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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

18 maggio - Lorenzo Dini e Isabel Mattuzzi sono i nuovi campioni italiani assoluti dei 10.000 metri in pista, che si sono svolti in serata nello stadio Kennedy di Monselice, in provincia di Padova, organizzati dalle Fiamme Oro, in una giornata dal clima invernale con freddo, pioggia e vento. 

La gara femminile si dimostra subito un duello tra la trentina Isabel Mattuzzi (Us Quercia Trentingrana), che tallona la keniana Lena Jerotich (Atletica 2005) e la veneziana Giovanna Epis (Carabinieri), al rientro in pista dopo il 2h29:11 nella maratona di Rotterdam. Segue il gruppo formato dalla siciliana Federica Sugamiele (Caivano Runners), dalle piemontesi Sara Brogiato (Aeronautica) e Michela Cesarò (Carabinieri), e dalla trentina Federica Dal Ri (Esercito). 
Al 5° km la Epis perde terreno, Mattuzzi è sempre vicinissima alla Jerotich, e al 7° km la trentina di Rovereto stacca l’avversaria e va a vincere nettamente in 32:36.50. Giovanna Epis, pur calata nel finale, è seconda in 33:28.75, davanti alla pugliese Maria Chiara Cascavilla (La Fratellanza 1874 Modena, 34:09.53). Titolo promesse alla piemontese Michela Cesarò (Carabinieri) in 35:23.27. 

Ancor peggiori le condizioni meteo alla partenza del 10.000 uomini, con il livornese Lorenzo Dini (Fiamme Gialle), che tallona inizialmente il keniano Paul Tiongik (Parco Alpi Apuane), con passaggio al 5° km in 14:20. Ma una volta preso il comando della corsa, con pioggia e vento sempre più forti a infastidire gli atleti, i passaggi sono nettamente più lenti, fino alla chiusura in 28:51.99 per Dini, davanti a Nekagenet Crippa (Trieste Atletica), secondo in 29:24.47, e ad Italo Quazzola (Atl. Casone Noceto), terzo in 29:38.56. Campione promesse si laurea Dario De Caro (Cus Torino) in 29:41.42.

 

 

 

18 Maggio - Vittoria azzurra nella Mattoni Karlovy Vary Half Marathon, in Repubblica Ceca, con Yassine Rachik che si è imposto in 1h02:59, a tre settimane dal 2h08:05 nella maratona di Londra, quarto italiano di sempre e miglior risultato nazionale negli ultimi tredici anni.

Il 25enne bergamasco, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, ha vinto nettamente al termine di una gara condotta per più di metà in solitaria, staccando nettamente gli ucraini Roman Romanenko, campione uscente, secondo in 1h04:39, e Mykola Iukhymchuk, terzo in 1h04:58.

Per Yassine si tratta della sua quarta prestazione in carriera sulla mezza, con il PB fermo all’1h02:13 ottenuto nel 2017 ad Agropoli.

“Sono davvero contento per quello che sono riuscito a fare. Pensavo di non stare troppo bene, dopo la maratona, invece ho realizzato un buon tempo correndo a sensazione. Mi sono trovato in testa dal settimo chilometro, con un allungo, poi ho cercato di andare avanti da solo e non ho perso niente sul ritmo”, le parole dell’azzurro.

In campo femminile vittoria della moldava Lilia Fisikovici in 1h12:34 sulle ucraine Olha Kotovska, seconda in 1h14:32, e Viktoria Kalyuzhna, terza in 1h14:45.

2787 i finisher.

17 maggio - Weekend di gare internazionali per i nostri nazionali, Rachik, Faniel e Dossena. 

Yassine Rachik, tre settimane dopo aver corso la maratona di Londra, dove in 2h08:05 ha ottenuto il quarto crono italiano di sempre e il miglior risultato di un italiano negli ultimi tredici anni, domani pomeriggio, sabato, alle 18:00, sarà al via della Mattoni Karlovy Vary Half Marathon, in Repubblica Ceca.

Il 25enne bergamasco, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, cercherà di migliorare il PB di 1h02:13, stabilito ad Agropoli nel 2017; suoi principali avversari, tranne sorprese, l’ucraino Roman Romanenko, campione uscente, e lo spagnolo El Hassan Oubaddi. 

Domenica pomeriggio (alle 13.40 le donne, alle 14:02 gli uomini), a Manchester, saranno al via della 10 chilometri, la Simplyhealth Great Manchester Run, Eyob Faniel e Sara Dossena. 

Il 26enne vicentino, tesserato per le Fiamme Oro, tre settimane fa ha corso la mezza maratona in 1h00:53,  quinto italiano di sempre sulla distanza, miglior crono di un italiano dal 2002, a soli 33 secondi dal record nazionale. In Inghilterra cercherà il migliorare il PB di 28:45 stabilito a Torino nel 2018 e magari di avvicinarsi al record italiano che appartiene a Stefano Baldini (28:10 ad Arco nel 2002). Tra i favoriti, l’ugandese Jacob Kiplimo, argento mondiale di cross, e il keniano Stanley Biwott, vincitore della New York City Marathon nel 2015. Al via anche il 22enne azzurrino Ahmed Ouhda (Atl. Casone Noceto). 

