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Martedì, 21 Maggio 2019 23:21

Eunice Jepkirui Kirwa sospesa per EPO

La maratoneta del Bahrein (nata keniana) Eunice Jepkirui Kirwa è stata provvisoriamente sospesa dopo un test antidoping positivo per EPO: a comunicarlo l’Athletics Integrity Unit, l’agenzia antidoping della IAAF, sul proprio sito.

Kirwa, bronzo ai mondiali di Pechino nel 2015 in 2:27.39, aveva poi vinto l’argento ai Giochi Olimpici di Rio 2016 chiudendo in 2:24.13 alle spalle di Jemima Sumgong, a sua volta poi risultata positiva all’EPO, fino ad essere squalificata per otto anni; entrambe conserveranno però le loro medaglie poiché la loro positività si è manifestata dopo i Giochi.

 

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Si arricchisce di un’altra puntata il caso Calvin: la maratoneta che ha un rapporto, diciamo così, conflittuale con l’AFLD, acronimo di "Agenzia Francese per la Lotta contro il Doping", che ieri 29 aprile  l’ha nuovamente sospesa in attesa di ulteriori accertamenti.

Per chi non la conoscesse, non stiamo parlando di un amatore o di una runner di medio livello. La francese è un'atleta di punta della nazionale d’oltralpe, vantando al suo attivo due argenti europei sui 10000 (nel 2014) e maratona (Berlino 2018), distanza nella quale detiene il record nazionale con 2h23’21”. Tempo ottenuto proprio in occasione della recente maratona di Parigi.  Già sospesa temporaneamente all'inizio di aprile, l'atleta è stata poi autorizzata dal Consiglio di Stato a correre la gara lo scorso 14 aprile per un cavillo procedurale (non era stata 'sentita' ufficialmente dall'AFLD, il che è avvenuto solo lo scorso martedì 23).

Il “casus belli” tra AFLD e la Calvin risale allo scorso 27 marzo a Marrakech. Nel contesto di una situazione abbastanza grottesca, se si pensa che nelle precedenti settimane la Calvin aveva modificato quotidianamente i suoi recapiti nel programma software di reperibilità che i top runner devono mettere a disposizione per poter essere controllati.

La due versioni dell’accaduto sono contrastanti. Secondo il presidente di AFLD Dominique Laurent, la Calvin ed il marito nonché allenatore Samir Dahmani, anch'egli atleta internazionale francese ("mezzofondista dalle prestazioni in crescita mirabolante", l'ha definito Marco Bonarrigo) sono fuggiti al controllo. Quando hanno visto avvicinarsi gli agenti dell’AFLD che si sono qualificati, sono scappati tra i vicoli della cittadina marocchina, facendo perdere le loro tracce. In una scena che ricordava il più classico dei film d’azione o meglio una spy-story. Per questo ostacolo al controllo, adesso i due rischiano 4 anni di sospensione e la cancellazione dei risultati ottenuti.

L’altra campana è quella di Clémence Calvin che si dichiara una vittima della vicenda. L'atleta denuncia la violenza del direttore dei controlli dell'AFLD Damien Ressiot, precisando come i controllori non si siano presentati come tali. Accuse respinte al mittente da parte degli interessati, che appunto in previsione della replica hanno documentato l'avvenuto mediante una telecamera. Ciò farebbe scattare l'accusa di «mancato controllo», che per la legge sportiva francese equivale alla positività.

Intanto, il presidente della Federazione francese di Atletica, André Giraud, ha annullato uno stage di allenamento federale a Ifrane in Marocco (dove appunto soggiorna abitualmente la Calvin) "tenuto conto dei sospetti su questa località" in relazione a pratiche di doping.

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Il keniano Abraham Kiptum, detentore del record mondiale di mezza maratona, è stato sospeso per doping, come riportato in data odierna sul sito dellla AIU (Athletics Integrity Unit), l’agenzia mondiale antidoping della IAAF, per “Use of a Prohibited Substance / Method (Article 2.2) – ABP case”. 

Al momento si deduce quindi trattarsi di irregolarità emerse dal passaporto biologico del 29enne keniano. 

Kiptum aveva migliorato il record del mondo della mezza a Valencia 2018, concludendo in 58:18 e migliorando così il 58:23 di Zersenay Tadese (nel 2010 a Lisbona). Il record mondiale era stato ratificato dalla IAAF il 6 dicembre 2018. 

Quest’anno aveva vinto la mezza di Granollers il 24 febbraio in 59:58. 

A questo punto salta anche la prevista partecipazione alla Maratona di Londra di domenica prossima, dove sperava di migliorare il suo PB, 2:05:26 nella Maratona di Amsterdam 2017 (il 2:04.16 ottenuto nell’ultima Dubai non è stato omologato, in quanto il tracciato è risultato più corto della tradizionale distanza).

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Si gareggia anche da squalificati per doping e si vincono premi in danaro?

Sembrerebbe proprio di sì, leggendo i quotidiani keniani che hanno pubblicato una nuova incredibile notizia riguardante  Irene Jeptoo Kipchumba.

Ebbene, la Jeptoo, squalificata fino al prossimo 22 settembre (due anni) per la positività al prednisolone (un glucocorticoide appartenente alla famiglia degli ormoni steroidei molto usato per la sua ampia e potente attività antinfiammatoria), assunto per la maratona di Yuanan (Cina, 19 marzo 2017), questo  giorno di Pasqua ha gareggiato a Kuala Lumpur, nel torneo internazionale KT Tower di Turkish Airlines.

La keniana ha concluso in terza posizione in 13:05 alle spalle della connazionale Ann Njihia, prima in 12:36, e della neozelandese Danielle Nanty, seconda in 12:37, guadagnando un seppur modesto premio in danaro  (2000 ringgit, che dovrebbero essere poco meno di 500 euro).

Il caso è emerso dopo la denuncia su Facebook del manager Aman Yusof, che si è chiesto come una atleta squalificata potesse così liberamente gareggiare ed essere premiata.

A questo punto si sono interessate del caso la Federazione di Atletica keniana (AK) e l’Agenzia Antidoping (ADAK) che stanno indagando sull’accaduto.   

In particolare, il responsabile dell’Agenzia antidoping keniana, Japhter Rugut, ha ribadito che l’atleta fa parte degli atleti squalificati, imputando agli organizzatori il mancato rispetto del protocollo inerente le squalifiche internazionali per doping.

Il presidente della Federazione, Jackson Tuwei, ha promesso che seguirà personalmente il caso, anche per evitare il ripetersi di casi simili.  

 

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20 aprile – Il 29enne keniota Asbel Kiprop, campione olimpico e tre volte iridato dei 1500, è stato squalificato per 4 anni per doping in seguito alla positività all’EPO riscontrata in un controllo a sorpresa, fuori competizione, il 27 novembre 2017 a Iten, poi confermata anche dal secondo campione.

Kiprop si è sempre professato innocente, adducendo svariate scuse, dalla produzione di un EPO naturale, dovuta agli intensi allenamenti in altura, all’accusa che i campioni prelevati fossero stati manipolati, ma la AIU (Athletics Integrity Unit) ha respinto le tesi difensive, squalificando l’atleta fino a febbraio 2022. Si attende ora il ricorso al TAS.

Asbel Kiprop aveva vinto l’oro ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 sui 1500 dopo la squalifica per doping di Rachid Ramzi. In più vanta tre titoli iridati, sempre sui 1500, nel 2011, nel 2013 e nel 2015.
   

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Nuovo caso di doping nel mondo amatoriale: è stata, infatti, sospesa l’atleta Tania Caldarella, classe 1987, siciliana tesserata per l’Atletica Palombella, per positività al betametasone al termine del 6° Trofeo Avis Rosolini, in provincia di Siracusa. 

