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Gen 13, 2019 padre Pasquale Castrilli 1134volte

Il secondo arrivato a Messina è speciale per quattro motivi

I premiati a Messina: padre Puccio è a destra, in blu I premiati a Messina: padre Puccio è a destra, in blu P. Castrilli

Una delle prime maratone italiane dell’anno, l’11a edizione della Messina Marathon è andata in scena quest’oggi su un circuito cittadino. Al secondo posto, dopo Lorenzo Lotti che ha vinto in 2.31’53’’, padre Vincenzo Puccio che chiude la prova in 2.38’55’’

Seconda maratona in carriera per questo prete volante, dopo lo splendido tempo di 2.29’10’’ ottenuto alla maratona di Treviso nel 2015. E anche oggi si ripete il gesto di baciare il suolo dopo aver tagliato il traguardo in segno di ringraziamento e rispetto per la terra. Lo aveva fatto a Treviso, e da allora, in tutte le gare che ha corso e vinto.

Il podio di padre Puccio, parroco a Santa Venera (Barcellona Pozzo di Gotto) ha un alto valore sportivo e morale per almeno quattro motivi:

  • Anzitutto la storia personale di questo atleta sacerdote, cresciuto da ragazzino a pane e pista di atletica, seguito e allenato da Tommaso Ticali. Uno stop forzato a causa dei superiori religiosi che gli vietano di correre “perché la corsa è una distrazione e una forma di narcisismo”. La ripresa nel 2012 con muscoli e tendini che dimostrano di avere una buona memoria. Galeotta fu la visita alla famiglia di un podista della sua parrocchia per l’annuale benedizione delle case. Un talento puro, quello di Vincenzo, sul quale non ha mai risparmiato, facendo carichi di allenamento da professionista. A nulla valgono i consigli di preservarsi, alleggerire volume e qualità degli allenamenti. Niente da fare. In strada tutti i giorni a macinare chilometri.
  • L’adesione di cuore ad una nuova società di atletica, Athletica Vaticana, rinunciando ai record regionali di categoria. Vincenzo passa quest’anno tra gli SM45, i record siciliani di questa categoria sui 10km e sulla Mezza Maratona sono alla sua portata. Essendo tesserato per una società fuori regione non può gareggiare per quegli obiettivi. Chi pratica atletica a certi livelli sa di cosa stiamo parlando. Non ha mai avuto tentennamenti. Quando ha sentito la storia e i propositi di questa nuova società ha pensato immediatamente che questa era la “sua società”. Niente di meglio da desiderare: coniugare sport e fede.
  • Vincenzo è il primo atleta di Athletica Vaticana a gareggiare in una gara ufficiale. Una responsabilità che ha sentito in qualche maniera sulle sue spalle. Voleva vincere oggi: ci è andato vicino. Alla presentazione in sala stampa vaticana il 10 gennaio, Athletica Vaticana si è presentata sottolineando i valori della cultura dello sport, della solidarietà e dell’inclusione. Tutti ideali che Vincenzo vive e testimonia. La sua prestazione di oggi e le numerose vittorie del 2018 portano ancora più in alto i propositi della sua società.
  • Questo prete runner esercita il ministero sacerdotale in una delle zone più mafiose della Sicilia. Dobbiamo dirlo. La sua testimonianza di sacerdote e di sportivo è un piccolo-grande segno di speranza per le persone di buona volontà e per chi cerca di vivere nell’onestà e nella legalità. In modo particolare per i giovani. Oggi al traguardo lo aspettavano in tanti e tra questi un bel gruppo di parrocchiani con i quali ha posato per una foto ricordo. Resta una bella giornata di sport, Vincenzo deve essere contento. Di tutto.