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Lug 13, 2018 Stefano Morselli e Fabio Marri 716volte

Correggio (RE) - 1^ 3 Sere di Correggio

12 Luglio - Si è appena conclusa la terza ed ultima tappa della 1^ edizione delle "3 Sere di Correggio": si è corso oggi sulla distanza di 7.7 km, non ci sono stati colpi di scena e rivoluzioni in testa alla classifica, a vincere è stato Adil Lyazali, ancora una volta Roberto Bianchi ha contenuto il proprio distacco arrivando secondo; terzo di tappa e terzo in classifica Alessio Basili.
Tra le donne Isabella Morlini non ha avuto, ancora una volta, rivali; dietro di lei Elisabetta Comero e Raffaella Malverti come da copione scritto nelle serate precedenti.
Complessivamente sono stati 747 i partecipanti a quest'ultima tappa, evento aperto anche ai non competitivi.
A premiare, con il sindato Ilenia Malavasi ed il segretario del PD locale Marco Moscardini, è giunto a sorpresa anche l'ex Ministro Graziano del Rio.

Correggio 3^ tappa 2018

Il commento di Fabio Marri:

Dorando torna a casa: da Carpi a Correggio

Se le mie agende non se ne sono fatte sfuggire altre anteriori, tra il 1990 e il 2010 si svolsero 21 edizioni del “Giro a tappe carpigiano”, soprannominato da tutti i podisti “le Tre Sere di Carpi”. Era un rito per i modenesi e dei dintorni (Reggio, Parma, Mantova: chi ricorda la prorompente podista Katia Negri coi suoi attillatissimi body, una novità per l’epoca?). Io ne corsi 18 edizioni, a volte programmavo le ferie in modo di essere lì in quei tre giorni; durò tanto che poté definirsi “il più antico giro a tappe d’Italia”.

Per tre sere si arrivava a Carpi, e come prima cosa si prelevava il giornalino della corsa, che dopo il rituale auto-incenso di Caponetto, voltando pagina presentava le classifiche: nei primi tempi non c’erano internet e i chip, si faceva tutto a mano e qualcuno mugugnava perché il giudice d’arrivo (il barbudo quasi-vigile, in realtà protettore civile…) gli aveva aggiunto dieci secondi… Si guardava chi stava davanti o poco dietro, per tentare di ‘marcarlo’ e prendergli quei secondi utili a passare magari dalla 200° alla 199° posizione.

Una volta un tipo mi affrontò sostenendo di avermi sorpassato in gara, eppure in classifica ero davanti: avevo tagliato (come faceva normalmente la Marta di Quistello)? Dovetti presentarlo all’altro Marri Fabio podista (classe 1963), per convincerlo che era lui a stargli davanti, non io. Un’altra volta il povero Ermete (che adesso sta nel regno dei più) si arrabbiò molto quando un amico comune gli rinfacciò “ma come, ti fai passare da Marri?” (sottinteso: da uno così scarso?).

Insomma, ci tenevamo a far bella figura e davamo sempre il massimo (qualcuno anzi ci teneva tanto che, se una sera non poteva venire, mandava un amico al posto suo: l’importante era restare in classifica!).

Poi, in gara, c’era Ivano Barbolini che all’imbrunire risaliva a ritroso il gruppone con la sua motoretta munita di altoparlante, annunciando  l’arrivo dei primi e salutandoci tutti. Insomma, una goduria per almeno 250 (come eravamo rimasti negli ultimi anni, in tempi di incipienti vacche magre, dopo i 4-500 dei primi tempi ).  

La terza sera arrivavano anche i non competitivi, che per prima cosa facevano razzia dei giornalini, e molti di noi restavano senza. Ma c’era la soluzione: la sera dopo si andava tutti a Correggio per la camminata dello stesso circuito estivo, e recuperavamo il giornale del giorno prima (ristampato, o meglio fotocopiato a furor di popolo), ma anche l’ultimo numero, con le classifiche finali di fronte alle quali non c’era più da discutere. Come ho detto e scritto più volte in ambito universitario, la differenza tra una corsa a piedi e un concorso pubblico è che per avere quanto meriti in una corsa non devi essere amico del giudice d’arrivo.