La 34enne bergamasca tesserata per il Laguna Running, reduce anche lei dalla mezza maratona di Padova di tre settimane fa dove ha chiuso in 1h10:56, è in preparazione per i 10.000 in pista della Coppa Europa, in programma il 6 luglio a Londra; magari su strada cercherà di migliorare il PB di 32:16 stabilito a Torino ad aprile, con un occhio al primato nazionale (31:52 di Nadia Ejjafini nel 2012 guarda caso a Manchester). Favorite la keniana Hellen Obiri, campione mondiale di cross, e l’etiope Genzebe Dibaba.

 

 

 

11 maggio - Il cinque volte campione del mondo - tre in mezza maratona e due volte nel cross - il keniano Geoffrey Kipsang Kamworor, ha vinto la dieci miglia del Grand Prix di Berna in 44:57, realizzando il primato del percorso, a soli 33 secondi dal crono più veloce sulla distanza stabilito da Haile Gebrselassie (44:24 a Tilburg, in Olanda, nel 2005).

Il vecchio primato del tracciato resisteva da 15 anni, quando nel 2004 lo stabilì l’eritreo Zersenay Tadesse in 46:04.9, e su questo difficile percorso non erano stati capaci di batterlo neanche mostri sacri come il suddetto Haile Gebrselassie (2013) e Kenesisa Bekele (2018). 

Il 26enne keniano, vincitore anche della Maratona di New York nel 2017, si è subito posto in testa, passando i primi 10 chilometri in 27:48, per chiudere esattamente in 44:56.2, precedendo di oltre 4 minuti lo svizzero Tadesse Abraham (campione europeo di mezza maratona nel 2016), secondo in 49:05. Terzo l’eritreo Simon Tesfay in 49:29, sull’etiope Teshome Daba Bulesa, quarto in 49:47, e sul keniano Sylvester Kipchirchir, quinto in 50:17.

Da segnalare la presenza in gara del campione olimpico e mondiale di sci di fondo, lo svizzero Dario Cologna che ha concluso in 33^ posizione in 55:13.

Da considerare anche che, pur essendo la temperatura ideale per correre, un forte vento ha infastidito la corsa dei protagonisti.  

Tra le donne il successo è andato all’etiope Meseret Gezahegn Merine in 57:46, sulle svizzere Nicole Egger, seconda in 58:03 (PB),  e la terza  Andrea Meier in 58:55. Quarta la etiope Israel Silass Geletu in 59:31, quinta l’altra svizzera Laura Hrebec in 59:48.

28820 i partecipanti totali all'evento, con 12777 finisher sulla dieci miglia e 8613 sulla 4,7 km. 

12 maggio - La 15^ edizione della Harmony Genève Marathon for Unicef ha visto realizzare i nuovi record del tracciato, sia in campo maschile che femminile, con doppietta keniana. 

Tra gli uomini si è infatti imposto Bernard Too che in 2:09:45 ha migliorato il precedente primato di 47 secondi; al femminile successo per Josephine Chepkoech in 2h29:11. 

Shumi Dechasa (Bahrain) è giunto secondo in 2h09:55, precedendo ancora un keniano, Luke Kibet, terzo in 2:11:52. 

Tra le donne è seconda l’altra keniana Rodah Jepkorir in 2:29:15, sulla etiope Bashanke Bilo, terza in 2h31’:26". 

La mezza maratona ha registrato il successo dell’eritreo Tesfay Felfele in 1:06:12 che preceduto il francese Aloïs Moutardier, secondo in 1:07:48, e il connazionale Kidane Solomon, terzo in 1:08:09. 

Tra le donne, successo della svizzera Imogen Simmonds in 1:20:33 davanti alla francese Aline Camboulive, seconda in 1:23:00, e alla britannica Victoria Crawford, terza in 1:23:58. 

Due record del percorso anche nella 10 km, che in campo maschile registra il successo del rappresentante del “Refugee Team” Domnic Lokinyomo Lobalu in 29:14 davanti all’altro rifugiato Paulo Amotun Lokoro (30:32) e allo svizzero Morgan Le Guen (30:44); mentre tra le donne successo della francese Virginie Lemay in 36:07 sulla svizzera Charlene Delhorme (39:43) e sulla brasiliana Telma Martins Caillon (40:31). 

Record anche per il numero dei partecipanti, 18.000 iscritti alle varie manifestazioni, dalla corsa padre/figlio, alle staffette, alle gare per beneficenza, che si sono svolte tra il sabato pomeriggio e la domenica mattina.

