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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Continua ad allungarsi la lista di atleti sospesi o squalificati nel mondo: oggi cominciamo dal 28enne maratoneta marocchino Al Mahjoub Dazza, sospeso dall’AIU, l’Unità di integrità dell’atletica leggera, per anomalie nel passaporto biologico a seguito di presunto uso di sostanze vietate.
Ricordiamo che Dazza detiene il record nazionale del Marocco sulla maratona in 2h05:26, stabilito a Valencia nel 2018. Ottavo nel ranking mondiale sulla distanza, aveva vinto nel maggio scorso a Praga in 2h05:58, mentre a dicembre aveva primeggiato nella Fukuoka Marathon in 2h07:10.

Sempre l’AIU ha sospeso il 23enne ottocentista keniano Alfred Kipketer per non essersi reso reperibile a tre controlli (Wherabouts).
Kipketer, con un personale di 1.42.87, vanta due titoli mondiali: nel 2013 quello allievi a Donetsk e nel 2014 quello U20 ad Eugene; inoltre è giunto in finale alle Olimpiadi di Rio nel 2016.   

Squalificata per due anni la velocista di Trinidad & Tobago, Michelle-Lee Ahye (10.82 sui 100), sempre per i cosiddetti Wherabouts, cioè per non essersi resa disponibile a tre controlli nel giro di un anno: la squalifica terminerà il 19 aprile 2021.

Infine, squalifica di 19 mesi per la 25 enne ucraina Katerina Tabashnyk (1.99 nel salto in alto) positiva ad un diuretico, l’Idroclorotiazide.

Capita spesso a chi corre di trovarsi durante una gara o un allenamento affiancato da un cane: c’è chi ha paura, chi apprezza la compagnia, chi si preoccupa di non inciampare sull’animale.

Diverso l’atteggiamento dell’atleta colombiano Jaime Alejandro durante la Saint Silvester Road Race a Neira, nel dipartimento di Caldas, in Colombia, lo scorso 31 dicembre.

Alejandro, quando vede il cane spostarsi e quasi tagliargli la strada, reagisce violentemente, sferrando un forte calcio al povero animale.

Il cane si allontana, la corsa continua, ma qualcuno è lì a filmare l’accaduto. E il video finisce  su internet, la condotta violenta dell’atleta è unanimemente condannata, ma il filmato è visto anche dallo sponsor tecnico del podista che decide di interrompere immediatamente l’accordo commerciale.  

Jaime Alejandro non ha commentato la decisione dello sponsor, ma ha ben pensato di chiedere scusa per il gesto, affermando di aver perso il controllo preso dall’enfasi della gara, ma di dichiararsi pronto a riparare aiutando i cani randagi.

Al seguente link è possibile vedere il filmato dell’accaduto: https://www.liveleak.com/view?t=kbu4b_1578987655

12 Gennaio - La frase più ricorrente al termine delle otto precedenti edizioni era sempre: “Bellissimo, peccato aver corso solo per 6 chilometri” (o 4, addirittura, per le donne e i più grandi). 
Trattandosi di cross le distanze previste erano quelle, così ecco nascere l’apprezzata idea degli organizzatori di dar luogo ad un trail, allungando la distanza a dieci chilometri (e settecento metri), per dar modo a tutti i partecipanti di godersi a lungo il bellissimo bosco di Chiatona.  

Chiatona è una rinomata località balneare del tarantino, sita tra Massafra e Palagiano, presa d’assalto d’estate proprio per la peculiarità di unire il bel mare azzurro al fresco del bosco, distante poche centinaia di metri dalla sabbia.
Negli altri periodi dell’anno è luogo di allenamento dei podisti locali che da queste parti ritrovano natura, silenzio, solitudine, tranquillità ed ottimi tracciati.
E, ad inizio anno, si inserisce la “Corri tra i pini di Chiatona”, gara semplice ma ben organizzata, ecologista al cento per cento, molto amata da chi l’ha già corsa.
Ad organizzare l’Atletica Podistica Palagiano, presieduta da Gaetano Stellaccio, ma di fatto retta e vissuta da Lorenzo Resta, che in questa occasione gode dell’appoggio del suo figliolo podistico, il caro Alessandro Belotti.

