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Nov 07, 2020 816volte

Fabbricini, Giomi: scontro tra chi vuole arrivare e chi non molla la presa

Alfio Giomi e Roberto Fabbricini Alfio Giomi e Roberto Fabbricini

E’ di questi giorni l’attacco portato ad Alfio Giomi, presidente Fidal in uscita, da parte del candidato Roberto Fabbricini. La questione riguarda l’assegnazione dei campionati europei del 2024, che vede in concorrenza Roma e Katowice (Polonia), decisione prevista per il 10 novembre.

A prima vista, forse con una lettura un po' cattiva, pare proprio di leggere la preoccupazione di chi (Fabbricini, nel caso vincesse le elezioni) potrebbe trovarsi una cosa gestita da altri e chi (Giomi) fatica a mollare la presa, sia pure dopo 8 anni di presidenza Fidal (due mandati).

Fabbricini dice:  

Nel momento in cui la pandemia che ci assale ha messo a terra il mondo intero da tutti i punti di vista… non mi pare giustificabile l’insistenza con cui il presidente uscente Alfio Giorni e il suo gruppo dirigente continuano a sostenere la candidatura di Roma, considerando l’organizzazione degli Europei 2024 come un’occasione di irripetibile convenienza e prestigio. Non appare chiaro a chi converrebbe allestire questa manifestazione e chi trarrebbe prestigio da tutto ciò…. Chi dovrebbe supportarla nell’aspetto finanziario, dovrebbe farlo con atti di impegno vincolante e non con generiche espressioni di intento”.

La risposta di Giomi è piuttosto articolata:

“Dico la verità, ho trovato fuori luogo, pretestuoso, intempestivo l’intervento di Roberto Fabbricini, dirigente dalla grande esperienza, contro la candidatura dl Roma a organizzare gli Europei di atletica 2024…”.

Si commette un errore di valutazione, gli Europei a Roma, a distanza di 50 anni da quelli del 1974, godrebbero della massima espressione, compresa quella tecnica. Non solo, sono parecchi gli atleti azzurri che arriverebbero in quel periodo alla loro massima maturazione”.

“Sono giorni importanti, decisivi per l’evento, e tengo a dire che quella dl Roma non è una candidatura improvvisata, tutt’altro, si avvale del pieno appoggio di governo, regione Lazio, Roma capitale, Coni e Sport e Salute” ha aggiunto.

“Il Consiglio federale ha approfondito la candidatura e mi ha dato mandato, nel caso in cui dovessimo vincere, di firmare l’accordo con la European Athletics – spiega Giomi – Lavoreremo negli eventuali tre mesi che rimangono per costruire una governance. Non è escluso che mi trovi ad avere un ruolo nell’organizzazione dell’evento. Continuerò a lavorare, secondo il progetto, poi deciderà il Consiglio federale. Una cosa è certa: me ne vado senza chiedere niente in cambio”.

Ora, ci sono diversi passaggi che fanno venire più di un dubbio sulla legittimità, o quantomeno opportunità, del suo operato; partiamo dal fatto che si è sostanzialmente autocandidato a gestire gli Europei 2024 (sempre in caso di vittoria di Roma), attraverso il suo consiglio federale. In definitiva, si autoassegna un ruolo prendendo un mandato che di fatto impegna il prossimo consiglio federale: tutto normale così? Mah.

Che Giomi voglia stare a bordo della nave, in un modo o nell’altro, è certo; del resto lui è convinto di aver fatto bene, lo ha sempre ribadito, anche dopo il disastro delle Olimpiadi di Rio 2016, e più recentemente in un’intervista ad un giornale toscano (Tirreno del 10 ottobre). Estrapolo alcuni passaggi:

Mi auguro che ci sia continuità tecnica, questa strategia ha portato a risultati incontrovertibili che sono sotto gli occhi di tutti. Abbiamo dato orizzonti nuovi all’atletica italiana…….. Pensate alla rivoluzione della corsa su strada, all’invenzione della Runcard………... Le tantissime cose fatte ci hanno a volte messo anche in crisi: una federazione che passa da 170mila a 270mila tesserati qualche scotto lo paga.

Al di là dei bilanci lo sguardo rimane proiettato al futuro, visto che in ballo c’è ancora la candidatura per gli Europei di Roma 2024, con il verdetto per l’assegnazione atteso per il 10 novembre.

Qualcuno potrebbe dire...ma di che parla? Rivoluzione della corsa su strada (beh, a suo modo c’è stata, ma lasciamo stare i risultati). I tesserati da 170 a 270.000…quando erano ben più di 200.000 già all’inizio del suo primo mandato (che doveva essere l’unico, lo aveva dichiarato mille volte). Runcard? un danno senza fine per i gruppi sportivi, e via così.

In ogni caso il suo sguardo “rimane proiettato al futuro”. Nel 2024 avrà 76 anni, mi pare giusto che si preoccupi del suo avvenire, in un paese dove gli anziani pare proprio che siano un problema, invece che una risorsa.  

 

 
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