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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

L’Association of Marathons and Distance Races, l’AIMS, ha designato maratoneti dell’anno 2019 Lelisa Desisa e Ruth Chepngetich.

I due maratoneti, entrambi campioni del mondo, sono stati premiati ad Atene in una speciale cerimonia, alla vigilia della maratona della capitale ellenica.

L’etiope, nato il 14 gennaio del 1990, vincitore della maratona di New York nel 2018 in 2h05:59, si è classificato secondo a Boston ad aprile in 2h07:59 (a due secondi dal vincitore, il keniano Lawrence Cherono), per poi vincere il titolo mondiale a Doha in 2h10:40.

“La Maratona olimpica di Tokyo 2020 è il mio sogno. Voglio seguire l’esempio del mio connazionale Abebe Bikila e vincere l’oro ispirando una nuova generazione di giovani atleti”, ha dichiarato l’iridato dopo la premiazione.  

La keniana Ruth Chepngetich, nata l’8 agosto del 1994, dopo aver vinto un anno fa la maratona di Istanbul in 2h18:35, si è poi imposta a Dubai in 2h17:08 (allora terza miglior prestazione di sempre), per poi vincere il titolo mondiale a Doha in 2h32:43.

“E’ un grande onore ricevere questo premio ad Atene, dove è nata la maratona. E’ un grande traguardo nella mia carriera. Credo che sia possibile battere il record del mondo della Maratona di Brigid Kosgei”, le parole dell’iridata keniana

Nell’ambito della stessa cerimonia sono stati anche premiati Stefano Baldini, campione olimpico di Atene 2004, e Ron Hill, campione europeo di Atene 1969, che hanno ricevuto uno speciale riconoscimento alla carriera.

 

14 Novembre - Domenica scorsa il trentenne britannico Nick Butter ha corso la maratona di Atene: fin qui, tutto normale, se non fosse che con la Grecia, Butter è la prima persona al mondo ad aver corso una maratona in tutti i 196 Paesi del mondo riconosciuti dall'Onu, il tutto in 674 giorni, meno di due anni.  

Questo record nasce in realtà per beneficenza, per raccogliere fondi per il tumore alla prostata: in totale, con le sue maratone, il britannico ha raccolto 65mila sterline (circa 75.000 euro) per Prostate Cancer Uk (l'organizzazione che nel Regno Unito si occupa appunto di lotta contro il tumore alla prostata).    

L'idea nacque durante una gara nel deserto del Sahara, quando Butter incontrò Kevin Webber, un uomo malato terminale per un tumore alla prostata.

Per il maratoneta non è stato certamente facile, perché tra visti e timbri vari ha dovuto riempire dieci passaporti, costretto spesso a rientrare a casa per sole 24 ore per ritirare i nuovi visti.

Butter che ha corso dappertutto, ha raccontato di essere stato morso da un cane, di essere stato rapinato, di essere stato derubato con un coltello, di essere finito in cella, di aver corso con un migliaio di persone in El Salvador e intorno ai vulcani in eruzione, nelle isole incontaminate del Pacifico e perfino su e giù su di una  pista di un aeroporto. 

Nato a Dorset (UK) nell’agosto del 1989, maratoneta dall’età di 11 anni, ha completato nelle sua carriera 592 maratone, abbandonando il lavoro in banca per vivere solo di corsa, di passione:  “Spero di ispirare qualcuno a vivere libero, inseguire i propri sogni e imparare dal meraviglioso mondo che abbiamo, sotto i nostri piedi. La maggior parte delle azioni cattive compiute dagli uomini derivano da una carenza di comprensione rispetto e mancanza di cultura sul modo in cui le altre persone vivono. Viaggiare e correre mi ha permesso di vedere il mondo con occhi diversi. E ora lo amo molto di più. Ora mi riposerò qualche giorno, ma poi ho intenzione di tornare a correre, è il mio mondo”.

 NdD. Chapeau,  come si suol dire.Però si sa che ogni totale può sempre essere aumentato di uno... insomma, c'è sempre qualcosa che manca all'appello. Ad esempio -ci fa notare un amico italiano giramondo - Butter ha corso la maratona a San Marino? Difficile, dato che le ultime edizioni si sono svolte una ventina d'anni fa. Eppure San Marino è stato riconosciuto. .. Dunque : primato si, ma parlare di "tutti i paesi del mondo" è rischioso. .. [F.M.]

E' stata ufficializzata dalla European Athletics la sede dei campionati Europei di atletica nel 2022: sarà Monaco di Baviera, a cinquant’anni dai Giochi olimpici ospitati nel 1972.

Gli Europei si svolgeranno nell’ambito della seconda edizione dei campionati “multisport”, all’Olympiapark dall’11 al 21 agosto, che oltre all’atletica leggera hanno registrato le adesioni di ciclismo, golf, ginnastica, canottaggio e triathlon.

L’evento torna in Germania a distanza di quattro anni da Berlino 2018, e a Monaco vent’anni dopo il 2002.

 

Mercoledì, 13 Novembre 2019 13:42

Altamura (BA) - 7° Trofeo Correndo tra le Mura

10 Novembre - La tradizione positiva di Altamura continua negli anni: ciascuna manifestazione organizzata da questi parti, pur da differenti società, brilla per efficienza ed ospitalità.
La settima edizione del Trofeo “Correndo tra le Mura” non si è sottratta a questo trend positivo, onorando al meglio la qualifica di prova – la diciassettesima – del Campionato Corripuglia 2019, la massima rassegna regionale a tappe master di corsa su strada.
Ad organizzare la Happy Runners, sodalizio presieduto dal dinamico Antonio Forte, che è tornata a disporre del salotto buono della città, Piazza Zanardelli, dopo un anno in… periferia.

Risolto con facilità il problema del parcheggio (tante le strade e stradine a disposizione degli ospiti), in rapidità si definiscono le tradizionali operazioni di iscrizione e di ritiro del ricco pacco gara, prettamente alimentare. 7 euro il costo dell’iscrizione, solita tariffa Corripuglia, con adesione di 909 atleti Fidal. Si aggiungono i cosiddetti liberi, circa duecento, a colorare ulteriormente le strade del centro dell’Alta Murgia.

Giornata ideale per correre, dal clima in apparenza freddino, ma con gli atleti poi riscaldati dai raggi dell’opportuno sole.
Presentatore dell’evento è Claudio Lorusso, altamurano doc e speaker abitualmente in pista: per una domenica, per il proprio paese, si può tornare alla strada e ai master, lasciando anche il ruolo di ottimo tecnico.
A disposizione degli atleti una serie di bagni chimici, mimetizzati in fondo alla Villa, che si aggiungono alla solita struttura fissa.

Ma l’apertura della manifestazione è riservata alla gara ANFFAS, alle 8.15, rivolta ai valorosi atleti diversamente abili, che corrono la loro distanza con tanto vigore ed impegno, meritando la medaglia consegnata a ciascuno dei partecipanti, più che lodevoli per dedizione e forza di reazione (un grande ringraziamento va chiaramente anche ai loro accompagnatori!).

Intanto, mentre si svolgono le solite operazioni di risveglio muscolare, i partecipanti alla competitiva sono oramai pronti ad inaugurare il nuovo tracciato prettamente cittadino, allungato per necessità nelle ultime ore a quasi 11 chilometri, per un serio problema di lavori al manto stradale in una via cittadina.
Partenza intelligentemente fissata alle ore 9.00, con la possibilità di liberare in anticipo la città; ottima la creazione della zona partenza con accesso possibile solo dalle retrovie, con i soli possessori di bollino distintivo sul pettorale, precedentemente selezionati dalla Commissione Master della Fidal in base ai tempi di percorrenza, fatti entrare dal pertugio ricavato tra le alte reti metalliche, garantendo un avvio ordinato e meritocratico.

Prima del via, la parola del Signore raccontata dal bravo parroco, l’inno di Mameli e soprattutto il ricordo di Salvatore Ostuni, validissimo podista altamurano, a settembre troppo presto scomparso dopo la lunga malattia: per lui tantissimi applausi, dopo il minuto di raccoglimento.   

Il terzo sparo libera gli atleti sino ad allora ordinatamente dietro la linea di via: il plotone si allunga presto, sempre affascinante guardare il Viale interamente occupato e colorato dalle divise sociali, la città prende vita, la corsa è vita e salute.
Un chilometro e qualcosa, forse due, ed ecco gli atleti ripassare sul punto di via ma in senso contrario, tutti sono vitalissimi e sorridono e salutano, il percorso tecnico ed allenante toglierà qualche energia all’arrivo ma non certamente l’entusiasmo.
Tracciato blindato al traffico veicolare, ben sorvegliato, mai banale, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, con numerosi cambi di pendenza e notevole dispendio di sudore.

Un favorito nel pre-gara, Gaeta, rispetta il suo ruolo e si pone da subito in testa; al femminile, riscontriamo la presenza di rilievo di Soumiya Labani, olimpica marocchina alcuni anni fa, oramai materana d’azione e tesserata per l’Atletica Amatori Acquaviva, che la pone in cima alle pretendenti alla vittoria finale; ma le condizioni non sono ancora le migliori e il ritiro diviene ben presto quasi d’obbligo (per ironia della sorte si ferma anche per il marito, lo storico El Houcine Zaid).

E, come previsto, Giuliano Gaeta (Montedoro Noci) va a bissare il successo di un anno fa imponendosi in 36:40, dando l’impressione di possedere maggiore calma interiore e maggior sagacia tecnica, doti che gli valgono il decimo successo del 2019.  
Non tradisce mai il suo spirito altamente sportivo confermato dai suoi arrivi con il sorriso sul volto: Michele Uva (Free Runners Molfetta) è secondo in 37:53, incalzato dal primo dei “gemelli diversi” dell’Atletica Pro Canosa, Antonio Di Nunno, terzo in 37:54, che sfiora davvero l’impresa di conquistare l’argento.
Quarto posto per il secondo gemello canosino, Antonio Di Giulio in 38:20, che precede quella scheggia impazzita che risponde al nome di Simone Colasuonno (Amatori Atletica Acquaviva), ragazzo genuino e sincero, quinto in 38:26, che riesce a resistere allo sprint di Lamin Cessay, il gambiano tesserato per la Polisportiva Rocco Scotellaro Matera, sesto in 38:27. Poche parole tanti fatti, Alessandro Cazzolla (Bitonto Runners) è settimo in 38:39, davanti al 16enne Giovanni Vittorio (Aden Exprivia Molfetta), ottavo in 39:17. Nono il sempre abile Giuseppe Dedonato (Atletica Sprint Barletta) in 39:40, davanti (indovinate chi?) all’immancabile Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle), decimo in 39:50.

Tra le donne, migliorando il secondo posto di un anno fa, s’impone Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva) in 43:48, per la gioia anche di mister Cuoco; seguono Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), che continua a risalire, seconda in 45:05, e Mara Lavarra (Amatori Putignano), estremamente concreta, terza in 45:38.
Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) conclude quarta la sua ottima gara in 45:49, incalzata dalla combattiva Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), quinta in 45;53, e dalla tenace Silvana Iania (Free Runners Molfetta), sesta in 45:53. Francesca Riti (Montedoro Noci), che non molla mai, è settima in 46:08, a precedere le altrettanto terribili: Rosita Rella (N.E.S.T. Lecce), ottava in 46:30, Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), nona in 46:31, e Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), decima in 47:09.

862 gli arrivati: Vita Antonia Del Giudice (Team Pianeta Sport Massafra) chiude la lista femminile in 1:29:20, al termine della sua gara walking; al maschile sembra chiudere Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto), 86 anni e tanta forza in 1:42:49.  Ma, mentre mi allontano un attimo, vedo giungere Pierangelo Di Maio (Atl. San Giovanni Bosco Palagianello), fisico da corazziere e qualche problema da ultimo, che sportivamente si prende la maglia nera, come si diceva una volta, in 1:43:14.

Ottimo il ristoro finale: gelato, yogurt, biscotti, acqua, crostatina artigianale, oltre alla tradizionale forma di pane da un chilo, il pane doc di Altamura: un ristoro che vale quasi un secondo pacco gara!
Bella la giornata, è piacevole dialogare e ritrovare vecchi amici, come quel Nicola Mele (fratello di Giuseppe) che ha vinto tante gare e oggi è un po’ appesantito: gli ho strappato la promessa di un possibile ritorno se solo riuscirà a trovare il coraggio di operarsi al menisco!

In chiave altamurana, lasciatemi citare Pasqua Loviglio, splendida SF70 dalla spirito giovanile, da anni un esempio di correttezza, forza, sportività e senso della famiglia, sempre unita con il suo altrettanto splendido marito Giovanni Ragone, la coppia più bella del Corripuglia!

