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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

3 Ottobre - Dopo la Berlino dei 25000 della settimana scorsa, ecco il ritorno della London Marathon (World Athletics Elite Platinum Label)  con quasi 40mila partecipanti che si sono presentati al via nel Parco di Greenwich: l’etiope Sisay Lemma e la keniana Joyciline Jepkosgei sono i vincitori della 41^ edizione  rispettivamente in 2h04:01 e 2h17:43. 

La gara maschile non registra particolari avvenimenti fino al 35° km con il gruppo di testa formato da Kipchumba, Legese, Eriku, Geremew, Chebet e Lemma, che procede a buon ritmo (passaggi al 5° km in 14:33, al 10° in 29:31, al 15° in 43:52, alla mezza in 1h01:25, al 25° in 1h12:39, al 30° in 1h27:19, al 35° in 1h2:18). Proprio Lemma, rientrato in testa da poco dopo un breve cedimento, si produce in un’accelerazione, che spacca il gruppo: il 31enne etiope va così a vincere la gara, precedendo Vincent Kipchumba, secondo in 2h04:28, e Mosinet Geremew, terzo in 2h04:41. 

Anche al femminile, partenza controllata con il gruppo di dodici atlete che passano alla mezza in 1h08:51 (passaggi precedenti: 16:21 al 5° km, 32:42 al 10°, 49:07 al 15°); a breve il gruppo di testa si riduce a 6 protagoniste:  Kosgei, Jepkosgei, Azimeraw, Salpeter, Bekere e Yimer (passaggi: 1h21:19 al 15°, 1h37:29 al 30°, 1h53:57 al 35°). Ma, come tra gli uomini, la svolta della gara è proprio al 35° km, quando la 28enne Joyciline Jepkosgei (che aveva già vinto New York nel 2019), vola verso il successo, precedendo le etiopi Degitu Azimeraw, seconda in 2h17:58, e Ashete Bekere, terza in 2h18:18. 

Da notare che Jepkosgei ha vinto a Londra proprio nel giorno in cui ha perso il record del mondo sui 10km su strada, migliorato da Kalkidan Gezahegne del Bahrain a Ginevra. Per la keniana la consolazione che il tempo ottenuto a Londra rappresenta il terzo di ogni epoca nella capitale britannica e il settimo nella classifica mondiale di sempre sulla distanza. 

Classifica 

Uomini
1 Sisay Lemma (ETH) 2:04:01
2 Vincent Kipchumba (KEN) 2:04:28
3 Mosinet Geremew (ETH) 2:04:41
4 Evans Chebet (KEN) 2:05:43
5 Birhanu Legese (ETH) ) 2:06:10
6 Shura Kitata (ETH) 2:07:51
7 Philip Sesemann (GBR) 2:12:58
8 Josh Griffiths (GBR) 2:13:39
9 Matt Leach (GBR) 2:15:31
10 Andrew Davies (GBR) 2:15:36

Donne
1 Joyciline Jepkosgei (KEN) 2:17:43
2 Degitu Azimeraw (ETH) 2:17:58
3 Ashete Bekere (ETH) 2:18:18
4 Brigid Kosgei (KEN) 2:18:40
5 Lonah Chemtai Salpeter ( ISR) 2:18:54
6 Valary Jemeli (KEN) 2:20:35
7 Joan Chelimo Melly (KEN) 2:21:23
8 Zeineba Yimer (ETH) 2:21:40
9 Tigist Girma (ETH) 2:22 :45
10 Charlotte Purdue (GBR) 2:23:26

Nuovo primato italiano sui 10 km su strada: Pietro Riva, a Ginevra, ha corso in 28.06 migliorando di due secondi il precedente limite tricolore detenuto da Meucci e Faniel (28:08).

Il 24enne piemontese delle Fiamme Oro, allenato da Stefano Baldini, si è infatti classificato al quarto posto nel “The Giants Geneva”, primo degli europei, alle spalle dei keniani Kibiwott Kandie (primatista del mondo della mezza maratona), che si  imposto in 26:51, Felix Kipkoech, secondo in 26:57 e Boniface Kibiwott, terzo in 27:13.