Con ritrovo fissato alle ore 8,00 sulla strada che porta alla Stazione ferroviaria di Chiatona, si parcheggia lateralmente sulla suddetta strada o sulle stradine attigue. Due bagni chimici risolvono i problemi mattutini di chi… non ama il verde; subito attiva la consegna delle buste contenenti i pettorali, che si svolge in rapidità. Dieci euro la tassa d’iscrizione full con ritiro del premio di partecipazione, una pesante cassetta di arance e mandarini (l’oro locale!); sette euro quella basic. 391 gli iscritti Fidal ai quali si aggiungono una trentina di atleti liberi.

Ottimo anche il servizio bar che permette di far colazione, nonostante la lontananza dai centri abitati.
Giornata non certamente fredda e non troppo umida; anche il sole esce a tratti, ma si può affermare che si sta bene, senza soffrire il freddo delle scorse edizioni.
Presenta la manifestazione Mariangela Di Lena, sempre solare e sorridente, che con la sua abituale grazia non lesina complimenti ed incoraggiamenti a tutti i partecipanti.
La partenza unica è prevista per le ore 10.00: tra riscaldamento muscolare, saluti e riti vari, il tempo passa in fretta e i giudici del Gruppo di Taranto invitano gli atleti a schierarsi dietro la linea di via.

Tutto pronto, il minuto di silenzio commemora Roberto, per anni collaboratore della manifestazione, troppo presto deceduto. E il mio pensiero va a Diego Romagnolo, validissimo ultramaratoneta, purtroppo scomparso ieri a soli 55 anni, colpito da un maledetto tumore.
Il secondo sparo, e parte l’applauso; il terzo, ed ecco gli atleti subito scattare, questa volta è Michele Raimondi, in arte pacerMike, a partire per ultimo, non rinunciando nemmeno ad una foto con linguaccia con l’ottimo Lorenzo Resta, impegnato a liberare la sede stradale.

Il tracciato prevede un giro iniziale di circa due chilometri e mezzo che riporta gli atleti sulla linea di partenza, per poi dipanarsi nell’altra parte del bosco, con rientro sul punto di via in senso contrario. Gara da affrontare in completa autonomia, su di un percorso senza particolari difficoltà altimetriche, senza tratti eccessivamente pericolosi, chiaramente con le naturali problematicità di un tracciato naturale con pietre, radici, buche, erba, ma tutto sommato scorrevole, anche agevole per chi frequenta i trail più pesanti e difficoltosi.

Non sono stati attivati chip e sensori elettronici e manca il rilevamento tempo: d’altronde nelle gare in natura il tempo di percorrenza diventa quasi secondario, è più una sfida con sé stessi e con gli altri corridori.
Il giro iniziale vede in testa Giuseppe Mele, che precede Coletta, Scattarelli, Greco e Cera. Tra le donne comanda a sorpresa Tenerelli, seguita da Cirielli e poi da Spinuso.

Poche centinaia di metri e, nel bosco, Cera è in testa seguito da Coletta, De Mito, Mele, Scattarelli e Greco. Tra le donne, situazione invariata. Ora bisogna attendere solo l’arrivo, gli atleti si perdono tra gli alberi.

L’uscita dal terreno, il lungo viale sterrato, l’uscita dal bosco e lo sprint finale sull’asfalto: l’ottimo Salvatore Cera (Team Pianeta Sport Massafra) conquista la nona edizione della Corri tra i pini, la prima trail: per Salvatore, ragazzo dalle indubbie capacità, la speranza che sia finalmente più costante nel frequentare le gare. Da applausi anche la prestazione del bravo Giovanni Coletta (Correre è salute Mottola), che chiude in seconda posizione a precedere l’affidabile Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle), sempre bravo e presente.