La novità è che non si tratta di un’atleta di punta: stiamo parlando di un’atleta che ha un personale di 1h00:39 sulla 10km (da sito FIDAL), che ha concluso i 4,4 km della gara in questione in 22:05, 21^ donna, 4^ SF, 69^ nella classifica generale donne + uomini over SM55.

Il betametasone è definito su internet un corticosteroide, molto usato, che agisce riducendo l'infiammazione e modificando la risposta immunitaria dell'organismo, che nella pratica sportiva senza necessità terapeutica costituisce doping.

Vedremo come andrà la questione in sede di successivo dibattimento: il dubbio è se sia doping o disinformazione (compresa la mancata richiesta di esenzioni a fini terapeutici), per intanto l’atleta è sospesa in via cautelare. Di seguito la delibera NADO:

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare la sig.ra Tania Caldarella (tesserata FIDAL) riscontrata positiva alla sostanza Betametasone a seguito di un controllo disposto dal Ministero della Salute (SVD) ex lege 376/2000 al termine della gara “6^ Trofeo Avis Rosolini” svoltasi a Rosolini il 17 marzo 2019.

 

Nella foto si documenta la partenza della gara al cui termine è stato svolto il controllo antidoping alla base della presente sospensione. Ci scusiamo con l'atleta Linda Di Maio, una cui immagine era apparsa in un primo momento, e che è del tutto estranea alla vicenda.

   

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Era attesa la sentenza che finalmente è arrivata: Luisa Betti è stata squalificata per 18 mesi.  

Ecco il comunicato Nado Italia:

La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico della sig.ra Luisa Betti (tesserata FIDAL), visti gli artt. 2.1, 4.5.11 e 4.11.1 delle NSA, afferma la responsabilità della stessa in ordine all’addebito ascrittole e le infligge la squalifica di 18 mesi a decorrere dal 6 ottobre 2018 e con scadenza al 5 aprile 2020. Visto l’art. 10 NSA dispone l’invalidazione del risultato eventualmente conseguito in gara. Condanna la sig.ra Betti al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00.

Riporto anche il comunicato della sospensione per ricordare i fatti:

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare la sig.ra Luisa Betti (tesserata FIDAL), riscontrata positiva alla sostanza Betametasone a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia al termine della Manifestazione “100 Km delle Alpi – Torino -Foglizzo “ svoltasi a Foglizzo il 6 ottobre 2018.

Riporto, ancora, quando dichiarato dalla Betti, su questo sito e anche sulla sua pagina Facebook quando arrivò la sospensione cautelare:

“Prima di iniziare ad accusare e a crocifiggermi… sappiate almeno bene come sono andate le cose. Io non ho nulla da nascondere e spiegherò tutto, anche perché prima del controllo anti-doping (alla 100 km delle Alpi in cui sono arrivata quinta, figuriamoci) ho subito dichiarato l'uso di un farmaco a base cortisonica che ho dovuto purtroppo assumere per motivi di salute a fine settembre (causa blefarite, una grave infiammazione delle palpebre di natura allergica), ma solo per una decina di giorni. Prima del controllo l'ho DICHIARATO ed ho mostrato anche il CERTIFICATO medico che mi ero fatta fare nell'eventualità di un controllo (non lo posto solo per motivi di privacy), ma evidentemente non è bastato. Proprio poche ore fa mi è giunta la brutta notizia di una sospensione cautelare (che NON equivale a una squalifica, ci tengo a sottolineare) e mi sono subito affrettata a contestarla e ad avvisare chi di competenza, compreso il mio medico di fiducia. Forse non avrei dovuto gareggiare in quei giorni, è vero… ma sinceramente non pensavo che la situazione potesse rivelarsi così grave. E poi con il certificato mi sentivo tutto sommato abbastanza sicura, ignorando o quasi tutta la storia della procedura TUE. Certamente è stata una imperdonabile leggerezza di valutazione che pagherò a caro prezzo come è giusto che sia, non mi sto affatto giustificando per quello… ma sono comunque tranquilla e soprattutto ho la coscienza più che pulita, e fiduciosa di riuscire a chiarire la faccenda. Ho tutte le prove e le documentazioni che testimoniano la mia buonafede e non vedo l'ora di poterle mostrare a chi di dovere. Chi mi conosce bene sa chi sono, sa da quanto tempo corro e soprattutto per quali MOTIVI corro. Motivi non certo legati a tempi e vittorie, anche perché altrimenti mi allenerei come si deve e non correrei così tante gare di fila. Confido quindi nell'intelligenza e nella sensibilità di ognuno di Voi. Se poi dovrò scontare una pena la sconterò, come è giusto che sia… del resto la leggerezza è stata mia e sono concorde con la frase "la Legge non ammette ignoranza". Se siete comunque Amici, come in cuor mio spero… mi crederete e mi starete magari vicini in questo difficile momento, senza crocifiggermi ne’ darmi addosso. Anche perchè come è accaduto a me, una semplice Amatrice che ha sempre corso per pura passione, può accadere a qualsiasi altro. Spero solo che serva come monito e insegnamento non solo a me, ma a tutti quanti. Per adesso non ho altro da aggiungere, anche perchè sono ancora abbastanza scossa e abbattuta. Grazie a tutti della comprensione”.

Ecco ora le parole della Betti appena pubblicate sul suo profilo Facebook: 

"Solo tre cose: 1) a breve uscirá anche la MIA verità, che ho già raccontato per filo e per segno a diversi giornalisti. Sono convinta che un medico che dichiara il falso per insabbiare le sue scorrettezze e le sue violazioni di protocollo vada denunciato e fatto radiare, e giuro che sarà quello che cercherò di fare fino a che sarò viva, per evitare che danneggi altri come ha danneggiato me. Se le regole valgono per tutti, allora devono valere anche per i medici che controllano. 2) Ho sempre detto la pura e semplice verità, ho sempre ammesso di aver sbagliato e che avrei accettato di buon grado qualsiasi pena, purchè giusta ed equa. Questa non lo è stata affatto, credetemi, poichè sono state dichiarate cose false, oltretutto da un MEDICO, e guarda caso i miei testimoni (Stefano Romano e Costanzo Michelangelo, i quali ringrazio immensamente per la disponibilità), che lo avrebbero smentito, non sono nemmeno stati ascoltati. NON intenzionalità dichiarata, come dichiarato era il farmaco al momento del controllo, eppure alla sottoscritta DICIOTTO mesi di squalifica quando ad altri per casi analoghi (e farmaco NON dichiarato) solo SEI: perdonatemi ma non mi sembra proprio "equità". 3) Ovviamente farò ricorso e denuncerò al tribunale giudiziario il cosiddetto individuo, quindi non finisce qui... anzi, è appena iniziata. 4) Chi mi odia può stare tranquillo/a, poichè annuncio già da adesso che non gareggerò più. MAI PIU'. Già deciso. Preferirei mozzarmi un braccio e ingoiarlo piuttosto che rimettere piede in questo ambiente. Cinque mesi d'inferno, due esaurimenti nervosi in quattro mesi (tre con quello di oggi) sono bastati e avanzati. Non ne vale proprio la pena, e adesso lo so. A me non è mai fregato niente dei tempi, dei podi, di vincere, ho sempre corso per motivi ben più profondi e chi mi conosce lo sa. Quindi alla fine posso correre anche per conto mio, oramai mi sono abituata. Ma almeno voglio andarmene a testa alta, facendo trionfare la verità. Mi consola solo il fatto che io, a differenza di altri, potrò sempre guardarmi allo specchio la mattina. Altri invece continueranno a strisciare come topi di fogna, protetti dai loro sponsors e dalle loro raccomandazioni. Se questo è un ambiente che premia e favorisce questi ultimi, allora mi spiace, ma non può fare per me. Sono stata bene in questi anni, ho conosciuto tante persone meravigliose che porterò sempre nel cuore...ma dopo questa vicenda per me estremamente traumatica, che mi ha fatta comunque crescere e migliorare, è un capitolo definitivamente chiuso. Saluti dal "Santo Spirito" di Roma, rimango qui almeno fino a domani, quindi chi vuole mi venga pure a trovare (non spaventatevi però se mi troverete in uno stato comatoso). Non voglio likes, infatti questo profilo domani sarà sparito (affrettatevi pertanto a leggere e a screennare). E ricordatevi sempre che..."la Legge NON è uguale per tutti", specie in Italia e specie in questo ambiente. Grazie di cuore a chi mi ha sempre sostenuta e ha sempre creduto in me".

