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Maurizio Lorenzini

Maurizio Lorenzini

appassionato di atletica, istruttore Fidal e runner

Il covid, che peraltro dai dati ufficiali pare abbia toccato marginalmente il Kenya, non ha impedito lo svolgimento dei campionati nazionali di corsa in montagna, svoltisi ieri a Naivasha, contea di Nakuru. Da rilevare che in ogni caso sono state rispettate le norme che prevedono la partenza con distanziamento.

Tre prove sulle distanze di 7.5 e 10.5 chilometri, con le categorie junior e senior maschili, unica al femminile; in totale hanno gareggiato quasi 300 atleti. Il dislivello complessivo era di +930 metri e -330m (per donne e junior +680m e -330m), con partenza da circa 2200 metri di altitudine ed arrivo a quota 2800 metri.

Un percorso molto impegnativo, più di quanto non dica il dato del dislivello, perché diversi chilometri erano in piano; nei tratti più difficili si raggiungevano spesso pendenze del 25-30%.

In un periodo dell’anno discretamente piovoso gli atleti invece hanno potuto confrontarsi con buone condizioni meteo e una temperatura di circa 20 gradi durante la gara.

Più sotto ci sono le classifiche delle tre gare (prime 10 posizioni); in generale sono atleti sconosciuti nell’elite mondiale, tuttavia la corsa in montagna è in forte crescita, soprattutto in Kenya, probabilmente diversi di questi li ritroveremo a confrontarsi in questa specialità nel resto del mondo. In parte può trattarsi di necessità: ormai i livelli raggiunti dagli africani nella corsa su strada sono davvero elevati, in base alle caratteristiche un’atleta da 60-61 minuti su una mezza maratona potrebbe trovare maggiori possibilità di emergere nella corsa in montagna. 

Un segno della crescita e dell'interesse keniano verso la corsa in montagna si è avuto proprio ieri; il keniano Kenneth Kemboi (tra l’altro vincitore della maratona di Palermo nel 2019) ha realizzato il record di salita e discesa del monte Kenya, col tempo di 7:00:40. Record anche della prima donna, Sussy Chebet, che ha realizzato il tempo di 7:50:08. Il monte Kenya è situato nell’omonimo parco nazionale, con un’altezza di 5199 metri è la seconda vetta più alta in Africa, dopo il Kilimangiaro. Curiosità: su questa stessa montagna nel 1995 Fabio Meraldi fece salita e discesa (ma su una via diversa, più breve) col tempo record di 5:03.

(N.D.R.) ringrazio Marco Rampi, responsabile Italia Africa & Sport e del team Run2gether per il contributo nella raccolta della informazioni 

 

 

 

Era programmata per il 29 e 30 maggio ed è già rinviata, troppo presto per rinunciare? Personalmente credo di no, sono tante e tali le incertezze per cui condivido la decisione degli organizzatori di questa gara internazionale sulla distanza della mezza maratona; allora avanti col piano B, già previsto in sede di programmazione 2021. Una scelta, quella di rinviare le gare, peraltro già adottata da altri grandi eventi, in Europa e nel resto del mondo, che sono già scivolati verso l’autunno, Ne abbiamo parlato qui : Londra, Boston, Stramilano, Vienna…e ci sono i presupposti per cui si allungherà ancora la lista. La manifestazione si terrà il 29 e 30 agosto, si vuole evitare il prevedibile, anzi scontato traffico di fine estate e autunno, dato che le manifestazioni rimandate vanno a sovrapporsi ad un calendario già pieno. Quasi certamente si procederà con la formula ormai consolidata di suddividere le gare, e gli eventi, su due giornate. Iscrizioni aperte dall'1 marzo 2021. 

Ecco il comunicato del Comitato Organizzatore

A causa del protrarsi della situazione di emergenza sanitaria e della conseguente proibizione di tenere manifestazioni, il Comitato Organizzatore della StraLugano ha deciso di spostare lo svolgimento della 15a edizione alla data del 28-29 agosto 2021.

Il Comitato comprende e sostiene le misure precauzionali emanate dalla Confederazione e dal Cantone e ringrazia di cuore la Città di Lugano, gli sponsor e tutte le persone ed i partner coinvolti nell'organizzazione che hanno condiviso la decisione di posticipare la data della StraLugano, confermandoci il loro sostegno e la piena collaborazione.

Tale decisione, sostanzialmente determinata dalle attuali incertezze, è volta a tutelare la salute e la sicurezza dei nostri partecipanti e collaboratori. La scelta di rinviare è un segno di fiducia nel miglioramento della situazione attuale ed è stata presa con un occhio di riguardo per tutti gli amanti dello sport che non vedono l’ora di ritornare a correre in piena salute e sicurezza.

Le iscrizioni già registrate fino ad oggi, verranno considerate valide per la nuova data del 28-29 agosto, alle stesse condizioni attualmente in vigore e proseguono quindi attraverso i canali abituali sul sito www.stralugano.ch . Non vediamo l’ora di accogliervi, ancora più numerosi, ai nastri di partenza della 15a StraLugano !

Nell’attesa di vedervi a fine agosto vi invitiamo a seguire, sui nostri social network, le proposte di allenamento da casa, per mantenervi in forma anche in questo periodo. La passione per lo sport non si arresta, ma esplora nuovi orizzonti e nuove possibilità di condivisione.

