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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Venerdì, 18 Ottobre 2019 19:52

Europei 2024: forte la candidatura di Roma

18 Ottobre - La delegazione dell’EAA (European Athletics Association) incaricata di esaminare la candidatura di Roma ad ospitare gli Europei di Atletica del 2024 ha concluso il suo site visit di due giorni confermando che la candidatura della Capitale è solidissima (Roma è in lizza con Minsk – Bielorussia - e la Slesia - Polonia).

Mercoledì 16, la delegazione, guidata dal presidente Fidal Alfio Giomi, ha visitato i luoghi "decentrati" rispetto allo Stadio Olimpico che sarà il fulcro delle gare. Si è partiti dal Circo Massimo, che ospiterebbe il lancio del giavellotto, per passare al Colosseo, dove è previsto che si svolgeranno le gare di getto del peso. Sotto osservazione  anche il circuito delle Terme di Caracalla, dove si terranno le gare di marcia (come già avvenne nel 2016 per la coppa del Mondo), e il tracciato della mezza maratona Via Pacis, sul quale si correrà la 21097 metri, con partenza e arrivo in Via della Conciliazione, e San Pietro a fare da sfondo.

Giovedì 17, al palazzo “H” del Foro Italico, si sono esaminati numeri e budget (la manifestazione avrà un costo stimato intorno ai 22 milioni di euro), per poi eseguire il sopralluogo allo Stadio Olimpico, dove sono in programma i lavori di ammodernamento dell'area circostante programmati in vista degli Europei di calcio del prossimo anno e che avranno conseguentemente effetti benefici sulle manifestazioni successive.

Nel caso di assegnazione a Roma, gli Europei tornerebbero nella Capitale cinquant’anni dopo l’edizione 1974 e novanta anni dopo la prima edizione organizzata a Torino.

Una decisione dovrebbe presa nel mese di maggio.

18 Ottobre - Valentina Gemetto, classe 1998, tesserata per l’Atletica Saluzzo, lo scorso 20 gennaio aveva vinto la gara femminile di 4 km del Cross “Città di Novi Ligure”.

Venerdì 15 febbraio Nado Italia pubblicava la sospensione cautelativa dell’atleta per essere risultata positiva alla Benzoilecgonina (era sospesa anche la quarta arrivata Sonia Mazzolini del GAV Verbania, positiva al Clostebol).

Il 16 luglio Gemetto era squalificata per un anno dal Tribunale Nazionale Antidoping, che riconosceva l'attenuante della buona fede.

Ma è di oggi la notizia che la Seconda Sezione del TNA, nel procedimento a carico dell'atleta Valentina Gemetto, accoglie il ricorso ex art. 33.2 CSA proposto dalla Procura Nazionale Antidoping (PNA) il 5 settembre 2019 avverso la decisione adottata dalla Prima Sezione del TNA il 15 luglio 2019 e depositata con la motivazione il 25 luglio 2019, nel procedimento a carico della stessa e, per l’effetto, in parziale riforma della stessa infligge all’atleta la squalifica di 2 anni a decorrere dal 15 luglio 2019 e con scadenza al 14 aprile 2021, così dedotto il pre-sofferto, e conferma per il resto la decisione impugnata. 

 

Dal primo ottobre è in vigore il nuovo regolamento della IAAF per le atlete transgender: potranno partecipare alle gare con la semplice “singola dichiarazione firmata” (e non con una documentazione ufficiale, com'era finora) del loro genere femminile, ma dovranno provare che il loro tasso di testosterone non superi la soglia di cinque nanomoli (e non più 10) per litro; tale quantità deve “risultare inferiore per almeno 12 mesi continuativamente”. 

Oltre al celeberrimo caso Semenya, il nuovo regolamento è nato a seguito del caso dell’americano Cece Telfer, uomo diventato donna, che ha partecipato alle gare maschili prima di essere autorizzata a gareggiare con le donne negli Stati Uniti.

Il Bolzano City Trail anticipa di un giorno, a sabato 19, con partenza alle 14.00 da Piazza Walther:  non si tratta però di un capriccio degli organizzatori, ma degli obblighi imposti dai protocolli internazionali nel caso del disinnesco di una bomba.

Domenica mattina, infatti, Bolzano si fermerà per disattivare l’ordigno trovato in Piazza Verdi, 255 kg di peso e 150 kg di tritolo, risalente alla seconda guerra mondiale: tutta la zona nel raggio di 500 metri, compresa la piazza di partenza e arrivo del City trail, sarà evacuata per diverse ore.  

“Riteniamo di aver trovato una soluzione accettabile per tutti gli interessati", affermano gli organizzatori dell'SC Neugries, dell'Ökoinstitut Südtirol e dell'Ente per il turismo di Bolzano.

Cambia anche il tracciato della lunga, come riportato sul sito della manifestazione: rispetto al percorso originale, il tracciato Trail è stato modificato: i partecipanti effettueranno due volte il percorso Run per un totale di 30 km. Una volta terminata la passeggiata del Guncina e di S.Osvaldo, raggiunto nuovamente ponte S.Antonio, chi parteciperá al Trail riprenderá la passeggiata Lungo Talvera Gries in direzione sud fino al ponticello di legno e da qui a sinistra ritornerà sul percorso verso la passeggiata del Guncina. Si proseguirà quindi fino al completamento del tracciato Run, ovvero lungo la passeggiata S. Osvaldo, per poi ritornare verso il centro storico fino al traguardo in piazza Walther. Per i partecipanti alle corse Run 16 km ed Enjoy 6 km con degustazioni, non vi è alcuna modifica del percorso. 


Giovedì, 17 Ottobre 2019 18:59

Pisa - 13^ Pisa Half Marathon

13 Ottobre - 1233 i finisher nella 13^ edizione della Pisa Half Marathon che ha registrato la vittoria del ruandese Jean Baptiste Simukeka (GS Orecchiella Garfagnana) in 1h05'28", davanti al keniano Gideon Kiplagat Kurgat (Marathon Club Ssdrl Roma), secondo in 1h0605", e all’italiano Giovanni Grano (Nuova Atletica Isernia) terzo in 1h06'58".

Successo tra le donne per la burundese  Cavaline Nahimana (Free-zone Iseo) in 1h15'08'' davanti alla ruandese Primitive Niyirora (GS Orecchiella Garfagnana), seconda in 1h18'35", e all’italiana Chiara Giachi (Atletica 2005 Colle Val d’Elsa), terza in 1h24'24".

142 gli arrivati nella 10 km con vittoria del grossetano Stefano La Rosa (Atl. Carabinieri) in 30'30'' davanti a Salvatore Franzese (Atl. Reggio), secondo in 30’50”, e ad Alessandro Calzolari (Runcard), terzo in 32’59”.

Al femminile, successo di Lorena Meroni (Atl. Castello) in 39'10'' a precedere Monnalisa Granai (Runcard), seconda in 39’22”, e Erica Togneri (GP Parco Alpi Apuane), terza in 39’57”.

Mercoledì, 16 Ottobre 2019 22:02

Tokyo 2020: maratona e marcia spostate a Sapporo?

Il CIO, Comitato olimpico internazionale, ha annunciato l'intenzione di spostare la Maratona e le gare di Marcia dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 a Sapporo, città che ospitò i Giochi Invernali del 1972. A Sapporo, situata a 800 km più a nord di Tokyo, nell’area di Hokkaido, le temperature – nel periodo luglio/agosto - sono più basse di 5-6 gradi rispetto alla capitale.   

Le gare sui 5000 e 10000 metri  (forse anche le siepi) sono state programmate a Tokyo ma nelle sessioni serali. 

Probabilmente le condizioni al limite dei Mondiali di Doha hanno indotto il gruppo di lavoro del CIO, che ha identificato la maratona e la marcia come eventi che avrebbero causato particolare stress termico agli atleti, a rivedere la programmazione e ad informare la IAAF. La decisione finale sarà presa il 30 ottobre. 

"La salute e il benessere degli atleti vengono prima di tutto per noi”, commenta Thomas Bach, presidente del CIO. "La nostra proposta di cambiare il campo di gara della maratona e la marcia dimostra quanto seriamente prendiamo in esame le preoccupazioni legate al clima. Gli atleti devono essere messi nelle migliori condizioni di gareggiare in un evento unico come i Giochi Olimpici".   
Queste le parole del presidente della IAAF, Sebastian Coe: "Abbiamo lavorato a stretto contatto con il CIO e il Comitato Organizzatore di Tokyo 2020 sulle potenziali condizioni meteorologiche. Continueremo a lavorare con loro in merito a questa proposta di spostare marcia e maratona a Sapporo, vogliamo offrire agli atleti la migliore soluzione possibile".

13 Ottobre - Più bella collocazione per un campionato italiano non poteva esserci. Trani, il fantastico gioiello sul mare Adriatico a nord di Bari, ha ospitato la massima rassegna nazionale master, individuale e di società, sulla distanza della mezza maratona.
Bellissima Trani, bellissima la giornata di primavera inoltrata che ha accolto i 2407 iscritti, provenienti dall’intera penisola, con  logica maggioranza degli atleti pugliesi.
Quasi scontata l’ottima accoglienza e la perfetta organizzazione dell’Atletica Tommaso Assi, gloriosa società locale, che da sempre si distingue per lo zelo nella gestione degli eventi allestiti. 

Preceduta da un sabato di grandi impegni, con un convegno mattutino e l’altro pomeridiano tra sport, salute, allenamenti e medicina, con la partecipazione di valenti dottori e grandi campioni (come Giacomo Leone, Ottavio Andriani e Luca Mazzone), la gara giovanile rivolta ai virgulti in età scolastica (con circa 500 partecipanti) e la non competitiva serale, la Night Run (con circa 1200 iscritti)

http://podisti.net/index.php/cronache/item/5054-trani-bt-3-trani-night-run.html

eccoci alla domenica dell’evento.

Zone parcheggio predisposte ed evidenziate con largo anticipo sui tanti canali di informazione, bagni chimici disseminati per la città, velocissima distribuzione di pettorali, chip e pacchi gara (peraltro già cominciata dal giorno prima), in due locali distinti, sono i primi segnali di efficienza.

Iscrizione base fissata a 12 euro come da regolamento nazionale; con il premio di partecipazione si sale a 18, ma la splendida maglia tecnica di marca – e relativi altri gadgets – valgono la differenza.

La partenza è fissata in piazza Trieste, a sinistra c’è il mare, a destra si erge il campanile della splendida Cattedrale, l’intera piazza è colorata di tricolore, tra striscioni e palloncini, la banda dell’Esercito della Brigata meccanizzata Pinerolo ci fa sentire più italiani con le note dell’Inno di Mameli.
Partenza blindata con alte reti laterali, atleti ordinatamente schierati dietro la linea di via, c’è chi riesce anche oggi ad arrivare in ritardo, ma è presto inglobato nel plotone.  

Tutto pronto, e alle 9.02, con soli due minuti di ritardo, il sindaco di Trani, il dottor Bottaro, spara il colpo che dà il via alle ostilità, il lungomare di Trani è sempre più bello invaso dai tanti colori delle divise dei podisti, è uno scenario fantastico, che colpisce, la solita lacrima mi esce, pur trovandomi impegnato a cercare di fare quanti più scatti possibili.

Chi ben comincia è a metà dell’opera, recitava un famoso proverbio, ma qui mancano ancora oltre 20000 metri, la tensione si nota sul volto di Giacomo Leone, il presidente del Comitato Pugliese della Federazione di Atletica, che ha creduto, insieme al suo Consiglio, in questa manifestazione, portandovi il campionato italiano.

La voce di Paolo Liuzzi e di Raffaella Dianora, i due speaker della manifestazione, ha guidato e condotto brillantemente gli atleti in questa prima parte e lo farà in ogni attimo della manifestazione: una conferma per i pugliesi, una piacevole novità per chi è a Trani per la prima volta.
Frattanto gli atleti sono sul tracciato,  spettacolare dal punto di vista paesaggistico, offrendo il passaggio nei pressi dei maggiori monumenti cittadini e sul profumato e azzurro mare, ma certamente non facile dal punto di vista tecnico, con diversi cambi di direzione e diversi tratti sull’antica pavimentazione a chianche, per giunta bagnate dall’umidità notturna, restia ad asciugarsi nonostante il sole.
Prima parte prettamente cittadina con passaggio all’ottavo chilometro nei pressi dell’arrivo e al nono tangendo la Cattedrale, un’emozione da provare.

