimo venturo, avrà anche l’opzione agonistica FIDAL. Se questo articolo potesse contribuire, seppure in minima parte, a riaprire la collaborazione tra FIDAL Lombardia ed un organizzatore di grande successo come DJ Linus, ne saremmo lieti.

Le prime edizioni sono spesso causa di preoccupazione per gli organizzatori e sinonimo di problemi per i partecipanti. Invece sabato pomeriggio 21 settembre 2019 a Segrate (MI) è filato tutto per il verso giusto in occasione del 1° Miglio di Segrate, 8^ prova del Club del Miglio 2019 che ripartiva dopo la sosta estiva. Naufragata l’opzione Saini, chiuso per lavori di manutenzione, la gara ha trovato asilo presso la Scuola Leopardi.

Molto meglio così, anche perchè il contemporaneo concerto di Jovanotti a Linate avrebbe comportato non pochi problemi agli atleti per raggiungere il centro sportivo Saini, in quanto molte strade erano state chiuse al traffico.

L’Atletica Segrate, con la collaborazione del Comune di Segrate, presso la struttura scolastica ha messo a disposizione ampi spazi, spogliatoi con docce e tutta la logistica necessaria. Organizzazione curata nei minimi particolari tanto che chi Vi scrive è riuscito anche a recuperare il suo GPS, malgrado lo avesse seminato negli spogliatoi.

Il tracciato partiva dalla piccola pista in cemento da 200 metri della scuola che andava percorsa per due volte. Si usciva poi nel parco per un anello dal fondo misto tra sterrato, erba e lastricato. Ripetuto due volte anche il giro esterno, si rientrava e sprintava per un’ottantina di metri scarsi, fino alla linea di partenza.

Dopo il solito gioioso prologo su distanze ridotte riservato ai più giovani, si è passati ai senior. Bella la manche femminile, vissuta sul duello tra la classe 2002 Sara Gandolfi (Atletica GISA) che ha prevalso in 5’25”38 su Joanna Drelicharz (Atletica Lonato), vera star SF40 tanto da essere stata invitata per una batteria master di ottimo livello anche al recente Golden Gala di Roma. Terza classificata Eva Volpari dell’Atletica Arvedi.

Gare maschili altrettanto divertenti e combattute. Nella prima (da SM65 a salire) arrivo mozzafiato tra Emilio Lazzaroni (Ambrosiana) e Giovanni Galmarini (Gallaratese) che hanno lottato gomito a gomito. Vittoria del primo per una manciata di centesimi. Il miglior crono della giornata è stato conseguito da Simone Zago (Atletica Stramilano) con 4’58”14. Per tutti i dettagli potete trovare i risultati cliccando qui.

Ora, dopo una sosta nel prossimo weekend, partirà la rumba degli ultimi appuntamenti, uno dietro l’altro, ma attenzione perché saranno tre e non due. Dopo le tappe a Chiavenna (SO) il 5 Ottobre e a Carate Brianza (MB) il 12, il Club effettuerà le premiazioni del circuito il 19 Ottobre a Milano, in occasione del Miglio di Milano. Gara che avrà luogo nella prestigiosa cornice del centro cittadino, tra l’Arco della Pace ed il Castello Sforzesco. Per il momento ci fermiamo qui, ma ritorneremo sull’argomento. Intanto per favore segnate anche questa data col circolino rosso sul Vostro calendario.

Lunedì, 23 Settembre 2019 11:14

Mugello trafficato ma bello

Borgo S. Lorenzo (FI) - Si è svolta ieri, domenica 22 Settembre, la Maratona del Mugello, gara che vanta una buona tradizione, essendo giunta alla sua edizione numero 46. Andiamo subito al risultato tecnico con la vittoria di Carmine Buccilli dell’Atletica Santa Marinella in 2h2838”, con largo margine su Abdelilah Dakhchoune (GS Maiano) e Matteo Lucchese (AVIS Castel San Pietro) giunti ad oltre 13 minuti.
Quinta assoluta e prima tra le donne Federica Moroni (Golden Club Rimini) che ha chiuso in 2h55’17”. Anche qui ben distanziate le prime avversarie, ovvero Sonia Ceretto (Maratoneti Tigullio) in 3h20’06” e Marta Doko (GS Lamone i 3h 37’ 41”.
Per tradizione, il programma della manifestazione offre sempre anche un'altra opzione, la cui distanza nel corso degli anni è variata dalla maratona alla mezza, diciamo così, abbondante. Per il 2019 fissata in 24 chilometri. Numeri pressoché gemelli di partecipanti, in quanto a concludere la gara sono stati 264 agonisti in maratona e 263 nel percorso più breve (vinto da Massimo Mei in 1h25'14 e da Teresa D'Amico in 1h 53'08).