Poi, la malattia di Barbolini e la fine dell’età dell’oro carpigiano: il Giro non si fece più, triste presagio della fine anche della maratona.

Nel 2018, il Risorgimento: proprio Correggio, affratellata a Carpi dalla nascita (quasi a metà strada) di Dorando, ha deciso di riprendere l’idea, dandole direttamente il titolo di “Tre Sere”, e con una distanza totale da percorrere (30 km) poco inferiore . E abbiamo ritrovato molti degli organizzatori di allora: no, il Barbudo no e nemmeno Martinelli che gestiva il ristoro di metà gara, oltre l’autostrada; ma ad esempio il vigile carpigiano Ermanno Pavesi, che allora sovrintendeva al controllo del traffico, e oggi si accontenta di smistare competitivi e non competitivi all’ingresso in zona arrivo, dove sua moglie Vanna serve al ristoro. Di Carpi è anche il main-sponsor, anche se nella sua denominazione di “Specialyst” quella ipsilon è davvero peggio che tapascionica. In più, c’era lo staff correggese capitanato dal maratoneta di lungo corso Pederzoli, che in realtà è di S. Martino in Rio ma da sempre è il boss della festa di Correggio. Nuovo è lo speaker Stefano Morselli, puntuale e poco incline agli svolazzi.

Purtroppo gli organizzatori non hanno tenuto conto di una cosa, la concomitanza delle prime due serate con le due semifinali dei mondiali di calcio. E, sebbene i podisti ufficialmente protestino che a loro del calcio non importa niente, sta di fatto che la partecipazione alla gara è stata all’incirca dimezzata rispetto agli ultimi anni carpigiani (120 quelli che hanno corso adesso le tre tappe, contro i 236 del 2010 di Carpi). Ma c’è tempo per rifarsi, e quest’altr’anno vorrei esserci anch’io tutte e tre le sere, senza sentirmi un po’ un invasore, un semi-abusivo, come noi competitivi di Carpi, all’epoca, sentivamo quelli del giovedì.

Faccio un mini-esempio odierno: nel mio piccolo, alla partenza (dopo aver strappato un sorriso di compatimento a Isabella Morlini che si scaldava, e mi ha visto fare la stessa cosa, ma in retrorunning) ho promesso all’amico Gelo, rivale in tante corse, di aiutarlo a mantenere i due secondi di vantaggio che aveva sul suo ‘postero’ di classifica, e semmai a fargli guadagnare quegli altri due secondi che lo separavano dal suo ‘antero’. Ci siamo buttati intorno ai 5:15/km (di più proprio non ce la facevamo), e verso metà gara, nella zona di Budrio in corrispondenza di una S della strada, ho cercato di sorpassare due ragazze che ce la stavano mettendo tutta. Una delle due mi ha tagliato la strada buttandosi a destra, al che io per evitare un tamponamento ho sterzato a sinistra infilandomi tra le due come una fetta di prosciutto in un panino, ma senza nemmeno sfiorarle. La parte sinistra del panino ha protestato dicendomi qualcosa come “Lascia andare noi che abbiamo il pettorale!” (in realtà ce l’avevo anch’io, sebbene diverso dal loro).