Ma è il momento delle premiazioni, sul palco già pronto, ricavato sull’ingresso e sulle scale del Liceo Classico “Cagnazzi” comincia la cerimonia, alla presenza del locale assessore allo sport, il giovanissimo Michele Cornacchia (al quale ribadiamo anche da parte nostra la necessità di dotare di una pista di atletica questa città sportivissima, oramai fucina continua di talenti).
Ancora un toccante ricordo di Salvatore Ostuni (io posso dire di aver corso insieme a lui…) con la consegna di una speciale targa alla Signora e figli, per passare poi alla premiazione vera e propria.

Si comincia con due vincitori, Gaeta e Monfreda (per loro trofeo e doppia confezione di prodotti locali); a seguire i primi cinque di ciascuna categoria per fascia di età (fino alla SM55 e SF50, i primi tre per le restanti) tutti premiati con ricca confezione di prodotti locali.  
Davvero caratteristica la presenza di gran parte dei soci della Happy Runners ai bordi del palco, posizionati sulle scale, a rendere omaggio ai meritevoli!
E, a proposito di meritevoli, consegnato il trofeo ai primi tre liberi (sempre nella speranza di vederli regolarmente tesserati per la prossima stagione), l’ultimo atto ufficiale riguarda la premiazione delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince la Amatori Putignano con 72, su – nell’ordine – Nadir on the road Putignano (50), Amici del Tesoro Bari (38), Montedoro Noci (36) e Atletic Club Altamura (36).

La foto di gruppo dei soci organizzatori chiude definitivamente la manifestazione.
Un plauso all’intera Happy Runners per la loro… felice manifestazione: noi a nostra volta andiamo via felici, felici di esserci stati ancora una volta.   

Martedì, 12 Novembre 2019 19:53

Maggiola in piedi… in attesa di correre?

12 Novembre - Ogni tanto le belle notizie arrivano: l‘ultramaratoneta Enrico Maggiola, primatista italiano delle 12 ore – investito lo scorso 24 settembre in un grave incidente di cui avevamo riferito (https://www.podisti.net/index.php/notizie/item/4905-pordenone-investito-sulle-strisce-l-ultramaratoneta-enrico-maggiola.html), dopo essere uscito dal coma lo scorso 2 ottobre, è stato ripreso in piedi due giorni fa, in occasione del suo compleanno, a camminare e salutare nella Clinica Gervasutta a Udine, dove è ricoverato da alcuni giorni: il tutto pubblicato dalla sorella Giulia sulla pagina Facebook. 

La cosa più confortante è  che le prime diagnosi sembravano infauste: Enrico, invece, dopo essere stato operato alla testa, ha reagito splendidamente, aiutato dal suo fisico da maratoneta e dall’affetto dei suoi cari. 

Ecco il link per poter vedere Enrico di nuovo in piedi: https://www.facebook.com/Giuliettaa/videos/10221062078001856/

 


In data 5 novembre, l’AIU (Athletics Integrity Unit), l’agenzia antidoping della IAAF, ha pubblicato la notizia della squalifica di quattro anni, a partire dal 26 aprile (data della sospensione temporanea), del keniano Abraham Kiptum.

Il 30enne Kiptum, per pochi mesi detentore del record mondiale della mezza maratona col 58'18 a Valencia nel 2018 (migliorato poi a settembre da Geoffrey Kamworor a Copenaghen con 58.01), era stato sospeso per  irregolarità nel "passaporto biologico" nell’aprile scorso, tanto che gli fu impedito di partecipare alla Maratona di Londra a poche ore dal via.

L’attuale sentenza parla di “Use of a Prohibited Substance or Prohibited Method (Article 2.2) “, senza specificare meglio: l’atleta potrà presentare appello.

I personal best di Kiptum:

10,000 Metres

29:18.0h

 

Mumias (KEN)

15 APR 2017

10 Kilometres

27:44 *

 

Ziwa (KEN)

09 DEC 2017  not legal

Half Marathon

58:18

 

Valencia (ESP)

28 OCT 2018

Marathon

2:05:26

 

Amsterdam (NED)

15 OCT 2017

 

 

 

Lunedì, 11 Novembre 2019 14:12

Livorno - 3^ Livorno Half Marathon

10 Novembre - La terza edizione della Livorno Half Marathon, gara Nazionale UISP (che ha ormai preso il posto, nella stessa data, dell'antica maratona di Livorno), corsa in una splendida giornata di sole, registra il successo di Jilali Jamali, atleta marocchino 39enne tesserato per il G.P. Parco Alpi Apuane, che si afferma in 1h10’59”, scrivendo il suo nome per la seconda volta nell’albo d’oro della manifestazione, non riuscendo però a migliorare il primato della corsa da lui stesso detenuto (1h09'24'' nel 2017).

La gara si è risolta nel finale, quando Jamali è riuscito a distanziare e a precedere Jacopo Boscarini (Asd Costa d'Argento), secondo in 1h11'23'', e Giacomo Barontini (Sempredicorsa Asd), che l'anno scorso era arrivato sesto, ed ora è terzo in 1h11'42''.

In campo femminile, successo per la 40enne Denise Cavallini (Gs Lammari), firma storica del podismo toscano, in 1h24'27'', che precede Ilaria Lasi (Toscana Atletica Empoli Nissan), seconda in 1h24'51'', e Claudia Marietta (Gs Lammari) in 1h25'39''.

1013 atleti (di cui 200 donne) hanno tagliato regolarmente il traguardo, su di un percorso pianeggiante con passaggio della Accademia Navale, Porto Mediceo, Galleria Caserma Santini della GdF, Cantiere Benetti Lusben e i monumenti più importanti della città. Tanti gli spettatori per le strade, favoriti anche dalla bella giornata; numerose le iniziative collaterali.

 

9 Novembre - La prima tappa del circuito mondiale IAAF, il 16° cross internazionale di Atapuerca, a Burgos, in Spagna, vede la 19enne azzurra Nadia Battocletti  concludere in 14^ posizione in 27:30, sulla distanza di 8 km, in una campestre del più alto livello al mondo, con in gara le atlete mondiali più forti.
La rappresentante delle Fiamme Azzurre, in una giornata di pioggia, vento e freddo resta a lungo al gruppo delle migliori atlete spagnole, per lanciarsi nel finale nella volata che le permette di recuperare alcune posizioni in classifica.
La gara femminile è vinta per la quarta volta consecutiva dalla etiope  Senbere Teferi in 25:38 che si produce nell’allungo decisivo nell’ultimo dei 4 giri previsti. Seconda è la keniana Eva Cherono in 25:42, seguita dalla etiope Zenebu Fikadu, terza in 25:44.
Quarta l’altea keniana Gloria Kite (25:45), quinta la connazionale Deborah Samum (26:15), sesta l’ugandese Peruth Chemutai (26:19), settima la britannica Charlotte Arter (26:29  prima europea), ottabva la spagnola Teresa Urbina (27:14), nona la gallese Jenny Nesbitt (27:18), decima la spagnola  Celia Anton (27:19).

Tra gli uomini, a sorpresa, vince un europeo, lo spagnolo ventenne Ouassim Oumaiz, vicecampione europeo under 20 nella scorsa stagione, in 25:54 (sui 9 chilometri); precede i due ugandesi Thomas Ayeko e Timothy Toroitich, rispettivamente secondo e terzo, entrambi in 25:56; quarto l’eritreo Aron Kifle in 25:59.

Le parole di Nadia Battocletti: “Ho avuto buone risposte e sinceramente sono contenta per aver fatto la mia gara. Non ho finalizzato questo esordio perché sono ancora in un periodo di carico negli allenamenti, dopo aver iniziato la preparazione da circa un mese, senza aver fatto ritmi veloci. Un’altra indicazione positiva viene dal finale, per aver chiuso bene anche se inevitabilmente ero stanca, con uno sprint in progressione. Il freddo si è fatto sentire. C’era tanto, troppo vento, soprattutto nei due tratti in rettilineo, ma mi sono divertita! Al terzo chilometro è stato il momento in cui ho fatto più fatica, quando il gruppo delle inseguitrici si è diviso, però non ero troppo distante. Se penso che sono arrivata a una decina di secondi dalla spagnola Anton, che sui 5000 metri ha un personale di 15:28 mentre il mio è di 16:09 ottenuto vincendo l’argento agli Europei under 20 di Boras, vuol dire che quello di oggi è un bel risultato. L’obiettivo è puntato sull’Eurocross dell’8 dicembre a Lisbona, ma prima correrò ancora all’estero, tra due settimane a Tilburg, dove un anno fa ho vinto l’oro continentale”.

Classifiche

Uomini (9 km)
1 Ouassim Oumaiz (ESP) 25:54
2 Thomas Ayeko (UGA) 25:56
3 Timothy Toroitich (UGA) 25:56
4 Aron Kifle (ERI) 25:59
5 Abdessalam Oukhelfen (ESP) 26:09
6 Thierry Ndikumwenavo (BUR) 26:15
7 Carlos Mayo (ESP) 26:17
8 Awet Habte (ERI) 26:18
9 Nassim Hassaous (ESP) 26:20
10 Hassan Chani (BRN) 26:24

Donne (8 km)
1 Senbere Teferi (ETH) 25:38
2 Eva Cherono (KEN) 25:42
3 Fikadu Zenebu (ETH) 25:44
4 Gloria Kite (KEN) 25:45
5 Deborah Samun (KEN) 26:15
6 Peruth Chemutai (UGA) 26:19
7 Charlotte Arter (GBR) 26:29
8 Teresa Urbina (ESP) 27:14
9 Jenny Nesbitt (GBR) 27:18
10 Celia Antón (ESP) 27:19

 

Basilari novità nella Diamond League 2020 che, sulla base di una ricerca legata alla popolarità degli atleti e all’interesse complessivo suscitato dalle competizioni e per contenere la durata dei meeting a 90 minuti (nuovo format televisivo), elimina quattro specialità: i 200, i 3000 siepi, il triplo e il disco (per i 200, più che altro, si evita la sovrapposizione con i 100).

Restano così 12 specialità: 100m, 100/110m ostacoli, 400m, 400m ostacoli, 800m, 1500m, 3000m, Lungo, Alto, Asta, Giavellotto e Peso.

I 200 e i 3000 siepi saranno presenti come discipline Non Diamond in 10 (5 volte al maschile e 5 al femminile) dei 14 meeting come "gare ad invito" (5+5), il triplo e il disco in due (una volta al maschile e una volta al femminile).

“Il nostro obiettivo è creare un circuito sempre più appassionante, ma capiamo il dispiacere degli atleti le cui discipline non faranno parte del programma nel 2020”, la dichiarazione di Sebastian Coe, presidente IAAF e numero uno della Diamond League, che ha promesso come le discipline escluse saranno “recuperate” nel nuovo circuito di meeting, il World Athletics Continental Tour.

Il calendario:

  • 17 aprile: Doha
  • 10 maggio: tappa cinese ancora da decidere
  • 16 maggio: Shanghai
  • 24 maggio: Stoccolma
  • 28 maggio: Milano
  • 31 maggio: Rabat
  • 7 giugno: Eugene
  • 11 giugno: Oslo
  • 13 giugno: Parigi
  • 4 luglio: Londra
  • 10 luglio: Montecarlo
  • 16 agosto: Gateshead
  • 20 agosto: Losanna
  • 4 settembre: Bruxelles
  • 11 settembre: Finale a Zurigo

7 Novembre - Martina Caironi, 30 anni, bergamasca, atleta paralimpica delle Fiamme Gialle, portabandiera azzurra alle Paralimpiadi di Rio 2016, 3 ori e un argento olimpico, 5 ori e un argento mondiale, 6 medaglie agli Europei, fra 100, 200 e salto in lungo, è stata trovata positiva a un controllo antidoping, come da seguente comunicato NADO:

“La Seconda Sezione del TNA, vista la richiesta di immediata sospensione dall'attività agonistica dell'atleta Martina Caironi (tesserata Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali - FISPES) presentata in data odierna dalla Procura Nazionale Antidoping, rilevato che l'atleta in questione è risultata positiva alla sostanza Clostebol Metabolita all’analisi del primo campione al controllo fuori competizione effettuato dal Comitato Controlli Antidoping di NADO Italia il 17 ottobre 2019 a Bologna, ritenuta sussistente la competenza della Seconda Sezione del TNA, giusta le disposizioni recate dall’art. 24, comma 2, del vigente Codice Sportivo Antidoping, vista la comunicazione dell’IPC in data 6 novembre 2019; visto l’art. 21, comma 2, del vigente Codice Sportivo Antidoping dispone l'immediata sospensione dall'attività dell'atleta.” 

