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Gen 15, 2020 3266volte

Scarpe Nike Vaporfly fuorilegge?

Le Nike Vaporfly, oggetto del desiderio di molti runner, ma anche al centro dell'indagine promossa da World Athletics Le Nike Vaporfly, oggetto del desiderio di molti runner, ma anche al centro dell'indagine promossa da World Athletics

Sembra proprio che qualcosa stia accadendo in merito alle scarpe un po’ troppo “tecnologiche”. Facciamo un passo indietro, per capire cosa sia accaduto e lo sviluppo della questione. Nel mese di ottobre, su sollecitazione di alcuni atleti e probabilmente anche dalla concorrenza alla Nike, la World Athletics (ex IAAF) ha aperto un’indagine per verificare che le scarpe fossero regolamentari; ne avevo già dato notizia qui:

https://www.podisti.net/index.php/commenti/item/5069-troppi-record-la-iaaf-indaga.html

L’oggetto dell’indagine immagino si riferisse in particolare alla famosa fibra in carbonio, una piastra immersa nell’intersuola che garantirebbe un ritorno di energia più che sospetto; insomma, una sorta di molla. Il procedimento della World Athletics ha subito un’accelerazione, probabilmente in seguito al fantastico record di Brigid Kosgei alla maratona di Chicago; con 2:14:04 ha polverizzato di un 1 minuto e 21 secondi il precedente, che apparteneva a Paula Radcliffe.

Cosa è successo or ora? Pur se World Athletics non si è espressa ufficialmente in merito, secondo alcuni autorevoli giornali (Times e Daily Mail) avrebbe deciso di mettere al bando le Nike Vaporfly, le scarpe che promettevano miglioramenti per tutti, pari al 4%: non a caso il nome completo del prodotto è Nike Vaporfly 4% e la campagna di marketing ruota tutta intorno a questo dato, campagna che annuncia a breve l’immissione sul mercato. Facile pensare che il prodotto destinato al ricco mercato amatoriale non sia proprio uguale a quello calzato da Kipchoge in occasione del suo 1:59:40. E nemmeno a quello di Brigid Kosgei; ma la prospettiva di migliorare in modo così sensibile le proprie perfomance ha certamente attirato l’attenzione di tanti runner, anche quelli che proprio veloci non corrono.

Ed ora, che succederà? Tutta la linea Vaporfly sarà messa al bando?

Al momento ogni ipotesi è da verificare, ivi compresa quella che metterebbe in discussione i tempi ottenuti da Kipchoge (ma il record per i noti motivi non è stato omologato) e Kosgei, che invece ha realizzato il primato del mondo in maratona 'regolare'.

Difficile districarsi nella giungla di sigle e nomi sinora partoriti in casa Nike: Vaporfly, Alphafly, Next… di certo non tutti i modelli hanno le medesime caratteristiche, quindi intersuola e una o più piastre di carbonio, o anche altro. Più facile immaginare un intervento mirato da parte della World Athletics; ma è soprattutto auspicabile che scriva, o riscriva, regole chiare e precise in merito a “come” debbano essere le scarpe, per evitare quello che ormai da molti è definito come una sorta di doping tecnologico.

Sicuramente sarà un compito arduo, difficile limitare le evoluzioni che tutti i brand, non solo Nike, stanno portando nella realizzazione di scarpe sempre più veloci. Eliud Kipchoge, intervistato dal Telegraph in merito a queste ultime notizie, ha così liquidato la cosa “In Formula 1, Pirelli fornisce le gomme a tutte le vetture, ma la Mercedes è la migliore. Perché? È il motore. È la persona".

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