Tra questi ultimi abbiamo intervistato una nostra vecchia conoscenza, Armando Bertolasi (2h 26'43), buon maratoneta emiliano che ha già viaggiato e corso con Podisti.net a Boston: “La gara mi è piaciuta molto. Ho trovato un po’ di saliscendi che mi sarà utile visto che sto preparandomi alla trasferta ad Atene. Percorso piacevole, panorami sempre belli. Il tracciato è presidiato ad ogni incrocio dai volontari che hanno fatto un ottimo lavoro. Peccato che si corra su strade aperte al traffico ed infatti mi è capitato di vedere anche qualche faccia-a-faccia poco piacevole tra concorrenti ed automobilisti, fortunatamente senza conseguenze. Alla fine mi sono gustato un ottimo ristoro e fatto la doccia presso una vicina struttura,  servita anche da un servizio navetta, per i più stanchi. Ottimo lungo, solo un appunto, i chilometri in realtà erano 25 abbondanti, ma va bene così. Ci ritornerò”.

Martedì, 17 Settembre 2019 17:26

Le Survivor cross diventano vere Series!

Difficile parlare di cross quando il termometro è sopra i 30 gradi e gli allenamenti diventano delle saune, ma oggi siamo in compagnia di Stefano Longo ovvero mister Survivor Series e siamo curiosi di saperne di più su questa manifestazione che ha esordito nel 2018. Per chi non le conosce, puoi descriverle brevemente?

Grazie Rodolfo. Anche in questo 2019, dopo il favorevole debutto dello scorso anno, siamo più carichi che mai e vogliamo rivoluzionare il mondo della corsa campestre italiana. Il format su quattro turni ad eliminazione è confermatissimo, con una prima fase a cronometro e tre a batterie tra quarti di finale, semifinali e finale, assieme però a tantissime novità che vi sveleremo nei prossimi mesi.

Cominciamo segnalando quella più importante di tutte

Come dice il nome Survivor Series, plurale, da quest’anno non ci sarà più un solo evento Survivor, bensì quattro, e non sarà organizzato solo su suolo lombardo, ma l’innovativo format sbarcherà anche “oltre confine”. Oltre alla tappa inaugurale di Busto Arsizio (VA), la manifestazione esordirà anche in Veneto ed in Emilia Romagna, nel tentativo di coinvolgere quanti più atleti possibili da regioni diverse e di innalzare il livello della manifestazione. Verrà quindi creato un circuito con tre tappe di qualificazione e una finale, per aggiungere ancora più interesse ad una manifestazione che già nella tappa inaugurale ha dimostrato quanto il format piaccia a tutti, atleti, tecnici e pubblico.

Come sarà stilata la classifica?

Ogni tappa assegnerà dei punti, da 1 per la partecipazione a 50 per il vincitore. Per la finale questi punteggi verranno raddoppiati, dando di conseguenza maggior importanza al risultato raggiunto nell’ultimo evento della stagione. La finale sarà aperta a tutti, ma per poter partecipare all’assegnazione del titolo sarà necessario aver preso parte almeno ad una tappa di qualificazione. Non è quindi scontato che il vincitore delle Survivor Series 2019 sarà lo stesso atleta che si aggiudicherà la finale.

In quali date si correrà?

Il calendario, studiato per evitare concomitanze con le tappe di qualificazione per i campionati europei di corsa campestre e altre importanti manifestazioni di corsa su strada, sarà il seguente:

03 Novembre 2019 – Busto Arsizio (VA) – società organizzatrice Pro Patria ARC Busto Arsizio

10 Novembre 2019 – San Dona’ di Piave (VE) – società organizzatrice ASD Bunker Sport

01 Dicembre 2019 – Imola (BO) – società organizzatrice Imola Sacmi Avis

15 Dicembre 2019 – Milano – società organizzatrice

Passiamo alle novità tecniche

In quest’edizione sono state omologate a quelle dei campionati regionali le distanze di gara delle staffette Ragazzi/e e Cadetti/e, che saranno quindi portate entrambe alla distanza di 3x1000 (contro il 3x2x600 e 3x2x800 dello scorso anno).

E per i…diversamente giovani?

In aggiunta ai round ad eliminazione, dedicati alle categorie assolute, per invogliare alla partecipazione anche i moltissimi master che praticano le distanze del fondo sono stati aggiunti anche dei round loro dedicati, che si svolgeranno al termine proprio della gara assoluta.

Grazie Stefano, io l’anno scorso ho partecipato, ma essendo scarso e vecchio ho preso delle paghe incredibili da ragazzi che potevano essere quasi miei nipoti… Altre informazioni?

Per accorciare i tempi delle gare assolute, e rendere la competizione più serrata dando meno tempo di recupero, sono quindi stati ridisegnati completamente gli orari gara. Si inizierà alla mattina con le staffette giovanili, a cui seguiranno le fasi di qualificazione di tutti gli atleti assoluti e master. In seguito ci saranno i turni eliminatori delle categorie assolute, e in coda alla manifestazione quelle legate ai master. Le iscrizioni alle gare saranno direttamente online tramite la solita procedura sul sito della Fidal.

 Con cosa vogliamo concludere?

Terminiamo come avevamo iniziato, ovvero con una conferma. Come lo scorso anno, anche per questo 2019 partner benefico della manifestazione sarà Africa Athletics Onlus www.africaathletics.com, associazione patrocinata da FIDAL che da 4 anni si impegna nel promuovere l’atletica in paesi del terzo mondo, sviluppando progetti di sport socializzazione e cultura. Durante ognuna delle quattro tappe saranno presenti degli incaricati per la raccolta di materiale sportivo (cinesini, ostacoli rotti, pesi, giavellotti, cronometri ecc), vestiario e scarpe da ginnastica di seconda mano. Niente di più facile che mettere i vostri indumenti e le vostre scarpe in lavatrice e portarle il giorno della gara per un riciclaggio solidale. Perché le Survivor Series sono divertenti per tutti, e se si fa del bene lo sono anche di più. 

