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Roberto Annoscia

Roberto Annoscia

Martedì, 25 Febbraio 2020 17:16

Polignano a Mare (BA) - 11^ CorsAmare

23 febbraio - Vi sfido a trovare un percorso così suggestivo come quello di Polignano a Mare, autentico gioiello della nostra Puglia: panorami naturali indescrivibili, il profumo del mare, il centro storico, un qualcosa di unico… Se poi aggiungiamo la giornata primaverile, calda ma non troppo, soleggiata e senza vento, beh… c’è davvero da rimanere estasiati.
Aggiungete, poi, la solita cortesia ed ospitalità degli organizzatori, l’Atletica Polignano, presieduta da quell’ottimo signore di Eugenio Scagliusi, il mix è perfetto e da gustare interamente.
L’undicesima edizione della CorsAmare, gara regionale di circa dieci chilometri, è valida come seconda prova del Trofeo Provinciale “Terra di Bari”.
Appena entrati in paese, precise indicazioni indirizzano ai parcheggi per l’occasione gratuiti sino alle ore 12.00, orario previsto per la conclusione della manifestazione.
Il ritrovo è fissato, come oramai buona consuetudine, in Piazza Aldo Moro: già levato di buonora l’arco gonfiabile di arrivo e partenza, si ritirano in rapidità pettorali e chip presso il solito e visibilissimo locale (consegna peraltro già cominciata dalla sera prima). 

Due le possibilità di iscrizione, 6 euro senza premio di partecipazione, 7 con il cosiddetto pacco gara, consistente in una buona riserva di prodotti di panificio, freschi e genuini (chiaramente tutti scelgono la seconda offerta!, con distribuzione che avviene poco distante, su una traversa della piazza.  
Un buon numero di bagni chimici ben celati nei pressi del Ponte borbonico di Lama Monachile risolve ogni ulteriore problema mattutino dei podisti, che possono anche far colazione a prezzi agevolati presso il convenzionato Bar Laguna Blu, sempre in Piazza.

La voce sempre dolce e gentile di Paolo Liuzzi ha, intanto, già cominciato a dettare i tempi agli atleti, e il ricordare che la partenza è intelligentemente fissata per le ore 9.00 li sveglia dal torpore di sole, abbracci foto e selfie, e li manda a cambiarsi per indossare i completini da corsa, pronti per affrontare la gara.

Solite operazioni di riscaldamento, grande successo riscuote la presenza della miss CorsAmare, Francesca Lamanna, particolarmente richiesta per le foto, provocando le ire delle podiste che lamentano la mancanza di un mister CorsAmare.

Scorrono i minuti, i Giudici invitano gli atleti ad andarsi a schierare dietro la linea di via: molto ampio il punto di partenza per una partenza corretta e ordinata.
1040 gli iscritti Fidal della vigilia, ai quali si sommnao “ad occhio” almeno trecento liberi, che ci auguriamo di veder tesserati alla Federazione di Atletica Leggera per il prossimo anno, magari per la società organizzatrice.

Da segnalare anche oggi la presenza dei portatori di tempi, i pacer del gruppo Running Zen, che guideranno gli altri atleti, magari i meno esperti, al raggiungimento del crono desiderato,  con le loro divise fosforescenti e i palloncini colorati. Oggi hanno un motivo in più per esserci:  si ricorda, infatti, l’ottimo Diego Romagnolo, uno di loro ( di noi), scomparso circa un mese fa, lasciando un vuoto troppo grande!

Infatti, schierati gli atleti dietro la linea di via (manca anche oggi una qualsiasi forma di scrematura e di  griglie per meriti, con il risultato di scorgere atleti “pesanti” dall’andatura lenta nelle prime file a disturbare chi parte e prosegue veloce per la vittoria assoluta o di categoria), ecco il primo sparo che dà il via al minuto di raccoglimento dedicato al suddetto Diego, al mitico podista-agricoltore Leonardo Palmisano e al caro Luigi Liuzzi , atleta locale deceduto alla Maratona di Parma a fine 2017: il secondo sparo rompe il silenzio sofferto e sentito e parte un lungo, spontaneo applauso, il terzo libera gli atleti che invadono la sede stradale. Lunghissimo il serpentone, partono per ultimissimi alcuni atleti di Castellana, notevolmente attardati.

Il tracciato è identico alle passate, ultime edizioni e allora copio-incollo quanto scritto lo scorso anno: ci si avvia in direzione sud, il primo giro di boa e l’imbocco sulla restaurata Via Roma, per attraversare Polignano vecchia e uscire dall’Arco Marchesale sul Ponte di Lama Monachile e proseguire in direzione nord, verso San Vito. Nuovo giro di boa, comincia ora il tratto più bello e caratteristico, si scende a livello del mare sul tratto di sterrato e sabbia, ecco la fantastica Cala Paura, si corre sul cordolo di roccia sul mare, autentico spettacolo. Una serie di gradini riporta in alto, riecco la strada, si costeggia la statua di Mimmo Modugno, la svolta e via verso il traguardo in leggera salita sul lungo rettilineo che permette unici sprint. Tracciato spettacolare, ma non facile, continui i cambi di pendenza, si fatica ma… con piacere. Percorso blindato al traffico, continuamente sorvegliato, con ristoro a metà distanza, distanza di circa, ma proprio circa, 10  chilometri.

