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Mar 04, 2020 Vincenzo Carulli 655volte

Cartagine, piccola ma accogliente, una piacevolissima scoperta ...

Non male questa accoglienza al traguardo Non male questa accoglienza al traguardo V. Carulli

23 febbraio - Nella ricerca di nuove destinazioni, la 6^ Carthage Race Marathon (gara AIMS)  ha attirato immediatamente la mia attenzione. La gara si svolgeva infatti proprio attorno all’area archeologica di Cartagine, con partenza ed arrivo nel teatro romano...
L’idea di visitare la Tunisia, la mitica Cartagine, così vicina a noi e presente nella nostra memoria, l’opportunità di vedere quei luoghi, i siti archeologici, correre una gara in un contesto così ricco di storia, beh … è stato un attimo, non potevo perdere l’occasione! 

Preferisco organizzare i miei viaggi in autonomia, e anche stavolta non è stato affatto difficile.
In compagnia di una coppia di amici con i quali abbiamo deciso di condividere questa esperienza, abbiamo prenotato per tempo il volo, un’auto per gli spostamenti ed abbiamo trovato una ottima ed accogliente sistemazione logistica. Nell’area di Cartagine, poco fuori Tunisi, si trovano infatti diverse soluzioni. Noi abbiamo scelto un appartamento molto spazioso con più camere, vicino all’area in cui si svolgeva la gara.
Anche l’iscrizione è stata semplice, gli organizzatori richiedevano il certificato medico e, sul sito, hanno messo a disposizione un modello standard dello stesso, scritto addirittura in tre lingue (francese, arabo ed inglese).
Ho molto apprezzato questa loro attenzione ed apertura, l’idea non era affatto male, quindi ho colto l’occasione per estendere copia dello stesso alla nostra federazione FIDAL, prospettando l’opportunità di formulare un modello similare che includa anche l’italiano. Un modello di certificato, redatto in quattro lingue, quindi anche l’italiano, a mio avviso sarebbe un segno di apertura ed internazionalizzazione, un invito a partecipare agli atleti di buona parte del mondo intero.
A seguito della iscrizione, le comunicazioni e gli aggiornamenti inviati per mail sono stati precisi ed esaustivi, segno di grande serietà ed efficienza da parte degli organizzatori.

In Tunisia, a Cartagine, nel mese di febbraio, il clima è mite, abbiamo avuto temperature davvero piacevoli e serate fresche. Il giorno della maratona ci è capitata una gradevolissima giornata di sole con una temperatura ottimale, di circa 20 gradi. La maratona, con partenza alle 09.00 si è sviluppata attraverso un percorso abbastanza articolato, in partenza dall’antico teatro romano per poi svilupparsi anche nella città su lunghi viali, passando accanto a vari monumenti e siti archeologici, tra cui la grande moschea, le rovine della basilica Damous Karita, il cimitero memoriale USA, le cisterne romane di Malga, il palazzo presidenziale etc., con più anelli per poi finire all’arrivo sempre nel teatro.
Merita evidenziare che quasi tutto il percorso, ad eccezione di brevi tratti lungo i viali accanto il palazzo presidenziale, erano chiusi al traffico, e che tutto il percorso era ben segnalato e presidiato, segno concreto della attenzione riservata agli atleti.
I punti di ristoro sono stati davvero numerosi e generosi, con acqua, sali integratori, frutta fresca e frutta secca, in particolare i datteri … davvero squisiti.
Gli ultimi 195 metri si svolgono con una breve ed indimenticabile salita per poi svoltare ed arrivare al traguardo, facendo ingresso nel teatro, accolti nominativamente dallo speaker e da sorridenti ragazze che ti mettono al collo la bella ed originale medaglia, con la bandiera tunisina ed il Cavallo simbolo di Cartagine. Un momento gratificante, di intensa partecipazione e calorosa accoglienza che i popoli meridionali sanno riservare.

Prova ulteriore di generosità, tantissime foto della manifestazione e dei runners rese disponibili gratuitamente, assieme alle graduatorie e diplomi, sulla pagina facebook della organizzazione.


Ma c’è più di un motivo per visitare la Tunisia. A Cartagine, potrete visitare il quartiere punico della Byrsa, le rovine delle magnifiche ville romane che ancora conservano splendidi mosaici e dalle quali si gode di una vista mozzafiato sul mare, le rovine della prime basiliche in Africa e le Terme Antonine.  Insomma il tempo non vi basterà davvero.
Per coloro che vogliono regalarsi qualche giorno in più, Tunisi è una tappa obbligata. La visita al museo del Bardo, portato purtroppo tristemente alla ribalta dagli attentati del marzo 2015, o - per i più curiosi- una visita alla Medina, immergendosi nella folla di tunisini e turisti che girano per i mercati ….  Ma poi, se qualcuno ha voglia di allontanarsi dal caos delle citta, perché non fare un viaggio di un paio di ore in macchina e visitare El-Jem, dove c’è il terzo anfiteatro romano più grande al mondo … una meraviglia da vedere assolutamente?!

Ho lasciato la Tunisia con un piacevolissimo ricordo, per aver assaporato l’ospitalità, la sensazione di una vita quotidiana senza pressioni, che un po’ ricorda quella dei nostri paesi del meridione negli anni ‘60 e ‘70, il piacere nel ritrovarsi a parlare in italiano con tantissimi tunisini ( lo parlano benissimo), e le serate trascorse nei piccoli ristorantini caserecci dove gustare piatti di pesce freschissimo in compagnia affettuosa e calorosa …
Sto pensando alla Maratona des Oliviers a Sfax ...

 

Hanno concluso la maratona in 61, con vittoria di Philippe Courtnadge (nato nel 1968) in 3.13:36; per le donne di Chafia Hendaoui (classe 1978) in 3.46:29, e secondo posto di Patrizia Locatelli (Runners Bergamo, classe 1972) in 4.34:27. Cinque in tutto gli italiani: Marcello Lazzarin (Atletica Valle di Cembra, classe 1979, 3.28 alla maratona di Reggio) primo della categoria veterani 1 con 3.32:20; poi Roberto Lissana (altro Runners Bergamo, 4.06), Massimo Pelino (4.09); e l’autore di questa corrispondenza (3° dei Veterani 3 con 4.59).

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