Immediato il clamore, il presidente del Comitato Paralimpico Luca Pancalli, ha definito subito la notizia un “fulmine a ciel sereno”.

Ma, più tardi, l'atleta, amputata alla gamba sinistra dopo un incidente di moto nel 2007, ha spiegato di aver utilizzato il Trofodermin, una crema cicatrizzante che contiene il Clostebol Metabolita, uno steroide anabolizzante, dichiarando: “In attesa dell’esito delle controanalisi del campione B, dichiaro di essere a conoscenza della sostanza contenuta nella crema cicatrizzante che ho assunto. Tale crema veniva da me acquistata nel gennaio 2019 dopo tre mesi di sofferenza per ulcera all’apice del moncone. Si tratta di una ferita aperta che nessun farmaco è riuscito a richiudere, e nemmeno il non utilizzo delle protesi da cammino e da corsa, con evidenti disagi importanti”.

La Caironi precisa: “In gennaio chiedo al medico federale la possibilità di usare questa crema e mi viene detto che deve essere usata in modo locale e a piccole dosi, e che non è necessario il TUE per le quantità troppo basse. Faccio il test antidoping a luglio che risulta negativo. Da quel momento la ferita si apre altre due volte ma in maniera meno grave e quindi ritengo di poter continuare in piccole dosi in quanto sicura di non incorrere in alcun tipo di infrazione, tanto è vero che all’ultimo controllo antidoping di ottobre ho dichiarato tale sostanza. Mi ritrovo a dover saltare un Mondiale in un anno fondamentale senza ancora aver provato una definitiva cura per la mia ulcera”.

E in effetti la Caironi, che già si vede costretta a saltare i Mondiali di atletica che si svolgono da oggi al 15 novembre a Dubai con 1400 atleti (16 azzurri) di 122 Paesi, rischia una sospensione fra i 12 e i 18 mesi (pene inflitte in passato a chi era risultato positivo per l'utilizzo del Trofodermin) e di dire addio ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020.

[NdD: Se le cose stanno come dice l' "imputata", siamo di fronte all'ennesimo summum ius, summa iniuria: un' atleta, ma prima di tutto un essere umano, deve soffrire, non può curarsi come le altre persone, solo perché l'unica medicina in grado di curarla contiene una sostanza 'dopante'? Oppure (rispondo alla prevedibile obiezione delle vestali dell'antidoping e dei loro allegri delatori): se un'atleta è costretta a curarsi, deve per forza astenersi dal praticare sport? Fabio Marri]

Martedì, 05 Novembre 2019 22:46

Massafra - 10^ Stracittadina Massafrese

3 Novembre - Edizione storica per la Stracittadina Massafrese giunta a festeggiare il decennale: ottimo il lavoro della Marathon Massafra, che ha visto tutte le sue unità impegnate per la riuscita della manifestazione, valida come 16^ prova del Campionato Corripuglia 2019, il massimo circuito regionale master a tappe su strada.

Persino il meteo ha smentito le previsioni di pioggia, c’era un fastidioso vento di scirocco, ma non ci si può davvero lamentare.

Tradizionale location nella dorsale est di Corso Roma: ampi gli spazi per parcheggiare, subito visibili i numerosi bagni chimici a disposizione degli atleti e rapida definizione delle operazioni burocratiche di iscrizione presso il bar Aurora. Poco distante, la distribuzione del ricco premio di partecipazione, contenuto in una sacca rossa in nylon, al costo di 8 euro, solita tariffa Corripuglia per gare di livello nazionale.

Già allestito l’ampio palco, coloratissimo ed arricchito dai Tricolori, proprio a ricordare la valenza nazionale della decima edizione (con percorso omologato di 10 km) e - perché no – anche per un po’ di sano orgoglio italiano.

Ottima l’accoglienza degli organizzatori per tutti i convenuti, con in testa lo splendente sorriso di Tundra Chiaradia, la presidentessa, sempre solare e disponibile.

927 gli iscritti Fidal, circa trecento i cosiddetti liberi (che speriamo di ritrovare iscritti alla federazione fra un anno), che hanno colorato ed animato le strade di questo produttivo centro del tarantino.

A presentare la manifestazione, big Paolo Liuzzi, che le congiunture astrali hanno finalmente permesso di avere a Massafra: Paolo non si è smentito, aggiungendo altra perfezione alla manifestazione.

Per non farsi mancare nulla, l’organizzazione ha dato vita a una serie di eventi collaterali come l’annullo filatelico ricordante la prima edizione, e i progetti sociali con la raccolta di scarpe da running usate per il riciclo nel progetto Esosport, e la presenza dell’associazione “Coalizzati per Matteo”, per la tutela dei bambini, con gli splendidi aquiloni che si sono levati al cielo e la dispensa solidale di marmellate, in collaborazione con Raffaella Dianora, responsabile della “solidarietà” per la Fidal Puglia.

E’ così davvero volato il tempo, subito ci siamo ritrovati con gli atleti a riscaldarsi e poi in zona partenza, più nel mezzo di Corso Roma, già blindato lateralmente, con la griglia iniziale riservata agli atleti più veloci, con il pettorale contraddistinto da uno speciale bollino distintivo, preventivamente selezionati dalla Commissione Master della Federazione Regionale.

Solite operazioni per “spingere” gli atleti dietro l’esatto punto di via, con i soci organizzatori a fare da cordone umano: finalmente raggiunta l’agognata linea, si può dare il via alla manifestazione.

Lo sparo del Giudice ed ecco gli atleti invadere il lungo Corso Roma, fino alla villa Comunale; la circumnavigazione della stessa, il ponte, una parte della città vecchia e poi il parallelo lungo Viale, per scendere ed avviarsi progressivamente nella parte più extraurbana, per poi man mano rientrare, ritrovarsi i circa 600 metri di salita che riportano sul Viale Roma, e via per la lunga passerella finale, conclusa – per chi ha ancora forza – anche con epici sprint.

Tracciato blindato al traffico e continuamente sorvegliato, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, soprattutto tecnico, con numerosi e “sentiti” (nelle gambe) strappetti, fino alla suddetta salita finale, per un tracciato bello, difficile ma accattivante. Importante anche il fastidio del vento, che ha senz’altro aggiunto secondi ai crono degli atleti.

Due i favoriti in campo maschile: Giuliano Gaeta, uno dei massimi protagonisti di questa stagione, e il rientrante Mino Albanese, richiamato anche dal correre in casa. In campo femminile, favorita d’obbligo Francesca Labianca, ma occhio a due o tre aitanti signore…

Ben presto le previsioni si traducono in realtà: Gaeta conduce da subito, segue Albanese, più incerta la lotta delle posizioni a seguire, in uno sviluppo appassionante. Al femminile, conduce Labianca, dietro combattono Riti e Lavarra.

E dopo 33 minuti e 57 secondi, annunciato dalla sirena della macchina apripista e dalle biciclette dell’organizzazione che l’hanno guidato lungo il percorso, ecco il palese Giuliano Antonio Gaeta (Montedoro Noci) andare a cogliere il nono successo stagionale, in una gara condotta ottimamente, con giudizio, senza eccessi.  

Secondo posto per il ritorno di Mino Albanese (Atletica Crispiano), in 34:16, che nella sua città deve “accontentarsi” della piazza d’onore, ma che rappresenta il punto di ripartenza verso la definitiva e meritata ripresa.

Fattaccio a meno di un chilometro dalla fine: Nuccio Busto in piena lotta per il terzo posto aggancia una transenna e cade malamente, nell’enfasi della gara i “rivali” proseguono e Nuccio conclude quasi camminando…
La lotta per il terzo posto nello scontro fratricida, tra i due giovani rappresentanti dell’Atletica Pro Canosa, vede primeggiare Antonio Di Giulio in 35:05 che precede di tre secondi Antonio Di Nunno; quinto l’altro compagno di team, Andrea Dettole in 35:43. Splendido SM50, Michele Tedone (Amici Strada del Tesoro Bari) è sesto in 35:55, a precedere un altro massafrese, Mino Demito (Atletica Amatori Cisternino Ecolservizi), settimo in 36:09; ecco finalmente giungere Nuccio Busto (Dof Amatori Turi), ottavo in 36:17, stesso tempo dello sportivissimo Stefano Todisco (Dynamyk Palo del Colle), che si ferma e segue l’amico dolorante fino a tagliare il traguardo in successione; decimo l’instancabile Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle) in 36:25.

Tra le donne, Francesca Labianca (Bitonto Sportiva), pur evidentemente non ancora al meglio, si afferma in 41:27; prova la clamorosa rimonta Mara Lavarra (Amatori Putignano), giungendo seconda in notevole progressione in 41:45; completa il podio la sempre agguerrita Francesca Riti (Montedoro Noci) in 42:05.

Festosamente forte, Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) è quarta in 42:25, a precedere quell’Erica Delfine (Amatori Putignano), che messe da parte le lunghe distanze e ritrovata un po’ di velocità, è quinta in 43:53, seguita dalla mai doma Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), sesta in 44:05, e dalla superdeterminata Sandra Barbieri (Manzari Casamassima), settima in 44:14. Maledetto raffreddore per Nicoletta Ferrante (Atletica Tommaso Assi Trani), ottava in 44:27, a precedere la prima atleta della società organizzatrice, Marisa Russo, che speriamo di rivedere presto al meglio e in tempi a lei più consoni, nona in 44:43. Decima, davvero brava, Marica De Pinto (Assi Trani) in 45:00 tondi tondi.

Prima dell’arrivo degli esemplari ultimissimi, ecco il via alla gara-esibizione di circa duecento metri per gli alunni delle scuole dell’obbligo (come si diceva una volta!): un fiume impetuoso, colorato e festante invade Corso Roma, felici i bimbi, genitori ed accompagnatori, nella speranza che qualcuno di quei piccoli partecipanti voglia presto fare atletica in maniera più seria, seguendo magari il settore promozionale avviato dalla Marathon Massafra.

Ritornando alla gare dei grandi, 880 atleti tagliano regolarmente il traguardo: chiudono la locale Maria Scala Marangi, al femminile, in 1h23h22 e nonno Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto), classe 1933, in 1h42:16.

Piccola cartolina di giornata dedicata a Mimino De Carlo (Polisport Ciclo Club Fasano), classe 1934, che puntualmente ogni domenica, dopo aver ballato fino alle 2 di notte, è pronto per partecipare alla gara del mattino successivo, chiudendo anche in ottimi tempi (1h07:27, oggi) in rapporto all’età; altra cartolina per celebrare il primo posto di categoria di Cosimo Montemurro, dopo giorni, mesi, anni di sofferenze, lui che era solito primeggiare, al traguardo in 37:22, visibilmente emozionato.

Buona la gestione della zona arrivi, con uscita laterale dei liberi, magari da transennare meglio la parte finale, con il pubblico che ha sempre più invaso e quindi ristretto la sede stradale, costringendo giudici e fotografi agli straordinari.

Da evidenziare l’ottimo ristoro finale, soprattutto con il classico panino con la mortadella, cosi profumata da rimettere subito tutti in sesto, prontamente pronti per consultare le classifiche subito redatte dai Giudici ed affisse dagli organizzatori.  

E, così, comincia la cerimonia di premiazione, partendo logicamente dai due vincitori assoluti, Gaeta e Labianca. Per loro la firma sull’albo d’oro della manifestazione e poi il ritiro del trofeo, di un cesto di prodotti alimentari, di un prosciutto e di un capo tecnico.
A seguire salgono sul palco i primi cinque di tutte le categorie per fascia di età, con cesto di prodotti alimentari per i primi tre e confezione mega di lattine di birra per i quarti e quinti, per la soddisfazione generale.

Premi anche per i donatori Avis, prima di passare alle società con il maggior numero di atleti giunti al traguardo: sportivamente eliminatasi la organizzatrice Marathon (seconda con 48), la vittoria è per la Amatori Putignano con 67 finisher, su Atletica San Giovanni Bosco Palagianello (46), Nadir on the road Putignano (44), Assi Trani (43) e Montedoro Noci (42).

I saluti e i ringraziamenti della presidentessa chiudono la manifestazione, manca la foto di gruppo per non danneggiare chi è al lavoro sul percorso, segno del grande rispetto reciproco che vige in questo gruppo.

Ottima manifestazione davvero organizzata al meglio, difficile questa volta trovare spunti critici da sottoporre all’attenzione del direttivo della Marathon… per migliorare ulteriormente: la sola promessa di voler tornare presto nella Tebaide per una nuova, sana mattinata di sport e socializzazione insieme.

