Stampa questa pagina
Mag 06, 2018 Vittorio Camacci 1391volte

Barchi (PU) - 16^ Collemar-athon

La partenza La partenza Foto Sandro Franceschetti

Ancora una volta miracolosamente baciata dal sole la Collemarathon si conferma manifestazione dal successo crescente malgrado il suo ostico percorso, con repentini strappi ed improvvisi saliscendi che dagli antichi borghi fortificati della collina giunge fino al litorale di Fano.

Ma la gara continua a sedurre i partecipanti per l'unicità e la spettacolarità del tracciato a cominciare dalla partenza in discesa, di oltre 1.000 atleti innescati da un colpo di bombarda medioevale, sul lastricato appena dentro le mura della "Porta Nova" di Barchi, un lungo serpentone che tra musica e coriandoli piovuti dal cielo si è poi dipanato sull' antica strada che porta al mare per poi inoltrarsi attraverso strade secondarie , come quella a chiocciola che si inerpica verso  la Rocca Roverasca di Mondavio, dove ad attendere i corridori vi sono armi storiche, araldi, cavalieri e dame in costume d' epoca.

Poi, ancora, gli altri splendidi piccoli centri abitati di Orciano, San Giorgio, Piagge, Cerasa, San Costanzo, fino a raggiungere dopo una lunga discesa gli ultimi sette chilometri di gara per il nuovo arrivo nella Rocca Malatestiana, mentre in contemporanea, per la prima volta,  partiva dallo splendido abitato di Mondolfo la mezza maratona, con circa 700 partenti.

Mezza maratona che, dopo un giro intorno alle mura, prendeva la direzione di San Costanzo per poi entrare nello stesso percorso della maratona.

Quel che più colpisce di questa maratona è l' atmosfera generale gestita con abilità dal presidente Annibale Montanari che ha creato un evento diverso dagli altri, quest' anno anche con diversi punti musicali in prossimità di monumenti e strutture ricettive, dove l'amatore si sente desiderato e coccolato al pari del campione.

La cosa è resa possibile dal numero ancora gestibile di maratoneti e dall'estrema selezione che il percorso causa: si calcola che su un tracciato del genere un atleta possa impiegare anche una quindicina di minuti in più rispetto al suo personale per via dei continui saliscendi che non lasciano respiro.

Non ha avuto comunque paura di questo tracciato il marocchino Youness Zitouni che ha vinto facilmente in 2h27'38" nettamente davanti al senigalliese Cristian Carboni (2h44'21") ed al romagnolo Marco Serasini (2h46'32").

Vittoria italiana invece in campo femminile con l'esperta trailer trentina Simonetta Menestrina (3h06'21") a precedere l'umbra Federica Poesini  (3h07'11") e la triatleta maceratese Denise Tappatà (3h08'04").

Tutto pesarese il podio maschile della mezza dove si è imposto Davide Seri (1h16'18") sull'atleta locale Andrea Barcelli (1h17'47") e sul compagno di squadra Giuseppe Montano (1h17'55"), mentre tra le donne la trentina Federica Stedile (1h25'56") ha surclassato la pesarese Valeria Baldassarri (1h29'26") e l' umbra Giulia Morbidelli (1h37'12").