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Le disposizioni che in Lombardia, Sardegna e forse ci dimentichiamo qualche altra regione, obbligano i poveri runner a correre indossando la mascherina, non piacciono per niente agli specialisti di medicina sportiva. In un’intervista rilasciata ieri a www.unionesarda.it il dottor Alberto Macis è stato perentorio: "La mascherina è controproducente, se indossata durante la corsa o, comunque, durante l'attività motoria. Parliamo, naturalmente, di mascherine chirurgiche, che hanno lo scopo di proteggere gli altri dalla vaporizzazione del respiro di chi le indossa. I 'droplet', le goccioline che veicolano il virus, vengono bloccate, proteggendo le persone che stanno accanto". E Macis non è un tuttologo da talk-show televisivo, bensì un medico dell'Istituto di Medicina dello Sport della FMSI (Federazione Medico Sportiva Italiana) nonché Coordinatore Regionale Antidoping Sardegna della stessa FMSI. "Capisco che chi governa debba decidere facendo attenzione alla testa degli altri", prosegue il dottor Macis, "ma la mascherina crea problemi. Se, per esempio, la si indossa durante un test da sforzo, io medico sono protetto da eventuali vaporizzazioni. Ma chi si sottopone a sforzo, con la mascherina che copre naso e bocca, respira una quantità maggiore di anidride carbonica, rischiando di andare in alcalosi e quindi rischiando lo svenimento. Perché, in questo modo, si respira una miscela di CO2 (ndr: anidride carbonica) superiore a quella presente nell'aria".

La soluzione proposta da Macis sembrerebbe abbastanza semplice e per questa non servirebbero nemmeno conoscenze particolari: "Se si corre la mattina presto, è difficile incontrare altre persone. E il rischio si elimina comunque mantenendo la distanza di un metro dagli altri". Soluzione semplice, ma non abbastanza per chi governa queste regioni, malgrado in una di queste il responsabile del welfare sia proprio un podista…

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In Friuli, dopo l’ordinanza regionale che ha confermato la possibilità di svolgere attività motoria in prossimità dell’abitazione, con obbligo di utilizzo della mascherina, il prefetto di Trieste, Valerio Valenti, ha dato indicazione alle Forze di Polizia circa l'esatto termine da rispettare al fine di non incorrere nelle relative sanzioni.

Ebbene, il Prefetto ha definito congruo il concetto di prossimità “ove riferito ad un'area da individuare nel raggio di 500 metri dalla propria abitazione”.

Ancora: “Nell'operare i controlli il personale delle Forze di Polizia verificherà prioritariamente il rispetto dell'obbligo di utilizzo delle mascherine (ordinanza n. 10, punto 1 del 13.4.2020 del Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia) e valuterà le situazioni di tempo e di luogo nel quale il controllo viene effettuato. L'indicazione è stata condivisa con l'Autorità Regionale e con i Prefetti delle province del Friuli Venezia Giulia“

Data la condivisione dichiarata, la stessa distanza è  stata indicata dal prefetto di Pordenone, Maria Rosaria Maiorino, con l'aggiunta che è da interpretare “con ragionevolezza e il consueto buon senso”, sia da parte delle Forze dell’ordine che dei cittadini, che naturalmente dovranno essere col volto coperto da mascherine o adeguate protezioni per naso o bocca.

 
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17 Aprile - L’ultima ordinanza della Regione Veneto che consente l’attività motoria in prossimità della propria abitazione, eliminando il limite dei 200 metri,

http://podisti.net/index.php/notizie/item/6044-zaia-via-il-limite-dei-200-metri-ma-cambia-poco.html

ha cambiato non poco, permettendo di tornare ad allenarsi all’aperto a Eyob Faniel, il fresco primatista italiano di maratona (2h07:19 a Valencia lo scorso 23 febbraio).

Il 27enne poliziotto vicentino che risiede a Bassano del Grappa, in un’intervista pubblicata stamani sulla Gazzetta dello Sport, dichiara che ha infatti ripreso ad allenarsi su un circuito sullo sterrato di 2 chilometri nelle campagne nei pressi della propria abitazione, pur portando sempre la mascherina, come da ordinanza regionale.    

Per maggiore sicurezza ha richiesto l’autorizzazione al suo Comune, ottenuta senza problemi.

Ecco le sue parole: “Abito in campagna, al limite del comune: così, sentiti sindaco e assessore, allontanandomi per non più di un km, dopo 11 giorni di tapis roulant, ho potuto correre, con mascherina, su un circuito sterrato di 2 km. In accordo con coach Pertile, martedì ho fatto 50', mercoledì 30' con ripetute in salita e oggi (ieri, ndr) un'ora. Non è il massimo, ma sono più fortunato di tanti. L'obiettivo? Una maratona in autunno”.