Quarto posto per il grintoso Savio Scattarelli (Montedoro Noci), davanti a Mino De Mito che inaugura con un quinto posto la bellissima nuova maglia dell’Olimpia Grottaglie, seguito dal tenace Giovanni Tinelli (Montedoro Noci, sesto in rimonta, e da Mario Greco (Atl. San Giovanni Bosco Palagianello), settimo, che si spera possa quest’anno correre senza problemi. All’ottavo posto ecco il re del trail pugliese, l’organizzatore delle 5 Querce a Gravina in Puglia (campionato italiano di trail corto il prossimo 24 maggio) Giuseppe Moliterni (Gravina Festina lente!), ottavo, davanti al sorprendente Maurizio Lavarra (Gioia Running), nono, e a Vito Bongermino (Top Runners Laterza), un’altra vecchia volpe, decimo.

Al femminile, in rimonta, coglie il successo l’ottima Valera Cirielli (Amatori Atletica Acquaviva), che torna finalmente al successo dopo un periodo un po’ travagliato; bravissima anche Sandra Barbieri (Manzari Casamassima), seconda, davanti ad Angela Tenerelli (Gioia Running), in testa nelle prime fasi, poi superata, ma da elogiare per averci creduto.
Neo 45enne, sempre fattiva, Silvia Acquaviva (Martina Franca Running) si piazza in quarta posizione, davanti alla decisa Simona Spinuso (Body Angel Manduria), quinta. Maria Rosaria Ancora (Martina Franca Running) è brillante sesta, davanti alla positiva Giuseppina Mandorino (Correre è salute Mottola), settima, e alla combattiva Lavina Orlando (DOF Amatori Turi), ottava. Nono posto e secondo podio stagionale di categoria per l’aggraziata Daniela Pignatelli (Ostuni Runner’s), con l’instancabile Erica Delfine (Amatori Putignano), decima.

Un ottimo ristoro con focaccia, pezzi di squisita mortadella e succose arance, oltre alla scontata acqua, permettono di riprendere totalmente le forze.
363 gli arrivati, chiudono la graduatoria Carmela Glorioso (che accompagna il nonno 86enne Vincenzo Mirizzi - entrambi Atletica Bitritto), in campo femminile, e il padrone di casa Domenico Mongelli, giunti quando già la cerimonia di premiazione è in corso.

E, in effetti, per permettere il rientro all’ora di pranzo anche ai più lontani, si decide di cominciare a premiare i meritevoli quando gli ultimi sono ancora in corsa: alla presenza del Sindaco di Palagiano, dottor Lasigna, e del presidente della Podistica, Stellaccio, si ricorda inizialmente il buon Roberto, prima di passare alla celebrazione degli odierni vincitori.
Salvatore Cera e Valeria Cirielli, oltre agli inevitabili e meritati applausi, ricevono il trofeo, un monile e una cassetta di agrumi, con aggiunta di bottiglia di olio ed integratore. A seguire, salgono sul podio i primi cinque di ciascuna categoria, tutti premiati con la cassa di agrumi più olio ed integratore.

Per finire, è il turno delle prime tre società per numero complessivo di finisher: i trofei vanno, nell’ordine, a Correre è salute Mottola (26), Gioia Running (19) e Avis in Corsa Conversano (17).

La foto del gruppo organizzatore, e Mariangela saluta tutti con il suo splendido sorriso.
Si può rientrare a casa, con piacere siamo stati presenti anche quest’anno ad ammirare la genuina accoglienza riservata da Lorenzo e soci a tutti convenuti, e il fascino di questi posti che mi già mi invitano a ritornare l’anno prossimo.    

12 Gennaio – Sotto un piacevole sole primaverile si è corsa a Traversara di Bagnacavallo (RA), la dodicesima edizione dell’Ultramaratona della Pace sul Lamone – Settimo Trofeo Vittorio Costetti, omologata Aics, organizzata da Krakatoa Sport in collaborazione con Terzo Tempo Trail Asd, l’associazione Traversara in Fiore, il Consiglio di zona di Traversara e con il patrocinio del Comune di Bagnacavallo.                   