Dietro Riva sono il francese campione continentale dei 10.000 su pista Morhad Amdouni, quinto in 28:32, e l’altro azzurro Yohannes Chiappinelli (Carabinieri), settimo in 28:47, primato personale. Undicesimo in 28:59 lo svizzero Julien Wanders, primatista europeo dei 10 km e della mezza.

Tra le donne, primato mondiale di Kalkidan Gezahegne, 30enne atleta del Bahrein (nata etiope), medaglia d’argento olimpica, prima in 29:38, che migliora il precedente di Joyciline Jepkosgei (29:43 a Praga nel 2017). Seconda la keniana Agnes Tirop in 30:20, davanti alla connazionale Celliphine Chespol, terza in 30:28.

Annullata la Mezza Maratona di Bari del prossimo 24 ottobre. Ecco il comunicato degli organizzatori sul relativo profilo Facebook:

“FollowYourPassion é costretta, con estremo rammarico, a comunicare a tutti gli atleti che per motivi di carattere organizzativo, indipendenti dalla nostra volontà, l’edizione 2021 della Ganten Bari21 Half Marathon non può essere svolta.

Il comitato organizzatore ha provato in questi mesi a trovare soluzioni che consentissero il corretto svolgimento della gara, ma purtroppo non sussistono ad oggi le condizioni necessarie ad uno svolgimento dell’evento in sicurezza e completa efficienza.

Siamo estremamente dispiaciuti, ma i nostri sforzi saranno ancora più determinati per riuscire a tornare a Bari il prossimo anno con un evento in grado di essere all’altezza delle migliori aspettative di ciascuno di voi e di tutti noi.

I prossimi giorni sarà nostra cura dare comunicazioni di dettaglio circa le modalità di gestione dei rimborsi delle quote d'iscrizione già versate”.

 

26 Settembre - La natura, gli amici, la voglia di ritrovarsi, la voglia di correre, il bisogno di sentirsi vivi: a favorire tutto ciò la sempre ottima regia de La Fenice Casamassima che ha organizzato la terza edizione del Trail di Mercadante.

L’Agriturismo Masseria Chinunno è stato il quartier generale dell’organizzazione che ha poi liberato i partecipanti negli splendidi scenari del Bosco di Mercadante, tra Cassano Murge e Altamura.

328 (48 le donne) gli iscritti alla gara competitiva di circa 20 chilometri, ai quali si sono aggiunti oltre 200  partecipanti alla camminata non competitiva di 10 chilometri.

Ampi parcheggi, bagni puliti, il bar della struttura hanno rappresentato i primi aspetti positivi di questa manifestazione; velocissimo anche il disbrigo delle pratiche burocratiche d’iscrizione, affidato alla sapiente competenza di Vito Candela e soci della società Icron.   

Inutile descrivere il rispettoso ossequio delle norme anticovid, con rilevazione di temperatura, controllo del green pass, obbligo di indossare la mascherina negli spazi più affollati.

Splendido davvero il clima di festa, di sincera amicizia, a dimostrazione che il popolo dei corridori rappresenta davvero un’isola felice nel difficile mondo odierno.

Alle 8,50 circa l’appello dei giudici a presentarsi sotto il caratteristico arco di partenza in legno, con balle di fieno a indicare la direzione nei primi metri. Anche qui controllo severo affinché tutti indossino la mascherina per i primi 500 metri e, in perfetto orario, il via.

Logicamente aspro ma non eccessivamente tecnico, il tracciato, in un misto di salite e discese, sentieri pietrosi, passaggi stretti, quelle solite difficoltà tipiche di un trail, godendo dell’aria buona del bosco e di visioni da cartolina.

Intanto, dopo pochi minuti, il via anche per i camminatori, su un tracciato che impedisce il sovrapporsi con i competitivi, per la sicurezza e felicità generale.

Alla sua prima esperienza “in natura” è Michele Uva (Free Runners Molfetta) a tagliare per primo il traguardo, come sempre sorridente, in 1h23:13, festeggiatissimo dalle sue donne Sara (moglie), Carlotta e Matilda (stupende figliole).