26-27 Ottobre - Discreto bilancio per la spedizione azzurra al Campionato Mondiale IAU di 24 ore ad Albi, in Francia: la squadra femminile è settima, mentre quella maschile chiude in decima posizione.

A livello individuale il primo degli azzurri è il padovano Matteo Grassi (Spirito Trail), 22° con 244,865 chilometri percorsi, un ottimo risultato al debutto azzurro che gli vale il record personale e l’ottava prestazione italiana di sempre.

L’altro esordiente, il veneziano Matteo Ceroni (Atl. Albore Martellago) è 29° con 236,979 km, record personale anche per lui.

Il terzetto italiano per la classifica a squadre è completato dal decano piemontese Paolo Rovera (Dragonero), 50° con 220,910 km.

A seguire, il marchigiano Paolo Bravi (Grottini Team Recanati), alla prima esperienza in una 24h, 53° con 220,196 km; il torinese Stefano Romano (Giro d’Italia Run), 112° con 191,237 km (112°).

Si fermano, invece, seppur restando in classifica in posizioni fatalmente arretrate, l’abruzzese Nicola Leonelli (Bergamo Stars Atletica), 173° con 128,329 km e Luca Verducci (Grottini Team Recanati), 183° con 119,383 km.

Ventottesima  donna la prima italiana, la veneta Sara Trevisan (#faisenzadire), con 216,046 km, record personale; trentesima l’aretina Francesca Innocenti (Bergamo Stars Atletica), con 213,847 km (PB); trentunesima la debuttante romana Eleonora Rachele Corradini (Impossible Target), con 212,356 chilometri (PB), che compongono il terzetto per la classifica a squadre e coi loro chilometraggi divengono, rispettivamente, sesta, settima e ottava italiana di sempre.

42° posto e record personale per la marchigiana Valeria Empoli (Bergamo Stars Atletica) con 203,906 km; 43° per Lorena Brusamento (Gs Gabbi), con 203,410 km: per la prima volta, cinque italiane sono sopra i 200 km nello stesso evento.

89^ la massafrese Luisa Zecchino (Team Pianeta Sport Massafra) con 172,724 km; 122^ la friulana Serena Natolini (Bergamo Stars Atletica), che si ferma in anticipo, con 126,838 km corsi.

Da ricordare che era purtroppo assente Enrico Maggiola, il primatista nazionale della 12 ore, coinvolto un mese fa in un incidente stradale.

I titoli individuale sono stati vinti, in campo maschile, dal lituano Aleksandr Sorokin con 278,973 km, sull’ungherese Tamas Bodis, secondo con 276,222 km, e sullo statunitense Olivier Leblond, terzo con 275.485km; in campo femminile, dalla titolatissima statunitense Camille Herron, che ha realizzato il record mondiale con 270,116 km, sulla tedesca Nele Alder-Baerens, seconda con 254,228 km, e sulla polacca Patrycja Bereznowska, terza con 247,724 km.

A livello di squadre doppietta per gli Stati Uniti, che precedono in campo maschile Ungheria e Francia, e in campo femminile, Polonia e Germania.  

Prossimo appuntamento, gli Europei del prossimo anno che si svolgeranno a San Giovanni Lupatoto (Verona) nel settembre 2020.

27 Ottobre - In una giornata caratterizzata dal caldo, si registra il ritiro di Fatna Maraoui alla 24^ edizione della maratona di Lubiana, in Slovenia.
La portacolori dell’Esercito, al rientro sulla distanza dopo un anno, quando il suo quattordicesimo posto individuale, in 2:34:48, fu determinante agli Europei di Berlino per vincere l’argento a squadre, si ritira al 31° chilometro per un dolore all’anca.
Peccato, perché i suoi passaggi (al 5° in 17:20, al 10° in 35:21, al 15° in 52:58; al 20° in 1:10:22, alla mezza in 1:14 e rotti, al 25° in 1:28:19, al 30° in 1:47:17) erano idonei per migliorare il record personale (2h30:50).

“Ci riproverò e spero di completare una maratona entro la fine dell’anno”, il commento di Fatna.

Vittoria femminile per la 31enne keniana Bornes Chepkirui in 2:21:26, nuovo record della gara (precedente: 2:22:58 della keniana Visiline Jepkesho nel 2018), seguita dalla etiope Amane Beriso, seconda in 2:21:33, e dall’altra keniana Diana Chemtai Kipyogei, terza in 2:22:07.

Vittoria etiope in campo maschile con il successo di Kelkile Gezahegn in 2:07:29 sui keniani Anthony Maritim, secondo in 2:07:52, e Vincent Rono, terzo in 2:08:06.

Classifica

Uomini
1 Kelkile Gezahegn (ETH) 2:07:29
2 Anthony Kiplangat Maritim (KEN) 2:07:52
3 Vincent Rono (KEN) 2:08:06
4 Goitom Kifle (ERI) 2:08:09
5 Ezekial Omullo (KEN) 2:08:41
6 Regasa Bejiga (ETH) 2:09:38

Donne
1 Bornes Chepkirui Kitur (KEN) 2:21:26
2 Shitaye Eshete (BRN) 2:21:33
3 Diana Chemtai (KEN) 2:22:07
4 Kuftu Tahir Dadiso (ETH) 2:23:14
5 Sharon Jemutai Cherop (KEN) 2:25:11
6 Sentayehu Lewetegn (ETH) 2:25:26
7 Medina Armino (ETH) 2:27:51
8 Olga Skrypak (UKR) 2:27:58
9 Fetale Dejene Tsegaye (ETH) 2:28:41
10 Afera Godfay (ETH) 2:29:18

 

Martedì, 29 Ottobre 2019 15:34

Bari - 7^ Ganten Bari21 Half Marathon

27 Ottobre - Francamente mi sarei aspettato altri numeri per la Mezza Maratona di Bari, giunta alla 7^ edizione, la quarta organizzata dalla Laguna Running SSDrl di Chia (Cagliari), in collaborazione con MG Sport. 
Sarà forse che, ormai definitivamente sparito il nome di San Nicola dall’intestazione della gara per sostituirlo con il più pagano Bari21 Half Marathon, è venuta meno la protezione del Santo!
Scherzi a parte, solo 1352 finisher per tutte le formule e distanze previste lasciano perplessi anche a confronto del recentissimo campionato italiano a Trani con quasi 2400 iscritti alla sola mezza.
Cerchiamo di capire cosa non ha convinto o non convince i podisti pugliesi…

La sede è di serie A, siamo in pieno centro a Bari sul Corso Vittorio Emanuele, con il Palazzo del Comune da un lato e la Prefettura dall’altro. Qualche difficoltà per parcheggiare, facile fare ricorso alle due aree “park & ride” che con un solo euro permettono di lasciare la vettura anche relativamente sicura.
Dopo le critiche degli scorsi anni (troppo cara!), la quota di iscrizione è leggermente scesa, con costo di 25€ per la 21km e 15 per la 10 km nell’ultimo mese: sul profilo facebook della manifestazione è poi riportata la formula per le società con almeno 10 iscritti che fa scendere le quote rispettivamente a 19 e 12 anche negli ultimi giorni (per gli anni a venire sarebbe utile riportare questa opzione sul regolamento Fidal evitando equivoci).

Il ritiro pettorali, chip e pacchi gara è possibile sin dal venerdì e comunque le operazioni si svolgono comodamente senza eccessive code.
Lamentele mi giungono per quanto riguarda la maglia “tecnica” del pacco gara, non di marca e non di primissima qualità; qualche problema anche con gli altri prodotti contenuti nel premio di partecipazione, dove a tutti gli iscritti manca un qualcosa rispetto a quanto descritto sui social.
A disposizione degli atleti un buon numero di bagni chimici, gli spogliatoi e il servizio di la consegna borse, che permettono di prepararsi in maniera comoda alla gara. 
Giornata ottima per correre, soleggiata ma non caldissima e anche meno umida rispetto alla settimana appena trascorsa; a presentare lo speaker “numero uno della strada” di Puglia, Paolo Liuzzi, sempre arguto, preparato, pronto, gioviale.

Partenza con sede stradale larga e comoda: gli iscritti sono divisi in cinque settori secondo le andature, anche se alcune classificazioni lasciano perplessi, come accade alla (poi) vincitrice della 10km competitiva confinata nella penultima griglia.
Presente l’Assessore allo Sport del Comune di Bari, Piero Petruzzelli, uno dei pochi politici realmente in gara; mancano viceversa atleti top, come la Valeria Straneo degli ultimi anni.
A condurre gli atleti, secondo le andature “cercate”, il gruppo pacer “Gli Originali”, guidati dalle sempre vitale, anzi vitalissima Laura Tassielli.

Partenza in perfetto orario, gli atleti invadono il Corso, con immediata svolta a destra per proseguire su Piazza Massari e altra svolta a sinistra andare a percorrere Corso Vittorio Veneto in direzione nord.
E’ cambiato, infatti, il tracciato, divenuto più lineare, che conduce i partecipanti inizialmente verso la Fiera del Levante e lo Stadio della Vittoria: giro di boa e ritorno verso sud, costeggiando il porto, il Teatro Margherita (e qui la 10 km gira per Corso Vittorio Emanuele II per il traguardo), per scendere sul Lungomare Nazario Sauro, la spiaggia Pane e Pomodoro e giungere al giro di boa tornando indietro fino a imboccare il Corso Vittorio Emanuele II avviandosi, in leggera salita verso l’arrivo.

Tracciato pianeggiante e veloce, con tanto iodio da respirare, reso meno ripetitivo dall’andata e ritorno verso nord, ma in questo tratto più anonimo, in quasi completa solitudine, senza pubblico, un po’ come quello che una volta era una parte del percorso della Maratona di Bari di patron Arpa.
Ristori e spugnaggi come da regolamento, tracciato blindato al traffico veicolare, molto meno a motori, biciclette e “intelligentoni” che hanno attraversato la sede stradale, soprattutto nel finale, proprio quando passavano gli stanchi atleti.
All’arrivo, medaglia per tutti, con il solito simbolo del circuito Follow Your Passion di cui anche la mezza di Bari fa parte; ritiro, poi, di busta ristoro con acqua, integratore e un frutto.

Agevole e ordinato il ritiro delle borse, comodo il cambiarsi negli spogliatoi, manca però la possibilità di potersi docciare o al limite anche di sciacquarsi velocemente.  

La gara della 10 km vede vincere con distacco l’ottimo Michele Uva (Free Runners Molfetta) in 33:34, davanti a Roberto Rubino (Athletic Academy Bari), secondo in 36:06, e a Gianvito Galasso (CUS Bari), terzo in 37:59. Quarto Domenico Ricupero (Free Runners Molfetta) in 38:09, quinto Giuseppe Piccininno (Enterprise Giovani Atleti) in 38:39, sesto Diego Bruno (Cosenza K42) in 39:12, settimo Giovanni Manella (Sport Center Bari) in 39:15, ottavo Michele Introna (Atletica Adelfia) in 39:16, nono Giancarlo Candiano (Team Pianeta Sport Massafra) in 39:30, decimo Paolo De Bartolo (Per Aspera ad Astra Bari) in 40:18.

Tra le donne si afferma la junior Valentina Lomonte (Athletic Academy Bari) in 41:14, che precede la sua allenatrice, la brillante Pina Fornarelli (Athletic Academy Bari), seconda in 41:43, e la forte allieva Rebecca Volpe (Enterprise Giovani Atleti), terza in 42:06. Quarta Maddalena Carella (La Fenice Casamassima) in 42:34, quinta Maria Rosa Valerio (Quelli della Pineta Bari) in 43:29, sesta Valeria Cirielli (Amatori Atl. Acquaviva) in 46:10, settima Mariangela Bozzano (Quelli della Pineta Bari) in 48:04, ottava Valentina Fava (Team KM Sport) in 49:48, nona Rosa Peragine (La Fenice Casamassima) in 51:09, decima Anna Suriano (I Podisti di Capitanata) in 51:09. 164 i finisher, mentre 382 completano la non competitiva, con 52 al traguardo sulla 5km non competitiva.

La 21km registra il successo del bergamasco Giorgio Soldani (Runners Bergamo), sempre in testa, in 1:15:35, con Michele La Vista (Free Runners Molfetta), che sfiora la rimonta clamorosa, ed è secondo in 1:16:28; terzo il runcard Matthew Xuereb in 1:16:36. Quarto Matteo Manuppelli (Jure Sport) in 1:18:31, quinto Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia) in 1:18:36, sesto Fabio Gervasi (Atl. Castelnovo Monti) in 1:19:48, ottavo Luca Cannone (Maratoneti Andriesi) in 1:20:30, nono Vito Campobasso (Sport Center Bari) in 1:21:15, decimo Michele Nicolardi (Gravina festina lente!) in 1:22:09.