Grazie ancora Stefano e per ogni altra informazione ricordiamo il sito: www.survivorseriescross.wordpress.com

Mercoledì, 11 Settembre 2019 15:32

Tor des Géants: sono arrivati in 564

Chiuso il Tor des Géants con l'arrivo degli ultimi corridori, appena qualche minuto dopo il termine delle 150 ore: si tratta di Anna M. Corsico Piccolino (563^ in 150h 11 min) e di Pierre-Hugues Faivre (150 h 13'). Sono giunti scortati da ben 10 "scope", di cui non sono divulgati i nomi.

Stiamo preparando un pezzo con tutti gli ordini d'arrivo per le prime posizioni.

Ai massimi livelli maschili, il Tor 2019 parla ancora in bergamasco. A trionfare è Oliviero Bosatelli, il vigile del fuoco che non è nuovo a questa impresa avendo già vinto nel 2016. Il cinquantenne orobico fa sua la decima edizione della competizione in 72 ore e 37 minuti. Quasi tre ore in meno rispetto alla sua prima vittoria, per quello che possono contare i tempi quando bisogna percorrere 330 chilometri e superare 24.000 metri di dislivello positivo. E lasciateci dire, altrettante discese, non per questo meno facili. Ben distaccati i primi rivali, Galen Reynolds, secondo in 76 ore e 6 minuti e Danilo Latermino, medaglia di bronzo in 79 ore e 9 minuti. Quarto Erwee Tiaan (80 ore e 18 minuti), quinto Lukas Jeens (85 ore e 4 minuti).

Bosatelli ha trionfato grazie ad una condotta molto accorta. Partita la gara domenica 8 settembre, Oliviero ha lasciando l’onere del battistrada a Franco Collé e Peter Kienzl, entrambi poi costretti al ritiro dopo la prima notte di corsa. Va allora al comando il transalpino Romain Olivier, ma alla sosta-ristoro di Donnas, Rosatelli accorcia i tempi ed esce dopo solo 15 minuti dal rifugio. Presa la testa, non la mollerà più fino a Courmayeur dove è arrivato stamattina 11 settembre.

In campo femminile vittoria per l'iberica Silvia Trigueros Garrote, sesta assoluta e che ha concluso in 85 ore e 23 minuti. E' l'unica donna che fino alle 10:25 di giovedì 12 è transitata sul traguardo. A chiudere il podio , nel pomeriggio dello stesso giovedì, sono state Jocelyne Pauly (20^ assoluta in 94h 22) e Chiara Boggio (26^ in 96h 55), autrice di una straordinaria rimonta. Seguono altre otto donne classificate fra il 38° e il 59° posto assoluto. Da notare che Niwa Kaori, a lungo terza donna, è scivolata all'ottavo posto, superata da tre italiane: Elisabetta Negra (38^ assoluta) Patrizia Pensa, Melissa Paganelli. Appena mezz'ora dietro la Kaori è giunta la campionessa altoatesina Annemarie Gross: 102 ore e 20 minuti il suo tempo.

Alla mezzanotte di giovedì hanno concluso la loro straordinaria fatica 69 atleti, anzi forse è meglio definirli superatleti. Venerdì mattina alle 7,12 è giunto il centesimo, Elio Foiadelli; alle 13,21 il centocinquantesimo, Michele Balestri, che dunque ha impiegato cinque giorni e poco più. Alle 9,15 di sabato 14, mentre chiudiamo provvisoriamente questo aggiornamento, è arrivato il 357°, Pietro Colamartino da Celano, con un tempo di 141 ore e 9 minuti complessivi. Altri 580 sono ancora in corsa, mentre il numero dei ritirati continua forzatamente a salire e ha raggiunto i 366: tra essi, nomi eccellenti sono quelli dei già citati, il valdostano Franco Collé (vincitore nel 2015), e l'altoatesino Peter Kienzl; poi della bergamasca Lisa Borzani, già due volte vincitrice di questa competizione. I "superstiti" narrano di una temperatura scesa a -15 sul Col Loson, il punto di massima elevazione della gara coi suoi 3300 metri. Ma l'impressione è che a questo punto nessuno voglia ritirarsi e punti in ogni caso a Courmayeur; è più probabile che ci siano dei fuori-tempo massimo (categoria da guardare con molto rispetto, gente che non si arrende mai) piuttosto che degli abbandoni.

Si è già chiuso il "Tor 130", fratello minore (come intuibile dal chilometraggio) della gara più massacrante, con 197 finisher e 223 ritirati: primi, i locali Giuliano Cavallo (23h 01) e Marco Bethaz (24h 17); prima donna, Marina Cugnetto in 28h 53.

