Direttore: Fabio Marri

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1° luglio - E’ una scelta sempre molto dolorosa quando si decide di annullare una manifestazione, soprattutto quando questo avviene a due settimane dalla sua “messa in onda”. C’era già tanta attesa per il Valsugana Trail, programmato per il 14 luglio su un triplo percorso comprendente maratona e mezza, tutto disegnato intorno al Lago di Caldonazzo, ma è notizia dell’ultim’ora la cancellazione.

Al di là delle motivazioni, non rese note dagli organizzatori ma facilmente identificabili in un numero non sufficiente di iscrizioni per mettere in piedi un evento organizzativamente difficile, è importante invece sottolineare come tutti coloro che avevano già adempiuto alle pratiche d’iscrizione e soprattutto versato la quota, potranno chiedere il rimborso tramite il sito della manifestazione, con l’augurio che questo si trasformi semplicemente in un arrivederci.

Ecco il post pubblicato dall’organizzazione:

ANNULLAMENTO MANIFESTAZIONE
Con la presente per comunicare la difficile ma necessaria e dolorosa decisione di annullare la manifestazione in programma. Ringraziamo tutti i collaboratori, sponsor, follower, e le persone che ci hanno dato fiducia per questa nuova avventura che purtroppo non ha potuto concretizzarsi a pieno. Il Comitato proporrà per il 2020 nuove iniziative e nuove manifestazioni, ma purtroppo per quest'anno, niente trail. Tutti gli iscritti verranno rimborsati della quota, tramite il sito dedicato alle iscrizioni.
Il Comitato

 

NdD. Annullare una gara a 13 giorni dal suo svolgimento, senza ragioni (di clima, di politica ecc.) è inaudito, e lascia seri dubbi se replicare l’anno prossimo. Pensare che il 6 giugno scorso gli organizzatori ci avevano fatto pervenire un comunicato stampa talmente trionfalistico che avevamo deciso di non pubblicarlo. Il titolo era

Valsugana Trail, una prima da non perdere:  “Una prima edizione che non è una prima edizione: Caldonazzo si prepara ad accogliere il prossimo 14 luglio la novità del Valsugana Trail. Venute a mancare le condizioni per continuare insieme l’avventura del Trail della Vigolana, il comitato organizzatore ha scelto di spostarsi per proporre qualcosa di nuovo, mantenendo però la stessa impostazione tecnica, ossia tre diversi percorsi che abbraccino tutti gli aspetti del trail. I più resistenti potranno sfogarsi sul percorso Marathon, di 42 km per 2.070 metri, chi ama distanze più contenute potrà optare per l’Half Marathon, 21 km per 1.230 metri, infine i meno allenati avranno a disposizione l’Easy Race non competitiva, di 13 km per 360 metri. Si tratta di tre percorsi molto panoramici, impegnativi il giusto, tipici dell’offroad alpino.

L’appuntamento per tutti è in Via Caorso, da dove verranno date le partenze a orari differenziati: la gara lunga scatterà alle ore 8:30, la media alle 9:30, alle 10:00 sarà poi la volta dei non competitivi. A fine gara tradizionale “terzo tempo” con il pasta party che accoglierà alla spicciolata tutti gli arrivati, poi alle 14:30 il via alle premiazioni. Le iscrizioni sono già aperte, al costo di 48 euro per la Marathon, 38 per l’Half Marathon e 15 per la non competitiva con termine fissato per il 7 luglio.
Il percorso salirà verso la Vigolana per poi scendere leggermente e risalire sulla Marzola fino a Susà di Pergine. Un saliscendi senza particolari difficoltà tecniche, ma sempre in mezzo alla natura e nel rispetto di essa, così come da tradizione delle gare trail. Tutta la giornata verrà ripresa dalle telecamere di Radio Webshow che andrà live sui suoi canali e sulla pagina FB. A breve verranno presentate anche altre novità. Per le famiglie, disponibile il servizio babysitter, che si occuperà dei più piccoli con giochi e attività.

 

Ammesso che le quote siano davvero rimborsate (l'organizzazione ha comunicato agli iscritti che rimborserà "al netto delle spese", cioè trattenendo la cresta fatta pagare agli incolpevoli iscritti, e così sta infatti avvenendo in questi giorni) che ne è delle altre spese, magari già affrontate dai concorrenti, per prenotazioni di viaggi aerei, alberghi, e magari vacanze spostate per essere presenti in Valsugana? Davvero della belle "altre novità" come si pretendeva che scrivessimo 25 giorni orsono. [F.M.]