 

 

Come ormai sempre più frequentemente accade, gli organizzatori dei grandi eventi annullano le partecipazioni di massa, invece facendo gareggiare i soli elite.

E’ la volta di Valencia, maratona in programma il prossimo 6 dicembre, una manifestazione che cresce ogni anno mediamente del 20%, fino a raggiungere i 21.234 classificati nel 2019. Una gara che ha saputo coniugare l’alto livello delle prestazioni (nel 2019 primi tre uomini sotto 2:05 e prime tre donne sotto 2:19) con l’apprezzamento della massa dei podisti.

Purtroppo questa edizione è riservata, una versione “elite edition”; già pronta la lista, sono 218 atleti in rappresentanza di 43 nazioni. I livelli prestazionali più elevati sono dell’Etiopia, complessivamente presente con 20 atleti (12 uomini e otto donne), che secondo i tempi di accredito occupa i primi tre posti con gli uomini e addirittura i primi sei con le donne. A seguire il Kenya con 13 atleti.

Questa la lista, comprende anche le immagini dei principali atleti ed i loro tempi di accredito.

Elenco completo atleti partecipanti maratona di Valencia 2020

Scorrendo l’elenco al femminile, si notano alcune atlete in crescita che hanno sulla mezza maratona tempi di assoluto rilievo e potrebbero essere la (relativa) sorpresa della gara: Peres Jepchirchir, campionessa del mondo in carica nella mezza maratona (Gdynia 10-2020, 1:05:16); Joan Chelimo, 1:05:04; Joyciline Jepkosgei (1:04:51).

Tra gli uomini come personal best in testa a tutti l’etiope Birhanu Legese (2:02:48).

Sul fronte italiano ci sarà l’esordio sulla distanza di Daniele D’Onofrio, che recentemente ai mondiali sulla mezza maratona in Polonia ha portato il suo primato a 1:02:32. Tra le donne la primatista italiana Valeria Straneo, in un periodo di ottima forma dopo aver vinto il titolo italiano sia sulla mezza maratona che sui 10.000 metri. Riuscisse a correre sotto 2:29:30 realizzerebbe un’impresa compiuta da pochi: la partecipazione ad una terza Olimipiade. 

Si corre per una vittoria di prestigio, ovviamente per il montepremi, ma anche in caccia del minimo per la partecipazione alle Olimpiadi, 2:11:30 per gli uomini e 2:29:30 per le donne. Inoltre è previsto l’accesso olimpico diretto per i primi e le prime 10 classificati/e, questo in base al fatto che Valencia possiede il label di livello platino; la condizione è che vengano selezionati dalle rispettive federazioni.

 
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Venerdì, 13 Novembre 2020 22:53

Corsa su strada: nasce Italia Road Running

Se pesco nell’album dei ricordi c’è stato qualcosa del genere, molti anni orsono: si chiamava AMI, Associazione Maratone Italiane. Ne facevano parte tutte i principali organizzatori delle 42,195 metri nostrane, Roma, Carpi, Firenze, Torino e molte altre, e il segretario era Michele Marescalchi. Di acqua ne è passata sotto i ponti da allora, e non mi pare di aver notato risultati tangibili. Del resto erano gli anni del boom, tutte crescevano, non vi era di che preoccuparsi, nemmeno Fidal ha dovuto preoccuparsi troppo della cosa. Si arriva ai tempi più recenti, mi risulta un tentativo di fronte comune per la questione dei certificati medici, tutti interessati ad avere più stranieri, che con le disposizioni in vigore non era e non è possibile veder fare agonismo in terra italiana. Un fronte che però pare si sia spaccato piuttosto in fretta, mancanza di accordi sui programmi? Sui veri obiettivi? Può darsi, o forse anche gli organizzatori dei grandi eventi si sentivano più importanti rispetto a quelli “minori”, pretendevano un’attenzione privilegiata da parte della federazione. Attenzione che forse è stata data, ci può stare, del resto “dividi et impera” disse un tale che se ne intendeva (si dice fosse Luigi XI di Francia). La sostanza è che di quel fronte (apparentemente) comune non è rimasto molto.

Ora si riparte, qualcuno vuole ripartire: un gruppo di organizzatori che negli intendimenti vuole raggruppare tutto il mondo della corsa su strada, quindi non solo le maratone, non solo i grandi eventi che comunque hanno un peso maggiore, e non solo politico.  Da qui nasce “Italia Road Running”.

La scelta del momento è strategica, si parla di idee, di programmi, prima ancora di conoscere il nuovo presidente ed il suo consiglio federale. 

Ecco il testo del comunicato emesso da Italia Road Running 

Il road running, la corsa su strada o più semplicemente il “running” unisce tutte le attività di corsa che non si svolgono su una pista di atletica, le “Non stadia”.

Il mondo del running coinvolge un pubblico vastissimo e variegato: in Italia sono oltre 2000 le società affiliate alla Federazione di Atletica Leggera che hanno tesserati che praticano esclusivamente o quasi il “running”. Tante sono anche le manifestazioni di corsa su strada: escludendo questo tragico periodo di pandemia, normalmente ogni domenica si contano almeno 20 gare in tutta Italia.

