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Rodolfo Lollini

Rodolfo Lollini

Il posto fisso affascina sempre gli italiani, se poi è quello in una pubblica amministrazione, ai concorsi il numero dei candidati è sempre elevatissimo. A Padova, dove erano in palio ben 22 posti da vigile urbano, hanno trovato un rimedio geniale per sfoltire i ranghi in maniera preventiva, ovvero inserire una prova atletica sui 1000 metri. Tempo massimo consentito 4 minuti e 25 secondi. Un crono assolutamente fattibile per chi è abituato correre ed anche per chi è giovane e pratica attività fisica. Con un minimo di allenamento ce la si può fare.

Anche perché va ricordato che l’età massima per candidarsi era 35 anni. Quindi parliamo di persone giovani, non di master SM80! Per le donne bastavano addirittura 5 minuti e 25 secondi. Questa barriera, insieme alla richiesta di ben 15 piegamenti consecutivi sulle braccia, 7 per le donne, ha generato un impressionante numero di rinunce. Circa il 60% dei candidati non si è presentato presso lo stadio Colbachini in piazzale Azzurri d’Italia, dove erano previsti i test. E fra chi ci ha provato, ben il 20% non ha ottenuto il tempo di qualificazione, tanto che dai 626 candidati originari, solo 192 sono approdati alle prove orali e scritte. D’altro canto le esigenze dei responsabili della Polizia Comunale sono chiare: ringiovanire il gruppo dei vigili con elementi anche in grado di rincorrere gli spacciatori di droga che la fanno da padroni in zona stazione ferroviaria, tanto da indurre l’amministrazione a disporre un presidio fisso di polizia 7 giorni su 7. Ma a causa dell’analfabetismo sportivo che sta sempre più minando le giovani generazioni, trovare gente che sia in grado di correre ad una velocità accettabile, diventa sempre più difficile.

Domenica, 10 Novembre 2019 23:41

Atene: Baldini torna sul luogo del trionfo

E’ senza ombra di dubbio LA MARATONA. E’ dalla leggenda di Filippide, che avrebbe corso completamente bardato da combattimento dal paese di Maratona all’Acropoli di Atene, che nasce tutta la storia di questa disciplina. Se questo soldato è l’eroe dell’età antica, per l’età contemporanea, quando si parla di Atene e di maratona, col suo trionfo olimpico nel 2004 l’eroe è Stefano Baldini. Dopo quindici anni il reggiano è tornato a correre su queste strade, prendendosela comoda: anche se per lui ciò significa farlo in meno di 3 ore anche a 48 anni. Al via con il pettorale numero uno, ha mantenuto le promesse chiudendo in 2h57’07” e classificandosi al 99° posto. Ovviamente è andato come un orologino, come testimoniato dal passaggio alla mezza in 1h28’30”.

Venendo alla cronaca sportiva di questa edizione numero 37, a trionfare non è stato un runner di primo pelo, bensì il quarantaduenne keniano Kimen John Kipkorir in 2h16’34”, precedendo il rwandese Muhitira Felicien di soli 9 secondi. La Grecia festeggia il terzo posto di Gkelaouzos Konstantinos, giunto a circa due minuti e mezzo, e la vittoria femminile di Eleftheria Petroulaki in 2h45’50”.

Quasi trentamila i finisher sulle varie distanze, considerando anche la 10k di sabato ed altre non competitive collaterali.
Cediamo ora la parola ad Armando Bertolasi, uno degli italiani partecipanti alla distanza regina: “La gara è stata ben organizzata. I pullman ci hanno prelevato alla mattina presto ed alle 7 eravamo già ai nostri posti di partenza, non prima di aver depositato le borse nei furgoncini che abbiamo ritrovato all’arrivo. La temperatura era mite, attorno ai 19 gradi, peccato solo per qualche spruzzata di pioggia prima dello start che era fissato per le ore 9. Pochi chilometri dopo il via ho avuto i brividi quando siamo transitati intorno a Soros, la collina dove sono tumulati i guerrieri della battaglia di Maratona. Tracciato duro, circa 450 metri di dislivello con le salite dal km 25 che mi hanno prosciugato l’energie. In tanti punti non è mancato il supporto del pubblico che ci salutava ed incoraggiava. L’arrivo allo stadio Panathinaiko è stato veramente suggestivo anche se ero abbastanza cotto e non me lo sono goduto pienamente. Un'esperienza che consiglio a tutti i maratoneti”.

Domenica, 10 Novembre 2019 23:33

Milano di corsa contro il cancro al pancreas

La Corsa delle Città è una gara podistica non competitiva nata per sensibilizzare la popolazione e le autorità sul cancro al pancreas, un tipo di tumore purtroppo in forte crescita e per il quale non vengono destinati fondi sufficienti. Infatti è attualmente la quarta causa di morte per tumore in Europa, ma riceve meno del 2% di tutti i finanziamenti europei destinati alla ricerca sul cancro.

Inserita nel calendario delle iniziative promosse in tutto il mondo in occasione del World Pancreatic Cancer Day che per la precisione si celebra il 21 Novembre, la Corsa delle Città è diffusa in varie città europee come Alicante, Madrid, Roma e Stoccolma. Oggi, domenica 10 novembre, in mattinata si è svolta la tappa di Milano.

Teatro della manifestazione il bel Parco delle Cave, un’area dismessa dalle attività estrattive che era diventata una discarica a cielo aperto prima che nel 2002 degli importanti lavori di riqualificazione restituissero questi 135 ettari di verde alla cittadinanza.

Offrendo 10 euro all’AISP (Associazione Italiana per lo Studio del Pancreas) era possibile partecipare scegliendo tra due diverse distanze, ovvero 5 e 10 km. In sostanza si percorrevano uno o due giri del tracciato da cinquemila metri ben conosciuto dai frequantatori del parco. Percorso segnalato che parte ed arriva al laghetto del parco. A supportare gli organizzatori dell’AISP c’erano gli esperti uomini del comitato della Stramilano che hanno gestito partenze ed arrivi oltre a presidiare il percorso. Trattandosi di una non competitiva non segnaliamo vincitori o classifiche anche se in effetti abbiamo notato alcuni piè veloci che ne hanno approfittato per un allenamento di qualità, come per esempio Lucia Cozzi del GS Montestella, oltre a personaggi famosi come Maurizio Lupi, il deputato maratoneta che qui è di casa, oppure il giornalista sportivo Gianluca Rossi. L’evento ha avuto un buon successo. Anche il tiepido sole che ha accolto tutti i partecipanti ha dato una mano e non c’è dubbio che siano stati raggiunti gli obiettivi della manifestazione, ovvero promuovere la conoscenza di questa malattia e sensibilizzare il pubblico sulla necessità di indirizzare maggiori fondi a favore della ricerca. 

Solitamente è il circuito ad aprire le danze per quanto riguarda la corsa campestre in Lombardia. Anche quest’anno la tradizione è stata rispettata. Ieri il comitato organizzatore, in collaborazione con l’U.S. ACLI e con l’approvazione del Comitato Regionale Lombardo Fidal, ha pubblicato il regolamento della XXXIX^ edizione del Trofeo Monga. Rassegna regionale di corsa campestre riservata ad atleti delle categorie Allievi, Juniores, Promesse, Senior e Senior Master maschili e femminili tesserati per Società affiliate alla Fidal o ad Enti di Promozione Sportiva.

Rispetto alle quattro gare della scorsa stagione, si ritorna a quota cinque. Ecco tutte le date e le località:

8 Dicembre 2019 Torre de Roveri BG   

22 Dicembre 2019 Treviglio BG                                                                   

12 Gennaio 2020 Cittiglio VA    
19 Gennaio 2020 Bolgare BG

16 Febbraio 2020 Pioltello MI    

Confermatissime Treviglio, Cittiglio e Pioltello, con relative premiazioni finali, le novità riguardano Torre dei Roveri e Bolgare che siamo curiosi di testare, anche se per la seconda già sappiamo trattarsi di una sede che abitualmente ospita gare di cross dei circuiti orobici.

Nessuna variazione per quel che riguarda il calcolo dei punteggi validi per le classifiche finali. Ricordiamo le caratteristiche più salienti, ovvero che nelle due prove che si svolgeranno nel 2019 si gareggerà secondo le categorie 2020 e che non sarà possibile effettuare scarti sul punteggio. Tutte le cinque tappe porteranno punti: chi si ferma è perduto. Il costo d’iscrizione sarà di 6 euro ad ogni tappa ed i fedelissimi che non salteranno nessun appuntamento riceveranno in omaggio una bella maglietta celebrativa.

Ecco lo schema tipo col programma che dovrebbe essere adottato in ogni prova:

Ore   8.00 ritrovo

Ore   9.30 partenza categorie femminili – 4 km circa

Ore 10.00 partenza categorie maschili allievi ed SM60 ed oltre – 4 km circa

Ore 10.30 partenza categorie maschili J-P-S e da SM35 a SM55 – 6 km circa

Ore 11.15 premiazioni di giornata

Non vediamo l’ora di cominciare! 

Pioltello conferma la sua vocazione di capitale del running nel rapporto qualità/prezzo. Sempre troppo bravi i dirigenti dell’Athletic Team che domenica 3 novembre hanno organizzato una bella gara/allenamento su varie distanze. Si potevano correre 5 o 13 chilometri, la 14^ Correndo per i fontanili e nella foresta di pianura. Oppure addirittura 21, ovvero circa una mezza maratona, denominata Quarta Maratonina dei Tre Parchi. Tutto rigorosamente non competitivo, onde evitare costi aggiuntivi. Si è partiti tutti insieme alle 8.30, in maniera che ognuno ha potuto trovare dei compagni di viaggio con velocità analoghe alla propria. Un ottimo allenamento in cui non sono mancati dei buoni stimoli agonistici.

Percorso ben presidiato ed ottimamente segnalato. Non si poteva sbagliare. Dalla frazione Seggiano, sede dell’accogliente Centro Sportivo, ci si dirigeva verso le limitrofe zone verdi, tra cui spiccava il bellissimo Bosco della Besozza, su un fondo misto di asfalto e sterrato. Per correre nella natura, divertirsi, cambiarsi, fare una bella doccia calda, ristorarsi, ritirare un generoso pacco alimentare, ritornare all’auto nell’ampio parcheggio presidiato, bastavano 5 euro. Di cui peraltro 1 euro era devoluto al Progetto Chernobyl di Pioltello.
E di certo ci siamo dimenticati qualcosa. Ah, si!  Per esempio i ristori lungo il percorso. Beh certo, non c’era la maglietta molto tecnica e molto, molto, molto alla moda, e le prestazioni non verranno mai inserite nei database federali ad imperitura memoria. Tuttavia crediamo che riusciremo comunque a sopravvivere, malgrado queste dolorose privazioni.