[F. M.] Aspettiamo le prossime puntate, condite (si spera) da fatti credibili e non da proclami e accuse dalla quantità indefinita (le "tre cose" sono già diventate quattro). Per restare nei numeri e nel settore medico, tre "esaurimenti nervosi" in quattro mesi ci sembrano un po' tanti, se alla parola "esaurimento nervoso" attribuiamo il significato medico tradizionale (peraltro oggi in disuso, e poco fondato scientificamente, dato che i "nervi" non si possono "esaurire"), di uno stato cronico che imponeva mesi se non anni di cura. Non dubitando di quanto asserisce Luisa Betti, immaginiamo e speriamo per lei che sotto questo termine abbia voluto indicare delle "crisi di nervi", delle situazioni acute momentanee di stress e sofferenza mentale, recuperate e recuperabili in pochi giorni. Quanto al ristabilimento della verità, non è minacciando di perseguire altri a 361 gradi che si acquista credibilità. Avendo dato prova di garantismo fin dalla prima messa in stato d'accusa di L. B. (chissà se l'interessata se ne è accorta) ci offriamo tra quei "giornalisti" disposti ad ascoltarla "per filo e per segno". Al momento, sappiamo solo che a un nostro giornalista erano stati promessi documenti che non ha mai avuto.

 

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Nuova squalifica per doping, che colpisce la ultramaratoneta piemontese Elisabetta Ferrero, seconda nello scorso ottobre alla 100 km delle Alpi in 9h58:06.

Ecco il testo del comunicato ufficiale NADO:

La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico della sig.ra Elisabetta Ferrero (tesserata FIDAL), visti gli artt. 2.3, 4.3.1 4.5.1 delle NSA, afferma la responsabilità della stessa in ordine all’addebito ascrittole e le infligge la squalifica di 1 anno, a decorrere dal 25 febbraio 2019 e con scadenza al 24 febbraio 2020. Condanna la sig.ra Ferrero al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00”.

Nel suddetto comunicato, gli articoli citati delle Norme Sportive Antidoping riguardano l’elusione del controllo, e consentono la riduzione della pena per assenza di colpa o negligenza significativa.

Ecco, di seguito, il testo degli articoli:

2.3 Eludere, rifiutarsi od omettere di sottoporsi al prelievo dei campioni biologici. Eludere il prelievo dei campioni biologici, ovvero, senza giustificato motivo, rifiutarsi di sottoporsi al prelievo dei campioni biologici previa notifica, in conformità alla normativa antidoping applicabile.

4.3.1 Per le violazioni degli articoli 2.3 (Eludere, rifiutarsi od omettere di sottoporsi al prelievo dei campioni biologici) o 2.5 (Manomissione o tentata manomissione del controllo antidoping), il periodo di squalifica sarà pari a 4 (quattro) anni. Tuttavia, nel caso di mancata presentazione alle operazioni di prelievo del campione biologico, qualora l’Atleta sia in grado di dimostrare che la violazione delle norme antidoping non è stata intenzionale (secondo quanto definito dall’articolo 4.2.3) il periodo di squalifica sarà di 2 (due) anni.

4.5 Riduzione del periodo di squalifica per assenza di colpa o negligenza significativa.

4.5.1 Riduzione delle sanzioni comminate per sostanze specificate o prodotti contaminati relative a violazioni degli articoli 2.1, 2.2 o 2.6.

4.5.1.1 Sostanze specificate. Qualora una violazione delle norme antidoping riguardi una sostanza specificata e l’Atleta o l’altra Persona siano in grado di dimostrare l’assenza di colpa o negligenza grave, il periodo di squalifica corrisponderà a un richiamo con nota di biasimo e nessun periodo di squalifica (misura minima) o 2 (due) anni di squalifica (misura massima), a seconda del grado di colpa dell’Atleta o dell’altra Persona.

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Qualcuno si era scandalizzato nel vedere il plurisqualificato Roberto Barbi nel gruppetto che lo scorso novembre  aveva ‘simulato’ la maratona di Bologna. Bè, c’è qualche analogia con quanto successo ad Austin nel Texas, domenica 17 febbraio, durante la 28^ edizione della  Ascension Seton Austin Marathon: ecco come lo racconta nel suo profilo Instagram Lance Armstrong, il ciclista texano la cui pagina dei record è costellata di righe orizzontali, a indicare i risultati “erased” dopo la scoperta del suo sistematico doping:

Che giornata di corsa assolutamente incredibile alla maratona di Austin come suo “Charity Chaser” (letteralmente, “cacciatore di carità, di offerte”). Partendo 22 minuti dietro il gruppo con l’obiettivo di raggiungere e superare quanti più atleti possibile,  me ne sono rimasti davanti solo 59”.

L’organizzazione aveva stabilito di donare alle associazioni caritatevoli un dollaro per ogni sorpasso compiuto da Lance (che era assistito da tale Joe Di Salvo in bicicletta), e alla fine sono state circa 2600 le persone che hanno, più o meno volontariamente, contribuito alla donazione. Il tempo lordo ottenuto dall’ex ciclista è stato di 3.24:13, dunque un real time di 3.02:13 (e negative split di quasi 3 minuti nella seconda metà rispetto alla prima), per una media sotto i 4:20 a km.

Non era la prima maratona corsa da Armstrong: aveva esordito a New York nel 2006 chiudendo in 2.59.36, con l’appoggio di pacer d’eccezione come Alberto Salazar, Joan Benoit Samuelson e Hicham El Guerrouj; e migliorandosi nel 2007 con 2.46.43; poi nel 2008 aveva corso a Boston in 2.50:58: e la sua fatica è largamente documentata da foto e video, uno dei quali  lo mostra addirittura a far pubblicità alla gara nella doppia veste di ciclista e podista https://www.youtube.com/watch?v=o0CvK0uWm9c

Peccato che, dopo le condanne per doping, gli organizzatori di quelle maratone abbiano deciso di cancellare anche quei risultati, uniformandosi alle delibere dell’agenzia antidoping. Ma ad Armstrong è ugualmente consentito di prendere parte a manifestazioni sportive non ciclistiche, di livello regionale o nazionale, e che non siano qualificanti per competizioni internazionali. Lo si era visto fare jogging anche alla partenza israeliana del Giro d’Italia 2018.

È chiaro che qualcosa deve fare per sopravvivere,  dopo aver concordato con il Governo americano il pagamento di 5 milioni di dollari in danni in una causa che gli sarebbe costata 100 milioni, e dopo che i suoi vari avvocati gli hanno presentato una parcella da 111 milioni di dollari. Sembra peraltro che le sue finanze si siano parecchio irrobustite per un investimento molto preveggente, di appena 100 mila dollari nel 2010, sui taxi Uber.

Malgrado gli scopi benefici, l’impresa nella maratona non ha convinto tutti: riportiamo senza tradurre un commento apparso sulla stessa pagina Instagram dell’ (ex) campione:

@iamdavidiron, he's a lying POS, his interview was so cavalier it was embarrassing. the asshole destroyed numerous lives and should not show his face in Austin. go crawl back in your hole.

Per curiosità, aggiungiamo che una riga orizzontale marchia anche la maratona stessa di Austin: il vincitore del 2014, il keniano classe 1975 Joseph Mutinda (2:14:17), è stato squalificato per tre anni e privato del titolo in quanto doppiamente positivo al 19-norandrosterone.

