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Giu 18, 2020 364volte

Le corse, come le ciliegie non raccolte: cadono

Questo non lo si fa più! Questo non lo si fa più! Roberto Mandelli

In questi giorni, sulle stradette e piste ciclabili che percorriamo nel tentativo di riacquistare un po’ di fiato, ci capita di incontrare ciliegie cadute dai rami: a volte ancora integre e mangiabili, più spesso rovinate, beccate da uccelli, oppure schiacciate a terra senza che nessuno abbia potuto goderne.
Viene da fare un paragone con le corse programmate nei calendari di inizio anno. Ieri, 17 giugno, nelle nostre e vostre caselle postali è arrivata la notizia, piena di speranza, del lancio per il 1° luglio di una gara competitiva e collettiva a Firenze

https://www.podisti.net/index.php/in-evidenza/item/6219-1-luglio-a-firenze-si-corre-a-onde.html


Ma sono pure arrivati gli annunci di gare che si stavano approssimando, rinviate di qualche mese o annullate del tutto. L’Aquadela di Bologna, a un mese dalla classica serale Bologna-Casaglia-San Luca, ha fatto sapere quello che abbiamo pure pubblicato:

http://podisti.net/index.php/notizie-flash/item/6221-per-la-casaglia-san-luca-appuntamento-al-2021.html

cioè:

Con grande rammarico dobbiamo comunicare ufficialmente che la "Casaglia San Luca 2020", programmata per il 17 luglio, pur non essendo ancora inserita in calendario Fidal, non potrà essere disputata quest'anno, stante l'attuale situazione di sospensione delle gare e in particolare delle manifestazioni su strada.

Vi diamo già l’appuntamento al 16 luglio 2021, per una nuova e splendida edizione della Casaglia, che rimarrà quindi la 38ª.

Dalla Toscana, la Reggello-Vallombrosa rimanda all’8 dicembre l’edizione, ormai prossima, della compertizione:

La pandemia aveva fatto temere la cancellazione dell’evento previsto per luglio, le difficili condizioni organizzative imposte dai protocolli stabiliti dalla Fidal in accordo con il Governo avevano anche spinto gli organizzatori a considerare l’annullamento della gara, per la prima volta nella sua storia, ma alla fine è prevalsa la volontà di continuare, ma spostando in là l’evento. La Reggello-Vallombrosa tornerà quindi a riempire i discorsi degli appassionati e a mettere alla prova la loro condizione fisica il prossimo 8 dicembre, per un’edizione invernale tutta da vivere.
L’appuntamento è quindi per la mattina dell’8 dicembre in Piazza Garibaldi a Reggello, con la speranza che di cui al fatidico giorno la pandemia sia diventata solo un brutto ricordo e si possa tornare a gareggiare tutti insieme.

Per il resto, è un dilagare di corse ‘virtual’; oppure della loro trasformazione, come ci informano gli organizzatori del Ravenna Runners Club:

Mercoledì 8 Luglio la società nota per l’organizzazione della Maratona di Ravenna Città d’Arte e di altre iniziative di running chiamerà a raccolta tutti per una giornata dedicata al plogging.
Il ritrovo, nel totale rispetto di tutte le normative in vigore per contrastare la diffusione del Covid-19, è fissato nell’area del Parco Baronio di Ravenna nei pressi dell’ingresso da Via Meucci alle ore 18.30. Da lì il gruppo, in base all’andatura e alle capacità di ogni partecipante, ma anche alle regole sul distanziamento sociale in essere quel giorno, partirà per una corsa fatta di benessere, divertimento e senso civico in diverse direzioni in maniera tale da “fare cleaning” in più zone della città.
Per partecipare occorrerà solamente presentarsi con l’abbigliamento adatto ad una corsa o ad una camminata. Il materiale per la raccolta, ovvero guanti e sacchetti, verrà fornito a Ravenna Runners Club da Hera, interpellata a proposito dell’iniziativa, e sarà distribuito a tutti i partecipanti. Una bella occasione insomma per incontrarsi, rivedersi facendo sport e contribuendo allo stesso tempo alla tutela dell’ambiente che ci circonda e che ha sempre più bisogno delle nostre attenzioni, non solo a parole, ma anche attraverso gesti concreti.

Podisti altruisti, dunque: non dimentichiamo le decine di migliaia di euro fatti arrivare alla Protezione Civile, che se durante l’epidemia sta svolgendo un ruolo fondamentale, non è stata altrettanto comprensiva nei riguardi del nostro movimento: ricordiamo tutti la cosiddetta circolare Gabrielli (del prefetto Franco Gabrielli, capo della Protezione civile dal 2010 al 2015, e ora capo della Polizia, che dunque ci tiene costantemente e strettamente sotto controllo).

Insomma, dall’altra parte del tavolo, cosa si sta facendo? Sempre oggi, consultando il sito del governo centrale, la risposta alle FAQ sull’attività sportiva o motoria (un po’ datata, ma tuttora vigente) pare favorevole:

Sì, l’attività sportiva o motoria all’aperto è consentita. Sarà possibile la presenza di un accompagnatore per i minori o per le persone non completamente autosufficienti. È obbligatorio rispettare la distanza interpersonale di almeno due metri, se si tratta di attività sportiva, e di un metro, se si tratta di semplice attività motoria. In ogni caso sono vietati gli assembramenti.
Al fine di svolgere l’attività motoria o sportiva di cui sopra, è consentito anche spostarsi con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività. Fino al 2 giugno 2020, non è consentito svolgere attività motoria o sportiva fuori dalla propria Regione.
L'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell'individuo attraverso l'esercizio fisico, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a decorrere dal 25 maggio 2020.
A tali fini, sono emanate linee guida a cura dell'Ufficio per lo Sport, sentita la FMSI, fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle regioni e dalle province autonome.