 

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12 Maggio - Doppietta etiope nella the ICBC Cup Dalian International Marathon, in Cina, evento IAAF Silver Label road race: in campo femminile, Mulu Seboka bissa il successo del 2018, mentre tra gli uomini vince Tsegaye Getachew. 

La 34enne Seboka ha rispettato i pronostici che la vedevano strafavorita, dominando interamente la gara, fino ad imporsi in 2:27:19, migliorando di 1:40 il crono di un anno fa, ma notevolmente sotto il PB (2:21:56 stabilito nel 2015). Si tratta della sua terza vittoria sul suolo cinese, avendo vinto nel dicembre scorso la Shenzhen Marathon in 2:27:12.

Seboka si è subito posta al comando della gara guidando il gruppo di testa composto da cinque atlete; al 10° km, passato in 34:32, solo quattro le atlete in testa, per ridursi a due al passaggio del 18° km, Seboka e la connazionale Bedada Tigist Tadese.

Le due etiopi hanno proseguito appaiate fino al 20° km, quando Seboka ha allungato avviandosi solitaria verso il successo.

Tadese ha tagliato il traguardo seconda in 2:29:02, con Almaz Negede terza in 2:31:24 per comporre il podio interamente etiope.

Primo successo in carriera sulla distanza per il 22enne Getachew che solo allo sprint negli ultimi 200 metri, ha ragione del connazionale Mekuant Ayenew (vincitore nel 2018 della Venice Marathon e nel 2016 della Beijing Marathon), affermandosi in 2:11:25 (Getachew ha un PB di 2:09:24 stabilito a  Shanghai lo scorso anno).

Folto il gruppo di testa, composto da 18 atleti, nelle prime fasi di gara, con passaggio al 5° km in 15:45,  al 10° in 31:24 e al 15° in 46:44, per poi andare a ridursi, con gli atleti preoccupati più del successo che del risultato cronometrico, tanto che al passaggio al 35° in 1:49:53, vi sono ancora dieci atleti a condurre la gara.

Solo al 37° il tentativo di fuga del 24enne keniano Ernest Ngeno (PB di 2:06:41 ad aprile a Parigi), presto vanificato, ma che ha l’effetto di ridurre il gruppo di testa a sei atleti.

Al 39° km nuovo allungo, questa volta di Ayenew, con il solo Getachew ad affiancarlo: i due proseguono insieme, fino alla decisiva volata, con Ayenew staccato sul traguardo di soli tre secondi.

Terzo posto per il keniano Mathew Kiptoo in 2:11:45, che migliora il PB di quasi tre minuti.

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Martedì, 14 Maggio 2019 16:11

Gioia del Colle (BA) - 7^ CorriconGioia

12 Maggio - La CorriconGioia più difficile, più dura, più epica, ma alla fine forse la più bella, perché non è stato facile organizzare, cambiare, gestire, in quelle condizioni problematiche.

Promessa ed annunciata la pioggia è arrivata, ed è stato un crescendo dalla partenza all’arrivo di una buona parte di atleti, per poi finalmente dare un attimo di tregua, e riprendere durante le premiazioni, opportunamente spostate al coperto.    

Ed è qui che va evidenziata la bravura organizzativa di tutti soci della Gioia Running che, notoriamente eccelsi in condizioni ottimali, hanno saputo rendere alla grande anche nel diluvio di una giornata più invernale che di metà maggio.

La oramai collaudata location nella zona del Palazzetto dello Sport ci accoglie come oramai tradizione con larghi spazi per parcheggiare comodamente; spicca subito la serie di dieci bagni chimici a disposizione degli atleti, oltre quelli del suddetto Palazzetto.

Qualche sparuta goccia di pioggia e il cielo grigio davvero minaccioso ad impaurire gli atleti, impegnati a pregare e a gesti scaramantici nella speranza di rimanere all’asciutto.

Speranza vana, perché mentre arriva la maggioranza dei partecipanti, la pioggia aumenta, davvero passa la voglia di correre.

Il simpatico deejay Piero, diffonde brani in tema, da “Scende la pioggia”, a “Piove” o “Nel sole”, gli atleti sorridono, alcuni cantono o ballano, ma cercano il giusto riparo.

E’ un crescendo di ombrelli aperti, di imprecazioni, ma cresce la convinzione che si correrà sotto l’acqua.

E sotto l‘acqua gli organizzatori sistemano le ultime transenne, gli ultimi nastri, il “grosso” del lavoro è già completato, si cura ancor con maggiore attenzione la sicurezza degli atleti.

Atleti che, espletate le operazioni burocratiche di perfezionamento iscrizioni e ritiro dei pacchi gara prettamente a base di prodotti alimentari, possono dedicarsi alle operazioni propedeutiche per correre.

Otto euro il costo dell’iscrizione per questa gara dal tracciato certificato, e da quest’anno di livello nazionale.