Un minuto circa ed ecco giungere Saverio “Verio” Scattarelli (Montedoro Noci), secondo in 1h24:21, seguito dal lucano Gianluca De Giorgi (Team Sport Barletta), terzo in 1h24:57.

Qualche problemino si riscontra nell’indicazione del giro finale da compiere prima di giungere al traguardo, con alcuni atleti richiamati prontamente a completare l’esatto tracciato, senza peraltro alcuna considerevole variazione di posizione in graduatoria.     

Michele Di Croce (Runcard) è quarto in 1h25:01, seguito da Vittoria Braico (Podistica Taras), quinto in 1h27:12, Michele Cassano (Barletta Sportiva), sesto in 1h27:14, Ignazio Pinto (Gravina Festina lente!), settimo in 1h27:26, Antonio Rosario Pinto (Correre è salute Mottola), ottavo in 1h28:00, Giuseppe Scarci (Smart Runners Gravina), nono in 1h29:18, e Domenico Giuliani (Team Pianeta Sport Massafra), decimo in 1h29:22.

Tra le donne, sorpresa delle sorprese, taglia per prima il traguardo Lavinia Orlando (DOF Amatori Turi), affermandosi in 1h35:34, lasciandosi alle spalle la grande favorita della vigilia, la specialista Lidia Mongelli (Atletica CorrerePollino), seconda in 1h38:01.

Onori alla bravissima Lavinia, che non ha mai mollato, ci ha creduto e ha vinto meritatamente, ma qualche problema deve essere sorto per l’ottima Lidia, giunta al traguardo non certamente soddisfatta, almeno da quanto traspariva dalla sua mimica facciale.

Terzo posto per Emma Delfine (Nadir on the road Putignano), in 1h41:34 a precedere Vittoria Elicio (Atletica Amatori Corato), quarta in 1h48:05, e Carmen Albani (Atletica Polignano), quinta in 1h48:19, stesso crono di Francesca Romana Campanale (Running Cassano Venti18), sesta.

Lorenza Verdura (Gravina Festina Lente!), attesa dalla splendida Nicole, è settima in 1h52:57, a precedere Antonella Favale (Gioia Running), ottava in 1h53:07, Patrizia Carriero (I Bitlossi Monterun), nona in 1h55:16, e Rosa Lombardi (Taranto Sportiva), decima in 2h04:05.

293 i finisher, tra cui 42 donne, in rappresentanza di 73 società tra le quali ha vinto per numero di arrivati la Aqquanvue Trail Running con 17 atleti, seguita da Avis in Corsa Conversano (14) e Murgia Marathon Santeramo (13).

Ma il top della manifestazione è nel “terzo tempo”, come oramai si suole dire: con la consegna del pacco gara che contiene fra l’altro un’utilissima bandana, si ritirano anche il buono pranzo e il buono vino.

E davvero di pranzo si tratta: una mega porzione di cavatelli con ceci, una porzione di baccalà fritto, una confezione di uva senza semi, e vino a volontà… il tuto mangiando comodamente sui tavoli della masseria, in ottima compagnia, che rende il cibo più buono, mentre un’orchestrina swing rallegra tutti con significativi brani.

Mancano le premiazioni finali, ed ecco la voce di speaker Paolo Liuzzi, sempre brillante e capace di intrattenere ed allietare al meglio il pubblico, che richiama l’attenzione. Sul palco/podio naturale costruito con balle di fieno e assi di legno, si comincia con il podio femminile, per passare a quello maschile e via via a tutti i migliori per fasce di età, fino ai donatori. Per tutti, premi tecnici, per la maggior parte buoni da spendere presso Decathlon Bari, lo sponsor della manifestazione. Chiudono le società (premiate con targhe), gli sponsor e alcuni collaboratori.

Prima dei saluti, il doveroso saluto del presidente de La Fenice, la società organizzatrice, Paolo Logrillo, persona di molti fatti e poche parole, che evidenzia la voglia di aver voluto organizzare per ripartire, il “tentativo” di averlo fatto al meglio e il ringraziamento a tutti i presenti.

E’ davvero finita, con l’ideale abbraccio agli organizzatori, la speranza è che possano seguire tante altre manifestazioni come questa e che presto si possa ritrovare la nostra semplice, continua ed attiva normalità.     