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Domenica, 17 Febbraio 2019 20:29

Doping: sospese Gemetto e Mazzolini

Ancora casi di doping, questa volta da un cross piemontese, il 21° Cross Città di Novi Ligure, che ha visto coinvolte Valentina Gemetto (Atletica Saluzzo) e Sonia Mazzolini (GAV Gruppo Atletica Verbania), le prime due classificate nella categoria promesse, al momento sospese, in attesa della difesa delle due atlete e delle successive analisi.

Ecco il comunicato Nado:   

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza di sospensione cautelare proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare l'atleta Valentina Gemetto (tesserata FIDAL), riscontrata positiva alla sostanza Benzoilecgonina a seguito di un controllo disposto dal Ministero della Salute (SVD) ex lege 376/2000 al termine della gara CSAIN “XXI CROSS –Città Novi Ligure” – svoltasi a Novi Ligure il 20 gennaio 2019.

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La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza di sospensione cautelare proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare l'atleta Sonia Mazzolini (tesserata FIDAL), riscontrata positiva alla sostanza Clostebol Metabolita a seguito di un controllo disposto dal Ministero della Salute (SVD) ex lege 376/2000 al termine della gara CSAIN “XXI CROSS –Città Novi Ligure” – svoltasi a Novi Ligure il 20 gennaio 2019.

 

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Sei mesi di squalifica a Marco Bonfiglio, il maratoneta ed ultramaratoneta abbiatense: questa la sentenza definitiva della Prima Sezione del TNA, a seguito della positività accertata al Betametasone, dopo la 3^ edizione della Ticino Marathon, lo scorso 14 ottobre 2018.  

Ecco la sentenza: La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Marco Bonfiglio (tesserato FIDAL), visti gli artt. 2.1, 4.5.1 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine all’addebito ascrittogli e gli infligge la squalifica di 6 mesi, a decorrere dall’11 febbraio 2019 e con scadenza al 10 giugno 2019, così dedotto il presofferto. Visto l’art. 10 NSA dispone l’invalidazione del risultato conseguito in gara. Condanna il sig. Bonfiglio al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00.

Marco Bonfiglio (Impossibile Target) aveva vinto la 60 km in 4h14:01: a questo punto la vittoria dovrebbe passare al secondo classificato, Gianluca Pietra (Canottieri Ticino), che concluse in 4h57:37.

Bonfiglio, atleta molto amato e da anni tra i più valenti ultramaratoneti, aveva più volte espresso la sua buona fede, dichiarando pubblicamente “di aver assunto del Bentelan, ma ritengo giusto evidenziare che la cura è stata fatta sotto controllo e su prescrizione medica a fini terapeutici, come ampiamente documentato nelle opportune sedi. Quel che mi è stato correttamente contestato, infatti, è stata l’omessa comunicazione di utilizzo del farmaco, ma è stato altresì riconosciuto ed accertato dalla Procura Nazionale Antidoping che lo stesso è stato utilizzato per fini esclusivamente terapeutici. Purtroppo, con colpevole ignoranza della normativa, ricordando a tutti che sono un atleta amatoriale, in totale buona fede ho commesso una ingenuità che mi è costata cara".

 

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Quattro anni di squalifica per Hussein Zmnako Wali Hussein, atleta curdo dell'Atletica Pavese Voghera, risultato positivo al controllo antidoping in occasione del campionato italiano di Trail disputato a Milano (Salomon Running Milano) lo scorso 3 ottobre, dove si era piazzato all'ottavo posto nel Trail corto di 25 km. La  prima sezione del Tna aveva sospeso Hussein per essere risultato positivo alla sostanza Clostebol: inutile la tesi sostenuta dall’atleta, che asseriva di aver usato  la pomata Trofodermin in seguito ad un infortunio nel cantiere dove lavora come muratore.

E’ di oggi, infatti, la sentenza: “La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Hussein Zmnako Wali Hussein (tesserato FIDAL), visti gli artt. 2.1, 4.2 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine all’addebito ascrittogli e gli infligge la squalifica di 4 anni, a decorrere dal 31 gennaio 2019 e con scadenza al 30 ottobre 2022, così detratto il presofferto. Visto l’art. 10 delle NSA dispone l’invalidazione del risultato sportivo conseguito in gara. Condanna il sig. Hussein Zmnako Wali Hussein al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00”.

Il triatleta Emilio Berti (Asd Latina Triathlon), pure tesserato Fidal, era stato sospeso in via cautelare dalla prima sezione del Tna per essere risultato positivo alla sostanza Clenbuterolo a seguito di un controllo disposto dalla Nado Italia al termine della manifestazione “Triathlon Olimpico”” svoltasi a Marina di Grosseto il 15 settembre 2018. 

Anche qui la tesi difensiva dell’atleta sosteneva di aver usato un farmaco per la bronchite su prescrizione medica, ma senza dichiararlo prima di gareggiare.

E' di oggi la sentenza che lo condanna alla squalifica di un anno: “La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Emilio Berti (tesserato FITRI/FIDAL), visti gli artt. 2.1, 4.5.2.1 delle NSA, afferma la responsabilità dello stesso in ordine all’addebito ascrittogli e gli infligge la squalifica di un anno, a decorrere dal 31 gennaio 2019 e con scadenza al 30 ottobre 2019, così detratto il presofferto. Visto l’art. 10 NSA dispone l’invalidazione del risultato conseguito in gara. Condanna il sig. Berti al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00”.

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Oro olimpico a Rio De Janeiro il 14 agosto 2016, prima keniana a vincere la maratona femminile  alle Olimpiadi, Jemima Sumgong, nell’aprile del  2017, a pochi giorni dalla partecipazione alla Maratona di Londra, fu sospesa per essere risultata positiva, durante un controllo a sorpresa, alla eritropoietina ricombinante (il più noto Epo) per essere poi squalificata per quattro anni.

La Sumgong dichiarò di essere innocente e di essere in grado di provarlo, fino a consegnare pochi mesi fa all’AIU, l’Integrity Unit della federazione di atletica leggera, una lunga serie di documenti che avrebbero dovuto scagionarla. In particolare la maratoneta sosteneva che cinque giorni prima del controllo si era presentata al Keniatta National Hospital di Nairobi per una gravidanza extrauterina: qui per uno sciopero non  fu registrata la sua presenza,  le fu praticata una trasfusione da un medico “impostore”, trasfusione con sangue contaminato da Epo, che giustificava la sua  positività.

Ma gli ispettori dell’AIU hanno controllato accuratamente tutti i documenti scoprendo che i certificati erano stati falsificati, che la Sumgong era stata  ricoverata al Keniatta Hospital, ma nel 2009, mentre nel 2017- nei giorni della presunta trasfusione - si trovava a Kapsabet, come da registro WADA. . La stessa clinica aveva contemporaneamente fatto una serie di controlli smentendo la presenza della maratoneta nell’ospedale nelle date indicate nella certificazione.    

Così all’AIU non è rimasto che raddoppiare la squalifica alla Samgung, fino al 2025, che a questo punto ha finito la carriera.

Ma, quasi sicuramente, le resterà l’oro olimpico come consolazione…

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La 34enne keniana Lucy Kabuu Wangui è stata squalificata per due anni: vincitrice dell’ultima edizione della Maratona di Milano in 2h27:01, fu sottoposta al controllo antidoping risultando positiva alla morfina.

Sospesa in via precauzionale dal 1° agosto in attesa delle controanalisi, nonostante tutte le giustificazioni prodotte, compreso l’uso di medicinali dovuto ad un ricovero per un’infezione, è stata ritenuta colpevole dal Tribunale Antidoping della IAAF che l’ha sanzionata con due anni di squalifica che scadranno il 31 luglio 2020.