A disposizione degli atleti anche i capienti spogliatoi del Palazzetto, dove nel finale sarà possibile anche fare la doccia, opzione quasi introvabile nelle gare regionali sulla distanza.

Bello vedere, tra gli altri, al lavoro il presidente attuale Gianni Gemmati e il suo predecessore Donato Angelillo, ma tutti i soci collaborano attivamente, con le donne all’interno a preparare le bustine ristoro.

Già il ristoro, spostato al coperto, per proteggere gli atleti, anche le tradizionali stazioni musicali sul percorso sono state annullate, per evitare guai ai musicisti, tanta programmazione e tanto lavoro vanno in fumo.

Neanche speaker Paolo Liuzzi, nonostante il suo carisma, i tanti tentativi verbali e la sua calda voce, riesce a far tornare il sole, la pioggia impera.

Partenza intelligentemente prevista per le ore 9.00, gli atleti provano a riscaldare i muscoli, è divertente notare la differenza di abbigliamento, si va dal solo tradizionale completino di alcuni a cerate legate con tanto di cappuccio di altri.

La partenza vede come da dispositivo Corripuglia (di cui questa manifestazione rappresenta la sesta prova) la zona pole riservata agli atleti preventivamente selezionati dalla Commissione master della Fidal Puglia e provvisti di bollini distintivo; l’organizzazione odierna, come da propria consuetudine, ha predisposto altre nove griglie dove gli atleti, secondo coscienza, si dovrebbero posizionare in base al ritmo di corsa tenuto sulla distanza (si va dai 4’ ai 6’ al km).

Mentre un anno fa l’esperimento aveva sostanzialmente funzionato, sarà per la pioggia, sarà per una mancanza di modestia crescente, gli atleti si posizionano (quasi) tutti nelle prime griglie; anzi, non blindata alla perfezione la zona pole riservata ai più forti, viene meno la selezione effettuata, davanti si posizionano atleti di tutti i ritmi, modestia e consapevolezza dei propri limiti non sono di questo mondo.

Da segnalare la presenza del servizio pacer che guida gli atleti a raggiungere il crono finale desiderato: sempre efficienti, ecco i palloncini di Running Zen, a condurre i podisti al raggiungimento del proprio obiettivo.

Riusciti almeno a far indietreggiare gli atleti sul punto esatto di partenza, si attende il lasciapassare dei Vigili sul percorso per dare il colpo di via. Un piccolo incidente al Giudice starter, a causa di un colpo sparato improvvisamente, aumenta le difficoltà di questa fase, ma ben presto, si provvede a sparare il colpo decisivo che libera gli scalpitanti protagonisti.  

1536 gli iscritti della vigilia, oltre 300 i cosiddetti liberi, il lungo fiume umano invade le strade di Gioia.

Il fiume umano avanza bagnato dalla pioggia che cade incessante, immerso nel fiume di acqua che invade le strade creando pozzanghere: davvero non è il massimo, anche scattare foto diventa un problema, un sentito grazie a Fabio Daresta che si immola con il suo ombrello coprendo il sottoscritto durante il passaggio degli atleti al secondo chilometro, sul punto di via ma in senso contrario.

Il tracciato, dopo il suddetto passaggio, porta gli atleti nel centro di Gioia, tangendo anche il Castello Normanno Svevo, risultando sostanzialmente veloce e piatto se si esclude qualche naturale saliscendi, certamente non monotono, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, continuamente sorvegliato dagli addetti e blindato al traffico; manca chiaramente il pubblico, mancano come accennato le bande musicali, tranne il mittico “pulmino Ford”, ma nelle orecchie degli atleti non manca il ritornello: “Piove, senti come piove…”, dettato dall’incessante pioggia.

Un favorito d’obbligo in campo maschile, Giovanni Auciello, per diversi chilometri tallonato da Mino Albanese, ma poi giunto in solitaria, bissando il successo di una anno fa. 32:01 il crono di Giovanni, l’atleta di Palo del Colle, tesserato per l’Atletica Casone Noceto, sempre brillante. Ottima prestazione anche per il suddetto Mino Albanese: l’atleta massafrese tesserato per l’Atletica Crispiano, si difende ottimamente e va a concludere in 32:43, lasciando il terzo posto al muscolare Vito Perta (GS Paolotti Martina Franca), che completa il podio in 34:08.

Dalla Calabria con furore, ecco il duo d’assi composto da Antonio Amodeo e Marco Barbuscio (entrambi Marathon CS), tutti e due in 34:15, rispettivamente quarto e quinto. Continua la scalata alle prime di posizioni di Antonio Di Giulio (Atletica Pro Canosa), sesto in 34:16, davanti al combattivo Mimmo Tedone, il capitano della Dynamyk Fitness Palo del Colle, settimo in 34:17, seguito dal compagno di squadra nonché direttore generale, Enzo Trentadue, ottavo in 34:26. Brilla anche Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), nono in 34:31, a precedere il sempre bravo Denis Greco (Atletica Assi Trani), decimo in 34:35.