A Lecco si corrono due mezze, entrambe organizzate dalla Spartacus Event. Una a marzo, la più importante in termini di partecipanti e di prestazioni sportive, mentre quella di autunno è la sorella minore, ma pur sempre molto valida. In termini numerici anche l’edizione numero sei, disputata questa domenica 3 novembre, non ha visto variazioni nell’ordine di grandezza dei finisher. Stavolta sono stati 303, leggermente sotto la media, complice anche una giornata piovosa. Un peccato, in quanto la manifestazione offre tutto quanto serve agli atleti, a partire dal Palataurus che accoglie ogni fase logistica della competizione: parcheggio, segreteria, area borse, partenza, arrivo, premiazioni.

Mentre a primavera da Lecco si punta verso nord, costeggiando il lago di Como, in questo caso ci si dirige in direzione opposta, facendo il giro del lago di Garlate. Tracciato completamente pianeggiante ma nervoso e su fondo stradale asfaltato alternato da brevissimi tratti su sterrato. Oltre a godere del panorama lacustre è possibile ammirare monumenti e zone storiche come l’antico Ponte Azzone Visconti, Piazza Era e Pescarenico, tanto caro al Manzoni. E’ infatti sia il rione del convento di Fra Cristoforo sia il luogo da cui Lucia si allontana con la barca per fuggire da Don Rodrigo.

Venendo ai risultati tecnici, la mezza di autunno è invece cresciuta molto in questo 2019 grazie alla bella sfida fra Alfred Kimeli Ronoh e Hosea Kimeli Kisorio malgrado la pioggia ed un percorso sicuramente più difficile di quello di marzo. Kimeli Kisorio ha trionfato in 1h’07’50”, frantumando di oltre un minuto e mezzo il record della manifestazione. Kimeli Ronoh ha chiuso in 1h09’54”, mentre terzo è giunto Giuseppe Molteni in 1h13’32”.

Record anche fra le donne grazie a Lenah Jerotich, che a Lecco aveva già vinto la mezza di marzo. La runner dell’Atl. 2005 ha fatto fermare i cronometri sul tempo di 1h16’39”. La doppietta kenyana è stata completata da Vivian Jerop Kemboi, seconda in 1h21’22”, terza Laura Nardo in 1h23’40”.

Mercoledì, 30 Ottobre 2019 09:52

Club del Miglio: premiati 2019 e novità 2020

E’ passato meno di un mese dall’ultima tappa a Carate Brianza e oggi ci troviamo in compagnia di Fulvio Frazzei, il “patron” del Club del Miglio per una chiacchierata di commento a conclusione del 2019, ma anche con un occhiolino rivolto al prossimo anno.

Grazie per questa opportunità. E’ stata un’altra annata di fatica, ma anche di soddisfazioni per il club che ha spento le sue diciassette candeline. Un ringraziamento ai partecipanti, agli sponsor e a tutti coloro che hanno creduto in noi. In special modo alle società organizzatrici delle dieci tappe: Athletic Team Pioltello; Atletica Iriense Voghera; Tiremm Innanz, Atletica Meneghina e CUS Pro Patria a Milano, Atletica GISA Misinto, B&RC Castiglione d’Adda, Atletica Lonato, GP Valchiavenna, Atletica Segrate e Daini Carate Brianza.

Risultati sportivi?

Quest’anno abbiamo avuto meno acuti a livello di record italiani ed europei, una bella abitudine del club, ma le gare sono state di grande qualità tecnica come facilmente riscontrabile dal fatto che alcuni dei nostri “rappresentanti” hanno poi conquistato finali e medaglie continentali nel mezzofondo ai recenti Campionati Europei Master su pista di Jesolo ed agli Europen Master Games aTorino.

Un ricordo extrasportivo?

Beh, le gare passerella al Miglio di Milano e le premiazioni del club in Piazza Castello a Milano sono state un bel biglietto da visita, così come questa vostra immagine di apertura dell’articolo. Siete il miglior magazine di podismo in Italia e credo che per tutti gli atleti a podio sia un motivo d’orgoglio vedere il proprio nome in copertina.

Basta passato, passiamo al 2020

In effetti ci sono tante novità in arrivo, ma non posso scendere troppo in dettagli in quanto gli accordi definitivi non sono stati ancora siglati ed inoltre voglio prima parlarne con i miei “azionisti di maggioranza” ovvero le società sportive che sostengono il club. In ogni caso l’obiettivo è quello di diventare uno strumento di promozione del mezzofondo che coinvolga i master ma soprattutto i giovani

Grazie Fulvio, ci hai incuriosito e non vediamo l’ora di saperne di più. Alla prossima.

SERVIZIO FOTOGRAFICO

Svolta decisa per il Trofeo Montestella – Memorial Cristina Lena, giunto oggi, domenica 27 Ottobre, alla sua edizione numero diciassette. In realtà è come un’edizione numero uno, incomparabile con le precedenti. La sede di partenza si è trasferita dal centro scolastico di via Natta a quello sportivo che fa capo alla US Viscontini, dove erano previsti tutti i servizi per i partecipanti ovvero spogliatoi, docce e deposito borse. I motivi della scelta sono di ordine ecologico ed economico, onde evitare i costi richiesti per Vigili Urbani, Azienda Trasporti e tutto quanto si rende necessario correndo sulle strade pubbliche a Milano. Oneri ormai insostenibili se non si dispone di numeri molto elevati, come dettagliatamente spiegato in questo nostro articolo, in quanto significherebbero un aggravio di diversi euro per partecipante. Questo non è l’obiettivo degli organizzatori che mantengono ancora la quota a 10 euro.

Siamo nel quartiere di Trenno, Si corre solo nel verde all’interno dell’omonimo parco. Anche molte aree confinanti non sono edificate, ospitando le piste dell’ippodromo, prati e giardini. Non sembra di essere a Milano. Tracciato tecnico con diverse curve, ma sostanzialmente scorrevole e praticamente tutto su asfalto. Distanza prevista 8,3 chilometri, rispetto ai 10 del passato. Due giri, con la prima tornata più corta, circa 3 chilometri, onde ridurre al minimo il rischio doppiaggi. I volontari del GS Montestella sono su un campo nuovo, ma hanno grossa esperienza e recitano la parte a memoria, ben coadiuvati dai colleghi della US Viscontini che giocano in casa. I pareri dei partecipanti, oltre 600 finisher, compresi circa 160 non competitivi, sono stati molto positivi.

La pistola dello starter ha sparato alle ore 9, ma come tradizione, essendo la gara prevista nella mattina successiva al ritorno all’ora solare, è come se si fosse partiti alle 10, lasciando maggior riposo a tutti i partecipanti. Il primo vincitore del nuovo Montestella è stato Badr Jaafari della Varese Atletica. In 25 minuti spaccati. 26’05” il tempo di Balduino Scafone (DK Runners), secondo,  mentre terzo si è classificato Riccardo Bado (Arcobaleno Savona) in 26’37”. Podio femminile composto da Chiara Spagnoli (Brescia 1950) in 28’53”, Gaia Pigolotti (Atl Varese) 30’29” e Giada Eleonora Mingiano (Riccardi Milano) con 31’00”.

Rapide le operazioni di consegna pettorali, borse e pacco gara. Le classifiche sono state progressivamente esposte in bacheca in tempo reale dall’arrivo degli atleti. Stessa cosa dicasi per le premiazioni che si sono concluse appena dopo le 11, malgrado l’alto numero di categorie coinvolte. Durante la cerimonia, il momento più toccante è stato quello quando è stata premiata la vincitrice delle SF40 a cui è riservata una targa speciale. Si tratta della categoria in cui gareggiava l’atleta gialloverde Cristina Lena, prematuramente scomparsa dieci anni fa ed alla cui memoria è intitolato il trofeo.

Come d’abitudine gli organizzatori segnalano la seguente casella di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., a cui inviare suggerimenti con l’obiettivo di correggere eventuali difetti e fornire un servizio sempre migliore, da mettere in pratica domenica 25 Ottobre 2020 in occasione dell’edizione numero 18.

Domenica, 27 Ottobre 2019 16:00

Abbiategrasso (MI) – 4^ Marathon dei Navigli

SERVIZIO FOTOGRAFICO

Oggi, domenica 27 Ottobre ha avuto luogo l’evento organizzato dal Rotary Club che prevedeva, oltre a maratona e mezza, una non competitiva dove era possibile scegliere tra vari percorsi da 1,5, 4,2 ed 11,8 chilometri.

Percorso della maratona che si sviluppava principalmente lungo le rive dei navigli, attraversando le campagne del territorio nei comuni di Abbiategrasso, Ozzero, Morimondo, Gudo Visconti, Albairate, Robecco S.N., Magenta. Prevalentemente scorrevole, anche se non sono mancate almeno tre asperità nei passaggi limitrofi alla valle del Ticino. Il percorso costeggiava alcuni interessanti monumenti come il Castello Visconteo, le conche del Da Vinci sul Naviglio di Bereguardo, l’Abbazia di Morimondo, il palazzo Cittadini-Stampa e le ville storiche lungo il corso del Naviglio Grande a Cassinetta e Robecco S.N.

Marco Ferrari (Atletica Paratico) ha vinto la maratona in 2h28’07” staccando di quasi 7 minuti Loris Mandelli (Pol Carugate) e di oltre 19 Antonio Castellaneta (Atl Cesano Maderno). Tra le donne successo della evergreen SF50 Claudia Gelsomino. La portacolori della Cardatletica ha chiuso in 3h04’28”. Per Rita Secchi ed Eliana Silvera Silva distacchi nell’ordine dei 20 minuti. Il duo vincente nella mezza è quello composto da Celestin Nihorimbere (1h09’55”) e Karin Angotti (1h25’26”). In questa gara va segnalato un curioso episodio capitato al secondo ed il terzo classificato ovvero Alessandro Bossi e Fabio Ercoli. Proprio dal profilo facebook di uno degli atleti leggiamo che per: “Un errore di percorso ad un incrocio mal segnalato, mi sono perso per Abbiategrasso… L’errore ha coinvolto me e il secondo. Abbiamo allungato circa 400 metri… Per fortuna ci siamo ritrovati sul percorso di gara, ma il quarto che ci seguiva a molta distanza era davanti. Mancavano due km e siamo riusciti a riprendere la posizione”.

