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Nov 05, 2019 Michele Marescalchi - Membro A.T.F.S. 845volte

Real Time e Gun Time: in Italia solo il secondo!

Attenta, la corsia di sinistra ti dà un minuto in più! Attenta, la corsia di sinistra ti dà un minuto in più! R. Mandelli (2009)

Mi permetto di rispondere (cosa che faccio raramente) a quanto ormai è divenuto una sorta di consuetudine da parte dei Redattori di Podisti Net sui crono Gun Time e Real Time.
In primis come lessico la parola "lordo" non l'avevo mai sentita applicabile ai crono degli arrivati: in secondo, che la Fidal pubblichi il tempo "lordo" è errato: la Fidal da tempo erroneamente pubblica quanto gli viene fornito o dall'organizzazione o dallo stesso atleta al quale ovviamente conviene comunicare il Real Time.
Credo sia opportuno (lo dico da statistico mondiale) che andiate a leggervi i regolamenti IAAF e Fidal (e se non li trovate ve li mando io), dove si dice esattamente che il tempo valido da considerarsi è quello dello sparo dello Starter. Tanto per essere precisi, i complimenti al sig. Andrea Massimiliano Milani (cosi diamo anche il suo nome per esteso), che ha comunque ottenuto il personal best con il tempo allo sparo di 2.27'51", tanto per essere ancor più precisi nel 2018 il pur bravo Milani viene accreditato dalla stessa Fidal di un 2.28'55": in realtà è un 2.29'22", ed è quanto noi statistici riportiamo.
Se poi vi serve, vorrei ricordare a tutti che la grande maratona della Mela non riporta mai la classifica Gun Time: ma basta cliccare sul nome dell'atleta e vi troverete il tempo cosiddetto "brutto", diversamente da quanto fanno la maggioranza delle maratone dove trovate le due colonne. Inoltre la maratona di New York sta usando il sistema Real Time dal 2001, quindi i tanti risultati che appaiono nelle varie statistiche non sono quelli “veri”, poi ognuno scriva quel che vuole, e se un domani i regolamenti verranno cambiati ci dovremmo adeguare, ma per ora IAAF e FIDAL e anche altre nazioni (leggasi Francia per esempio) mettono il tempo “Gun Time” ovvero quello allo sparo.
Ultima annotazione: sono pienamente d'accordo che il concorrente che non parte davanti abbia la possibilità di sapere quanto realmente ha impiegato dal punto di partenza a quello d'arrivo, ma se io mi alzo prima e vado in fila prima non sono assolutamente d'accordo di vedermi dietro in classifica a chi è arrivato dopo di me.

 

NdD. Prendiamo atto, e già lo sapevamo, che ‘legalmente’ è così: e so che di questo avviso ci sono anche i redattori più 'fidaliani' di Podisti.net. Ma (dico io, che abbastanza spesso calpesto le strade estere) come si fa con le nazioni più evolute nel campo del podismo su strada (Germania, Inghilterra, Svizzera: altrocché la Francia dove non mettono nemmeno le docce all’arrivo), nazioni civili, ripeto, dove la classifica è basata sul real time? E come si fa, a New York, Chicago e altrove, dove la gran massa di partecipanti è suddivisa in tante ‘onde’? Al traguardo in Central Park il cronometro, ossia il tempo “lordo” (che male c’è a usare lordo e netto? È forse più bello “tempo brutto”?), segna il tempo intercorso dal primo sparo (quello dei vip): e se io, non perché mi sono alzato tardi, ma perché mi hanno sistemato in una onda che parte un’ora e mezzo dopo, ho il cronometro che segna 6h30 ma ci ho messo 5 ore, devo rassegnarmi a finire nelle statistiche con 6h30? Marescalchi replicherà che no, il mio tempo sarà quello intercorso dallo sparo della mia ‘onda’, e io commenterò che non mi basta ancora, perché dallo sparo di quell’onda al mio passaggio dal via magari intercorrono dieci minuti, non per colpa della mia pigrizia ma della folla che mi sta davanti. La prima volta che corsi la maratona di Berlino, già dotata di chip nei primi anni Novanta, rimasi colpito dalla calma assoluta con cui i podisti si avvicinavano, camminando anche dopo lo sparo, alla porta di Brandenburgo dove era sistemato il tappeto di rilevamento. Nessuna sgomitata o spintone o dribbling, come era ed è l’uso nelle maratone italiane, anche quelle miserelle da trecento partenti che non hanno nemmeno i soldi per mettere un rilevamento al via. I regolamenti Fidal Iaaf ecc. sono stati concepiti per le gare in pista dove al massimo partono in 12 o 15, tutti sulla stessa linea, o al massimo per le gare in strada dei tempi di Dorando Pietri, dove tutti i partenti stavano in tre metri e dunque il tempo era uguale per tutti... e il chip era al massimo la fiche da mettere prima di una mano di poker. Bisognerà pur adeguarsi a una realtà, impensabile per i soloni delle federazioni anteguerra, dove tra il primo e l’ultimo partente passano minuti o mezzore, e addirittura si scaglionano le partenze. Sono così scandalose le gare a cronometro nel ciclismo? E certamente, i primi dieci o cinquanta delle maratone saranno tutti a sgomitare in prima fila, e per loro valga pure il tempo “lordo”, tanto partono insieme. Ma il podismo di massa è altro, ed esige regole nuove: che poi, di fatto, sono applicate dalle grandi gare internazionali. [Fabio Marri]

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