A questo punto la vittoria nella Milano Marathon andrà alla connazionale Vivian Kiplagat, seconda in 2h27:07. 

Da ricordare che Kabuu nella sua carriera ha vinto l'oro nei 10000 metri e il bronzo nei 5000 ai Giochi del Commonwealth del 2006; vanta, inoltre, il 12° tempo nella storia della maratona femminile con il 2h19:34 stabilito nel 2012 a Dubai. Due le partecipazioni alle Olimpiadi, ad Atene 2004 e Pechino 2008: in quest'ultima concluse in 5^ posizione i 10000 metri in 30:39.96. 

 

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Lunedì, 05 Novembre 2018 21:04

TNA: squalifica di 4 anni per Gianluca Tonetti

Squalifica di quattro anni per Gianluca Tonetti, che segue alla sospensione cautelare decisa dal TNA lo scorso 12 giugno per l’ultramaratoneta trovato positivo alla “sostanza Triamcinolone Acetonide Metabolita a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia al termine della gara di Atletica Campionato Italiano Individuale Km 100 Assoluto e Master svoltasi a Seregno il 15 aprile 2018” (Tonetti aveva chiuso in seconda posizione in 7h05’26”, medaglia d’argento, a soli 2’18” da Matteo Lucchese, vincitore in 7h03’08”, campione italiano).

Questo il comunicato odierno pubblicato sul sito della NADO Italia e che ferma a lungo Tonetti: 

La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Gianluca Tonetti, tesserato FIDAL, visti gli artt. 2.1 e 4.2.1 delle NSA, gli infligge la squalifica di 4 anni a decorrere dal 5 novembre 2018 e con scadenza 4 settembre 2022 così dedotto il presofferto. Visto l’art. 10 NSA dispone l’invalidazione del risultato conseguito in gara. Condanna il sig. Tonetti al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00.

 

 

NB: dal sito Humanitas.it: 

Triamcinolone

Il Triamcinolone può essere utilizzato per trattare molte diverse condizioni, dalle allergie ai disturbi dermatologici, passando per le malattie reumatiche, la colite ulcerosa, la psoriasi e alcune malattie dell'apparato respiratorio.

Il Triamcinolone è un corticosteroide. Agisce prevenendo il rilascio di molecole che causano infiammazione.
A seconda della patologia da trattare il Triamcinolone può essere somministrato pervia orale, mediante inalazione o tramite iniezioni (intrarticolari, intrasinoviali o sottocutanee).

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Lunedì, 05 Novembre 2018 18:07

TNA: Marco Bonfiglio sospeso in via cautelare

Prosegue il momento negativo degli ultramaratoneti, questa volta è Marco Bonfiglio, uno degli atleti più prestigiosi e popolari,  ad essere stato sospeso in via cautelare dal TNA. Ecco quanto riportato sul sito della NADO ITALIA:

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare il sig. Marco Bonfiglio (tesserato FIDAL) riscontrato positivo alla sostanza Betametasone (assunto con modalità diversa da quella consentita) a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia al termine della manifestazione di atletica “Ticino Ecomarathon 3^ edizione - Ultramarathon" svoltasi a Pavia il 14 ottobre 2018. 

 

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 La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare la sig.ra Luisa Betti (tesserata FIDAL), riscontrata positiva alla sostanza Betametasone a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia al termine della Manifestazione “100 Km delle Alpi – Torino -Foglizzo “ svoltasi a Foglizzo il 6 ottobre 2018.

(da comunicato NADO Italia)

Abbiamo contattato Luisa che ha rilasciato questo commento, presente anche sulla sua pagina Facebook:

Prima di iniziare ad accusare e a crocifiggermi… sappiate almeno bene come sono andate le cose. Io non ho nulla da nascondere e spiegherò tutto, anche perché prima del controllo anti-doping (alla 100 km delle Alpi in cui sono arrivata quinta, figuriamoci) ho subito dichiarato l'uso di un farmaco a base cortisonica che ho dovuto purtroppo assumere per motivi di salute a fine settembre (causa blefarite, una grave infiammazione delle palpebre di natura allergica), ma solo per una decina di giorni. Prima del controllo l'ho DICHIARATO ed ho mostrato anche il CERTIFICATO medico che mi ero fatta fare nell'eventualità di un controllo (non lo posto solo per motivi di privacy), ma evidentemente non è bastato. Proprio poche ore fa mi è giunta la brutta notizia di una sospensione cautelare (che NON equivale a una squalifica, ci tengo a sottolineare) e mi sono subito affrettata a contestarla e ad avvisare chi di competenza, compreso il mio medico di fiducia. Forse non avrei dovuto gareggiare in quei giorni, è vero… ma sinceramente non pensavo che la situazione potesse rivelarsi così grave. E poi con il certificato mi sentivo tutto sommato abbastanza sicura, ignorando o quasi tutta la storia della procedura TUE. Certamente è stata una imperdonabile leggerezza di valutazione che pagherò a caro prezzo come è giusto che sia, non mi sto affatto giustificando per quello… ma sono comunque tranquilla e soprattutto ho la coscienza più che pulita, e fiduciosa di riuscire a chiarire la faccenda. Ho tutte le prove e le documentazioni che testimoniano la mia buonafede e non vedo l'ora di poterle mostrare a chi di dovere. Chi mi conosce bene sa chi sono, sa da quanto tempo corro e soprattutto per quali MOTIVI corro. Motivi non certo legati a tempi e vittorie, anche perché altrimenti mi allenerei come si deve e non correrei così tante gare di fila. Confido quindi nell'intelligenza e nella sensibilità di ognuno di Voi. Se poi dovrò scontare una pena la sconterò, come è giusto che sia… del resto la leggerezza è stata mia e sono concorde con la frase "la Legge non ammette ignoranza". Se siete comunque Amici, come in cuor mio spero… mi crederete e mi starete magari vicini in questo difficile momento, senza crocifiggermi ne’ darmi addosso. Anche perchè come è accaduto a me, una semplice Amatrice che ha sempre corso per pura passione, può accadere a qualsiasi altro. Spero solo che serva come monito e insegnamento non solo a me, ma a tutti quanti. Per adesso non ho altro da aggiungere, anche perchè sono ancora abbastanza scossa e abbattuta. Grazie a tutti della comprensione.

 

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Giovedì, 11 Ottobre 2018 12:24

TNA: sospeso in via cautelare Zmnako Hussein

Ottavo nel recente Salomon Running Milano, valevole come Campionato Italiano di Trail corto (25 km), Hussein Zmnako Wali Hussein, classe 1987, tesserato per l’Atletica Pavese, al traguardo in 1:14:21, è stato sospeso in via cautelare dal TNA per positività al Clostebol.

Di seguito il comunicato ufficiale:    

La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare il sig. Hussein Zmnako Wali Hussein (tesserato FIDAL) riscontrato positivo alla sostanza Clostebol metabolita a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia al termine della Manifestazione di atletica “Campionato Italiano di Trail” svoltasi a Milano il 23 settembre 2018.

 

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Lunedì, 17 Settembre 2018 23:16

Ridotta la squalifica di Federica Poletti

Sul sito dell'agenzia antidoping (NADO) Italia appare il seguente comunicato, con data 14 Settembre 2018
"La Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping accoglie parzialmente il ricorso proposto il 17 luglio 2018 dall'atleta Federica Poletti (tesserata FIDAL), avverso la decisione adottata dalla Prima Sezione del TNA il 6 giugno 2018, depositata con motivazione il 3 luglio 2018, nel procedimento a carico della stessa e, per l'effetto, le infligge la squalifica di 1 anno e 3 mesi con decorrenza dal 6 giugno 2018 e, detratto il presofferto, con scadenza al 7 luglio 2019". 
Dovrebbe essere stata riconosciuta la non intenzionalità dell'assunzione di una crema per la pelle, di cui l'atleta non conosceva i poteri dopanti.