Dalla società di cronometraggio riscontriamo che rispetto al 2018 i numeri sono restati sostanzialmente stabili per i classificati di maratona e mezza, ovvero 725 contro i 690 dell’anno in corso. Ciò malgrado la buona giornata meteo ed il fatto che quest’anno fossero in palio i titoli di campione lombardo di maratona per le categorie Promesse/Assoluti maschili e femminili. Oltre alle iscrizioni “… aperte tutto sabato pomeriggio e domenica mattina fino a pochi minuti prima della gara…” come riportato nel mailing inviato dall’organizzazione settimana scorsa.

 

Venerdì, 25 Ottobre 2019 23:57

USA: squalificata perché indossa lo hijab

Ha ormai fatto il giro del mondo la storia di Noor Alexandria Abukaram, una ragazza di fede musulmana residente in Ohio. Nello scorso fine settimana la sedicenne ha disputato una gara studentesca di cross dalla quale è stata squalificata. Il motivo dell’estromissione dalla classifica finale è stato il suo abbigliamento: pantaloni e hijab. Se non conoscete la foggia del copricapo lo potete vedere nella foto.

La ragazza si è ovviamente dichiarata affranta, ma sembra i giudici avessero avvisato il coach della sua squadra, la “Sylvania Northview High School” poco prima della partenza, dando tre opzioni: far cambiare abbigliamento alla ragazza, sostituirla con un'altra atleta, o lasciarla correre avvisandolo preventivamente che sarebbe stata squalificata. Anche se su questo punto le versioni sono discordi. Di certo il regolamento del campionato, l’OHSAA 2019 Cross Country Manual è chiaro. E’ possibile chiedere delle eccezioni a quanto stabilito in termini di divise, anche per motivi religiosi, ma le stesse vanno richieste anticipatamente e per iscritto.

Sabato 19 ottobre si è disputata la prima edizione de “Il Miglio di Milano”. Non che nel capoluogo lombardo non si fosse mai gareggiato sui 1609,34 metri, ma è indubbio come questa volta l’evento sia stato messo in piedi in grande stile da dei professionisti della comunicazione come quelli di Havas, in collaborazione con Atleticom, gli organizzatori del Miglio di Roma e con il fattivo supporto dell’esperto team del Club del Miglio, il circuito attivo da ben 17 anni su questa distanza. Con queste premesse era difficile che qualcosa non andasse per il verso giusto ed infatti il programma si è svolto in maniera regolare.

Tracciato molto interessante che partiva a ridosso dell’Arco della Pace ed entrava nel Parco Sempione. Dopo aver aggirato esternamente l’Arena, i corridori proseguivano verso l’uscita del parco all’altezza della porta Trionfale dell’impianto. Passati a fianco dell’Acquario civico, raggiungevano poi Piazza Castello, dove era situato il traguardo. Percorso molto tecnico, con diverse curve. Fondo misto tra ghiaia, pavè ed asfalto. Ottimo per rendere la gara ancora più divertente e combattuta anche se a discapito dei tempi finali.

Nel villaggio in piazza Castello era a disposizione tutto quello che rende perfetta una gara prima e dopo la corsa: spogliatoi, servizi igienici, deposito borse oltre a diversi interessanti stands tra cui quello di ADES, Diabete e Solidarietà, dove era possibile effettuare gratuitamente uno screening e un controllo glicemico. Oltre a quello del main sponsor, una notissima casa di pneumatici. Da loro abbiamo appreso che in un pneumatico il limite minimo del battistrada è 1,60934 millimetri, ovvero un milionesimo di miglio, giusto per restare in tema.

Si è cominciato alle ore 13 con le batterie a tema, tra cui la DOGSMILE, ovvero accompagnando il proprio cane ed il FA-MIGLIO, staffetta tra famiglie. Non sono mancate le gare tra colleghi d’azienda e tra i rappresentanti di università, come nella migliore tradizione anglosassone su questa distanza. Per la cronaca il primo ateneo ad entrare nell’albo d’oro è stato il Politecnico di Milano. A seguire si sono disputate le altre manche dei non competitivi. Tra i partecipanti era presente anche la showgirl Federica Fontana, volto noto a molti telespettatori.

Verso le 16 si è entrati nel vivo con gli atleti agonisti tra cui i primi tre classificati per categoria nella classifica generale del Club del Miglio 2019. Il circuito che prevedeva ben dieci prove a cui partecipano molti tra i migliori mezzofondisti master a livello nazionale. Teoricamente gare passerella, non valevoli per la classifica finale del "Club", ma in pratica nessuno si è tirato indietro.

Gran finale con gli atleti elite, poi premiati da Genny Di Napoli, primatista italiano su molte distanze del mezzofondo tra cui il miglio ed ambassador della manifestazione. Tra le donne ha vinto Caroline Makandi Gitonga, keniana che è di casa nel nostro paese. Il suo crono è stato 5’06”28. Seconda Irene Vian (Atletica Riviera del Brenta) in 5’09”23. Terza Serena Troiani (CUS ProPatria Milano) con 5’09”76. Al maschile entra nella storia del Miglio di Milano Soufiane El Kabbouri (CUS Torino) in 4’20”40 che brucia di un solo centesimo Mohamed Zerrad (Atl Biotekna Marcon). Terzo l’uruguagio Santiago Catrofe in 4’21”82. Come accennavamo sopra, si tratta di ottimi crono su quel tipo di percorso, reso peraltro umido dalle pioggie mattutine che fortunatamente nel pomeriggio hanno risparmiato gran parte dei concorrenti. Buona la prima a “Il Miglio di Milano”.

E’ caduto il velo sul nuovo tracciato del Trofeo Montestella che abbandona il centro scolastico di via Natta ed i relativi tratti su strada pubblica per passare ad una soluzione tutta verde. Ne parliamo col direttore della gara, Paolo Nobili, molto concentrato sugli ultimi preparativi, prima di domenica 27 Ottobre: “Il tracciato della 17^ Edizione del Trofeo Montestella - Memorial Cristina Lena è nuovissimo e completamente immerso nel verde del parco di Trenno, ma praticamente tutto su fondo asfaltato.
Il primo giro è più breve, fino all'altezza dello storico Milan War Cemetery, onde evitare possibili doppiaggi. Nella seconda tornata gli atleti si spingeranno fino all'estremità meridionale del parco, lambendo il confine con la via Novara, per poi costeggiare il trotter e l'Ippodromo La Maura, su un rettifilo dove sarà possibile scatenare tutti i cavalli prima dell'eccitante fase finale. Ringrazio il fotografo Roberto Mandelli per questa splendida panoramica orientata Sud-Nord, che rende bene l’idea. Preciso solo che quello che vedete è un disegno di massima, se volete tutti i dettagli potete cliccare qui. In ogni caso, non preoccupatevi, pensate solo a correre e divertirvi. Il percorso sarà ben indicato e presidiato. Arrivederci a tutti a domenica 27 Ottobre al Centro US Viscontini, in via Ferdinando Giorgi 10 – Milano. Partenza alle 9, ora solare. Ricordo a tutti che nella notte tra sabato e domenica si riportano indietro le lancette di un ora e quindi arriveremo tutti più riposati”

A qualche giorno dall’impresa di Eliud Kipchoge a Vienna, vorremmo tornare sulla corsa di sabato con un commento, sebbene non autorizzati da tutti, perché ad esempio Orlando Pizzolato, sul suo profilo facebook scrive: “…credo che sulla sua impresa possano esprimersi con diritto solo coloro che sanno cosa vuol dire correre al ritmo che ha corso lui per 42km”. Io purtroppo ho corso proprio lo stesso giorno un 200 metri, peraltro in gara minore, ma ufficiale. Ed il ritmo è stato praticamente lo stesso. Quindi mi mancherebbero ancora 42 chilometri. Però scarsi... Ciononostante, mi avventurerò in questo scritto.

Il migliore e il primo a poterci provare. Che a nostro opinabile avviso, Kipchoge sia il più bravo in circolazione e forse il miglior maratoneta di tutti i tempi, lo sosteniamo, crono e palmares alla mano, da tempi non sospetti, come potete leggere in questo pezzo dell’anno scorso. Quindi se c’era qualcuno in giro che avesse il “diritto” di provarci era proprio lui.

Entusiasmante. Anche lo spettacolo è stato molto interessante e coinvolgente. Dalla location scelta, alla cornice di pubblico, passando per il perfetto balletto dei cambi terminando, in ordine d’importanza crescente, per la prestazione atletica, condita da uno stile impeccabile. Di lepri, scie ed altro parleremo dopo, ma in assoluto pensiamo di aver assistito a due ore entusiasmanti per chi ama la corsa.

Incontrollato. Qui veniamo alle dolenti note. Mentre almeno a Monza, durante il primo tentativo nel 2017, la gara si era svolta sotto l’egida della FIDAL e con Giudici presenti, qui temiamo non ci sia stata neanche l’ombra di IAAF, Federazioni o quantomeno di un ente terzo a controllare. Abbiamo navigato su tutto il sito https://www.ineos159challenge.com/ per trovare qualche riscontro, ma senza successo. Quindi niente giudici, niente controllo antidoping, nessuna omologazione del percorso, con successivo ricontrollo della distanza quando si verifica un record. Niente di niente. Per carità, siamo tutti onesti, tutti garantisti, tutti in buonafede, ma quando la figura del controllore e del controllato si fondono, noi non ci sentiamo a nostro agio. 

Incomparabile. E’ possibile comparare questa impresa con il record mondiale di 2h01’39”, peraltro detenuto dallo stesso Kipchoge? Assolutamente no e non solo per la mancanza di giudici, ma per le stesse irregolarità che avevano invalidato la prova di Monza: un esercito di lepri che si alternavano davanti e poi si riposavano a bordo pista, una vettura con il cronometro probabilmente troppo vicina, indicazione laser del ritmo da seguire, rifornimenti volanti e di sicuro ci siamo dimenticati qualcos’altro. 