Al rientro dopo alcuni mesi di assenza per vari problemi fisici, al comando della gara in solitaria sin dai primi metri, torna come aveva lasciato, con una vittoria: splendida prestazione di Giuliano Gaeta (Montedoro Noci) che bissa il successo del 2018, affermandosi meritamente in 34:02.
Nuova maglia, quella della Montedoro Noci, ma solito spirito di sacrificio e impegno per il miglior risultato: Domenico “Mimmo” Tedone è secondo in 35:09, precedendo il triatleta Michele insalata, terzo in 35:32, per un podio tutto bianco-verde, tutto Montedoro Noci per la massima soddisfazione del presidente Stefano Bianco.
Serietà e talento nel quarto posto di Giuseppe Mele (Dynamyk Fitness Palo del Colle), quarto in 35:37, un secondo prima del brillante Francesco Minischetti (Running People Noicattaro), quinto. Tra calcio a 5 e corsa, Giovanni Acquaviva (Atletica Pro Canosa), è sesto in 35:53,  seguito dal bravo, ma non ancora al meglio, Pietro Torroni (Running Team D’Angela Sport Turi), settimo in 35:55, e dal sempre grintoso Sebastiano Di Masi (Atletica Castellana), ottavo in 35:57. Il capace Michele Bitetto (La Pietra Modugno) è nono in 35:58, a precedere il figlio d’arte, l’educatissimo e sportivissimo Stefano Fornarelli (Atletica Bitritto), decimo in 36.00

Le figlie a gareggiare a Grottaglie, la mamma a Polignano: Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), grinta, forza e reazione, si afferma in 41:57 precedendo la bravissima Francesca Riti (Montedoro Noci), che gestendosi meglio, coglie l’argento in 42:19, davanti alla tenace Maddalena Carella (La Fenice Casamassima), bronzo in 42:26. 
La canotta arancio della Nadir on the road di Putignano, ottimamente portata da Rosa Di Tacchio, esempio vivente di quanto l’allenamento porti a migliorarsi in questo sport, è quarta in 42:38, seguita dalla mai arrendevole Stella Giampaolo (Atletica Monopoli), quinta in 43,17, e dalla tattica Valeria Cirielli (Amatori Atletica Acquaviva), sesta in 43:45. Altra rilevante prestazione di Stefania Antonaci (Bio Ambra New Age Capurso), che chiude settima in 43:53, sull’energica Lucia Semerato (Ostuni Runner’s), ottava in 43:54, e sulla capace Francesca Pastore (Gioia Running), nona in 44:18. Adriana Dammicco (Atletica Bitritto), oramai dedita a insegnar atletica ai ragazzini, non molla ed è decima in 44:23.

Ben gestita la zona arrivi, con corridoio laterale per i liberi e solito trionfale spazio per sprint e combattimenti fino all’ultimo metro per i Fidal, con uscita posteriore, buon ristoro (acqua, frutta, latte, bevanda energetica), e deflusso laterale senza che alcun atleta ripassi sul punto di arrivo.

988 gli arrivati, chiudono il regolarissimo dottor Giovanni Rubino (Running Peole Noicattaro) in 1h29:47 e Doriana Mongelli (Amici del Cammino Barletta), lo spirito più libero del podismo pugliese, in 1h32:21.

La splendida giornata di sole rende piacevole il dopo gara, davvero si sta bene al sole, basta alleggerirsi di giubbotti e cappelli, viceversa utili nelle prime ore del mattino.
Ma è già ora di cerimonia di premiazioni, si parte però dal ricordo ufficiale di Diego Romagnolo, l’ultra-pacer buono, come mi piace definirlo,  io che ho avuto la fortuna di conoscerlo un po’ meglio oltre la corsa. Sul palco tutti i pacer, la Signola Antonella, la moglie di Diego e le figliole, Claudia e Giulia, un ricordo espresso da Giovanni Gelsomino (attuale coordinatore dei pacer Runningzen), un ricordo del papà espresso dalle figlie e che strappa lacrime, la consegna della targa alla Signora, momenti che colpiscono e fanno male, anche se la forza di reazione della famiglia è pari all’amore per la vita e per la corsa che aveva il caro Diego, che non ci ha mai lasciato, che mai ci abbandonerà!

Si prosegue con la consegna della targa del terzo Memorial Luigi iuzzi, altro sfortunato interprete della corsa, per tanti ancora vivo:  Eugenio Scagliusi premia il gruppo degli Scout di Conversano, da sempre collaboratori della manifestazione, un gruppo di giovani ancora con buoni principi nella mente.
Il saluto del vice sindaco, Salvatore Colella, e dell’assessore allo sport, Arianna Liotino, del locale Comune che ringraziano l’Atletica Polignano per la diffusione dei valori sportivi, gli ospiti per la partecipazione e la popolazione locale, che tranne rari casi, ha ancora una volta ben accolto la manifestazione. In rappresentanza della Fidal, i consiglieri regionali Bianco e Annoscia e il presidente provinciale di Bari, Francesco de Mattia.

Si comincia con i primi assoluti, Gaeta e Casaluce, ultra premiati, con più doni in natura, per passare ai primi cinque di ciascuna categoria che ricevono un ricco cesto alimentare (i/le primi/e tre), confezione di succhi e marmellate bio (il/la quarto/a) e duo di vini (il/la quinto/a), oltre la busta con un chilo di cozze nere (chi non le ha ricevute per un errore del fornitore nel conteggio, sarà accontentato successivamente).

Ultimo atto la premiazione delle prime cinque società per numero di arrivati: vince l’Avis in corsa Conversano con 46 finisher, su Dof Amatori Turi (43), Atletica Monopoli (39), Atletica Adelfia (37), Atletica Castellana (32).