26 Settembre - Dominio etiope alla 47^ edizione della Maratona di Berlino: vince Guye Adola in 2h05:45 tra gli uomini, imitato in campo femminile dalla connazionale Gotytom Gebreslase, prima in 2h20:09. 

Secondo il keniano Bethwell Yegon in 2h06:14, solo terzo Kenenisa Bekele (tre volte vincitore di questa manifestazione) in 2h06:47, partito nel tentativo di migliorare il record del mondo, che pertanto resta saldamente in possesso di Eliud Kipchoge che lo stabilì tre anni fa proprio a Berlino in 2h01:39. 

Da segnalare soprattutto il ritorno di una maratona dai grandi numeri con 24.796 partenti provenienti da 139 Paesi (889 gli italiani), tanto pubblico ad applaudire ai bordi delle strade. 

Gara maschile dall’andamento strano, quasi pazzesco, con la prima metà corsa con passaggi al di sotto del record del mondo, alla mezza in 1h00:48, il più veloce di sempre in una maratona. 
Ma, nella seconda parte, forse anche per la temperatura che sale unitamente all’umidità, il ritmo cala... 

Per essere precisi, il gruppo di testa (oltre alle tre lepri) formato da Bekele, Abraham Kipyatich, Guye Adola, Philemon Kacheran, Abraham Kipyatich, Tesfaye Lencho e Olika Adugna, è passato al 5° km in 14:22 e al 10° in 28:47. 

Al 15°, passaggio in 43:12, si è staccato Adugna; al 17° si è staccato Bekele, fino a raggiungere un distacco di 12 secondi dai 4 fuggitivi alla mezza.   

Ma, man mano, approfittando del ritmo che scende, dopo il passaggio al 25° in 1h12:36, il gruppo di testa vede il graduale rientro di Bekele, fin quando, al passaggio al 30° km, son rimasti in testa solo proprio Bekele, l’etiope Adola e il keniano Philemon Kacheran (passaggio in 1h27:48).   

Ben presto cede anche Kacheran, mentre si avvicina l’altro keniano Bethwel Yegon, che alla mezza aveva un ritardo di 1’26”. Al 34° km rallenta e si stacca Bekele, mentre Yegon è vicinissimo ad Adola. Al 38° sono affiancati, ma dura poco, perché al 40° cede anche Yegon, lasciando campo libero ad Adola, che va a tagliare solitario il traguardo posto nei pressi della Porta di Brandenburgo.    

Il 30enne etiope, alla quarta maratona della carriera (miglior tempo a Berlino, al debutto, nel 2017, in 2h03:46, quando fu secondo dietro Eliud Kipchoge), si afferma chiudendo con il tempo vincente più lento dal 2009 (seconda parte in 1h04:57).  

Gara regolare tra le donne, che registra il successo al debutto sulla distanza della Gebreslase in 2h20:09, ottava prestazione di sempre a Berlino, davanti alle connazionali Hiwot Gebrekidan (vincitrice della Maratona di Milano il 16 Maggio in 2h19:35), seconda in 2h21:23, e Helen Tola (2h23:05). 

Anche la gara femminile è cominciata con un ritmo da record del percorso (2h18:11 della keniana Gladys Cherono nel 2018), con il gruppo di testa composto da sei atlete che è passato al 5° km in 16:30.e al 10° in 33:03.

Gruppo di testa ridotto a quattro (Gebrekidan, Gebrselase, Helen Tola e Fancy Chemutai) con passaggio alla mezza in 1h09:19, ma il ritmo comincia a rallentare.

Al 25° sono rimaste in testa Gebrselase e Gebrekidan (passaggio in 1h22:06), al 30° sono ancora affiancate in 1h38:26, ma al 35° (passaggio in 1h54:54) va via Gebrselase, sfruttando anche il rallentamento deciso di Gebrekidan che le permette di imporsi.