Tra le donne, il successo, mai in discussione, è tutto per Eva Liz Mognon (Vicenza Marathon) in 1:30:12, che precede Francesca Riti (Montedoro Noci), che con un ottimo finale risale posizioni e chiude seconda in 1:32:11, con la bravissima Rosa Di Tacchio (Maratoneti Andriesi), terza in 1:32:23. Quarta Luana Piscopo (Dream Team Bari) in 1:33:02, quinta Marilena Brudaglio (Assi Trani) in 1:33:49, sesta Alessia Bechi (CUS Bari) in 1:37:17, settima Alessandra Gratton (Gruppo Marciatori Teenager), in 1:40:04, ottava Claudia Cherubini (Atletica Corriferrara) in 1:40:09, nona Michela Rovescala (Raschiano Triathlon Pavese), in 1:40:19, decima Gina Gigante (Atletica Adelfia) in 1:40:26. 705 i finisher ai quali si aggiungono 36 della non competitiva e 33 stranieri del progetto Tourist.

La gara è chiusa dall’arrivo in contemporanea di Girolamo Vitale (Runners del Levante) e Vincenzo Iannone (Cral Acquedotto Bari), in 2:57 e rotti, che hanno spinto la carrozzella del loro grande amico: tra gli applausi di tutti i presenti, annunciano che il loro prossimo impegno sarà la Maratona di Roma.

Le premiazioni, alla presenza del Presidente Regionale del CONI Puglia, Angelo Giliberto, di Veronica Inglese ed Eusebio Haliti, vedono salire sul podio i primi cinque assoluti, maschili e femminili, della 10 km; i primi dieci assoluti, maschili e femminili, nonché i primi tre di ciascuna categoria per fascia di età della 21 km: per tutti medaglia e una bottiglia di Chianti Classico, per i componenti dei podi l’iscrizione gratuita per un’altra tappa a venire del circuito FollowYourPassion (per la stragrande maggioranza…. la 'vicinissima' Chia).
Ultimo atto, il riconoscimento per le prime tre società per numero complessivo di atleti giunti al traguardo: assenti i relativi rappresentanti in una piazza oramai desolatamente vuota, si chiude definitivamente la manifestazione.

Torniamo ora al quesito iniziale: come fare per migliorare la partecipazione? Senz’altro sono da migliorare il pacco gara e soprattutto i premi finali (troppa la delusione dei premiati, perché si corre per correre, ma un bel premio… spinge ad impegnarsi di più); per il resto una manifestazione come questa, peraltro ben organizzata nei fondamentali, dovrà lavorare molto sulla comunicazione e sull’incentivazione locale. Il podista ama sentirsi coinvolto, coccolato e interessato, va incentivato, altrimenti preferisce correre senza pettorale, come i tanti portoghesi presenti, o andare nelle vicine garette locali che offrono meno costi,  ma gloria, considerazione e ricchi cesti.     

 

 

27 Ottobre - Nuovo primato personale e decimo posto per Giovanna Epis nella 29^ edizione del Medio Maratón Valencia Trinidad Alfonso EDP.  
La 31enne veneziana ha chiuso, infatti, in 1h11:44 migliorando il precedente record stabilito sempre a Valencia nel 2018 ai campionati mondiali (1h12:27).

La portacolori dei Carabinieri è passata al 5° km in 16:46 (undicesima); al 10° in 33:41 (dodicesima); al 15° in 50:47 (decima); al 20° in 1h08:02 (decima) per chiudere in ottava posizione.  Un 2019 quindi positivo per la Epis, che in primavera aveva stabilito il personal best in maratona, a Rotterdam, in 2h29:11; peccato per il ritiro a Doha..

E, in effetti, la veneziana commenta:  “Sono davvero contenta ed era quello che volevo, perché la delusione dopo Doha era tanta. Mi ero allenata bene, poi ho comunque recuperato sul piano fisico, ma dal punto di vista mentale è stato un macigno. Non era facile tornare in gara e infatti le uscite agonistiche delle scorse settimane mi sono servite per dire, anche a me stessa, che rientravo senza paura. Questa era un’occasione da non perdere. Sono partita un po’ forte ma era la strategia migliore, in una competizione con migliaia di atleti al via, altrimenti avrei rischiato di rimanere indietro. Sapevo di valere un tempo sotto l’ora e dodici minuti, e posso ancora migliorare. Ma se penso che il mio parziale di oggi al decimo chilometro, fino a un paio di anni fa, era il personale sulla distanza, vuol dire che la preparazione svolta con il mio tecnico Giorgio Rondelli è stata sicuramente buona, però c’è ancora tanto da lavorare. La gara di Doha fa male, ma anche un’esperienza così dura può servire per maturare”.

La gara, in campo femminile, è stata vinta dalla etiope Senbere Teferi in 1h05:32, che ha stabilito PB, record nazionale, terza prestazione mondiale stagionale e dodicesima all-time; battuta l’olandese Sifan Hassan, che, partita con l’intenzione di stabilire il nuovo primato mondiale (ricordiamo che Hassan è primatista europea sulla distanza,  oltre ad aver vinto 1500 e 10.000 ai recenti mondiali di Doha) ha chiuso in seconda posizione in 1h05:53, anche a seguito di una caduta rovinosa, intorno al 22° minuto, dovuta all’impatto con atleti spagnoli, che le ha rovinato la prestazione. Terzo posto per la keniana Joan Chelimo in 1h06:09.
Questi i passaggi della Teferi: 15:18, 30:42, 46:15, 1h02:00 e questi della Hassan: 15:17, 30:46, 46:30, 1h02:26.

Tra gli uomini, la gara si decide all’ultimo chilometro, con l’azione decisiva dell’etiope Yomif Kejelcha (secondo sui 10.000 metri mondiali a Doha) che va a vincere in 59:05, stabilendo PB e quarta prestazione mondiale 2019. Secondo il keniano Bernard Kipkorir Ngeno in 59:07, che precede l'altro etiope Jemal Yimer Mekonnen, terzo in 59:09, e il connazionale Leonard Barsoton, quarto in 59:09.
Questi i passaggi del vincitore: 13:55, 27:55, 42:08, 56:13.

Primo italiano, trentatreesimo, il 22enne brianzolo Riccardo Mugnosso (Dk Runners Milano) in 1h03:20 che migliora nettamente il precedente primato (1h05:56 nel 2018, guarda caso, a Valencia).

Classifica

Uomini
1 Yomif Kejelcha (ETH) 59:05
2 Benard Ngeno (KEN) 59:07
3 Jemal Yimer (ETH) 59:09
4 Leonard Barsoton (KEN) 59:09
5 Shadrack Korir (KEN) 59:40
6 Geoffrey Koech (KEN) 59:58
7 Henry Rono (KEN) 1:00:13
8 Sondre Moen (NOR) 1:00:15

Donne
1 Senbere Teferi (ETH) 1:05:32
2 Sifan Hassan (NED) 1:05:53
3 Joan Chelimo (KEN) 1:06:09
4 Alia Saeed Mohammed (UAE) 1:08:01
5 Tigst Assefa (ETH) 1:08:24
6 Netsanet Gudeta Kebede (ETH) 1:08:35
7 Molly Huddle (USA) 1:09:35
8 Genet Kassahun (ETH) 1:11:09

27 Ottobre - Tre settimane dopo il ritiro ai Mondiali di Doha, Daniele Meucci chiude la Mainova Frankfurt Marathon in ottava posizione in 2h10:52, seconda prestazione della carriera a soli sette secondi dal personale
(2h10:45, lo scorso ad Otsu, in Giappone). Il 34enne ingegnere pisano, campione d'Europa nel 2014 a Zurigo, ha conseguito dunque il secondo risultato italiano del 2019, dopo il 2h08:05 di Yassine Rachik a Londra, e con questo lo standard di iscrizione per le prossime Olimpiadi di Tokyo, fissato a 2h11:30.
Per il portacolori dell’Esercito, che migliora anche il primato stagionale di 2h12:00 ottenuto in primavera ad Amburgo, è stata una gara iniziata cautamente con passaggi al 5° km in 15:27, al 30° in 30:44 e al 15° in 45:51.
Il transito alla mezza è avvenuto in 1h05:30, e da lì Meucci ha alzato il ritmo, passando al 25° km in 1h17:50 (19°); al 30° in 1h33:30 (14°); al 35° in 1h48:34 (11°); al 40° in 2h04:00 (9°) - col miglior tratto di 5 km in 15:04 tra il 30° e il 35° chilometro - per chiudere ottavo con un "negative split" di 1h05:30/1h05:22.

Ottima maratona anche per il molisano  Giovanni Grano (Nuova Atletica Isernia), sedicesimo in 2h16:02, che migliora il pb  di quasi un minuto (2h17:00 quest'anno ad Amburgo).

La maratona è stata vinta dall'etiope Fikre Tefera in 2h07:08,al termine di una gara che ha visto sempre in testa un gruppo di sette atleti, poi ridotti a quattro nella fase decisiva.
Secondo l’altro etiope Dawit Wolde in 2:07:10, terzo all’esordio Yimer Ayalew, ex etiope e oramai del Bahrain, in 2h07:12, con il keniano Martin Kiprugut, quarto in 2h07:20, sull'israeliano Maru Teferi, quinto al record nazionale in 2h08:09, stesso tempo del keniano  Mark Kiptoo, primatista mondiale master M40 (2h07:50 il suo record mondiale).

Tra le donne dominio per la keniana Valary Aiyabei che si afferma in 2h19:10, migliorando il record della corsa  (2h20:36 di Meskerem Assefa) e stabilendo la  quarta prestazione mondiale dell'anno. Seconda è la etiope Kebede Megertu Alemu in 2h21:10 (vincitrice a Roma quest’anno), terza la campionessa uscente Meskerem Assefa in 2h22:11. Quarta l'israeliana Lonah Salpeter in 2h23:11..

Ritirata la nostra Teresa Montrone (Alteratletica Locorotondo) dopo il 30° chilometro.

Fine settimana con tre azzurri di punta impegnati all’estero: Meucci a Francoforte, Maraoui a Lubiana, Epis a Valencia

Tre settimane dopo il ritiro ai Mondiali di Doha, Daniele Meucci torna a correre la distanza alla Mainova Frankfurt Marathon, in Germania, dove quest’anno ha corso in 2h12:00 ad Amburgo a fine aprile… dopo il ritiro a Roma. Il 34enne ingegnere pisano troverà, tra gli altri, l’etiope Tsegaye Mekonnen (2h04:32), il più veloce under 20 di sempre, e  il keniano Mark Kiptoo (2h07:50), 43enne primatista mondiale master. La partenza è fissata alle ore 10.00.

A Lubiana (in Slovenia), nella Volkswagen Ljubljana Marathon, ci sarà invece il ritorno in maratona di Fatna Maraoui, che manca sulla 42,195 dagli Europei di Berlino, nel 2018, dove terminò quattordicesima in 2h34:48, contribuendo decisamente alla conquista della medaglia d’argento a squadre. La portacolori dell’Esercito è rimasta a lungo ferma per una microfrattura al bacino: rientrata a settembre, la 42enne di Cerrione (BI) ha vinto il titolo italiano assoluto di 10km a Canelli in 33:10 e la Rome Half Marathon Via Pacis in 1h14:12. La favorite per la vittoria sono: Shitaye Eshete (Bahrain, 2h22:39), la keniana Sharon Cherop (2h22:28), le etiopi Afera Godfay (2h22:41) e Sentayehu Lewetegn (2h22:45).

Infine, al via della mezza maratona di Valencia (Spagna), ci sarà Giovanni Epis, in quello che potrebbe essere il suo ultimo impegno agonistico della stagione: la 31enne veneziana, dopo il ritiro alla maratona mondiale di Doha, è al terzo impegno di fila, dopo il Giro di Pettinengo e la CorriBicocca a Milano. Speriamo possa migliorare il personale, di 1h:12:27 (un anno fa proprio a Valencia, ai Mondiali) in una gara tradizionalmente molto veloce. In gara troverà Sifan Hassan, la vincitrice dei 1500 e 10000 ai Mondiali di Doha, e primatista europea in 1h05:15;  la keniana Fancy Chemutai (1h04:52 a Ras al-Khaimah), le etiopi Netsanet Gudeta, campionessa mondiale in carica e detentrice del record del mondo in gare solo femminili con 1h06:11, e Senbere Teferi (1h05:45 al debutto). Partenza alle ore 9.00.