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Anche dietro sollecitazione nostra e dei nostri lettori, il Comitato Organizzatore della LGM ha diramato questo comunicato,  in cui annunciando la prossima edizione cerca di fare il punto sulle inadempienze tuttora ‘aperte’.

La 13esima edizione della Lake Garda Marathon, che Malcesine (VR) ospiterà il prossimo 20 ottobre, è figlia diretta delle vicissitudini dello scorso anno, che portarono prima allo spostamento della manifestazione dal 21 al 28 ottobre per la concomitanza con la giornata elettorale, poi alla cancellazione della gara a 10 minuti dalla partenza in quanto, per il maltempo, non c’erano sufficienti condizioni per garantire la sicurezza dei concorrenti, con alcune strade del percorso che erano state chiuse per l’esondazione del fiume Sarca. Gli eventi di quella triste giornata sono ancora fortemente presenti nell’animo degli organizzatori, tanto che l’allestimento della prova del prossimo 20 ottobre è dettato proprio dalla volontà di consentire il recupero della partecipazione a coloro che avevano versato la quota senza poi poter gareggiare. Gli organizzatori contavano su aiuti pubblici promessi all’atto dello spostamento e della cancellazione che finora non sono ancora arrivati: un centinaio degli oltre 400 iscritti hanno avuto indietro la tassa d’iscrizione (anche se nel regolamento era evidenziato che le quote non erano rimborsabili), altri hanno chiesto di dirottare la quota per il 2019 (e questa opzione è ancora attivabile, basta segnalare all’atto dell’iscrizione di averla già versata per il 2018), per il resto si attendono gli aiuti pubblici promessi per saldare ogni debito. L’allestimento dell’evento del 20 ottobre servirà anche a questo, ma non solo, servirà anche a girare pagina e chiudere un capitolo davvero triste e non voluto.

La maratona, dedicata alla memoria di Michela Ramponi, tragicamente scomparsa proprio il 28 ottobre scorso per la colata di fango avvenuta a Dimaro in Val di Sole, sarà abbinata alle prove su 28 e 15 km, per offrire agli appassionati una vasta gamma di scelte. Il percorso quest’anno cambia notevolmente, coinvolgendo le parti veneta e trentina del perimetro lacustre. La partenza sarà data a Malcesine, precisamente da Piazza Statuto alle ore 9:30, per poi dirigersi verso Torbole sul Garda (arrivo della 15 km e giro di boa per la 28 km) ed Arco prima di fare ritorno a Malcesine, con arrivo a Lido Paina.

La partecipazione alla maratona ha un costo di 45 euro fino al 5 luglio, poi sono previsti aumenti. Nel pacco gara i concorrenti troveranno anche un braccialetto che dà diritto all’utilizzo gratuito dei battelli e degli shuttle bus; all’arrivo a Malcesine presso Lido Paina saranno disponibili docce calde e massaggi.

La mattina di domenica 20 ottobre alle ore 07,00 da Torbole sul Garda partirà un traghetto per coloro che correndo i 15 km partiranno da Malcesine per arrivare a Torbole sul Garda, dove potranno lasciare dunque le loro auto. Per i concorrenti della Lake Garda Long Run e Lake Garda Marathon invece non c’è problema in quanto partiranno da e torneranno a Malcesine dove presto verranno comunicati i parcheggi a disposizione degli atleti.

Per informazioni: Garda Supersport, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., www.lakegardamarathon.com

Riportiamo fedelmente, tuttavia annotando che la formula “anche se nel regolamento era evidenziato che le quote non erano rimborsabili” confonde due cose diverse: è prassi generale quella di non rimborsare le quote se la gara è sospesa durante lo svolgimento, o annullata nell’imminenza per cause di forza maggiore (dunque, purtroppo, chi si è trovato l’anno scorso a correre una non-maratona in quanto accorciata per maltempo, non ha legalmente diritto a rimborso). Ben altro è il caso dello spostamento di una settimana, certamente determinato dall’imprevisto turno elettorale (cioè non dagli organizzatori, sebbene in altri casi sia capitato che le maratone si siano svolte ugualmente: personalmente ricordo Bologna aprile 1996), ma che doveva e deve portare al rimborso per quanti si erano iscritti all’evento del 21 e magari per il 28 avevano altri impegni. Leggiamo l’esperienza di Simona Bacchi e Alessandro Mascia, che al Garda ci sono stati:

“Da bravi collezionisti di maratone,  ci siamo iscritti alla Lake Garda Marathon e alla maratona di Venezia che erano calendariate in due domeniche di ottobre successive l'una all'altra. A poche settimane dalla partenza della maratona Limone /Malcesine, giunge la notizia dello spostamento per cause elettorali nella stessa domenica in cui era già fissata la Venice Marathon. Non avendo il dono dell'ubiquità dovevamo obbligatoriamente fare una scelta; considerando che non avevamo mai fatto quella del Garda, abbiamo deciso di posticipare Venezia al 2019 per essere in quella data alla partenza a Limone. Però quest'evento non era nato sotto una buona stella, perché nella settimana antecedente il maltempo ha iniziato a creare molti problemi. 
La sera prima, tramite social, l’organizzazione  aveva comunicato l'allerta maltempo e dato la possibilità a chi veniva da lontano di rimandarla all'anno successivo. Ormai iscritti (e nell’impossibilità ormai di ripiegare su Venezia) abbiamo deciso di andare ugualmente, consapevoli e preparati che ci potesse essere il rischio di un annullamento. Le nostre paure sono diventate realtà quando lo speaker ha comunicato ufficialmente la riduzione del percorso da 42 a 29 km per l'esondazione del fiume Sarca tra Arco e Riva del Garda.
Però a nostro avviso l'organizzazione qualche pecca l'ha avuta, a  partire dallo spostamento del punto di partenza del battello che da Malcesine avrebbe portato i podisti a Limone; per la comunicazione sempre e solo sui social, pochi minuti prima dell'orario di ritrovo. Le sacche con il cambio all'arrivo erano appoggiate su un campo da basket all'aperto; come unica protezione, un sacco per l'immondizia, dato insieme al pettorale. Come tutti ben sanno, quel giorno non smise mai di piovere (l'acqua alta alla maratona di Venezia è passata alla storia). 
Bisogna ammettere che pur  all’interno di una giornata climaticamente difficile, il percorso, totalmente chiuso al traffico, lascia senza fiato: mai noioso, sempre in riva al lago, splendida la ciclabile a sbalzo". 

Ma c'è chi non poteva andarci e si era avvalso della proposta di rimborso, senza vedersi finora soddisfatta, nemmeno a parole. L’organizzazione ammette di essere indietro con tale adempimento; la nostra lettrice Anna Maria Rizzi commenta:

“Non mi è mai successa una cosa del genere in 12 anni che corro. Ci tenevo tanto a fare questa gara, anche per i meravigliosi panorami, ma ora non la farò mai più. Non posso tollerare di avere scritto mail su mail senza avere mai ricevuto una risposta... ignorata sempre!”.

La speranza di pubbliche sovvenzioni retroattive è piuttosto aleatoria, dunque non resta che auspicare un afflusso di quote di iscrizioni 2019 per sanare i debiti del 2018: una sorta di mini-bot, che però apriranno voragini per l’anno in corso. E la data scelta, seppure già praticata nel passato, non sembra aprire buone prospettive: in quel 20 ottobre ci saranno altre tre maratone (Chianti, Parma, Pescara), più quella di Amsterdam che attira molti italiani; invece, nella domenica precedente (13 ottobre), non è annunciata nessuna maratona sul suolo italiano, orfano ormai irrimediabilmente della maratona di Carpi con cui la Lake Garda, in anni antichi, si poneva in concorrenza (mentre adesso l’unica cosa rimasta in comune sono i rimborsi non erogati). Pure il 6 ottobre, gli eventi annunciati non pare attireranno le folle. Ma ormai le scelte sono fatte.

