Direttore: Fabio Marri

* Per accedere o registrarsi come nuovo utente vai in fondo alla pagina *

Mar 19, 2021 989volte

Addio a Dick Hoyt, il “superpapà" maratoneta e triathleta

Il duo in azione Il duo in azione Foto Facebook

17 marzo - A due giorni dalla festa del papà, è deceduto Dick Hoyt, il “superpapà” per eccellenza, colui che correva spingendo la carrozzina del figlio Rick (tetraplegico e affetto da paralisi cerebrale) ed era diventato il simbolo della maratona di Boston e del mondo triathlon.

Tutto nacque nel 1977 quando Rick chiese al padre di partecipare a una corsa di cinque miglia di beneficenza con il ricavato da regalare ad uno sportivo rimasto paralizzato in un incidente.

Inutile dire che il padre spinse la sedia del figlio e che quest’ultimo rimase entusiasta, tanto da dire al papà che  “Quando corro, non mi sento un disabile”: erano arrivati penultimi, ma la molla era scattata, era nato il “Team Hoyt”, duo che diverrà celebre.    

Seguirono altre gare brevi e, nel 1980, la prima maratona di Boston; maratona che il duo ha poi corso per ben 32 volte, fin al 2014 quando il padre si è dovuto ritirare per motivi di salute. A ricordare questa impresa la statua di bronzo che immortala la coppia in corsa, posta vicino alla linea di partenza della maratona.

Tantissime le gare di triathlon e duathlon che i due hanno affrontato insieme, tra cui diversi IronMan.

Dick ora  è morto nel sonno ad 80 anni, per una problema cardiaco; ma difficilmente sarà dimenticato da tutti quegli atleti che corrono con passione e da tutti i “veri” papà.

La Boston Marathon l’ha ricordato così: «Siamo addolorati nell’apprendere della scomparsa dell’icona della Maratona di Boston, Dick Hoyt. Dick personificava quello che significa essere un maratoneta di Boston, mostrando determinazione, passione e amore per oltre trent’anni. Oltre a essere amato dai fan e un’ispirazione per migliaia di persone, era un amico fedele e un padre orgoglioso di trascorrere del tempo con il figlio Rick mentre correvano in coppia”.

Da ricordare, infine, che il duo di corsa aveva creato la Hoyt Foundation, fondazione no profit per aiutare i giovani disabili, e che aveva raccolto durante le loro corse più di un milione di dollari destinati in beneficenza.

Lascia un commento

I commenti sono a totale responsabilità di chi li invia o inserisce, del quale restano tracciati l'IP e l'indirizzo e-mail. 

Podisti.Net non effettua alcun controllo preventivo né assume alcuna responsabilità sul contenuto, ma può agire, su richiesta, alla rimozione di commenti ritenuti offensivi. 
Ogni abuso verrà segnalato alle autorità competenti.

Per poter inserire un commento non è necessario registrarsi ma è sufficiente un indirizzo e-mail valido.
Consigliamo, tuttavia, di registrarsi e accedere con le proprie credenziali (trovi i link in fondo alla pagina).
In questo modo potrai ritrovare tutti i tuoi commenti, inserire un tuo profilo e una foto rendere riconoscibili i tuoi interventi.

Ultimi commenti dei lettori

Vai a inizio pagina