Dunque vastissimo è anche il mondo delle società che si occupano dell’organizzazione di eventi di corsa su strada.

Si va dalle cosiddette (secondo classificazione Fidal) gare “gold”, quelle con migliaia di partecipanti, solitamente nelle più suggestive città italiane, alle gare silver, fino alle bronze, considerando solo quelle inserite nel calendario nazionale. Le gare Gold, quelle più importanti in termini di partecipazione, di qualità organizzativa, di risultati assoluti, hanno alle spalle spesso delle organizzazioni molto strutturate. Le tantissime gare minori sono una realtà completamente diversa e vengono spesso organizzate da piccole società, con il supporto di volontari ed appassionati. 

Il mondo del Road Running è stato da sempre visto come il Figlio di un Dio Minore dalla Federazione di Atletica. Una sorta di oggetto estraneo rispetto all’attività su pista, con le sue regole e le sue modalità che sono molto lontane da quelle delle attività Stadia. Il rapporto tra organizzatori e Federazione è stato di conseguenza sempre un po’ complesso. I primi che malvolentieri sborsano migliaia di euro di varie tasse gara alle quali non corrisponde un reale supporto nelle attività, la seconda che spesso non riesce a rapportarsi ad una realtà che poco conosce e con difficoltà cerca di regolamentare. 

Nel 2018 un gruppo di Organizzatori ha provato a creare un punto di sintesi tra il mondo del running e la Federazione, cercando di portare avanti delle tematiche importanti come quella della partecipazione degli stranieri, punto dolente e mai risolto. Nel momento della pandemia, e con l’avvicinarsi delle Elezioni, alcuni organizzatori di grandi eventi, hanno deciso di creare una Associazione grazie alla quale poter rappresentare un punto di riferimento per il mondo del running nei confronti della Federazione. Ecco quindi la nascita di Italia Road Running. 

L’Associazione in prima battuta si è rivolta a tutti i candidati al ruolo di Presidente Federale, per stimolarli ad assumere posizione rispetto all’agenda proposta da Italia Road Running che contiene una serie di richieste imprescindibili ed improcrastinabili per poter dare al movimento della corsa su strada la dignità e l’importanza che merita. Si parte dal ruolo in Consiglio Federale e nell’ufficio Running, passando per la razionalizzazione del Calendario e la modifica del sistema Runcard, fino a voler rappresentare un aiuto concreto per gli organizzatori, con l’intento di mettere a fattor comune esigenze e competenze per fare crescere tutto il movimento. 

Gli organizzatori interessati possono mandare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e collegarsi al sito www.italiaroadrunning.it

Chissà se ci vuole più coraggio o incoscienza a pensare alle gare nel 2021, con tutti i segnali negativi di questi tempi. Ebbene io voto senza riserve la prima opzione, e applaudo al coraggio di chi vuole ripartire, di chi pensa che questo incubo finirà e si potrà tornare a vivere normalmente. E correre.

Ecco il comunicato degli organizzatori di questa maratona alpina 

Bressanone, 11 novembre 2020 – Dopo un anno di pausa forzata, sabato 3 luglio 2021 torna la Brixen Dolomiten Marathon. Al rinomato evento altoatesino di corsa in montagna nella città vescovile, tra le possibilità di scelta per gli appassionati di corsa non c’è soltanto la classica distanza di 42,2 chilometri su un dislivello di 2450 metri: anche il LadiniaTrail (29 km/1852 m di dislivello) e il Dolomites Ultra Trail (84 km/4728 m) completano un’offerta adatta a tutti i podisti.

Dopo un anno d’arresto in buona parte del mondo della corsa, la comunità dei podisti arde dal desiderio di tornare a correre nel 2021. Lo stesso fervore c’è anche tra gli organizzatori della Brixen Dolomiten Marathon che, nell’undicesima edizione della classica altoatesina di corsa in montagna, si affidano all’esperienza. Il cuore dell’evento rimane il percorso della maratona su quasi 2500 metri di dislivello, percorso dai partecipanti più veloci in circa tre ore e mezza. La Brixen Dolomiten Marathon può però essere corsa anche da staffette composte da due o quattro persone. Proprio questo entusiasma molte famiglie e diversi gruppi di amici che vogliono affrontare i 42,2 chilometri assieme e che per mesi si preparano intensamente a questa sfida.

Un po’ più breve – con un percorso di 29 chilometri e un dislivello di 1852 metri – è il LadiniaTrail, inserito per la prima volta tra le proposte nel 2019. È particolarmente adatto alle podiste e ai podisti che vogliono avvicinarsi a distanze più lunghe. “Il LadiniaTrail si svolge su strade forestali e sentieri, ma anche su salite alpine attraverso paesaggi montani unici, d’impareggiabile bellezza. Dal punto di vista tecnico questo percorso non è eccessivamente impegnativo e può essere affrontato in ogni caso anche da principianti”, affermano gli organizzatori.

Il Dolomites Ultra Trail è solo a coppie.