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Ci è pervenuta per conoscenza questa lettera inviata all’Uisp Pistoia il 3 giugno scorso:

La seguente per comunicarvi che:
vista la totale assenza di sponsor, le elezioni avvenute il 26 Maggio nel comune di Lizzano in Belvedere (ove ci è stato un alto rischio di commissariamento) il quale non può purtroppo venirci in aiuto e le difficoltà  di permessi per chiusura e/o deviazioni di traffico sulle strade interessate da nostra manifestazione, vi annunciamo che, a malincuore, la manifestazione podistica Porretta Terme- Corno alle Scale in programma il 28 Luglio è annullata. Noi come organizzatori siamo comunque disponibili a cederla se qualcuno volesse farla al posto nostro.
Restando a disposizione per eventuali chiarimenti porgiamo
Distinti saluti

Matteo Giovannelli, Laura Ori 

Per chiarire: alle elezioni comunali di Lizzano si è presentato un unico candidato, Sergio Polmonari, sotto il nome di una lista civica, che ha ottenuto il 100% dei 1033 voti validi, senza considerare 250 tra schede bianche o nulle. Ha votato il 66% degli aventi diritto, dunque è stato scongiurato il pericolo della nomina di un commissario prefettizio, che sarebbe scattata se i votanti non avessero raggiunto il 50%.

La gara annullata avrebbe avuto sviluppi di 29,6 e di 15,5 (per il percorso ridotto), ed era organizzata dalla Silvano Fedi di Pistoia. Clamoroso era stato l’episodio dell’edizione 2017, con la “vittoria” dello squalificato Roberto Barbi, cui era stato consentito di correre e che addirittura era stato scortato in gara (fu detto, per errore) da un mezzo dell’organizzazione.

https://www.podisti.net/index.php/commenti/item/1807-a-volte-ritornano-barbi-braccato-da-stefano-la-sorda.html

Dopo di che, la gara era stata riproposta per il 2018, ma fu annullata quasi in extremis con un’altra lettera degli stessi due di cui sopra: 

I sottoscritti organizzatori Matteo Giovannelli e Laura Ori comunicano quanto segue.

Vista la mancanza di fondi, la manifestazione podistica Porretta Terme-Corno alle Scale del 29 Luglio 2018 per il corrente anno è annullata.

Ci scusiamo per la comunicazione un po' tardiva, ma abbiamo voluto provare ogni strada possibile prima di rinunciare.

Cogliamo l'occasione per porgere distinti saluti.

(Il dopo-Barbi non è ancora cominciato…).

 

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Domenica, 16 Dicembre 2018 18:23

Garda Marathon: tutti inghiottiti dal lago?

Molti ricorderanno le vicende che, senza colpe degli organizzatori (salvo forse qualche difetto di comunicazione finale), avevano bersagliato la Maratona del Lago di Garda, inizialmente programmata per il 21 ottobre e poi disputata su percorso ridotto causa maltempo il 28 ottobre.
Ne avevamo scritto esaurientemente anche noi: 
La Lake Garda Marathon sommersa dall'acqua e dalle polemiche, proseguirà?
Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto, dalla nostra lettrice Anna Maria Rizzi, questa segnalazione:

Non so a chi rivolgermi. Mi sono iscritta alla maratona del lago di Garda che doveva essere fatta il 21 ottobre 2018.
E’ stata spostata al 28 ottobre e l’organizzazione aveva promesso il rimborso delle quote per chi non fosse riuscito a partecipare con la nuova data.
A tutt’oggi non ho ricevuto nessun rimborso (per l’esattezza, di due quote, RIZZI e PIAZZA); ma non solo: scrivo mail quasi ogni giorno e non ricevo nessuna risposta; ho telefonato e nessuno ha risposto.

Abbiamo provato a rivolgerci anche noi agli indirizzi che conosciamo, della maratona e del suo presidente Stefano Chelodi. Per ora, silenzio.

Pubblicando questo pezzo, intendiamo anzitutto sapere se ci sono altri casi del genere di rimborsi dovuti e non effettuati, poi naturalmente lasciare lo spazio per la replica agli interessati. Se davvero sono “interessati”.

Di Carpi ne basta una sola, no?