Irripetibile. In assenza di regole e di controllo, la prova risulterà irripetibile. Certamente Kipchoge o altri, insieme al munifico sponsor, possono riprovarci, anche se probabilmente il keniano nel 2020 è più interessato al bis olimpico. Il problema è che senza regole e controllori, chi non ci dice che la prossima volta l’auto cronometro, ma anche frangivento, non stia un metro più vicina? Che al posto di 41 lepri (35 più riserve) in squadre di 7 non si passi a 80? Che invece di partire da un cavalcavia su un ponte, guadagnando di sicuro qualcosa rispetto alla piatta Monza, non si parta da più in alto. Magari si riprova a Torino, partiamo da Superga e ci spariamo 300 metri abbondanti di dislivello. E non provate ad evocare regole non scritte e nemmeno controllate sabato scorso.

1h59’40”: entusiasmante, incontrollato, incomparabile, irripetibile.

Festa dell’atletica sabato 12 ottobre a Carate Brianza (MB), in occasione 8° Miglio Memorial Gino Riva. Decima ed ultima tappa della 17^ edizione del Club del Miglio, prima delle premiazioni e gare-passerella fuori classifica, previste per il successivo sabato 19 Ottobre al Miglio di Milano.

Come da tradizione, il campo sportivo in via XXV Aprile è stato invaso da tantissimi giovani ed entusiasti mini-atleti che si sono misurati sulle varie distanze. Dai 201,2 metri dell’ottavo di miglio (Esordienti C) a salire ai 400 (Esordienti A e B) e 1000 metri (Ragazzi e Cadetti). Segnaliamo nei 1000 metri Cadetti il 3’30”60 di Chiara Testa (Multisport Cantù) ed il 2’50”68 di Paolo Cascade (Fanfulla), mentre a livello Ragazzi i migliori crono sulla stessa distanza sono stati: 3’15”88 di Virginia Mutti (Pro Patria Milano) e 3’12”98 di Andrea Zanetto dei Daini Carate, la società locale.

Complimenti ai padroni di casa per la perfetta organizzazione comprensiva di un ottimo timing, premiazioni incluse. Cerimonia che ha visto presenti Eleonora Frigerio, Assessore allo Sport del Comune di Carate Brianza e Sergio Ottolina. Per i più giovani ricordiamo che l’azzurro ha disputato ben quattro finali olimpiche e conquistò un bronzo agli europei del 1962 sui 200 metri. Distanza di cui è stato anche recordman europeo con 20”4 nel 1964, quando le piste erano in terra battuta…

Ottolina ha ovviamente premiato i duecentisti, specialità inserita nel programma insieme al salto in alto, nell’ambito della quarta ed ultima tappa del concorso “Oltre al Miglio c’è di più”, gemellato con il “Club del Miglio”. A questo proposito, anche se siamo un sito dedicato al fondo ed al mezzofondo, ci permettiamo di segnalare il sedicenne Alberto Murari dell’Atletica Adige che ha saltato 2,01 e fallito di un soffio quota 2,05. Speriamo di risentirlo nominare in futuro.

Nel miglio la manche elite ha visto in azione Mattia Moretti. Il carabiniere ha messo tutti in fila col tempo di 4’24”70, mentre tra le donne miglior crono di giornata per Lara Pellicoro, la Junior della Bracco Atletica che ha chiuso in 5’11”68. Per ogni dettaglio troverete qui il link con le classifiche FIDAL.

In merito alle classifiche finali del Club vi daremo conto in un articolo dedicato, per il momento arrivederci a sabato prossimo, ricordando che il Miglio di Milano è aperto a tutti, anche con batterie non competitive o per chi non ha disputato le tappe del Club del Miglio.

Domenica 13 ottobre si è nuovamente celebrata quella festa della corsa che si chiama DJ Ten, giunta alla sua 15^ edizione. Formula collaudatissima con le due opzioni sui 5 e 10 chilometri e tanta gente che magari corre una sola gara, se possiamo chiamarla così, all’anno. A questo proposito, invece d’inserire una foto dell’edizione 2019, con la marea di magliette verdi che ha invaso Milano, torniamo all’edizione in azzurro un anno indietro. Ecco l’emblematica foto della prima fila alla partenza 2018: tante belle ragazze sorridenti, il cui vero obiettivo è quello di essere fotografate, qualche improbabile atleta ed un paio di runner “seri”, ai due estremi. Quello a destra è serissimo. L’unico a cui sembra importante concentrarsi, partire bene, piazzarsi meglio e fare un buon tempo.
La DJ è così, prendere o lasciare: un evento. L’aggettivo "agonistico" non è tra i più indicati per descriverla. Sono tutti lì, felici di pagare tra i 18 ed i 20 euro.

Ne parliamo con un testimone oculare, Maurizio Di Girolamo, atleta del Gruppo Sportivo La Michetta, grande amante della fotografia e che sta realizzando un progetto fotografico legato alle due anime del podismo (ma di questo parleremo in futuro in un articolo interamente dedicato). Senior categoria SM55, con alle spalle 14 maratone e moltissime mezze, essendo fermo per acciacchi ha svolto servizio d’ordine all’incrocio di via Mengoni: “E’ andato tutto bene. Dopo le tre ondate per la dieci, alle 10.45 circa è partita la DJFive. E’ impressionante notare come praticamente tutti indossassero la maglietta ufficiale della corsa. Perché lo chiede Linus? Forse, ma in realtà a tutti piace identificarsi con la corsa. Anche perché non essendo una gara FIDAL non ci sono obblighi di nessun genere nei confronti della federazione o del club di appartenenza, per chi è tesserato. Ma vedevi anche, alle lunghe file al metal detector, come la gente non ci pensasse, anche se aspettava il doppio dei tempi di attesa in fila alla Posta. Al mio varco tutto tranquillo, si è lamentata solo una comitiva di russi ed alcuni fedeli diretti al Duomo per la Messa domenicale. Volevano attraversare il percorso. Per ritornare alle differenze con le gare “tradizionali”, nella 5 chilometri c’erano moltissime famiglie con carrozzine, bambini e cani al seguito. In percentuali altissime rispetto al solito.”

Percorso glamour tra Duomo, San Babila e quadrilatero della moda, Brera, Sempione, City Life Tre Torri per terminare all’Arena Civica, unica struttura in grado di ospitare la massa dei partecipanti alla dieci km. Già che ci siamo, parliamo di numeri. 19859 arrivati per la dieci (erano stati 23088 nel 2018) e 9613 per la cinque (9545), per un totale di 29472 finisher, con un saldo negativo di 3161 unità, circa il 10% rispetto all’anno scorso. Senza nulla togliere al successo della manifestazione ed ai suoi numeri elevati, dopo una continua crescita anche la DJ milanese forse comincia a risentire del trend negativo che peraltro sta toccando le singole gare di running da ormai qualche anno.
Questo anche per completezza ed esattezza d’informazione, in quanto già sappiamo che la stragrande maggioranza dei media parlerà della "carica dei quarantamila".

Concludiamo ricordando il convitato di pietra a questa festa del running, o meglio il non invitato, in quanto il Presidente Gianni Mauri (e con lui la FIDAL Lombardia) non ci sembra persona minacciosa. A differenza di quanto accade per esempio per la DJ Ten a Roma, qui la FIDAL non la vogliono tenere in considerazione.
Per chi fosse interessato, su questo tema abbiamo dedicato un articolo che potete leggere cliccando qui.

Domenica scorsa a Doha si è conclusa la 17^ edizione dei campionati mondiali di atletica che hanno visto gli azzurri salire sul podio appena una volta, per merito di Eleonora Giorgi sui 50 chilometri di marcia. Grazie a questo bronzo quantomeno siamo inclusi nel medagliere, sebbene in 31^ posizione, ma per cercare di fare un bilancio più oggettivo e comprensivo delle prove degli azzurri non medagliati, ci affidamo al “Placing Table” della IAAF, ovvero la tabella che raccoglie tutti i piazzamenti per disciplina dal 1° fino all’8° posto, assegnando 8 punti per l’oro, 7 per l’argento e via via scendendo fino ad 1 punto per l’8° posto, come ad esempio quello conquistato da Crippa sui 10000 metri.

In questa classifica, dominata dagli USA con 310 punti, con la bellezza di 16 punti l’Italia si trova al 26° posto, in compagnia di Svizzera e Bahamas… Una posizione di rincalzo e che ormai ci appartiene da anni. Finiti i bei tempi della prima edizione dei mondiali ad Helsinki, dove avevamo raccolto 43 punti grazie anche all’oro di Cova sui 10000, l’argento della 4x100 uomini ed il bronzo di Mennea sui 200, oltre a tanti altri piazzamenti di prestigio che ci avevano proiettato all’8° posto tra le nazioni.

Quello che vedete nel grafico, preparato in esclusiva per i lettori di Podisti.net, è l’evoluzione dei punti conquistati dall’Italia in tutte le edizioni dei mondiali e l’inesorabile declino, complice certo una globalizzazione dell’atletica, ma anche per nostro demerito.

Nello scorso secolo eravamo fissi nella top ten, poi siamo passati alla fascia tra il decimo ed il ventesimo posto. Pechino 2015 ha ufficializzato lo scivolamento oltre la ventesima posizione del ranking, Londra 2017 oltre la trentesima. Speriamo che il 26° posto di Doha non sia un “rimbalzo”, per usare un termine dei borsisti quando registrano un rialzo di breve durata nel contesto di una continua fase discendente.

Spesso le conferenze stampa sono momenti un po’ noiosi ed invece lunedì 7 Ottobre la presentazione del Miglio di Milano è stata piacevole quanto interessante. Padrona di casa a Palazzo Marino, nella sala Brigida, non poteva che essere l’Assessore al Turismo, Sport e Qualità della vita, Roberta Guaineri. Grande sportiva a cui è stato consegnato il pettorale numero 1609, la lunghezza in metri di un miglio e che ha ribadito l’interesse dell’amministrazione per questi avvenimenti che mescolano cultura, sport, solidarietà alla bellezza del semplice stare insieme. Non a caso il motto della manifestazione, ben in vista sulle magliette commemorative è RUN.LIVE.SMILE con il simpatico gioco di parole e colori tra smile ovvero sorridere e mile, miglio.