Chi invece cerca una gara davvero impegnativa ed avvincente il Dolomites Ultra Trail è la scelta giusta: da un lato per la lunghezza di 84 chilometri e per il dislivello di quasi 4800 metri. Ma anche l’orario di partenza, un minuto dopo mezzanotte, e la conseguente corsa nella notte profonda rappresentano una vera sfida per le atlete e gli atleti. Questo è anche un motivo per cui il Dolomites Ultra Trail deve essere percorso a coppie.

L’11 novembre alle ore 11.11 gli organizzatori dell‘ASV Brixen Dolomiten Marathon hanno aperto le iscrizioni per le gare sulle diverse distanze. “Ogni giorno in questo periodo, per via della pandemia di Coronavirus, ci arrivano delle cattive notizie. Con l’apertura delle iscrizioni abbiamo voluto contribuire con un’informazione positiva. Siamo fiduciosi che entro la prossima estate la situazione sarà normalizzata e la Brixen Dolomiten Marathon si potrà svolgere come da programma”, spiega il presidente del comitato organizzatore Christian Jocher.

Ci si può iscrivere sul sito www.brixenmarathon.com. Entro il 31 dicembre la quota d’iscrizione alla Brixen Dolomiten Marathon ammonta a 69 euro per i singoli partecipanti, a 90 per le staffette da due e a 140 per quelle da quattro frazionisti. Il costo per il LadiniaTrail è di 45 euro, mentre la quota per ciascuna coppia del Dolomites Ultra Trail è di 180 euro. “A Natale ci sarà una grande sorpresa”, aggiunge Jocher. Tra l’altro le iscrizioni per l’edizione 2020 vengono spostate automaticamente sull’edizione 2021. “Se ci sono degli atleti che non possono partecipare nel 2021, offriremo una ‘borsa’ dei pettorali, dove avranno la possibilità di cedere il proprio pettorale ad altri concorrenti interessati. Purtroppo noi organizzatori non possiamo restituire la quota d’iscrizione”, conclude il comitato organizzatore.

 

 

11 novembre - Ci hanno provato quelli di Reggio Emilia, niente da fare, troppe incertezze e condizioni di alto rischio, come ben spiegato nel comunicato che segue. Alzano bandiera bianca per la maratona di tutti; anche qui ci sarà una partecipazione virtuale, per chi ne ha ancora voglia. Sono state tante, forse troppe le gare a distanza, ma vediamo quale sarà la formula che adotteranno.

Si salva il campionato italiano assoluti di specialità, ovvero riservato a tutti gli atleti che posseggono i minimi per partecipare. Quanti saranno? Dipende dai minimi, provo a dire un centinaio se fissano 2h40 per gli uomini e 3 ore per le donne, altrimenti scendono, anche parecchio.

Dove si correrà? Di certo non sul percorso tradizionale, potrebbe essere al Campo Volo, o altra soluzione similare, magari su un anello. Ma su questo ed altro a breve ci saranno tutte le informazioni, compresi gli importanti dettagli operativi: per quanto si tratterà di un evento in formato ridotto, si dovranno soddisfare tutte le regole in materia di covid, una complicazione non da poco per chi organizza. 

Ecco il comunicato completo degli organizzatori, Tricolore Sport Marathon ASD. 

Salve a tutti,
a un mese dall’evento comunichiamo purtroppo che la Maratona di Reggio Emilia, nella sua veste classica, è rinviata al 2021.

Ma a Reggio si correrà lo stesso: in accordo con Regione, Amministrazione Comunale e Federazione Italiana di Atletica Leggera si disputeranno i Campionati Italiani Assoluti di Maratona, gara aperta a tutti gli atleti in possesso di minimi di partecipazione.

Inoltre si disputerà un evento a distanza a scopo benefico, al quale tutti potranno partecipare.

Queste, in breve, le novità; ma vediamo di scendere un po’ più nel dettaglio: ci siamo confrontati con le autorità, abbiamo studiato i protocolli e chiesto consulenze, ma la maratona nella versione classica non è possibile disputarla, perché anche se si tratta di un evento ammesso, in quanto gara nazionale, andrebbe svolta in assenza di pubblico, e questo non è umanamente possibile garantirlo; inoltre non avremmo potuto utilizzare strutture al chiuso (il nostro famoso Palazzetto), e non potendo avere una zona di partenza e arrivo enorme, sarebbe stato difficile mantenere le distanze, e il discorso “sicurezza“ per noi deve venire assolutamente al primo posto. Poi sarebbe mancata la festa, il ritrovarci tutti insieme, quelle piccole grandi cose che fanno di una maratona non solo un evento sportivo, ma un momento di gioia e socialità: pensare di vedervi tagliare un traguardo senza neanche darvi un “cinque” o non potervi mettere al collo la meritata medaglia con un bacio o un abbraccio e sulle spalle il nostro asciugamano, sono cose a cui facciamo molta fatica ad adattarci.

Quest’anno ospitavamo i Campionati Italiani assoluti e almeno a questi non abbiamo voluto rinunciare. Stiamo terminando di sistemare il regolamento di questo evento che si disputerà in un’altra location che consentirà di correre senza pubblico, nella massima sicurezza, con azioni anche innovative per il nostro settore. Potranno partecipare atleti in possesso di tempi di ammissione che stiamo finendo di definire insieme alla Federazione, non solo assoluti ma anche master. Entro sabato o al massimo lunedì sarà pubblicato il regolamento.