Sul particolare tracciato cittadino di circa 6,430 km da percorrere sette volte, si è imposto Matteo Lucchese (Atletica Avis Castel San Pietro) in 2h49:11 che nell’ultimo giro si è liberato dei compagni di fuga Benerecetti e Emma, cogliendo il suo personale terzo successo, dopo quelli del 2013 e 2018, superando Stefano Velatta fermo a due. 

Il fiorentino di Marradi Alessandro Benerecetti (Asd Tosco-Romagnola), già vincitore nel 2016, ha chiuso in seconda posizione (come nel 2019) in 2h50:36, con Stefano Emma (Cambiaso Risso Running Team Genova), terzo in 2h52:46. 

Quarto Antonio Petrizzo (GP Catotecnica Piemontese) in 3h02:35, quinto Matteo Zucchini (Atletica Winner Foligno) in 3h04:43. 

Prima donna, ottava assoluta, Federica Moroni (Atletica Avis Castel San Pietro), che bissa il successo della befana nella Maratona di Crevalcore, s’impone in 3h08:11, precedendo nettamente Maria Rosa Costa (GS Gabbi), seconda in 3h20:40, e Nicol Poncina (GP Avis Taglio di Po), terza in 3h39:56. 

254 i finisher, ottimamente seguiti dagli organizzatori, con in testa Enrico Vedilei e il suo team, oltre ai famigliari di Costetti, al quale era dedicato l’odierno memorial.

 

12 Gennaio - Pioggia di record nella 10K Valencia Ibercaja (World Athletics Gold Label), la 10 chilometri di Valencia, in Spagna: cominciamo dal record del mondo sulla distanza stradale, stabilito dal keniano Rhonex Kipruto che in 26:24 migliora di quattordici secondi il 26:38 stabilito dall’ugandese Joshua Cheptegei lo scorso 1° dicembre, sempre nella città spagnola, ma su un altro percorso nell’ambito della Trinidad Alfonso Valencia Marathon.  

Soltanto due atleti hanno corso più veloci i 10.000 in pista, gli etiopi Kenenisa Bekele (26:17.53) e Haile Gebrselassie (26:22.75), mentre il primato keniano è di Paul Tergat (26:27.85).

Il ventenne Kipruto di passaggio stabilisce anche il record mondiale sui 5 chilometri in 13:18, migliorando di quattro secondi l’altrettanto recente record di Robert Keter, stabilito a Lille il 9 novembre 2019.

“Sono al settimo cielo. Quando ho corso in 26:46 a Praga nel 2018 arrivando a 2 secondi dal record del mondo di Leonard Komon, mi sono posto l’obiettivo di battere questo  record. Il mio sogno si è avverato. Ringrazio gli organizzatori e la città di Valencia per il sostegno durante la gara”, le parole del neoprimatista Rhonex Kipruto.

E non finisce qui: proseguiamo con il record europeo stabilito dallo svizzero Julien Wanders che ritocca il già suo primato continentale in  27:13 (precedente 27:25 il 30 dicembre 2018 a Houilles, in Francia), concludendo in terza posizione dietro il keniano Benard Kimeli, secondo in 27:12.

E per noi: record italiano del 34enne ingegnere pisano Daniele Meucci in 28:08, che migliora di due secondi il precedente primato di Stefano Baldini, stabilito il 17 agosto 2002 ad Arco, quattordicesimo al traguardo. Questi i parziali di Meucci chilometro per chilometro: 2:50, 5:37, 8:23, 11:13, 14:04 (5 km), 16:54, 19:48, 22:35, 25:26, 28:08.

Personale anche per l’abruzzese Daniele D’Onofrio (Fiamme Oro) in 29:41, 47° al traguardo.

Pure tra le donne, vittoria keniana per Sheila Chepkirui in 29:46, ad appena tre secondi dal primato del mondo (29:46 di Joyciline Jepkosgei, il 9 settembre 2017 a Praga), seguita dalle connazionali Rosemary Wanjiru, seconda in 29:50, e Norah Jeruto, terza in 29:51. E anche questo è un record, perché per la prima volta tre atlete sono scese sotto i 30 minuti nella stessa gara.