La 40enne belga Marieke Vervoort, quattro medaglie alle Paralimpiadi e una serie interminabile di imprese sportive, ha deciso di mettere fine alla sua vita facendo ricorso all'eutanasia, legale in Belgio.

Da tanti anni era affetta da una malattia degenerativa incurabile che già nel 2008 l'aveva portata a firmare i documenti per far ricorso all'eutanasia.

Marieke amava la vita, ma ultimamente i dolori erano diventati troppo forti, da non riuscire nemmeno a dormire, appena 10 minuti a notte, inutili le terapie del dolore, “non voglio più soffrire” le sue parole. 

I primi problemi da adolescente, passava da un medico all’altro senza capire cosa avesse realmente.  Poi, intorno ai vent’anni, finalmente la diagnosi, una malattia muscolare degenerativa con dolori continui, paralisi alle gambe, convulsioni che divenivano attacchi epilettici, perdita della vista, causata da una rara deformità tra la quinta e la sesta vertebra cervicale. Tutto era cominciato dal tallone, poi le gambe, ma con il passare degli anni, il fisico si muoveva sempre meno, il consiglio di non praticare attività sportiva, ma Marieke era troppo forte caratterialmente, scontata la sua reazione, l’inizio dello sport paralimpico, basket, nuoto, vela, atletica, bici, triathlon.

Campionessa del mondo nel 2006, volle superare il limite e decise di passare al all’Ironman: 2,8 km a nuoto, 180 con l’handbike e 42,195 sulla sedia a rotelle. L’anno dopo era a Kona, nelle Hawaii, per partecipare all’evento leggendario, puntualmente concluso. 

Ma la malattia non mollava e allora il limitarsi alla sola atletica: medaglia d’oro sui 100 metri alla Paralimpiade di Londra 2012, con argento sui 200; poi vari titoli mondiali (100, 200 e 400 nel 2015), fino ad altre due medaglie, nei 400 (argento) e sui 100 (bronzo) a Rio.

Ma Marieke sapeva che un giorno non ce l’avrebbe fatta più e da più di dieci anni fa aveva firmato i moduli per l’eutanasia. E quei moduli sono venuti fuori ultimamente, Marieke ha scelto di morire a Diest, nelle Fiandre, dove viveva, con accanto le persone care e Zenn, il suo cane, il suo labrador, che l’assisteva e che era pronto a chiamare le infermiere in caso di gravi crisi.  

“Ho vissuto tuffi i miei sogni”, ha detto la campionessa che ha realizzato imprese eccezionali. “Lo sport mi teneva in vita”, ha dichiarato, ha dichiarato che avrebbe voluto provare il volo acrobatico e il paracadutismo, volare su un jet F16, aprire un museo, competere in una gara di rally, per ultimo aveva guidato una Lamborghini sul circuito di Zolder.

“Devi vivere giorno per giorno e goderti i piccoli momenti. Non sai cosa ti propone la vita”, ripeteva sempre e combatteva contro il male.

Ha scelto di andarsene ma non ha perso, il suo spirito libero è in quelle farfalle bianche liberate da una scatola rossa mentre moriva. E ci ha lasciato quella foto su Instagram dove veloce “vola” con la sua sedia a rotelle, perché Marieke ha vinto anche questa volta, di lei ci restano trionfi e sorrisi e quella frase: “Non si possono cancellare i bei ricordi!”

Un altro decesso nel mondo del podismo, questa volta nel trevigiano.

Martedì 22, il 51enne Paolo Sillicchia è uscito con la mountain bike in preparazione di una gara ultra trail, sulle colline di Susegana: di colpo il malore, forse un infarto, e verso le 14.30 si è accasciato sull’asfalto. Dei passanti  l’hanno notato per terra all’incrocio tra la Strada di Collalto e via Tournichè, poco prima del centro dello storico borgo, e hanno chiamano i soccorsi. Ma quando l’ambulanza del 118 è giunta sul posto, nonostante i tanti tentativi di rianimarlo, ha dovuto rilevare che il cuore del podista aveva smesso di battere.   

Paolo, originario di Santa Lucia e da poco residente a Conegliano, era uno sportivo e podista di esperienza, appassionato di trail running, che aveva partecipato con discreti risultati a competizioni impegnative come la Cansiglio Run, la Treviso Marathon, l’UltraDolomites (87km), l’Ultrabericus trail, la Duerocche trail di Asolo, e l’Antico trail del contrabbandiere.

Tesserato per l'Atletica S. Lucia di Piave, è stato ricordato dal presidente, Ivano Corsano, che ha dichiarato: “Si era appassionato all’ambiente del trail, era una persona che faceva molto gruppo, era allegro e di compagnia, tutti i nostri ragazzi sono rimasti sconvolti. Non aveva mai avuto problemi di salute, si allenava regolarmente, siamo rimasti sgomenti”.

I funerali verranno celebrati sabato 26 ottobre alle ore 10, nella Chiesa parrocchiale di Campolongo.

 

 

20 ottobre - Due gare, tre record: è il bilancio della giornata a Lisbona, dove si sono svolte la EDP Lisbon Marathon e la Luso Lisbon Half Marathon, in una giornata dalle perfette condizioni meteorologiche.

Partiamo dalla Maratona, vinta dall’etiope Andualem Shiferaw che in 2:06:00 ottiene anche il record del percorso (precedente 2:07:34).

Guidato dal perfetto lavoro dei pacemaker, un gruppo di cinque atleti (Stephen Chemlany, Samuel Wanjiku, Barnabas Kiptum, Birhan Nebebew e Andualem Shiferaw) ha preso da subito il comando della gara ed è rimasto compatto sino a cinque chilometri dal traguardo.

Solo negli ultimi due chilometri, Shiferaw e Wanjiku (vincitore nel 2004 ed ex detentore del primato della gara) si sono staccati dagli avversari: allo sprint l’etiope ha avuto la meglio sul keniano di un secondo. A seguire, sono giunti gli altri due keniani, Stephen Kwelio Chemlany, terzo in 2h06:22, e Barnabas Kiptum, quarto in 2h06:31; quinto l'altro etiope Birhan Nebebew in 2h06:51. Per tutti e cinque si tratta del nuovo primato personale.

Tra le donne vittoria della etiope Sechale Dalasa dell'Etiopia in 2:29:51, che precede di sei secondi la keniana Helen Jepkurgat. Terza, un’altra etiope, Sule Utura, in 2:32:16.

Nella mezza maratona si registrano invece due nuovi record del percorso, stabiliti dai keniani Titus Ekiru e Peres Jepchirchir rispettivamente in 1:00:12 e 1:06:54.

Titus Ekiru (vincitore della maratona di Milano in aprile in 2h04:46), nonostante abbia corso gli ultimi chilometri da solo, è riuscito a migliorare il PB, e di un secondo il precedente record del tracciato; al posto d'onore l’ugandese Timothy Toroitich in 1:00:53 (PB), sul connazionale Thomas Ayeko, terzo in 1:00:56.

In campo femminile, invece, appassionante sprint tra le keniane Peres Jepchirchir e Vivian Kiplagat, con la prima – vincitrice del titolo iridato sulla distanza nel 2016 - che si è imposta migliorando di 24” il precedente record del tracciato; seconda, ad un secondo, Kiplagat in 1:06:55, con la connazionale Dorcas Kimeli terza in 1:07:43. Quarta la etiope Yebrgual Melese, ex detentrice del record del percorso, in  1:09:02. Settima la prima portoghese, Catarina Ribeiro, in 1:11:36.

 

20 Ottobre - Il poliziotto keniano Philemon Rono ha vinto per la terza volta la Scotiabank Toronto Waterfront Marathon tagliando il traguardo in 2h05:12, stabilendo il nuovo record della gara e il nuovo primato su suolo canadese.

Alle sue spalle, quattro atleti sotto le 2h06 racchiusi in 13 secondi: l’etiope Lemi Bernahu in Etiopia, in testa fino ad un chilometro dal traguardo, secondo in 2:05:09; l’ugandese Felix Chemonges terzo in 2:05:12 (record nazionale), e il campione uscente, il keniano Benson Kipruto, quarto in 2:05:13.

Tra le donne si è imposta la keniana Magdalyne Masai-Robertson in 2:22:16, pb, record della corsa (migliorato il precedente di 13” stabilito da Mimi Belete un anno fa), e miglior prestazione all-time su suolo canadese.

Condizioni quasi ideali alla partenza con temperatura di 8° e leggerissimo venticello (5km/h).

La gara ha visto al comando un gruppo di sei uomini con passaggi alla mezza in 1:03:08 e al 30° km in 1:29:24; poi Berhanu ha cominciato a staccarsi fino a passare al 38° km con 15” sul primo inseguitore, Rono. Quest’ultimo, negli ultimi due chilometri, ha dapprima annullato lo svantaggio per poi superare il rivale ed avviarsi al trionfo.     

Grande la delusione per Berhanu, che  dopo aver tagliato il traguardo è rimasto seduto per terra solitario fino all’inizio della cerimonia di premiazione, lamentando poi di aver avuto problemi nel finale alla gamba destra. 

La gara femminile è stata altrettanto avvincente in quanto otto donne hanno corso insieme per 30 km, per poi ridursi a sei al 35°, fra cui la etiope Birktuyat Eshetu e le keniane Betsy Saina, Rachel Mutgaa e Masai-Robertson. Proprio quest’ultima, al 39° km circa, ha notevolmente aumentato il ritmo, facendo il vuoto ed avviandosi verso la vittoria.

La etiope Eshetu ha chiuso al secondo posto in 2:22:40, precedendo la keniana Betsy Saina, terza in 2:22:43. Quarta la etiope Birke Debele in 2:23:19, con l’altra keniana Rachel Mutgaa, quinta in 2:23:30. Sesta ancora una keniana, Ruth Chebitok in 2h24:13, sulla etiope Shuko Genemo, settima in 2h24:28.  Tutte al primato personale.

Valevole come campionato canadese e selezione per le Olimpiadi, la maratona di Toronto ha registrato i successi nazionali di Trevor Hofbauer, tra gli uomini, in 2:09:51 (PB), e di Dayna Pidhoresky, tra le donne, in  2:29:03 (PB).

3836 i finisher.

Nella mezza maratona vittoria di Benjamin Preisner in 1:03:08, su Phil Parrot-Migas, secondo in 1:05:46, e Jeff Archer, terzo in 01:06:05.

Tra le donne, vince Brittany Moran in 1:15:12 su Anne Johnston, seconda in 1:15:24, e Rachel Hannah, terza in 1:16:25.

9888 i finisher.

20 Ottobre - Quel buon profumo del bosco viene a condurci alla seconda edizione del Trail del Mercadante, nella omonima Foresta, con ritrovo presso la Masseria Chinunno, tra i comuni di Cassano Murge ed Altamura. Ad organizzare il dinamico gruppo de “La Fenice” di Casamassima, con la collaborazione dell’ASD Nordic Walking Sud.
Ottimamente impressionato un anno fa, decido di non mancare anche questa volta e francamente non me ne pentirò affatto!
Persino la nebbia che ci avvolge raggiungendo la masseria non reca gran disturbo, troppo umide però le prime ore del giorno in Puglia in questo periodo.  
Larghi spazi sorvegliati permettono di parcheggiare in tutta comodità; i bagni, pulitissimi e controllati, sono quelli della baita-bar, nei cui pressi si definiscono le operazioni di iscrizione e si ritirano gli interessanti pacchi gara caratterizzati dalla coppia di manicotti con l’effigie della società organizzatrice, sempre utilissimi, oltre ad alcuni prodotti alimentari e integratori, compreso uno sconto acquisto presso la catena di negozi di articoli sportivi che fornisce anche la sacca che contiene il tutto. Da non trascurare, infine, il buono pasta-party per il dopo gara, il tutto al prezzo di 7 euro per la 10 km e di 14 per la 20km (12 e 24 euro dal 27 settembre in poi).        

Gara in totale regime di autosufficienza, senza ristori e spugnaggi, con il consiglio di provvedere autonomamente alle riserve idriche personali.