Abbiamo infine pensato di fare qualcosa anche per chi ha Reggio nel cuore, e con Reggio vuole continuare a correre. Vi proporremo un evento a distanza (la parola virtuale non ci piace): ci penserà la corsa ad unirci, e correndo cercheremo di aiutare realtà ed enti che si adoperano abitualmente per aiutare il prossimo. A breve vi illustreremo il progetto, ma fin d’ora vi diciamo che tutto quanto raccoglieremo con questa iniziativa verrà devoluto in beneficenza.

Che dire, questo è sicuramente il post che ci è costato più fatica scrivere e che non avremmo voluto pubblicare ma, come si vede nell’immagine, la festa è solo rinviata.
Comportiamoci bene, rispettiamo le regole e il 12 dicembre 2021 ci ritroveremo tutti insieme per una grande festa.
L’hashtag rimane sempre quello: #daicandom!

 
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8 novembre - Da qualche parte del mondo si corre, come accaduto oggi sullo stretto del Bosforo, che separa l’Europa dall’Asia: caratteristica unica di questa popolosa metropoli (15 milioni di abitanti) che geograficamente sta in Europa e politicamente è in Asia.
Gara aperta a tutti: al momento le classifiche, credo poco aggiornate (leggo i parziali di molti atleti ancora in gara), al momento riferiscono di 1600 finisher. I turchi rappresentano oltre  il 90% dei partenti, direi inevitabile, date le difficoltà di spostamento in Europa, e chiaramente per le paure di questi tempi.

Doppia vittoria del Kenya: Benard Cheruiyot Sang vince la gara maschile in 2:11:49 (nuovo personal best, precedente proprio qui ad Istanbul 2017, 2:13:02), con risicato margine sul connazionale Felix Kimutai (2:12:00). Terzo posto per l’etiope Zewudu Hailu Bekele (2:12:23).  Gara che si è decisa negli ultimi chilometri, come mostrano i distacchi finali, molto contenuti.

Gara femminile che si risolve poco dopo il km 35, quando la keniana Diana Chemtai Kipyogei si libera della concorrenza allungando con una lenta ma inesorabile progressione; vince col tempo di 2:22:06, migliorandosi di un solo secondo (precedente record Lubiana 2019, 2:22:07). Segue l’etiope  Hiwott Gebrekidan Gebremaryan (2:24:30) e, ben più lontana, la sua connazionale Tigist Memuye Gebeyahu (2:37:52).

La vincitrice Diana Chemtai, 26 anni, era alla sua seconda partecipazione in maratona. Ha gareggiato spesso in Europa, tra le sue partecipazioni quella alla Stralugano nel 2018, gara internazionale di mezza maratona, che ha vinto nel 2018 realizzando il record del percorso, 1:08:41.

Maratona di Istanbul che tutto sommato non ha portato grandi performance, ma il percorso non è ritenuto veloce, per quanto ho potuto vedere dalla diretta e appreso da alcuni atleti africani; molto ondulato e ventoso in occasione dei passaggi sui tanti ponti del percorso.

Nell'occasione gli organizzatori hanno previsto la sola distanza della maratona, contrariamente a quanto avvenuto in passato, quando si correva anche per 8 e 15 chilometri. Chiaro l'intento di limitare partecipazioni di massa.

Prossima edizione il 4 aprile 2021, covid permettendo.

 
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E’ di questi giorni l’attacco portato ad Alfio Giomi, presidente Fidal in uscita, da parte del candidato Roberto Fabbricini. La questione riguarda l’assegnazione dei campionati europei del 2024, che vede in concorrenza Roma e Katowice (Polonia), decisione prevista per il 10 novembre.

A prima vista, forse con una lettura un po' cattiva, pare proprio di leggere la preoccupazione di chi (Fabbricini, nel caso vincesse le elezioni) potrebbe trovarsi una cosa gestita da altri e chi (Giomi) fatica a mollare la presa, sia pure dopo 8 anni di presidenza Fidal (due mandati).

Fabbricini dice:  

Nel momento in cui la pandemia che ci assale ha messo a terra il mondo intero da tutti i punti di vista… non mi pare giustificabile l’insistenza con cui il presidente uscente Alfio Giorni e il suo gruppo dirigente continuano a sostenere la candidatura di Roma, considerando l’organizzazione degli Europei 2024 come un’occasione di irripetibile convenienza e prestigio. Non appare chiaro a chi converrebbe allestire questa manifestazione e chi trarrebbe prestigio da tutto ciò…. Chi dovrebbe supportarla nell’aspetto finanziario, dovrebbe farlo con atti di impegno vincolante e non con generiche espressioni di intento”.

La risposta di Giomi è piuttosto articolata:

“Dico la verità, ho trovato fuori luogo, pretestuoso, intempestivo l’intervento di Roberto Fabbricini, dirigente dalla grande esperienza, contro la candidatura dl Roma a organizzare gli Europei di atletica 2024…”.

Si commette un errore di valutazione, gli Europei a Roma, a distanza di 50 anni da quelli del 1974, godrebbero della massima espressione, compresa quella tecnica. Non solo, sono parecchi gli atleti azzurri che arriverebbero in quel periodo alla loro massima maturazione”.