La tradizionale foto di gruppo dell’Atletica Polignano e anche questa undicesima edizione è finita: solito, ottimo successo organizzativo per questa società che dimostra di saper valorizzare la città mettendo in piedi una manifestazione che esalta ed accontenta tutti i partecipanti. E, come sono solito dire, peggio per chi non c’era!

(PS: In più, Rino Piepoli ha consegnato le coppe per le prime tre società per numero di arrivati alla Running Heart di domenica scorsa: inutile dire che la cosa fa onore a Rino e tanto piacere al sottoscritto).     

   

 

 

 

 

25 febbraio - Un altro caso di positività, questa volta emerso al termine della prima edizione della Maratona Maga Circe, da Sabaudia a San Felice Circeo, svoltasi lo scorso 2 febbraio, con relativa sospensione emessa dal TNA: l’SM60 Nicola Forchia, tesserato per la Nuova Podistica Latina, che ha chiuso la distanza in 4h50:58 (alla media di 6:54 al chilometro), 329° assoluto su 436 arrivati, 13° di categoria, è risultato positivo alle sostanze Benzoilecgonina – ecgonina metilestere. 

Da Wikipedia: La benzoilecgonina o benzoato d'ecgonina è il  principale metabolita della cocaina (benzoilmetilecgonina). La sostanza si forma nel fegato attraverso il metabolismo della cocaina, catalizzato dalle carbossilesterasi e successivamente escreto nell'urina, in cui si trova per un tempo notevolmente più lungo della cocaina stessa, la quale viene generalmente eliminata entro 5 giorni. La benzoilecgonina è anche l'ingrediente principale dell'Esterom, una soluzione topica usata per alleviare i dolori muscolari.

Ecco quanto pubblicato da NADO Italia:  

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare il sig. Nicola Forchia (tesserato FIDAL) riscontrato positivo alle sostanze Benzoilecgonina – ecgonina metilestere a seguito di un controllo disposto da Nado Italia al termine della gara podistica “Maratona Maga Circe 2020" svoltasi a San Felice Circeo il 2 febbraio 2020. 

[F. M.] Dal sito della Fidal apprendiamo che l'atleta sospeso è tutt'altro che uomo da prime posizioni, o comunque che miri a piazzamenti lucrosi: 2.11 nella sua ultima maratonina, 4.32 nell'ultima maratona di Milano, 15.25 nell'ultimo Passatore; due settimane dopo la gara incriminata, ha chiuso anche la maratona di Terni in 4.58. Evidentemente i controlli sono stati 'mirati' grazie a qualche soffiata. Personalmente mi auguro che, se le analisi di controllo confermassero la positività, questa dipenda dall'uso dell'antidolorifico citato da Wikipedia. E insisto, a rischio di prendermi contumelie dei giustizieri da tastiera: va bene estirpare il doping, ma bisognerebbe mirare un po' più in alto coi controlli e controllati.

24 febbraio - Sono per fortuna risultati negativi i tamponi effettuati sui casi sospetti di contagio da Corona virus sui due podisti ricoverati a Napoli dopo la mezza maratona di Napoli: i test hanno escluso la presenza dell'infezione per il 19enne proveniente da Milano e ricoverato all'ospedale San Giovanni Bosco e per il 48enne proveniente da Monza, assistito all’Ospedale San Paolo.

23 febbraio - La settima edizione della Napoli Half Marathon (Bronze Label World Athletics) registra il successo del keniano Henry Rono che vince in 1h00:04, primato personale e nuovo record della manifestazione, che migliora il precedente di 1h00:12 stabilito nel 2018 dal connazionale Abel Kipchumba, oggi secondo in 1h00:35. Terzo ancora un keniano, Evans Kipkorir Cheruiyot in 1h00:42, con i primi nove classificati tutti africani. Decimo il primo europeo, l’estone Roman Fosti, in 1h05:23; quindicesimo il primo italiano, il massafrese Francesco Quarato (Team Pianeta Sport Massafra) in 1h09:35, che ha finalmente sfondato il muro dei 70 minuti.     

Tra le donne s’impone la keniana Viola Cheptoo in 1h06:47 che migliora di quasi due minuti il precedente limite della manifestazione, appartenente alla etiope Eshete Shitaye che nel 2018 aveva chiuso in 1h08:38, ottenendo la seconda miglior prestazione della storia sul suolo italiano. Secondo posto per la esordiente etiope Birho Adhena Gidey in 1h07:57, che precede la sudafricana Glenrose Dimakatso Xaba, terza in 1h09:30 (pb).

Prima europea, sesta, la bulgara Militsa Mircheva in 1h11:43; nona la prima italiana, Rosalba Console (Fiamme Gialle) in 1h17:11, che quest’anno abbandonerà l’attività agonistica dopo anni di ottimi successi.  

4768 i finisher (1124 le donne).

La gara è partita alle ore 9.00 dal centralissimo Viale Kennedy per concludersi sullo stesso punto, dopo aver attraversato i luoghi più rilevanti dal capoluogo campano e il bellissimo lungomare. E' stata fortunatamente smentita la notizia della positività al Coronavirus di due atleti lombardi, ricoverati dopo la conclusione della gara.

http://podisti.net/index.php/notizie/item/5810-coronavirus-due-casi-a-napoli-dopo-la-mezza-maratona.html

23 febbraio - Si è svolta stamani la settima edizione della Terre di Siena Ultramarathon, che prevedeva tre diversi percorsi: San Gemignano-Siena di 50km, Colle Val d’Elsa-Siena di 32km e la Monteriggioni-Siena di 18km, con chiaramente partenze differenti, parti di tracciato comuni nell’incantevole campagna senese e soprattutto arrivo unico nella caratteristica Piazza del Campo di Siena.