Il moderatore Luca della Porta ha poi lasciato al parola agli organizzatori della Havas ed in particolare a Federico Fantini che ha descritto come si svilupperà il pomeriggio del 19/10 prossimo venturo. Si correrà su di un tracciato che partendo dall’Arco della Pace e toccando il Parco Sempione, terminerà in Piazza Castello. Ci saranno batterie destinate alle corse con i cani (DOGSMILE), sfide tra università, come nella tradizione anglosassone su questa distanza. Sfide a staffetta tra famiglie con 3 o 4 elementi a passarsi il testimone (FA-MIGLIO). Gare tra colleghi di azienda per non dimenticare l’aspetto corporate. Si passerà poi ad altre manche per non competitivi in un crescendo rossiniano che porterà ai migliori atleti master italiani, vincitori delle varie categorie del Club del Miglio a sfidarsi fra loro in una gara passerella, a preludio della premiazione del circuito sul palco davanti al Castello Sforzesco.

Gran finale con una manche elite, per la quale i nominativi sono ancora top-secret. Camillo Franchi Scarselli di Atleticom, patron del Miglio di Roma e responsabile dell’ingaggio dei top runner, non si è voluto sbilanciare. I mondiali a Doha erano terminati solo da un giorno. Più loquace nel descrivere il miglio romano, gemellato con Milano e che da quattro anni si disputa sulla velocissima via del Corso che guarda caso è lunga proprio 1609 metri. La corsa capitolina che ripercorre un’antica tradizione cominciata nel 1472 e durata quattro secoli, è attualmente il miglio più veloce d’Europa grazie al tempo di 3’54”80 stabilito dal keniano Melly lo scorso 12 maggio.

Assente giustificato il presidente FIDAL Lombardia Gianni Mauri che non ha voluto far mancare un suo messaggio di plauso alla manifestazione.

Si è chiuso con l’ambassador della gara, quel Genny Di Napoli che ancora oggi è il primatista italiano e che è ritornato sui suoi record, sulle tante vittorie ed anche sulle sconfitte, ricordando le sue dodici esperienze al miglio di New York dove veniva pagato in contanti da tale Donald Trump. Di Napoli preparerà la gara insieme ad un gruppo di ragazzini, riscaldandosi con loro e correndo con loro una batteria. Partendo per ultimo e cercando di raggiungere tutti i partecipanti.

Chiudiamo sottolineando che per ogni iscrizione, 2 euro saranno donati alla ONLUS Fondazione Francesca Rava a sostegno del loro ospedale pediatrico ad Haiti dove assistono migliaia e migliaia di bambini. Il loro stand sarà presente nel villaggio così come quello dell’associazione ADES, Diabete e Solidarietà dove sarà possibile effettuare gratuitamente uno screening e un controllo glicemico. Verifica più che mai opportuna se si pensa che in Italia circa un milione di persone è malata di diabete senza saperlo.

Domenica, 06 Ottobre 2019 23:49

Chiavenna (SO) - 3° Miglio della Brisaola

E’ sempre bello correre a Chiavenna, sulla pista azzurra come il cielo e tutta circondata da una gradevolissima cornice di montagne. Situazione insolita per chi arriva dal centro della pianura padana. Il centro sportivo sito in Piazza Falcone e Borsellino è come al solito preso d’assalto da tanti ragazzi che si divertono su distanze più brevi. Per i senior, prima dei classici 1609 metri, sono previste due gare “alternative”, nell’ambito del circuito “Oltre al Miglio c’è di più”, gemellato col Club del Miglio. Questa volta ci si poteva cimentare sui 400 metri ed il salto in lungo. Unico neo meteorologico, un forte vento che ha disturbato le gare di salto e poi, aumentando la sua intensità, ha letteralmente sferzato i mezzofondisti. Praticamente si correva in salita sul rettilineo opposto alle tribune e specialmente sulla seconda curva. Ma i padroni di casa del GP Valchiavenna sono stati come sempre impeccabili organizzatori ed anche generosi con tutti, partecipanti e premiati che hanno portato a casa gustose leccornie locali.

Venendo ai risultati, nei 1000 metri ragazze la migliore è Sofia Sidenius con 3’18”12, mentre nelle cadette è Elisa Rovedatti con 3’14”14. Tra i ragazzi Daniele Ciaponi con 2’57”59. Per i cadetti Tommaso Bonetta in 2’52”12. Nel lungo Dario Pensa, Allievo classe 2003, sigla la migliore misura con 5,62m. Sui 400m Diana Secchi è la migliore con 1’03”98 e Raffaele Saraceni in 54”80 tra i maschi

Nel Miglio,  prima della classe, come a Segrate, è l'allieva classe 2002 Sara Gandolfi con 5’30”78. La miglior prestazione cronometrica in assoluto è stata appannaggio di Cristian Menghi che ha dominato la serie Elite maschile in 4’34’’18, precedendo Luca Molteni e l’immarcescibile SM45 Riccardo Lerda.  I risultati in dettaglio, seppur ufficiosi in quanto dal sito facebook Club del Miglio, li trovate qui

Sentenze definitive sabato prossimo, 12 Ottobre a Carate Brianza (MB), dove i Daini ospiteranno il 7° Miglio “Memorial Gino Riva”, mentre il 19 ci sarà la passerella e le premiazioni del circuito, in occasione del Miglio di Milano che si correrà  sull’affascinante tracciato tra l’Arco della Pace ed il Castello Sforzesco.

Con grande prontezza e precisione, il collega Lorenzini ci ha informato della squalifica per 4 anni da parte dell’agenzia antidoping americana (U.S.A.D.A.) a carico di Alberto Salazar, personaggio quantomeno chiacchierato fin dai tempi della sua carriera di atleta.

Salazar, non è un allenatore qualsiasi, anzi fino all’altro giorno si poteva tranquillamente sostenere che fosse il migliore, quello con maggior successi, stante la lunghissima lista di atleti che seguiva. Lunga ma soprattutto prestigiosa. A partire dal quattro volte campione olimpico, il britannico Mo Farah, per passare ai top maratoneti USA Galen Rupp e Kara Goucher, fino a Sifan Hassan, l’olandese fresca campionessa mondiale a Doha sui 10000 metri.

Lasciando sempre valida la presunzione d’innocenza ed attendendo l’esito finale dei vari gradi di giudizio, permetteteci di prevedere che alla fine dell’iter la condanna venga confermata.

A questo punto ci auguriamo vivamente che la storia non finisca così, in quanto se l’allenatore promuoveva certe pratiche è chiaro che lo faceva con degli atleti. Molto probabilmente i suoi atleti. Verosimilmente con i migliori. Perché va bene tutto, però se proprio devo rischiare qualcosa, lo faccio per un risultato. Altrimenti mi brucio per dopare un amatore?!? Ammesso e non concesso che ce ne siano tra i runner della sua scuderia targata Nike Oregon Project, con il colosso americano pronto a prendere le distanze dalla vicenda.

Quindi attendiamo di conoscere i nomi. Vediamo già che in rete alcuni tifosi di questo o quell’atleta hanno cominciato a scrivere che no, tizio non è allenato da Salazar. Ma se lo è stato un anno fa, i termini della questione non cambiano, una volta stabiliti modi e periodi. Per esempio la Goucher lo ha lasciato nel 2011, se non andiamo errati. Altri però molto più recentemente, forse sentendo puzza di bruciato?

In caso contrario, questa vicenda diventerebbe un’altra Operacion Puerto dell’atletica, ovvero un grande scandalo che avrebbe coinvolto una sessantina di ciclisti, probabilmente le squadre dei migliori oltre a sportivi di altre discipline. Ripetiamo, un grande scandalo quello del dottore spagnolo non solo per la notizia in se ma per i risultati della vicenda. Perché dal 2006 ad oggi non siano state mai analizzate le sacche di sangue “trattate” e che avrebbero portato con grande facilità ai loro proprietari.

Fuori i nomi degli atleti dopati da Salazar.

Giovedì, 03 Ottobre 2019 16:06

Perdere la gara per colpa di un tamponamento!

Domenica scorsa, 29 Settembre, si è svolta la 4^ Edizione della Mezza Maratona di Sondrio. Bella festa in una giornata soleggiata, nuovo primato cronometrico, record di presenze con più di seicento arrivati tra la gara principale ed una 10 chilometri.

http://podisti.net/index.php/cronache/item/4967-mezza-di-sondrio-tiongik-scaraventato-a-terra-vince-nyakundi.html

Tutto bene insomma? No, non esattamente, in quanto all’arrivo della maratonina è successo il fattaccio. A contendersi la vittoria finale erano restati due keniani, Paul Tiongik (GP Parco Alpi Apuane) e Dickson Simba Nyakundi (Run2gheter), con il primo atleta che ormai aveva preso un vantaggio dall’avversario, a pochi metri dal traguardo. Con le due freccie keniane lanciate ad almeno 25 all’ora verso il nastro d’arrivo, cosa succede? Avviene che sul tracciato ci sono altri corridori, peraltro nel loro pieno diritto, in quanto stanno terminando la loro fatica sui 10 chilometri. Non è colpa loro se per coprire quella distanza impiegano più o meno lo stesso tempo dei primi della maratonina. Uno di loro è in mezzo alla strada e decide di farsi da parte. Peccato che Tiongik scelga proprio quel lato per sorpassarlo. Il risultato è un violento tamponamento che fa cadere rovinosamente il leader della corsa a pochi metri da una sicura vittoria. Ne approfitta Dickson Simba Nyakundi per transitare in prima posizione in 1h03’01”. Il povero Tiongik si rialzerà e passerà il traguardo dopo 27”.

 

Pur comprendendo il desiderio degli organizzatori di proporre più gare in menù, è evidente come sarebbe stato opportuno avere arrivi separati per le due gare. Oppure stabilire un tempo limite di un’ora per l’altra gara. O costringere gli ultimi arrivati della 10 chilometri ad incanalarsi in un corridoio all’arrivo, oppure avere qualche responsabile più pronto di spirito in zona traguardo che bloccasse questi amatori...
In caso contrario, suggeriamo per la prossima edizione d’inserire nel pacco gara un modulo per la constatazione amichevole in caso d’incidente stradale…

A sole due tappe dalla conclusione del circuito nei prossimi due sabati 5 e 12 Ottobre, ecco un'attenta analisi della situazione nelle varie classifiche di categoria, affidata al maggiore esperto della materia, ovvero Roberto Matteucci, a cui lasciamo la parola.

"La tappa segratese dello scorso 21 Settembre ha emesso alcuni verdetti sull’esito finale della stagione e più di un miler ha ottime ragioni per sorridere già prima delle ultime due prove su pista di Chiavenna e Carate pregustando la passerella finale al Parco Sempione, nell’ambito del Miglio di Milano.  