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La 12^ edizione della Lake Garda Marathon è stata letteralmente rovinata dal maltempo: dopo il posticipo di una settimana per via delle elezioni provinciali di Trento, imposto dal Commissariato del Governo onde “garantire l'esercizio del voto (costituzionalmente sancito e di livello superiore ad ogni altro diritto” (che già aveva portato la Lake Garda a collidere nientemeno che con Venezia oltre ad altre maratone minori nel Nord Italia), le piogge e la  conseguente esondazione del Sarca che ha invaso il tratto di ciclabile tra Torbole e Arco, una porzione del percorso che i runner avrebbero dovuto percorrere, hanno  portato all’annullamento della Torbole Night Run del sabato sera e, su ordine della Protezione Civile, della Maratona ‘integrale’ di domenica mattina.
Si sono disputate soltanto la Garda Run di 30 km, di fatto ridotta a 27 km, e il Memorial Stefano Ballardini di 15 km, non competitivo.

La decisione è stata annunciata poco prima della partenza da Limone, suscitando la reazione di tanti podisti, soprattutto francesi, secondo i quali gli organizzatori sapevano che il maltempo avrebbe costretto alla riduzione del percorso ma non hanno detto nulla sino all’ultimo istante.

Stefano Chelodi, presidente di Garda Supersport Srl, organizzatore della gara, ha dichiarato: “E’ scoppiato un putiferio e sono volati anche insulti nei nostri confronti. Probabilmente è stato frainteso un post che abbiamo pubblicato sabato sui social chiedendo ai partecipanti se volevano posporre la partecipazione al 2019. Al di là di questo comunque è andato tutto bene e abbiamo liberato le strade anche prima del previsto”.

Già lo spostamento di data della settimana prima aveva ridotto di 468 unità gli iscritti, divenuti dunque 1100 (sommando le varie distanze): i partenti alla fine sono stati 950, provenienti da 27 nazioni, rispetto alle 31 iniziali. A chi non poteva presenziare il 28 era stato offerto il trasferimento dell’iscrizione alla 10 km di Bardolino (25 km da Malcesine).

Sempre Chelodi ha commentato che i fatti di quest’anno portano alla necessità di una “una riflessione profonda per capire se e cosa fare in futuro. La burocrazia non ci aiuta e anche le associazioni locali che abbiamo interpellato non ci hanno fornito alcun sostegno. Siamo tutti volontari anche noi, lo facciamo per il territorio».

Si salva il lato benefico della manifestazione, con l'associazione di Malcesine “Un Sorriso Solidale”, che ha potuto comunque ricavare dei fondi per la propria opera di volontariato. “Unica nota positiva, e comunque non è poco – aggiunge Chelodi - è che in ogni caso daremo una mano a Beatrice tramite "Un Sorriso Solidale", per cercare, come avevamo detto, di garantire le cure a questa bambina di 9 anni. Speriamo possa rendersi autonoma nel camminare a breve: il nostro contributo non è mai stato messo in discussione e di certo non si ferma a causa del meteo”.

Massimo Leonardi (X- Bionic Running Team) ha vinto la Garda Run in 1h38:42 su Juri Radoani (S.A. Valchiese), secondo in 1h1:07, ed Emiliano Mazzarini (Ssd Tremalzo), terzo in 1h41:10.

Tra le donne si è imposta Diana Dardha (Atletica Alto Garda e Ledro) in 1h54:55, su Monica Carlin (GS Valsugana Trentino), seconda in 1h54:56, e sulla francese Etienne Loisel (A Caen La Forme), terza in 1h55:13.

503 i finisher; 161 nella 15km.  Nel 2017 erano stati 328+312 nelle due gare maggiori, circa 440 nella non competitiva.

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Giovedì, 25 Ottobre 2018 20:03

Ottobre, cadono le foglie e le corse

Sette mezze maratone e due maratone annullate nel mese di ottobre, si tratta di un’epidemia ?

Partiamo dalla Maratona di Lucca in programma il 21 ottobre.

Il 6 maggio la Mezza maratona aveva visto 1108 classificati con un saldo negativo di 267 partecipanti rispetto al 2017, la Maratona lo scorso anno aveva visto al traguardo 345 classificati; probabilmente le previsioni di quest’anno saranno state poco allegre e gli organizzatori hanno ripiegato su una gara di 10 km omologati.

Cambio di gara anche per la 22^ Mezza maratona dei 5 Castelli di Bedizzole del 14 ottobre, lo scorso anno 421 classificati: divenuta trail di 17,5 km.