Classifica

Uomini
1 Guye Adola (ETH) 2:05:45
2 Bethwel Yegon (KEN) 2:06:14
3 Kenenisa Bekele (ETH) 2:06:47
4 Tadu Abate (ETH) 2:08:24
5 Cosmas Muteti (KEN ) 2:08:45
6 Philemon Kacheran (KEN) 2:09:19
7 Okbay Tsegay (ERI) 2:10:37
8 Bernard Kimeli (KEN) 2:10:50
9 Hidekazu Hijikata (JPN) 2:11:47
10 Osea Kipkemboi (KEN) 2:12:25

Donne
1 Gotytom Gebreslase (ETH) 2:20:09
2 Hiwot Gebrekidan (ETH) 2:21:23
3 Helen Tola (ETH) 2:23:05
4 Edith Chelimo (KEN) 2:24:33
5 Shure Demise (ETH) ) 2:24:43
6 Fancy Chemutai (KEN) 2:24:58
7 Izabela Paszkiewicz (POL) 2:27:41
8 Ruth Chebitok (KEN) 2:28:18
9 Rabea Schoneborn (GER) 2:28:49
10 Martina Strahl (SUI) 2:30:37

19 Settembre - La 38^ edizione dell’Half Marathon del Piceno Fermano, con partenza e arrivo sul Lungomare Gramsci di Porto San Giorgio, registra il successo di Francesco Raia (ASD Podistica New Castle Castellalto) in 1h15:06, che precede Angelo Amoroso (Atletica Civitanova), secondo in 1h16:41, e Nazzareno De Fulgentis (I Podisti di Nemo), terzo in 1h17:17.

Tra le donne, splendida affermazione della barese Francesca Riti (Montedoro Noci), che taglia il traguardo in 1h22:17, undicesima assoluta, migliorando il primato personale di oltre 5 minuti. Secondo posto per Silvia Luna (Grottini Team Recanati) in 1h25:59, che precede Giorgia Cilla (CUS Camerino), terza in 1h29:21. 207 i finisher, tra cui 31 donne.

Nella manifestazione organizzata dalla ASD Valtenna era prevista anche una 10,5 km, conclusa da 164 atleti, che ha registrato i successi di Domenico Caporale (Dynamyk Fitness Palo del Colle) in 38:11 e Francesca Bravi (Grottini Team Recanati), in 40:03.  

Maratona con giallo finale la 38^ edizione della Vienna City Marathon: l'etiope Derera Hurisa taglia per primo il traguardo in 2:09.22, ma è poi squalificato a causa delle scarpe che calzava, con il successo passato così al secondo arrivato, il 25enne keniano Leonard Langat, giunto con tre secondi di ritardo.
Hurisa ha infatti corso con un paio di Adidas Prime X con uno spessore massimo della suola di 50 mm. superiore ai 40mm previsti dal regolamento di World Athletics: primo caso di squalifica in una grande maratona internazionale causa scarpe. Sembra che l’atleta abbia scelto di correre con le sue scarpe d’allenamento, pur avendo indicato nel modulo presentato ai giudici un modello regolamentare.

Il podio è stato completato dal 22enne etiope Betesfa Getahun, secondo in 2:09:42, e dal pari età keniano Edwin Kosgei,, terzo in 2:10:10,

Il gruppo di testa è transitato alla mezza in 1h03:41 e al 30° km in 1h30:33 (proiezione finale da 2h07:30), ma ha poi rallentato anche a causa dell’elevata temperatura.
Primo italiano Federico Bordignon, diciottesimo in 2h33:03.

In campo femminile, gran esordio sulla distanza per la keniana Vibian Chepkirui, che ha vinto in 2:24.29, stabilendo il record del tracciato. Secondo posto per la etiope Meseret Dinke in 2h25:31, seguita dalla connazionale Gelete Burka, terza in 2h25:31. Quarta la svizzera Fabienne Shlumpf in 2h26:31, 12^ un mese fa alle Olimpiadi di Tokyo.

Passaggio alla mezza (Chepkirui e Dinke e Burka) in 1h10.47, mentre al 30° Chepkirui era già sola in 1h40:37.

Da segnalare che Chepkirui, come altri atleti keniani, tra cui Langat, è stata costretta il giovedì precedente la gara a dormire per terra nell’aeroporto di Doha, a causa della perdita della  coincidenza per Vienna, causa un ritardo nel volo proveniente dal Kenya, senza alcun intervento della compagnia responsabile.