Andiamo allora alle Linee guida per lo sport, emanate dall’Ufficio per lo sport (e firmate dal capufficio Giuseppe Pierro,  che le ha inviate con prot. n. 3180 del 03/05/2020 al Presidente del CONI, al Presidente del CIP, e, loro tramite, a tutti i Presidenti di Federazioni, DSA, EPS). Le norme sono state aggiornate sulla base del DPCM del 17 maggio, ma con l’occhio, per quanto si legge, soprattutto all’accesso a palestre, piscine, impianti sportivi in genere, al fine

di meglio regolamentare l’accesso alle strutture con appuntamenti prenotabili in anticipo per evitare il rischio di assembramenti o il mancato rispetto delle misure di distanziamento e di divieto di assembramenti, con particolare riferimento alle aree più a rischio (reception, hall, sale di attesa, percorsi di accesso agli impianti, ecc….) e, più in generale, per contingentare il numero massimo di persone che potranno accedere agli spazi e alle aree comuni, nonché alle aree dove svolgendosi attività con impegno fisico e respiratorio elevato, aumentano il rischio di diffusione dei droplets.
Le presenti Linee-Guida si applicano anche a qualunque altra organizzazione, ente o associazione che si occupi di esercizio fisico e benessere dell’individuo.

E ancora:

Le misure di prevenzione e protezione sono finalizzate alla gestione del rischio di contagio all’interno del sito sportivo. Esse devono essere adottate sulla base delle specificità sportive emerse dalla fase di analisi del rischio, avendo ben presente che le misure di prevenzione e protezione non vanno intese come tra loro alternative ma quali dotazioni minime ai fini del contagio in relazione alla attuale situazione epidemiologica in atto. Allo stato, le principali misure di prevenzione del contagio consigliate dalle autorità sanitarie sono il distanziamento, l’igiene delle mani (anche per il tramite dell’utilizzo di dispenser di detergente) e delle superfici e la prevenzione della dispersione di droplets tramite l’utilizzo di mascherine e visiere.
Tali misure di mitigazione del rischio sono però di difficile attuazione in molti momenti della pratica sportiva, anche in fase di allenamento per tutti i livelli di pratica, da quella amatoriale a quella professionistica. In particolare, l’utilizzo di mascherine e visiere è spesso incompatibile con il carico metabolico e con il gesto sportivo. Pertanto, devono essere prese in considerazione anche altre misure di mitigazione, meno utilizzate in altri ambiti lavorativi e sociali, che agiscano in modo coordinato per consentire una ripresa il più possibile sicura.
Tra queste: la gestione di presenze contingentate, per limitare la possibilità di diffusione del contagio; la sostituzione di attività in presenza con attività virtuali; la tutela sanitaria in ambito sportivo.

Dunque? Torniamo da dove siamo partiti, a Bologna, per gli ultimi aggiornamenti che dal 22 giugno lasciano presagire una riapertura pressoché totale. Stralciamo dal comunicato ufficiale della Regione, dal titolo Sport, ripartenza in sicurezza:

SPORT INDIVIDUALE

È consentito svolgere attività sportiva all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici (se aperti).
L’atleta deve rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri dalle altre persone (tranne nel caso in cui si tratti di congiunti conviventi, di minori o persone non completamente autosufficienti).

PALESTRE, PISCINE, CENTRI SPORTIVI

È consentito svolgere attività sportiva presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, e altre strutture nelle quali si svolgano attività sportive in forma singola o di squadra dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico.
A queste attività si applicano le regole contenute nei seguenti protocolli di sicurezza regionali e nelle linee guida nazionali.

[quelle appena citate sopra]

Domanda: All’interno di strutture sportive all'aperto è possibile svolgere allenamenti o partite di allenamento non individuale (es: doppio di tennis, beach tennis, beach volley, paddle ecc.)?

R.: Ciascun ente, organizzazione o associazione che gestisce centri sportivi è tenuto ad adottare appositi protocolli applicativi di dettaglio per l’attività sportiva, nel rispetto delle disposizioni generali dettate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio dello Sport - con le "LINEE GUIDA PER L’ATTIVITÀ SPORTIVA DI BASE E L’ATTIVITÀ MOTORIA IN GENERE" 

Nel rispetto degli standard definiti dalle linee guida nazionali e degli ulteriori standard specifici per le singole discipline sportive, ove adottati dai singoli enti riconosciuti dal CONI e/o dal CIP la pratica dello sport di doppio è ammissibile nei limiti del distanziamento standard richiesto di metri 2.

Da uno siamo passati a due, è già un progresso. Passiamo agli sport di squadra:

ALLENAMENTI DEGLI ATLETI

Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a porte chiuse.
I soli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione a competizioni di livello nazionale ed internazionale, possono spostarsi da una regione all’altra, previa convocazione della federazione di appartenenza.

La serie A è ricominciata, anche se dalle righe sopra sembra che la Regione abbia ‘autorizzato’ solo gli allenamenti. Ma le gare? Ahinoi, ecco l’ultima riga:

EVENTI E COMPETIZIONI

Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati.

Dunque, qualsiasi gara podistica che non figuri come ‘allenamento’ è tuttora “sospesa” (sinonimo meno perentorio, ma equivalente a “proibita”).
Ecco perché la Casaglia-San Luca non si fa, e a Ravenna si raccolgono rifiuti (rigorosamente senza cronometro); mentre noi praticanti continuiamo a collezionare i ‘rifiuti’ delle corse che non si faranno più.

 

 
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