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Mar 03, 2020 992volte

Antonio Tallarita neo-primatista italiano M60 sulle 24 ore

Tallarita e l'amico rivale russo Sergej Ovchinnikov Tallarita e l'amico rivale russo Sergej Ovchinnikov Roberto Mandelli

L’ingegnere reggiano Antonio Tallarita, dopo sette mesi dall’operazione ad entrambi i piedi per alluce valgo e ricostruzione della volta plantare, è tornato a correre l’Ultramaratona di Helsinki, precisamente la “XIII Endurance 24 h Ultrarun Espoo” del 22/23 febbraio, dove ha conseguito la migliore prestazione Italiana (MPI) della categoria M 60: 199,051 km, 11° su 125 partecipanti.
La precedente MPI era appannaggio del torinese  Domenico Galfione, che alla 24 h di Torino del 2016 aveva percorso 189,934 km. Quasi 10 km in più, ora, per l’atleta di nascita siciliana ma che vive a Reggio Emilia e vanta un personale di 226,335 km.

Chiediamo al protagonista di raccontare questa esperienza.

“Quella di Helsinki-Espoo per me resta una gara di riferimento: da anni rappresenta la mia prima uscita dell’anno. E’ una gara indoor, e come tutte le gare di questo tipo ha un fascino speciale, sia per la particolarità stessa del percorso, ricavato dentro un centro sportivo multifunzionale, sia per gli atleti partecipanti che sono di elevata capacità tecnica. Basta pensare che ad Helsinki ogni anno più di 12 atleti superano i 200 km, mentre in Italia, in una gara di 24 ore, lo fanno meno della metà. Quindi  questa è una gara estremamente competitiva, dura. In questi ultimi anni diversi atleti italiani ci si erano iscritti, e tutti ne sono usciti sconfitti. Non è una gara facile. Per entrarci con la testa occorre tanta determinazione e serenità”.

Appunto, qual è l’approccio giusto per un ambiente chiuso?

Le gare indoor richiedono un approccio mentale diverso rispetto alle normali gare su strada o su pista. Nelle Indoor oltre a non avere riferimenti temporali, giorno e notte - buio e luce, non hai riferimenti tecnici in quanto la temperatura è quasi costante per tutto il tempo. L’aria è secca e quindi per evitare la disidratazione  occorre bagnarsi  continuamente capelli e viso, e lavarsi le mani e le braccia con molta frequenza. Il rischio di disidratarsi senza accorgersene è alto. Pure l’alimentazione è molto importante. Occorre sia bere continuamente (in quanto l’aria secca, dovuta al riscaldamento, asciuga la gola e le labbra), sia mangiare il più possibile cibi semisolidi.

 

Hai avuto un momento in cui hai creduto di non farcela?

L’Ultramaratona è una specialità piena di insidie e di variabili spesso incontrollabili.  Se c’è una cosa che questa tipologia di gare mi ha insegnato è quella di … credere alla resurrezione.  A un tratto sei forte e veloce, e subito dopo sfinito e dolorante da non riuscire a correre. Sei quasi morto e senza energia, ma improvvisamente riprendi a correre come se avessi fatto il riscaldamento. Si! Ho avuto un momento in cui sono entrato in panico. Mancavano 28 km al record ed erano rimaste 5 ore 45 minuti alla chiusura delle 24 ore. Sembrano pochi, 28 km in quasi 6 ore, ma dopo 162 fatti possono essere veramente tanti. Ho promesso a me stesso che quei 28 km li avrei fatto strisciando con le ginocchia. Quella MPI era mia e solo io potevo mancarla. Avevo dato il meglio nei passaggi della 100 km (10 ore 17 minuti), nella 12 ore (114,7 Km) e nella 100 miglia (161 Km in 18 ore), non potevo certo sbagliareil record italiano, per cui mi ero iscritto. Anche questi 3 passaggi intermedi  credo siano le MPI Master 60 (lo lascerò verificare alla IUTA). E’ bastato crederci e sono risorto, al punto da farne 38 di km.

Alla soglia dei 60 anni hai sfiorato i 200 km: un obiettivo  o una opportunità?

Il 3 giugno scorso ero stato operato ad entrambi i piedi contemporaneamente per alluce valgo e per ricostruzione della volta plantare. Molti hanno creduto che difficilmente sarei tornato a correre, e soprattutto a correre le lunghe distanze. Ma io, il Dottor Roberto Bevoni che mi ha operato presso la “Casa di Cura Toniolo”  di Bologna, e mia moglie Gabriella eravamo molto fiduciosi.   Il Dottor Bevoni era stato molto chiaro fin dall’inizio: “Con dei piedi come i suoi, con gli alluci molto sporgenti e una volta plantare ormai inesistente, devo necessariamente fare un intervento fortemente invasivo. Per non modificare la rullata e la fase di spinta è necessario lasciare una traccia di alluce valgo residuo“.  Ci abbiamo creduto, e fiduciosi sono entrato in sala operatoria.