Quarta la etiope Bosena Mulate in 30:50, sulla israeliana Lonah Salpeter, quinta in 31:09.

Classifica maschile

1 Rhonex Kipruto (KEN) 26:24
2 Benard Kimeli (KEN) 27:12
3 Julien Wanders (SUI) 27:13
4 Jacob Kirop (KEN) 27:30
5 Shadrack Koech (KEN) 27:32
6 Stephen Kissa (UGA) 27:47
7 Djilali Bedrani (FRA) 27:50
8 Alex Korio (KEN) 27:53
9 Chala Regasa Ketema (ETH) 28:00
10 Sikiyas Misganaw (ETH) 28:01

Classifica Femminile
1 Sheila Chepkirui (KEN) 29:46
2 Rosemary Wanjiru (KEN) 29:51
3 Norah Jeruto (KEN) 29:51
4 Bosena Mulate (ETH) 30:50
5 Lonah Chemtai Salpeter (ISR) 31:09
6 Rediet Daniel (ETH) 31:55
7 Rachael Zena Chebet (UGA) 32:00
8 Karolina Nadolska (POL) 32:08
9 Jenny Nesbitt (GBR) 32:42
10 Mercy Chemutai Koech (KEN) 32:46

 

Ancora un caso di doping, ancora un keniano, questa volte un nome dal passato prestigioso: il 37enne Wilson Kipsang, ex detentore del record mondiale di maratona e medaglia di bronzo olimpica, è stato sospeso per due irregolarità: violazione alla normativa sulla reperibilità ai controlli (whereabouts) e il tentativo di manipolare la documentazione antidoping.
Il provvedimento è stato adottato dall’AIU, l’"Unità di integrità dell’atletica leggera", ovvero l’organizzazione di controllo antidoping mondiale.

Kipsang ha vinto nel corso della sua carriera alcune delle più importanti maratone mondiali come New York, Londra, Berlino e Tokyo tra il 2012 e il 2017; nel 2013, a Berlino, stabilì il  record del mondo in 2h03:23 (migliorato l’anno successivo dal connazionale Dennis Kimetto in 2h02:57, sempre a Berlino, poi portato 2h01:39 dall’altro keniano Eliud Kipchoge nel 2018, ancora una volta a Berlino). Nel 2012 aveva conquistato il bronzo olimpico a Londra in 2h09:37.
La sua ultima vittoria di spicco è stata a Tokyo nel 2017 in 2h03:58, mentre nel 2018 chiuse terzo a Berlino in 2h06:48.

Venerdì, 10 Gennaio 2020 18:14

Ufficiale: a Napoli il Golden Gala 2020

Il prossimo 28 maggio sarà lo stadio San Paolo di Napoli ad ospitare l’edizione 2020 del Golden Gala Pietro Mennea, quinta tappa della  Diamond League, il massimo circuito internazionale di meeting di atletica leggera.

Indisponibile  lo Stadio Olimpico di Roma, a causa dei lavori di adeguamento in vista dei Campionati Europei di calcio, venuta meno l’Arena di Milano (che a sua volta necessitava di alcune ristrutturazioni, con il rischio di non concluderle in tempo), le gare del Golden Gala si svolgeranno sulla rinnovata pista azzurra e nelle pedane del San Paolo, già “testate” dalle ultime Universiadi.  

È la quarta volta in quarant’anni (1988 a Verona, 1989 a Pescara e il 1990 a Bologna) che il Golden Gala emigra dall’Olimpico di Roma,

Al San Paolo si gareggerà su 100 metri, 400, 3000, alto, peso e i 3000 siepi, al maschile; 1500 metri, 100hs, asta, lungo e giavellotto (con l’aggiunta dei 200) al femminile.

Martedì, 07 Gennaio 2020 22:36

Faggiano (TA) -16^ Strabefana

6 Gennaio  - Tra carbone e dolci, non ce ne siamo neanche accorti, ma la Befana ha già corso per sedici anni a Faggiano: a dir la verità non sembra sia passato tanto tempo, la Befana è rimasta identica e la manifestazione conserva il suo aspetto festoso e giovanile!