Più pesante, ovvero alquanto clamorosa, la squalifica (chiamiamolo pure ergastolo!) di cui dice il comunicato di oggi 17 settembre:
"La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del sig. Carmine Galletta (tesserato FIDAL – CSEN – FIGC), visti gli artt. 8 e 4.12.3 delle NSA, gli infligge la squalifica di 25 anni, a decorrere dal 14 gennaio 2040 e con scadenza al 14 gennaio 2065.  Condanna il sig. Galletta al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00".
Il galantuomo è un massaggiatore, attivo soprattutto nel ramo del ciclismo (due suoi 'clienti' si sono beccati 15 e 20 anni) ma non solo, già squalificato nel 2015 fino al 14 gennaio 2040 per "possesso di sostanze vietate e metodi proibiti , traffico e somministrazione di doping": 25 anni di squalifica! Avendo continuato nella sua attività si è beccato altri 25 anni, ora è squalificato fino 14 gennaio 2065, un record.

 

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Venerdì, 14 Settembre 2018 22:29

Altra squalifica: tocca alla Mulloni

Ancora una squalifica nel mondo del podismo, l’atleta F55 Giovanna Mulloni, al termine della Unesco City Marathon  del 25 marzo ad Aquileia, dove aveva vinto la sua categoria in 3h15’43”, è stata trovata positiva al Tibolone Metaboliti, un estrogeno molto usato dalle donne in menopausa.

La NADO Italia ha condannato l’atleta a un anno di squalifica (scadenza 24 marzo 2019), la cancellazione del risultato e il pagamento delle spese relative al procedimento pari a € 378.

La pena inflitta ha tenuto conto di diverse attenuanti: a) considerazione dell’assenza di colpa o negligenza grave (in questo caso la pena può andare dalla nota di biasimo a due anni), b) pronta ammissione della violazione da parte dell’atleta, con dimezzamento della pena prevista.

Ancora una volta va sottolineata l’impreparazione dei nostri podisti alla realtà del mondo agonistico, finché si corre per divertirsi con gli amici non ci sono problemi, ma quando si pretende di gareggiare a certi livelli bisogna conoscere le regole, o almeno chiedere lumi a chi possa o debba darli: il medico sociale, che ogni società ha l’obbligo di tesserare.

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Cristina Pitonzo è stata squalificata per 4 anni a seguito della positività alla sostanza betametasone riscontrata dopo il controllo antidoping  disposto dalla NADO Italia al termine della Centochilometri di Seregno valevole come Campionato Italiano Individuale Km 100 assoluto e Master, svoltasi il 15 aprile 2018.

La Pitonzo (GS Maiano Fiesole) aveva concluso in prima posizione assoluta, campionessa italiana sulla distanza, in 8h32’16” davanti alla tedesca Julia Fatton, seconda in 8h48’06”: a questa punto la Campionessa Italiana Fidal di Ultramaratona 100km diventa Daniela De Stefano (Asd Corricastrovillari), inizialmente terza, ora seconda assoluta e prima italiana al traguardo in 8h48’43”. Federica Verno (Asd Marciacaratesi) è così terza in 8h52’39”.  

Questo il comunicato Nado:

La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico della sig.ra Cristina Pitonzo (tesserata FIDAL), visti gli artt. 2.1, 4.2.1.2 delle NSA, le infligge la sanzione squalifica di 4 anni, a decorrere dal 23 luglio 2018 e con scadenza al 22 maggio 2022, così dedotto il presofferto. Visto l’art. 10 delle NSA dispone l’invalidità del risultato sportivo eventualmente conseguito in gara. Condanna la sig.ra Pitonzo al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00.

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A chi non secca di leggere sulle cronache che il tal personaggio, sebbene pluricondannato, era a piede libero ed ha commesso altri delitti? Qualcosa del genere è accaduto con Roberto Barbi. Allora... Ci è stato cortesemente mandato, dall’autore e dalla redazione di lamarcia.com, un documentatissimo articolo di Stefano La Sorda che parte dall’ultima (ultima?) sentenza emessa a carico del chiacchieratissimo maratoneta. Abbiamo chiesto e ottenuto il permesso di ripubblicarlo (dalla fonte https://deandreafausto.blogspot.com/), ed eccolo qua.

Personalmente ricordo quella volta in cui Calcaterra si rifiutò di salire sul podio nel quale stava anche Barbi, rientrato alle gare dopo aver scontato la prima squalifica ma, come si seppe dopo, già ricaduto nel vizietto di sempre. [F.M.]

 

La sentenza del 18-6-2018

“La Seconda Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping - visto l'art. 4.6.1 CSA, il quale prevede, in conformità a quanto disposto dall'art. 10.6.1.1 WADC, che NADO Italia possa sospendere una parte del periodo di squalifica "soltanto con il consenso" della WADA e della Federazione Internazionale competente, visto l'art. 11.2 CSA e visto il parere contrario espresso dalla IAAF e dalla WADA il 30 maggio 2018, impregiudicata ogni valutazione sull'esistenza di una fattiva collaborazione per l'accertamento di violazioni della normativa antidoping - respinge l'istanza di sospensione della sanzione presentata il 14 marzo 2018 dal sig. Roberto Barbi (tesserato FIDAL)”.

Il commento

Tragicomica: è questo l’aggettivo che calza a pennello con la vicenda di Roberto Barbi. Dopo la squalifica a vita del 2008 per terza positività al doping [vedi nota in fondo], era tornato all’attenzione a causa della trasformazione del suo “ergastolo sportivo” in sospensione di 15 anni; nell’aprile 2017 il TNA accettò la richiesta di sconto di pena, fissando al 9 marzo 2024 la fine della squalifica. Poi i fatti più recenti, con Roberto Barbi che si “suicida” violando l’art. 4.12.1 delle Norme Antidoping, perché partecipa e vince la 12^ Porretta Terme-Corno alle Scale 2017; di conseguenza il Tribunale Nazionale Antidoping gli infigge la pena prevista, ovvero il restart del periodo di squalifica con nuovo termine al 29 luglio 2032.

Storia finita? Macchè, poco tempo dopo l’ultima sanzione l’ex podista toscano rilascia una intervista assieme al suo avvocato, dichiarando di aver richiesto il reintegro immediato alle corse alla Procura Nazionale Antidoping.

Ed eccoci al  giorno in cui la seconda sezione del TNA ha valutato l’ultima richiesta di Barbi, rispondendo con un prevedibile “no grazie” a causa del parere negativo di WADA e IAAF. Sicuramente nasceranno discussioni tra giustizialisti e persone che lo rivorrebbero già in gara, ma qui occorre fare chiarezza e basarsi sui fatti e sui regolamenti.

Anzitutto le richieste di sospensione della squalifica vengono valutate in base all’art. 4.6.1 delle NSA (Collaborazione fattiva alla scoperta o all’accertamento di violazioni della normativa antidoping) e se nell’aprile 2017 il TNA ha ritenuto valida la collaborazione di Barbi (fattivamente o solo per incoraggiarlo), ieri invece non ha voluto premiarlo, dato anche il parere vincolante delle massime istituzioni sportive internazionali. Del resto, davanti ad una violazione delle norme così recente, come ci si poteva aspettare un atteggiamento diverso? Ma soprattutto, l’ex maratoneta ha rispettato i regolamenti durante il periodo di sospensione?

Verrebbe da dire di no, guardando a tutte le altre volte che Roberto Barbi ha partecipato (con strane modalità) a competizioni sportive durante la sua squalifica:

Maratona di Valencia 2011 (fatto già segnalato a suo tempo da podisti.net)

Qui Barbi era regolarmente iscritto e si classificò in posizione 580

Classifica: https://www.valenciaciudaddelrunning.com/wp-content/uploads/2014/06/clasificaciongeneralmaratonvalencia.pdf

 Video dell’arrivo in cui si vede anche Barbi: https://www.youtube.com/watch?v=Z7XzCmnF9s0

  

Festa del podista a Tavola di Prato (gara CSI) – 1 maggio 2016

Barbi partecipa iscrivendosi alla non competitiva, ma fa gara assieme ai primi anche se poi si ritira o non arriva con loro.