Numerosi i ritirati, forse partiti troppo forte, forse troppo carichi di lavori e di aspettative, forse a disagio in una giornata troppo calda per il periodo: dispiace per loro, ma non serve abbattersi, la corsa è come la vita, offre immediate occasioni di riscatto. Diversa la situazione di Pasquale Selvarolo, che aveva in programma un allenamento non troppo lungo e non troppo tirato, i campionati italiani assoluti sulla stessa distanza si disputano domenica prossima a Palermo.

Frattanto i podisti sono tornati verso sud e procedono sulla litoranea Colonna, in direzione Bisceglie, fino al giro di boa; proprio qui il tratto più duro dal punto di vista altimetrico, più o meno al 13° e 14° chilometro.
Percorso chiuso al traffico, con ristori come da regolamento, assistenza continua agli atleti, persino un buon pubblico che applaude ed incita nei tratti più cittadini.

In testa è oramai saldamente Auciello, segue Ricatti; in campo femminile guida Flori: arrivare tra i primi cinque delle rispettive graduatorie è oggi importante, un ricco montepremi è a disposizione degli atleti, oltre alla maglia di campione italiano – per gli over 35 - che fa sempre gola.
La coda della gara non è ancora transitata, che le sirene dell’auto della Polizia locale annunciano l’arrivo del primo, del vincitore. Piazza Quercia, la oramai solita piazza di arrivo, è agghindata a festa, spicca l’arco gonfiabile dello sponsor del Corripuglia, la Depur System di Statte di Antonello Cancellieri (che depura anche l’intero movimento podistico pugliese… con il suo positivo apporto!), di colore azzurro fra tanto tricolore, proprio quando anche la maglia della nazionale di calcio diventa verde.
In fondo il mare, in fondo la Cattedrale, sempre più vicino Giovanni Auciello, il pugliese di Palo del Colle della Casone Noceto Parma, oramai 39enne, che va a vincere splendidamente in 1h07:46, aggiudicandosi anche il titolo di campione italiano master M35 e il trofeo dedicato all’indimenticabile Tommaso Assi.

Secondo posto per il ritrovato Domenico “Mimmo" Ricatti (Terra dello Sport Napoli), atleta barlettano giunto fino alla nazionale, che chiude in 1h08:41 (campione italiano master M40), e – come suo solito – inizia il simpatico show post gara coinvolgendo anche il buon Auciello.
Terzo posto per un altro atleta del Casone Noceto Parma, il simpatico Joachim Nshimirimana, di origini burundesi, in 1h09:28, campione italiano SM45.
Una firma d’autore al quarto posto, Gianluca Borghesi (Atl. Avis Castel San Pietro) in 1h10:24, seguito dal sorprendente (dopo i tanti ultimi infortuni!) Francesco Minerva (Montedoro Noci), quinto in 1h10:38, e dal tenace Giuliano Gaeta (Montedoro Noci), sesto in 1h10:56.
Applausi anche per Francesco Quarato (Team Pianeta Sport Massafra), settimo in 1h11:02, che difende la seconda posizione M35 dal terribile Abdelkebir Lamachi (International Security S. Nola), ottavo in 1h11:10; nono il sempre capace Francesco Milella (Pedone Riccardi Bisceglie) in 1h11:41, seguito dal forte salentino Luca Quarta (Montedoro Noci), decimo in 1h12:54.    

Al femminile, eccellente gara della laziale SF35 Cecilia Flori (Atl. Villa Guglielmi) che prende successo assoluto e titolo italiano di categoria in 1h21:35, gambe e cervello (due lauree!) in movimento. Secondo posto per la biondissima e fortissima salentina, Stefania Scatigna (Atletica Capo di Leuca), in 1h22:49, campionessa italiana F40, seguita dall’ottima Loretta Bettin (Atletica Paratico), terza in 1h23:46.
Quarto posto per la prima SF, Aguirre De La Cruz (G.S. Il Fiorino Sesto Fiorentino) in 1h24:27, quinto per la forte Maurizia Cunico (Casone Noceto Parma) in 1h25:23, sesto per Francesca Paone (Hobby Marathon Catanzaro) in 1h26:10, altra SF. Silvia Laghi (Atletica 85 Faenza), settima in 1h26:19, chiude il podio F40; la salentina Paola Bernardo (Atletica Amatori Corigliano), ottava in 1h26:28, è bronzo f35; nona in 1h26:55 Catia Addonisio (Intesatletica Formia), che si laurea campionessa nazionale SF45, decima la carissima Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), in 1h27:31.

2268 i finisher, con gli applausi per gli ultimi arrivati riservati a Eligio Lomuscio (Barletta Sportiva) in 3h25:21 e a Lucrezia Salerno (Barletta Sportiva), in 3h24:51.

Buon ristoro finale, la possibilità di fare la doccia in Discesa Piazza Sant’Agostino, le premiazioni che cominciano quando ancora mancano numerosi atleti al traguardo: tutto rapido, in questo caso anche troppo…Recuperati (o quasi) i primi e le prime cinque arrivati assoluti, si procede alla cerimonia di premiazione; per loro prodotti locali, trofeo e soprattutto quella busta contenente i soldini, secondo la tabella presente sul regolamento.
Si procede ora con il riconoscimento per i meritevoli delle varie categorie: sul podio salgono i vincitori della maglia tricolore, accompagnati dai fieri rivali, tutti premiati con ricche confezioni di prodotti locali.

Da segnalare, nelle categorie, la nuova migliore prestazione mondiale W65 all-time di Silvia Bolognesi, la genovese del Cambiaso Risso Running Team, classe 1954, in 1h32:07, che migliora il già suo record di 1h32:51, stabilito un mese fa, agli Europei master di Jesolo.

Simpatica, invece, la premiazione SF55 dove un parroco, Don Marco Torresani (Atletica Paratico) si fa battere da un sacrestano, Gianni Mattacola (Pol. Ciociaria Antonio Fava), che diventa campione italiano!

La cerimonia si conclude con la proclamazione delle società campioni di Italia, in campo maschile e femminile.
Si parte dalle donne, le classifiche assegnano il titolo alla Atletica Paratico che giustamente festeggia, salvo scoprire qualche attimo dopo, in seguito agli opportuni controlli e revisioni, che per un solo punto è l’Atletica Faenza a vincere il titolo italiano (1103 punti). Seconda, quindi l’Atletica 85 Paratico (1102), terza il Circolo Minerva Parma (1029), quarta la Tommaso Assi Trani (870), quinta la Barletta Sportiva (849), sesta la Pro Canosa (676).

In campo maschile, nessun dubbio: vince la Atletica Paratico con 1446 punti, seconda la Dynamyk Fitness Palo del Colle (1347), terza la Montedoro Noci (1234), quarta la Daunia Running San Severo (1013), quinta la Atletica Pro Canosa (922), sesta la Cosenza K42 (903).

La manifestazione è definitivamente conclusa, sul palco durante le premiazioni, oltre ai già citati Giacomo Leone e il Sindaco di Trani, da segnalare la presenza del presidente del Comitato Regionale del CONI, Angelo Giliberto, e naturalmente del Presidente dell’Atletica Tommaso Assi, il figliolo Giovanni.

L’Atletica Tommaso Assi, oltre a dover smontare tutto quanto montato in precedenza e dover riportare la città al tradizionale aspetto, misura stanchezza e, al contempo, la soddisfazione per l’ennesimo successo organizzativo, in una manifestazione che è valsa anche come 14^ prova del Campionato Regionale Corripuglia.
Poche storie: Assi di nome e di fatto!    

Campioni italiani master 2019 di mezza maratona

SM35: Giovanni Auciello (Atl. Casone Noceto) 1h07:46
SM40: Domenico Ricatti (Terra dello Sport) 1h08:41
SM45: Joachim Nshimirimana (Atl. Casone Noceto) 1h09:28
SM50: Pasquale Iapicco (Caivano Runners) 1h14:14
SM55: Gianni Mattacola (Pol. Ciociara Antonio Fava) 1h16:45
SM60: Claudio De Mori (Tre Casali) 1h21:26
SM65: Michele Gallo (Montedoro Noci) 1h23:07
SM70: Luciano Faraguna (Atl. Paratico) 1h35:59
SM75: Fernando Gatti (Pol. Assemini) 1h43:36
SM80: Andrea De Toma (Dynamyk Fitness) 2h18:34
SM85: Domenico Memoria (Tocco Runner) 2h37:21

SF35: Cecilia Flori (Atl. Villa Guglielmi) 1h21:35
SF40: Stefania Scatigna (Atl. Capo di Leuca) 1h22:39
SF45: Catia Addonisio (Intesatletica) 1h26:55
SF50: Gloria Ciccotelli (Runners Chieti) 1h32:33
SF55: Angela Mazzoli (Track & Field Master Grosseto) 1h35:42
SF60: Giovanna Cavalli (Atl. Paratico) 1h32:15
SF65: Silvia Bolognesi (Cambiaso Risso Running Team Genova) 1h32:07
SF70: Venere Sarra (Runners Pescara) 2h04:00
SF75: Teresa Di Carlo (Gp Amatori Teramo) 2h52:18

 

Non è una podista, ma una “cugina” marciatrice, e soprattutto l’unica atleta italiana capace di vincere una medaglia a Doha, ai recenti campionati mondiali nella 50km.

Ebbene: Eleonora Giorgi, al termine di una stagione eccezionale con la vittoria in Coppa Europa ad Alytus, il record europeo (4h04:50)  e appunto il bronzo mondiale, è candidata al titolo di “Women’s European Athlete of the Year”, atleta europea dell’anno, il sondaggio indetto dalla European Athletics.

Con Eleonora sono candidate le atlete che hanno brillato nel 2019, tra cui l’olandese due volte medaglia d’oro mondiale Sifan Hassan, la  campionessa iridata dei 200 metri Dina Asher-Smith, la regina mondiale dell’alto Mariya Lasitskene.

Per aiutare a vincere Eleonora, è possibile votare fino alle 12.00 di venerdì 18 ottobre attraverso le pagine FacebookTwitter e Instagram di European Athletics, esprimendo il proprio “mi piace” o condividendo su Facebook, facendo il “retweet” su Twitter o mettendo “mi piace” su Instagram alla foto di Eleonora Giorgi sul post originale. Vincerà, come logico, chi avrà raggiunto il maggior numero di retweet e like.

Forza ragazzi, aiutiamo Eleonora a vincere questo titolo!

Venerdì, 11 Ottobre 2019 14:55

Carpi, muore podista travolto da due auto

11 ottobre - Un'altra vittima della strada nel mondo del podismo: il 56enne Kamel Jellali, corridore tunisino residente a Carpi, intorno alle 19 di ieri sera, giovedì 10 ottobre, è stato urtato su Traversa San Giorgio, alla periferia sud di Carpi, da una Clio Renault, fino a finire nella corsia opposta, cadendo sull’asfalto, dove è stato investito da una Citroen C3. Il pronto intervento di un’ambulanza del 118, con i sanitari che hanno tentato disperatamente di rianimare l'investito, non è servito a salvarlo, infatti l’uomo è purtroppo deceduto.

Sembra che Jellali stesse percorrendo il classico tragitto intorno alla frazione di Santa Croce, che durante l'anno ospita varie competizioni dell'area carpigiana (ma purtroppo anche l'anno scorso era stata teatro dell'investimento mortale di un podista): proveniva da Via Bollitora (cioè dal centro del capoluogo) e, attraversando Traversa San Giorgio al semaforo pedonale, sarebbe entrato nella frazione. Gli agenti indagano ora per capire chi non abbia rispettato il rosso.

Entrambi i conducenti si sono fermati allertando i soccorsi, i veicoli sono stati sottoposti a sequestro penale in attesa di ulteriori indagini.

La grande ex maratoneta Emma Scaunich, che conosce bene i luoghi anche per aver vinto più volte la maratona di Carpi, raccomanda di correre nelle piste ciclabili e, in mancanza, di munirsi, se non proprio di lampade, almeno di catarifrangenti da applicare agli abiti e alle scarpe. Sembra invece che lo sfortunato corridore vestisse un abito scuro.

Venerdì, 11 Ottobre 2019 10:17

I convocati azzurri per i Mondiali di Montagna

Diramata la lista dei 25 convocati azzurri per i Campionati Mondiali di montagna, per distanza classica e per lunghe distanze, in programma a Villa La Angostura, in Argentina, il 15 (distanza classica) e il 16 novembre (lunghe distanze).