A Faggiano ci accoglie una giornata tipicamente invernale con temperatura molto fredda e forti raffiche di vento; nuvole e sole fanno a spinte in cielo per ottenere il predominio, in un’alternanza continua. 

Il ritrovo è nell’ampia Piazza Aldo Moro, non ci sono davvero problemi di parcheggio e in rapidità si possono ritirare pettorale e chip: 6 euro il costo di iscrizione, con premio di partecipazione consistente in un’utile sacca in nylon contenente la maglia tecnica della manifestazione, raffigurante una befana in corsa.

Organizzazione a cura della locale associazione Podistica VPService, presieduta dalla dinamica Adriana Valdevies, attivissima nel disbrigo delle operazioni di iscrizione e successivamente nel preoccuparsi che tutto vada per il meglio, insieme a tutti i soci di questa sempre brillante società.

Due bagni chimici in piazza risolvono i problemi dell’utenza maschile, mentre quella femminile può far ricorso al bagno del bar, in maniera più riservata e riscaldata.

Presenta la manifestazione Paolo Liuzzi, un grande piacere ritrovarlo in azione: anzi, un consiglio, non tenetelo troppo fermo, Paolo si è letteralmente scatenato, dando una marcia in più all’intera manifestazione!

415 gli iscritti Fidal, ai quali si sommano oltre cinquanta cosiddetti liberi; con partenza alle ore 9,00, intanto, si svolge la gara per gli studenti di età da scuola elementare e media, con circa dodici-quindici partecipanti: atroce far alzare troppo presto i ragazzini con questo vento per soli cento metri da correre. La medaglia al collo e la calza della befana colma di dolci ripagano il coraggio di questi piccoli atleti, come sottolinea speaker Paolo.

Frattanto, gli atleti più grandi sono già pronti, in tanti indossano maglia a manica lunga e pantaloni lunghi sotto i completini sociali; pochi i temerari che corrono con il solo completo, la temperatura è realmente bassa, anche se il sole sta riuscendo a superare le nuvole. Utilissimi, pertanto, gli esercizio di riscaldamento muscolare.

Avvicinandosi le 9.30, l’orario di partenza, gli atleti sono richiamati sul punto di via sotto l’occhio vigile dei giudici del gruppo di Taranto: sistemati ordinatamente dietro la linea di via, parte l’inno di Mameli, proprio mentre l’irriguardoso vento sposta tutte le transenne. Ripristinata la sede strale e finito l’Inno, sul largo Corso Falcone (che costeggia Piazza Moro), ecco partire il colpo di via dalla pistola del fiduciario provinciale dei Giudici, Egidio Massafra, che libera gli atleti.

Primo giretto cittadino, basta spostarsi di poco ed eccoli ripassare, altro giro più largo e nuovo passaggio al 6° km, con discesa e risalita sul lungo viale per poi, con svolta a sinistra, rientrare verso il traguardo, posto sempre su Corso Falcone, ma in senso contrario, dopo 9600 metri.

Tracciato scorrevole, con qualche leggero falsopiano, più che altro appesantito dal freddo e dal vento. Ristoro a metà distanza, circuito blindato al traffico veicolare, con continua sorveglianza della Protezione Civile e della locale associazione ciclistica, anche in veste di apripista. Splendida prestazione del solito cane, che percorre l’intero tracciato, in cerca di coccole e tenerezze.

Come da previsione, Redi comanda la gara maschile con il solo Francolino a… vederlo; in campo femminile, domina Colucci, confusa in un nugolo di maschietti.