Licia Bombelli, Paola Cagliani e Francesca Caldarulo sono già campionesse 2019 in pectore, mentre Sara Gandolfi avrà bisogno di almeno un’altra partecipazione per mettersi al collo la medaglia d’oro.
Nelle altre categorie, Joanna Drelicharz, Eva Volpari e Rosanna Rossi appaiono nettamente favorite sulle rispettive contendenti: le tre rappresentanti dell’Athletic Team Sabrina Leombruno, Alessandra Beretta e Rosa Di Sabato contano soprattutto sulla costante partecipazione alle gare, ma il gioco degli scarti sembra poter risultare alla fine penalizzante.

In campo maschile, sono già certi della vittoria Pietro Matteucci, Antonio Basso, Ivan Doniselli, Francesco Merisio e Nini Bombelli: per loro un sorriso contenuto, avendo già da tempo sbaragliato il campo nelle categorie di appartenenza.
Se al decano del Club Pietro Ferrari basterà essere presente ad entrambe le prove mancanti per tornare sul gradino più alto del podio fra gli over 80, leggermente più ingarbugliata la situazione nelle categorie SM75, SM70 e SM60 con Enzo Capuzzo, Rodolfo Rencurosi e Giuseppe Lazzari che possono contare su una confortante superiorità nei confronti degli immediati inseguitori, ma dovranno partecipare alle prove di Chiavenna e Carate per presentarsi da vincitori sul podio milanese.
Bei duelli invece nelle categorie SM65, nella quale Luigi Campini avrà a che fare con due avversari agguerriti come Emilio Lazzaroni e Giovanni Galmarini, SM45, con l’arrembante Marcello Vena in caccia del capoclassifica Claudio Terraneo, ma soprattutto Elite, con Giovanni Mancinelli, Luigi Porritiello e Michele Lucchini tutti in corsa per il primo posto senza peraltro avere la certezza del posto sul podio, visto che Johnatan Roggeband può artigliare una medaglia in extremis.
L’unica vera certezza è che chi avrà la pazienza di seguire le ultime fasi della stagione si divertirà e che il 19 ottobre al Parco Sempione (NdR: in occasione del Miglio di Milano) ci sarà una vera e propria sfilata di sorridenti trionfatori del Club del Miglio 2019".

 

 

Le gare al massacro che stanno caratterizzando i Mondiali di Doha ci spingono a lanciare una proposta alternativa, almeno per quanto riguarda le specialità “no-stadia”, in quanto all’interno dell’impianto un minimo di condizionamento della temperatura è presente. Lo facciamo partendo dal presupposto che questa volta siamo il Quatar, ma capiterà ancora in Bahrein, Dubai ed altri stati limitrofi, ugualmente caldi e danarosi. Adesso immagino stiate pensando che basterebbe non andare più in quell’inferno, ma è inutile provare ad opporsi a questa logica. Se può essere di magra consolazione, anche in altre discipline non regna il buonsenso meteorologico. Guardate cosa è successo ai mondiali di ciclismo, evento che il bulimico calendario della bici ha ormai spinto in autunno. Dove si sono svolti settimana scorsa? Nello Yorkshire, dove ha piovuto per tutto il tempo della manifestazione. Piovuto? In Inghilterra? Che strano. Col risultato di gare a cronometro falsate da pozzanghere simili a laghi. Idem per quelle in linea. Domenica quella maschile è stata praticamente ad eliminazione, malgrado la distanza fosse stata leggermente ridotta.

Tutto ciò premesso, onde evitare le stragi registrate nella marcia e nella maratona femminile a Doha, ed in attesa del massacro finale su quella maschile, ci domandiamo se per il futuro, quando si tornerà da queste parti, non sia possibile tracciare un percorso al coperto, esterno all’impianto. Un largo corridoio da circa un chilometro al di fuori dello stadio. Un anello non necessariamente troppo grande e quindi per questo motivo facilmente condizionabile a temperature accettabili.

La maratona potrebbe partire dallo stadio, e dopo un certo numero di giri in pista, per esempio cinque, ma potrebbero essere anche di più, uscire dall’impianto per introdursi nel “corridoio”. A questo punto il gruppo sarebbe già sufficientemente sgranato. Gli atleti poi ritornerebbero nell’anello dello stadio ogni chilometro/giro. Per gli spettatori sarebbe così possibile seguire in diretta lo svolgimento della gara, comodamente seduti al loro posto, come se si trattasse di un gran premio automobilistico. Le telecamere del corridoio potrebbero assicurare la ripresa diretta dei concorrenti mentre corrono fuori dello stadio. Problema doppiaggi? Perché, sui 10000 metri o sui 5000 non ce ne sono?  La stessa formula potrebbe essere utilizzata per 20 e 50 chilometri di marcia. All’interno dello stadio si potrebbero nel frattempo disputare le gare di lanci o salti senza interferenze con le corse e al tempo stesso garantendo uno spettacolo continuo ed interessante. Il passaggio all’interno dell’impianto garantirebbe anche l’aspetto outdoor della gara. Agli ambientalisti giustamente preoccupati per lo spreco energetico relativo al raffreddamento del pistino esterno, credo si possa facilmente rispondere che con dei pannelli solari sarebbe abbastanza semplice ottenere un condizionamento da energie rinnovabili. I costi, quando ci sono di mezzo gli sceicchi, sono l’ultimo dei problemi.  Cosa ne pensate?

Domenica, 29 Settembre 2019 23:08

Mezza maratona del VCO: arrivederci al 2020

Dopo anni di onorato servizio, la Mezza Maratona del VCO non è stata disputata. Ecco un riassunto del comunicato firmato dal Sindaco del Comune Gravellona Toce, Gianni Morandi, dal Presidente dell'A.S.D. Gravellona Toce, Gian Carlo Ferrario, e dal Presidente dello Sport PRO-MOTION A.S.D. Paolo Ottone, che danno l'arrivederci al 2020.

 "Buongiorno a tutti, a seguito dell’incontro pubblico dove si è discusso del futuro della manifestazione in oggetto e dove la società Sportiva Sport PRO-MOTION A.S.D. ha espresso il reale interesse ad organizzare questo evento, è seguito un incontro dove hanno preso parte le tre parti firmatarie di questo comunicato stampa. In quest’occasione son state discusse le basi per il futuro di questa manifestazione giunta alla sua 23^ edizione; di comune accordo si è deciso che la soluzione più logica ed in grado di dare un futuro certo sia quella di affidarla a Sport PRO-MOTION A.S.D., società sportiva che organizza i più grandi eventi sportivi della Provincia del VCO.

Il progetto vedrà un periodo di avvicinamento alla 24^ edizione che si terrà in autunno 2020, percorso che prevede alcune iniziative che avranno l’obbiettivo di riportare questa storica gara podistica ai numeri del passato.

Si passerà da una rivisitazione dell’immagine, da un piano di promozione in Italia ed all’estero e soprattutto da molti accorgimenti che mireranno ad aumentare i numeri dei partecipanti e del pubblico.

L’ A.S.D. Gravellona Toce affiancherà gli organizzatori per garantire il supporto tecnico-organizzativo necessario ed il Comune di Gravellona Toce sarà a supporto per tutti gli aspetti legati alla messa a disposizione delle aree, delle strutture, e dei permessi necessari per l’evento.

Giancarlo Ferrario: “L’ A.S.D. Gravellona Toce, che già collabora attivamente con le manifestazioni organizzate da Sport PRO-MOTION A.S.D., ritiene che la Mezza Maratona Del VCO  possa beneficiare dell’esperienza organizzativa di questa società sportiva che da tantissimi anni gestisce eventi di alto livello. Paolo ed il suo gruppo di lavoro sono persone che saranno capaci di mettere in campo tutta la loro professionalità per portare avanti una gara podistica che è stata il primo evento podistico di massa nel VCO e che merita un grande futuro”.

Gianni Morandi: “La nostra amministrazione, pur prendendo atto con rammarico dell’impossibilità di organizzare la competizione anche per l’edizione 2019, condivide e sostiene la decisione della società gravellonese A.S.D. Gravellona di affidare alla Sport PRO-MOTION A.S.D. la responsabilità di organizzare le prossime edizione della prestigiosa manifestazione. Siamo sicuri che dalla collaborazione di queste importanti realtà, l’edizione numero 24 che si terrà nel 2020 sarà la prima di una lunga serie di nuove edizioni che avranno nuovo slancio, nuovo entusiasmo e faranno nuovamente crescere la partecipazione  e il successo di quella che è sempre stata nota per essere una delle gare meglio organizzate in Italia. Il nostro supporto sarà garantito”.

Paolo Ottone: “Per poter rilanciare un evento che merita di ritornare ad alto livello e per poter mettere in atto tutte le novità che abbiamo in mente insieme ai piani promo-pubblicitari, ci vogliono tempi tecnici che a sei mesi dall’ipotetica data 2019 non ci sono. Preferiamo quindi lavorare da subito per poter presentare l’edizione 2020 a settembre in concomitanza all’apertura delle iscrizioni. Ci sembra questa la via più professionale per poter gestire questo delicato passaggio”.

 

Avete presente quando un amico Vi chiama per proporre una gara che non avete mai fatto? E Voi rispondete che forse non è il caso, ma alla fine, per il quieto vivere, ci andate… Ecco, a Jonathan Busby è successa una cosa simile, peccato che a chiamarlo non sia stato un conoscente, ma i dirigenti della federazione di atletica di Aruba e la gara erano i 5000 metri mondiali a Doha, ieri 27 Settembre.

Se pensate che Aruba sia solo un dominio e-mail e trovate strano che un suo rappresentante possa disputare dei campionati mondiali, siete in ottima compagnia. Invece no, Aruba è una stato indipendente. Un’isoletta ex colonia olandese nel Mar delle Antille.