Il responsabile tecnico Fidal per la corsa in montagna Paolo Germanetto, con la condivisione della direzione tecnica federale (Antonio La Torre e - per i team under 20 - Tonino Andreozzi) ha convocato i seguenti atleti:

DISTANZE CLASSICHE

Seniores Uomini
Alex BALDACCINI Atl. Valle Brembana
Nadir CAVAGNA Atl. Valle Brembana
Xavier CHEVRIER Atl. Valli Bergamasche Leffe
Cesare MAESTRI Atl. Valli Bergamasche Leffe

Seniores Donne
Gaia COLLI Atl. Valle Brembana
Alice GAGGI La Recastello Radici Group
Alessia SCAINI Atletica Saluzzo
Elisa SORTINI Atl. Alta Valtellina

Under 20 Uomini
Massimiliano BERTI S.A. Valchiese
Giacomo BRUNO ASDP Atletica Pinerolo

Luca MERLI S.A. Valchiese
Marco ZOLDAN Atl. Rodengo Saiano Mico

Under 20 Donne
Anna ARNAUDO ASD Dragonero

Angela MATTEVI Atl. Valle di Cembra
Elisa PASTORELLI Atl. Lecco - Colombo Costruzioni
Giovanna SELVA Sport Project VCO

LUNGHE DISTANZE

Uomini
Gabriele BACCHION Tornado

Luca CAGNATI Atl. Valli Bergamasche Leffe
Francesco PUPPI Atl. Valle Brembana
Alessandro RAMBALDINI Atl. Valli Bergamasche Leffe
Fabio RUGA La Recastello Radici Group

Donne
Barbara BANI Free-Zone
Francesca GHELFI ASD Podistica Valle Varaita

Chiara GIOVANDO Atletica Monterosa Fogu Arnad
Silvia RAMPAZZO Tornado

L’evento, per la prima volta, avrà il supporto della Iaaf nell'intitolazione della manifestazione.

 

Mercoledì, 09 Ottobre 2019 22:56

Roma - 1^ UltraRoma 50k

6 Ottobre - Nata da un’idea dello scrittore ultramaratoneta Daniele Ottavi e di “re” Giorgio Calcaterra, con progetto e organizzazione di Italia Marathon Club, si è svolta la prima edizione della Ultraroma 50k, che comprendeva, oltre alla gara più lunga, la 30 km e la 10km.

Il percorso prevedeva una parte iniziale di 5km con partenza in Via delle Magnolie (Villa Borghese), per poi toccare alcune location del cuore di Roma come Piazza di Spagna, Via del Corso, Piazza del Popolo, interamente su strada; la seconda parte, invece, prevedeva un giro di 5 km (da ripetersi 9 volte per la 50k, 5 volte per la 30k, 1 volta per la 10k), tutto dentro Villa Borghese, per il 90% su asfalto, il rimanente su sterrato e strade bianche.

Peccato che questa seconda parte sia risultata, dopo successive verifiche, più corta di 170 metri a giro, e pertanto ritmi e medie al chilometro andranno riviste.   

Comunque, nella 50 km, prova del 17° Grand Prix IUTA 2019 di Ultramaratona e dei Criterium Regionali Fascia Centro, vittoria dell’abruzzese Alberico Di Cecco (Vini Fantini Pescara) in 3h04’22” sul maltese Jeremy Fenech (Runcard), secondo in 3h17’32”, e Marco Rossi (Podistica Arona), terzo in  in 3h18’31”.

Tra le donne vittoria della 40enne Stefania Simonelli (US Costigliole G.Giordano) in 3h40’35” sulla ceca  Lenka Horakova (Runcard), seconda, in 3h47’42”, e sulla barese Luana Chiara Piscopo (Dream Team Bari), terza in 3h58’05”.

273 atleti hanno completato la prova, di cui 228 uomini e 45 donne, con 12 ritirati.
Giorgio Calcaterra si è classificato 14° in 3h38’26”. 

Nella 30 km successo di Enrico Benedetti (Golden Club Rimini) in 1h49’24” su Isidoro Langone (ASD Piano ma Arriviamo), secondo in 1h49’33”, e Fabrizio Chiominto (Calcaterra Sport), terzo in 1h52’56”.

Al femminile, successo di Federica Livi (Podistica Solidarietà) in 2h02’25” su Elisa Ceccarelli (Atl. Villa De Sanctis), seconda in 2h07’56”, e Carla Mazza (ASD Piano ma Arriviamo), terza in 2h09’31”. 365 i finisher (88 donne).

Nella 10 km, infine, vittoria di Domenico Liberatore (Podistica Solidarietà) in 33:47 e di Raffaella Leonardi (Libera) in 46:16. 172 gli arrivati, tra cui 71 donne.       

La gara ha rappresentato una prova per un’eventuale candidatura, già a partire dal 2021, per ospitare i Campionati Mondiali IAU dei 50 o 100 km, che avrebbero un fascino particolare corsi nella Città eterna.

 

 

Martedì, 08 Ottobre 2019 22:57

Molfetta (BA) - 14^ CorriMolfetta

6 Ottobre - Il fascino di Molfetta illuminata dal sole e vitalizzata dai circa 1600 podisti in movimento: questa l’immagine cartolina che resta negli occhi di chi ha vissuto la 14^ edizione della CorriMolfetta.

Manifestazione notoriamente organizzata in maniera egregia dalla locale Associazione Free Runners, con in testa il presidente Sergio Gervasio e il tuttofare e simpatico “brontolone” Gaetano Milone, con tutti, ma tutti i soci, davvero compatti per onorare al meglio l’organizzazione della 13^ tappa del Corripuglia, il campionato regionale master di corsa su strada a tappe.

Basta partire qualche minuto prima e il parcheggio si trova comodamente non troppo lontano dal punto nevralgico della gara, il centralissimo Corso Dante Alighieri, all’altezza del “Monumento al Marinaio”, con piena visione del mare e della zona portuale.

Numerosi i bagni chimici dislocati in più punti, sempre pulita la tradizionale struttura fissa: il primo problema è risolto.

La novità è dettata dall’omologazione del percorso di 10000 metri esatti per rendere la corsa ancor più appetibile, segno di ulteriore voglia di crescita da parte degli organizzatori.

Novità anche per i punti di definizione delle procedure di iscrizione e di ritiro pacchi gara, leggermente spostati; tutto si rivolve in maniera rapida, un ricco pacco gara con tanto di maglia celebrativa e numerosi prodotti alimentari soddisfa i partecipanti, che hanno versato la quota di otto euro, solita tariffa Corripuglia per gara nazionale.

Presenta la manifestazione il professor Giuseppe Acquafredda, ex staffettista dell’Avis Barletta con l’immenso Pietro Mennea, che dimostra di non aver perso i ritmi rapidi di gioventù commentando prontamente ogni fase della manifestazione.  

Partenza prevista per le ore 9.30; la giornata soleggiata ma fresca, con persino un po’ di venticello nei tratti sul mare, consente di respirare.

1233 gli atleti Fidal iscritti; 329 i liberi impegnati sul tracciato di soli 5 chilometri.

Zona partenza ottimamente predisposta con la pole riservata agli atleti più veloci e selezionati in precedenza dalla Commissione Master della Fidal Puglia: il loro pettorale è contraddistinto dallo speciale bollino che permette l’ingresso nella gabbia.

Progressivamente gli atleti terminano il solito riscaldamento pre-gara e vanno a schierarsi nel proprio settore di competenza; giunti anche gli ultimi ritardatari, con gli organizzatori a creare il cordone umano, si può davvero partire.  

Tutti dietro la linea, l’ok della Polizia Urbana sul percorso e il giudice che lascia partire lo sparo che decreta il via: in un attimo il plotone è allungatissimo, i primi sono già distanti quando gli ultimi ancora passano sulla linea di partenza.  

Il giro iniziale su Piazza Garibaldi, Via Fiorino, passando davanti allo stadio Poli, per prendere il lungomare Colonna e tornare sul punto di via: sono già passati 2500 metri, in testa guida Gaeta, segue Di Giulio, a sua volta seguito da Napoli, Uva  e Trentadue, incalzati da Marotti e Tedone.
Tra le donne comanda Filannino, segue Labianca, poi Casaluce, man mano tutte le altre.

Il tracciato si sviluppa ora in zone meno centrali, non ci sono particolati difficoltà altimetriche (se non la classica salita all’incirca tra il settimo e l’ottavo chilometro), ben blindato al traffico veicolare, sorvegliato, con ristoro di bottigliette d’acqua a metà distanza.
Gli atleti ritornano sul Lungomare Colonna, gli spettatori sono oramai nettamente aumentati, l’aria e la brezza di mare infondono coraggio, sono gli ultimi metri prima di giungere sul largo e lungo Corso Dante che porta al traguardo.
Proprio su Corso Dante qualche ragazzino dotato di bici elettrica pensa “bene” di attraversare la sede stradale quando passano gli atleti, rovinando il ritmo e lo sprint (vero Francesca Labianca?): non ne ha colpa nessuno, se non il lassismo attuale che consente tanta maleducazione ai nostri ragazzi di età da scuola media inferiore.

Ma torniamo alla corsa: un uomo solo al comando, una gara perfetta nella gestione, Giuliano Gaeta (Montedoro Noci) iscrive il suo nome nell’albo d’oro della Corrimolfetta, il titolo della 14^ edizione è tutto suo. 33:10 il suo crono, il gps di Giuliano (come quello di tanti altri atleti) segna 190 metri in più rispetto alla distanza omologata, Giuliano sbraita, senza quei 190 metri avrebbe migliorato il personale, ma c’è da capire se questi gps siano sempre e comunque veritieri.
Natale Napoli (Atletica Isaura Valle dell’Irno), davvero bravo,  è secondo in 34:17, a precedere l’idolo di casa, il buon Michele Uva, festeggiatissimo dalle sue bimbe che l’osservano e lo incitano dall’alto di un balcone: 34:24 il suo crono, sufficiente per battere il terribile Francesco “Ciccio” Marotti (Enterprise Giovani Atleti Bari), quarto in 34:35, ed Enzo Trentadue, il general manager della Dynamyk Palo del Colle, quinto in 34:46.
Sprint fratricida tra i due gioielli della Pro Canosa: Antonio Di Giulio resiste per una secondo ad Antonio Di Nunno, 34:51 a 34:52, sesto e settimo; ottavo, in 34:56, Mimmo Tedone (Dynamyk Palo del Colle), reduce dal successo nazionale alle Netturbiadi, seguito dall’esemplare Sabino Gadaleta (Pedone Riccardi Bisceglie), nono in 35:27, e dall’altro Tedone, Michele (Amici Strada Tesoro Bari), positivo decimo in 35:49.

Tra le donne, brillante gara di Raffaella Filannino (Atletica Disfida di Barletta), che si afferma in 39:56 , in testa sin dai primi metri e capace di resistere alla reazione finale di Francesca Labianca (Bitonto Sportiva), che, non ancora al meglio della condizione, giunge a soli 10” dalla vincitrice, ottenendo un pregevole secondo posto. Terza posizione per Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), in 41:19, che migliora di km in km, dopo le vacanze estive che l’hanno rallentata.
Tutta la saggia esperienza di Mara Lavarra (Amatori Putignano) nel quarto posto in 41:33, a precedere la forza di Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), che si deve accontentare del quinto posto in 41:55. Lodevolissima per l’impegno, prima ancora che per il risultato, Ornella Donghia (Nadir on the road Putignano), è sesta in 42:08, davanti a Francesca Riti (Montedoro Noci), apparsa oggi più in forma, settima in 42:46. Bravissima la 16enne Rebecca Volpe (Enterprise Giovani Atleti Bari), che mette km nelle gambe in queste gare ed e è ottava in 42:52, davanti alla prima donna della società organizzatrice, Silvana Iania, sempre forte, educata e disponibile, nona in 43:08. Stella Giampaolo (Atletica Monopoli) chiude la lista delle prime dieci arrivate in 43:25.

Ottima la gestione della zona arrivi che smista a destra i non competitivi; inoltre, costringe gli atleti già arrivati a non ripassare sul traguardo, evitando di creare problemi a giudici, fotografi ed atleti che arrivano.

1134 gli arrivati: la lista è chiusa nelle rispettive graduatorie per sesso, da Doriana Mongelli (Amici del Cammino Barletta) in 1:38:39 e dal senatore della Maratona di Roma, Eligio Lomuscio (Barletta Sportiva) in 1:44:30.

Di rilievo anche il ristoro finale, con il classico moretto, gustosissimo semifreddo, busta di biscotti, mela ed acqua.

In tempi brevissimi le classifiche sono già redatte ed affisse presso il gazebo dell’agenzia barese “Vivi e Sorridi” di viaggi-maratone  di Vito Viterbo, l’amico del podista: si affollano gli interpreti, per capire se e in quale posizione sono in classifica.

Intanto, è il momento dell’inizio della cerimonia di premiazione: purtroppo assente un rappresentante dell’Amministrazione cittadina, è invece presente la Fidal Puglia, con il referente master Stefano Bianco e… chi scrive.