E, in effetti, la situazione rimarrà tale sino alla fine, con i soli due primi liberi, che però affrontano un circuito ridotto di 6 chilometri, a precedere sul traguardo Antonio Redi, il capitano della Dynamyk Palo del Colle, che va ad imporsi senza troppi problemi in 32:06, persino gestendo la falcata nel finale. Ottimo secondo posto per il neo-compagno di squadra, il lucano Antonio Francolino, che comincia davvero a superare il recente infortunio, finendo secondo in 33:53. Terzo posto per il sempre affidabile Giuseppe Tardio (Team Francavilla), che completa il tracciato in 35:00.
Il tenace Daniele Chiarelli (Atletica Talsano) è quarto in 35:21, a precedere il deciso Giuseppe De Gaetani (Olimpo Latiano), quinto in 35:39, e l’efficiente Daniel David (Nuova Atletica Laterza), sesto in 35:48, seguito ad solo secondo dal bravo Donato Ettorre (Crisipiano Marathon), settimo, e a tre dal capace Antonio Rosario Pinto (Correre è salute Mottola), ottavo. Sempre ottimo, Alessandro Totaro (Taranto Sportiva), è nono in 35:59, sul mai domo Massimo Palma (Olimpo Latiano), decimo in 36:08.

Tra le donne, ritorna al successo la grintosa Ilenia Colucci (Alteratletica Locorotondo), che si afferma in 38:59, precedendo la determinata Cristina Galeone (Olimpia Grottaglie), seconda in 40:55, e la risoluta Maria Madaghiele (Olimpo Latiano), terza in 41:18.
Silvia Acquaviva (Martina Franca Running), oramai una certezza, è quarta in 42:35, davanti alla giovanissima Giuseppina Mandorino (Correre è salute Mottola), quinta in 43:12, e alla positiva Daniela Pignatelli (Ostuni Runner’s), alla prima gara da master, sesta in 43:17. Bravissima Eufemia Quaranta (Podistica Grottaglie), settima in 43:21, davanti alla combattiva salentina Francesoa Lubelli (Tre Casali San Cesario), ottava in 45:01. Nono posto per la triatleta Margherita Pignatelli (Triathlon Taranto), in 45:14, con la volitiva Cosima Caterina Liuzzi (Martina Franca Running), decima in 45:30.

331 gli arrivati, più i liberi e i giovanissimi: sicuramente diverse le defezioni a priori, di chi ha avuto paura ad avventurarsi causa freddo e vento, dopo la terribile domenica nell’intera Regione con raffiche a velocità spaventosa.

Chiudono gli arrivi i generosi Margherita Cecere (Martina Franca Running) in 1h10:38, tra le donne, e Francesco Cito (Podistica Grottaglie) in 1h20:15 tra gli uomini, che ottengono i maggiori applausi.

Un ricco ristoro finale con focaccia, frutta, panettone e the caldo, oltre chiaramente ad acqua, permette di rimettersi in forze; per il sottoscritto un pezzo di panettone artigianale e speciale offerto dai “guerrieri” della Ikkos Taranto, mi permette di sentirmi un… leone!

Intanto, inizia la cerimonia di premiazione alla presenza del locale Sindaco, Antonio Cardea, e dell’assessore allo sport, Pietro Grassi.

Si comincia con i vincitori della categoria “liberi”, il primo uomo e la prima donna, premiati con duo di vini e ricca cesta di agrumi, per passare, con ovvia enfasi, ai vincitori veri e propri della Strabefana edizione 2020, Redi e Colucci, che portano via il trofeo, il duo di vini e un articolo tecnico offerto dallo sponsor… tecnico della manifestazione, Top Running di Giambattista Colangelo a Castellaneta.

A seguire, salgono sul palco-podio i primi cinque di ciascuna categoria, tutti premiati con duo di vini.

Dopo le targhe offerte ad autorità, collaboratori e sponsor, si chiude con il riconoscimento per le tre prime società per numero complessivo di partecipanti: vince la Taranto Sportiva che precede Podistica Grottaglie e Martina Franca Running.

La foto del gruppo organizzatore, I saluti di speaker Paolo e la Befana può andare a riposare anche per questo anno. L’appuntamento è fra dodici mesi, nella speranza che la “vecchia sulla scopa” porti, oltre ad efficienza, buona organizzazione e tanto spirito sportivo e voglia di stare insieme, anche un po’ di caldo!