Si erge intanto il sole in cielo, la nebbia sparisce e sale anche la temperatura in questa nuova estate autunnale. Riscalda i cuori e regala entusiasmo anche la voce di speaker Paolo Liuzzi, come sempre verace e opportuno, ironico e competente.  
Alle due gare competitive si aggiunge la gara non competitiva di 5 km; nell’ambito della manifestazione si svolge l’evento “Foresta in Rosa”, con parte dell’incasso donato in favore della “Komen Italia”, per la lotta ai tumori del seno. In gara anche gli atleti del nordic walking, che gareggiano per una classifica loro riservata. Inoltre, l’intera manifestazione competitiva costituisce l’undicesima e ultima tappa del circuito “Puglia Trail” e la seconda del Campionato interregionale Fidal Puglia-Abruzzo.

Rilevazione di tempi e redazione classifiche affidate ai collaudati addetti di Icron, sotto il beneplacito del Gruppo Giudici di Bari; arco di partenza originalissimo ed ecologico creato con rami intrecciati.
Circa 700 gli iscritti complessivi della vigilia, con circa 200 liberi.

Alle 9.30 la prima partenza, riservata alla gara più lunga di 20 chilometri; dopo dieci minuti il via alla 10 km, per poi far partire i cosiddetti liberi, sulla 5km non competitiva.

Giro unico, purtroppo rivedremo gli atleti solo all’arrivo, la foresta è tutta per loro. Il percorso non presenta particolari difficoltà altimetriche, il fondo è secco e pietroso, insomma si corre bene e velocemente, tanto che i primissimi, nonostante le tante segnalazioni dislocate nei punti critici, faranno un piccolo errore di direzione, per fortuna subito rientrato senza ripercussione sulla classifica.
Tracciato che ammalia e invita a rimanere nella foresta, tra odori, aria pulita e visione anche di animaletti; occorre però sbrigarsi, il pasta party attende…


Ed ecco che si avvicina il vincitore della 10km: è l’incredibile Rodolfo Guastamacchia (Atleticamente Modugno), rapido su ogni superficie e distanza, che si afferma in 38:29, precedendo il forte abruzzese Mirko Fantozzi (Sporting Club USA Avezzano), secondo in 39:13, che ha fatto gara a parte; infatti, nettamente staccato, è terzo il “runcard” Luigi Amandonico, in 47:16.  
Quarto Riccardo Bruno (Amici Strada del Tesoro Bari) in 47:31 su Pasquale Minervini (Road Running Molfetta), quinto in 47:49, e Vito Detoma (Amici Strada del Tesoro), sesto in 47:53; Gabriele Sinisi (Runners Ginosa) è settimo in 47:56, seguito da Donato Rossignoli (Pro Canosa), ottavo in 48:34, e – incredibile – da i due omonimi Giuseppe Moliterni (entrambi Gravina festina lente!), rispettivamente nono in 49:03 e decimo in 49:15.

Tra le donne, sempre più specialista, vince Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Capurso) in 50:23 precedendo la sempreverde Rosa Luchena (Athletic Academy Bari), seconda in 50:39, e la potente Lavinia Orlando (Dof Amatori Turi), terza in 50:56.
Più staccata, è quarta Gina Gigante (Atletica Adelfia) in 54:31 nell’ordine su Letizia Cosmai (Road Running Molfetta) in 54:41, Sara De Carlo (Correre è salute Mottola) in 55:13, Giuseppina Mandorino (Correre è salute Mottola) in 55:39, Anna Losito (Gioia Running) in 57:20, Angela Antonelli (Rutigliano Road Runners) in 59:20 e Roberta Sangiorgio (Bersaglieri Bari) in 59:44.

210 i finisher, chiudono Francesco Zita e Rosanna Marzullo (entrambi DOF Amatori Turi) in 1h56:48.

Ma è il momento di pensare alla 20 chilometri, la gara più sentita: indossando la canotta della Puglia, Tony Esposito (Amatori Atletica Acquaviva), dopo anni di pista convertito a triathlon e trail, quasi fresco come alla partenza, vince in 1h21:11 precedendo il vincitore uscente, anch’egli con indosso la canotta della Puglia, il neo-papà Nicola Mastrodonato (Pedone Riccardi Bisceglie) in 1h22:41; terzo, il primo abruzzese, Maurizio D’Andrea (GP Runners Sulmona) in 1h22:53.
Quarto l’altro abruzzese Alex Tucci (G.P. Il Crampo) in 1h27:00, che precede il primo lucano Angelo Menzella (I Bitlossi Monterun), quinto in 1h27:44, e il primo rappresentante della società organizzatrice, Gregorio Lavarra, sesto in 1h32:13. Settimo il giovane Morgan Antonio Azzone (ASD Francesco Francia Bologna) in 1h32:17 su Vito Procino (Dynamyk Fitness Palo del Colle), ottavo in 1h32:19, Vittorio Braico (Pod. Carosino), nono in 1h32:21, e Giacomo Tanzella (Manzari Casamassima), decimo in 1h32:26.

L’eterna Emma Delfine (Puglia- Nadir on the road Putignano) è la prima donna in 1h43:16, inseguita dall’ottima Francesca Pastore (Gioia Running), seconda a 44”, e dall’abruzzese Daniela Leonardi (Sporting Club Usa Avezzano), terza a 1’08”.
Quarto posto per la potente Erica Delfine (Amatori Putignano) in 1h45:10, sulla capace salentina Francesca Lubelli (Tre Casali San Cesario), quinta in 1h46:27, e sulla “duracell” Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), sesta in 1h46:55. Francesca Romana Campanale (Running Cassano Venti18) è settima in 1h49:36 su Paola Salvi (Plus Ultra Trasacco), ottava in 1h50:45, Francesca Marchesano (Amatori Atl. Acquaviva), nona in 1h54:40, e Zanet Buslyeta (Martina Franca Running), decima in 1h55:38.

193 i finisher, chiudono Paolo Caldarola (Free Runners Molfetta), al maschile, in 2h36:58, e il trio composto da Floriana Piarulli (Montedoro Noci), Elisa Girardi (Runcard) e Marianna Sardone (Acquamarina Palese) in 2h36:58.

Ottima la gestione degli arrivi, con i liberi camminatori dirottati presso l’altro arco senza pericolose sovrapposizioni.
Acqua, gelato e medaglia servono subito a rimettere in sesto forze e morale, ben presto comincia il pasta party…
E, in effetti, nei pressi della suddetta baita-bar, i podisti hanno già cominciato a mangiare: cavatelli con legumi, pepite di baccalà fritto, uva senza semi e bicchieri di vino, difficile chiedere di più!
Anzi, il di più è fornito dall’ottima band musicale che suona pezzi popolari e festosi, con il nostro Clarinet Run, il maestro Vito Giampaolo, che dà prova della sua abilità non solo a correre, ma soprattutto a suonare il clarinetto!

Ma è tempo di premiazioni, che cominciano con la polemica legata alla gara di 10km dove il regolamento pubblicato sul sito Fidal recitava: “Saranno premiati i primi tre assoluti M/F”. Un regolamento non ufficiale, pubblicato su altri siti, genera l’equivoco, per fortuna presto chiarito.

E così si parte dalla 10km, per poi passare ai due vincitori della 20km, ai prime tre di ciascuna categoria per fascia di età, ai primi tre (M/F) del Trofeo Puglia-Abruzzo, ai primi tre donatori, ai primi tre walker, ai primi tre del Foresta in Rosa, tutti premiati con ottime cassette colme di prodotti locali, a km 0.
Infine, la consegna del premio (targa) anche per le prime tre società con maggior numero di atleti giunti al traguardo: Running Cassano Venti18, Avis in Corsa Conversano e Free Runners Molfetta).  

Resta l’estrazione del viaggio maratona per Malta, offerto da Vivi e Sorridi, l’agenzia barese del buon Vito Viterbo: vince Agnese Tanzella, proprio della società organizzatrice, ed è giusto così.

Ultimo atto, la consegna di premi e targhe a collaboratori e sponsor vari, senza i quali non sarebbe stato possibile la realizzazione della gara.
Il presidente Paolo Logrillo ringrazia, si scusa per eventuali disfunzioni e si impegna a migliorare per l’anno prossimo; speaker Paolo saluta e rimanda al 2020.
Il fascino della Foresta, l’ospitalità e la positivissima organizzazione de La Fenice, la gioia di essere stati festosamente insieme per ore, una sana giornata vissuta tra sport e aria buona, mi fanno concludere che l’esperienza è ancora rigorosamente da ripetere.   

20 Ottobre - Nekagenet Crippa e Anna Incerti sono i Campioni italiani di mezza maratona 2019, in una edizione disputata in una giornata di sole quasi estivo, calda ed umida, nella splendida Palermo, con partenza e arrivo posti davanti all’Antico Stabilimento Balneare di Mondello.

Molto impegnativo il percorso, con lunghi tratti in salita e conseguenti “difficili” discese, che unitamente alle condizioni climatiche hanno influito sul crono degli atleti.

La 39enne di Bagheria, Anna Incerti (Fiamme Azzurre) coglie sulle “sue” strade il terzo titolo italiano della carriera sulla mezza (dopo quelli del 2007 e del 2008) in 1h14:09, precedendo un’altra siciliana, la 23enne trapanese Federica Sugamiele (Caivano Runners), che vive e si allena proprio a Palermo, seconda al debutto sulla distanza in 1h14:43; terza la burundese Elvanie Nimbona (sempre Caivano Runners) in 1h15:04 (in gara per i campionati societari, non ovviamente per il titolo italiano), con la torinese Sara Brogiato (Aeronautica), quarta – ma bronzo italiano - in 1h15:29.  
La siciliana ha inizialmente lasciato andare avanti quattro atlete (le africane Elvanie Nimbona, Adha Munguleya e Vivian Kemboi e la under 23 Nicole Reina). Proprio la Reina si è ritirata all’8° km, mentre le altre tre fuggitive sono state riprese chilometro dopo chilometro dalla vincitrice.
Anna Incerti ha tagliato il traguardo festeggiata dalla figlia Martina di sei anni (avuta con l’ex azzurro Stefano Scaini), ed ha così commentato: “Vincere a casa, davanti al mio pubblico e soprattutto davanti agli occhi di mia figlia è stato veramente emozionante”.

La siracusana di Solarino, Alessia Tuccitto (GS Lammari), quinta assoluta e quarta italiana, vince il titolo italiano under 23 (promesse) in 1h15:44, seguita con lo stesso crono dell’ugandese Adha Munguleya (GS Lammari), dalla keniana Vivian Kemboi (Atl. Castello) in 1h17:28, e da Federica Proietti (Calcestruzzi Corradini Excelsior Rubiera), ottava in 1h18:45. Nona, seconda delle Under 23, è Federica Zenoni (Atl. Bergamo 1959 Oriocenter) in 1h19:00, condizionata nell’ultimo tratto da problemi di vesciche; decima Martina Facciani (Calcestruzzi Corradini Excelsior Rubiera), in 1h19:20. Terza della Under 23 è Iris Baretto (Trionfo Ligure) in 1h21:53.

Tra le under 20 (juniores) titolo alla 18enne emiliana Sara Nestola (Self Atl. Montanari & Gruzza Reggio Emilia) in 1h24:35, su Gloria Aleotti (Calcestruzzi Corradini Excelsior Rubiera) in 1h34:31).

Nella gara maschile podio interamente africano (seppure con tesseramento per società italiane) con vittoria del keniano Joel Maina Mwangi (Dinamo Sport) in 1h02.09 sul connazionale Paul Tiongik (GP Parco Alpi Apuane), secondo in 1h02.36, e sul burundese Onesphore Nizwinkunda (Atl. Casone Noceto), terzo in 1h03.04, andati subito in testa.

Primo titolo italiano della carriera, invece, per il 25enne trentino Nekagenet Crippa (Trieste Atletica), fratello di due anni più anziano dell’azzurro Yeman, quarto assoluto, che si afferma in 1h05:15, precedendo solo nel finale, dopo un lungo testa a testa, il campione uscente Ahmed El Mazoury (Atl. Casone Noceto), secondo in 1h05:20; terzo il rientrante abruzzese Daniele D’Onofrio (Fiamme Oro), campione italiano 2016, in 1h05:50. Quarto il palermitano Vincenzo Agnello (Atl. Casone Noceto) in 1h05:57, davanti a due piemontesi, Francesco Bona (Aeronautica) quinto in 1h06:12, e Francesco Carrera (Atl. Casone Noceto), sesto in 1h06:26.