Organizzata dal Comitato Uisp di Siena in collaborazione con Comune di Siena, Comune di Colle Val d’Elsa, Comune di San Gimignano e Comune di Monteriggioni, Università di Siena, Vernice Progetti Culturali, la manifestazione ha goduto della giornata climaticamente perfetta per correre, con circa dieci gradi, assenza di vento e cielo parzialmente nuvoloso.

La 50km, conclusa da 462 atleti (124 donne), è stata vinta per la terza volta consecutiva dal bolognese David Colgan (Pod. Ozzanese) in 3h23:24, in testa solitario sin dal 2° km, su Martino Marzari (Pol. Dil. Santa Lucia), secondo in 3h35:03, e Roberto Fani (ASD Risubbiani 2008), terzo in 3h47:58.

Tra le donne vittoria di Eleonora Rachele Corradini (Faisenzadire ASD) in 4h11:42 su Cecilia Tirelli (A.S. La Fratellanza 1874), seconda in 4h24:18, e Marta Doko (GS Lamone Russi), terza in 4h28:36. E vogliamo sottolineare l'ennesimo successo della Corradini, 26^ nel ranking nazionale delle maratone 2020 ma soprattutto protagonista delle ultra, segnatamente della terribile Nove Colli; e il bel risultato della Tirelli, che cominciò bambina accompagnata dai genitori nelle gare di paese della Bassa modenese, poi fu coltivata da quel genio dello sport giovanile delle ragazze che è Gianni Ferraguti e che la portò a 1.22 nella mezza, 2.57 nella maratona; e ora, alle soglie dei 40 anni (portati benissimo), sa farsi valere nelle ultramaratone.

La 32km, conclusa da 339 atleti (93 donne) registra il successo dell’aretino Giovanni Nocera (Filirun Team ASD) in 2h03:03 su Simone Gamenoni (ASD G.P. La Stanca), secondo in 2h03:31, e Gionata Tesi (Pianeta Acqua), terzo in 2h08:25.

Al femminile s’impone la fiorentina Francesca Biagini (Unione Sportiva Nave ASD) in 2h33:09 su Benedetta Menini (Il Ponte Scandicci ASD), seconda in 2h37:06, e Cecilia Marcelli (Runcard), terza in 2h40:07.

La 18km, conclusa da 396 corridori (142 donne) è vinta dal senese Matteo Mugnaioli (T-LAB Asd) in 1h09:55 precedendo Cosimo Debolini (ASD Il Gregge Ribelle), secondo in 1h11:36, e Michele Pastorini (U. P. Policiano Arezzo Atletica), terzo in 1h13:06.

La piemontese Sarah Aimee L’Epee (Atletica Settimese)  la prima donna in 1h23:10 davanti a Cristina Gamberi (ASD Team Marathon Bike), seconda in 1h28:05, e Italia Sinopoli (Società Trieste), terza in 1h28:51.

Tutti i finisher hanno ricevuto la bella medaglia riportante l’immagine del Palazzo Comunale e della Torre del Mangia, simboli di Siena.

Oltre alle gare lunghe in campagna, il centro di Siena ha ospitato la non competitiva di 10 km e il trekking urbano di 6 km.

21 febbraio - Come temuto, il coronavirus comincia a diffondersi anche in Italia, e il primo contagiato è purtroppo un runner. 

Si tratta infatti di un ingegnere 38enne nativo di Castiglione d’Adda (M. M. le iniziali apparse su qualche giornale), residente a Codogno e che lavora a Casalpusterlengo all’Unilever. Ebbene, dopo aver cenato  a fine gennaio-inizio febbraio con un collega appena rientrato dalla Cina, avrebbe contratto il virus per poi contagiare anche la moglie incinta e un amico: il problema ulteriore è che prima di recarsi mercoledì scorso in ospedale, ha partecipato a due gare podistiche nell'ultimo mese, quando dunque era già affetto dalla malattia, senza saperlo.

In particolare, l’uomo, insieme ad altri podisti del GP Codogno, la sua società, ha preso parte alla Mezza Maratona Internazionale delle Due Perle di Portofino nel primo weekend di febbraio, per poi correre, una settimana dopo, una gara a Sant’Angelo Lodigiano. 

L'attivissimo sportivo (nel 2018 risulta abbia partecipato alle maratone di Brescia, Berlino e Salso-Busseto) sabato mattina ha poi preso parte a un corso della Croce Rossa a Codogno, e poi a una partita di calcio con la sua squadra, la Picchio di Somaglia, contro la squadra Amatori Sabbioni del campionato Csi Amatori. Avrebbe dovuto correre anche domenica scorsa 16, ma accusava già i sintomi della malattia.

E’ inutile dire, che, senza diffondere allarmismi, le autorità raccomandano la massima attenzione allo stato di salute per gli sportivi che hanno preso parte alle gare citate: anche se ci riesce difficile pensare a un contagio che si diffonde in ambienti aperti e 'aerati' come quelli dove si corre. Naturalmente il discorso cambia per ambienti chiusi quali spogliatoi, docce ecc.

Auguri a tutti, cominciando dal "paziente 1" (quello cosiddetto zero, che avrebbe 'esportato' il contagio dalla Cina, secondo alcuni sarebbe scomparso, ma comunque guarito), dalla sua consorte in attesa (podista pure lei), e infine a tutti gli altri, sportivi e no.