Continua il magic moment di Daniela Tropiano (Atletica Monopoli) che bissa il successo dell’anno scorso: una vittoria che conferma le capacità di questa atleta un po’ fuori dagli schemi, semplice e brava e benvoluta da tutti, anche dalle “rivali”. 38:51 il suo crono, giunge staccata la “termolese di Puglia” Francesca De Sanctis (Atletica Casone Noceto), seconda in 40:02, a precedere Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva), riapparsa reattiva, terza in 40:08.

Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), sempre grintosa, è quarta in 40:59, seguita dall’irriducibile Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), quinta in 41:20, stesso tempo della lucida Francesca Riti (Montedoro Noci), sesta. Segue Mara Lavarra (Amatori Putignano), sempre ottima, settima in 41:48, davanti alla mai doma Marilena Brudaglio (Assi Trani), ottava in 42:42, e alle splendida Annarita Cazzolla (Bitonto Runners), nona in 42:43. Giampaolo Stella (Atletica Monopoli), sempre generosa, chiude il treno delle prime dieci donne in 43:12.

Tanta l’acqua, tanta la bravura e l’impegno dei protagonisti, dal primo all’ultimo, dai Fidal ai liberi.

1366 risulteranno gli atleti in graduatoria, con Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto), sempre sorridente e costante, a chiudere gli arrivi in 1:28:39; il mitico Giuseppe Caragnano (Correre è salute Mottola), aveva chiuso in precedenza la lista maschile in 1:21:30.

Da segnalare anche che in precedenza, e in tono minore causa clima, si è svolta anche la passeggiata dei diversamente abili, organizzata in collaborazione con alcune associazioni locali di volontariato.

Ricco il ristoro finale con bustina contenente acqua, mozzarella, banana; a parte, si riceve un bicchiere di integratore salino e un gelato a ricordarci che ci sarebbe dovuto essere il sole!

Purtroppo, nel momento di maggiore afflusso, si genera una rilevante coda, ma il tutto è addebitabile allo spostamento causa pioggia: i ristori di Gioia sono sempre stati ottimamente gestiti, divenendo quasi una ulteriore festa.  

Nonostante la pioggia e conseguenti difficoltà anche nelle rilevazioni elettroniche per mezzo dei chip, addetti e Giudici redigono con relativa rapidità le classifiche.

All’interno del Palazzetto (dove è possibile anche godere di un massaggio rigenerante gratuito, con tre validissimi operatori in azione), sfruttando un improvvisato podio e rinunciando – purtroppo - all’ampio palco all’aperto che resta desolatamente vuoto sotto la pioggia, comincia la cerimonia di premiazione.

Si parte con i due podi, per i sei protagonisti cesto di prodotti alimentari locali, premi tecnici e trofeo; si passa, poi, ai primi cinque di ciascuna categoria per fascia di età premiati con confezioni di prodotti alimentari di varia entità secondo la posizione.

Premiati anche tutte le associazioni ed enti collaboratori con simpatiche targhe; il primo e la prima libera della non competitiva.     

Ultimo atto ufficiale, la premiazione delle prime cinque società per numero di complessivo di arrivati: vince la Nadir on the road Putignano con 62 arrivati, stesso numero dei “cugini” concittadini dell’Amatori, secondi; terza la Montedoro Noci (59), quarta la società organizzatrice, la Gioia Running (57) – che si autoesclude sportivamente ed ospitalmente -, quindi quarta l’Atletica Monopoli (49), quinta Atletica Tommaso Assi Trani (47).      

I saluti di Paolo, la foto di gruppo, le luci del Palazzetto di spengono, occorre intanto smontare tutto e ripristinare la città al suo solito aspetto, mentre è ripreso a piovere…

La Corriconpioggia, pardon la CorriconGioia, ha superato anche quest’anno l’esame: ottenere i complimenti di tutti i partecipanti in queste difficili condizioni significa saper fare le cose per bene, significa saper organizzare, significa tenere agli atleti.  

Domenica, 12 Maggio 2019 22:59

Bibione (VE) - 4^ Bibione Half Marathon

12 Maggio -  Tempo inclemente alla quarta edizione della Bibione Half Marathon con pioggia battente e forte vento, ma che non ha impedito ai protagonisti di realizzare i nuovi record del tracciato, peraltro fangoso nei tratti di sterrato.   

Organizzata da Running Factory, la gara è partita alle 9.15 da piazzale Zenith, per terminare nella stessa piazza, dove, dopo 1h03’40” è giunto vincitore il keniano Paul Tiongik, tesserato peri il G.P. Parco Apuane, che ha bissato il successo del 2017 e ha migliorato l’1h04’06 che finora rappresentava il record del percorso. Per Tiongik, un altro successo dopo quello di due settimane fa alla Sarnico Lovere Run, anche lì con record del percorso.