Per chi volesse seguire in diretta gli arrivi a Courmayeur, ecco il video in onda su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=J9LQznKkVmQ, rilanciato dal sito ufficiale della manifestazione https://www.tordesgeants.it/it/news/

 

 

Mercoledì, 11 Settembre 2019 13:02

Il Miglio di Segrate trasloca alla Scuola Leopardi

Prima che termini l’estate è giusto che ricominci il Club del Miglio. L’ottava tappa del circuito sarà il “1° Miglio di Segrate” e andrà in scena il prossimo 21 Settembre. Originariamente previsto presso il Centro Sportivo Saini, a causa dei lavori di manutenzione dell’anello di atletica, l’evento ha dovuto trovare un’altra sede. Lavori che certamente non malediciamo, in quanto vanno a sanare una situazione che aveva ormai costretto da anni a revocare l’omologazione dell’impianto. Tanto è vero che se si fosse corso ancora al Saini, si sarebbe verificata la strana situazione di correre in pista una manifestazione etichettata come su strada con eventuali record non omologabili.

Gli organizzatori dell’Atletica Segrate non si sono persi d’animo ed è stata trovata una bella e ben servita soluzione alternativa presso le Scuole Medie Leopardi, in via San Rocco. Si partirà ed arriverà sulla pistina dell’istituto, mentre il resto del percorso sarà su asfalto o sterrato nel piacevole scenario del parco centrale della cittadina milanese.

Ritrovo previsto per le ore 14.30 e già alle 15 partirà la rumba delle batterie con gli Esordienti e le altre categorie giovanili, su distanze ridotte. Verso le 17 sarà la volta di Allievi e tutti i master/assoluti. Per altre informazioni potete sintonizzarVi su questi siti:

www.clubdelmiglio.it www.atleticasegrate.com

L'8 settembre a Canelli si è disputato il Campionato Italiano assoluto sulla distanza dei 10 km. Ad ospitare la prova è stata la “Corsa sulle strade dell’Assedio di Canelli”. Gara che si svolge nelle strette, sottolineiamo strette, vie centrali della cittadina astigiana da anni. Manifestazione che aveva sempre avuto una dimensione locale, mentre questa volta doveva fare i conti con numeri ben diversi dal solito.

E’ successo di tutto. Spiace usare un'espressione forte e peraltro già impiegata in altri nostri articoli, in occasione di altre rassegne nazionali. Abbondantemente organizzate e generosamente distribuite sul territorio dalla FIDAL. Stavolta con l’aggravante che al posto dei soliti master, abituati ad essere dei “can da bòtte”, erano di scena gli assoluti. La crème della nostra atletica.

Gli assoluti non sono stati fatti entrare a tempo debito nelle griglie di partenza, ma lasciati a scorrazzare oltre la linea del via. Poi si è perso un quarto d’ora per spingere tutti indietro, come acciughe. Ovviamente quando si è partiti, schiacciati e sullo stretto, ci sono state delle cadute. Un atleta ha avuto una spalla lussata e stante il fatto che l’ambulanza era già impegnata in un altro intervento, ha dovuto attendere mezz’ora prima di essere soccorso e 45 minuti prima che i sanitari gli risistemassero la spalla che era uscita dalla sua sede. L’ambulanza ha finito per bloccare il percorso e quindi dopo un giro, ovvero dopo aver fatto correre gli atleti per oltre 3 chilometri, la gara è stata interrotta. Fermi ragazzi, abbiamo scherzato. Adesso ricominciamo… Ci sono volute altre due ore prima che fosse data una seconda partenza, con tanti saluti alla preparazione pre-gara, alimentazione, riscaldamento e compagnia bella. Al secondo tentativo è filato tutto liscio, anche perché nel frattempo oltre un centinaio di partecipanti avevano deciso di averne viste abbastanza e se ne erano già tornati a casa... Le prove giovanili, femminili e master hanno avuto altri inconvenienti, tra ritardi ed approssimativo conto dei giri, ma non ci perdiamo in dettagli, la frittata più gustosa ve l'abbiamo già descritta.

 (Si veda http://podisti.net/index.php/in-evidenza/item/4787-assoluti-di-canelli-cronaca-di-un-naufragio.html )

Ma continuiamo così, facciamoci del male, senza una efficace supervisione da parte della FIDAL dell’organizzazione e della messa in pratica delle linee guida da osservare in occasione di queste manifestazioni. Linee guida che forse non sono nemmeno così complete, o vengono disattese senza nessuna reazione federale, visto il ripetersi di queste figuracce.

In attesa che il Guinnes dei Primati, “certifichi” il record, riportiamo la notizia che arriva dagli USA e più precisamente dalla cittadina di Clinton nello stato dello Iowa, dove si sono svolte le “Mainly Marathons Heartland Series”. Una manifestazione che organizza 42 chilometri per diversi giorni consecutivi. Se vogliamo, sono i cugini americani della “Dieci maratone in 10 giorni” che si è appena svolta sul nostro lago d’Orta.

Il quinto giorno, lo scorso 23 Agosto, ai nastri di partenza si è portata anche Jennifer Smith, non prima di salire sulla bilancia che ha registrato il peso di 346 libbre, equivalente a circa 157 chilogrammi.

Sostenuta ed anche accompagnata da parenti ed amici ad ogni passaggio dei dodici giri previsti, la donna che ha avuto un passato molto complicato tra bulimia ed un incidente che l’ha costretta a letto per parecchio tempo, è riuscita a completare la prova.