E' di questo sabato 22 mattino l'annuncio della sospensione dell'attività sportiva nelle province di Lodi e Piacenza, e una dichiarazione del presidente del CONI Malagò secondo cui "lo sport si deve allineare" a eventuali ordinanze sanitarie di pubblici amministratori. Per ora, Fidenza (dove domani transiterà la Verdi Marathon) è al di fuori della 'zona rossa'. Da 'utenti', non possiamo fare niente, salvo augurarci che non prevalga un allarmismo ingiustificato.

Un'immagine dal repertorio Podisti.Net dei due podisti lodigiani colpiti da Corona Virus. (Laus Half Marathon di Lodi del 2017).


 
Il post su Facebook del Presidente del GP Codogno




Dopo il gran risultato ottenuto sulla mezza lo scorso 26  gennaio, con vittoria, pb e terzo tempo italiano di sempre in 1h00:44, il 27enne veneto Eyob Faniel torna domenica a Siviglia, questa volta sulla distanza regina, la maratona.

Il bassanese di origine eritrea, capace anche il 31 dicembre 2019 di vincere la BOclassic a Bolzano (successo azzurro che mancava da un trentennio), correrà a Siviglia cercando di ottenere quel 2h11:30, standard di iscrizione per le Olimpiadi di Tokyo (con gara di maratona che si svolgerà a Sapporo), migliorando al contempo il personale, finora di 2h12:16 a Venezia nel successo del 2017.

Dal ritiro in Eritrea, ai 2300 metri di Asmara, da dove raggiungerà direttamente Siviglia, Faniel dichiara (come da sito Fidal): “Posso dire che sto bene  e le sensazioni sono buone. Anche quest’ultimo raduno, iniziato il 30 gennaio, sta trascorrendo come preventivato. Allenarsi qui, a un’altitudine tra 2300 e 2400 metri, è decisamente duro. Ma per me è sempre bello tornare nel mio paese di origine. Il tempo passa molto velocemente, nonostante la preparazione impegnativa. Sono riuscito a risolvere la contrattura al bicipite destro che ho sentito durante l’ultima gara, alla mezza di Siviglia, grazie ai fisioterapisti che mi seguono, a casa e anche in raduno dove è stato presente Maurizio Odorizzi. Mi alleno in compagnia di atleti locali, che conosco ormai da diversi anni, e posso imparare tanto anche da loro. Voglio riscattarmi dal risultato dei Mondiali, perché il quindicesimo posto di Doha in 2h13:57 non mi può certo lasciare soddisfatto. Non ho sconvolto il programma degli anni scorsi, ma solo cambiato qualcosa, aumentando un po’ il chilometraggio però senza strafare. Ho cercato di correre soprattutto a sensazione, con 12-13 sedute a settimana in quelle appena trascorse, mentre in questa sto scaricando e quindi farò 8-9 allenamenti. Il primo è sempre molto presto al mattino, con inizio tra le 6.30 e le 7.00”.

Favoriti sono i keniani Barnabas Kiptum (2h06:33 a Lisbona nel 2019) e  Birhanu Bekele (2h06:41 proprio a Siviglia nel 2019, terzo), gli etiopi Getu Feleke (2h04:50 nel 2012) e Bazu Worku (2h05:25 nel 2010).

In gara, tra gli altri quasi 14000 iscritti, ci sarà anche Yassine El Fathaoui (Circolo Minerva Parma), 37enne nato in Marocco ma residente in Italia, che a Berlino chiuse in 2h11:08, e del quale i nostri lettori conoscono grazie al ritratto di Francesca Andone.   

 

Mercoledì, 19 Febbraio 2020 22:47

Martina Franca (TA) - 4^ Sciot & Vnot

16 febbraio - Bella, unica, particolare, affascinante, ottimamente organizzata, stupenda, durissima: questi gli aggettivi più frequenti usati da chi l’ha corsa e vissuta quest’anno.

Io non c'ero, ma è come se ci fossi stato, conoscendo le abilità di Francesco Cervellera e dell’intera Martina Franca Running, dove l’unica preoccupazione è soddisfare il podista-ospite.
Parcheggi, bagni chimici, buon pacco gara, partenza differenziate tra competitiva e no, tracciato blindato al traffico e presidiato, gruppi musicali e folkloristici, la medaglia, il ricco ristoro finale (a cominciare dai panini ripieni di gustoso capocollo locale), differenziato per i vegani, premi in danaro per i primissimi, buoni premi per tutti i meritevoli, anche l’estrazione finale.

Tracciato bellissimo ed affascinante con la classica partenza dalla centralissima piazza XX Settembre di Martina Franca, per attraversare la Valle d’Itria, uno spettacolo unico, da gustare, per giungere in alto a Locorotondo e poi tornare indietro a Martina su diverse superfici, gradini, salite, discese, scalate, tunnel, panorami mozzafiato, insomma senza annoiarsi mai. La giornata di primavera ha fatto il resto, con il sole a rendere tutto più speciale.

Un minuto di raccoglimento prima di partire ha ricordato Leonardo Palmisano, straordinario 92enne contadino-podista di queste zone, due anni fa campione italiano di categoria di 10km su strada, oggi a correre su altri e più alti panorami. Poi l’Inno d’Italia e il drappo tricolore a scorrere sulle teste dei podisti, a ricordarci il concetto di Patria, regalando ancora un’emozione.