Crippa, campione mondiale under 20 di corsa in montagna nel 2013, quest’anno, dopo due secondi posti sui 10.000 su pista e sui 10 km su strada, ottiene successo e primato personale (limando 11 secondo al record precedente, vecchio di cinque anni): dalla sua società, Trieste Atletica, ci giunge la sua lucida ed entusiasta analisi: «Non correvo una maratonina da quattro anni, ma ero consapevole di attraversare un buon momento di forma dato che da luglio ho ritrovato una certa continuità negli allenamenti. Qui in Sicilia cercavo la vittoria senza badare al cronometro. Ho fatto gara di testa assieme ad El Mazoury, dandogli qualche cambio nella fase centrale della prova per evitare che da dietro rientrassero e poi a 700m dal traguardo, dopo qualche  tentativo di accelerazione non andato a buon fine, ho aumentato nuovamente l'andatura e stroncato definitivamente la resistenza del mio avversario. Ora il mio obiettivo si sposta sui prati, dato che a novembre disputerò le prove di selezione per gli Europei di Cross che si terranno domenica 8 dicembre a Lisbona. Sono convinto di stare molto meglio rispetto alla scorsa stagione, dunque darò tutto me stesso per indossare nuovamente la maglia azzurra in ambito internazionale».

Tra gli under 23 (promesse) il titolo italiano (dopo quello della 10 km) è per il pugliese di Andria, non ancora ventenne, Pasquale Selvarolo (Atl. Casone Noceto), settimo italiano assoluto in 1h06:29, che precede il bresciano Francesco Agostini (Atl. Casone Noceto), secondo in 1h07:10, e Hicham Kabir (CS San Rocchino), terzo in 1h08:55.

Tra gli under 20, la categoria juniores, vince il titolo italiano Marco Fontana Granotto (Expandia Atl. Insieme Verona) in 1h10:10 che ha la meglio per soli 5” sul pugliese di Alberobello Giovanni Susca (Atl. Amatori Cisternino Ecolservizi), secondo in 1h10:15; terzo Andrea Mason (Silca Ultralite Vittorio Veneto) in 1h11:08.

Infine, i titoli di società sono andati in campo maschile alla Casone Noceto (471 punti) su GP Parco Alpi Apuane (370) e Dinamo Sport (293); in campo femminile alla Calcestruzzi Corradini Excelsior Rubiera (162 punti) su Caivano Runners (160) e GS Lammari (154).

 

20 Ottobre - Il 29enne keniano Vincent Kipchumba vince la 44^ edizione della TCS Amsterdam Marathon tagliando il traguardo posto sulla pista dello Stadio Olimpico in 2:05:09. Secondo posto per l’etiope Solomon Deksisa in 2:05:16, che precede il keniano Elisha Rotich, terzo in 2:05:18. 

In campo femminile, grande prestazione della 20enne etiope Degitu Azimeraw che si afferma in 2:19:26,  nuovo record femminile della gara (precedente 2:21:09 di Meseret Hailu nel 2012) e secondo miglior esordio della storia sulla distanza (dopo Paula Radcliffe, 2:18:56 nel 2002). Sotto il vecchio record anche le connazionali Tigist Girma, seconda in 2:19:52; Azmera Gebru, terza in 2:20:48 (PB), e Besu Sado, quarta in 2:21:03. 

Primi olandesi: Abdi Nageeye, al maschile, in 2:07:39, e la debuttante Bo Ummels, al femminile, in 2:32:34. 

La gara maschile ha visto il passaggio di otto atleti in testa al 30° km in 1:29:05 (passaggio al 10° km in 29:27 e alla mezza in 1:03:00); dopo il 35° km, superato in 1:44:07, restano in testa Elisha Rotich, Solomon Deksisa, Vincent Kipchumba e Betesfa Getahun: al 39° km, Rotich e Deksisa cercano l’azione decisiva, con Vincent Kipchumba e Betesfa Getahun che non si fanno però distanziare. Al 41° km Kipchumba stacca gli avversari e si avvia verso il successo, dichiarando poi: “Durante tutta la gara ero convinto di poter vincere, anche quando mi sono trovato indietro nel Vondelpark". 

Tra le donne, subito in testa un gruppo di sei atlete con passaggio al 5° km in 16:26, al 10° km in 32:49, alla mezza in 1:10:00 e al 30° in 1:39:40; comincia ora la vera gara con passaggio al 35° in 1:56:14 del gruppo ridotto a cinque atlete (Azimeraw, Tigist Girma, Azmera Gebru, Besu Sado e Mimi Belete), tutte potenzialmente sotto il vecchio record. Al 39° km, nel Vondelpark, l’azione decisiva della vincitrice che ha poi dichiarato: "Volevo provare com'era correre una maratona. Mi aspettavo un tempo di circa 2:20, quindi questo risultato è sicuramente un successo." 

La maratona si è svolta in condizioni ideali,con clima secco, temperatura di 10-12 gradi senza vento. 

13591 i finisher. 

Primo italiano Luca Solone in 2:25:48; prima italiana Giada Dal Cortivo in 3:08:04. 

La mezza maratona è stata vinta dallo svedese Marcus Aberg in 1:06:35 e dalla francese Anne Le Cunuder in 1:15:14.
14750 i finisher.   

Sabato, 19 Ottobre 2019 11:53

Doping: sospeso per EPO l'etiope Tsegu

19 ottobre - L’etiope Berehanu Tsegu, 5° nel ranking IAAF, è stato sospeso per doping: la notizia è riportata sul sito dell’Athletics Integrity Unit, l’agenzia mondiale antidoping, che riporta la sua positività all’EPO a seguito di un controllo.

Tsegu, nato il 30 settembre 1999, ha vinto il titolo africano ad agosto sui 10000 a Rabat, in 27:05.66; nel 2019 ha ottenuto grandi risultati sulla mezza, 59:14 a Lisbona, 59.56 a Yangzhou, 59:22 a Copenaghen PB) a settembre. Ancora sui 10000 ha colto un 27:00.73 a Hengelo, in Olanda, a luglio.

Il doping quindi arriva (o forse meglio: si smaschera) anche in Etiopia, una nazione finora rimasta illibata…

Venerdì, 18 Ottobre 2019 19:52

Europei 2024: forte la candidatura di Roma

18 Ottobre - La delegazione dell’EAA (European Athletics Association) incaricata di esaminare la candidatura di Roma ad ospitare gli Europei di Atletica del 2024 ha concluso il suo site visit di due giorni confermando che la candidatura della Capitale è solidissima (Roma è in lizza con Minsk – Bielorussia - e la Slesia - Polonia).

Mercoledì 16, la delegazione, guidata dal presidente Fidal Alfio Giomi, ha visitato i luoghi "decentrati" rispetto allo Stadio Olimpico che sarà il fulcro delle gare. Si è partiti dal Circo Massimo, che ospiterebbe il lancio del giavellotto, per passare al Colosseo, dove è previsto che si svolgeranno le gare di getto del peso. Sotto osservazione  anche il circuito delle Terme di Caracalla, dove si terranno le gare di marcia (come già avvenne nel 2016 per la coppa del Mondo), e il tracciato della mezza maratona Via Pacis, sul quale si correrà la 21097 metri, con partenza e arrivo in Via della Conciliazione, e San Pietro a fare da sfondo.

Giovedì 17, al palazzo “H” del Foro Italico, si sono esaminati numeri e budget (la manifestazione avrà un costo stimato intorno ai 22 milioni di euro), per poi eseguire il sopralluogo allo Stadio Olimpico, dove sono in programma i lavori di ammodernamento dell'area circostante programmati in vista degli Europei di calcio del prossimo anno e che avranno conseguentemente effetti benefici sulle manifestazioni successive.

Nel caso di assegnazione a Roma, gli Europei tornerebbero nella Capitale cinquant’anni dopo l’edizione 1974 e novanta anni dopo la prima edizione organizzata a Torino.

Una decisione dovrebbe presa nel mese di maggio.

18 Ottobre - Valentina Gemetto, classe 1998, tesserata per l’Atletica Saluzzo, lo scorso 20 gennaio aveva vinto la gara femminile di 4 km del Cross “Città di Novi Ligure”.

Venerdì 15 febbraio Nado Italia pubblicava la sospensione cautelativa dell’atleta per essere risultata positiva alla Benzoilecgonina (era sospesa anche la quarta arrivata Sonia Mazzolini del GAV Verbania, positiva al Clostebol).

Il 16 luglio Gemetto era squalificata per un anno dal Tribunale Nazionale Antidoping, che riconosceva l'attenuante della buona fede.

Ma è di oggi la notizia che la Seconda Sezione del TNA, nel procedimento a carico dell'atleta Valentina Gemetto, accoglie il ricorso ex art. 33.2 CSA proposto dalla Procura Nazionale Antidoping (PNA) il 5 settembre 2019 avverso la decisione adottata dalla Prima Sezione del TNA il 15 luglio 2019 e depositata con la motivazione il 25 luglio 2019, nel procedimento a carico della stessa e, per l’effetto, in parziale riforma della stessa infligge all’atleta la squalifica di 2 anni a decorrere dal 15 luglio 2019 e con scadenza al 14 aprile 2021, così dedotto il pre-sofferto, e conferma per il resto la decisione impugnata. 

 

Dal primo ottobre è in vigore il nuovo regolamento della IAAF per le atlete transgender: potranno partecipare alle gare con la semplice “singola dichiarazione firmata” (e non con una documentazione ufficiale, com'era finora) del loro genere femminile, ma dovranno provare che il loro tasso di testosterone non superi la soglia di cinque nanomoli (e non più 10) per litro; tale quantità deve “risultare inferiore per almeno 12 mesi continuativamente”. 

Oltre al celeberrimo caso Semenya, il nuovo regolamento è nato a seguito del caso dell’americano Cece Telfer, uomo diventato donna, che ha partecipato alle gare maschili prima di essere autorizzata a gareggiare con le donne negli Stati Uniti.

Il Bolzano City Trail anticipa di un giorno, a sabato 19, con partenza alle 14.00 da Piazza Walther:  non si tratta però di un capriccio degli organizzatori, ma degli obblighi imposti dai protocolli internazionali nel caso del disinnesco di una bomba.

Domenica mattina, infatti, Bolzano si fermerà per disattivare l’ordigno trovato in Piazza Verdi, 255 kg di peso e 150 kg di tritolo, risalente alla seconda guerra mondiale: tutta la zona nel raggio di 500 metri, compresa la piazza di partenza e arrivo del City trail, sarà evacuata per diverse ore.  

“Riteniamo di aver trovato una soluzione accettabile per tutti gli interessati", affermano gli organizzatori dell'SC Neugries, dell'Ökoinstitut Südtirol e dell'Ente per il turismo di Bolzano.

Cambia anche il tracciato della lunga, come riportato sul sito della manifestazione: rispetto al percorso originale, il tracciato Trail è stato modificato: i partecipanti effettueranno due volte il percorso Run per un totale di 30 km. Una volta terminata la passeggiata del Guncina e di S.Osvaldo, raggiunto nuovamente ponte S.Antonio, chi parteciperá al Trail riprenderá la passeggiata Lungo Talvera Gries in direzione sud fino al ponticello di legno e da qui a sinistra ritornerà sul percorso verso la passeggiata del Guncina. Si proseguirà quindi fino al completamento del tracciato Run, ovvero lungo la passeggiata S. Osvaldo, per poi ritornare verso il centro storico fino al traguardo in piazza Walther. Per i partecipanti alle corse Run 16 km ed Enjoy 6 km con degustazioni, non vi è alcuna modifica del percorso. 


Giovedì, 17 Ottobre 2019 18:59

Pisa - 13^ Pisa Half Marathon

13 Ottobre - 1233 i finisher nella 13^ edizione della Pisa Half Marathon che ha registrato la vittoria del ruandese Jean Baptiste Simukeka (GS Orecchiella Garfagnana) in 1h05'28", davanti al keniano Gideon Kiplagat Kurgat (Marathon Club Ssdrl Roma), secondo in 1h0605", e all’italiano Giovanni Grano (Nuova Atletica Isernia) terzo in 1h06'58".

Successo tra le donne per la burundese  Cavaline Nahimana (Free-zone Iseo) in 1h15'08'' davanti alla ruandese Primitive Niyirora (GS Orecchiella Garfagnana), seconda in 1h18'35", e all’italiana Chiara Giachi (Atletica 2005 Colle Val d’Elsa), terza in 1h24'24".

142 gli arrivati nella 10 km con vittoria del grossetano Stefano La Rosa (Atl. Carabinieri) in 30'30'' davanti a Salvatore Franzese (Atl. Reggio), secondo in 30’50”, e ad Alessandro Calzolari (Runcard), terzo in 32’59”.

Al femminile, successo di Lorena Meroni (Atl. Castello) in 39'10'' a precedere Monnalisa Granai (Runcard), seconda in 39’22”, e Erica Togneri (GP Parco Alpi Apuane), terza in 39’57”.

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