Secondo posto per l’altro keniano Roncer Kipkorir Konga (Run2gether) in 1h04’37, un anno fa vincitore;  terzo il connazionale Gideon Kiplagat Kurgat in 1h05’25”.

Ottavo il primo italiano, l’ex campione italiano di maratona, oggi oramai master, il bergamasco Giovanni Gualdi in  1h08’30”.

Record, come detto, anche al femminile, con vittoria della keniana Mary Wangari Wanjohi (Run2gether) in 1h14’51” che precede la connazionale Ivyne Jeruto Lagat (#Iloverun Athletic Terni), gran favorita della vigilia, seconda in 1h16’36”, e la etiope Meseret Engidu Ayele (Atletica Saluzzo), terza in 1h20’08”. Quarta la prima italiana, Loretta Bettin (Atl. Paratico), in 1h22’35”.

1277 i finisher.

Martedì, 07 Maggio 2019 16:17

Barletta - 11^ Vivi Barletta

5 Maggio - “Non tutte le ciambelle riescono con il buco”, ma non spariamo troppo sul maestro fornaio. perché ne sforna  tante e ci mette tanta passione…

La ciambella è l’11^ edizione della ViviBarletta, il fornaio è il buon Vincenzo Cascella, presidente della Barletta Sportiva, che con i suoi tanti soci dà vita ad un’intensa attività sportiva nella città di Pietro Mennea; e anche quando non tutto riesce alla perfezione, si “deve” assolverlo.    

Barletta ci ha accolto con una giornata soleggiata,  un fastidioso vento soprattutto nel finale di gara, con il ritrovo fissato in Piazza Castello. Pregevole l’iniziativa di creare una vicina area parcheggio per lasciare e ritrovare l’auto con comodità, anche se tanti sono gli spazi a disposizione degli atleti, compreso il parcheggio del noto ipermercato.

Come da tradizione, nella sala all’aperto del vicinissimo bar avviene il disbrigo delle pratiche di iscrizione, con accurata suddivisione delle società per province per non creare intasamenti; poco distante, presso un apposito furgone, si ritirano i premi i partecipazione: la tassa d’iscrizione è pari a 8 euro, trattandosi di gara nazionale.

A disposizione degli atleti una serie di bagni chimici, da usufruire unitamente ai partecipanti alla Maratona delle Cattedrali, evento che partirà mezzora prima della Vivibarletta, sempre dal retro Cattedrale, per poi dirigersi verso gli altri Comuni fino a giungere a Giovinazzo.

Assente Paolo Liuzzi, per impegni personali, la presentazione della manifestazione è affidata al volitivo Savino Barbaro, coadiuvato dalla continua ironia di un dj da una radio locale: rimpiazzare Liuzzi non è compito facile per nessuno e i partecipanti manifesteranno a più riprese di avvertirne la mancanza.  

Valevole come 5^ tappa del Corripuglia, il Campionato regionale a tappe di corsa su strada, la Vivibarletta registra l’iscrizione di 1172 atleti Fidal, ai quali si sommano alcune centinaia di cosiddetti liberi, per giungere a circa 1500 partecipanti totali (troppe le concomitanze a cominciare dalla suddetta Maratona e Mezza… in casa alla stracittadina di Brindisi, dai due trail importanti alle gare di contorno ai Cds allievi in pista a Molfetta).

Sempre spettacolare l’abilità degli sbandieratori in abito medioevale che muovono i drappi al ritmo dettato dai tamburi, il cui suono riecheggia in piazza.

Partita in ordine e senza problemi la Maratona (circa 400 i partecipanti), si allestisce la zona start per la 10km, con l’area pole riservata ai possessori di speciale bollino consegnato agli atleti preventivamente selezionati dalla Commissione Master in base ai tempi di percorrenza sulla distanza, onde favorire un deflusso senza incidenti. Reti alti metalliche impediscono l’ingresso laterale ai furbetti, positivo anche il filtro per permettere l’accesso in testa solo ai selezionati; gli altri atleti possono accedere solo posteriormente, con una fila di transenne a bloccarli alcuni metri prima della linea di via.

Tutto procede ottimamente, ma l’improvvisa decisione di alcuni addetti di togliere le transenne che delimitavano gli atleti, porta all’invasione di tutta la zona iniziale e ad oltrepassare la linea di via, con l’impossibilità di selezionare gli atleti di prima fascia e, soprattutto, di poterli riportare dietro il punto esatto di via.

Si cerca di spingerli dietro con un cordone umano formato dai soci organizzatori, ma è oramai inutile e la partenza avverrà in questa maniera, tra le lamentele generali.

Prima del via, ecco il minuto di raccoglimento a ricordare Antonio Ferrante, nobiluomo e atleta della Pedone Riccardi Bisceglie, deceduto in settimana, vittima in un incidente automobilistico.