31 Dicembre - Altra storica gara dell’ultimo dell’anno, la San Silvestre Vallecana di Madrid di 10km, giunta alla 55^ edizione: a vincere il belga di origini somale Bashir Abdi che si impone in 27:47, davanti  all’ugandese Mande Bushendich (terzo lo scorso anno), secondo in 27:51, e allo spagnolo Antonio Abadia,  terzo (come nel 2017) in 27:56. Quarto l’ugandese Boniface Sikowo in 28:04, davanti allo spagnolo Hamid Ben Daoud, quinto in 28:06, e il turco Aras Kaya, sesto in 28:13.

Ricordiamo che l’anno scorso la gara vide il successo dell’ugandese Jacob Kiplimo in 26:41, che sarebbe valso il record del mondo sulla distanza, ma non omologabile per il declivio di 55 metri nell’altimetria complessiva della gara. Percorso che parte dallo stadio Santiago Bernabéu per finire allo stadio Vallecas attraversando Serrano, Puerta de Alcalá, Cibeles, Atocha, Ciudad de Barcelona e Avenida de la Albufera.

Abdi completa con questa vittoria il suo straordinario 2019 che l’ha visto migliorare per ben due volte il primato nazionale di maratona, prima in 2h07:03 (settimo a Londra) e poi in 2h06:14 (quinto a Chicago).

Tra le donne, vittoria dell'etiope Helen Bekele Tola in 30:50, che precede la campionessa del mondo di maratona a Doha, la keniana  Ruth Chepngetich, seconda in 30:57, e la portoghese Carla Salomè Rocha, terza in 31:52. Quarta l’ugandese Juliet Chekwel in 32:13 davanti all’altra portoghese Sara Caterina Ribeiro, quinta in 32:29. Settima la prima spagnola, Irene Pelayo in 32:46.

1209 i classificati nella Carrera Internacional, mentre 39783 sono stati i finisher nella Carrera Popular, partita in precedenza, con doppio successo ecuadoriano, di Rafael Vicente Loza in 29:39 e di Katherine Tisanema in 34:13.

31 Dicembre - Incredibile finale alla 95^ edizione della San Silvestre de Sao Paulo, in Brasile, una delle gare più famose dell’ultimo dell’anno, disputata dal 1991 sui 15 km: il 19enne ugandese Jacob Kiplimo, in testa sin dall’inizio e che si accingeva a tagliare il traguardo migliorando tra l’altro il record della corsa stabilito nel 1995 da Paul Tergat in 43:12, era pronto a festeggiare alzando le braccia. Ma, incredibilmente, rientrava a gran velocità il keniano Kibiwott Kandie che raggiungeva e superava proprio all’ultimo istante Kiplimo, tagliando il traguardo – a sua volta a braccia alzate - in 42:59, un passo e un secondo primo di Kiplimo, secondo in 43:00.

Per Kandie vittoria, record della corsa e abbattuto il muro dei 43 minuti sui 15km del tracciato; per Kiplimo una grande delusione!
Terzo posto per l’altro keniano Titus Ekiru in 43:54.

Tra le donne, dominio della keniana Brigid Kosgei, primatista mondiale di maratona, che vince nettamente in 48:56, a soli 22 secondi dal record stabilito da Jemima Sumgong nel 2016.
Secondo posto per l’altra keniana Sheila Chelangat in 50:10, terza la etiope Tisadk Nigus in 50:12.

Primi brasiliani sono stati Daniel Ferreira do Nascimento in 46:32, undicesimo tra gli uomini, e Graziele Zarri in 54:56, nona tra le donne.  

35.000 i partecipanti provenienti da 41 paesi.

Classifica maschile:

1.- Kibiwott Kandie (KEN) 42s59s

2.- Jacob Kiplimo (UGA) 43m00s

3.- Titus Ekiru (KEN) 43m54s

4.- Geofry Kipchumba (KEN) 45m10s

5.- Joseph Panga (TAN) 45m33s

 

Classifica femminile:

1.- Brigid Kosgei (KEN) 48m56s

2.- Sheila Chelangat (KEN) 50m10s

3.- Tisadk Nigus (ETI) 50m12s

4.- Pauline Kamulu (KEN) 50m28s

5.- Delvine Meringor (KEN) 50m51s

 

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