E quando ne sei uscito?

Dopo 45 giorni dall’operazione ho corso il primo allenamento di 3 km, ma i piedi erano troppo gonfi.  Ci ho riprovato al 60° giorno. Altro allenamento, altri piedi gonfi.  Al 90 ° giorno il terzo tentativo. Ero molto ‘legato’, senza tecnica, correvo come se lo facessi sulle uova. Da allora, inizialmente a giorni alterni poi in modo più continuo ho ripreso a correre.  A 6 mesi dall’operazione ho corso la maratona di Reggio Emilia con un discreto 3:42. Risultato non brillante ma soddisfacente.

Ringrazio molto il Dottor Bevoni per essermi stato vicino, stimolo a riprendere la corsa nel più breve tempo possibile. Grande medico lui, grande opportunità per me. Così mi sono iscritto alla 24 h di Helsinki ed ho cominciato a sognare la possibilità di portarmi a casa questo risultato. Un risultato voluto e cercato: anche grazie al Dottor Rocco Fusco della “Tenuta Ippocrate” di Avellino, che con i suoi consigli sull’alimentazione è riuscito a togliermi le problematiche di acidosi, il vomito per stress fisico e per errata alimentazione prima e durante la gara.

Helsinki così è diventata una doppia opportunità. La prima quella della MPI Master 60, l’altra un test per vedere la capacità di resistenza dei miei piedi in previsione del Sicily Ultra Tour.

Già, la prossima sfida. Cosa ce ne dici?

Volentieri. Il Sicily Ultra Tour è una gara di 14 tappe lungo il perimetro della Sicilia. La distanza media da percorrere è di 70 km al giorno. I luoghi di partenza e di arrivo sono tra i più belli e conosciuti turisticamente della Sicilia. Il Sicily Ultra Tour è una gara, ma nello stesso tempo è un viaggio nella storia, nella cultura e nella tradizione della Sicilia. Una gara unica ed affascinante che tocca tutti i sensi umani: vista, udito, olfatto, tatto e gusto. Siamo in Sicilia … ho detto tutto. Sono convinto che verranno degli appassionati: si può partecipare al giro  completo oppure alla singola tappa.
Per maggiori informazioni c’è sito www.sicilyultratour.it

Classifica delle prime posizioni di Helsinki

1          253.958 km      Soikkeli, Jari  Ultrajuoksuseura Sisu            FIN     1970    M        1          M50    1            10.582 283.404 km

2          249.761 km      McGroarty, Edward  Lifford / Strabane AC            IRL     1977    M         2          M40             1          10.407 262.740 km

3          232.378 km      Webb, Ry      Waverley Harriers      GBR    1985    M        3          M23     1          9.682            233.007 km

4          222.558 km      Fredriksson, Therese SOK Knallen              SWE   1986    F          1          W23    1            9.273   223.138 km

5          214.718 km      Hurtig, Petra  Hälle IF          SWE    1979    F          2          W40    1          8.947            221.382 km

6          211.612 km      Jonkka, Matti KU-58             FIN      1996    M        4          M23    2          8.817            211.612 km

7          209.988 km      Glans, Peter   Bålsta IK        SWE    1966    M        5          M50    2          8.750            240.591 km

8          209.967 km      Vierimaa, Milla         West Coast Ultra Runners     FIN     1975    F          3          W40             2          8.749   223.227 km

9          204.505 km      Ahokas, Kati Vegaanijuoksijat        FIN     1978    F          4          W40    3          8.521            212.252 km

10        204.472 km      Eronen, Antti Ultrajuoksuseura Sisu            FIN     1973    M        6          M45    1            8.520   220.503 km

11        199.051 km      Tallarita, Antonio      Green & Sport Gela  ITA     1960    M        7          M55    1            8.294   240.953 km

12        194.452 km      Pilli, Moonika           *Rakvere         EST     1982    F          5          W35    1          8.102            198.259 km

13        192.290 km      Andersen, Stian         BFG Bergen Løpeklubb         NOR   1991    M         8          M23             3          8.012   192.290 km

14        188.530 km      Kämpe, Diana                      DEN    1974    F          6          W45    1          7.855            202.329 km

15        188.297 km      Kesamaa, Liina         Triathlon Estonia        EST     1980    F          7          W40    4            7.846   194.141 km

16        187.350 km      Ovchinnikov, Sergei *Saint-Petersburg       RUS    1978    M        9          M40    2            7.806   193.984 km

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1 commento

  • Link al commento Mercoledì, 04 Marzo 2020 09:14 inviato da Mario Liccardi

    Bravo Antonio, è incredibile che dopo l'operazione di sette mesi fa ad entrambi i piedi tu sia riuscito a raggiungere, ancora una volta, la vetta. Indice di un fisico "bestiale", una volontà ferrea, e una capacità di concentrazione veramente fuori dall'ordinario.
    Una impresa memorabile.

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