Si è trattata in sostanza di una lunghissima camminata, durata 11 ore e 50 minuti, ma questo poco importa, così come l’omologazione del record. Ciò che conta è averla stimolata al movimento e lanciare un messaggio positivo a tutti coloro che si trovano in analoghe condizioni. Uscire dal suo guscio per fare del moto, non può che far bene. Nel frattempo Jennifer sta già pensando al primato sui 50 chilometri.

Speriamo solo che chi vuol battere il suo record, basato sul peso a non sulla prestazione cronometrica, non progetti d’ingrassare per diventare più pesante di lei!

Avete presente quando Vi sentite particolarmente stanchi e fate fatica a finire un allenamento? Oppure in maratona Vi sembra di trascinare un auto, tanto avete le gambe pesanti? Ebbene, c’è chi i famosi 42,2 chilometri li ha fatti tutti rimorchiando una BMW da 1,7 tonnellate.

Autore dell’impresa è stato l’ex marine Max Glover lo scorso 3 Agosto presso il circuito Bruntinghthorpe Proving Ground nel Leicestershire, a sua disposizione per 24 ore, il tempo cui è durata la prova.

Il britannico ha fatto questa faticaccia con l’obiettivo di raccogliere fondi a favore di Julie Parker un’amica affetta da una rara malattia e che recentemente è stata operata. La Parker soffre infatti di una rara condizione chiamata carenza di alfa-1-antitripsina, il che significa che le manca un inibitore dell'enzima protettivo che la rende più vulnerabile al fumo, alla polvere e ad altri materiali tossici. Ciò aumenta il rischio di malattie polmonari. A causa della sua malattia ha appena subito un doppio trapianto polmonare, ma ora sta molto meglio.

Il ricavato della giornata sarà destinato ad un ente benefico di Harefield, consentendo ad altri pazienti di ricevere trapianti salvavita. Glover invece ha deciso di rinunciare all’abbonamento con l’ACI. Nel caso la sua auto restasse in panne, prenderà l’imbracatura nel baule e ci penserà lui stesso a trainarla alla più vicina officina ;-)

Siamo oggi in compagnia di Stefano Cislaghi, una delle anime della Polisportiva Pregnanese per parlare della gara non competitiva di sabato 14 Settembre, ma cominciamo con una curiosità, cosa sono questi “Run della Fontana”?

La fontana che si trova a Pregnana in via Vittorio Emanuele, di fronte al Municipio, è diventata il ritrovo abituale di un gruppo di podisti, per una corsa mattutina prima degli impegni giornalieri, o serale dopo il lavoro. Poi abbiamo giocato con la parola Run. In inglese la pronuncia di run suona come ran, rane in dialetto milanese.

Siete pronti per il 14 Settembre?

Si, tutto è programmato per assicurare una perfetta edizione della “6a Corri con i Run della Fontana”. Si partirà alle ore 17, ma vi aspettiamo già dalle 16 in Piazza S. Pietro e Paolo a Pregnana Milanese. Ci spostiamo dal Campo Sportivo in una posizione più centrale.

Ci sarà un servizio di spogliatoi?

Certo, ma non solo quello. Anche il deposito borse ed il… deposito bambini, nel senso che per i genitori che partecipano alla Corri con i Run della Fontana è possibile usufruire, su prenotazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., del servizio di custodia dei bimbi. Ed alla fine della gara sarà possibile anche ricevere un massaggio da parte di specialisti del settore.

Parliamo del percorso.

Sono 12 chilometri su sentieri sterrati in pianura.

E’ un bel tracciato, confermo per esperienza diretta. Ci saranno altre distanze?

Certamente. Si potrà optare per la 5 chilometri sempre su sterrato oppure un giro da 3, quest'ultimo senza barriere architettoniche percorribile a tutti

Bravissimi. Per concludere hai altro da dire sulla “6a Corri con i Run della Fontana”?

Oltre allo zainetto come pacco gara, ci sarà anche una estrazione a premi fra tutti i partecipanti e il ricavato sarà devoluto a ONLUS Arcobaleno Rho che si occupa di creare momenti ricreativi per diversamente abili e per le loro famiglie. Tutte le info si possono trovare su www.rundellafontana.it oppure scrivete a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Loro insistono ed allora insistiamo anche noi. I personaggi sono sempre gli stessi e continueremo a non citarli, ma allo stesso tempo a porci degli interrogativi circa il senso di fare certe cose e poi pubblicizzarle.

Siamo purtroppo in Italia e come successo nel 2018 alla stessa “gara”, poi spiegheremo perchè scritto tra virgolette, una bimba di 7 anni ha corso 10 chilometri in un tempo che è stato definito “record europeo”. Anche qui le virgolette sono d’obbligo, perché la gara non è omologata FIDAL, il percorso meno che meno ed ovviamente nessun giudice federale farebbe correre una bimba di 7 anni su questa distanza.