Trasloco annunziato per la 5^ Maratona e Mezza maratona delle Cattedrali di Giovinazzo in programma il 28 ottobre, poi spostata a dicembre infine rinviata al 5 maggio 2019, almeno così è scritto sul sito. Per la cronaca lo scorso anno i partecipanti furono 512 alla Maratona e 318 alla Mezza maratona..

La Mezza maratona di Sciacca, alla terza edizione in programma il 7 ottobre, chiede alla FIDAL di spostarsi a Ribera il 23 dicembre con passaggio dell’organizzazione alla Athlon Ribera, 596 classificati nel 2017: si aspetta risposta.

Cancellato anche il sito della Mezza maratona di Gallarate del 14 ottobre, lo scorso anno furono 629 i classificati.

La Mezza maratona del Fucino, in programma il 28 ottobre, già quattro anni fa dette forfait e il GS Marsica si sciolse passando la palla l’anno dopo al GS Avezzano; ma dopo tre anni deludenti - lo scorso anno si videro al traguardo solo 209 arrivati – ha deciso di gettare la spugna.

Diversi i guai della Sardegna: l’11^ Mezza maratona di Assemini del 14 ottobre è stata rinviata per rischio idrogeologico a seguito del nubifragio che ha investito l’isola, 262 i classificati del 2017.

Sempre per il maltempo rinviata la Mezza maratona di Ozieri, con 198 concorrenti nel 2017.

 

Sembra un bollettino dei caduti in guerra, cosa sta succedendo ?

Abbiamo più volte denunciato l’esosità della FIDAL: la tassa minima da pagare nelle Mezze è 900 euro e nelle Maratone 1500, a cui bisogna aggiungere la tassa partecipazione gare, un euro per ogni classificato, con tutti i rischi imprenditoriali a carico dell’organizzatore, che ha pochissimo margine di movimento su un modulo standard da compilare e rispettare alla lettera, con la spada di Damocle di una partecipazione sotto le previsioni che porta al “profondo rosso”.

Dopo sei anni di assenza la Mezza maratona dell’Abate Guglielmo a Volpiano (TO) ha provato a rientrare il 21 ottobre e ha visto al traguardo 178 arrivati, non compensati economicamente dai 160 della 10 km. Ci riproverà nel 2019 ?

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Oggi siamo in compagnia di Danilo Goffi, olimpionico azzurro che vanta nel suo palmares anche una medaglia di bronzo in maratona ai campionati europei, oltre a tanti altri successi individuali e di squadra.

Ciao Danilo, parlaci delle iniziative della Tua nuova società, la ASD Almostthere

La prima era “Track&Friends”, una riunione di atletica, domani al Campo sportivo milanese “XXV Aprile”, ma abbiamo deciso di sospenderla. Tuttavia non è una rinuncia. Anzi. È un rilancio. Ci si rivede ad Aprile 2019 nell'ambito della seconda edizione di "una settimana di corsa", che si arricchirà di numerosi appuntamenti in più in agenda, tra cui spicca e brilla, la Milano Marathon, che va di fatto a inserirsi con le due gare, individuale e staffetta, come degna chiusura di quella che di fatto diventerà la settimana più importante, coinvolgente e intensa mai vista nella corsa a Milano e probabilmente in Italia.

Qual è la caratteristica peculiare di “Track&Friends”?

La sfida di Track&Friends è di portare in pista gli amatori, i runner più o meno occasionali. La corsa deve ritrovare nella pista la sua cornice più aspirazionale e "ispirazionale". In pista non vogliamo vedere solo pro ed elite, ma anche chi non si è mai messo ai blocchi di partenza di un mille o in tremila. Non è facile, e c'è bisogno della volontà di tutti: Federazione, associazioni, allenatori. Noi di Almostthere ci mettiamo volentieri a disposizione per fare sistema. Appuntamento quindi ad Aprile 2019.

“ThirtyTraining” invece è confermata?

Confermatissima. ThirtyTraining, longrun di 33km, è un autentico caso studio. Quando tre eversivi del running 2.0 come me, Michele Ronzulli ed Ippolito Alfieri ci siamo riuniti, sognavano in grande ma non potevano immaginare che intorno a questa gara-allenamento si potesse accendere un tale entusiasmo.
Terza edizione, 6 ottobre, sempre da Pavia a Milano, partendo in treno da Milano, e tornando di corsa. Sei ristori, servizio scopa, servizio borse, ristoro finale. Ed ovviamente pacer, per sei diverse andature, coordinati dal sottoscritto.