Al termine della 10 miglia (16,0934 km) è giunto per primo a tagliare il traguardo l’ottimo atleta di Palo del Colle Francesco Minerva (Montedoro Noci) in 56:41. Secondo Gianluca Tundo (Club Correre Galatina) in 56:23, terzo Emanuele Cotroneo (Amatori Corigliano) in 56:29.

Tra le donne si è imposta la forte salentina Elena Conte (Atletica Taviano 97 Onlus) in 1h10:46 su Cristina Galeone (Olimpia Grottaglie), seconda in 1h15:55, e su Valeria Cirielli (Amatori Atletica Acquaviva), terza in 1h16:38.

2552 gli iscritti complessivi con 1750 Fidal: tra questi ultimi, 1352 risultano arrivati di cui 243 donne.

Prima società per numero complessivo di arrivati la Taranto Sportiva con 52 finisher, su Podistica Grottaglie (42) e Tra Casali San Cesario (39)

Positiva la presentazione di Antonio Tau, lo speaker del Salento, che ha completato la splendida realizzazione di questa manifestazione, oramai un’autentica realtà del podismo pugliese, alla quale invitiamo a partecipare anche gli atleti delle altre regioni.  

16 febbraio - Nuovo record di partecipanti alla 30^ edizione della eDreams Mitja Marató de Barcelona con 23.000 iscritti (7.200 donne), e oltre 18.500 (5890 donne) al traguardo.

Vittoria per il 32enne keniano Victor Chumo in 59:58 (pb), secondo tempo di sempre nella storia della manifestazione e decimo crono mondiale dell'anno, che precede il debuttante ugandese Stephen Kissa e l'altro keniano Moses Koech, rispettivamente secondo e terzo, entrambi in 60' netti.

La gara ha visto subito in testa un gruppetto di tredici corridori africani (i keniani Victor Chumo, Moses Koech e Noah Kipkemboi, e gli ugandesi Victor Kiplangat, Mande Bushendich e Stephen Kissa, oltre ad alcune lepri), passato al 5° km in 14:18, cinque secondi in meno rispetto al tempo registrato nel 2018, quando l’etiope Washiun Mule stabilì il record della corsa in 59:44.

Al 10° km, con il gruppo ridotto a nove unità e guidato dai keniani Victor Chumo, Boniface Kibiwot e Moses Koech, il passaggio avviene in 28:05: 21 secondi in meno rispetto al record.

Al 15° km guidano l'ugandese Stephen Kissa, il keniano Victor Chumo e l'etiope Tesfahun Akalnew, con passaggio in 42:24: 23 secondi in meno rispetto al record.

Al 20° km, rallentati dal vento che soffia lateralmente, il passaggio dei primi avviene in 57:02, 14 secondi sopra il record; negli ultimi 500 metri l’azione decisiva di Chumo che accelera e va ad imporsi, migliorando il personale (precedente 1h00:30 nel 2018).

Le parole di Chumo: "Vincere è entusiasmante, ma migliorare nettamente il mio primato personale è ancora meglio. Il tracciato è veramente veloce, a lungo ho cercato di scendere sotto l'ora e finalmente oggi ci sono riuscito", ha dichiarato il vincitore. 

Tra le donne successo per la 31enne etiope Ashete Bereke in 1h06:37 davanti alla connazionale Asnakech Awoke, seconda in 1h07:04, e alla keniana Dorcas Kimeli, terza in 1h07:10. A sorpresa, è solo quarta la campionessa uscente, primatista della corsa (1h06:01 nel 2019) e favoritissima della vigilia, l'etiope Roza Dereje, che perde contatto dalle prime al 17° km, per poi chiudere in 1h08:38. 

Il passaggio al 5° km vede in testa un gruppetto formato dalle etiopi Roza Dereje, Anahkesh Awoke, Ashete Bekere e dalla keniota Dorcas Kimeli in 15:50, 12 secondi in più del record della corsa; al 10° km passano in 31:31, con 20” di ritardo rispetto al record, e al 15° in 47:23, con 31 secondi di ritardo. 
Al 17° il rallentamento della Dereje, forse per problemi di stomaco; al 20° km, con passaggio in 1h04:59, guida Asnakech Awoke seguita da Dorkas Kimeli.
Nell'ultimo chilometro, l’incredibile rimonta di Ashete Bekere, che supera le due rivali e va a vincere, migliorando nettamente il proprio personale (1h10:31 nel 2016).

Classifica maschile

1 Victor Chumo (KEN) 59:58
2 Stephen Kissa (UGA) 1:00:00
3 Moses Koech (KEN) 1:00:00
4 Abrar Osman (ERI) 1:00:06
5 Tesfahun Akalnew (ETH) 1:00:10
6 Mande Bushendich (UGA) 1:00:14
7 Victor Kiplangat (KEN) 1:01:04
8 Ben Connor (GBR) 1:01:34
9 Noah Kipkemboi (KEN) 1:01:53
10 Ashenafi Moges (ETH) 1:02:16

Classifica femminile
1 Ashete Bekere (ETH) 1:06:37

2 Asnakech Awoke (ETH) 1:07:04
3 Dorcas Kimeli (KEN) 1:07:10
4 Roza Dereje (ETH) 1:08:38
5 Charlotte Arter (GBR) 1:10:01
6 Alina Reh (GER) 1:10:08
7 Rachael Chebet (UGA) 1:10:13
8 Debora Schoneborn (GER) 1:11:37
9 Rebeca Schoneborn (GER) 1:11:40
10 Miriam Dattke (GER) 1:11:40 

18522 i finisher (5890 le donne). 