“Sono giorni importanti, decisivi per l’evento, e tengo a dire che quella dl Roma non è una candidatura improvvisata, tutt’altro, si avvale del pieno appoggio di governo, regione Lazio, Roma capitale, Coni e Sport e Salute” ha aggiunto.

“Il Consiglio federale ha approfondito la candidatura e mi ha dato mandato, nel caso in cui dovessimo vincere, di firmare l’accordo con la European Athletics – spiega Giomi – Lavoreremo negli eventuali tre mesi che rimangono per costruire una governance. Non è escluso che mi trovi ad avere un ruolo nell’organizzazione dell’evento. Continuerò a lavorare, secondo il progetto, poi deciderà il Consiglio federale. Una cosa è certa: me ne vado senza chiedere niente in cambio”.

Ora, ci sono diversi passaggi che fanno venire più di un dubbio sulla legittimità, o quantomeno opportunità, del suo operato; partiamo dal fatto che si è sostanzialmente autocandidato a gestire gli Europei 2024 (sempre in caso di vittoria di Roma), attraverso il suo consiglio federale. In definitiva, si autoassegna un ruolo prendendo un mandato che di fatto impegna il prossimo consiglio federale: tutto normale così? Mah.

Che Giomi voglia stare a bordo della nave, in un modo o nell’altro, è certo; del resto lui è convinto di aver fatto bene, lo ha sempre ribadito, anche dopo il disastro delle Olimpiadi di Rio 2016, e più recentemente in un’intervista ad un giornale toscano (Tirreno del 10 ottobre). Estrapolo alcuni passaggi:

Mi auguro che ci sia continuità tecnica, questa strategia ha portato a risultati incontrovertibili che sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo dato orizzonti nuovi all’atletica italiana…….. Pensate alla rivoluzione della corsa su strada, all’invenzione della Runcard………... Le tantissime cose fatte ci hanno a volte messo anche in crisi: una federazione che passa da 170mila a 270mila tesserati qualche scotto lo paga.

Al di là dei bilanci lo sguardo rimane proiettato al futuro, visto che in ballo c’è ancora la candidatura per gli Europei di Roma 2024, con il verdetto per l’assegnazione atteso per il 10 novembre.

Qualcuno potrebbe dire...ma di che parla? Rivoluzione della corsa su strada (beh, a suo modo c’è stata, ma lasciamo stare i risultati). I tesserati da 170 a 270.000…quando erano ben più di 200.000 già all’inizio del suo primo mandato (che doveva essere l’unico, lo aveva dichiarato mille volte). Runcard? un danno senza fine per i gruppi sportivi, e via così.

In ogni caso il suo sguardo “rimane proiettato al futuro”. Nel 2024 avrà 76 anni, mi pare giusto che si preoccupi del suo avvenire, in un paese dove gli anziani pare proprio che siano un problema, invece che una risorsa.  

 

 
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Venerdì, 06 Novembre 2020 16:18

Garmin Forerunner 745: bene, anche in pista

Un GPS in pista? Che senso ha, le distanze sono precise, omologate, quindi?  Ebbene sì, tanti si affidano ai GPS per registrare i propri tempi nel corso delle prove in pista, tipicamente le ripetute. Ammettiamolo, quanti (spero non troppi) chiudono il timer quando il proprio orologio dice 400 metri, oppure 800, e così via, anche se non si è ancora transitati dall’arrivo.  Ecco quindi che molto frequentemente per il giro di pista ci si ferma a 390, 392,395 metri. I GPS, nessuno escluso, “regalano” quasi sempre metri, talvolta nemmeno pochi; pensate, in occasione di una maratona, a quanti contestano la lunghezza effettiva perché il proprio GPS “dice” che è lunga 3,4,500 metri in più? Qui chiarisco un punto: all’atto della certificazione e conseguente omologazione del percorso, si sceglie sempre la traiettoria più breve possibile, fino al raggiungimento dei fatidici 42,195 metri (o 21,097 per la mezza maratona, e così via per le altre distanze). Per fare sì che ciò sia possibile, tali misurazioni vengono effettuate ad orari laddove il traffico ed altre circostanze possano impedire tale strategia, tipo le 4 del mattino. Ora, dovrebbe essere chiaro a tutti che nel corso della gara è oggettivamente impossibile seguire tali traiettorie, in particolare nelle gare ad elevata partecipazione; chiaro che per la testa della gara il discorso è diverso. Quanta strada si fa in più grazie a sorpassi, stop ai ristori, allargamento in curva causa traffico, etc? A ciò si aggiunga che i GPS di norma regalano metri, ovvero registrano distanze superiori a quelle effettive. E la frittata è fatta: le mezze maratone sono più lunghe di almeno 100-200 metri, le maratone di 200-300 metri e così via. Quali siano le ragioni che inducono i produttori di GPS a fare questa scelta mi è ignoto, anche se qualche idea in merito l’avrei. Insomma, a qualcuno non piacerà sentirselo dire, ma se il vostro GPS vi dice che la mezza che avete appena concluso (magari con personal best), è lunga 21 chilometri o poco più…. forse non è esattamente lunga come recita il regolamento.

