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Dic 14, 2018 Sebastiano Scuderi 1560volte

Militarizziamo tutto! È il vaso di Pandora

"E s'a gh'in vansa, in dla Finansa" (vecchio proverbio carpigiano) "E s'a gh'in vansa, in dla Finansa" (vecchio proverbio carpigiano) Calendario 2019 Gruppi Militari

Premessa: il 13 dicembre l’Ufficio Stampa Fiamme Gialle dirama il seguente trionfalistico comunicato, col titolo:

23 NUOVE FIAMME GIALLE. Chissà, pensiamo, magari la lotta all’evasione fiscale si arricchisce di nuove forze, adesso qualcuno in più pagherà le tasse; oppure le frontiere saranno meglio presidiate dal contrabbando o dall’ingresso di droghe… Invece il testo parla di sport, ed è per questo che lo ospitiamo in queste pagine:

 Sono stati arruolati ieri 23 giovani atleti, vincitori della procedura di selezione, destinati al Centro Sportivo della Guardia di Finanza. Grazie, infatti, ai risultati conseguiti in ambito nazionale e internazionale nelle rispettive discipline, i neo militari atleti sono stati arruolati oggi nel Corpo per rafforzare le fila [la fila, singolare; le file, plurale; ma non cavilliamo] dei Gruppi Sportivi Fiamme Gialle e firmeranno gli atti di arruolamento presso i Nuclei Atleti di destinazione. Tra loro spiccano i nomi di Alessandro Sibilio, medaglia d’argento nei 400 ostacoli e oro nella 4x400 ai campionati Europei under 20 di atletica leggera di Grosseto 2017 e medaglia d’oro nella staffetta 4x400 ai Campionati Mondiali junior di Tampere 2018; Daisy Osakue, quinta agli Campionati Europei di atletica leggera Berlino 2018 e detentrice del record italiano promesse nel lancio del disco.

 Seguono i nomi di altri sportivi in altre discipline (nuoto, judo, sci ecc.); e l’annuncio:

 Dopo l’espletamento delle formalità di rito.[qui forse servirebbe una virgola, ma non cavilliamo oltre] I giovani neo arruolati nelle discipline che si praticano alla sede di Castelporziano (atletica, judo, nuoto e tiro a segno) hanno ricevuto il benvenuto nelle Fiamme Gialle da parte del Generale di Brigata Raffaele Romano, Comandante del Centro Sportivo della Guardia di Finanza.

 Queste le 23 nuove Fiamme Gialle:

Atletica Leggera: Daisy Oyemwenosa Osakue(lancio del disco), Ivan De Angelis (salto con l’asta), Martina Tozzi (1500 m), Nicholas Artuso (100 m) e Alessandro Sibilio (400 m ostacoli). Ecc.

Ci sono notizie che per la maggior parte dei lettori non hanno alcuna importanza, ma negli addetti ai lavori suscitano una serie di reazioni. Così il comunicato stampa di cui sopra ha riproposto una delle peggiori abitudini dello sport italico, lo shopping di atleti presso le Società civili, che riguardano tutte o quasi le Federazioni, in primis l’Atletica Leggera, ma anche il Judo, il Nuoto, il Tiro a segno, la Canoa , la Vela e gli Sport Invernali, almeno per quanto riguarda la Finanza.

Prima della caduta del muro di Berlino il dilettantismo di Stato era lo strumento con cui i Paesi del Patto di Varsavia gestivano lo sport tanto per fare un esempio Puskas era il capitano non solo della nazionale ungherese, ma anche capitano dell’Esercito magiaro.

Il dilettantismo di Stato ormai esiste solo in Italia, un comodo escamotage per far passare per dilettanti atleti professionisti: questi in teoria dovrebbero fare altro, vengono arruolati nell’Esercito, nella Finanza, nell’Aeronautica, nella Polizia di Stato, nella Polizia Penitenziaria, nella Forestale, nei Carabinieri (cosiddette “Sette sorelle”), ma non svolgono alcun incarico.

Molti non vedono nemmeno il posto di lavoro: insomma un comodo e ipocrita sistema che vede d’accordo tutti: lo Stato che finanzia lo sport senza finanziarlo ufficialmente, le “Sette sorelle” con le stellette,  e gli atleti, che, coi tempi che corrono, trovano un modo per praticare lo sport che desiderano e al termine della carriera hanno il futuro assicurato; si dannano l’anima per passare al “posto fisso” e poi si accontentano di ottenere il punteggio tabellare minimo per non essere “congedati” e, quindi, per la maggior parte non progrediscono.

Ma non è il solo difetto del sistema, che, in oltre trent’anni ha provocato il depauperamento delle Società civili con relativa demotivazione e conseguenti disinvestimenti.

La Federazione potendo contare su un gruppetto di atleti che, comunque, a livello internazionale riusciva ancora ad ottenere qualche risultato, si accontentò della situazione non rendendosi conto che in questo modo si sarebbe asciugato il bacino dei praticanti: è come curare il delta del Po senza pensare alla sorgente di Pian del Re.

C’è poi un’altra stortura molto grave: il sistema di votazione dei Consigli Federali: conosco solo quello della FIDAL, ma penso che il CONI abbia stabilito le stesse regole, che mettono al riparo dai colpi di mano.

Il sistema è basato sulle graduatorie federali dove i maggiori punteggi sono quasi completamente conseguiti dagli atleti per la ‘nuova’ Società e non per quella da cui provengono: come si dice a Napoli, “cornuto e mazziato”, questo sistema ha generato un’oligarchia che tende a conservare le proprie posizioni nel proprio interesse, ed è, quindi, restia a cercare nuove soluzioni e osare sperimentazioni innovative.

Tenendo d’occhio  solo il “delta del Po” si arriva a non avere più atleti di livello internazionale.

Alle ultime elezioni FIDAL 2.462 Società avevano a disposizione 106.667 voti, poco più di 43 voti a testa; le “Sette Sorelle” disponevano di 2618 voti, cioè 374 a testa. È chiaro che le Società podistiche con 10 punti in tasca non vanno fino a Roma per votare, per cui alla fine le Società  presenti erano solo 254 con 2208 voti.

Sarebbe invece essenziale un nuovo sistema di votazione capace  di conciliare la qualità (graduatorie), con la quantità: si consideri che il settore Master rappresenta oggi circa il 60% dei tesserati e più o meno l’80 % degli introiti della Federazione.

La democrazia vorrebbe che ci fosse un voto per ogni tesserato: dirigente, atleta, tecnico, giudice, medico, procuratore, come proposto da alcuni, ma questo probabilmente andrebbe a detrimento della qualità. Occorre però non essere orientati solo alla pista, ma anche alla strada, dare più peso agli organizzatori, alle società che maggiormente partecipano alle manifestazioni non stadia, alle società che curano particolarmente l’attività giovanile intrattenendo rapporti col mondo scolastico: non solo dando supporto teorico, ma soprattutto pratico coi propri tecnici a fianco degli insegnanti di educazione fisica.

Questi i mali usciti dal vaso di Pandora, è possibile curarli? A Malagò e Giomi la risposta; ma non solo a loro: in tempi in cui qualche politico di governo chiede di ridurre il deficit pubblico tagliando le spese militari… completate voi la frase.



 

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