Non è certo il massimo e nemmeno tanto, ma speriamo sia il segno di un’imminente svolta…

 
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Nel corso di un’intervista al portale www.siciliarunning.it , l’Assessore Regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Manlio Messina, ha dichiarato che gli sono pervenute centinaia di richieste “da parte di cittadini che desidererebbero tanto poter tornare a praticare sport individuale all’aria aperta, come per esempio la corsa”. Messina (che a dispetto del cognome è un catanese) ha aperto uno spiraglio:  “Assicuro tutti gli appassionati che m’impegnerò affinché si possa valutare se sussistono le condizioni di sicurezza sanitaria per consentire a chi pratica il “running” di poterlo svolgere nel raggio di 1 km dalla propria abitazione, da soli, la mattina nella fascia oraria compresa tra le 5.30 alle 7″.

Ricordiamo che al momento la Sicilia è una delle poche regioni dove non è possibile nemmeno praticare attività motoria nei pressi della propria abitazione come concesso dal vigente Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in quanto ha emanato un’ordinanza più restrittiva.

In attesa di verificare se alle promesse seguiranno i fatti, resta per noi poco chiaro come un’ordinanza regionale possa scavalcare nella gerarchia delle fonti, il summenzionato Decreto, ma forse lo Statuto Speciale concesso alla regione permetterebbe una liberalizzazione di questo tipo.

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Giulio Gallera, 51enne assessore al Welfare della Regione Lombardia, è oramai un volto familiare a tutti gli italiani, per le sue apparizioni quotidiane in televisione nella conferenza stampa dalla sede della Regione, in una Lombardia terra di massimo contagio del covid-19 in Italia. 

Nel periodo di massima emergenza sanitaria, l’avvocato Gallera è apparso sempre deciso sin dal primo giorno di emergenza nell’affrontare le difficili situazioni, difendendo i medici e i sanitari dell’Ospedale di Codogno persino contro il premier Conte, o nel cercare di reperire mascherine adeguate non esitando a definire “carta igienica” quelle fornite dalla Protezione Civile. 

E’ stato, giocoforza, tra i primi a comprendere la gravità della situazione lombarda, a chiedere provvedimenti e chiusure al governatore Fontana e al governo centrale, come il cosiddetto lockdown e poi l’obbligo di indossare mascherine. 

Tutto questo senza mai perdere il sorriso e infondere sicurezza, anche perché occorre dare il buon esempio mostrando serenità ai cittadini in questa difficile situazione. 

Sicurezza che forse gli deriva anche dal fatto di essere un podista, un amante della corsa, uno sportivo, come si può evincere anche dal suo sito: “Sono un amante dello sport, mi piace correre, da anni partecipo alla Stramilano e ad altre gare podistiche amatoriali, non perdo occasione per vestire la maglia della squadra di calcio di Palazzo Marino o per godermi una bella discesa su un paio di sci. Ma la mia più grande passione, insieme alla politica è il Milan, da sempre la mia squadra del cuore”.

E, in effetti, Gallera, spesso presente come rappresentante delle istituzioni alle conferenze stampa di presentazione delle manifestazioni milanesi (Stramilano, Milano marathon, ecc.), il giorno della gara non si limita a consegnare il premio ai vincitori, ma quando può va anche a correre: consultando il sito della Fidal, si scopre che il nostro assessore, tesserato per l’Atletica Stramilano, ha corso anche otto mezze maratone: Crema, Cernusco sul Naviglio (2 volte), Lodi, Monza (2), Padenghe sul Garda e Varigotti, con un personale di 1h58:25. 

 

Giulio Gallera

Ulteriore conferma si è avuta in un’intervista che Gallera ha rilasciato a Emanuela Fiorentino per Panorama del 1° aprile, dove l’assessore confessa che prima della pandemia correva una volta a settimana, in genere per 15 chilometri, e di aver corso come massima distanza per due volte la Cortina-Dobbiaco di 30 chilometri. Per il 2020 si era iscritto alla maratona di Praga del 3 maggio, sarebbe stata la sua prima 42195 metri, ma chiaramente ogni progetto è saltato.  Ma Gallera chiude l’intervista con il desiderio, una volta finito tutto, di riprendere a correre e che: “Magari mi preparerò per un’altra maratona. Forse quella di New York”.

Un messaggio che ora può apparire lontano, fortemente lontano, ma che rappresenta il desiderio comune degli abitanti di tutto il mondo, di tornare a vivere liberi, nell’abituale sana normalità, comprese corse ed allenamenti vari, all’aria aperta.

 
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04 aprile aggiornamento: la Regione E.R. ha prorogato la scadenza dell'ordinanza restrittiva sotto descritta sino al 13/04, sino ad allora, quindi, non si puo' correre se non nel proprio giardino-


02 aprile - A confermare quanto da noi scritto lo scorso 22 marzo con il pezzo tuttora valido "FACCIAMO IL PUNTO REGIONE PER REGIONE" e più volte ribadito dopo ogni maldestra "interpretazione", è arrivato questa sera il parere della "Polizia Locale Unione Bassa Reggiana" da me personalmente contattata per avere un parere ufficiale da parte di un corpo di Polizia.
Mentre RaiNews24 alle 0.30 (del 2 aprile) rilanciava le parole del primo Ministro Giuseppe Conte, in relazione alla proroga sino al 13 aprile del D.P.C.M; mentre ancora una volta, come se non fosse bastata la confusione di questi giorni, veniva sinteticamente dichiarato dal giornalista "stop alle attività sportive", quando in realtà lo stop era riferito solo agli allenamenti di gruppo di professionisti e non, all'interno degli impianti sportivi al chiuso; abbiamo ricevuto con sorpresa, visto l'orario, la risposta del Comando della "Polizia Locale Unione Bassa Reggiana".
La domanda non era particolarmente articolata ed era la stessa che avevo già posto alla Regione Emilia Romagna, tramite il sito web, senza ricevere nessun riscontro.