Alla presenza del presidente della Fidal Puglia, Giacomo Leone, al terzo sparo, ecco gli atleti scattare rapidamente ed occupare la sede stradale; tra i veloci, tanti furbetti, favoriti dal caos iniziale, che si ostinano a partire in testa ma faranno fatica ad arrivare al traguardo!

Il percorso, sostanzialmente piatto e veloce, con numerose pozzanghere da evitare a causa dell’abbondante pioggia della serata del sabato, ha riguardato inizialmente la litoranea di Levante, con giro di boa all'ANMI, e successivamente quella di Ponente, per giungere ed attraversare il caratteristico fossato del Castello, per proseguire finalmente verso il traguardo, sul tappeto rosso, osservando frontalmente il Castello.

Tracciato chiuso al traffico veicolare, con ristoro a metà distanza, definito da alcuni atleti un po’ monotono, ma soprattutto - nella seconda parte - tormentato dal vento che ha creato problemi anche di gestione, con le transenne delimitative più volte cadute. Percorso che i gps hanno rilevato lungo circa 10400 metri.

Leggendo alla vigilia i nomi degli atleti iscritti due erano i naturali favoriti in campo maschile e femminile: la barlettana Veronica Inglese, che finalmente ci auguriamo possa aver superato i maledetti problemi fisici che finora le hanno sottratto l’ulteriore e naturale balzo di qualità, reduce dal ritorno agonistico della domenica prima alla Appia Run di Roma; l’andriese Pasquale Selvarolo, reduce dal PB sui 10000 a Milano, già mentalmente al Campionato Italiano Individuale Assoluto 10 km su pista di Monselice, il prossimo 18 maggio, per ottenere il minimo per i Campionati Europei.

E, in effetti, il ventenne Selvarolo (Atletica Casone Noceto) stravince la gara maschile in 32:46, dominando in solitaria; brillante prestazione di Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), apparso più sereno mentalmente tanto da correre meglio, secondo in 34:25, con il caro Vincenzino Grieco (Atletica Castello Firenze), forse non al meglio o con il freno un po’ tirato, terzo in 34:48.

Bravissimo, Silvio Furio (Daunia Runnng San Severo) è quarto in 35:46, stesso tempo del ritrovato Denis Greco (Atl. Assi Trani), quinto; segue Luigi Catalano (Amatori Atletica Acquaviva), il più giovane del lotto, sesto in 35:52, Continua la scalata alle prime posizioni e Antonio Di Giulio (Atletica Pro cCanosa) è settimo in 35:58, davanti al positivo Antonio Tamborra (Free Runners Molfetta), ottavo in 36:19, e al grintoso Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa), nono in 36:44. Immancabile, ecco Giuseppe Mele (Dynamyk Palo Del Colle), il più “vecchio” nell top ten, decimo in 37:08.

Ancor più netto il domino della 28enne Veronica Inglese (CS Esercito Roma), che chiude 17^ assoluta in 37:49, pur non dando l’impressione di spingere a tutta, forse ancora rallentata mentalmente dalle tante sofferenze passate. Secondo posto per Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), che non si tira mai indietro, e va a concludere in 40:37, a sua volta in netto vantaggio su Francesca De Sanctis (Atletica Casone Noceto), sicuramente meno in spinta per qualche problemino, terza in 42:16.

Quarta, altra barlettana doc, l’ottima Raffella Filannino (Disfida di Barletta), in 42:16, sulla leggiadra Francesca Riti (Montedoro Noci), quinta in 42:16, e sulla caparbia Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), sesta in 42:48. La brava Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano) è settima in 43:21, davanti alla costante Mara Lavarra (Amatori Putignano), ottava in 43:28, alla combattiva Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), nona in 43:46, e alla capace Rosa Di Tacchio (Maratoneti Andriesi), decima in 43:47.

1106 i finisher, con arrivi chiusi dai più applauditi, Antonella Stani (Ikkos Atleti Taranto) in 1:36:23 (al femminile), e Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto), 86 anni, in 1:42:55 (al maschile).

Gelati a iosa e una bustina contenente bottiglia di acqua, tarallini e un’arancia costituiscono il ristoro finale (nel finale i gelati saranno offerti più volte a tutti presenti).

Da migliorare decisamente la gestione della zona arrivo, dove dovrà essere necessariamente impedito l’accesso ai non addetti ai lavori, e con i liberi che dovranno essere incanalati in un’uscita loro riservata con netto anticipo rispetto al traguardo dei competitivi, evitando le antipatiche sovrapposizioni e improvvisi cambi di direzione di questi spauriti ed inesperti partecipanti bloccati all’ultimo istante.

Classifiche presto pronte, con cerimonia di premiazione che comincia con i sei protagonisti che compongono i due podi assoluti, pronti a ritirare il trofeo e vari premi in natura.