A seguire, la stessa litania del 2018: il crono è inviato a chi raccoglie le migliori performance continentali per anno di età su di un sito che “certifica” il record europeo femminile, categoria, scusate ci viene da ridere, 7 anni. Sarebbe bello sapere chi ha conferito al sito l’autorità di certificare record. L’anno scorso era ovviamente la categoria 6 anni. La notizia viene ripresa da alcuni “siti sportivi” o generalisti, con tanto di foto dell’atleta in gara e celebrazione della bambina e dei genitori allenatori. Tristezza.

Francamente noi continuiamo a pensare che a 6 o 7 anni è giusto correre, ma per divertirsi. Per carità, anche gareggiando, ma su distanze congrue all’età ed al momento di crescita delle bambine in questione. Come quelle immortalate dal nostro “One Billion Photo”, al secolo Roberto Mandelli, nell’immagine di apertura.

Lunedì, 19 Agosto 2019 17:24

Noi runner abbiamo il cuore d'oro

Siamo a New York, zona World Trade Center. Il cuore della metropoli. La città si sta animando per un'altra giornata lavorativa. C'è un runner che sta completando il suo giro, prima della rapida doccia e successiva corsa verso il posto di lavoro. Sul suo tragitto c'è uno dei tanti senza tetto, seduto sul marciapiede. E' scalzo. Il runner cosa fa? Si ferma, si toglie le scarpe e gliele regala, proseguendo a piedi nudi. Non sappiamo se si è trattato di un'azione istintiva o "premeditata". Magari era già qualche giorno che vedeva il poveretto in quelle condizioni. Poco importa, quello che conta è il gesto, generoso, anonimo. Salvo che il tutto viene ripreso da un automobilista e finisce sui social network, per poi essere riportato dai media di tutto il mondo. Cosa ci volete fare, noi runner siamo fatti così. Abbiamo un cuore forte e sappiamo tenerlo in allenamento, con allenamenti molto duri, ma non solo. Anche con azioni del genere.

Sabato 3 Agosto è partita la sesta edizione della “Orta 10 in 10”, kermesse podistica che per dieci giorni offre quotidianamente la possibilità di correre una maratona, ma non solo. Nel menù, ogni anno più ricco, si sono aggiunte le opzioni 10 chilometri, maratonina e da quest’anno anche la ultra da 50 chilometri. Domenica siamo andati anche noi a dare un’occhiata, anzi qualcosa di più, perché il richiamo della foresta ci ha spinto a riprovare, dopo quasi una decade, i fatidici 42195 metri, invogliati da un tempo massimo di otto ore che rassicurava sul fatto di riuscire, in qualche modo, a portare a casa il risultato.

Luogo di partenza, arrivo e quartier generale il Lido di Gozzano, dove alle ore 8 partono in contemporanea tutte le gare. Percorso impegnativo, nominalmente solo al 15% in sterrato, ma specialmente all’inizio con tanti sassi e radici a cui fare attenzione. Anche il dislivello, dichiarato di 330 metri per i maratoneti, forse è qualcosa di più o almeno così è sembrato al nostro GPS che ne ha contati 437. Insomma, di tratti in perfetta pianura ce ne sono pochini. Partiti dal lido, il tracciato costeggia il lago, molto spesso in zone gradevolmente ombreggiate. Si tocca Pella e si arriva, in salita fino a Ronco, al giro di boa della mezza, da dove si ritorna alla partenza. Per mezzimaratoneti a quel punto è finita, mentre i maratoneti devono rifare il giro. Ai partecipanti alla 50km toccherà un altro pezzetto.

Circa 200 atleti al via domenica, di cui grosso modo la metà impegnati sulla distanza regina. Tra di loro molti partecipanti che resteranno qui tutti i dieci giorni per riuscire a collezionare le dieci medaglie che unite insieme formeranno un bel medaglione puzzle. Oltre a dar luogo ad una classifica generale di tutta la manifestazione. Nel plotone dei maratoneti molti specialisti o forse sarebbe meglio dire innamorati di questa distanza. Loro apprezzano Orta perché consente di appuntare altre dieci bandierine nei loro peraltro già ricchi registri che per l’Italia sono coordinati proprio dalla Casa Reale dei 42km, il  Club Super Marathon Italia che organizza questo evento. Alcuni sono veri e propri personaggi che meriterebbero degli articoli di descrizione a parte.

Ottima l’organizzazione, con cronometraggio, ristori, pasta-party, docce, toilettes e tutto quanto necessario. Gli accompagnatori possono aspettare i runner godendosi la spiaggia del lido e facendo un bagno. Inoltre per le serate sono programmate diverse animazioni comprensive di gite in barca e tanto altro. Servizi che prevedono anche un parcheggio per chi è venuto in camper ed una struttura scolastica dove i più parsimoniosi possono passare la notte, anzi le notti.

Chiudiamo con i vincitori del 4/8: Marco Bonfiglio (Impossibile Target) sui 50km, Marco Ferrari (Atl Paratico) in Maratona, Gabriele Signorelli (CUS ProPatria Milano) per la mezza ed Ivan Doniselli (La Michetta) nei 10km. E ricordando che fino al 12/8 c’è gente che corre tutti i giorni sul lago. Se volete, potete andare anche Voi, in quanto è possibile iscriversi anche in mattinata, arrivando per tempo.