Prima  italiana Elisa Comisso in 2h57:25, anche qui dopo aver risolto il giallo di Lisa Carraro, inizialmente data in classifica in ottava posizione in 2:44:38, per poi scoprire che l’atleta si era precedentemente ritirata.

3056 gli arrivati (610 donne).

Classifica uomini

1. Leonard Langat (KEN) 2:09:25
2. Betesfa Getahun (ETH) 2:09:42 
3. Edwin Kosgei (KEN) 2:10:10 
4. Kento Kikutani ( JPN) 2:10:37 
5. Samwel Kiptoo (KEN) 2:11:16
6. Tadesse Abraham (SUI) 2:12:26 
7. Yuta Koyama (JPN) 2:17:20
8. Edwin Kangogo (KEN) 2:17:37 
9. Koki Yoshioka (JPN) 2:18:09 
10. Daiji Kawai (KEN) 2:21:47 
11. Isaac Kosgei (KEN) 2:25:16 

Donne

  1. Vibian Chepkirui (KEN) 2:24:29
    2. Meseret Dinke (ETH) 2:25:31
    3. Gelete Burka (ETH) 2:25:38
    4. Fabienne Schlumpf (SUI) 2:26:31
    5. Lucy Cheruiyot (KEN) 2:27:47
    6. Celestine Chepchirchir (KEN) 2:28:49
    7. Risper Chebet (KEN) 2:34:03
    8. Victoria Schenk (LCU Euratsfeld) 2:46:25 (1. ÖM Marathon)
    9. Magdalena Horká (CZE) 2:46:55
    10. Comisso Elisa (ITA) 2:57:25

Dopo 24 anni crolla il record del mondo della 24 ore: il lituano Aleksandr Sorokin ha, infatti, percorso 309.399 chilometri (192.252 miglia) alla 24 Ore UltraPark Weekend di Pabianice in Polonia lo scorso 28 e 29 agosto, migliorando nettamente il precedente limite del leggendario greco Yiannis Kouros, 303.506 km in pista nel 1997.

Sorokin ha corso al ritmo medio di 4:39 per chilometro (7:29 per miglio) per 24 ore, inizialmente aiutato dall’ucraino Andreii Tkachuk, che ha poi chiuso secondo correndo “solo” 295,062 km.

Il lituano, che si conferma campione del mondo delle 24h, detiene anche i record mondiali su 150km (10h27:48), 12 ore (170.309 km) e 100 miglia (11h14:56), stabiliti in un solo colpo il 24 aprile ad Ashford (Regno Unito).

Il 29 agosto si è conclusa la settimana dell'UTMB, l’Ultra Trail du Mont Blanc, vero e proprio evento trail di lunga distanza in montagna, che prevede oltre alla gara più importante di 170km, con 10000 metri di dislivello positivo, toccando i versanti italiano, francese e svizzero del Monte, altre cinque distanze per altrettante gare.                       

La più breve, la MCC (Martigny-Chamonix), prevede un percorso di 40 km e circa 2300 m di dislivello, con partenza da Martigny-Combe, in Svizzera, per giungere a Chamonix, con prima parte in salita tra le vigne di Martigny-Combe fino al Col de la Forclaz e al Col de Balme, per poi prendere la lunga discesa fino a Chamonix: il francese Anthony Felber vince in 3h39'23", davanti al connazionale Anthony Boucard, secondo in 3h41'16", e allo svizzero Pierre André Ramuz, terzo in 3h48'25". Tredicesimo il primo italiano, il valdostano di lunga militanza (fratello della bravissima e sfortunata Milena), Marco Bethaz, in 4h12'16". 

Tra le donne vince la francese Lucille Germain in 4h23'20", davanti all’altra francese Lea Duhet, seconda in 4h38'00", e alla spagnola Giovanna Martins, terza in 4h48'09".

Prima italiana Alessandra Malfa, 10^ in 5h28'05". 

929 i finisher.