Si comincia con la consegna del premio del 3° Memorial Giulio Minervini, splendido atleta e studente di matematica, troppo presto portato via: il premio è riservato al primo e alla prima delle categorie AGM/AGF: consegnato dalla dolcissima mamma di Giulio, il premio va a Mino Demito e a Rebecca Volpe, che onorano al meglio il ricordo di Giulio, ritirando una stele e il premio in natura.

A seguire sono chiamati sul palco i due vincitori assoluti, Giuliano Gaeta e Raffaella Filannino: per loro un premio in natura come per i vincitori  di categoria (più tardi Giuliano esprimerà sui social il suo disappunto per non aver avuto la meritata evidenza, soprattutto -  ritengo - la mancanza della consegna di un trofeo).

E tocca ora ai migliori cinque di ciascuna categoria, tutti premiati con premi in natura, di differente entità, con soddisfazione dei meritevoli.  

Ultimo atto, prima dello “sciogliete le righe”, la premiazione delle prime cinque società per numero complessivo di arrivati: vince la Tommaso Assi Trani su Amatori Putignano, Bitonto Sportiva, Free Runners e Pro Canosa.
E’ il momento dei saluti, le signore presenti nel pubblico danno – come ogni anno – l’assalto alle piantine che ornavano il palco, e si va via tutti soddisfatti.

Molfetta non tradisce e non ha tradito neanche quest’anno: l’organizzazione è stata più che all’altezza e ha meritato i complimenti di tutti (o quasi) i partecipanti.
E, dimenticavo, la Corsa in gioco, la gara organizzata il giorno prima, riservata ai giovanissimi studenti,  eleva ulteriormente il livello di questa manifestazione, attenta anche alla diffusione dell’atletica tra i giovanissimi, essenza di vita e salute per le nuove generazioni.

6 Ottobre - Grande, grandissima prestazione di Yeman Crippa che nei 10000 metri, nell'ultima giornata dei Campionati del Mondo di Doha, ottiene l’ottavo posto in 27:10.76 (primo europeo), realizzando il nuovo record italiano che cancella il vecchio primato, quel  27:16.50 stabilito da Salvatore Antibo a Helsinki il 29 giugno del 1989.

Per Crippa anche la terza posizione europea all time, dietro il britannico Mo Farah (26:46.57) e il belga Mohammed Mourhit (26:52.30).

L'ugandese Joshua Cheptegei (già iridato sul cross) è il nuovo campione del mondo  in 26:48.36 (miglior prestazione stagionale mondiale); secondo posto per il favorito della vigilia, l'etiope Yomif Kejelcha in 26:49.34, terzo il keniano Rhonex Kipruto in 26:50.32. Quarto l’altro keniano Rodgers Kwemoi in 26:55.36.

La gara si sviluppa inizialmente su ritmi forti ma regolari; in testa gli africani con passaggi in 2.43.67 ai 1000,  5.27.24 ai 2000. 8.08.23 ai 3000.

Il passaggio ai 5000 avviene in 13:33.20, con Kipruto in testa, che si alterna con altri keniani. Crippa passa in 13:35.50. Al 6° km passaggio dei primi in 16.16.13, Crippa tiene in 16.17.79.

Passaggio al 7° in 18.56.85, i primi cominciano le prime schermaglie, Crippa passa in 18:59.52.

A sei giri dal traguardo, l'azione che riduce a otto il gruppo di testa; Crippa si stacca leggermente, passa all’ottavo km in 21:47.25, al nono in 24:33.31; all’inizio dell’ultimo giro è nono, ma riesce a rimontare l'etiope Gebrhiwet, piazzandosi ottavo.

Le parole di Crippa: “Sono felicissimo per il record italiano. Ho fatto una gara coraggiosa, mi sono messo anche a tirare quando sono rimasto da solo, e sono andato alla ricerca dei primi. Ne ho superati anche alcuni in volata, quindi sono super contento. Sapevo che stavo correndo forte, ho visto i primi passaggi al 3000 in 8:08, poi al 5000 intorno a 13:35, ma quando sono rimasto solo ho rischiato di rallentare. Invece alla campana dell’ultimo giro è uscito 26:10 e sapevo di dover chiudere sotto i sessanta secondi per fare il record italiano. Devo ringraziare tutte le persone che mi hanno portato qui in grande forma. Non entrare nella finale dei 5000 non era previsto, quindi l’attesa per questa gara è stata lunghissima, dal 27 settembre fino a oggi. Il riscatto dovevo prendermelo perché mi ero preparato un anno intero, un anno di lavoro con il mio allenatore Massimo Pegoretti, con i fisioterapisti Lorenzo Pilati e Alessandra Iacobucci, con la Federazione che mi appoggiava. Ringrazio anche le Fiamme Oro. Dovevo farlo anche per tutta la gente che si è permessa di criticare senza scendere in campo e mettersi in gioco. La strada è ancora lunga, perché sono ottavo al mondo ma a cento metri dai primi, e bisogna lavorare tanto per andare a prenderli. Voglio portare l’Europa e l’Italia il più vicino possibile a loro”.

5/6 Ottobre - La maratona maschile dei Campionati Mondiali di Doha si chiude, per l' Italia, con il dodicesimo posto di Yassine Rachik in 2h12:41, il quindicesimo di Eyob Faniel in 2h13:57 e il ritiro di Daniele Meucci al trentesimo chilometro.

Vince allo sprint l’etiope Lelisa Desisa in 2h10:40 sul connazionale Mosinet Geremew, secondo in 2h10:44.  Terzo il keniano Amos Kipruto in 2h10:51. Quarto lo scozzese Hawkins in 2h10:57.

La maratona si è sviluppata in condizioni ambientali nettamente più favorevoli rispetto alla stessa distanza femminile e alle gare di marcia.

La gara, con partenza alle 23:59 locali, si sviluppa sul giro di 7 chilometri da ripetere 6 volte sulla Corniche, il lungomare illuminato a giorno di Doha; 73 gli iscritti.

A sorpresa, subito dopo il via, è in testa solitario il paraguaiano Derlys Ayala che procede a 3:00 al chilometro, inseguito dai migliori, tra cui i keniani Korir, Kipruto e Kirui e l'ugandese Kiprotich, campione olimpico a Londra.

Al decimo chilometro Ayala conduce con un minuto di vantaggio sul gruppo, con passaggio in  30:40. Rachik è 13° in 31:42, Meucci 38° in 31:53, Faniel 50° in 32:09.

Al 15° km, Ayala ha aumentato il suo vantaggio a 1:02, con passaggio in 46:34, seguito dal gruppo composto dai migliori africani, dallo scozzese Hawkins, dallo svedese (di origini eritree) Abraha e dal nostro Rachik, nono in 47:39. Meucci passa in 47:47, Faniel in 47:55.

Al 20° km Ayala è ancora in testa in 1:02:38, ma il primo inseguitore, l’eritreo Zersenay Tadese, è a soli sei secondi (1:02:44). Infatti, dopo l’azione dello svedese Abraha che ha riavvicinato il gruppo al fuggitivo, gli africani hanno ripreso le redini del gruppo avvicinandosi al paraguaiano. Rachik è undicesimo, staccato di 19 secondi; Faniel e Meucci in 42^ posizione, staccati di 1:08.

Alla mezza maratona Zersenay Tadese conduce in 1h05:56, seguito dagli etiopi Lelisa Desisa e Mosinet Geremew e dai keniani Amos Kipruto e Geoffrey Kirui. Rachik è 12° in 1h06:18, Faniel 41° in 1h07:12, Meucci 50° in  1h08:08. Ayala, passato in 1h06:47, si ritira poco dopo.

Al 25° km Tadese è sempre in testa al gruppo in 1h17:38, seguito da vicino dagli etiopi Geremew e Desisa, dai keniani Kipruto e Korir e dal sudafricano Mokoka. Rachik è ottavo in 1h18:11, Faniel 29° in 1h19:28, Meucci 37° in 1:19:56.

Al 30° km in testa sempre Mokoka, Tadese, Kipruto, Desisa, Kirui e Geremew, con passaggio in 1h33:13; seguono l'altro keniano Laban Korir e il marocchino Sahli in 1h33:27, lo scozzese Callum Hawkins in 1h33:32, poi l’ugandese Fred Musobo e Rachik in 1h33:38. Faniel è 20° in 1h35:10, Meucci 29° in 1h35:41. Si ritira l’etiope Wasihun.

Al 35° km guidano il sudafricano Stephen Mokoka e il keniano Amos Kipruto in 1h48:48, seguono gli etiopi Geremew e Desisa e Tadese, poi il marocchino Sahli, poi Hawkins e i due keniani Korir e Kirui. Rachik è 10° in 1h49:29, Faniel è 20° in 1h51.23. Meucci si è intanto ritirato per problemi gastrici,come il keniano Paul Lonyangata, l'ugandese Mutai e il turco Arikan.

Al 40° km, in testa il gallese Callum Hawkins (quarto due anni fa al mondiale di Londra) che ha raggiunto Kipruto, Mokoka, Geremew e Desisa, con passaggio in 2h04:24; segue a 0.11 l'eritreo Tadese, a 0.28 il marocchino Sahli. Yassine Rachik è 11° in 2h05:33; Faniel è 16° in 2h07:20.

Con l'azione decisiva negli ultimi 600 metri di corsa, Lelisa Desisa va a vincere in 2h10:40, riportando dopo diciotto anni il titolo in Etiopia, trionfo completato dal secondo posto del connazionale Mosinet Geremew in 2h10:44. Terzo il keniano Amos Kipruto in 2h10:51, che respinge l'attacco dello scozzese Callum Hawkins, ancora quarto (come due ani fa) in 2h10:57. Quinto il sudafricano Stephen Mokoka in 2h11:09, sesto l’eritreo Zersenay Tadese in 2h11:29. 55 i finisher.

Le parole di Rachik, quarto tra gli atleti europei: “Ho cercato di correre in progressione, stavo molto bene come ho dimostrato, ho avuto un problema all’anca dal 34esimo km, non riuscivo più a spingere e ho pensato che non sarei riuscito a finire la gara. Ma ho tirato fuori la grinta per la maglia azzurr, ed essendo il mio primo Mondiale non potevo far altro che onorarlo. Dopo aver visto la gara femminile e la marcia avevo paura di saltare da un momento all’altro, quindi ho corso con un po’ di timore ma sono riuscito a ottenere una posizione che mi soddisfa”. 

 

 

5 Ottobre - Sifan Hassan è la donna di questi Mondiali:  dopo l'oro dei 10000m, l'olandese vince i 1500m in 3:51.95, sesta prestazione mondiale all-time, nuovo record europeo, seguita da altre nove atlete al di sotto dei 4 minuti. Hassan, già al centro delle polemiche per l'affaire-Salazar, corre alla grande, con l’ultimo giro in meno di 60 secondi.

Seconda è la keniana Faith Kipyegon in 3:54.22 (record nazionale), terza la etiope Gudaf Tsegay in 3:54.38.

Quarta la statunitense Shelby Houlihan in 3:54.99, record continentale nordamericano; quinta la britannica Laura Muir, in 3:55.76.

I 5000 metri registrano il dominio della etiope Hellen Obiri, in testa sin dal primo metro; solo nell’ultimo giro, la tedesca Konstanze Klosterhalfen (compagna d'allenamento della Hassan in Oregon) sembra impensierirla: ma Obiri reagisce e vince in 14:26.72, Kipkemboi rimonta ed  è seconda in 14:27.49, con la tedesca terza in 14:28.43. 

Quarta la etiope Tsehay Gemechu in 14: 29.60, quinta la keniana Rengeruk in 14: 36.05, l’altra etiope Worku sesta in 14:40.47, tutti PB.

Dopo averci salvato togliendo lo zero dal medagliere azzurro, con il bronzo di Eleonora Giorgi sulla 50km, la marcia non è riuscita a regalarci altre soddisfazioni con la 20 chilometri sia femminile che maschile.

Tra le donne, nella serata inoltrata di domenica 29, nella oramai solita Corniche (il lungomare) di Doha, illuminato a giorno, con temperatura e umidità a rendere ostiche le condizioni, la mottolese Antonella Palmisano, bronzo nel 2017 a Londra e nella rassegna continentale della scorsa estate a Berlino, chiude in tredicesima posizione (quarta delle europee) in 1h37:36, soffrendo incredibilmente nel finale. Chiude in diciassettesima posizione Valentina Trapletti in 1h38:22.

Podio interamente cinese con oro per Liu Hong, al terzo successo iridato della carriera dopo quelli del 2011 e 2015, primatista del mondo e campionessa olimpica, dopo la sosta per la maternità vince in  1h32:53 davanti a Qieyang Shenjie (1h33:10) e Yang Liujing (1h33:17).