Ma torniamo al Forerunner 745: confido che Garmin non se ne avrà a male se nonostante questo orologio possegga non so quante funzioni, mi concentro sull’aspetto della precisione (ricordandoci sempre dei limiti e delle circostanze sopradescritte) ed in un contesto se vogliamo un po’ particolare, la pista. Già, perché proprio qui abbiamo la misurazione più attendibile che si possa trovare sui campi di gara, un giro è indiscutibilmente 400 metri, difficile obiettare; ecco quindi che il Forerunner l’ho portato proprio in pista, come per altri prodotti testati in passato. Ma quale potrebbe essere il senso di utilizzarlo, in pista? Sforzandomi un tantino penso che non sempre sia possibile, anzi raramente, correre tranquillamente in prima corsia, causa inevitabile traffico, per non ostacolare quelli più veloci. Si potrebbe comunque partire dallo zero delle altre corsie per i nostri 400 metri, ma talvolta anche questo è complicato. Ecco quindi che nei casi in cui sia oggettivamente difficile correre il giro di pista “normalmente”, se si dispone di un GPS preciso abbiamo una valida alternativa. In sostanza: parto dove voglio (o dove posso) e mi fermo al 400esimo metro.

Ecco, nelle successive immagini, come “settare” il Forerunner 745 qualora venga utilizzato in pista; come si nota ci sono delle funzioni dedicate (selezione corsia) per ottenere misurazioni e registrazioni dei tempi più precisi.

 

Il test del prodotto, per avere ancora più attendibilità, è stato effettuato su due piste diverse, quella recentemente rifatta del Centro Sportivo Saini (Milano), e quella se vogliamo più nota del XXV Aprile (sempre a Milano); totale tre prove effettuate in tre giornate diverse

Confesso di aver parecchio stressato il Forerunner 745, non mi sono limitato al classico giro in prima corsia, ma lo stesso test per verificare la bontà del prodotto (in termini di precisione) l’ho fatto nelle altre corsie. Ma non mi bastava ancora, ho voluto conoscere la lunghezza totale delle singole corsie (con partenza dallo zero per tutte), ne consegue che dovevo avere tutti i dati, perfino i raggi di curvatura delle corsie, che determinano una differenza, sia pure contenuta, da una pista all’altra. Andiamo con un esempio pratico: la sesta corsia del Saini è lunga 438,06 metri, quella del XXV Aprile è uguale a 437,70. Differenza minima? Certo, ma è solo per testimoniare l’accuratezza delle prove, effettuate addirittura non solo da zero a 400 metri, ma anche da 400 metri a zero, corsi quindi in senso contrario. Questa procedura è comunemente utilizzata nella certificazione dei percorsi su strada, in particolare quando i conti dei metri e dei chilometri non tornano.

Le prove, articolate su tre diverse giornate e per un totale di 102 misurazioni, sono state effettuate con sole, temperature comprese tra 14 e 17 gradi e con ventilazione praticamente inapprezzabile. Per avvicinarsi il più possibile alla precisione richiesta, le prove hanno seguito le stesse indicazioni che regolano la certificazione degli impianti, ovvero la posizione in prima corsia tenuta a 35 centimetri dal cordolo, e quella nelle altre corsie pari a 20 centimetri dalla linea di demarcazione interna. Ovviamente le prove sono state effettuate con traffico in pista praticamente uguale a zero. 

I risultati sono lusinghieri, siamo quasi sempre all’interno dell’1 % di errore comunemente dichiarato, non riporto tutte le singole misurazioni ma solo alcuni esempi (ricordo, con partenza dallo zero per tutte le corsie), i dati rilevati sono la media di tutte le misurazioni effettuate.

Saini, prima corsia, lunghezza effettiva 400 metri, rilevata 405 metri (4 prove).

Saini, terza corsia, lunghezza effettiva 414,83, rilevata 420 metri (7 prove)

Saini, sesta corsia, lunghezza effettiva 438,06 metri, rilevata 440 metri (8 prove).

XXV Aprile, prima corsia, lunghezza effettiva 400 metri, rilevata 403 metri (5 prove)

XXV Aprile, seconda corsia, lunghezza effettiva 407,04 metri, rilevata 410 metri (8 prove).

XXV Aprile, quarta corsia, lunghezza effettiva 422,37 metri, rilevata 426 metri (10 prove).

XXV Aprile, quinta corsa, lunghezza effettiva 430,03 metri, rilevata 435 metri (12 prove).

Premesso che ho avuto riscontri positivi nel corso di questi test, resta la curiosità di sapere per quale ragione il Forerunner 745 in pista è, o dovrebbe essere, più preciso. Insomma, dov’è il “trucco”? Lo abbiamo chiesto a Matteo Bortesi, Product Manager in casa Garmin.

Il Forerunner 745 è dotato di un chipset satellitare (sistema satellitare integrato) di ultima generazione, con memorizzazione delle effemeridi (almanacco di satelliti di riferimento), e ciò significa che l’orologio “si abitua a fare il Fix Satellitare da un luogo memorizzato in precedenza con maggiore rapidità e precisione”; in aggiunta l’algoritmo di Lock on track (fissaggio della traccia su pista) consente di ottimizzare il disegno della corsa sulla pista di atletica (che ha una sua specificità di tracciato) in base alla cartografia in overlay presente su Garmin Connect, senza sbavature. Certamente tutto è perfettibile, ma ad oggi è il massimo della concretezza ottenibile. Si parte col presentare questa funzione che poi continuerà ad aggiornarne la sofisticazione, favorendo il confronto con i nostri utenti, così come siamo abituati a fare.