La TDS, "Sur les Traces des Ducs de Savoie" (sulle tracce dei Duchi di Savoia), lunga 145 km con 9100 metri di dislivello, collega la Valle d'Aosta alla Savoia, con partenza da Courmayeur, per attraversare la regione del Beaufortain, passando poi in luoghi incantevoli come il Pas d'Outray, che permette di godere della vista sulla Pierra Menta e il Grand Mont, e Hauteluce, con i borghi tipici e il panorama sul Monte Bianco.
Qualcuno la definisce la più dura del lotto e purtroppo è stata quest’anno funestata dal decesso del 35enne atleta ceko caduto in un burrone durante la discesa del Passeur de Pralognan al km 62,3. Gli atleti che lo seguivano (circa 880) sono stati fermati, mentre è continuata la competizione per chi era già oltre. 

Il norvegese Erik Sebastian Krovgig è il vincitore in 18h49'58", seguito dai francesi Benoit Girondel, secondo in 18h59'19", e Arthur Joyeux-Bouillon, terzo in 19h34’38”.

Primo italiano è Nicola Poggi, 25° in 23h09'50". 

In campo femminile, successo per la 30enne francese Manon Bohard che si afferma in 23h11'15", 26^ assoluta. La nostra 32enne Giuditta Turini è seconda (37^ assoluta), in rimonta, con 24h11'25", davanti alla ungherese Ildiko Wermescher, terza in 24h29'12", che nel finale supera la russa Ekaterina Mityaeva, quarta in 24h31’14”.

212 i finisher.

La OCC, da Orsières a Champex a Chamonix per 56 km con 3500 m di dislivello, registra il successo del britannico Jonathan Albon che chiude in 5h02'58", seguito dal connazionale Robbie Simpson, secondo in 5h05'35”, e dallo svedese Petter Engdahl in 5h08'32". 

Tra le donne s’impone la francese Blandine L'Hirondel in 5h45'08", seguita dalla connazionale Mathilde Sagnes, seconda in 6h07'36", e dalla neozelandese Caitlin Fielder, terza in 6h10'07".   

Prima rappresentante italiana, in assoluto, Elisa Desco in 6h18’33”, 5^ donna e 50^ nella generale, davanti a Julia Kessler, 15^ donna e 97^ assoluta in 6h48'49". 

1359 i finisher.

La CCC, la Courmayeur-Champex-Chamonix, lunga 101km con 6100 metri di dislivello, la sorella minore della UMTB (nacque come seconda parte della gara maggiore), è così descritta sul sito ufficiale: “I primi chilometri, lungo un percorso differente da quello dell'UTMB, portano velocemente a più di 2500 metri di quota di fronte ad uno dei più bei panorami che si possano immaginare con l'occhio che spazia dal Monte Bianco fino alle Grandes Jorasses. Il passaggio al Col Grand Ferret (2537m) segna l'ingresso in Svizzera dove si potrà gustare l'accoglienza incomparabile dei volontari di la Fouly, Champex e Trient. Ormai in Francia, ma ancora tanto vicini alla Svizzera, approfittate per un momento dell'autenticità e del fascino di Vallorcine, prima di scoprire, al termine di un'ultima e impietosa salita, il vallone di Cheserys, un vero angolo di paradiso con una vista grandiosa sul massiccio del Monte Bianco. È arrivato quindi il momento di raggiungere il traguardo posto nel cuore di Chamonix”.

Il francese Thibault Garrivier, a lungo in testa per poi scendere fino al sesto posto, è tornato in testa al 65° km, per poi affermarsi in 10h23'27", precedendo il neozelandese Scott Hawker, secondo in 10h47'53" e il connazionale Thibault Baronian, terzo in 10h53'08". Quarto l’italiano Andreas Reiterer, in 10h57'06", mantenendo questa posizione per tutta la gara. Settimo Riccardo Montani in 11h16'39", 12° Riccardo Borgialli in 11h38'01", 14°Francesco Cucco in 11h43'13".

La spagnola Marta Molist Codina è stata la prima donna in 12h50'48", 39^ assoluta. La statunitense Abby Hall è seconda in 13h04'14", terza la ceca Petra Sevcikova in 13h21'10".
Prima italiana, Agnese Valz Gen, 7^ in 14h18'56"; 10^ Federica Zuccolo in 14h37'00", 17^ Giulia Zanotti in 15h31'19".   