Nel post-gara, Antonella, piuttosto delusa,  dichiara: “Non posso essere contenta: con il mio allenatore Patrizio Parcesepe ci eravamo detti di fare una gara in rimonta, partendo dietro, con un cambio di passo alla metà, perché le condizioni climatiche impedivano di affrontarla in maniera normale. Così ho fatto, però purtroppo al dodicesimo chilometro ho iniziato a sentire le gambe troppo doloranti, mancanza di forza nell’andare avanti, e anche il fatto di riuscire a guadagnare posizioni non mi ha aiutato perché sentivo questo fastidio e facevo fatica a respirare. Sono delusa di non essermi espressa come avrei potuto in altre condizioni. Faremo valutazioni a freddo per capire meglio, ma è sicuro che questa non è la marcia che mi piace. Non è gioia. Purtroppo l’anno prossimo a Tokyo ci troveremo nelle stesse condizioni climatiche, e lo sappiamo bene perché siamo stati da poco in raduno in Giappone: bisogna trovare un modo per abituarsi”.
Più contenta Valentina Trapletti: “Ora sono felice, all’arrivo mi hanno detto che sono la prima delle... felici. È stata una gara devastante, di sopravvivenza: mi mancava il respiro, sentivo dolori e brividi, ho messo ghiaccio ovunque. In una stagione per me pesante, ci tenevo tantissimo a essere qui, perché avevo bisogno che qualcosa andasse bene quest’anno”.

Quanta alla 20 km maschile, purtroppo, Massimo Stano, il poliziotto di Palo del Colle (provincia di Bari), tra i favoriti della vigilia, è nel gruppo di testa sin dai primi chilometri, ma già al 14° km - staccato di soli 12 secondi dal primo - colleziona il terzo richiamo ed è costretto alla pit-line, la fermata di due minuti. Chiaramente, la sua gara è compromessa, termina comunque tagliando il traguardo in 14^ posizione in   1h31:36. La marcia è l’unica specialità dell’atletica dove il giudizio dei giudici determina tanto…

Matteo Giupponi è venticinquesimo in 1h34:29.

In una serata ancora calda, ma questa volta con un po’ di vento (caldo!), ma molto umida, nella gara più lenta della storia iridata, vince il giapponese 23enne Toshikazu Yamanishi in 1h26:34 sul 'neutrale' (russo) Vasiliy Mizinov (1h26:49) e sullo svedese Perseus Karlstrom (1h27:00).

Le parole di Stano (che a stento trattiene le lacrime): “L’amaro in bocca l’ho provato a Berlino (quarto agli  Europei lo scorso anno per un solo secondo – ndr) e lo provo anche oggi. Non do la colpa a nessuno, probabilmente oggi marciavo male e mi meritavo la penalty zone. Ho provato rabbia, non volevo ripartire, ma indosso la maglia della Nazionale e ho voluto onorarla fino in fondo. Non ho recuperato molte posizioni ma ho resistito fino alla fine al mio ritmo cercando di marciare il meglio possibile per evitare la squalifica negli ultimi chilometri. Oggi è la 52esima settimana di allenamento e mi aspettavo ben altro. Ma la marcia è così, miglioreremo la tecnica perché sicuramente c’è qualcosa che non va. Mi servirà di lezione. Se vogliamo diventare campioni gli step sono anche questi: bisogna portare a casa, incassare, e un giorno ce la farò”. Ecco Giupponi: “Faceva caldo ma era per tutti. La gara è andata male, speravo di fare molto meglio e da qui devo ripartire per la prossima stagione. Ho sentito molta fatica muscolare, avevo le gambe pesanti. Nessuna scusa. Mi rimetterò ancora in gioco. E intanto festeggerò la medaglia di Eleonora (Giorgi, la sua compagna, ndr) perché lei è stata grande, ha fatto un’impresa”.

La quarta edizione della SoRun, la mezza maratona della città di Sondrio, resterà agli annali per l’incredibile episodio verificatosi all’arrivo dell’atleta al comando della gara, il keniano Paul Tiongik: a meno di due metri dalla linea del traguardo, un podista dal passo lento (probabilmente della non competitiva), volendo fare spazio all’arrivo del primo che giungeva in piena velocità e non accorgendosi di averlo oramai già “addosso”, l’ha letteralmente travolto scaraventandolo per terra.  

Tra l’incredulità e la preoccupazione generale, è sopraggiunto, intanto, il fino ad allora secondo, l’altro keniano Simba Dickson Nyakundi (Run2gheter) che è andato a vincere la gara in 1:03:01, nuovo record del tracciato.

Il malcapitato Tiongik (GP Parco Alpi Apuane), riuscito ad alzarsi, ha concluso secondo in 1:03:28, precedendo Youssef Sbaai (Team Marathon SSD Torino), terzo in 1:03:38.

Nell’epoca di cellulari e social, l’episodio non poteva non essere ripreso da alcuni spettatori...

https://video.ilgazzettino.it/cronache/mezza_maratona_sondrio_arrivo_incidente_oggi-4769704.html 

Passando alla cronaca, la mezza maratona di Sondrio che si è svolta lo scorso 28 settembre, con partenza alle ore 16.30 da Piazza Garibaldi, è stata ben organizzata dal 2002 Marathon Club con la collaborazione dell’amministrazione comunale.  

Nella mezza, in campo femminile, successo di Ivyne Jeruto Lagat (ILovereun Athletic Terni) in 1:14:46 (13^ assoluta) su Vivian Jerop Kemboi, seconda in 1:15:05, e Mary Wanjohi Wangari (Run2gether), terza in 1:15:24.

291 i finisher.

Nella SoRun 10k (non competitiva), conclusa da 344 atleti, successo di Abdelak El Jandari in 33:06 davanti a Stefano Bonomi Boseggia (34:15) e Giovanni Steffanoni (34:38). Tra le donne, vittoria di Katia Nana in 39:05 su Debora Dell’Andrino (41:27) e Francesca Romeri (42:47).

 

 

Pur di abbattere il muro delle 2 ore in maratona le si studiano tutte…

Così, in attesa del tentativo del primatista del mondo programmato il 12 ottobre a Vienna, in Spagna hanno inventato una maratona interamente in discesa.

L’evento si è disputato lo scorso 22 settembre, la 1^ edizione della World Fastest Marathon, con il tracciato che parte sopra la località sciistica di Pradollano, nelle montagne della Sierra Nevada, a 2.605 metri, e termina a 667 metri nella storica città di Granada su strade interamente asfaltate; un percorso in discesa al 100% (meno di 1 km è senza pendenza), un dislivello di 1.938 metri e una discesa media totale del 4,6%. Il keniano Anthony Karinga Maina (un atleta di seconda fascia con un PB certificato di 2h22:38 a Salisburgo a maggio 2019) ha vinto in 2h09:38, fallendo nettamente il tentativo: Karinga Maina ha rallentato decisamente nel finale per i dolori ai polpacci dovuto ai tanti chilometri in discesa;  infatti, al passaggio al 30° km in 1h25:40 è passato più veloce di quanto avesse fatto Kipchoge (1h06:45) a Berlino, un anno fa, nel giorno del record del mondo, e più veloce anche del record del mondo sulla distanza, quell’1h26:47 stabilito da Moses Mosop nel 2011 a Eugene.

Questi i parziali: 5km in 13:45, 10km in 27:56, 15km in 41:51, 20km in 56:16, 21,097km in 59:30, 25km in 1h10:21, 30km in 1h25:30, 40km in 2h01:14. 

In classifica, dietro Karinga Maina, è secondo lo spagnolo Juan Calderon Ramos in 2h37:38, terzo l’altro keniano Julius Ndiritu Karinga, in 2h43:34.

Tra le donne successo della spagnola Linda Ana Blanco in 3h31:53 sulla danese Asta Hubeck-Graudal, seconda in 3h37:49, e sulla neozelandese Diep Ngoc Lam, terza in 3h:43:27.

Chiaramente i tempi non sono omologabili; sorprende, però, che diano la possibilità di accreditarsi alla Maratona di Boston, storica maratona – a sua volta - dai record non omologabili. 

 

 

Martedì, 01 Ottobre 2019 23:11

Turi (BA) - 19^ Quattro passi nella storia

29 Settembre - Quattro piacevoli passi nella storia li abbiamo fatti nella mattinata a Turi, sotto un cielo estivo, con tanta accoglienza e voglia di correre e stare insieme.

Diciannovesima edizione, una delle migliori a mia memoria: la DOF Amatori, la storica società locale creata e guidata da Franco Laera, dopo un breve periodo di appannamento, nelle ultime annate ha ripreso al meglio l’attività, tornando a crescere quantitativamente, qualitativamente e nell’organizzazione della manifestazione.

Unico punto da cambiare, l’orario di partenza, fissato alle 10.00, troppo tardi e troppo caldo: il buon Franco immaginava una giornata più fresca e che invitasse a restare a letto un po’ di più, si è trovato invece la tipica giornata pugliese estiva d’autunno, che permette di tornare a mare!

Strade centrali bloccate con notevole anticipo, con parcheggio previsto in Piazzale Pozzi, con tanto di bagni chimici, ai quali si somma la struttura fissa nella Villa cittadina.

Il quartiere generale è fissato in Via Gramsci, sotto la mura di cinta di quel famoso carcere che in altra epoca “ospitò” l’intellettuale comunista; in una stradina attigua si ritirano facilmente pettorali, chip e pacchi gara per chi ne abbia fatto richiesta. Iscrizione base fissata a sei euro, con il premio di partecipazione (una somma di prodotti alimentari ai quali si aggiunge un’utilissima bomboletta di Svitol), un euro in più.

600 gli iscritti della vigilia, un discreto numero se si analizzano le tante concomitanze e la preparazione in corso di mezze e maratone autunnali; ai Fidal si aggiungono oltre settanta liberi, tra i quali spicca Cosimo Girolamo, il caro atleta che corre su due stampelle e la sua unica gamba, un’icona della voglia di reagire e di raggiungere gli obiettivi.

La voce della manifestazione è di Antonio Torres, schietto e vivace, che commenta ogni fase con la sua intelligente spontaneità, aggiungendo sempre una nota di piacevole colore.

Con gli atleti che non faticano a cambiarsi e a vestire i completini sociali, dato il caldo che aumenta di minuto in minuto, si è già pronti con largo anticipo; per fortuna ci pensa Margherita Milano, atleta della DOF e personal trainer, a far muovere i corridori con musica ed esercizi fitness.
I più “fissati” ricorrono al tradizionale risveglio muscolare, tra corsa inizialmente blanda, brevi allunghi e tanto stretching.

Come da regolamento del Trofeo Terra di Bari, il circuito provinciale a tappe di cui la Quattro passi nella storia fa parte, la zona pole in partenza è riservata ai primi 50 uomini e alle prime 20 donne della classifica della precedente gara: predisposta la gabbia, ciascuno di questi atleti ha il pettorale contrassegnato da un bollino colorato, ma – come sempre – sono tanti i non aventi titolo a trovarsi nelle prime file.

Sole sempre più alto e contrario a chi fotografa in partenza; in compenso gli atleti sono ordinatamente schierati dietro la linea di via e dietro il cordone umano formato dai soci organizzatori. Qualche attimo di attesa, il permesso della Polizia locale, ed ecco partire il colpo che libera gli atleti sul tracciato.

Giro unico, con percorso inizialmente extraurbano, con due cavalcavia e un tratto di sterrato piuttosto lungo; dopo il ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, il progressivo ritorno nella città e nel centro storico, con numerose curve che spezzano il ritmo, e la pavimentazione antica in alcuni tratti che fa lavorare a doppio. Peccato che dopo il 9° chilometro, dopo il passaggio a livello, numerosi atleti prendano la direzione sbagliata tagliando di un buon 500 metri la distanza, non fermandosi né tornando indietro nemmeno dopo i ripetuti inviti di chi segue, né dichiarando il taglio nel post gara (mi piace pensare che sia stato un errore non voluto e non compreso, ricordo che il rispetto delle regole e dell’altro corridore sono alla base di questo sport, altrimenti meglio restare da soli e correre sotto casa).

Tracciato tecnico e nervoso, mai banale, apprezzato per gli scenari, un po’ meno per la fatica soprattutto sotto quel sole pieno: chiuso al traffico, sorvegliato (tranne, proprio, dopo quel maledetto passaggio a livello!).

La gara maschile vede nei primi chilometri condurre un trio composto da Grieco, Busto e Colasuonno; ben presto, però, il terlizzese dell’Atletica Castello di Firenze, il 21enne Vincenzo Grieco, aumenta il suo distacco sugli avversari e, pur non ancora al 100% della forma, va a conquistare il successo in 34:15, dopo aver scambiato il cinque con il papà. Speriamo che la vittoria odierna sia di buon auspicio per questo ragazzo capace ed umile affinché possa ottenere quelle vittorie importanti che sembravano alla sua portata da piccolino.