Insomma, ho avvertito un po’ di ‘razzismo’: oltre tutto, se quelli col pettorale competitivo vanno più piano degli altri, i non competitivi devono stargli comunque dietro? In ogni caso, sul rettilineo seguente la questione è stata risolta alla grande, poi Gelo ha cominciato a indicarmi, davanti a noi, i suoi rivali ‘veri’. Preso il primo, che ha ceduto di schianto, restava l’altro, che evidentemente faceva anche lui dei calcoli, e al nostro sorpasso sullo sterrato (io cinque metri avanti, e Gelo dietro a protestare che più di così non andava) ha tentato di resistere. Ogni tanto mi voltavo indietro e dicevo a Gelo “vieni pure, che hai già 30 metri!”, “dai, resisti solo fino a quella casa a 400 metri e poi siamo arrivati!”: non era vero, sono le bugie che il medico dice all’ammalato per stimolargli la reazione, e il tipo è di nuovo riuscito quasi ad affiancarci; ma alla lunga ha dovuto mollare (servirà pure a qualcosa essere reduci da trail di montagna!).

E quando il vigile Pavesi ha separato me (misero non competitivo, sta a destra! Non me l’ha detto lui, me lo sono detto da solo) e Gelo che invece si è diretto sul tappetino del chip, lo scopo era raggiunto. Sebbene le classifiche diramate gli assegnino due tempi diversi di 12 secondi (uno nella classifica di tappa, un altro nella classifica finale), intanto nella gara singola è arrivato 99° (su 125), e per poco non prendevamo l’altro rivale Paolino, a meno di 200 metri; i nostri ultimi sorpassati stanno a 12, 31 e 34 secondi, i due lati del panino femminile a oltre un minuto (che significa una ventina di secondi al km guadagnati, altrocché “fatti più in là che noi abbiamo il numero”). E in classifica generale, Gelo è 83° maschio (su 96), con 9 secondi di vantaggio sul più vicino (in virtù dei 12 che gli ‘abbiamo’ preso). Mi pagherà sicuramente con un bicchiere del lambrusco che ha vinto come premio, ma dalla prossima gara torniamo rivali e non avremo reciproca pietà...

Questo lo dico per dare un’idea dell’atmosfera speciale che si crea nei giri a tappe, anche quelli su percorsi non panoramici come i correggesi (però bellini, nel limite del possibile), e tra podisti come noi della “colonna destra della classifica”, che definire atleti è a volte azzardato.

Per non perdere l’atmosfera, me ne sono andato via prima dell’irruzione dei politici, sempre pronti a monetizzare. A Carpi non ricordo di averne mai visti: ma adesso la fame spinge i lupi sempre più vicini ai pollai.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1703&v=_r4Ug_-sLfM

11 luglio - Si è corsa questa sera la seconda tappa della 1^ edizione delle 3 Sere di Correggio, evento organizzato dalla Podistica Correggio nel contesto della Festa del Partito Democratico.
Dopo la vittoria della prima tappa di ieri corsa sui 10 km in 33'33", Adil Lyazali (Circolo Minerva Parma) ha consolidato il suo vantaggio vincendo anche la seconda tappa sulla distanza di 12.5m km impiegando 43'02". Alle sue spalle è giunto un coriaceo Roberto Bianchi (Pico Runners) che, se nella 1^ tappa aveva pagato un minuto di ritardo, ieri è stato protagonista di una bellissima sfida con Lyazali arrivandogli molto più vicino, staccato di 26 secondi accumulati nel finale di gara. Ancora terzo Alessio Basili (Atl. Cibeno).
Tra le donne ancora Isabella Morlini sugli scudi con l'ennesima sinfonia solitaria, podio come da copione con Elisabetta Comero (Runners Modena) e Raffaella Malverti (Pod. Correggio) seconda e terza.
Questa sera si chiude con la terza tappa di 7.7 km nella quale vedremo impegnati sia i competitivi che in non competitivi; al termine premiazione per i primi 20 uomini e le prime 10 donne. Partenza fissata per le 19.45 dalla Festa del PD posto presso il Salone delle Feste adiacente all'area sportiva di Correggio.

Correggio 2^ tappa 2018







Alcune delle tante immagini della prima tappa del 9 Luglio che trovate nella sezione FOTO di Podisti.Net in alta risoluzione.

Correggio 1^ tappa 2018

Informazioni aggiuntive

Fotografo/i: Stefano Morselli e Nerino Carri

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