Sfruttando la wild card offerta dalla IAAF, Jonathan può schierarsi al via, sebbene non abbia conseguito il crono minimo di qualificazione. Anzi, per essere precisi, senza aver alcun tempo sulla distanza registrato in stagione… Per il trentatreenne è un massacro. E vorrei vedere Voi se andaste a fare un 5000 ed in batteria Vi trovaste con tutti quei califfoni in gara. C’è anche il nostro Crippa che peraltro fa la stessa fine di Busby, eliminato pure lui. Al ritorno a casa Jonathan potra dire che si, è stato eliminato, ma è stato sfortunato perché è finito in una brutta manche. Pensate che non ce l’ha fatta nemmeno Yeman, ;-)

La storia però non finisce qui. E’ adesso che viene il bello. Busby in gara va in crisi. Complice l’emozione, un inizio troppo veloce ed il clima da sauna di Doha. Però non è in ultima posizione, dietro c’è un collega. Probabilmente anche lui non è lì per meriti tecnici, ma solo per consentire alla IAAF di piantare un’altra bandierina-stato sulla torta di questi mondiali. Si tratta di Braima Sunclar Dabó, proveniente dalla Guinea Bissau. Busby all’ultimo giro crolla e si accascia sulla pista, disidratato e quasi incosciente. Il buon samaritano Dabò però non lo sorpassa. Potrebbe far finta di nulla, evitando l’ultima posizione. Invece si ferma e lo sorregge, accompagnandolo per i 250 lunghissimi metri che mancano al traguardo.

La scena manda in delirio il pubblico del Khalifa Stadium e consente a Busby di chiudere insieme a Dabó in 18’10” e qualche centesimo, tempo che non gli avrebbe consentito di vincere nemmeno un campionato regionale master nelle categorie dove i concorrenti cominciano ad avere i capelli bianchi. Prima di crollare al suolo, da buon tapascione, Busby ferma il cronometro del suo GPS. Verrà squalificato, ma è già entrato, insieme a Dabó, nella storia dell’atletica.

Domenica scorsa 22 Settembre, ho partecipato alla DJ100, evento ciclistico con partenza da Milano, zona velodromo Vigorelli, per rimanere in tema. Percorso velocissimo che portava a Castano Primo, si proseguiva in direzione Abbiategrasso per poi tornare a Milano, coprendo appunto 100 chilometri. Per quel poco che capisco di questo sport, ancora meno che di running, il che è tutto dire, si è trattato di una manifestazione molto ben organizzata. Pensate che il tracciato era presidiato con traffico praticamente bloccato ad ogni incrocio o semaforo. Peraltro ho notato che in città gli automobilisti non fanno discriminazioni tra runner o amanti della bicicletta. Quando vengono bloccati esprimono il loro disappunto con analogo vigore ;-).

Immagino che a questo punto alcuni di Voi abbiano interrotto la lettura per verificare se podisti.net avesse cambiato nome in ciclisti.net. State tranquilli, non è così ed ora cercherò di arrivare al punto. Per partecipare e divertirmi in questa gara, ho dovuto presentare i dati relativi al mio tesseramento presso la FCI, la Federazione Ciclistica Italiana. In caso contrario avrei dovuto fare una specie di tesseramento giornaliero, come avveniva anche per la FIDAL nell’era pre Runcard. In tutti i casi la manifestazione era sotto l’egida della FCI. La stessa cosa succede quando Radio DJ organizza gare di Triathlon. Anche in questo caso mi risulta che la FiTri sia pienamente coinvolta.

Come ricorderete, prima di occuparsi anche di altre discipline, la grande passione per lo sport del DJ Linus è partita con il running. Le prime DJ Ten riguardavano appunto delle corse da dieci chilometri a Milano poi abbinate all’opzione sui cinque che col passare del tempo sono state replicate con successo in altre città in tutta la penisola.

Da qualche anno a questa parte, la FIDAL, almeno a Milano, è stata completamente tagliata fuori. Non conosciamo il motivo di questa “scomunica”, che ai nostri occhi appare ancora più strana, alla luce della costante collaborazione della DJ con FCI e FiTri. Noi pensiamo sia un vero peccato, in quanto insieme alla parte più ludica e non competitiva, ci sono anche tanti agonisti che partecipano.

Ormai per la DJ Ten, programmata nel capoluogo lombardo per il prossimo 13 Ottobre, è troppo tardi. Sarebbe bello che per il 2020 anche la FIDAL fosse nuovamente coinvolta in questa giornata milanese di festa della corsa. Anche perché, a ben guardare e senza alcuna intenzione polemica, ad esempio la DJ Ten romana, prevista il 24 Novembre prossimo venturo, avrà anche l’opzione agonistica FIDAL. Se questo articolo potesse contribuire, seppure in minima parte, a riaprire la collaborazione tra FIDAL Lombardia ed un organizzatore di grande successo come DJ Linus, ne saremmo lieti.

Le prime edizioni sono spesso causa di preoccupazione per gli organizzatori e sinonimo di problemi per i partecipanti. Invece sabato pomeriggio 21 settembre 2019 a Segrate (MI) è filato tutto per il verso giusto in occasione del 1° Miglio di Segrate, 8^ prova del Club del Miglio 2019 che ripartiva dopo la sosta estiva. Naufragata l’opzione Saini, chiuso per lavori di manutenzione, la gara ha trovato asilo presso la Scuola Leopardi.

Molto meglio così, anche perchè il contemporaneo concerto di Jovanotti a Linate avrebbe comportato non pochi problemi agli atleti per raggiungere il centro sportivo Saini, in quanto molte strade erano state chiuse al traffico.

L’Atletica Segrate, con la collaborazione del Comune di Segrate, presso la struttura scolastica ha messo a disposizione ampi spazi, spogliatoi con docce e tutta la logistica necessaria. Organizzazione curata nei minimi particolari tanto che chi Vi scrive è riuscito anche a recuperare il suo GPS, malgrado lo avesse seminato negli spogliatoi.

Il tracciato partiva dalla piccola pista in cemento da 200 metri della scuola che andava percorsa per due volte. Si usciva poi nel parco per un anello dal fondo misto tra sterrato, erba e lastricato. Ripetuto due volte anche il giro esterno, si rientrava e sprintava per un’ottantina di metri scarsi, fino alla linea di partenza.

Dopo il solito gioioso prologo su distanze ridotte riservato ai più giovani, si è passati ai senior. Bella la manche femminile, vissuta sul duello tra la classe 2002 Sara Gandolfi (Atletica GISA) che ha prevalso in 5’25”38 su Joanna Drelicharz (Atletica Lonato), vera star SF40 tanto da essere stata invitata per una batteria master di ottimo livello anche al recente Golden Gala di Roma. Terza classificata Eva Volpari dell’Atletica Arvedi.

Gare maschili altrettanto divertenti e combattute. Nella prima (da SM65 a salire) arrivo mozzafiato tra Emilio Lazzaroni (Ambrosiana) e Giovanni Galmarini (Gallaratese) che hanno lottato gomito a gomito. Vittoria del primo per una manciata di centesimi. Il miglior crono della giornata è stato conseguito da Simone Zago (Atletica Stramilano) con 4’58”14. Per tutti i dettagli potete trovare i risultati cliccando qui.

Ora, dopo una sosta nel prossimo weekend, partirà la rumba degli ultimi appuntamenti, uno dietro l’altro, ma attenzione perché saranno tre e non due. Dopo le tappe a Chiavenna (SO) il 5 Ottobre e a Carate Brianza (MB) il 12, il Club effettuerà le premiazioni del circuito il 19 Ottobre a Milano, in occasione del Miglio di Milano. Gara che avrà luogo nella prestigiosa cornice del centro cittadino, tra l’Arco della Pace ed il Castello Sforzesco. Per il momento ci fermiamo qui, ma ritorneremo sull’argomento. Intanto per favore segnate anche questa data col circolino rosso sul Vostro calendario.

Lunedì, 23 Settembre 2019 11:14

Mugello trafficato ma bello

Borgo S. Lorenzo (FI) - Si è svolta ieri, domenica 22 Settembre, la Maratona del Mugello, gara che vanta una buona tradizione, essendo giunta alla sua edizione numero 46. Andiamo subito al risultato tecnico con la vittoria di Carmine Buccilli dell’Atletica Santa Marinella in 2h2838”, con largo margine su Abdelilah Dakhchoune (GS Maiano) e Matteo Lucchese (AVIS Castel San Pietro) giunti ad oltre 13 minuti.
Quinta assoluta e prima tra le donne Federica Moroni (Golden Club Rimini) che ha chiuso in 2h55’17”. Anche qui ben distanziate le prime avversarie, ovvero Sonia Ceretto (Maratoneti Tigullio) in 3h20’06” e Marta Doko (GS Lamone i 3h 37’ 41”.
Per tradizione, il programma della manifestazione offre sempre anche un'altra opzione, la cui distanza nel corso degli anni è variata dalla maratona alla mezza, diciamo così, abbondante. Per il 2019 fissata in 24 chilometri. Numeri pressoché gemelli di partecipanti, in quanto a concludere la gara sono stati 264 agonisti in maratona e 263 nel percorso più breve (vinto da Massimo Mei in 1h25'14 e da Teresa D'Amico in 1h 53'08).

Tra questi ultimi abbiamo intervistato una nostra vecchia conoscenza, Armando Bertolasi (2h 26'43), buon maratoneta emiliano che ha già viaggiato e corso con Podisti.net a Boston: “La gara mi è piaciuta molto. Ho trovato un po’ di saliscendi che mi sarà utile visto che sto preparandomi alla trasferta ad Atene. Percorso piacevole, panorami sempre belli. Il tracciato è presidiato ad ogni incrocio dai volontari che hanno fatto un ottimo lavoro. Peccato che si corra su strade aperte al traffico ed infatti mi è capitato di vedere anche qualche faccia-a-faccia poco piacevole tra concorrenti ed automobilisti, fortunatamente senza conseguenze. Alla fine mi sono gustato un ottimo ristoro e fatto la doccia presso una vicina struttura,  servita anche da un servizio navetta, per i più stanchi. Ottimo lungo, solo un appunto, i chilometri in realtà erano 25 abbondanti, ma va bene così. Ci ritornerò”.

Martedì, 17 Settembre 2019 17:26

Le Survivor cross diventano vere Series!

Difficile parlare di cross quando il termometro è sopra i 30 gradi e gli allenamenti diventano delle saune, ma oggi siamo in compagnia di Stefano Longo ovvero mister Survivor Series e siamo curiosi di saperne di più su questa manifestazione che ha esordito nel 2018. Per chi non le conosce, puoi descriverle brevemente?

Grazie Rodolfo. Anche in questo 2019, dopo il favorevole debutto dello scorso anno, siamo più carichi che mai e vogliamo rivoluzionare il mondo della corsa campestre italiana. Il format su quattro turni ad eliminazione è confermatissimo, con una prima fase a cronometro e tre a batterie tra quarti di finale, semifinali e finale, assieme però a tantissime novità che vi sveleremo nei prossimi mesi.