Alle sue spalle si presentano quasi in linea in fondo al Viale Grasmsci, Colasuonno e Busto; gli incitamenti sono tutti per l’atleta di casa che, letteralmente gasato dal pubblico, dà il meglio di sé: Nuccio Busto è  secondo in 35:29, davanti all’incredibile e brillante Simone Colasuonno, terzo in 35:35.
Michele Di Carolo (Atl. Amatori Cisternino Ecolservizi) è quarto in 35:53, Alessandro Cazzolla (Bitonto Runners) è quinto in 36:53, 4 secondi prima di Pietro Torroni (Futurathletic Team Apulia Barletta), sesto, e  6 prima di Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), settimo.
Dopo l’estate, ecco il ritorno di Francesco Minischetti (Running People Noicattaro), ottavo in 37:09, che precede Vito Alò (Atletica Monopoli), nono in 37:29, e il bravo runcard Salvatore Cera, decimo in 37:40.

Al femminile non c’è storia, troppo più forte Mariangela Ceglia che corre e vince in solitudine in 39:20, 24^ assoluta: per la rappresentante della Futurathletic Team Apulia, l’ennesimo successo della carriera, augurandoci che per la 29enne altamurana i migliori momenti debbano ancora venire.
Secondo posto per Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva) in 41:34 , che sembra aver ritrovato il tradizionale vigore;  terza posizione per Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), in 42:03, che non si risparmia mai.

Strano ma vero trovare, forse in puro allenamento senza forzare, in quarta posizione Daniela Tropiano (Atletica Monopoli), in 42:15, che può rallentare ma mai smettere di sorridere; quinta posizione per la 16enne Rebecca Volpe (Enterprise Giovani Atleti Bari) in 42:53, un’allieva che promette davvero.
Maddalena Carella (La Fenice Casamassima) è sesta in 44:44, seguono quattro atlete comprese nel giro di dodici  secondi: Adriana Dammicco (Atletica Bitritto) settima in 45:28, Filomena D’Adamo (Bitonto Runners) ottava in 45:30, Sandra Barbieri (Manzari Casamassima), nona in 45:31, Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Capurso), decima in 45:40.

557 i finisher, chiudono gli eterni Mara Legrottaglie (Runners del Levante) in 1:31:22 e Vincenzo Mirizzi (Atletica Bitritto), in 1:35:32, inframmezzati da Cosimo Girolamo, che non conosce ostacoli.

Ottimo il ristoro finale con focaccia, pezzi di torte caserecce, mela ed acqua, il tutto confezionato in vaschette monoporzione, con i soliti “protagonisti” a fare incetta, passando e ripassando più volte.

Sollecitamente elaborate le classifiche (un chip restituito di un atleta non presente, passato involontariamente sul tappeto, colloca un SM70 nelle prime posizioni scatenando polemiche, per fortuna immediatamente sedate con la ristampa della classifica esatta), si può quindi procedere alla cerimonia di premiazione.

Si comincia, come prassi, dai due vincitori assoluti, Grieco, che si aggiudica il 6° Memorial Piero Palasciano,  e Ceglia, premiate con trofeo e sacca con prodotti per la cura dell’automobile; per passare ai meritevoli delle varie categorie, per fasce di età, i primi tre di ciascuna, tutti premiati con coppa. Premi anche per i primi tre medici (Nico Gatti, Rocco Affuso e Ugo Procoli), per i prime tre rappresentanti delle forze armate (Salvatore Cera, Andrea Reale e Francesco Giove), e i prime tre donatori AVIS (Paolo Sgarra, Pierpaolo Volza e Antonio Dell’Endice). L’estrazione del viaggio più maratona offerto dall’agenzia barese Vivi e Sorridi di Vito Viterbo premia questa volta Gianluca Lopasso, che… tornerà alle distanze lunghe.

Infine la premiazione delle prime cinque società per numero cumulativo di atleti giunti al traguardo: si autoesclude la DOF, vince l’Atletica Adelfia (46) su Amatori Putignano (39), La Pietra Modugno (27), Bitonto Runners (22) e Runners del Levante (22). Un premio speciale è consegnato a Cosimo Girolamo, star dell’evento.

Al termine della “passeggiata”, i complimenti per la DOF sono scontati, la manifestazione si è svolta in maniera corretta e lineare, la gente è rimasta soddisfatta e divertita, i minimi nei espressi – conoscendo Franco e i suoi collaboratori – saranno senz’altro migliorati nella prossima edizione,  che potrebbe essere davvero importante, oltre a festeggiare il ventennale.

       

30 settembre - Bella e spettacolare la finale dei 5000 metri maschili ai Campionati Mondiali di Doha: vittoria per il 25enne etiope Muktar Edris in 12:58.85, il campione uscente, ma il meno accreditato del successo finale tra i favoriti. E dire che senza la wild card assegnata ai campioni in carica non avrebbe probabilmente partecipato a questi mondiali, dopo il periodo tribolato con diversi problemi fisici e scarsi risultati.   

Edris, invece, è riuscito a fare doppietta, al termine dell’accattivante sfida con il connazionale Selemon Barega, secondo in 12:59.70 nell’ultimo giro: i due erano scattati non appena il più giovane dei tre fratelli norvegesi Ingebrigtsen, Jacob, aveva provato il tutto per tutto a trecento metri dalla fine.

Jakob Ingebrigtsen è stato poi superato sul rettilineo d’arrivo anche dal canadese Mohamed Ahmed, terzo in 13:01.11, e dall’altro etiope Telahun Bekele, quarto in 13:02.29, tuffandosi letteralmente sul traguardo per mantenere almeno la quinta posizione in 13:02.93 ai danni del keniano Jakob Krop, sesto in 13:03.08 (PB). Settimo lo statunitense Paul Chelimo in 13:04.60.

Ritirato Filip Ingebrigtsen a 500 metri dal termine; staccato il fratello più grande, Henrik (13:36.25).

28 Settembre - La sola medaglia sinora conquistata dagli atleti azzurri ai Campionati Mondiali di Doha porta la firma della trentenne lombarda Eleonora Giorgi (Fiamme Azzurre), un bronzo splendidamente conquistato nella notte di sabato nella 50 chilometri di marcia.

Per l’Italia è la quarantaquattresima medaglia ai Campionati Mondiali, la sedicesima portata dalla marcia.

Come nella maratona del giorno prima, con le condizioni climatiche ai limiti della sopportazione, tra caldo ed umidità, la gara è partita alle 23.30 locali sviluppandosi sul lungomare di Doha, la "Corniche", illuminato a giorno, su un tracciato da ripetere 25 volte.  

Subito in testa un quartetto composto da Eleonora, dalle cinesi Rui Liang e Maocuo Li e dalla campionessa in carica, la portoghese Ines Henriques.

La prima ad abbandonare il gruppo, fino al ritiro, è stato proprio la portoghese, mentre le due cinesi dal 20° km hanno aumentato il ritmo staccando tutte le altre.

La nostra Giorgi, in difficoltà al 15° e soprattutto al 34° km, con attacchi di vomito, è riuscita però a resistere alla rimonta della ucraina Olena Sobchuk che era arrivata a soli 19 secondi dalla nostra atleta: progressivamente il distacco è tornato ad aumentare, anche per una crisi della ucraina, fino agli oltre quattro minuti finali.

Oro quindi alla 25enne cinese Rui Liang in 4h23:26 davanti alla 26enne connazionale Maocuo Li, argento in 4h26:40, e ad Eleonora Giorgi, bronzo in 4h29:13 (il PB di Eleonora, in condizioni normali è di 4h04:50, primato europeo realizzato a metà maggio, vincendo in Coppa Europa all’esordio sulla distanza). Quarta la Sobchuk in 4h33:38.  

Grande soddisfazione per la marciatrice azzurra, allenata dall’ex cinquantista Gianni Perricelli, che festeggia con due bandiere tricolori il primo podio in un grande evento internazionale, dopo averlo sempre mancato in passato nella 20 km.

Complimenti alla nostra Eleonora per la tenacia, la sopportazione del dolore, la voglia di non arrendersi, di reagire, di affermarsi: davvero un simbolo per lo sport italiano tutto.

Purtroppo ritirate le altre due azzurre, Maria Vittoria Becchetti, dopo il 30° km, e Nicole Colombi (portata via in barella), dopo il 40°, quando era quindicesima.  

Tra gli uomini successo per il 31enne giapponese Yusuki Suzuki in 4h04:20, sul 43enne portoghese Joao Vieira, secondo in 4h04:59, e sul canadese Evan Dunfee, terzo in 4h05:02.

Gli azzurri: 16° Michele Antonelli in 4h22:20, ritirato Teodorico Caporaso prima del 35° km.

Le parole di Eleonora Giorgi nel post-gara: “E’ la prima medaglia italiana in questi Mondiali e la prima anche per me. Sono contenta e fiera di averla conquistata con la maglia della Nazionale. Ho usato testa, gambe e soprattutto il cuore, per superare i problemi di stomaco che mi hanno rallentata, ho anche rischiato di non farcela, ma ci tenevo veramente tanto. Sapevo che era un’occasione da cogliere e non volevo lasciarmela scappare. Una gara difficile per tutti, nessuno è abituato a competere in queste condizioni. Per me questa medaglia ha un valore inestimabile, è qualcosa di grande, al termine di una stagione magica. La dedico a me stessa, per aver tenuto duro e aver creduto in questo sogno senza mai arrendermi”.

Domenica, 29 Settembre 2019 22:03

Pavia - 18^ Corripavia H.M. e 10 km

29 Settembre - L’edizione numero 18 della Corripavia Half Marathon registra il successo di David Nikolli, atleta albanese della società organizzatrice, l’Atletica Cento Torri, in 1h09:09, al secondo successo nella manifestazione dopo quello del 2016 (ai quali può aggiungere quelli sulla 10 km nel 2017 e nel 2018). Stefano Meroni (Corro Ergo Sum) è secondo in 1h10:28, seguito da Alessandro Bossi (Asd Gp Garlaschese), terzo in  1h11:15.

Tra le donne, successo per Benedetta Broggi (Raschiani Triathlon Pavese)in 1h23:41 che precede  Karin Angotti (Asd Gp Garlaschese), seconda in 1h24:15, invertendo le posizioni dello scorso anno.   Elena Zambelli (Gp Casalese) è terza in 1h28:09.

766 i finisher.

Nella 10 km competitiva, sul nuovo percorso omologato Fidal, vittoria del 25enne keniano Roncer Kipkorir Konga (Run2gether) in 29:40. Fabio Lusuardi (Atletica Calcestruzzi Corradini) è secondo in 33:14, mentre terza assoluta, e chiaramente prima donna, è la 23enne keniana Caroline Makandi Gitonga (sempre Team Run2gether) in 33:34. Quarto assoluto, terzo uomo, Alex Zulian (ASD Brancaleone Asti) in 34:13.

Il podio femminile è completato da Roberta Scabini (Running Oltrepò), seconda in 41:24, e dall’olandese Anouck Maria Johanna Van Belkom (Atl. Castel Rozzone) in 42:53.

266 i finisher.

In una manifestazione con particolare attenzione all’ecologia, senza l’uso di bottigliette di plastica, da segnalare lo svolgimento della 10 km non competitiva, della 10^ Minicorripavia Scuola, della Family Run di 2,5 km, unitamente alla quale si è corsa anche la Corripavia 4Parkinson, per sensibilizzare la popolazione sulle problematiche legate a questa malattia.

 

   

Domenica, 29 Settembre 2019 20:51

Doha: Sifan Hassan vince i 10000 donne

28 Settembre - Trionfo della 26enne Sifan Hassan, l’olandese di origini etiopi, nei 10000 metri in 30:17.62 (PB, migliore prestazione mondiale stagionale e  record nazionale) davanti alla giovane etiope Letesenbet Gidey (30:21.23, PB) e alla keniana Agnes Tirop in 30:25.20 (PB), che conferma il bronzo di due anni fa a Londra.

Quarto posto per la keniana Rosemary Wanjiru in 30:35.75 davanti alla connazionale Hellen Obiri, quinta in 30:35.82 (PB). Sesta la etiope Sembere Tiferi in 30:44.23 sulla sorprendente olandese Susan Krumins, settima in 31:05.40 (PB). A seguire, tre statunitensi :Marielle Hall, ottava in 31:05.71 (PB); Molly Huddle, nona in 31:07.24; Emily Sisson, decima in 31:12.56.  