Nella classifica generale sono addirittura 48 gli atleti che hanno corso sotto i 65’, e 134 sotto i 70'. 

705 gli italiani giunti regolarmente al traguardo: primo uomo Marco Losio (152°) in 1h10:25; prima donna Irene Tosi in 1h23:06.

 

16 febbraio - La Running Heart, o più italianicamente Corsa del Cuore, è andata in scena per la quarta volta a Bari: stupenda la giornata, di primavera inoltrata al sole, meno calda all’ombra, quasi senza vento, l’ideale per correre insomma.

Quarta edizione, ma per me la prima, da studiare ed analizzare, anche perché costituisce la prima prova del 2020 del Trofeo Provinciale di corsa su strada, il Terra di Bari.

Ad organizzare l’Associazione nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e la Fondazione per il tuo cuore - HFC Onlus, con la collaborazione tecnica dell’ASD Bari Road Runners, guidata dal presidente, l’eterno Rino Piepoli.  

Annunciata come gara dal percorso omologato di 10000 metri esatti, si deve fare un passo indietro, avendo dovuto cambiare tracciato a causa del montaggio della struttura su Corso Vittorio Emanuele II che domenica 23 ospiterà a Bari il Papa Francesco.
Prima cattiva notizia per chi confidava con l’occasione di stabilire il primato personale e di iscriverlo nelle pagine della Fidal, favorito anche dal tracciato pianeggiante e quindi veloce, in ottime condizioni climatiche.

Il ritrovo è fissato in Piazza Ferrarese, il salotto buono del capoluogo pugliese, dove sin dal sabato è stato possibile ritirare pettorali, chip e pacchi gara; si prosegue comunque anche stamattina.
Gli atleti Fidal correranno la 10 km, per i cosiddetti liberi la possibilità di partecipare alla 5 km o alla passeggiata di 3,5 km, il menu è vario, sperando che non si arrivi a sovrapposizioni, come spesso accade in queste situazioni.

6 Euro l’iscrizione base per i competitivi, 4 euro in più con il pacco gara (sacchetto in nylon contenente maglietta “base” tecnica, una barretta energetica e due bustine di integratori), 10 euro tassativi per le non competitive: per fortuna l’intero incasso è devoluto in beneficenza alla Fondazione per il tuo cuore - HFC Onlus, e ad altre associazioni operanti nel sociale (così recita il regolamento ufficiale).

802 gli iscritti alla competitiva, sicuramente altrettanti quelli alla manifestazioni libere, il colpo d’occhio della piazza interamente occupata è imponente. Fra loro anche Antonio De Caro, sindaco di Bari e numero uno dell’ANCI, oltre a Pietro Petruzzelli, l’assessore allo sport del Comune di Bari, presente in tutte le manifestazioni su strada (anche se personalmente mi piacerebbe vederlo più interessato a creare strutture, leggi piste, per la diffusione dell’atletica a bambini e ragazzi).
Chiaramente presente anche il cardiologo Massimo Grimaldi, presidente dell’ANMCO, il promotore della manifestazione, apparsomi persona oltre che medico di buoni sentimenti e di ottimi intendimenti.
A presentare la manifestazione Paolo Liuzzi, anche oggi non si smentisce, offrendo qualità e quantità a chi ascolta e sogghigna!

A disposizione degli atleti anche il servizio pacer, i palloncini di Running Zen, che guideranno gli atleti a raggiungere i tempi di percorrenza desiderati.
Partenza prevista per le ore 10.00, si partirà da Piazza Ferrarese, per proseguire - nel percorso modificato - su Corso Cavour, prendere poi Via Piccinni, avviarsi tramite Piazza Massari sul Lungomare zona porto, continuare tangendo il Teatro Margherita, avviarsi sul Lungomare Nazario Sauro e allungarsi fino in fondo, sino al giro di boa, per tornare sempre sul Lungomare di nuovo in Piazza Ferrarese, dov’è previsto l’arrivo.

La zona partenza si rivela subito non larga, tutti lottano per posizionarsi in testa, non è prevista alcuna forma di scrematura, con creazione di gabbie per merito, non si capisce chi debba andare dietro, inoltre diventa difficile anche mentalmente andare in fondo al gruppone, il risultato è che - come oramai accade in tutte le gare dove non c’è filtro - la partenza diventa caotica e pericolosa (secondo me, l’avvio sul Corso Vittorio Emanuele, ben più largo ed accogliente, faciliterebbe le operazioni di via).

La fanfara dei Bersaglieri allieta i cuori, toccante come sempre l’inno di Mameli, incomprensibile non aver dedicato un minuto di raccoglimento in ricordo di Diego Romagnolo (deceduto un mese fa e del quale ricorrerebbe oggi il 55° compleanno) e di Leonardo Palmisano, storico podista 92enne deceduto in settimana. “Ci si dimentica subito”, commenta qualcuno: fa male, ma è così.

Parte il colpo di via, al solito i podisti si trasformano in questi attimi, rischia anche il Sindaco di essere travolto e il plotone si allunga subito. Lungo, lunghissimo, in coda stanno i partecipanti alla non competitiva, il timore è che possano fare da tappo o impedimento a chi corre molto più velocemente.

I primi chilometri, e Luigi Catalano è subito in testa, segue il trio formato da Bonavita, Greco e Uva. In campo femminile è subito in testa Damiana Monfreda, segue la Riti, non è facile scorgere le atlete, confuse tra gli uomini.