Pagina dove si possono vedere foto con Barbi alla partenza davanti al gruppo: https://www.lanazione.it/prato/sport/altri%20sport/festa-podista-tavola-1.2114345

  

Otto ore di Campano a Carmignano (Gara AICS) – 1 ottobre 2016

Qui Barbi era regolarmente iscritto (pettorale 559) e si classificò secondo nella 2 ore. 

Articolo che parla anche di Barbi con foto che lo ritrae in gara

 http://faccionotizia.gelocal.it/iltirreno/edizione-di-prato/carmignano/2016/10/05/otto-ore-su-e-giu-per-il-campano-vince-giusti/#2

 

 43^ Maratonina del Partigiano  a Bonelle di Pistoia (UISP) - 25 aprile 2017

Non si capisce se Barbi è iscritto o se è un “imbucato”, visto che nelle foto gli altri concorrenti hanno il cartellino attaccato alla maglia, mentre lui sembra non averlo; comunque fa gara assieme ai primi anche se poi si ritira o non arriva con loro.

Video della gara che riprende più volte Barbi

http://www.youreporter.it/video_BONELLE_Pistoia_ERMILI_SAID_VINCE_LA_43_MARATONINA

 

 Festa del podista a Tavola di Prato (gara CSI) – 1 maggio 2017

Ancora bis di Barbi, partecipa iscrivendosi alla non competitiva, ma fa gara assieme ai primi anche se poi si ritira o non arriva con loro.

Pagina dove si possono vedere foto e video con Barbi alla partenza davanti al gruppo: https://www.youtube.com/watch?v=2rkFI611s-Y&feature=youtu.be&t=46s&app=desktop

 

https://www.lanazione.it/prato/sport/festa-del-podista-ecco-foto-e-vincitori-1.3083663

 

L’art. 4.12.1 delle Norme Antidoping (Divieto di partecipare alle attività sportive durante il periodo di squalifica) parla chiaramente di divieto di partecipazione “ad una competizione o ad un'attività che sia autorizzata o organizzata da un Firmatario del Codice WADA, da un'organizzazione ad esso affiliata, da una società o altra organizzazione affiliata ad un’organizzazione affiliata a un Firmatario”, e tanto basta per capire che partecipare anche ad una non competitiva (che è una attività) organizzata da CSI, UISP o AICS (Enti di promozione sportiva sempre sotto il CONI che è il principale firmatario italiano del codice WADA) può portare a sanzioni da regolamento.

 Per questo l’ultima decisione del Tribunale antidoping è sacrosanta.

Rimane quindi un ultimo quesito per tutti gli amanti dello sport, visto che Roberto Barbi dopo la bravata della Porretta Terme-Corno alle Scale dichiarò “Non sapevo di non poter partecipare, neppure alle non competitive”: ma è davvero sincero o ci sta prendendo in giro?

 

Nota

 Violazioni antidoping accertate per Roberto Barbi

1996 Maratona di Firenze - Efedrina

3 mesi di squalifica

2001 Mondiali di Edmonton - EPO

Il primo caso assoluto di EPO riscontrato dalla IAAF, 4 anni di squalifica poi ridotti a 25 mesi

2008 Mezza di Mende (Francia) - CERA

squalifica a vita, poi ridotta con fine al 2024

 

2017 Porretta Terme-Corno alle Scale – Partecipazione durante il periodo di squalifica

fine squalifica spostato al 2032.

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Il sito del CONI ha pubblicato oggi la seguente notizia:
La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare il sig. Gianluca Tonetti (tesserato FIDAL), riscontrato positivo alla sostanza Triamcinolone Acetonide Metabolita a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia al termine della gara di Atletica “ Campionato Italiano Individuale Km 100 Assoluto e Master” svoltasi a Seregno il 15 aprile 2018.

Per saperne di più:

Gianluca Tonetti (Erba 1967) è un ex ciclista professionista (dal 1989 al 1993 e  dal 1999 al 2005), con due partecipazioni al Giro d'Italia e una alla Vuelta di Spagna, un terzo posto alla Coppa Agostoni e la vittoria del Trittico Lombardo 2001. Come podista, tesserato per il Team OTC Ssd Arl di Lurate Caccivio (CO), vanta tempi di 1.14 / 1.17 sulla mezza maratona,  2.37/2.40 sulla maratona (con partecipazioni recenti alle 42 di Verona, Abbiategrasso, Salsomaggiore ), ma soprattutto si è distinto alla Cento di Seregno, dove nel 2016 partecipò alla 50 km giungendo 6° in 3.20, e nei due ultimi anni andando in progressione: nel 2017 giunse  3° alla 100 km in 7.15, e quest'anno appunto 2° in  7.05:26, vicecampione d'Italia della specialità.

La sostanza dopante di cui sono state trovate tracce nel suo fisico è un corticosteroide,  solitamente usato contro le malattie infiammatorie e le tendiniti, in genere per iniezione intrarticolare che deve essere eseguita da un medico specializzato. È stata messa fuorilegge dal 2014: uno dei suoi principali beneficiari pare sia stato il ciclista inglese Bradley Wiggins  (Team Sky), vincitore nel 2012 del Tour de France, sei titoli mondiali, olimpionico in quattro Giochi consecutivi, e detentore del record dell'ora: Wiggins avrebbe usufruito di particolari esenzioni terapeutiche dovute alla presunta asma di cui soffrirebbe.

Tornando a Tonetti, segnaliamo che la Cento di Seregno si trova già priva della vincitrice femminile 2018, Cristina Pitonzo. Avanti un altro!

Quanto al tribunale antidoping, è di ieri la notizia della squalifica di dieci mesi della tennista Sara Errani, che giustifica il suo doping coi tortellini preparati dalla mamma.

Come diceva quello, spesso le tragedie finiscono in farsa.

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La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell'istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare Cristina Pitonzo (tesserata FIDAL) riscontrata positiva alla sostanza Betametasone a seguito di un controllo disposto dalla NADO Italia al termine della gara  “Campionato Italiano Individuale Km 100 assoluto e Master - La Centochilometri di Seregno” svoltasi a Seregno il 15 aprile 2018.
Qui, Cristina Pitonzo, tesserata per il G.S. Maiano, società di Fiesole (FI), aveva vinto il titolo italiano di specialità con il crono di 8:32:16, staccando in modo netto Julia Fatton (8:48:06) e Daniela De Stefano (8:48:43).

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Un nuovo, clamoroso caso di doping scuote l’atletica mondiale: il keniano Asbel Kiprop, il dominatore dei 1500 metri, è risultato positivo all’Epo.

Il 28enne sarebbe stato “beccato” ad un controllo a sorpresa del dicembre 2017.

Kiprop nella sua carriera ha vinto l’oro olimpico a Pechino 2008 (ottenuto dopo la squalifica per doping – cera – di Rashid Ramzi del Bahrein) e tre mondiali consecutivi (Daegu 2011 –Mosca 2013 – Pechino 2015); 3’26”69 il suo personale sui 1500, nel 2015, terza prestazione all-time dietro il marocchino Hicham El Guerrouj (3’26”00) e lo statunitense Bernard Lagat (3’26”34).

Da segnalare che il keniano è gestito da Federico Rosa, il manager bresciano in passato coinvolto nella positività, sempre per epo, delle maratonete Jemina Sumgong e Rita Jeptoo.

Kiprop ha dichiarato : “Dicono che sarei risultato positivo? Sono stato sempre in prima linea nella lotta al doping, e perche rovinare così tutto quello che ho fatto dal 2007? Dimostrerò di essere pulito!”  