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«Ci sono responsabilità penali a cui vanno incontro gli organizzatori - dice Andrea Mazzola, a nome del gruppo fondatore dell’evento che comprende anche Roberto Conforti, Paolo Spagnoli e Giorgio Soggia - e proprio per questo non ce la siamo sentiti di proseguire con questa splendida avventura. Non si tratta di denaro, non sarebbe stato un problema  spendere circa mille euro per mettere a punto un piano sicurezza adeguato, ma c’è ben altro». Con queste parole, Ivreachecorre ha chiuso i battenti.

Sette anni fa un gruppo di amici aveva dato vita alla manifestazione non competitiva e ludico-motoria, che aveva incontrato l’apprezzamento degli eporediesi arrivando ad una partecipazione, nel 2017, di 1400 podisti di tutte le età sui 5 km, che partivano da Piazza Ottinetti per attraversare il centro della città dalle rosse torri.

Solo una decina di giorni fa avevo segnalato la sofferenza di molti organizzatori di fronte alla «Circolare  Gabrielli»;  un amico che organizza una non competitiva tra pochi giorni, mi ha detto che ha dovuto redigere un piano sicurezza di 12 pagine, e non basta, perché il piano deve essere sottoscritto da un professionista abilitato iscritto all’albo, mentre lui ha dovuto presentare una dichiarazione in cui garantisce che sono state attivate tutte le procedure inerenti la gestione della sicurezza.

Al di là del burocratese, è chiaro che se qualcosa va storto l’organizzatore finisce nei guai: dal punto di vista civile è coperto dall’assicurazione, ma dal punto di vista penale no, a meno che non dimostri che tutto quanto previsto dal piano di sicurezza è stato scrupolosamente attuato. E a parte il fatto che non tutti gli organizzatori hanno mille euro da aggiungere al conto, la possibilità di processi penali (e di sanzioni che poi possono essere anche civili) induce tanti a desistere.

È abbastanza diffusa la pratica di far firmare una dichiarazione di esonero di responsabilità da parte dei partecipanti, ma va detto a chiare lettere che non ha alcun valore legale, in quanto le norme di pubblica sicurezza non sono negoziabili tra le parti.

Eppure… le manifestazioni podistiche sono una grande base di aggregazione, spesso sostengono iniziative benefiche, sono un modello di sana attività non solo motoria: devono morire di burocrazia?

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Venerdì, 15 Dicembre 2017 17:28

Torinesi, siete pochi: state a casa!

Tempi duri per il podismo torinese: la gara più importante di domenica 10 dicembre era senza dubbio la Royal Half Marathon di Enzo Caporaso, anche se nel 2016 aveva dovuto subire la concorrenza di Un Po di corsa, raggranellando solo 209 classificati contro i 2200 della concorrente. Quest’anno le due gare avevano trovato l’accordo, Un Po  il 3 e Royal il 10 dicembre, e  si contava su una partecipazione consistente.

A soli quattro giorni dallo svolgimento della gara il Comune di Torino ha revocato il permesso per motivi di ordine pubblico (?!). In realtà, l’assessore allo Sport Roberto Finardi ha chiarito meglio il problema: “La sicurezza non c’entra, ma con quei numeri non puoi mandare i vigili a bloccare il traffico, se no dovresti farlo fuori dalla chiesa a ogni battesimo !”

Il progetto del Comune è di disciplinare le manifestazioni podistiche suddividendole in tre fasce: solo le Elite potranno avere una origine o uno sviluppo nel centro cittadino, le altre possono benissimo svolgersi nei parchi (a Torino ne abbiamo almeno una dozzina) o in periferia.

Solo in città quest’anno si sono organizzate 25 manifestazioni tra competitive e non competitive: le più frequentate, 15000 alla Just the woman I am, e 8000 alla Stratorino. Delle competitive solo sette possono rientrare nell’Elite, assommando da 5000 a 700 partecipanti, più o meno.

A parte il comprensibile disappunto dei podisti, bisogna ammettere che forse c’è troppa abbondanza di manifestazioni, almeno a Torino: una ogni due domeniche,  con  gli automobilisti sempre più insofferenti e (bisogna dirlo) non con tutti i torti.

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