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Dic 27, 2019 2627volte

Il Real Time è solo un gadget per gli amatori

Il Real Time è solo un gadget per gli amatori Foto:Reuters(R)

Ho letto con interesse i recenti articoli ospitati su Podisti.net firmati da Gabriele FerrariMichele Marescalchi relativi al tempo reale, ovvero calcolato quando il runner passa sotto il tappeto della partenza e quello allo sparo dello starter.

Da che sport è sport, a mio avviso, l’unico tempo su cui bisogna fare riferimento è quello calcolato da quando viene dato il via. L’esempio di Ferrari, seppure molto ipotetico, sta a dimostrare quanto sarebbe assurdo assegnare la vittoria assoluta in una maratona ad un atleta che non transitasse per primo sotto il traguardo.

Quanto alla mancanza di equità competitiva, considerato che c’è chi parte in prima posizione e chi dietro, questa situazione ha un solo nome: meritocrazia. Se avete 2h10’ come personale in maratona, non il record mondiale, ma comunque 2h10’, state tranquilli che partirete davanti, in prima fila, con la prima ondata. In qualsiasi manifestazione, anche a New York, basta che lo facciate presente. Se “vantate” un apprezzabilissimo 3 ore, no. Con tutto il rispetto per tale tempo che la stragrande maggioranza dei nostri lettori non ha mai conseguito e che noi per primi consideriamo meritevole di recensione.

Tutto ciò premesso, è chiaro che le maratone sono anche, o per meglio dire principalmente, un business. Grazie alla partecipazione di tantissimi atleti amatori. Quindi insieme alla medaglia, alla bella maglietta alla foto ed a tanti optional, ricevere anche l’informazione, o meglio l’attestazione di un tempo netto, rientra fra gli aspetti più graditi, ma che nulla ha a che fare con lo sport e le classifiche ufficiali che si generano. Che poi il real time venga talvolta riportato anche dalla FIDAL, per le ragioni spiegate da Marescalchi, qui rientriamo nell’errore. Imprecisione che sia chiaro, riguarda il master che fa 3 o 4 o 5 ore, non certo l’assoluto che stabilisca un record. Non credo che il 2h07’22” di Baldini sia un real time, anche se magari in quell’occasione a Londra è partito in seconda fila e quindi avrebbe completato la gara in un secondo in meno.

Ma come la mettiamo con le classifiche delle categorie master? Perché penalizzare un arzillo ottantenne rispetto ad un coetaneo solo perché è partito più indietro? In questo caso direi che per prima cosa dovremmo domandarci di che gara stiamo parlando. Un campionato mondiale o europeo master? In questo caso il problema non sussiste in quanto chi organizza seriamente questa gare, per esempio sui 10 chilometri, perché non esiste solo la maratona, predispone più batterie con numeri limitati. Sulla mezza e sulla maratona spesso si vedono le griglie non per tempo, ma per categoria d’età, cosicché i meno giovani partono dietro, ma tutti insieme. Se ci sono gare che non lo fanno, competizioni che peraltro non mettono in palio nessun titolo, credo che il gadget real time sia più che sufficiente a stabilire una classifica che resta puramente indicativa anche a fronte di qualche simpatico premio assegnato dall’organizzazione. Da SM60 che guarda sempre con attenzione le classifiche di categoria, magari per mangiarmi le mani perché il collega Maurizio Lorenzini riesce quasi sempre a precedermi, anche se partiamo sempre attaccati uno all’altro, non posso e voglio dimenticare che le classiifiche serie sono quelle dei primi, non le nostre. Se poi invece accade che questa mancanza di equità competitiva venga perpetrata anche in occasioni ufficiali, come le gare valide per i titoli nazionali, ebbene lì la colpa è di chi organizza male la gara e dei responsabili FIDAL che non correggono preventivamente questi errori.

2 commenti

  • Link al commento Lunedì, 30 Dicembre 2019 09:10 inviato da Maurizio

    Non sono d'accordo...anche se sono un amatore master per me il tempo effettivo è il real time, in questo modo si misura esattamente il tempo per tutti...e poi ammettiamolo in tantissime gare a cui ho partecipato le griglie sono solo un modo per scaglionare i partecipanti e non per diversificare i tempi che poi comunque non vengono controllati dall'organizzatore, chiunque potrebbe mettere il tempo che vuole..un esempio eclatante è stato qualche anno fa alla Giulietta e Romeo di Verona..per qualche motivo al momento dell'iscrizione non è stato recepito il tempo che avevo indicato 1.35.00 ma ha preso 1.00.00 e mi sono trovato in prima griglia con il pettorale d'oro con il nome anziché il numero insieme ai top run (lo conservo ancora)

    Rapporto
  • Link al commento Sabato, 28 Dicembre 2019 19:59 inviato da Simone

    Forse chi si fa questi problemi lo fa perché a parità di categoria master se rientri fra i premiati potresti essere penalizzato del tempo se non preso in real time.

    Rapporto

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