Per Hassan è la prima medaglia di oro iridata dopo i bronzi sui 1500 metri di Pechino 2015 e sui 5000 metri di Londra 2017.

La gara, dopo il passaggio ai 5000 in 15:32:70, ha avuto il primo sussulto importante quando, a quattro giri dal termine, Gidey  ha accelerato improvvisamente staccando le cinque atlete che insieme a lei costituivano il gruppo di testa, con Tirop, Hassan e Obiri pronte a reagire, mentre subito si staccavano Teferi e Wanjiru.

Nei successivi due giri, Gidey guidava con 10 metri di vantaggio su Hassan e Tirop, con Obiri staccata a sua volta di 10 metri dalle due inseguitrici.

Ma, nella curva del penultimo giro, Hassan - aumentando decisamente il ritmo – era già nella scia di Gidey.

La campana che annuncia l’inizio dell’ultimo giro vedeva l’olandese riprendere e superare la etiope, correndo gli ultimi 400 metri in 61 secondi, e ottenendo così una grande vittoria.

Hassan ha corso i primi 5 km in 15.33.82, la seconda metà in 14.43.80.

27 Settembre - In una maratona condizionata da caldo ed umidità, con andatura lentissima per terminare “comunque” la gara,  è la favorita della vigilia, la 25enne keniana Ruth Chepngetich, ad aggiudicarsi il titolo mondiale in 2h32'43" davanti alla campionessa uscente, Rose Chelimo (Bahrain), seconda in 2h33'46", e a Helalia Johannes (Namibia), 39enne, terza in 2h34'14". 

Innumerevoli i ritiri, tra cui segnaliamo anche quello dell’altra azzurra, Giovanna Epis, dopo il 29 km, seguito a quello di Sara Dossena già descritto al seguente link: http://www.podisti.net/index.php/cronache/item/4913-sara-dossena-infiammazione-al-piede-sinistro-come-correra-stasera.html

32,7 gradi, umidità al 73,3%,  tanti malori e ritiri (28 e 40 finisher), 2h32:43 il tempo più lento della storia per una vittoria mondiale. In rapida sintesi la maratona mondiale femminile.  

La Chepngetich riporta l’oro mondiale in Kenia sei anni dopo il successo di Edna Kiplagat, oggi quarta in 2h35:36.

La gara

Partenza alle 23.59 locali (le 22.59 italiane); il percorso si sviluppa su un circuito di 7 km lungo la Corniche, il lungomare cittadino, perfettamente illuminato.

La gara, partita su ritmi lenti per il caldo, al 5° km, con passaggio in 18:21, vede al comando un gruppo formato da 25 atlete tra cui Sara Dossena, 24^ in 18:26. 35^ Giovanna Epis in 18:38.

All’8° km si ritira la etiope Roze Dereje

Al 10° km, passaggio in 36:44, in testa sempre il gruppo compatto (tra cui le keniane Visiline Jepkesho e Chepngetich, l'etiope Ruti Aga, Rose Chelimo –Bahrain-, l'israeliana Salpeter). Dossena è 22^ in 37:08, Epis 30^ in 37:43.  

Al 12° km si ferma Sara Dossena.

Al 15°, passaggio in 54:01, in testa un gruppo di 5 atlete composto da Chepngetich, subito ripresa dopo il primo tentativo di fuga, da Jepkesho e Kiplagat, dalla namibiana Johannes e da Rose Chelimo. Si stacca Lonah Salpeter, staccata di quasi un minuto; si ritira la etiope Aga. 30^ Epis in 57:42.

Al 20°km, passaggio in 1h12:34, sempre in testa il suddetto quintetto; segue a 52” Salpeter, poi Desi Jisa Mokonin (Bahrain), la campionessa d'Europa Volha Mazuronak e la portoghese Rocha. Si ritira l’altra etiope Roza Dereje. Epis è 31^ in 1:18:26.

Al 25° km, passaggio in  1h31:01, guidano Chepngetich, Kiplagat, Chelimo e Johannes; si stacca Jepkesho, quasi ripresa da Lonah Salpeter, che segue a 16”. Epis è 33^ in 1h40:25.

Tra il 28° e il 29° km si ferma anche Giovanna Epis.

Al 30° km, passaggio in 1h49:13, e al 35° km, passaggio in 2h07:23, guidano sempre Chelimo, Kiplagat, Johannes e Chepngetich. Si ritira anche Salpeter.

Al 36° km si produce in un allungo Ruth Chepngetich che stacca le compagne di fuga, con la sola Chelimo che contiene il distacco a soli 15 secondi. Seguono Johannes e Kiplagat, Intanto, si registra il ritiro di Eshete, Demise e della britannica Purdue.

Al 40° km comanda solitaria Ruth Chepngetich, che passa in 2h24:52, avviandosi verso la vittoria; segue a 30 secondi Rose Chelimo;  Helalia Johannes è terza  con 22” su Edna Kiplagat.

Quinto posto per la campionessa europea, la bielorussa Volha Mazuronak in 2h36:21, sesta la statunitense Roberta Groner in 2h38:44, settima la giapponese Mizuki Tanimoto in 2h39:09, ottava la nordcoreana Ji Hyang Kim in 2h41:24, nona la canadese Lyndsay Tessier in 2h42:03, decima l’altra nordcoreana Un Ok Jo in 2h42:23.

Le prime dieci classificate sono già qualificate per Tokjo 2020.

Le dichiarazioni delle italiane nel post gara

Dossena: “Per me un ritiro è una cosa inaspettata in qualsiasi gara, soprattutto a un Mondiale. Sono svenuta al 12° km per il caldo e l'umidità, altrimenti avrei chiuso anche camminando, ma l’avrei portata a termine. Mi dispiace tantissimo, però le condizioni sono davvero proibitive. Non è più una maratona, ma una corsa a chi arriva. Per la squadra avrei finito sui gomiti, non mi hanno fatto continuare per ovvie ragioni. Ho perso quattro giorni di allenamento per uno stato infiammatorio al piede, ma nella condizione fisica in cui mi trovo non era importante e non è quello il motivo del ritiro. Provo delusione, non mi volevo fermare”.

Epis: “Lavorare duro per tutta la stagione e ritirarsi al primo mondiale di maratona con la scritta Italia sul petto è l’incubo di ogni atleta - il suo commento - Ci ho messo tutta me stessa finché il fisico me lo ha permesso. Tutto ciò mi servirà per arricchire la mia esperienza”.

 

27 Settembre - Eliminazione in batteria per entrambi i rappresentanti azzurri sui 5000 metri uomini, Crippa e El Otmani.

Il campione europeo sulla distanza, Yeman Crippa, è impegnato nella prima batteria, estremamente tattica, con passaggi lenti  (ai 1000 in 2:50, 2000 in 5:37,3000 in 8:17, 4000 in 10:56), con il gruppo di 14 atleti ancora sostanzialmente compatto. La gara si decide all’ultimo giro quando si cambia ritmo e tutti scattano, mentre Crippa resta indietro, sofferente ed incredulo. Chiude undicesimo in 13:29.08 (poi decimo per la squalifica di Jakob Ingebritsen), correndo l’ultimo mille in 2:32, subito  eliminato non classificandosi né tra i primi cinque per il passaggio diretto, né nei secondi cinque per l’eventuale ripescaggio con i tempi. Vince l'etiope Selemon Barega in 13:24.69 (ultimo mille in 2:28), sul keniano Jacob Krop (13:24.94) e sul connazionale Muktar Edris (13:25:00).  

Le parole di Crippa: “Cos’è successo nell’ultimo giro? Gli altri hanno cambiato passo e io sono rimasto lì. Merito di non entrare in finale. Peccato, ci ho provato, era il mio primo Mondiale assoluto ma evidentemente bisogna arrivare con ancora più lavoro. Oggi è stata una lezione, nessuno ti regala niente. Confermo che correrò anche i 10.000 e spero che andrà meglio”.

Nella seconda batteria, si gioca con i tempi in base alla prima: passaggio ai 1000 in 2:45, 2000 in 5:26, 3000 in 8:08, 4000 in 10:50, con successo finale dello statunitense Paul Chelimo in 13:20.18 sull’etiope Haile Bekele (13:20.45) e sul norvegese Filip Ingebrigtsen (13:20.52). Il nostro El Otmani si ritira invece dopo tre chilometri in fondo al gruppo, dichiarando: “Ero bloccato, non riuscivo a correre fin dai primi metri. Mi aspettavo di tutto tranne questa prestazione”.

27 Settembre - Preoccupazione in casa Italia per le condizioni di Sara Dossena: la nostra maratoneta soffre infatti di un’infiammazione acuta dell’articolazione metatarso falangea del secondo sito del piede sinistro, come dichiarato anche sui social dal suo allenatore Maurizio Brassini.  Mentre l'ultimo tweet della Dossena, postato questa mattina alle 8,08, non sembrava allarmato: "Doha ..... Dossy e Brass stanno arrivando!" 

La 34enne bergamasca non si allena da domenica e martedì, appena giunta a Doha, aveva problemi persino ad appoggiare il piede.

Alcuni test sul tracciato effettuati nella serata di ieri hanno escluso il ritiro preventivo, ma le condizioni non saranno certamente le migliori.   

Ricordiamo che Sara Dossena sarà in gara insieme alla 30enne veneziana Giovanna Epis.

La partenza della gara è confermata per la mezzanotte locale:

http://podisti.net/index.php/notizie/item/4912-doha-la-iaaf-conferma-il-regolare-svolgimento-della-maratona-femminile.html

 

Live: fuori già a un quarto di gara. Aspetteremo la spiegazione dall'ennesimo tweet. Nel frattempo, intervistata da Elisabetta Caporale, la Dossena dichiara di essere "svenuta" al 12° km (quando peraltro era già oltre la ventesima posizione) ed essere stata fermata dall'organizzazione; se dipendeva da lei avrebbe "finito sui gomiti". Non c'entra il piede, ma il clima. Questo però del clima lo si sapeva già da anni, e allora forse era meglio allenarsi in queste latitudini piuttosto che raccogliere facili allori ed eurini in gare del Norditalia. Il suo "allenatore e non solo" (parole di Bragagna), Maurizio Brassini, pure intervistato dalla Caporale per Rai sport, ha parlato di un "picco di umidità", "situazione mai sperimentata dalle nostre parti", che sarà tale quale alle Olimpiadi di Tokio: ma "ci riproviamo". [Fabio Marri]

27 settembre - La IAAF ha comunicato sul proprio sito che la maratona femminile degli IAAF World Athletics Championships Doha 2019, prevista per la mezzanotte di stasera, si svolgerà regolarmente. Ecco di seguito il testo: 

La gara di stasera si svolgerà regolarmente come da programma. 
Le ultime informazioni meteorologiche confermano che la temperatura prevista per l’orario di gara sarà intorno ai 30°, con variazioni tra i 28° e i 30.9°, in linea con quanto previsto negli ultimi sei mesi. 
I team leader ed i medici federali sono stati informati delle condizioni meteo durante la riunione tecnica che si è svolta nella giornata di ieri, con la conferma di tutte le 69 maratonete iscritte al via (due erano le riserve). 
La IAAF ed il Comitato organizzatore locale hanno fatto tutto il possibile per ridurre al minimo i rischi legati al calore. Questi includono: 

- Svolgimento delle gare di resistenza alla mezzanotte locale
- Diffusione delle informazioni a tutte le Federazioni negli ultimi 6 mesi
- Aumento del numero di punti ristoro lungo il percorso
- Sovradimensionamento del piano medico 
- Reclutamento di esperti medici nel team
- Mantenimento della comunicazione tra i medici IAAF ed i medici dei team 

Il delegato medico IAAF Stephane Bermon ha rassicurato tutti gli atleti spiegando che le condizioni climatiche saranno monitorate continuamente e condivise con i vari team, per garantire lo svolgimento della gara senza particolari rischi per la salute. 
Qualsiasi decisione di modifica dell'orario di partenza dell'evento sarà presa entro le 22.30 su raccomandazione del delegato medico IAAF, che ha anche l'autorità di escludere qualsiasi atleta prima o durante l'evento nel caso riscontri rischi per la sua incolumità. 
Il dipartimento di salute e scienza della IAAF ha inviato consigli dettagliati sulla preparazione per competere in condizioni di caldo estremo, nel suo opuscolo Beat the Heat, a tutte le federazioni sin dallo scorso giugno.

Sebastian Coe è stato confermato alla guida della IAAF (federazione internazionale di atletica leggera) per il prossimo quadriennio: nomina scontata trattandosi di candidato unico.

La rielezione è avventa mercoledì 25, nel Congresso che si è tenuto a Doha, in occasione dei Campionati Mondiali in programma dalla giornata odierna.