Domenica, 21 Luglio 2019 20:11

Lonato (BS) – 20° Miglio di Lonato

Cambia ancora sede, ma non diminuisce la qualità del servizio offerto il 20° Miglio di Lonato che sabato 20/7 u.s. è stato disputato presso la Comunità Missionaria Villareggia. Location forse meno glamour del centro cittadino, ma luogo più semplice da raggiungere in auto, compreso il facile parcheggio. L’istituto ha un bel parco piantumato con diverse varietà come pini, palme ed ulivi.

Si è corso su un giro da 500 metri tra i vialetti del parco ed intorno all’edificio centrale. Tracciato leggermente mosso, con una salitella iniziale seguita da contropendenza e ultimi cento metri ancora in ascesa. Ideale per gli esordienti che hanno fatto un giro e ragazzi/cadetti che hanno doppiato. Quindi i realtà, rispetto alle distanze canoniche, hanno corso rispettivamente 500 e 1000 metri. I miler avevano anche un altro rettilineo di lancio per raggiungere, dopo tre giri, i fatidici 1609 metri. Per farlo partivano da una bella rotonda sotto gli occhi di una madonnina ed all’ombra della vicina chiesa, come si può vedere nell’immagine in copertina.

Venendo all’aspetto tecnico, i circa duecento atleti impegnati hanno dato vita a manches combattute. Segnaliamo solo il migliore tra gli uomini, il classe 2001 Andrea Lanfranchi (Atletica Rezzato) che in 4’31” ha sorpreso i più esperti avversari, mentre al femminile vittoria di Mara Ghidini (Atletica Brescia) in 5’10”. I risultati dettagliati li trovate qui, sul sito FIDAL che i giudici di Brescia hanno reso disponibile sul portale federale praticamente in tempo reale, grazie al sistema chip da loro gestito.

Tutto è filato liscio. Gli unici piccoli ritardi sono da ascrivere ad alcuni atleti della stessa società che si sono erroneamente scambiati i pettorali/chip. Premiazioni per tutti i partecipanti delle classi giovanili, per i primi tre delle categorie master ed i primi dieci assoluti.

Dopo le vacanze si riprenderà con le ultime tre prove a Segrate (21/9), Chiavenna (5/10) e Carate Brianza (12/10).

Prima della pausa agostana, il Club del Miglio ha un ultimo sussulto in quel di Lonato (BS), dove sabato 20 p.v. la locale società di atletica ospiterà la settima tappa del circuito.

Il 20° Miglio di Lonato non si svolgerà però nella suggestiva cornice del centro cittadino, a causa di lavori che lo rendono impraticabile ai fini podistici. E nemmeno al Parco in località Pozze, utilizzato nel 2016 per un’analoga emergenza. L’appuntamento è fissato per le ore 19 presso la Comunità Missionaria Villareggia, Via San Zeno, 7 – Lonato del Garda.

Le gare inizieranno alle ore 20 con gli Esordienti sui 400 metri, poi Ragazzi e Cadetti impegnati sui 1000 metri. A seguire Master Femminili e poi Maschili, cominciando sempre dalle categorie meno giovani. Premiazioni previste alle ore 21.45

Catalogare come semplice biografia il libro edito dalla casa editrice dal non facile nome “66thand2nd” (314 pag - 22 euro), sarebbe molto riduttivo, in quanto l’autore ha svolto un lavoro scientifico molto approfondito, come testimoniato dalla bibliografia e dalle numerose fonti, comprensive d’interviste ai protagonisti ancora viventi.

Broadbent racconta la vita di questo bravissimo mezzofondista, forse il migliore di tutti i tempi (unico a vincere 5000-10000-maratona in un’olimpiade), ma non solo. Per capire meglio il personaggio ed il contesto competitivo, viene narrata la storia dell’atletica di quei tempi, dal miglio alla maratona. Partendo addirittura dai grandi predecessori, primo fra tutti Paavo Nurmi. Quindi c’è molto spazio anche per i rivali, a partire dal suo preferito, Alain Mimoun. E non solo per quanto avviene sulle piste, ma anche relativamente alle loro condizioni di vita. E poi le sfide incrociate, il susseguirsi delle prestazioni record e quindi anche i confronti a distanza. In questo, da profondo conoscitore del suo paese, forse si dilunga troppo nei racconti sugli atleti britannici, se proprio vogliamo trovare un difetto al testo. Atleta praticamente autodidatta, Zatopek è stato il precursore di metodi di allenamento, molto duri, poi copiati in tutto il mondo.

Il sottotitolo del libro è “Una vita straordinaria, in tempi non ordinari”. Niente di più vero se pensiamo che Zatopek è passato da una Cecoslovacchia libera, all’invasione nazista, alla “liberazione” russa con il regime comunista. Fino alla nuova invasione sovietica dopo la primavera di Praga del 1968. E lui in mezzo, prima sfruttando la possibilità di essere inserito nell’esercito e quindi poter svolgere un’attività sportiva professionistica, a differenza di quasi tutti i suoi avversari stranieri. Diventando una star coccolata e suo malgrado uno spot pubblcitario vivente di come il sistema fosse vincente. In seguito la fase più difficile, quando appoggiando apertamente le aperture del premier Dubcek, si ribella al tentativo di “normalizzazione” sovietica. Il tutto nella fase terminale della sua carriera agonistica. Non gli verrà perdonato nulla: espulsione dall’esercito, fine di tutti i privilegi, perdita del lavoro, cancellazione delle onoreficenze acquisite. Per motivi economici dovrà pure vendere la casa, faticosamente costruita. Anche se sarà più fortunato di molti suoi compagni ed amici, come il suo primo (ed unico) allenatore. Jan Haluza, arrestato dalla polizia politica, incarcerato e torturato. Il tutto a costo di un forzato allineamento di Emil al regime. Fino alla tardiva riabilitazione dopo il crollo del muro di Berlino e della cortina di ferro. Ma saranno passati oltre vent’anni, tutt'altro che piacevoli. Da leggere.

