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Nov 29, 2019 Gabriele Ferrari 805volte

Tempo reale e tempo dallo sparo: mi piace di più il secondo

Pietà per chi sta dietro! Pietà per chi sta dietro! R. Mandelli (Roma 2018)

Dico la mia opinione e non pretendo di essere il vangelo. Secondo me è sbagliato considerare valido il tempo del chip (NY compreso).
Ammettiamo che due atleti "A" e "B" partano ad una maratona:
"A" parte sulla riga di partenza allo sparo.
"B" parte allo sparo ma transita 2' dopo sulla linea di partenza.
L'atleta "A" termina la maratona in 2:10'15" e taglia per primo il traguardo
L'atleta "B" va tanto forte che arriva secondo in 2:11'15" (tempo dallo sparo) , ma secondo il tempo del chip ha due minuti in meno, e quindi sarebbe 2:09'15".  
Secondo voi è giusto togliere la vittoria all'atleta che ha tagliato per primo il traguardo?
Questo è un caso limite, ma nelle classifiche di categorie (sono normalmente 20) è assurdo pensare una cosa simile. Il chip è solo un controllo personale e soprattutto di verifica per eventuali "tagli"

NdD: Opinione rispettabile anche perché espressa in toni garbati e non impositivi, e con la coscienza di esporre “un caso limite” (probabilmente mai avvenuto). Abbiamo già scritto che in caso di vittoria assoluta è giusto premiare chi effettivamente è arrivato primo sul traguardo: ma i corridori ‘assoluti’ partono già tutti in prima fila, e il tempo reale differisce da quello lordo per mai più di un secondo. Il problema continua a porsi per le gare di massa, quelle con migliaia di partecipanti, che effettivamente possono partire a distanza di parecchi minuti l’uno dall’altro, spesso per obbligo derivante dalla collocazione in una griglia diversa. È giusto avvantaggiare chi è stato messo davanti, magari perché ha dichiarato (mentendo) un suo record fantasmagorico, rispetto a chi, facciamo il caso amatore M 70, ha onestamente ammesso di stare sì e no nelle 5 ore? In Italia (Alto Adige escluso) la pensano e mettono in pratica così; il Resto del Mondo (con l’Alto Adige, e forse qualche altro) ragiona e agisce diversamente. Cito un’esperienza personale, dalla defunta maratona di Carpi dove, almeno una volta, il patron Barbolini introdusse “tedescamente” il real-time: in piazza Martiri ci presentammo, nel giro di una trentina di secondi, il mio amico P., il sottoscritto, e il futuro senatore V. La classifica ufficiale decretò che era davanti V., poi il sottoscritto, infine P. Non ebbi motivo di protestare: V. era andato più forte di me. [F.M.]

1 commento

  • Link al commento Venerdì, 29 Novembre 2019 22:50 inviato da Andrea

    Uno che corre la maratona in 2h09' non partirà MAI con un ritardo di 2'.
    Esistono le griglie. Se puoi correre in 2h09' sei un top runner. E sei in prima fila con gli altri a giocarti la vittoria.