La domanda: IN EMILIA ROMAGNA VENGONO APPLICATE LE NORME PREVISTE DAL D.P.C.M. DEL GOVERNO OPPURE PREVALE, IN QUANTO PIU' RESTRITTIVA, L'ORDINANZA REGIONALE DEL 18/03/2020?

Questa la risposta:
 

L’ordinanza n. 41 del 18/03/2020 emessa dalla Regione Emilia-Romagna, all’art. 01 prescrive che lo spostamento a piedi è consentito esclusivamente per le motivazioni ammesse per gli spostamenti delle persone fisiche (lavoro, ragioni di salute o altre necessità come gli acquisti di generi alimentari). Nel caso in cui la motivazione sia l’attività motoria (passeggiata per ragioni di salute) o l’uscita con l’animale di compagnia per le sue esigenze fisiologiche, si è obbligati a restare in prossimità della propria abitazione. (scadenza 03/04/2020).
Subito dopo, il 20/03/2020, Il Ministero della Salute ha emesso un’ordinanza nella quale, all’art. 1, lettera b, specifica che non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all'aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona; (scadenza 25/03/2020), rinnovata fino al 03/04/2020 dal D.P.C.M. del 22/03/2020).
L’Emilia Romagna, come altre regioni (NDR: Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia, Campania e Sicilia), ha quindi proibito ogni forma di attività motoria all’esterno che non sia motivata da ragioni di salute.
Anche se l’ordinanza del Ministero della Salute ha dato la possibilità di fare attività motoria all’esterno, sempre in prossimità della propria abitazione, perde la sua efficacia di fronte all’ordinanza regionale, più stringente, secondo quanto previsto dai D.L.
Ogni dubbio interpretativo è sempre accettato e ci spinge a migliorare, ogni giorno, grazie.

Polizia Locale Unione Bassa Reggiana
Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo




 
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Mercoledì, 01 Aprile 2020 14:14

Divieti da Covid-19: sulla corsa non cambia nulla

In queste ultime 24 ore il Governo, attraverso il Ministero dell'Interno, nel tentativo di chiarire alcuni aspetti interpretativi del decreto in vigore ne ha "combinate di tutti i colori" ma, dopo diversi chiarimenti, il sunto è che NON CAMBIA NULLA in relazione alla possibilità di correre.
Quindi possiamo tutti correre? NO, Rimane valido quanto da noi già ricostruito regione per regione, con l'articolo del 22.03.2020  al link: "
Divieti: facciamo il punto regione per regione", ci sono regioni dove è possibile, ed altre dove NON è possibile.

Con la circolare del 31 marzo, il Ministero intendeva rispondere SOLO alla richiesta di chi reclamava la possibilità di dare un'ora d'aria ai bambini:


Questo l'ultimo chiarimento uscito oggi 01.04.2020 alle 10.03:


I chiarimenti del ministero dopo la circolare del 31 marzo sulle disposizioni per la prevenzione del contagio Covid-19
Le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano.
Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute.
La circolare del ministero dell'Interno del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che  la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute.
Per quanto riguarda l'attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all'aperto e che continua ad essere vietato l'accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici.
La medesima circolare ha ricordato infine che in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all'obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza. Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse.

Nel trattare l'argomento, il ministero si è incartato con le proprie mani; nel chiarire che i bambini potevano passeggiare con un solo genitore in prossimità della loro abitazione, sembrava aver modificato l'impostazione positiva nel confronti della corsa (jogging=corsa lenta, usiamo i termini italiani per favore, non è difficile), ma non è cosi, il Ministero si riferiva SPECIFICATAMENTE alle passeggiate, perché solo su quelle voleva dare spiegazioni, infatti ha scritto "fermo restando le limitazioni indicate" volendo non parlare di ciò che NON cambia.
I social, le agenzie di stampa, le testate TV e molti siti on line, hanno seguito il Ministero in tutte le sue evoluzioni facendo a loro volta una confusione inenarrabile.
Podisti.Net è rimasta ferma sulle precedenti interpretazioni ed il presente articolo esce semplicemente per confermare che NULLA è CAMBIATO in relazione alla corsa, rimane valido quanto da noi già ricostruito, regione per regione con questo articolo del 22.03.2020. 


link: Divieti: facciamo il punto regione per regione


A conferma della nostra versione, riportiamo una delle F.A.Q. pubblicate sul sito web del GOVERNO (link QUI):

È consentito fare attività motoria?
L’attività motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. È obbligatorio rispettare la distanza di almeno un metro da ogni altra persona. Sono sempre vietati gli assembramenti.

 
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