Riceviamo e pubblichiamo volentieri l'appello dell'Università di Milano, Corso di Laurea in Tecniche Ortopediche, alla ricerca di 80 runners per un importante studio statistico sull'efficacia dei dispositivi medici su misura nella corsa. Lo studio, condotto dal Prof. Matteo Maria Parrini, Presidente del Corso di Laurea in Tecniche Ortopediche e dal Prof. Nicola Perrino, è finalizzato alla valutazione, in soggetti che corrono con e senza plantare, della relazione tra plantare e performance dei corridori. 

L'obiettivo è rispondere a domande quali: può un'artesi plantare influenzare il controllo neuromuscolare, con una riduzione immediata e a lungo termine del dolore? Il controllo neuromuscolare può inoltre avere effetti preventivi nell'insorgenza della sindrome femoro-rotulea e delle principali tendiniti? Può, infine, un plantare su misura rappresentare un'ottima prevenzione agli infortuni? I plantari rispondono alle aspettative dei corridori? Quali plantari rispondono in maniera efficace?

L'Università di Milano è alla ricerca di corridori, sia amatoriali che professionisti, disponibili a uno studio statistico. I soggetti selezionati saranno sottoposti ad una valutazione clinica e posturale, un esame stabilometrico ed un'analisi computerizzata del passo e della corsa, oltre al monitoraggio dell'efficacia dei dispositivi medici utilizzati. Sono test  non invasivi, che non prevedono assunzione di farmaci o sostanza alcuna. Si ricercano 40 soggetti, ambosessi, di età 18-65, che corrono abitualmente senza plantari su misura e 40 soggetti, ambosessi, di età 18-65, che corrono abitualmente con plantari su misura (non sono valutabili plantari di serie prefabbricati).

La ricerca si svolge nelle sedi universitarie in Milano. Non è prevista ricompensa alcuna, se non il beneficiare dei risultati di sofisticati e costosi sistemi di analisi senza esborso alcuno. L'eventuale plantare su misura progettato e costruito per l'atleta, sarà fornito a titolo gratuito con la sola condizione che l'atleta segua il protocollo di verifica e collaudo per un periodo limitato di 6 mesi.

Candidature entro e non oltre 22/07/2019 al seguente link: CLICCA.

Per chi vuole saperne di più ecco alcune premesse premesse scientifiche, diffuse dall'ateneo interessato: "La corsa è uno sport sempre più praticato da uomini e donne di tutte le età. Correre può aiutarci ad alleviare tensioni ed allontanare preoccupazioni, aiuta a tenere sotto controllo il peso e gli zuccheri nel sangue, migliora lo stato della circolazione e per molti è anche un toccasana per l'umore. Insomma, correre fa bene, è vero, ma possono esserci delle controindicazioni. Infatti, nella corsa, è fondamentale un corretto appoggio del piede. Durante il cammino l'appoggio del tallone determina un impatto che va dall'80 al 100% del nostro peso corporeo; durante la corsa questo valore può essere anche 7 volte superiore. Una migliore tecnica di corsa e un migliore appoggio possono portare un grande beneficio. Diversi studi confermano che il 70% dei podisti appoggia il piede di tallone, solo il 30% lo appoggia di mesopiede o di avampiede. E' oramai noto che l'appoggio del tallone ha un impatto molto più traumatico per le articolazioni. Durante la corsa il piede attraversa tre fasi fondamentali: la fase di appoggio, la fase di swing e la fase di spinta. Durante la fase di appoggio ammortizziamo il peso del corpo. La parte laterale della pianta del piede si appoggia al suolo e va a scaricare il peso sull'arto inferiore. Qui i muscoli si contraggono caricandosi di energia elastica. E' proprio l'arco plantare che accumula il 30% di questa energia. Senza questo recupero energetico i grandi campioni correrebbero i 200 metri a 13 km/h, invece dei 38 km/h. Nella la fase di spinta il piede è in posizione arretrata rispetto al baricentro, i muscoli scaricano l'elasticità della loro forza per spingere il corpo in avanti, quindi l'energia elastica accumulata nella fase di appoggio viene restituita ai muscoli. I muscoli del bacino avviano la fase di spinta, proseguita poi dai muscoli della gamba e termina con i muscoli del piede. Terminata la fase di spinta inizia infine la fase di oscillazione. E' quindi osservabile come una ripetizione infinita e scorretta di un movimento così complesso possa aumentare il rischio di infortuni". Per maggiori informazioni: www.studio-unimi-plantarisumisura.it - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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