La positività, anticipata dal giornale inglese Daily Mail e in attesa di conferme dalla IAAF, vede Kiprop non presente nella lista degli atleti partecipanti alla prima tappa della Diamond League, il 4 maggio a Doha, per la prima volta dal 2010… 

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Venerdì, 20 Aprile 2018 22:45

Roberto Barbi squalificato fino al 2032

Roberto Barbi accumula una nuova squalifica a seguito della partecipazione non consentita alla 12^ Porretta Terme-Corno alle Scale (BO) dello scorso 30 luglio 2017: in particolare, l’ex maratoneta toscano prima radiato per reiterato doping e poi in base al ricorso squalificato fino al 9 marzo 2024, prendeva parte alla suddetta 30 chilometri inserita nel calendario UISP, tagliando il traguardo competitivo.

Questa la sentenza: “La Seconda Sezione del TNA, in accoglimento della richiesta della Procura Nazionale Antidoping, dichiara sussistente la violazione dell’art. 4.12.1 CSA contestata al sig. Roberto Barbi (tesserato FIDAL) e statuisce che la squalifica pendente sullo stesso decorra nuovamente a far data dal 30 luglio 2017 (nuovo termine finale al 29 luglio 2032), in applicazione dell’art. 4.12.3 CSA. Condanna il sig. Barbi al pagamento delle spese del presente procedimento, che liquida in € 350,00.

La squalifica di Barbi, essendo nato il 25 marzo 1965, terminerà quando l’ex atleta avrà 67 anni.

Ecco la regola infranta da Barbi:

4.12.3 Violazione del divieto di partecipazione durante una squalifica.

Qualora l’Atleta o altra Persona violi il divieto di partecipazione di cui al comma 4.12.1, i risultati ottenuti a seguito di tale partecipazione saranno invalidati ed il periodo di squalifica originariamente comminato, dovrà ricominciare a decorrere dalla data della violazione. Il nuovo periodo di squalifica può essere ridotto ai sensi dell’articolo 4.5.2 se l’Atleta o altra Persona dimostra la propria assenza di colpa o negligenza significativa per la violazione del divieto di partecipazione. Sarà il CONI-NADO a determinare se l’Atleta o altra Persona abbia o meno violato il divieto di partecipazione e se sia appropriata una riduzione ai sensi dell’articolo 4.5.2. E’ possibile ricorrere in appello avverso tale decisione ai sensi dell’art. 32.

Qualora il Personale di supporto dell’Atleta o altra persona assistano un soggetto nel contravvenire al divieto di partecipazione durante il periodo di squalifica, l’Organizzazione antidoping avente competenza nei confronti di tale personale di supporto o altra persona dovrà procedere alla erogazione di sanzioni per violazione dell’articolo 2.9 relativamente all’assistenza di cui sopra.

Per completezza, segnaliamo anche che Matteo Giovannelli, del comitato organizzatore della Porretta-Corno alle Scale, in data 15 febbraio 2018 ha ricevuto da parte del Tribunale nazionale antidoping l'avviso ufficiale di archiviazione di ogni accusa per sé e l'organizzazione.

 

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Il TNA (Tribunale Nazionale Antidoping) ha sospeso in via cautelare Federica Poletti, tesserata per il GS Fulgor Prato Sesia) dopo un controllo al trmine della 38^ Biella-Piedicavallo, dove l’atleta aveva chiuso in terza posizione in 1:23:50 alle spalle della vincitrice Giorgia Morano (1:17:57) e di Valeria Roffino, seconda in 1:18:18.

Questo il comunicato ufficiale: La Prima Sezione del TNA, in accoglimento dell’istanza proposta dalla Procura Nazionale Antidoping, ha provveduto a sospendere in via cautelare l’atleta Federica Poletti (tesserata FIDAL) riscontrata positiva alla sostanza Clostebol Metabolita a seguito di un controllo disposto da NADO Italia al termine della gara di atletica leggera “38^ Gara Podistica Biella - Piedicavallo” svoltasi a Piedicavallo il 25 marzo 2018.

Queste le dichiarazioni rilasciate dall’organizzatore, Claudio Piana: «Non mi aspettavo di avere un’atleta positiva. Di controlli ne fanno tanti e qualcuno cade nella rete. Poletti si è giustificata e io credo nella presunzione d’innocenza».

Sul profilo Facebook, Poletti scrive: «A fine gara ci chiamarono per il controllo antidoping, mi sottoposi senza problemi e con la coscienza pulita. Al termine tornai a casa tranquillissima anche perché più che pillola e ferro non assumevo. Alcuni giorni dopo mi chiamarono dalla procura antidoping di Roma dicendomi di essere risultata positiva al test antidoping per il Clostebol, steroide anabolizzante contenuto solo in pomata o spray cutaneo. Per me fu una doccia fredda: non riuscivo a capire il motivo, cosa avessi potuto usare, fino a quando dopo un sacco di ricerche notai che questa sostanza era contenuta in una pomata chiamata “Trofodermin” che usavo per la cura di un brufolo infiammato, mai avrei pensato di doparmi con una crema. Non ci sono parole per descrivere il mio stato umorale. Per me è un momento difficile da superare, chi mi conosce sa che la forza la grinta e il sorriso non mi manca sia nelle vittorie che nelle sconfitte, cercherò di andare avanti a testa alta perché la coscienza ce l’ho pulita». 

 

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Venerdì, 16 Febbraio 2018 13:11

Quattro anni di squalifica a Lahcen Mokraji

Lahcen Mokraji, atleta marocchino nato nel marzo del 1979 e molto noto in Italia, è stato squalificato per 4 anni in quanto, dopo un prelievo effettuato il 19 novembre scorso al termine della maratona di Verona dove si classificò al terzo posto, gli sono state riscontrate tracce di clenbuterolo.

Tesserato per l’Atletica Desio, nel suo palmares Mokraji vanta molte vittorie, come ad esempio la maratona di Reggio Emilia del 2011 e 2014, le mezze di Crema, Gualtieri, Trecate e tante altre ancora.

La squalifica di Mokraji decorre dal 12 febbraio 2018 e scadrà il 12 dicembre 2021 (è stato sospeso il 12 dicembre 2017).

 

I personali di Mokraji:

10.000 metri: 30’15”90 (Binasco 2012)

10 km: 29’59” (Cuneo 2014)

Mezza maratona: 1h01’37” (Ostia 2012)

Maratona: 2h12’29” (Reggio Emilia 2011)

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Mercoledì, 24 Gennaio 2018 14:10

Quattro anni di squalifica per Michele Stingone

Michele Stingone, classe 1994 e tesserato per il Caivano Runners, è stato squalificato 4 anni con decorrenza 23 gennaio 2018 e con scadenza 22 gennaio 2022 per aver eluso un controllo antidoping (art. 2.3 e 4.3.1 delle Norme Sportive Antidoping). Stingone dovrà inoltre pagare 378 € per le spese del procedimento.

 

I primati di Michele Stingone:

5.000: 14:24.00 (Napoli 2017)

10.000: 29:51.05 (Castelporziano 2016)

10 km su strada: 30:40 (Telese 2016)

Mezza maratona: 1:06:48 (Verona 2017)

Maratona: 2:26:25 (Verbania 2016)

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Situazione comica e imbarazzante quella venutasi a creare nel corso dei campionati indoor russi svoltisi a Irkutsk: all’arrivo della Rusada (l’agenzia russa dell’antidoping) 36 atleti su 200 se la sono svignata prima che i medici preposti potessero fermarli per il controllo. Una dozzina di loro, il giorno dopo, ha presentato un certificato medico, gli altri invece non hanno dichiarato nulla come scusante.

A quanto pare il doping in Russia continua ad essere una piaga da combattere con più armi possibili.

 

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