E ancora … sulla precisione del sistema, perché “si ferma prima” dei 400 metri:

Nel profilo Track Run, la distanza intorno alla pista nella corsia 1 viene bloccata a 400 metri. Sebbene un singolo giro di 400 metri possa ancora avere un piccolo errore a causa dell'errore GPS (di solito inferiore a 5 metri), questo metodo garantisce che la distanza risultante per un numero intero di giri sia sempre entro pochi metri da un multiplo di 400 metri. Essenzialmente questo significa che non c'è accumulo di errori. L'errore di distanza totale per una corsa in pista sarà solo, qualunque sia, il leggero errore nell'ultimo giro o nel giro parziale.

A richiesta di ulteriori precisazioni, il passaggio sopra evidenziato significa che l’errore del primo 400 metri non si ripete successivamente, esempio pratico: se il primo giro dice 407 metri, i successivi corsi in continuazione porteranno il totale a 807 metri, 1207 metri e così via.

Le conclusioni della prova

Il Garmin Forerunner 745 ha mostrato una buona precisione, entro i limiti delle specifiche del produttore, da tenere presente la severità dei test, perché effettuati su distanze assolutamente precise, in quanto omologate e certificate. Le piste di atletica, oltretutto, sono un test probante, perché è noto che se una distanza point-to-point, assolutamente lineare (quindi perfettamente diritta, con assenza di curve) presenta minori possibilità di errore, la stessa distanza in pista ha maggiori criticità, proprio per le curve e per la tipologia del tracciato. Quest’ultima, proprio per la sua forma, può incidere in maniera sostanziale nei rilevamenti con GPS. Un altro dato riscontrato che trovo molto interessante è l’accuratezza dei risultati, quindi la ripetibilità dei dati rilevati, sempre molto vicini tra loro; ciò testimonia, a prescindere dalla specifica precisione (comunque buona) la qualità del sistema di rilevamento.

Infine un suggerimento, basato sulle prove e sulle note dei diversi produttori: gli smart watch per il rilevamento dei dati si basano sui satelliti, il più noto è il GPS (Global Positioning System), poi c’è GLONASS (GLObal NAvigation Satellite System) e Galileo. Nei limiti del possibile, e delle disponibilità del vostro orologio, cercate di attivarli tutti, o comunque almeno due, la precisione risulterà più elevata. 

 
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Mentre da oggi è in atto l’ennesimo lockdown, a mio avviso inutile, quantomeno nelle modalità e nelle tempistiche, non è certamente da oggi che gli organizzatori delle manifestazioni riflettono sul calendario del 2021. Certamente più preoccupati quelli la cui manifestazione cade ad inizio anno; prendo a spunto il 64° Campaccio Cross Country, una delle più importanti manifestazioni a livello mondale in ambito corsa campestre. Previsto per il 6 gennaio, si ipotizza ora lo spostamento al 21 marzo, con l’auspicio che le condizioni del nostro paese siano tali da consentire lo svolgimento della manifestazione; dal contenuto del comunicato emerge la volontà di non volere una gara “sostitutiva”, con i soli elite in campo, come talvolta è avvenuto in altri casi. Decisione che trovo sensata e rispettosa dei tanti giovani e master che ogni anno onorano questa gara, ritenendola un punto fermo del proprio calendario.

Diamo uno sguardo al calendario generale, in Italia e all’estero, che mostra una concreta preoccupazione degli organizzatori.

In Italia la Stramilano si è formalmente spostata da tempo al 12 settembre 2021 (dal 28 marzo). Per il momento gli altri organizzatori dei grandi eventi sembrano tenere la data prevista, ad esempio: mezza maratona Roma-Ostia, 21 febbraio; maratona di Roma 21 marzo, maratona di Milano 11 aprile, maratona e mezza di Padova 18 aprile. Scrivo “sembra” perché il sentore, e qualche indiscrezione di corridoio, fanno ritenere che un po’ tutti abbiano chiesto alla federazione lo spostamento ad autunno, o quantomeno fine primavera ed inizio estate, ma ciò riguarda solo le gare più brevi, tipicamente le 10 chilometri (mezze e maratone in giugno e oltre non sono ideali in quel periodo).

All’estero gli organizzatori delle grandi manifestazioni, ad esempio le maratone del cosiddetto circuito “major”, si sono mossi già da tempo: Londra dal 26 aprile al 7 ottobre; Tokio dal 7 marzo al 17 ottobre; Boston ha già annunciato lo spostamento in autunno (dal 19 aprile) ed è in attesa di risposta su una data disponibile. Certamente ci sarà un problema di affollamento, tenendo conto che nel periodo ci sono già Berlino (26 settembre), Chicago (10 ottobre), New York (7 novembre).
Major ma non solo, tra quelle ad elevata partecipazione maratona di Vienna spostata al 12 settembre e Barcellona al 7 novembre. Altre gare internazionali primaverili sono in bilico (Parigi, Praga) quantomeno a giudicare dall’atteggiamento generale degli organizzatori-

 

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