A seguire è il turno dei primi cinque di ciascuna categoria, sia maschili che femminili: al primo in più la targa, a tutti un cartone che contiene una maglia a maniche lunghe della mezza di febbraio ma di misura decisamente grande, una bandana, due bottiglie di integratore, due brik di succo di frutta e quattro confezioni di gnocchi (che genera lamentele di chi “non gradisce premi riciclati e inutilizzabili come la maglia di una precedente manifestazione e per giunta troppo grande”…).  

A seguire la premiazione della gara (nella gara) riservata agli Avvocati, con speciale graduatoria loro riservata: non avendo l’elenco completo, cito a memoria solo il primo, Antonio Saracino della Bitonto Sportiva.

Ultimo atto ufficiale, la premiazione delle prime cinque società per numero di arrivati complessivi: è prima la Barletta Sportiva (87 finisher), che… sportivamente si fa da parte. Così vince l’Atletica Tommaso Assi Trani con 69 arrivati su Bitonto Sportiva (57), Atletica Pro Canosa (50), Montedoro Noci (48), Nadir on the road Putignano (47).

La foto di gruppo degli organizzatori, le parole di ringraziamento di Cascella a tutti i collaboratori e anche l’undicesima edizione è finita.     

Evidenziati i “mancati buchi della ciambella”, non posso che – conoscendo le capacità e la voglia di fare della Barletta Sportiva - aspettarmi il pronto riscatto sin dalla prossima edizione; l’organizzazione è rodata, basterà porre un po’ più di attenzione e, magari, lavorare meglio in team, per tornare alla positiva tradizione che da sempre caratterizza le gare di Barletta.  

28 Aprile - La keniana Ruth Chepngetich ha vinto la 9^ Gifu Seiryu Half Marathon, in 1:06:06, il crono più veloce mai realizzato in una mezza maratona giapponese, migliorando il record della corsa di 98 secondi stabilito nel 2017 da Joyciline Jepkosgei, primatista mondiale sulla distanza.

Chepngetich, che ha vinto quest’anno la Dubai Marathon in 2:17:08, è passata al 5° km in 15:10, in compagnia di Joan Melly Chelimo e Evaline Chirchir, le tre che componevano il gruppo di testa.

Ma al 10° km, superato in 30:45, Chepngetich ha già abbandonato Chirchir e Melly, proseguendo in solitudine al 15° km in 46:44 e al 20° km in 1:02:41, per tagliare il traguardo in 1:06:06.

Melly Chelimo conclude seconda in 1:08:01 davanti a Chirchir, terza in 1:08:07 (PB migliorato di 4 minuti), con il Kenia ad occupare l’intero podio femminile.. Rose Chelimo, iridata di maratona, delude e chiude in settima posizione in 1:12:58.

Grande bagarre, viceversa, in campo maschile, con il gruppo di testa composto da dieci atleti che passa il 5° km in 14:18 per ridursi intorno al ventesimo minuto di gara a cinque atleti, in base all’azione di Bedan Karoki, il detentore del record della corsa (1:00:02 nel 2014).

Ma ben presto, il ritmo scende nuovamente e al passaggio al 10° km, in 28:42, il gruppo di testa è di sette atleti, compreso il primatista giapponese sulla distanza, Yuta Shitara. Nuovo aumento di ritmo intorno al 37° minuto di gara, con Nicholas Kosimbei a condurre e i soli Karoki e Amos Kurgat a rimanere attaccati.

Ma tre minuti dopo allunga Kurgat, con Karoki pronto a reagire: anche Karoki però dura poco, Kurgat al 15° km (passaggio in 43:05) ha due secondi di vantaggio, saliti a trenta al passaggio del 20° in 57:29: Kurgat vince in 1:00:34, stabilendo il PB.

Karoki, qui vincitore nel 2014, è secondo in 1:01:07, con il connazionale Kipyatich, terzo in 1:01:30, per un podio, anche al maschile, interamente keniano.  .

Classifiche:

Uomini
1 Amos Kurgat (KEN) 1:00:34
2 Bedan Karoki (KEN) 1:01:07
3 Abraham Kipyatich (KEN) 1:01:30
4 Silas Kingori (KEN) 1:01:31
5 Yuta Shitara (JPN) 1:01:36
6 Nicholas Kosimbei (KEN) 1:01:43
7 Jonathan Ndiku (KEN) 1:01:55
8 Ezekiel Chebotibin (KEN) 1:02:29

Donne
1 Ruth Chepngetich (KEN) 1:06:06
2 Joan Melly Chelimo (KEN) 1:08:01
3 Evaline Chirchir (KEN) 1:08:07
4 Mimi Belete (BRN) 1:08:16
5 Gotytom Gebreslase (ETH) 1:10:16
6 Miyuki Uehara (JPN) 1:11:03
7 Rose Chelimo (BRN) 1:12:58
8 Ana Dulce Felix (POR) 1:14:14

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