Tra i quattro vicepresidenti, spicca la nomina della colombiana Ximena Restrepo, prima donna eletta in questo ruolo, con Sergey Bubka, Geoffrey Gardner e Nawaf Bin Mohammed Al Saud. 

Nel Council importantissima conferma per l’atletica italiana di Anna Riccardi, terza in ordine di preferenze con 123 voti; sono stati eletti, inoltre: Hiroshi Yokokawa (Giappone, 142 voti), Antti Pihlakoski (Finlandia, 125) e poi Wang Nan (Cina, 122), Adille Sumariwalla (India, 121), Nawal El Moutawakel (Marocco, 120), Abby Hoffman (Canada, 117), Sylvia Barlag (Olanda, 107), Alberto Juantorena (Cuba, 102), Willie Banks (Stati Uniti, 101), Raul Chapado (Spagna, 98), Dobromir Karamarinov (Bulgaria, 98) e Beatrice Ayikoru (Uganda, 91). 

25 Settembre - L’ultramaratoneta 35enne Enrico Maggiola è stato investito sulle strisce pedonali a Pordenone.

Ecco la nota pubblicata sul sito della IUTA italia:

“E' successo nel pomeriggio di ieri a Pordenone, mentre stava attraversando la strada sulle strisce pedonali ed è stato investito da un auto.
Il primatista italiano delle 12 ore, attualmente il miglior nostro atleta delle 24 ore, ha riportato diversi traumi, il più grave dei quali alla testa. Enrico è ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dell'Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone. 
Questo nostro "pensiero" è di forte vicinanza alla famiglia Maggiola”.

Di seguito, quanto pubblicato sul sito de "Il Gazzettino":

”La prima auto, che occupava la corsia più a destra, si è fermata e lo ha fatto passare. La seconda no, lo ha preso in pieno proiettandolo prima sul parabrezza e poi sulle sterpaglie dell’aiuola spartitraffico che divide le due carreggiate di via Pola, di fronte all’hotel Santin e a pochi metri dalla rotonda. E.M., 35enne nato a Trieste che lavora a Pordenone, alle 14 di ieri stava attraversando la strada correndo, in pantaloncini corti e scarpe da ginnastica: arrivava da viale Treviso ed era diretto verso la Santissima. Era sulle strisce, aveva fatto tutto correttamente. L’impatto con la Volkswagen che arrivava dalla stazione è stato improvviso e tremendo: gli ha procurato diversi traumi, il più grave al capo. Ora è ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, dov’è arrivato in ambulanza dopo la stabilizzazione sul luogo dell’incidente”.

 

 

Martedì, 24 Settembre 2019 16:17

Putignano (BA) - 9^ Putignanontheroad

22 Settembre - La Putignanontheroad è cominciata il sabato pomeriggio quando 43 piccoli atleti hanno dato vita alla prima edizione della gara junior riservata alle categorie esordienti, ragazzi e cadetti, sia maschili che femminili. 300 metri per i più piccoli, 700 per i medi e 1400 per i più grandi, tutto ben organizzato, medaglia e premi per (quasi) tutti i corridori. Peccato per la concomitanza con i Campionati regionali ragazzi, dalla prossima stagione andrà studiata meglio la data per registrare un successo di partecipanti. Un plauso, però, alla Nadir on the road, la società più giovane di Putignano, capace di avviare da alcuni anni l’attività giovanile, la cosiddetta Academy, ottimamente guidata da Fabio Daresta con la collaborazione di Mariano Tinelli, che garantisce il ricambio generazionale, ma soprattutto tanto benessere ai piccoli putignanesi…

La domenica mattina è andata in scena la 9^ edizione della corsa classica: una classica - pur essendo ancora relativamente giovane - per l’alto livello organizzativo raggiunto, anzi insito in questa manifestazione sin dal primo svolgimento. Valevole come 12^ prova del Campionato regionale a tappe su strada, il Corripuglia, registra ben 1109 iscrizioni, poche però per la qualità della gara, pur aggiungendo oltre duecento iscritti alla passeggiata di 7 chilometri dei liberi.

Con la location fissata sul centralissimo Corso Umberto I e sull’adiacente Piazza Aldo Moro, si parcheggia comodamente nell’area mercatale, il cosiddetto Foro Boario; a disposizione degli atleti la struttura            di bagni pubblici sita presso il Palazzo del Comune, anche se utile sarebbe risultata l’aggiunta di qualche bagno chimico nei pressi della partenza.
Rapido il disbrigo delle pratiche burocratiche di iscrizione e il ritiro dei pacchi gara (integratori, monoporzione di tarallini, splendida maglietta), con iscrizione fissata a 7 euro, consueta tariffa Corripuglia.  
Giornata dalla temperatura autunnale, colorata però dal sole che illumina la scena: si può correre davvero in maniera ottimale. Giornata di festa, poi, perché dopo alcune domeniche di assenza, ritorna Paolo Liuzzi, la voce del Corripuglia, uno show di citazioni, dettagli, battute, simpatia, aneddoti, capace di ammaliare il pubblico presente.  

Start intelligentemente fissato alle ore 9.00; la zona partenza è delineata da alte reti laterali, con la pole position riservata solo agli atleti dotati di bollino distintivo selezionati dal Commissione Master della Fidal Puglia. Man mano gli atleti si posizionano nei rispettivi settori, con l’avvicinarsi dell’orario di via il plotone si unifica, tutto è pronto per il via, si attende solo l’agognato lasciapassare della polizia locale.
Permesso accordato, si stende il braccio del Giudice Luigi De Lillo, la pistola in alto, il colpo di pistola e via: gli atleti cominciano la loro gara.

Tre chilometri circa e sono già qui, il percorso si dimostra sin da subito nervoso, con continui falsipiani: l’auto della polizia locale, quella degli organizzatori, le bici apripista ed ecco il primo atleta, come da previsione conduce Giuliano Gaeta. A seguire la coppia composta da Antonio Di Nunno e Sebastiano Di Masi; al femminile è già in testa la padrona di casa, Ornella Donghia, segue Luana Piscopo…

Finisce il passaggio dei Fidal e si prosegue con l’avvio dei non competitivi, per loro 7 chilometri da affrontare al meglio, senza strafare: se poi va, l’iscrizione per la Nadir per il 2020 è già pronta!

Per gli atleti Fidal, intanto, seconda parte di gara, 9700 metri la distanza complessiva annunciata dell’affascinante ma tecnico tracciato, troppi però i tagli sui marciapiedi (occorrerà per le future edizioni transennare e nastrare evitando l’accesso sui marciapiedi che permettono notevoli riduzioni di distanza); ecco il tratto di “Via Crucis” da affrontare, il tradizionale salitone circa al settimo chilometro, dove si soffre, si impreca, ci si esalta. Esalta anche il passaggio nel centro storico, tra arte e profumi culinari, per successivamente trovare l’ultima salitella che apre al lungo e diritto Corso Umberto I, dove è possibile sprintare se si ha ancora energia nelle gambe e recuperare qualche posizione.

Tracciato blindato al traffico, presidiato nei punti più pericolosi, con ristoro con bottigliette d’acqua a metà distanza, con buona presenza di pubblico nei tratti cittadini.
I continui aggiornamenti da radio corsa descrivono del dominio di Gaeta e Donghia nei rispettivi settori, ma come diceva il buon Trapattoni: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” e allora aspettiamo.
Meno di 32 minuti, in lontananza il suono della sirena dei Vigili, l’auto e le bici apripista, poi sempre più vicine, tra loro la canotta della Montedoro Noci, spiccano i pois verdi sul bianco, spicca la fisionomia di Giuliano Gaeta che va a bissare il successo dell’anno prima, e vince in 32:05, migliorando di 48 secondi il crono del 2018, pur avendo corso sempre in solitudine.
Tutto lo spettacolo dello sprint per decidere le altre due posizioni del podio: due splendidi ragazzi combattono duramente e correttamente per superarsi: proprio negli ultimi metri Antonio Di Nunno (Atletica Pro Canosa) ha la meglio in 34:00, per tre secondi, su Sebastiano Di Masi (Atletica Castellana). La loro stretta di mano vale più di qualunque premio per questi due ottimi atleti.
Positiva prestazione per Andrea Dettole (Pro Canosa) quarto in 34:15, seguito da Michele Tedone (Amici Strada del Tesoro Bari), protagonista di una fantastica annata, quinto in 34:26, giunto quasi in contemporanea con l’ultimo “fiore all’occhiello” della Nuova Atletica Laterza, Daniel David, sesto nello stesso tempo.
Il solito Giuseppe Mele (Dynamyk Palo del Colle) è settimo in 34:35, per un secondo avanti al correttissimo Vito Alò (Atletica Monopoli); altri due secondi ed ecco Angelo Pazienza (Dynamyk Palo del Colle), l’atletica nel cuore, nono. Decima posizione per Mino De Mito (Atl. Amatori Cisternino), in 34:38, una voglia infinita di correre e di affermarsi.

Tra le donne, va in onda la giornata da ricordare per la vita per Ornella Donghia che vince nella sua città e nella gara della sua società in 38:55: prima della cerimonia di premiazione, mi confesserà tutta la sua gioia ma tutto il rispetto per chi (a torto, aggiungo io) non c’era e che le ha permesso di ottenere questo splendido successo.
Prosegue l’ottimo 2019 di Luana Piscopo (Dream Team Bari) che ottiene la piazza d’onore in 39:14, precedendo un'altra gloria putignanese, Mara Lavarra (tesserata per l’Amatori), sempre grintosa, terza in 40:08.

Francesca Riti (Montedoro Noci), in parziale ripresa, è quarta in 40:08, seguita da Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), sempre decisa, quinta in 41:17, e da Rosa Di Tacchio (Maratoneti Andriesi), che non si arrende mai, sesta in 41:33. Settima posizione per Silvia Acquaviva (Martina Franca Running) in 41:57, seguono Nicoletta Ferrante (Tommaso Assi Trani), ottava in 42:09, Tiziana Lamacchia (La Pietra Modugno), nona in 42:30, e Sandra Barbieri (Manzari Casamassima), decima in 42:47.

1022 gli arrivi registrati regolarmente: chiudono, nelle graduatorie dei rispettivi sessi, Tiziana Catella (Taras Taranto) in 1:14:42 e il putignanese dell’Atletica Bitritto, 'nonno' Vincenzo Mirizzi, in 1:28:12.

Il ristoro finale (con gelati, mele, latte ed acqua) e il settore massaggi costituiscono il giusto dopo gara, per riprendere forze e curare gli acciacchi. 

Pubblicate subito le prime pagine delle graduatorie, si attende la compilazione delle ultime, messe in crisi da qualche chip posto male o addirittura non indossato. Comunque, risolti i problemi, nell’atrio del Palazzo Comunale, si comincia la cerimonia di premiazione.
Dopo i premi consegnati per chi ha corso la combinata Trail della Masseria Papaperta (di ieri pomeriggio) e la Putignanontheroad (di stamani), alla presenza del Sindaco, Luciana Laera, e dell’Assessore all’Ambiente (nonché atleta Nadir) Elisabetta Romanazzi, si procede alla consegna degli odierni riconoscimenti.  

Chiaramente ampio risalto dato ai due vincitori Gaeta e Donghia (quest’ultima accolta con boato da stadio), che ricevono il trofeo, un ricco cesto di prodotti alimentari a km 0 e un barattolo d’integratore; a seguire, è la volta dei meritevoli delle varie categorie per fasce di età (i primi cinque sino alla SM55, le prime cinque sino alla SF50, i/le primi/e tre per le restanti), tutti premiati con cesto e integratore, per la visibile soddisfazione generale.

Ultimo atto prima della chiusura, la premiazione delle prime otto società per numero complessivo di iscritti: si elimina a priori la società organizzatrice e la classifica vede trionfare l’Amatori Putignano con 82 finisher su Montedoro Noci (56), Assi Trani (50), Atletica Monopoli (48), Gioia Running (46), Atletica San Giovanni Bosco Palagianello (38), Club Runners 87 Castellaneta (35) e Amici Strada del Tesoro Bari (32).

L’estrazione dei premi per la lotteria abbinata e la foto di gruppo dei soci organizzatori chiudono definitivamente la manifestazione, con speaker Paolo che rimanda alla 10^ edizione.

Gran società la Nadir on the road, fatta di gente vera e sincera dal presidente Pippo Florenzio, alla vice Rita Simone, al segretario Lorenzo Mastrangelo, al mitico Giuseppe Daresta, a tutti i soci, gente che sa cosa vuole, si impegna ed è efficiente: i frutti si vedono nella gestione della società, nei risultati, nella positivissima organizzazione della manifestazione… 

 

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