1578 i finisher. 

La PTL, la Petite Trotte a Leon, gara a squadre di 3 elementi, che percorrono 300 km per 25000 metri di dislivello, e “permette ai concorrenti di percorrere un giro del Monte Bianco più grande in media ed alta montagna fuori dai sentieri battuti”, con partenza da Orsières e arrivo a Chamonix, ha visto la vittoria degli svizzeri dell’AlpsXperience, per il team formato dai fratelli Candide e Jules Henry Gabioud, in 100h39'49". Secondo posto (a venti ore di distanza!) per il team ceko Fenix Multisport, 120h27’35”, terzo per il team Trail Magazin in 126h41’41”.

Primo gruppo italiano, Outdoor Runners Community (Ultrabericus), 12° in 138h57’24”

Arriviamo ora alla gara regina, anzi Imperatrice, l’UMTB, l’Ultra trail du Mont Blanc, che registra il quarto trionfo personale per il francese François D'Haene in 20h46'00", dopo i successi del 2012, 2014 e 2017 (quando s’impose in 19h01'54" stabilendo il record della gara).  Podio interamente francese con Aurélien Dunand Pallaz, secondo in 20h58'31" e Mathieu Blanchard, terzo in 21h12'44". Quarto e quinto, altri due francesi, Ludovic Pommeret in 21h38’44” e Germain Grangier in 21h52’47”.

Primo italiano è Giulio Ornati, tredicesimo in 13^ posizione, con 23h45’42”, seguono Marco Gubert in 28h07’43” (61°) e Mirko Fioretti in 30h23’21” (102°), in un ipotetico podio azzurro.   

Tra le donne, secondo successo consecutivo per la statunitense Courtney Dauwalter che vince in 22h30'55", migliorandosi di 2h04’ rispetto al 2019, e giungendo 7^ assoluta. Seconda la francese Camille Bruyas in 24h09'42", terza la svedese Mimmi Kotka in 25h08'30".  Quarto posto per la francese Marion Delespierre in 25h54’33”, quinto per la svizzera Luzia Buehler in 26h06’17”.
Prima italiana Laura Trentani in 34h27’31”, 248^ assoluta, seguita da Dubravka Seslija in 38h29’20” (487^), e Enrica Gouthier in 40h34’37” (666°).  Ritirata Francesca Canepa, che aveva vinto nel 2018.   

1521 i finisher.

29 Agosto - La 22enne etiope Yalemzerf Yehualaw ha stabilito stamani il nuovo record mondiale della mezza maratona femminile vincendo in  1h03:44 (nona assoluta) la Antrim Coast Half Marathon a Larne, in Irlanda del Nord.

È la prima donna nella storia a scendere sotto l’ora e quattro minuti sulla distanza, migliorando il precedente limite di 1h04:02 stabilito dalla keniana Ruth Chepngetich lo scorso 4 aprile ad Istanbul, dove proprio la Yehualaw era giunta seconda in 1h04:40.

Il record mondiale della mezza in una gara solo femminile rimane alla keniana Peres Jepchirchir in 1h05:16 stabilito a Gdynia, in Polonia, il 17 ottobre 2020, ai Campionati mondiali sulla distanza, dove Yalemzerf Yehualaw era giunta terza in 1h05:19.

Nella gara odierna, Yehualaw è stata invece tirata dai due pacer olandesi Roy Hoornweg e Mohamed Ali, con passaggi al 5° km in  15:05, al 10° in 30:22, al 15 in 45:25 dopo 15 km.

Secondo posto per la diciannovenne keniana Jane Nyaboke in 1h09:45 (al debutto internazionale), seguita dalla  britannica Rose Harvey, terza in 1h10:29.

Da sottolineare che Yehualaw non ha partecipato ai Giochi Olimpici di Tokyo essendo giunta quarta ai  Trials nazionali sui 10.000 metri.

Successo etiope anche al maschile con Jemal Yimer in 1h00:30 seguito dal connazionale Tesfahun Akalnew , secondo in 1h00:31 e dal keniano Shadrack Kimining, terzo in 1h00:32.

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