Cominciamo segnalando quella più importante di tutte

Come dice il nome Survivor Series, plurale, da quest’anno non ci sarà più un solo evento Survivor, bensì quattro, e non sarà organizzato solo su suolo lombardo, ma l’innovativo format sbarcherà anche “oltre confine”. Oltre alla tappa inaugurale di Busto Arsizio (VA), la manifestazione esordirà anche in Veneto ed in Emilia Romagna, nel tentativo di coinvolgere quanti più atleti possibili da regioni diverse e di innalzare il livello della manifestazione. Verrà quindi creato un circuito con tre tappe di qualificazione e una finale, per aggiungere ancora più interesse ad una manifestazione che già nella tappa inaugurale ha dimostrato quanto il format piaccia a tutti, atleti, tecnici e pubblico.

Come sarà stilata la classifica?

Ogni tappa assegnerà dei punti, da 1 per la partecipazione a 50 per il vincitore. Per la finale questi punteggi verranno raddoppiati, dando di conseguenza maggior importanza al risultato raggiunto nell’ultimo evento della stagione. La finale sarà aperta a tutti, ma per poter partecipare all’assegnazione del titolo sarà necessario aver preso parte almeno ad una tappa di qualificazione. Non è quindi scontato che il vincitore delle Survivor Series 2019 sarà lo stesso atleta che si aggiudicherà la finale.

In quali date si correrà?

Il calendario, studiato per evitare concomitanze con le tappe di qualificazione per i campionati europei di corsa campestre e altre importanti manifestazioni di corsa su strada, sarà il seguente:

03 Novembre 2019 – Busto Arsizio (VA) – società organizzatrice Pro Patria ARC Busto Arsizio

10 Novembre 2019 – San Dona’ di Piave (VE) – società organizzatrice ASD Bunker Sport

01 Dicembre 2019 – Imola (BO) – società organizzatrice Imola Sacmi Avis

15 Dicembre 2019 – Milano – società organizzatrice

Passiamo alle novità tecniche

In quest’edizione sono state omologate a quelle dei campionati regionali le distanze di gara delle staffette Ragazzi/e e Cadetti/e, che saranno quindi portate entrambe alla distanza di 3x1000 (contro il 3x2x600 e 3x2x800 dello scorso anno).

E per i…diversamente giovani?

In aggiunta ai round ad eliminazione, dedicati alle categorie assolute, per invogliare alla partecipazione anche i moltissimi master che praticano le distanze del fondo sono stati aggiunti anche dei round loro dedicati, che si svolgeranno al termine proprio della gara assoluta.

Grazie Stefano, io l’anno scorso ho partecipato, ma essendo scarso e vecchio ho preso delle paghe incredibili da ragazzi che potevano essere quasi miei nipoti… Altre informazioni?

Per accorciare i tempi delle gare assolute, e rendere la competizione più serrata dando meno tempo di recupero, sono quindi stati ridisegnati completamente gli orari gara. Si inizierà alla mattina con le staffette giovanili, a cui seguiranno le fasi di qualificazione di tutti gli atleti assoluti e master. In seguito ci saranno i turni eliminatori delle categorie assolute, e in coda alla manifestazione quelle legate ai master. Le iscrizioni alle gare saranno direttamente online tramite la solita procedura sul sito della Fidal.

 Con cosa vogliamo concludere?

Terminiamo come avevamo iniziato, ovvero con una conferma. Come lo scorso anno, anche per questo 2019 partner benefico della manifestazione sarà Africa Athletics Onlus www.africaathletics.com, associazione patrocinata da FIDAL che da 4 anni si impegna nel promuovere l’atletica in paesi del terzo mondo, sviluppando progetti di sport socializzazione e cultura. Durante ognuna delle quattro tappe saranno presenti degli incaricati per la raccolta di materiale sportivo (cinesini, ostacoli rotti, pesi, giavellotti, cronometri ecc), vestiario e scarpe da ginnastica di seconda mano. Niente di più facile che mettere i vostri indumenti e le vostre scarpe in lavatrice e portarle il giorno della gara per un riciclaggio solidale. Perché le Survivor Series sono divertenti per tutti, e se si fa del bene lo sono anche di più. 

Grazie ancora Stefano e per ogni altra informazione ricordiamo il sito: www.survivorseriescross.wordpress.com

Mercoledì, 11 Settembre 2019 15:32

Tor des Géants: sono arrivati in 564

Chiuso il Tor des Géants con l'arrivo degli ultimi corridori, appena qualche minuto dopo il termine delle 150 ore: si tratta di Anna M. Corsico Piccolino (563^ in 150h 11 min) e di Pierre-Hugues Faivre (150 h 13'). Sono giunti scortati da ben 10 "scope", di cui non sono divulgati i nomi.

Stiamo preparando un pezzo con tutti gli ordini d'arrivo per le prime posizioni.

Ai massimi livelli maschili, il Tor 2019 parla ancora in bergamasco. A trionfare è Oliviero Bosatelli, il vigile del fuoco che non è nuovo a questa impresa avendo già vinto nel 2016. Il cinquantenne orobico fa sua la decima edizione della competizione in 72 ore e 37 minuti. Quasi tre ore in meno rispetto alla sua prima vittoria, per quello che possono contare i tempi quando bisogna percorrere 330 chilometri e superare 24.000 metri di dislivello positivo. E lasciateci dire, altrettante discese, non per questo meno facili. Ben distaccati i primi rivali, Galen Reynolds, secondo in 76 ore e 6 minuti e Danilo Latermino, medaglia di bronzo in 79 ore e 9 minuti. Quarto Erwee Tiaan (80 ore e 18 minuti), quinto Lukas Jeens (85 ore e 4 minuti).

Bosatelli ha trionfato grazie ad una condotta molto accorta. Partita la gara domenica 8 settembre, Oliviero ha lasciando l’onere del battistrada a Franco Collé e Peter Kienzl, entrambi poi costretti al ritiro dopo la prima notte di corsa. Va allora al comando il transalpino Romain Olivier, ma alla sosta-ristoro di Donnas, Rosatelli accorcia i tempi ed esce dopo solo 15 minuti dal rifugio. Presa la testa, non la mollerà più fino a Courmayeur dove è arrivato stamattina 11 settembre.

In campo femminile vittoria per l'iberica Silvia Trigueros Garrote, sesta assoluta e che ha concluso in 85 ore e 23 minuti. E' l'unica donna che fino alle 10:25 di giovedì 12 è transitata sul traguardo. A chiudere il podio , nel pomeriggio dello stesso giovedì, sono state Jocelyne Pauly (20^ assoluta in 94h 22) e Chiara Boggio (26^ in 96h 55), autrice di una straordinaria rimonta. Seguono altre otto donne classificate fra il 38° e il 59° posto assoluto. Da notare che Niwa Kaori, a lungo terza donna, è scivolata all'ottavo posto, superata da tre italiane: Elisabetta Negra (38^ assoluta) Patrizia Pensa, Melissa Paganelli. Appena mezz'ora dietro la Kaori è giunta la campionessa altoatesina Annemarie Gross: 102 ore e 20 minuti il suo tempo.

Alla mezzanotte di giovedì hanno concluso la loro straordinaria fatica 69 atleti, anzi forse è meglio definirli superatleti. Venerdì mattina alle 7,12 è giunto il centesimo, Elio Foiadelli; alle 13,21 il centocinquantesimo, Michele Balestri, che dunque ha impiegato cinque giorni e poco più. Alle 9,15 di sabato 14, mentre chiudiamo provvisoriamente questo aggiornamento, è arrivato il 357°, Pietro Colamartino da Celano, con un tempo di 141 ore e 9 minuti complessivi. Altri 580 sono ancora in corsa, mentre il numero dei ritirati continua forzatamente a salire e ha raggiunto i 366: tra essi, nomi eccellenti sono quelli dei già citati, il valdostano Franco Collé (vincitore nel 2015), e l'altoatesino Peter Kienzl; poi della bergamasca Lisa Borzani, già due volte vincitrice di questa competizione. I "superstiti" narrano di una temperatura scesa a -15 sul Col Loson, il punto di massima elevazione della gara coi suoi 3300 metri. Ma l'impressione è che a questo punto nessuno voglia ritirarsi e punti in ogni caso a Courmayeur; è più probabile che ci siano dei fuori-tempo massimo (categoria da guardare con molto rispetto, gente che non si arrende mai) piuttosto che degli abbandoni.

Si è già chiuso il "Tor 130", fratello minore (come intuibile dal chilometraggio) della gara più massacrante, con 197 finisher e 223 ritirati: primi, i locali Giuliano Cavallo (23h 01) e Marco Bethaz (24h 17); prima donna, Marina Cugnetto in 28h 53.

Per chi volesse seguire in diretta gli arrivi a Courmayeur, ecco il video in onda su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=J9LQznKkVmQ, rilanciato dal sito ufficiale della manifestazione https://www.tordesgeants.it/it/news/

 

 

Mercoledì, 11 Settembre 2019 13:02

Il Miglio di Segrate trasloca alla Scuola Leopardi

Prima che termini l’estate è giusto che ricominci il Club del Miglio. L’ottava tappa del circuito sarà il “1° Miglio di Segrate” e andrà in scena il prossimo 21 Settembre. Originariamente previsto presso il Centro Sportivo Saini, a causa dei lavori di manutenzione dell’anello di atletica, l’evento ha dovuto trovare un’altra sede. Lavori che certamente non malediciamo, in quanto vanno a sanare una situazione che aveva ormai costretto da anni a revocare l’omologazione dell’impianto. Tanto è vero che se si fosse corso ancora al Saini, si sarebbe verificata la strana situazione di correre in pista una manifestazione etichettata come su strada con eventuali record non omologabili.

Gli organizzatori dell’Atletica Segrate non si sono persi d’animo ed è stata trovata una bella e ben servita soluzione alternativa presso le Scuole Medie Leopardi, in via San Rocco. Si partirà ed arriverà sulla pistina dell’istituto, mentre il resto del percorso sarà su asfalto o sterrato nel piacevole scenario del parco centrale della cittadina milanese.

Ritrovo previsto per le ore 14.30 e già alle 15 partirà la rumba delle batterie con gli Esordienti e le altre categorie giovanili, su distanze ridotte. Verso le 17 sarà la volta di Allievi e tutti i master/assoluti. Per altre informazioni potete sintonizzarVi su questi siti:

www.clubdelmiglio.it www.atleticasegrate.com

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