Purtroppo il punto dove dovrebbero girare i non competitivi della 5 km non è segnalato, tutti proseguono, salvo poi girare autonomamente, andando a creare il paventato ostacolo ai competitivi… Lo stesso sindaco confesserà di aver corso 10 km, pur essendo partito per i 5, a causa della mancata segnalazione.

Prosegue intanto la gara maschile, il tracciato è ridotto a meno di 9900 metri, Luigi Catalano (Running Team D’Angerla Sport), in ottimo stato di forma, va a cogliere il terzo successo stagionale tagliando il traguardo in 32:37. Contentissimo per Luigi, bravo anche caratterialmente, sempre gentile e sincero.

L’ottimo Mario Greco (Atletica San Giovanni Bosco Palagianello) è secondo in 33:31, seguito a soli 3 secondi dall’indomito Giuseppe Bonavita (Podistica Santo Stefano Cerignola), terzo.
Quarto Michele Uva (Free Runners Molfetta) in 33:52, il più felice perché accolto dalle sue bellissime bimbe, Carlotta e Matilda, che precede il combattivo Raffaele Nanula (Atletica Trinitapoli), quinto in 34:02, seguito a sua volta dall’esperto Mimmo Tedone (Montedoro Noci), sesto in 34:06. Settimo posto per il “pistaiolo” Roberto Rubino (Athletic Academy Bari), settimo in 34:22, seguito dal tenace Domenico Squicciarini (Atletica Adelfia), ottavo, in 34:46. Nono posto per il potente Pietro Torroni (Running Team D’Angela Sport) in 34:54, con il barese-salentino, il caro Massimiliano Bonadies (Tre Casali San Cesario), decimo in 35:25.

Tra le donne, dominio incontrastato di Damiana Monfreda (Amatori Atletica Acquaviva) che taglia il traguardo vittoriosa in 38:06, 38^ assoluta; splendida gara anche della 17enne Rebecca Volpe (Enterprise Giovani Atleti Bari), seconda in 40:39, a precedere quella forza di volontà e di impegno che risponde al nome di Milena Casaluce (Nuova Atletica Bitonto), terza in 41:03.
Sempre in evidenza, Roberta Fiorentino (Atletica Fiamma Giovinazzo) è quarta in 41:31, a precedere un’altra emergente, la 18enne Angelica Coviello (Nuova Atletica Bitonto), quinta in 41:29, e la “generosa” Francesca Riti (Montedoro Noci), sesta in 41:39.  L’energica Maddalena Carella (La Fenice Casamassima) è settima in 41:53, davanti alla costante Adriana Dammicco (Atletica Bitritto), ottava in 42:17.  Mai arrendevole, Sandra Barbieri (Manzari Casamassima) è nona in 42:43, seguita dalla forte Tiziana Lamcchia (La Pietra Modugno), decima in 43:03. Undicesima - merita la citazione - la lombarda Barbara Ribolla (Atletica Paratico) in 43:11.

762 i finisher, con arrivi chiusi da Tonia Turitto (La Fenice Casamassima) in 1h25:59, e da Giovanni Ricci (Dream Team Bari) in 1h27:27, che l’hanno corsa al passo.

Da segnalare che anche l’arrivo si è rivelato stretto, con il traguardo suddiviso tra competitivi e non, con distinzione fatta a foce, creando anche discussioni tra il giudice addetto e chi non voleva essere confinato nell’anonimo corridoio secondario.

Ristoro finale con consegna di sola bottiglietta d’acqua; più tardi l’associazione sommelier offrirà del vino, ma a stomaco vuoto…

Pronte quasi immediatamente le classifiche, si procede con la cerimonia di premiazione condotta, tranne che per la parte più tecnica, dal locale comico Carlo Maretti.

Sul podio il dottor Grimaldi spiega la finalità della manifestazione e ricorda agli iscritti che nel premio di partecipazione c’è il bancomheart, la possibilità di effettuare un elettrocardiogramma gratuito presso le farmacie convenzionate.

E’ il turno del Sindaco, che oltre ad elogiare l’iniziativa e a celebrare Bari città sportiva, rimprovera a Piepoli... di avergli fatto correre 5 km in più per l’assenza di un segnale di deviazione.

Ma ecco i vincitori, Luigi Catalano e Damiana Monfreda, premiati con la sola coppa. A seguire i primi tre di ciascuna categoria: per tutti una coppa di differente dimensione secondo la posizione, al primo si aggiunge una bottiglia di olio.

L’ultima premiazione riguarda, infine, il gruppo più numeroso partecipante, inclusi liberi e bambini, con la coppa che va ad un circolo didattico di Casamassima.

Tra il disappunto della società Fidal più numerose per numero di arrivati (vince l’Atletica Adelfia con 44 su Dof Amatori Turi, 42, La Pietra Modugno, 41), che non ricevono alcun riconoscimento (seppur non previsto sul regolamento), termina la manifestazione, che rimanda sin da ora al prossimo anno.

Personalmente, vedrei la Running Heart come un’ottima non competitiva, una sorta di Deejay locale, con fini più alti di beneficenza; se, poi, proprio, si vuol mantenere l’aspetto agonistico, sposterei partenza e arrivo sul corso Vittorio Emanuele II, nettamente più ampio, differenzierei i percorsi tra competitiva e non evitando sovrapposizioni, curerei meglio pacco gara, ristori e premi finali, pur comprendendo la finalità benefica che personalmente vedo sempre bene come un fattore spontaneo e mai indotto.

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